Programma 12-19 luglio 2020

Preghiera di Papa Francesco

O Maria,

tu risplendi sempre nel nostro cammino

come segno di salvezza e di speranza.

Noi ci affidiamo a te, Salute dei malati,

che presso la croce

sei stata associata al dolore di Gesù,

mantenendo ferma la tua fede.

Tu, Salvezza del popolo romano,

sai di che cosa abbiamo bisogno

e siamo certi che provvederai

perché, come a Cana di Galilea,

possa tornare la gioia e la festa

dopo questo momento di prova

Aiutaci, Madre del Divino Amore,

a conformarci al volere del Padre

e a fare ciò che ci dirà Gesù,

che ha preso su di sé le nostre sofferenze

e si è caricato dei nostri dolori

per condurci, attraverso la croce,

alla gioia della risurrezione. Amen.

12 luglio

Vivere il Mistero- Il tema di questa XV domenica per annum è quello della parola di Dio. Una Parola efficace e feconda ma che allo stesso tempo necessita di un «terreno» in cui portare il suo frutto capace di accoglierla. Matteo paragona la Parola ad un seme, e il seme, come sappiamo, ha i suoi tempi di crescita fino al frutto maturo. La Parola è efficace e germina, nei solchi della storia, in modo silenzioso. Al contrario la parola dell’uomo, il quale prima progetta, definendo tempi, momenti e modalità di operazione. Ad osservare il seminatore che esce per la semina sorge spontaneo un interrogativo: «Perché tanto spreco?». Bisogna sapere che a quei tempi si usava seminare in un terreno che era rimasto incolto per tutta l’estate e che naturalmente era stato attraversato da pastori, greggi e quant’altro. Dopo la semina, e non prima, si arava per interrare il seme nella terra. L’agricoltore seminava perciò tutto il terreno a sua disposizione senza sapere però qual era il suolo fertile. Questo giustifica il fatto che il seme poteva cadere in terreni poco profondi o dove potevano nascere rovi e spine. Ma da qualche parte il terreno buono avrebbe dato il frutto sperato. Osserviamo ora la progressione all’interno della parabola. Ci sono quattro momenti; i primi tre corrispondono alle tre tappe dello sviluppo del seme che dapprima cade nella terra, poi germoglia, e infine cresce. Il quarto momento segna la maturità, ovvero il frutto. Nei primi tre momenti ci sono varie difficoltà (uccelli, roccia, spine) che compromettono il seme, nel quarto invece tutto è superato felicemente. Cosa vuole dire Gesù con questa parabola? Ci sono state difficoltà e ostacoli nella sua predicazione e per molti che lo hanno seguito le speranze si sono fatte sempre più esili. Ciò che Gesù promette non sembra realizzarsi. L’invito allora è quello di sperare. Alla fine il Regno di Dio si presenterà in pienezza e tutti riconosceranno la verità dell’insegnamento evangelico. Accanto alla speranza, che non delude, il discepolo abbia anche fede e sappia attendere pazientemente. Quando Gesù spiega ai discepoli la parabola del seminatore, sposta l’attenzione da Dio (com’era nella parabola nell’immagine del seminatore) all’uomo (ai vari terreni che accolgono il seme). Possiamo dire anche in questo modo: dalla fede passa all’impegno morale. Attenzione però, questi non sono due momenti opposti. Sono sì distinti ma non divergenti. Quando il discepolo del Vangelo si pone in ascolto della Parola di Dio viene da essa illuminato. In forza di questa luce egli poi cammina nella vita operando e diffondendo il Regno di Dio, Ma il discepolo sa molto bene che l’ascolto della Parola di Dio non è semplice; il cuore umano può essere distolto dal maligno e reso sterile. Non solo, le varie prove della vita possono essere un ostacolo serio affinché la Parola possa mettere radici profonde.

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Letture: Isaia 55,12-11 / dal Salmo 64 / Romani 8,18-23

Tu visiti la terra, Signore, e benedici i suoi germogli.

Dal Vangelo secondo Matteo (13,1-23)

Quel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare. Si radunò attorno a lui tanta folla che egli salì su una barca e si mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia.

Egli parlò loro di molte cose con parabole. E disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti». Gli si avvicinarono allora i discepoli e gli dissero: «Perché a loro parli con parabole?». Egli rispose loro: «Perché a voi è dato conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato. Infatti a colui che ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a colui che non ha, sarà tolto anche quello che ha. Per questo a loro parlo con parabole: perché guardando non vedono, udendo non ascoltano e non comprendono. Così si compie per loro la profezia di Isaìa che dice: “Udrete, sì, ma non comprenderete, guarderete, sì, ma non vedrete. Perché il cuore di questo popolo è diventato insensibile, sono diventati duri di orecchi e hanno chiuso gli occhi, perché non vedano con gli occhi, non ascoltino con gli orecchi e non comprendano con il cuore e non si convertano e io li guarisca!”. Beati invece i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché ascoltano. In verità io vi dico: molti profeti e molti giusti hanno desiderato vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono! Voi dunque ascoltate la parabola del seminatore. Ogni volta che uno ascolta la parola del Regno e non la comprende, viene il Maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore: questo è il seme seminato lungo la strada. Quello che è stato seminato sul terreno sassoso è colui che ascolta la Parola e l’accoglie subito con gioia, ma non ha in sé radici ed è incostante, sicché, appena giunge una tribolazione o una persecuzione a causa della Parola, egli subito viene meno. Quello seminato tra i rovi è colui che ascolta la Parola, ma la preoccupazione del mondo e la seduzione della ricchezza soffocano la Parola ed essa non dà frutto. Quello seminato sul terreno buono è colui che ascolta la Parola e la comprende; questi dà frutto e produce il cento, il sessanta, il trenta per uno». Parola del Signore

VITA ECCLESIALE

Sabato 11
Domenica 12 18.30 + Toffanello Maria

+ Alberti Dante e Casadio Irma

Lunedì 13 18.30 + Erick e il padre

+ Lolli Palma

Martedì 14 8.00 Per una persona vivente
Mercoledì 15 18.30 + Catarina Veras

+ Farina Monica

Giovedì 16 18.30 Vivi e defunti della famiglia Dovadola Ivano e parenti vivi e defunti delle famiglie Dovadola-Ruffini
Venerdì 17
Sabato 18 18.30 + Zagonara Domenico e Romeo e Faccani Paolina
Domenica 19

Orario Confessioni Concordare con don Pietro eventuali esigenze

(muniti di mascherina rispettando rigorosamente le distanze come predisposto)

Orario SS. Messe Feriale : Martedì e Venerdì ore 8.00

Lunedì, Mercoledì, Giovedì e Sabato ore 18.30

Festivo : ore 10.30, 18.30

Tutti i giorni ore 17.55 S. Rosario

Venerdì ore 20.30 Adorazione eucaristica

N.B. Tutte le celebrazioni sono aperte a tutti i fedeli e si possono seguire anche nel sito internet della parrocchia

Nota. Da lunedì 18 maggio sono riprese le celebrazioni con il popolo.

La S. Mesa feriale è secondo il solito orario e quella festiva come indicato nel riquadro sotto. Dovranno ovviamente essere rispettate tutte le disposizioni di legge (distanziamento, mascherine, ecc..).

Alla scuola di Gesù :
Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì Venerdì Sabato
Mt 10,34-11,1 Mt 11,20-24 Mt 11,25-27 Mt 11,28-30 Mt 12,1-8 Mt 12,14-21

Il catechismo in parrocchia resta sospeso fino a nuove disposizioni

Anno : A

Luglio 2020

LA VITA DELLA COMUNITA’

Domenica 12

XV del T.O.

S. Messe alle ore 10.30 e 18.30 (NO alle 8.00)
Mercoledì 15 Ore 19.30 (S. Paolo) : Celebrazione della preghiera del Vespro su iniziativa di A.C diocesana
Giovedì 16

B.V. Maria del Monte Carmelo

S. Messa ad orario feriale
Venerdì 17 S. Messa ad orario feriale

Ore 20.30 (S. Paolo) : Adorazione Eucaristica

Domenica 19

XVI del T.O.

S. Messe alle ore 10.30 e 18.30 (NO alle 8.00)

Ore 10.30 (S. Paolo) : S. Messa al termine della quale invocheremo anche la B.V. del Monte Carmelo con l’imposizione dello scapolare a coloro che lo desiderano, adeguatamente preparati.

Premesse al Rito per la benedizione e l’imposizione dello scapolare della B.V. Maria del Monte Carmelo

1. La benedizione dello Scapolare della B. V. Maria del Monte Carmelo si farà preferibilmente durante una celebrazione comunitaria.

2. L’imposizione dello Scapolare comporta l’aggregazione alla Famiglia Carmelitana. Hanno la facoltà di benedire lo Scapolare i sacerdoti e i diaconi; possono inoltre imporlo anche altre persone autorizzate.

3. Per la benedizione e l’imposizione deve essere usato lo Scapolare del Carmine nella sua forma tradizionale (Vedi Norme pratiche, n. 4). Può venir poi sostituito con l’apposita medaglia (Ibidem, n. 5).

4. La benedizione e l’imposizione dello Scapolare avviene secondo i riti e le preghiere proprie del rito. La forma comune comprende i riti iniziali, la lettura della Parola di Dio e le intercessioni, la preghiera di benedizione e l’imposizione dello Scapolare, i riti finali. Con tutto questo si esprime in maniera compiuta il senso dello Scapolare nella vita dei fedeli che lo ricevono.

5. È necessario che in ambedue le formule sia ben espresso il senso spirituale delle grazie unite allo Scapolare della Madonna del Carmine, nonché gli impegni che si assumono con questo segno di devozione alla Vergine santa.

Programma 5 – 12 luglio 2020

Vivere il Mistero- Il Vangelo di questa domenica ci rivela l’anima profonda di Gesù, il quale fa sgorgare dal suo cuore filiale la sua lode al Padre perché, nella sua sapienza, si è rivelato ai piccoli. Noi ora entreremo, attraverso un commento semplice ed essenziale, in questo testo per evidenziarne la ricchezza teologica e la forza salvifica. Gesù esordisce con un inno di lode rivolto a Dio chiamato, allo stesso tempo, «Padre» e «Signore del cielo e della terra». Con molta probabilità il termine «Padre», nell’aramaico originate, era Abbà (appellativo che denota intimità familiare). Per Gesù Dio è l’Abbà. La formula «Signore del cielo e della terra», indica, invece, la maestà e la trascendenza di Dio. Dio è un Padre tenerissimo, vicino a noi ma anche trascendente, altro da noi. Questi due aspetti vanno tenuti sempre uniti. Il motivo della lode è racchiuso in due verbi: «hai nascosto», «hai rivelato». Gesù afferma che Dio ha nascosto, a coloro che si reputano sapienti, i misteri del Regno dei cieli («queste cose»), mentre agli ultimi si è compiaciuto di rivelarli. Quando Gesù parla di Regno dei cieli intende riferirsi a Dio come sovrano giusto, che rende giustizia a quanti patiscono oltraggi e prepotenze. Ma cosa intendiamo per «giustizia»? Per capire dobbiamo richiamare il contesto. Gesù ha constatato che le classi colte e religiose non l’hanno capito né seguito mentre gli ultimi (peccatori e prostitute) l’hanno accolto mettendosi persino alla sua sequela. La giustizia, quindi, è la salvezza di Dio offerta in Cristo. Se Gesù ha reso lode al Padre perché ha rivelato i misteri del Regno ai piccoli, ora evidenzia anche il suo ruolo di Figlio in questa rivelazione. Tutto gli è stato consegnato dal Padre. Questa affermazione rimanda al detto post-pasquale che troviamo in Mt 28,18, dove il Risorto asserisce che Dio gli ha dato ogni potere. Questo potere (exousra) è quello di perdonare, vincere il male, dare la propria vita come riscatto. Nel nostro testo, però, non si parla di potere ma di conoscenza. Questa conoscenza nasce da un’esperienza profonda di Gesù del disegno della salvezza. Bene, questa conoscenza è ora rivelata a tutti. Il rapporto Padre-Figlio non è perciò chiuso in un dialogo ristretto a due, perché, come abbiamo detto, il Figlio partecipa all’uomo quanto ricevuto. Gesù nel suo appello finale si rivolge quindi a coloro che stanno faticando per vivere con fedeltà la loro fede. Una fatica che nasce dal peso insopportabile di una legislazione gravosa imposta dalle guide religiose. A costoro Gesù indica il suo giogo. Un giogo che egli definisce dolce e leggero, «in greco zygòs chrestòs». Bisogna sapere che con «zygòs chrestòs» non si intende solo «giogo dolce» ma anche «legame (zygòs) utile, indispensabile, a portata di mano (chrestòs)». In una parola, Gesù chiama gli affaticati e gli oppressi a legarsi a lui con un legame profondo e liberante. La sua parola, ben illustrata nel Discorso della montagna, è infatti una proposta di libertà e di pace. Certo, è una proposta radicale, ma Gesù non impone il proprio potere coercitivo su nessuno, non fa pesare il suo giogo, ma si mostra maestro mite e umile, che sa accompagnare ogni suo discepolo alla pienezza del dono di sé. Le parole di Gesù, però, non sono rivolte solo ad una determinata categoria di persone ma a tutti gli uomini, a quanti sono alla ricerca della pace, a quanti sono sotto il peso della stanchezza fisica, psichica e spirituale. Non sarà la chimica, che spariamo quotidianamente nel cervello a ristorarci dalle nostre pesantezze esistenziali; non sarà neppure la politica, alla quale affidiamo il nostro destino, a darci un futuro sicuro; non sarà la nostra ansia di arrivare in qualsiasi modo a posizioni di prestigio a riempire la nostra vita; non sarà il denaro, il successo, il prestigio, il culto della propria immagine a farci superare il vuoto, l’incertezza del domani o la paura della morte. Chi, allora, sarà capace di ristorare la nostra stanchezza fisica, psichica e spirituale? L’abbiamo capito: Gesù, che ancora oggi ci ripete: «Venite a me… e io vi darò ristoro» (Mt 11,28).

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Parrocchia della Conversione

XIV del T. Ordinario

05 luglio 2020

n. XI / 32

di S. Paolo Apostolo

48024 Massa Lombarda – RA

Via Roli, 2

Tel. e fax 0545 81339

E-mail parrocchiaconversione@virgilio.it

Sito Internet parrocchiesanpaoloesangiacomo.it

Letture: Zaccaria 9,9-10 / dal Salmo 144 / Romani 8,9.11-13

Benedirò il tuo nome per sempre, Signore.

Dal Vangelo secondo Matteo (11,25-30)

05 luglio
In quel tempo Gesù disse:

«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.

Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

Parola del Signore

Preghiera di Papa Francesco

O Maria,

tu risplendi sempre nel nostro cammino

come segno di salvezza e di speranza.

Noi ci affidiamo a te, Salute dei malati,

che presso la croce

sei stata associata al dolore di Gesù,

mantenendo ferma la tua fede.

Tu, Salvezza del popolo romano,

sai di che cosa abbiamo bisogno

e siamo certi che provvederai

perché, come a Cana di Galilea,

possa tornare la gioia e la festa

dopo questo momento di prova

Aiutaci, Madre del Divino Amore,

a conformarci al volere del Padre

e a fare ciò che ci dirà Gesù,

che ha preso su di sé le nostre sofferenze

e si è caricato dei nostri dolori

per condurci, attraverso la croce,

alla gioia della risurrezione. Amen.

VITA ECCLESIALE

Sabato 04 18.30 + Ruffini Armanda
Domenica 05 10.30 + Gattucci Stefano

+ Pelliconi Augusto

+ Furini Emilia

+ Regoli Giuseppina

Lunedì 06
Martedì 07 8.00 + Alide, Emma e Dante

Per Stefano (vivente)

Mercoledì 08 18.30 + cg. Giacometti-Mussino-De Giovanni

+ Ornella Rivalta (trigesima)

+ Balestri Franco

Giovedì 09
Venerdì 10 8.00 + Biancoli Vincenzo
Sabato 11
Domenica 12 1830 + Toffanello Maria

+ Alberti Dante e Casadio Irma

Orario

Confessioni Concordare con don Pietro eventuali esigenze

(muniti di mascherina rispettando rigorosamente le distanze come predisposto)

Tutte le celebrazioni si possono seguire anche nel sito Internet della parrocchia

Orario SS. Messe Feriale : Martedì e Venerdì ore 8.00

Lunedì, Mercoledì, Giovedì e Sabato ore 18.30

Festivo : ore 10.30, 18.30

Tutti i giorni ore 17.55 S. Rosario

Venerdì ore 20.30 Adorazione eucaristica

N.B. Tutte le celebrazioni sono aperte a tutti i fedeli

Nota. Da lunedì 18 maggio sono riprese le celebrazioni con il popolo.

La S. Mesa feriale è secondo il solito orario e quella festiva come indicato nel riquadro accanto. Dovranno ovviamente essere rispettate tutte le disposizioni di legge (distanziamento, mascherine, ecc..) che sono opportunamente poste in evidenza e portate a conoscenza di tutti.

Il catechismo in parrocchia resta sospeso fino a nuove disposizioni

Alla scuola di Gesù :
Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì Venerdì Sabato
Mt 9,18-26 Mt 9,32-38 Mt 10,1-7 Mt 10,7-15 Mt 10,16-23 Mt 19,27-29
Anno : A

Luglio 2020

LA VITA DELLA COMUNITA’

Domenica 05

XIV del T.O.

S. Messe alle ore 10.30 e 18.30 (NO alle 8.00)
Lunedì 06

S. Maria Goretti

S. Messa ad orario feriale
Martedì 07 Ore 20.00 (Frascata) : S. Messa in suffragio della famiglia dei conti Manzoni-Ansidei (nel 75° anniversario dell’eccidio), celebrata nel parco della villa dal nostro vescovo mons. Mosciatti.
Mercoledì 08 Ore 19.30 (S. Paolo) : Celebrazione della preghiera del Vespro su iniziativa di A.C diocesana
Venerdì 10 S. Messa ad orario feriale

Ore 20.30 (S. Paolo) : Adorazione Eucaristica

Sabato 11

S. Benedetto

S. Messa ad orario feriale
Domenica 12

XV del T.O.

S. Messe alle ore 10.30 e 18.30 (NO alle 8.00)

Programma 28 giugno – 5 luglio

Vivere il Mistero- Nella Chiesa nascente molto spesso i ministeri e le necessità creavano i generi letterari adatti per veicolare l’insegnamento e la memoria delle azioni di Gesù. La didaché cristiana era uno di queste forme letterarie tipiche della Chiesa nascente. Le caratteristiche di questa forma comunicativa sono semplificabili e riassumibili nel modo seguente. In un momento in cui la comunità era raccolta (forse vicino a una celebrazione liturgica) uno della comunità esprimeva i dubbi, le perplessità, le domande (personali o collettive) che potevano sorgere da una fede bisognosa ancora di crescere e, probabilmente, in difficoltà di fronte alle situazioni concrete della vita. L’Apostolo (o chi per lui), che aveva conosciuto Gesù fin dalla predicazione del Battista e che aveva vissuto con Lui fino all’Ascensione, proponeva alcune frasi o ricordava alcuni avvenimenti di Gesù (frasi dette o fatti compiuti in circostanze diverse e distanti tra loro), inerenti alla tematica toccata dai dubbi, dalle perplessità e dalle domande dei credenti. In Mt 10,37-42 abbiamo un «riassunto» di una didaché fatta nella comunità nascente. Le affermazioni, infatti, non hanno a livello letterario nessun legame logico, ma esprimono «risposte» ad altrettanti disagi vissuti dai credenti. Amare Gesù significa «saper» amare i propri cari e i propri amici, ma saper anche amare i propri nemici. L’amore di Cristo, infatti, offre al discepolo un’ottica nuova nel saper tessere i rapporti. Si tratta di un amore dove non abita solo l’affetto, ma anche la giustizia, la verità e la capacità di vedere il prossimo con lo stesso occhio di Dio. Essere discepoli di Cristo, poi, significa essere disposti a vivere la stessa situazione di Cristo quando ha preso su di sé la croce (solo, abbandonato da tutti, non capito, sofferente, ingiustamente accusato e condannato, ecc.). In altre parole, dev’essere capace di vivere la propria fede anche se chi lo circonda non lo comprende. Infine, accogliere Cristo equivale a diventare suoi discepoli. Il che significa aver accolto colui che ha mandato Gesù, cioè Dio, nella propria vita. E Dio vuole che Gesù non perda nessuno di questi (cf. Gv 6,39): il vero discepolo ha la consapevolezza di essere salvo. Il «premio» che deriva dall’accoglienza è stabilito da Gesù, non dall’uomo. Accogliere il profeta e il giusto (il massimo della santità) significava, al tempo di Gesù, essere meritevoli davanti a Dio. Basta ricordare Simone il fariseo che accoglie il «profeta» Gesù a pranzo nella propria casa (Lc 7,36-50). Al profeta e al giusto Gesù associa anche il proprio discepolo. Chi fa anche un minimo di bene (un bicchiere di acqua fresca) a un discepolo di Cristo si rende meritevole come colui che accoglie un profeta e un giusto. Il brano di Mt 10,37-42 costituisce la parte finale del discorso apostolico di Matteo. La liturgia introduce il Vangelo con un incipit che dice «In quel tempo disse Gesù ai suoi apostoli». Il testo biblico-liturgico si può suddividere in tre parti: i detti che vengono inclusi dall’espressione «Non è degno di me»; il detto sulla vita e i detti sull’accoglienza ricompensata. La prima parte presenta l’aspetto negativo (chi non è degno di Gesù, mentre la seconda, l’aspetto positivo (chi accoglie un profeta, un giusto, un discepolo, accoglie Dio). Al centro del testo c’è il detto sulla vita. Questo detto, in Matteo, è un po’ enigmatico. Meno in Marco, dove il lettore può leggere il testo in questo modo: chi avrà tenuto per sé la propria vita (secondo il pensiero degli uomini), la perderà. (secondo il pensiero di Dio), e chi avrà perduto la propria vita per causa mia (secondo il pensiero degli uomini), la troverà (secondo il pensiero di Dio). I detti «Non è degno di me» sono raggruppati in una sequenza adatta a tenerli a memoria. Vanno letti come un unico detto. Si tratta di espressioni originali di Gesù che rispondevano a una domanda precisa: qual è l’amore più grande, quello verso i propri cari o quello verso Cristo? E la risposta è semplice e precisa: se uno ama Cristo sa amare correttamente anche i propri cari. Amando, invece, i propri cari per primi c’è il grosso rischio che, in nome dell’amore, si scavalchi il valore della verità e il valore della giustizia. Il detto sulla vita va compreso collocandosi in un punto di vista preciso: è il punto di vista umano. Chi «umanamente» sembra aver trovato la sua vita (non interessa se con la menzogna e l’imbroglio), la perderà sotto il profilo spirituale. Chi sotto il profilo umano sembra aver buttato via la sua vita (perché umanamente non è «furbo» in quanto ha osservato la verità, la giustizia, l’amore, ecc.), sotto il profilo divino, invece, l’ha totalmente guadagnata. Infine il detto sull’accoglienza forse nasconde qualche cosa di «vissuto» dalla Chiesa nascente. Accogliere il vero discepolo di Cristo significa accogliere Dio stesso «Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato». Matteo, probabilmente, si rifà al periodo di persecuzione nel quale anche il pagano che accoglie il discepolo avrà la stessa ricompensa del discepolo. Qualunque cosa di bene venga fatta, anche la realtà più piccola (un bicchiere d’acqua), avrà da Dio la ricompensa.

28 giugno

 

XIII del T. Ordinario

28 giugno 2020

n. XI / 31

Parrocchia della Conversione di S. Paolo Apostolo

48024 Massa Lombarda – RA

Via Roli, 2

Tel. e fax 0545 81339

E-mail parrocchiaconversione@virgilio.it

Sito Internet parrocchiesanpaoloesangiacomo.it

Letture: 2Re 4,8-11.14-16a / dal Salmo 88 / Romani 6,3-4.8-11

Canterò per sempre l’amore del Signore.

Dal Vangelo secondo Matteo (10,37-42)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli:

«Chi ama padre o madre più di me non è degno di me; chi ama figlio o figlia più di me non è degno di me; chi non prende la propria croce e non mi segue, non è degno di me.

Chi avrà tenuto per sé la propria vita, la perderà, e chi avrà perduto la propria vita per causa mia, la troverà.

Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato.

Chi accoglie un profeta perché è un profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto perché è un giusto, avrà la ricompensa del giusto.

Chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d’acqua fresca a uno di questi piccoli perché è un discepolo, inverità io vi dico: non perderà la sua ricompensa».

Parola del Signore

Preghiera di Papa Francesco

O Maria,

tu risplendi sempre nel nostro cammino

come segno di salvezza e di speranza.

Noi ci affidiamo a te, Salute dei malati,

che presso la croce

sei stata associata al dolore di Gesù,

mantenendo ferma la tua fede.

Tu, Salvezza del popolo romano,

sai di che cosa abbiamo bisogno

e siamo certi che provvederai

perché, come a Cana di Galilea,

possa tornare la gioia e la festa

dopo questo momento di prova

Aiutaci, Madre del Divino Amore,

a conformarci al volere del Padre

e a fare ciò che ci dirà Gesù,

che ha preso su di sé le nostre sofferenze

e si è caricato dei nostri dolori

per condurci, attraverso la croce,

alla gioia della risurrezione. Amen.

VITA ECCLESIALE
Sabato 27 18.30 + Dovadola Ivano
Domenica 28 10.30 + Alfonso, Alma, Maria e don Orfeo
Lunedì 29 18.30 + Montesi Natale
Martedì 30
Mercoledì 01
Giovedì 02 18.30 + Paola

Per una coppia di sposi (viventi)

Venerdì 03
Sabato 04 18.30 + Ruffini Armanda
Domenica 05 10.30 + Gattucci Stefano

Orario

Confessioni Concordare con don Pietro eventuali esigenze

(muniti di mascherina rispettando rigorosamente le distanze come predisposto)

Tutte le celebrazioni si possono seguire anche nel sito Internet della parrocchia

Orario SS. Messe Feriale : Martedì e Venerdì ore 8.00

Lunedì, Mercoledì, Giovedì e Sabato ore 18.30

Festivo : ore 10.30, 18.30

Tutti i giorni ore 17.55 S. Rosario

Venerdì ore 20.30 Adorazione eucaristica

N.B. Tutte le celebrazioni sono aperte a tutti i fedeli

Nota. Da lunedì 18 maggio sono riprese le celebrazioni con il popolo.

La S. Mesa feriale è secondo il solito orario e quella festiva come indicato nel riquadro accanto. Dovranno ovviamente essere rispettate tutte le disposizioni di legge (distanziamento, mascherine, ecc..) che sono opportunamente poste in evidenza e portate a conoscenza di tutti.

Il catechismo in parrocchia resta sospeso fino a nuove disposizioni

Alla scuola di Gesù :
Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì Venerdì Sabato
Mt 16,13-19 Mt 8,23-27 Mt 8,28-34 Mt 9,1-8 Gv 20,24-29 Mt 9,14-17
Anno : AGiugno – Luglio 2020

LA VITA DELLA COMUNITA’

Domenica 28

XIII del T.O.

S. Messe alle ore 10.30 e 18.30 (NO alle 8.00)
Lunedì 29

Ss. Pietro e Paolo

S. Messa ad orario feriale
Martedì 30 Ore 20.45 (oratorio) : Consiglio parrocchiale A.C.
Venerdì 03

S. Tommaso Ap.

Primo venerdì del mese – Comunione ai malati

S. Messa ad orario feriale

Ore 20.30 (S. Paolo) : Adorazione Eucaristica

Domenica 05

XIV del T.O.

S. Messe alle ore 10.30 e 18.30 (NO alle 8.00)

Medjugorje, 25 Giugno 2020 – 39° Anniversario dell’inizio delle apparizioni

“Cari figli!

Ascolto le vostre suppliche e preghiere

ed intercedo per voi presso mio Figlio Gesù

che è via, verità e vita.

Figlioli, ritornate alla preghiera

e aprite i vostri cuori

in questo tempo di grazia ed incamminatevi

sulla via della conversione.

La vostra vita è passeggera

e non ha senso senza Dio.

Perciò sono con voi

per guidarvi verso la santità della vita

affinchè ciascuno di voi

scopra la gioia di vivere.

Figlioli,

vi amo tutti e vi benedico

con la mia benedizione materna.

Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

Estate 2020: aprire nuovi spazi

Editoriale Il Nostro S.Paolo giugno 2020


don Pietro Marchetti, parroco

Prima di porre mano a questo articolo, ho desiderato rileggere e rimeditare l’omelia del Papa del 27 marzo 2020 proclamata davanti ad una piazza S. Pietro deserta. Non lasciamo che queste preziose parole siano dimenticate, perché per noi è facile la tentazione di “cercare la quiete dopo la tempesta”, di pensare di poter ritornare a fare le stesse cose di prima con gli stessi atteggiamenti interiori.
Non dimentichiamoci di ciò che abbiamo vissuto; il Papa ci ricorda che “le tempeste smascherano le nostre vulnerabilità e scoprono le false e superflue sicurezze con cui abbiamo costruito le nostre agende, i nostri progetti le nostre abitudini e priorità”.
Continua il Papa: “Signore la tua Parola ci colpisce e ci riguarda, tutti. In questo nostro mondo, che Tu ami più di noi, siamo andati avanti a tutta velocità, sentendoci forti e capaci in tutto. Avidi di guadagno, ci siamo lasciati assorbire dalle cose e frastornare dalla fretta. Non ci siamo fermati davanti ai tuoi richiami, non ci siamo ridestati di fronte a guerre e ingiustizie planetarie, non abbiamo ascoltato il grido dei poveri, e del nostro pianeta gravemente malato. Abbiamo proseguito imperterriti, pensando di rimanere sempre sani in un mondo malato”.
Ecco, allora, ci ricorda il Papa che “si apre per noi un tempo di scelta: il tempo di scegliere che cosa conta e che cosa passa, di separare ciò che è necessario da ciò che non lo è. E’ il tempo di reimpostare la rotta della vita verso di Te, Signore, e verso gli altri, guardando a tanti compagni di viaggio esemplari che, nella paura, hanno reagito donando la propria vita”.
Il Signore in questo tempo ci interpella, ci invita ad attivare la solidarietà e la speranza capaci di dare solidità, sostegno. La croce di Gesù – ci ricorda il Papa – è la nostra àncora di salvezza, è il timone, è la speranza che guida la nostra vita.
E’ allora indispensabile invocare lo Spirito Santo perché ci doni “creatività e coraggio di aprire spazi dove tutti possano sentirsi chiamati a permettere nuove forme di ospitalità, di fraternità, di solidarietà.”
Questo è davvero il tempo in cui aprire nuovi spazi nel nostro cuore, prima occupati da altre cose, per il momento liberi e renderli occupati col Signore e nel dedicarci ai nostri fratelli e sorelle.
Da queste prime settimane di ripresa delle attività, l’impressione che si ha è quella di voler tornare alle cose di prima col pericolo che le fragilità che sono emerse da questo tempo di pandemia, ci portino ancora a cercare nell’alcol, nel gioco, nella droga, o chissà in quali altre dipendenze un malsano tentativo di risposta; di non aver capito che è necessario aver più rispetto dell’ambiente, e così continuiamo a imbrattare di guanti di plastica e di mascherine usate la terra e i mari, che un’economia che genera poveri non può essere considerata una sana economia, una politica che vuole monopolizzare e dettare legge sulla morale e sull’etica non può portare al vero bene comune. Preghiamo il Signore che ci illumini e ci guidi in questo tempo.
La nostra comunità parrocchiale, anche in questo tempo si è rimboccata le maniche, ha cercato di essere vicina alle persone, soprattutto ai poveri, e agli anziani, ma anche ai ragazzi e alle famiglie.
Buona estate e se anche col corpo siamo tenuti a stare un po’ a distanza, nessuno ci vieta di essere invece profondamente uniti, nella preghiera, nella fede e nell’amore-carità.

Settimana 21-28 Giugno 202

Preghiera di Papa Francesco

O Maria,

tu risplendi sempre nel nostro cammino

come segno di salvezza e di speranza.

Noi ci affidiamo a te, Salute dei malati,

che presso la croce

sei stata associata al dolore di Gesù,

mantenendo ferma la tua fede.

Tu, Salvezza del popolo romano,

sai di che cosa abbiamo bisogno

e siamo certi che provvederai

perché, come a Cana di Galilea,

possa tornare la gioia e la festa

dopo questo momento di prova

Aiutaci, Madre del Divino Amore,

a conformarci al volere del Padre

e a fare ciò che ci dirà Gesù,

che ha preso su di sé le nostre sofferenze

e si è caricato dei nostri dolori

per condurci, attraverso la croce,

alla gioia della risurrezione. Amen.

Preghiera di Papa Francesco

O Maria,

tu risplendi sempre nel nostro cammino

come segno di salvezza e di speranza.

Noi ci affidiamo a te, Salute dei malati,

che presso la croce

sei stata associata al dolore di Gesù,

mantenendo ferma la tua fede.

Tu, Salvezza del popolo romano,

sai di che cosa abbiamo bisogno

e siamo certi che provvederai

Vivere il Mistero- Il cristiano sa che nel mondo la sua vita non sarà senza difficoltà. Gesù aveva detto: «Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi». Questa difficoltà può portare il credente a diventare un personaggio trasparente nella società e a ridurre la propria fede a qualcosa che piaccia personalmente. La religione «fai da te» oggi, purtroppo, è la più gettonata. Diventa, perciò, importante il «mio» modo di immaginarmi Dio, il «mio» modo di rapportarmi con Lui, il «mio» momento di raccoglimento, il «mio» modo di sentire la verità di fede, il «mio» modo di pensare la morale. I Padri della Chiesa, di fronte a questo atteggiamento dove il mio «io» diventa un assoluto, avrebbero obiettato che Gesù ci ha insegnato a dire «Padre nostro», e non «Padre mio». Gesù era stato chiaro in merito: il cristiano è colui che testimonia Gesù Cristo davanti a chiunque, in ogni situazione della vita, in qualunque momento: «Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio». La testimonianza della fede è parte integrante del progetto cristiano di vita. Non si tratta di testimoniare ciò che piace o ciò che si ritiene valido secondo la propria spiritualità. Gesù è chiaro: si tratta di testimoniare Lui e non cose o verità (degnissime ma parziali). Non possono nel cristianesimo, essere confusi imprecisati spiritualismi e ambigue filantropie con la fede in Gesù. La vera testimonianza fa rivivere nella storia uno o più aspetti che furono in Cristo Gesù. Se per questo il credente viene perseguitato, sarebbe opportuno ricordare che Gesù lo ha chiamato «beato». Una proposta così forte può far paura. In Mt 10,26-35 Gesù prescrive per tre volte di non aver paura. È interessante notare come gli apostoli possano avere paura degli uomini a causa di ciò che devono predicare. All’epoca di Gesù c’erano diverse religioni dell’arcano. Si trattava di sétte dove le dottrine non dovevano essere fatte conoscere fuori della cerchia degli adepti. Gesù dice con chiarezza che il cristianesimo non è una religione dell’arcano, bensì della trasparenza più grande. Il Maestro è consapevole che la libertà con cui i Dodici predicheranno, potrebbe procurare loro delle persecuzioni. La paura non fa parte del cristianesimo. Anzi, i paurosi (greco: dèiloi) non hanno posto nel regno dei cieli. Non si tratta qui della paura che tutti possono avere di fronte al pericolo e che appartiene agli strumenti di allarme che la psiche umana attiva perché l’individuo si difenda. Si tratta invece di quella paura che è presente in coloro che sono codardi perché senza fede, come gli apostoli in mezzo alla burrasca nel lago di Tiberiade. Gesù chiede che i suoi discepoli abbiano una fede tale da far superare questa paura. Per questo motivo, nella colletta propria, la comunità credente prega: «Sostienici con la forza del tuo Spirito, perché non ci vergogniamo mai della nostra fede, ma confessiamo con tutta franchezza il tuo nome davanti agli uomini, per essere riconosciuti da te nel giorno della tua venuta». Il testo del Vangelo è compatto, esegeticamente ben delimitato. Fa parte del grande discorso apostolico di Gesù. Il brano è caratterizzato dall’uso del verbo greco fobèo (temere), che purtroppo viene tradotto in italiano con vocaboli diversi (Non li temete dunque; non abbiate paura; temete piuttosto, non abbiate dunque timore). L’uso del verbo permette di dividere il testo in due momenti. Il testo di Mt 10,26-31, dove il verbo è usato, è articolato sul comando «Non abbiate paura», espressione che si colloca all’inizio, al centro e alla fine del testo. Viene presentato ciò che per davvero il discepolo non deve o deve temere. Il testo di Mt 10,32-33 è costruito su un parallelismo antitetico che ruota attorno alla coppia verbale «riconoscere-rinnegare»: (mi riconoscerà / lo riconoscerò; mi rinnegherà / lo rinnegherò). Vi si trova l’illustrazione del legame strettissimo fra la testimonianza del discepolo davanti agli uomini e la testimonianza di Gesù davanti al Padre.

21 giugno

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Parrocchia della Conversione di S. Paolo Apostolo

48024 Massa Lombarda – RA

 

 

Via Roli, 2

Tel. e fax 0545 81339

E-mail parrocchiaconversione@virgilio.it

Sito Internet parrocchiesanpaoloesangiacomo.it

XII del T. Ordinario

21 giugno 2020

n. XI / 30

Letture: Geremia 20,10-13 / dal Salmo 68 / Romani 5,12-15

Nella tua grande bontà, rispondimi, o Dio

Dal Vangelo secondo Matteo (10,26-33)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli:

«Non abbiate paura degli uomini, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto. Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio voi annunciatelo dalle terrazze.

E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l’anima e il corpo.

Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri!

Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli».

Parola del Signore

VITA ECCLESIALE

Sabato 20 Vivi e defunti della famiglia Dovadola Ivano e parenti vivi e defunti delle famiglie Dovadola-Ruffini
Domenica 21 10.30

18.30

+ Dalle vacche Roberto

+ Antonio

Lunedì 22 18.30 + Castelli Adriano
Martedì 23 8.00 + Golinelli Luciano
Mercoledì 24 18.30 + Biagio Piccolo
Giovedì 25
Venerdì 26 8.00 + Valentino Filomena
Sabato 27 18.30 + Dovadola Ivano
Domenica 28 10.30

18.30

+ Alfonso, Alma, Maria e don Orfeo

Orario

Confessioni Concordare con don Pietro eventuali esigenze

(muniti di mascherina rispettando rigorosamente le distanze come predisposto)

Tutte le celebrazioni si possono seguire anche nel sito Internet della parrocchia

Orario SS. Messe Feriale : Martedì e Venerdì ore 8.00

Lunedì, Mercoledì, Giovedì e Sabato ore 18.30

Festivo : ore 10.30, 18.30

Tutti i giorni ore 17.55 S. Rosario

Venerdì ore 20.30 Adorazione eucaristica

N.B. Tutte le celebrazioni sono aperte a tutti i fedeli

Nota. Da lunedì 18 maggio sono riprese le celebrazioni con il popolo.

La S. Mesa feriale è secondo il solito orario e quella festiva come indicato nel riquadro accanto. Dovranno ovviamente essere rispettate tutte le disposizioni di legge (distanziamento, mascherine, ecc..) che sono opportunamente poste in evidenza e portate a conoscenza di tutti.

Il catechismo in parrocchia resta sospeso fino a nuove disposizioni

Alla scuola di Gesù :
Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì Venerdì Sabato
Mt 7,1-5 Mt 7,6.12-14 Lc 1,57-66.80 Mt 7,21-29 Mt 8,1-4 Mt 8,5-17
Anno : A

Giugno 2020

LA VITA DELLA COMUNITA’

Domenica 21

XII del T.O.

S. Messe alle ore 10.30 e 18.30 (NO alle 8.00)

Ore 17.55 (S. Paolo) : Recita del S. Rosario.

Mercoledì 24

Natività di S. Giovanni Battista

S. Messa ad orario feriale
Venerdì 26 Ore 20.30 (S. Paolo) : Adorazione Eucaristica
Domenica 28

XIII del T.O.

S. Messe alle ore 10.30 e 18.30 (NO alle 8.00)

Ore 17.55 (S. Paolo) : Recita del S. Rosario.