Programma dal 26 settembre al 4 ottobre 2020

Letture: Ezechiele 18,25-28 / dal Salmo 24 / Filippesi 2,1-11

Ricordati, Signore della tua misericordia.

Dal Vangelo secondo Matteo (21,28-32)

27 settembre In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: “Figlio, oggi va’ a lavorare nella vigna”. Ed egli rispose: “Non ne ho voglia”. Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: “Sì, signore”. Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: «Il primo».

E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli».

Parola del Signore


VITA ECCLESIALE

Sabato 26 18.30 + Zanelli Lucia
Domenica 27 10.30

18.30

+ Mondini Luigi e Alfredo

+ Romanin Luciano e Maria

+ Dovadola Ivano

Lunedì 28 18.30 In memoria di Giovanni Paolo I
Martedì 29 8.00 + Montesi Natale
Mercoledì 30 18.30 + Resta Maria

+ Errani Tea

Giovedì 01 18.30 + Alfonso, Alma, Maria e Peppino
Venerdì 02 8.00 + Biancoli Vincenzo
Sabato 03 18.30 + Francesco e Giuseppina

+ Ravaglia Eugenio, Isolina e Zaniboni Donatella

Domenica 04 10.30 + Gattucci Stefano

+ Martini Emma

+ Ruffini Armanda

Orario Confessioni Concordare con don Pietro eventuali esigenze

(muniti di mascherina rispettando rigorosamente le distanze come predisposto)

Orario SS. Messe Feriale: Martedì e Venerdì ore 8.00

Lunedì, Mercoledì, Giovedì e Sabato ore 18.30

Festivo : ore 10.30, 18.30

Tutti i giorni ore 17.55 S. Rosario

Venerdì ore 20.30 Adorazione eucaristica

N.B. Tutte le celebrazioni sono aperte a tutti i fedeli e si possono seguire anche nel sito internet della parrocchia

Il catechismo in parrocchia resta sospeso fino a nuove disposizioni

Il catechismo in parrocchia resta sospeso fino a nuove disposizioni

Il catechismo in parrocchia resta sospeso fino a nuove disposizioni

Vivere il Mistero- Il tema della liturgia odierna è l’universalità della salvezza. Il brano evangelico pone davanti due diversi mondi culturali e religiosi. Abbiamo una donna, greca di lingua, sirofenicia di origine, e discendente di quelle popolazioni che abitavano Canaan da tempi immemorabili. C’è poi Gesù, che lungo le vie della Giudea e della Galilea predica l’avvento del Regno di Dio. Ma se andiamo più vicino ai due principali protagonisti scorgiamo altri elementi interessanti. La donna è anzitutto una madre affranta, la sua bambina infatti è seriamente malata. Quando una madre soffre per la sua creatura è disposta a tutto, non importa se Gesù è uno straniero, e per di più di religione ebraica: ella tenta l’ultima carta pur di salvare sua figlia. Non è una donna sprovveduta, però, se chiama Gesù con il titolo di Figlio di Davide, e si rivela, nell’intreccio narrativo, risoluta e coraggiosa. Inoltre, non teme il silenzio del Maestro, anzi lo sostiene convinta che dietro apparenze così dure ci sia una pietas che atteggiamenti e parole sembrano negare. Ma, fatto veramente incredibile, questa donna pagana ha qualcosa da insegnare a Gesù: l’universalità della sua missione. Sì, questa donna aiuta Gesù, dolcemente e fermamente, a non chiudersi dietro barriere etniche o teologiche in quanto è venuto per tutti, nessuno escluso, anche per i cagnolini (animali impuri). La cananea non pretende nulla, niente più che le briciole. Ma sapendo che queste le appartengono, le pretende, e con risolutezza. Gesù è ammirato e afferma che la sua fede è grande, a differenza di quella dei discepoli, che è poca. È grazie a questa fede che molti verranno da Oriente e Occidente e siederanno alla mensa di Dio per mangiare il pane del Regno (cf Mt 8Jl; Lc lal5). ln quel medesimo istante avviene il miracolo, la figlia ritrova la salute. La fede nutre, dà accesso al pane dei figli sia per l’antico popolo sia per i pagani. Questo aspetto è importantissimo, se pensiamo che Matteo scrive per una Chiesa giudeo-cristiana che faticava ad ammettere tra le sue fila i pagani convertiti. È la fede in Gesù Cristo la sola richiesta lecita e doverosa e non tanto l’osservanza della Legge mosaica. Ma non è tutto’ Nel nostro episodio emerge anche una lezione missionaria: certamente Gesù è il Messia di Israele, tuttavia egli è stato aperto a quanti hanno creduto in lui. Può forse, allora, la Chiesa chiudere le proprie porte a quanti desiderano convertirsi al Vangelo? Può forse la Chiesa impedire o porre limiti all’irradiamento del Regno? Sarebbe un controsenso e un venir meno alla sua identità e vocazione. Con questo episodio Matteo mette anche in evidenza una considerazione più volte espressa lungo la sua narrazione: spesso si trova più fede tra coloro che sembrano pagani che all’interno della stessa comunità credente. I Magi, ad esempio, sono venuti da lontano per adorare il nato re di Israele (cf Mt 2), un centurione pagano (cf Mt 8,10) e persino i niniviti si sono rivelati più disponibili di «questa generazione», afferma Gesù (cf 12,39ss). La Chiesa deve, perciò, vigilare contro l’auto-sicurezza religiosa e verificarsi al suo interno prima di portarsi sulle strade dell’annuncio. Il vero annuncio scaturisce dalla testimonianza. Abbiamo visto come l’audacia della cananea sia stata lodata da Gesù; in quel dialogo serrato, egli ha rivisto la sua posizione teologica: la sua missione non è rivolta solo alla casa di Israele, ma al mondo intero. Gesù è davvero un rabbi singolare; non solo perché è aperto verso tutte le categorie sociali, ma anche perché incontra, dialoga e impara persino dalle donne. E questo sorprende quando sappiamo che la donna non aveva nessuna considerazione nella cultura del tempo. Anzi, c’era una corrente rabbinica che sosteneva che era preferibile bruciare la Torà piuttosto che insegnarla ad una donna.

Anno : A

Settembre – Ottobre 2020

LA VITA DELLA COMUNITA’

Domenica 27

XXV del T.O.

S. Messe alle ore 10.30 e 18.30 (NO alle 8.00)
Lunedì 28 Ore 20.45 (oratorio) : Consiglio parrocchiale A.C.
Martedì 29

Ss. Michele, Gabriele e Raffaele Arcang.

S. Messa ad orario feriale
Giovedì 01

S. Teresa di Gesù Bambino

S. Messa ad orario feriale
Venerdì 02

Ss. Angeli custodi

Primo venerdì del mese – Comunione a malati e impediti

Ore 8.45 – 12.00 (S. Paolo) : Adorazione Eucaristica

S. Messa ad orario feriale

Ore 20.30 (S. Paolo) : Adorazione Eucaristica

Domenica 04

XXVI del T.O.

S. Messe alle ore 10.30 e 18.30 (NO alle 8.00)

Ore 10.30 (Santuario) : S. Messa (in caso di maltempo sarà celebrata in S. Paolo)

Ore 17.00 (Santuario): S. Rosario

La festa al Santuario della B.V. della Consolazione

Domenica 4 ottobre ore 10.30 : S. Messa nel piazzale del Santuario

ore 17.00: S. Rosario nel Santuario

Nota. Da lunedì 18 maggio sono riprese le celebrazioni con il popolo.

La S. Mesa feriale è secondo il solito orario e quella festiva come indicato nel riquadro nella pagina accanto. Dovranno ovviamente essere rispettate tutte le disposizioni di legge (distanziamento, mascherine, ecc..).

Alla scuola di Gesù :
Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì Venerdì Sabato
Lc 9,46-50 Gv 1,47-51 Lc 9,57-62 Lc 10,1-12 Mt 18,1-5.10 Lc 10,17-24

Preghiera di Papa Francesco

O Maria,

tu risplendi sempre nel nostro cammino

come segno di salvezza e di speranza.

Noi ci affidiamo a te, Salute dei malati,

che presso la croce

sei stata associata al dolore di Gesù,

mantenendo ferma la tua fede.

Tu, Salvezza del popolo romano,

sai di che cosa abbiamo bisogno

e siamo certi che provvederai

perché, come a Cana di Galilea,

possa tornare la gioia e la festa

dopo questo momento di prova

Aiutaci, Madre del Divino Amore,

a conformarci al volere del Padre

e a fare ciò che ci dirà Gesù,

che ha preso su di sé le nostre sofferenze

e si è caricato dei nostri dolori

per condurci, attraverso la croce,

alla gioia della risurrezione. Amen.

Vivere il Mistero- Il testo biblico e il testo biblico-liturgico di Mt 21,28-52 coincidono, fatto salvo per l’incipit liturgico («In quel tempo Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo») che indica sia il mittente sia il destinatario di quanto viene detto. Questa precisazione liturgica ha una sua importanza perché chiarisce come Gesù si rivolga di proposito a quella categoria di persone, presente in ogni religione, in ogni tempo e in ogni luogo, che ritiene l’obbedienza formale della Legge il vero adempimento della fede, mentre dimentica l’obbedienza a Dio nella storia che presenta sempre nuove e complesse situazioni a cui rispondere. Il testo è composto da una parabola (Mt 21,28-31b) e dalla riflessione sapienziale che ne consegue (Mt 21,31c-32). Sotto il profilo letterario, la parabola è riportata per intero nelle sue parti: la domanda iniziale, il racconto vero o verosimile, la domanda specifica finale, la risposta degli ascoltatori. Il meccanismo è chiaro: gli ascoltatori, rispondendo alla domanda specifica, pongono le basi per una «autocensura» che Gesù esplicita nella riflessione sapienziale. In questo breve brano c’è tutta la saggezza pedagogica di Gesù. L’obiettivo del Maestro è far sì che l’ascoltatore diventi in qualche modo terapeuta di se stesso. L’ascoltatore, infatti, giudicando la situazione della parabola, giudica se stesso. La parabola di Gesù è riassumibile in una battuta molto semplice: la volontà del Padre è compiuta da chi formalmente dice di non farla ma di fatto, poi, la fa, mentre non è adempiuta da chi formalmente dice di farla, ma poi non la compie. La riflessione sapienziale chiarisce in modo preciso le intenzioni del Maestro. Coloro che avevano detto «» a Dio – o presumevano di averlo detto – non hanno accolto il messaggio del Battista e, dunque, non hanno accolto il Messia nella persona di Gesù. Costoro sono «i capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo». Coloro che avevano detto «no» (pubblicani e prostitute) a Dio hanno creduto al messaggio di Giovanni e, dunque, erano disposti ad accogliere Gesù come Messia. Il figlio che prima rifiuta, ma poi di fatto adempie la volontà del padre, ha compiuto un cambiamento. Il testo italiano, parlando del figlio che ha adempiuto l’obbedienza al Padre perché ha fatto la sua volontà, dice che si pentì. Il verbo greco corrispondente, metamèlomai, significa, «cambiare l’animo e il cuore». L’uso che Matteo fa del verbo indica che la conversione non è solo la conversione morale, ma anche la conversione di fede. Alla fine del versetto Mt 21,32 il verbo è associato all’atto del credere, dare fiducia («non vi siete nemmeno pentiti, metemelèthete, così da credergli, tu pistéusetai autò»).

Medjugorje, 25 Settembre 2020

“Cari figli!

Sono con voi così a lungo

perché Dio è grande nel Suo amore

e nella mia presenza.

Figlioli, vi invito a ritornare a Dio

ed alla preghiera.

La misura del vostro vivere sia l’amore

e non dimenticate, figlioli,

che la preghiera ed il digiuno

operano miracoli in voi ed attorno a voi.

Tutto ciò che fate sia per la gloria di Dio

e allora il Cielo riempirà

il vostro cuore di gioia e voi sentirete

che Dio vi ama e manda me

per salvare voi e la Terra sulla quale vivete.

Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

Programma dal 20 al 27 settembre 2020

Letture: Isaia 55,6-9 / dal Salmo 144 / Filippesi 1,20c-24.27a

Il Signore è vicino a chi lo invoca.

Dal Vangelo secondo Matteo (20,1-16)

20 settembre In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:

«Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro: “Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò”. Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno e verso le tre, e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: “Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?”. Gli risposero: “Perché nessuno ci ha presi a giornata”. Ed egli disse loro: “Andate anche voi nella vigna”.

Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: “Chiama i lavoratori e dai loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi”. Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più. Ma anch’essi ricevettero ciascuno un denaro. Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone dicendo: “Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo”.

Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: “Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?”. Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi».

Parola del Signore

VITA ECCLESIALE

Sabato 19 18.30 + Marconi Antonio e Dante
Domenica 20 10.30 + padre Antonio Costa
Lunedì 21 18.30 + Antonio

per i bancari defunti e viventi

Martedì 22 8.00 + Castelli Adriano
Mercoledì 23 18.30 + Marconi Antonio e Dante
Giovedì 24
Venerdì 25
Sabato 26 18.30 + Zanelli Lucia
Domenica 27 8.00

10.30

+ Dovadola Ivano

+ Mondini Luigi e Alfredo

Orario Confessioni Concordare con don Pietro eventuali esigenze

(muniti di mascherina rispettando rigorosamente le distanze come predisposto)

Orario SS. Messe Feriale: Martedì e Venerdì ore 8.00

Lunedì, Mercoledì, Giovedì e Sabato ore 18.30

Festivo : ore 10.30, 18.30

Tutti i giorni ore 17.55 S. Rosario

Venerdì ore 20.30 Adorazione eucaristica

N.B. Tutte le celebrazioni sono aperte a tutti i fedeli e si possono seguire anche nel sito internet della parrocchia

Il catechismo in parrocchia resta sospeso fino a nuove disposizioni

Il catechismo in parrocchia resta sospeso fino a nuove disposizioni

Il catechismo in parrocchia resta sospeso fino a nuove disposizioni

Vivere il Mistero- Il tema della liturgia odierna è l’universalità della salvezza. Il brano evangelico pone davanti due diversi mondi culturali e religiosi. Abbiamo una donna, greca di lingua, sirofenicia di origine, e discendente di quelle popolazioni che abitavano Canaan da tempi immemorabili. C’è poi Gesù, che lungo le vie della Giudea e della Galilea predica l’avvento del Regno di Dio. Ma se andiamo più vicino ai due principali protagonisti scorgiamo altri elementi interessanti. La donna è anzitutto una madre affranta, la sua bambina infatti è seriamente malata. Quando una madre soffre per la sua creatura è disposta a tutto, non importa se Gesù è uno straniero, e per di più di religione ebraica: ella tenta l’ultima carta pur di salvare sua figlia. Non è una donna sprovveduta, però, se chiama Gesù con il titolo di Figlio di Davide, e si rivela, nell’intreccio narrativo, risoluta e coraggiosa. Inoltre, non teme il silenzio del Maestro, anzi lo sostiene convinta che dietro apparenze così dure ci sia una pietas che atteggiamenti e parole sembrano negare. Ma, fatto veramente incredibile, questa donna pagana ha qualcosa da insegnare a Gesù: l’universalità della sua missione. Sì, questa donna aiuta Gesù, dolcemente e fermamente, a non chiudersi dietro barriere etniche o teologiche in quanto è venuto per tutti, nessuno escluso, anche per i cagnolini (animali impuri). La cananea non pretende nulla, niente più che le briciole. Ma sapendo che queste le appartengono, le pretende, e con risolutezza. Gesù è ammirato e afferma che la sua fede è grande, a differenza di quella dei discepoli, che è poca. È grazie a questa fede che molti verranno da Oriente e Occidente e siederanno alla mensa di Dio per mangiare il pane del Regno (cf Mt 8Jl; Lc lal5). ln quel medesimo istante avviene il miracolo, la figlia ritrova la salute. La fede nutre, dà accesso al pane dei figli sia per l’antico popolo sia per i pagani. Questo aspetto è importantissimo, se pensiamo che Matteo scrive per una Chiesa giudeo-cristiana che faticava ad ammettere tra le sue fila i pagani convertiti. È la fede in Gesù Cristo la sola richiesta lecita e doverosa e non tanto l’osservanza della Legge mosaica. Ma non è tutto’ Nel nostro episodio emerge anche una lezione missionaria: certamente Gesù è il Messia di Israele, tuttavia egli è stato aperto a quanti hanno creduto in lui. Può forse, allora, la Chiesa chiudere le proprie porte a quanti desiderano convertirsi al Vangelo? Può forse la Chiesa impedire o porre limiti all’irradiamento del Regno? Sarebbe un controsenso e un venir meno alla sua identità e vocazione. Con questo episodio Matteo mette anche in evidenza una considerazione più volte espressa lungo la sua narrazione: spesso si trova più fede tra coloro che sembrano pagani che all’interno della stessa comunità credente. I Magi, ad esempio, sono venuti da lontano per adorare il nato re di Israele (cf Mt 2), un centurione pagano (cf Mt 8,10) e persino i niniviti si sono rivelati più disponibili di «questa generazione», afferma Gesù (cf 12,39ss). La Chiesa deve, perciò, vigilare contro l’auto-sicurezza religiosa e verificarsi al suo interno prima di portarsi sulle strade dell’annuncio. Il vero annuncio scaturisce dalla testimonianza. Abbiamo visto come l’audacia della cananea sia stata lodata da Gesù; in quel dialogo serrato, egli ha rivisto la sua posizione teologica: la sua missione non è rivolta solo alla casa di Israele, ma al mondo intero. Gesù è davvero un rabbi singolare; non solo perché è aperto verso tutte le categorie sociali, ma anche perché incontra, dialoga e impara persino dalle donne. E questo sorprende quando sappiamo che la donna non aveva nessuna considerazione nella cultura del tempo. Anzi, c’era una corrente rabbinica che sosteneva che era preferibile bruciare la Torà piuttosto che insegnarla ad una donna.

Anno : A

Settembre 2020

LA VITA DELLA COMUNITA’

Domenica 20

XXV del T.O.

S. Messe alle ore 10.30 e 18.30 (NO alle 8.00)
Lunedì 21

S. Matteo Ap.

S. Messa ad orario feriale

Ore 20.30 (canonica) : Caritas parrocchiale

Mercoledì 23

S. Pio da Pietrelcina

S. Messa ad orario feriale
Venerdì 25 Ore 20.30 (S. Paolo) : Adorazione Eucaristica
Domenica 27

XXVI del T.O.

S. Messe alle ore 10.30 e 18.30 (NO alle 8.00)

Nota. Da lunedì 18 maggio sono riprese le celebrazioni con il popolo.

La S. Mesa feriale è secondo il solito orario e quella festiva come indicato nel riquadro nella pagina accanto. Dovranno ovviamente essere rispettate tutte le disposizioni di legge (distanziamento, mascherine, ecc..).

Alla scuola di Gesù :
Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì Venerdì Sabato
Mt 9,9-13 Lc 8,19-21 Lc 9,1-6 Lc 9,7-9 Lc 9,18-22 Lc 9,43b-45

Vivere il Mistero- La parabola odierna è una straordinaria immagine della Storia della salvezza. Dio, lungo l’avvicendarsi dei tempi, ha sempre chiamato l’uomo a collaborare al suo disegno salvifico. Da Adamo a Noè, da Noè ad Abramo, da Abramo a Mosè, da Mosè ai profeti fino a Gesù. L’ultima ora è quella iniziata con Gesù, il Figlio; quest’ora si concluderà con la parusia. L’ultimo avvento di Cristo segnerà, infatti, la fine del tempo presente e inaugurerà iI giorno senza tramonto, il sabato senza sera, come scriveva sant’Agostino; ogni uomo avrà allora la ricompensa delle sue opere. Evidenziamo qualche elemento del racconto: Dio chiama. Gesù afferma che il padrone esce più volte alla ricerca di operai per la sua vigna. Dio chiama in ogni epoca della storia; chiama in ogni momento della vita personale, Dio chiama anche oggi e rivolgendosi ad ognuno di noi ci invita a lavorare nella sua vigna. Occorre perciò ascolto e discernimento per riconoscere le sempre nuove chiamate di Dio. Dio chiama ripetutamente. Il padrone ha urgenza di lavoratori per la sua vigna e va alla ricerca anche all’ora undicesima, verso le cinque del pomeriggio quando manca solo un’ora al tramonto. Ai lavoratori dell’undicesima ora non muove nessun rimprovero ma li incoraggia, anche se c’è poco tempo, a fare qualcosa. Ciò significa che non è mai troppo tardi per aderire al Vangelo e portare frutti di vita nuova. Dio ricompensa oltre ogni aspettativa. La sorpresa della parabola è alla fine, quando tutti vanno a ricevere la loro ricompensa. A tutti gli operai il padrone dona un denaro, indipendentemente dalle ore lavorate da ciascuno. Ma questo provoca malumore e mormorazione, soprattutto in quelli della prima ora, i quali pensano di dover essere meglio retribuiti (più lavoro, più ricompensa). Ma il padrone non è di questo avviso. Dà ai primi quanto pattuito (non c’è quindi ingiustizia), dà agli ultimi secondo la sua generosità (mettendo tutti sullo stesso piano). Gesù vuole evidenziare la misericordia del padrone della vigna, ovvero la grazia di Dio. Una grazia offerta a tutti (giusti o peccatori) generosamente. Negli operai della prima ora (stando al contesto di Matteo) riconosciamo tutti quei cristiani che da lungo tempo hanno lavorato nella vigna del Signore (giudei convertiti), mentre in quelli dell’ultima ora quei cristiani che sono venuti alla fede «in ritardo» e che non hanno nulla da vantare, in quanto ben poche opere Ii accompagnano (pagani convertiti). I primi, nella loro mormorazione, rivelano di non aver capito come l’aver lavorato nella vigna fin dalle prime ore sia già una grande ricompensa. Costoro non hanno compreso il dono di grazia fatto da Dio ai Padri. Di qui la mancanza di gratitudine. Ma non è tutto; la mormorazione mette in evidenza che hanno vissuto l’elezione come un peso, una fatica, una prestazione, e con intenti meritocratici, ma, la vita di fede non ha già in se stessa la sua ricompensa? Se emerge il lamento, e peggio ancora il confronto, bisogna chiedersi se la fede è motivata e sostenuta dall’amore. Già san Bernardo ricorda che «ogni vero amore è senza calcolo e, ciononostante, ha egualmente la sua ricompensa; esso, addirittura, può ricevere la sua ricompensa solo se senza calcolo. (…) Colui che nell’amore ricerca come ricompensa solo la gioia dell’amore, riceve la gioia dell’amore. (…) Colui invece che ricerca nell’amore qualcosa di diverso dell’amore, perde l’amore e, al tempo stesso, la gioia dell’amore» (De diligendo Deo).

Preghiera di Papa Francesco

O Maria,

tu risplendi sempre nel nostro cammino

come segno di salvezza e di speranza.

Noi ci affidiamo a te, Salute dei malati,

che presso la croce

sei stata associata al dolore di Gesù,

mantenendo ferma la tua fede.

Tu, Salvezza del popolo romano,

sai di che cosa abbiamo bisogno

e siamo certi che provvederai

perché, come a Cana di Galilea,

possa tornare la gioia e la festa

dopo questo momento di prova

Aiutaci, Madre del Divino Amore,

a conformarci al volere del Padre

e a fare ciò che ci dirà Gesù,

che ha preso su di sé le nostre sofferenze

e si è caricato dei nostri dolori

per condurci, attraverso la croce,

alla gioia della risurrezione. Amen.

Programma dal 5 al 13 settembre 2020

Letture: Ezechiele 33,1.7-9 / dal Salmo 94 / Romani 13,8-10

Ascoltate oggi la voce del Signore.

Dal Vangelo secondo Matteo (18,15-20)

06 settembre In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano.

In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo.

In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».

Parola del Signore

VITA ECCLESIALE

Sabato 05
Domenica 06 10.30

18.30

+ Gattucci Stefano

+ Stefano e Maria Baldini

+ Alberti Dante e Casadio Irma

Lunedì 07
Martedì 08 8.00 + Ederini Nicola
Mercoledì 09
Giovedì 10 18.30 + Cg. Giacometti, Mussino e De Giovanni
Venerdì 11 8.00 + Cervellera Alessandra e Geminiani Desolina
Sabato 12 18.30 Per i parenti vivi e defunti delle famiglie Dovadola-Ruffini

+ Dosi Luisa

Domenica 13

Orario Confessioni Concordare con don Pietro eventuali esigenze

(muniti di mascherina rispettando rigorosamente le distanze come predisposto)

Orario SS. Messe Feriale: Martedì e Venerdì ore 8.00

Lunedì, Mercoledì, Giovedì e Sabato ore 18.30

Festivo : ore 10.30, 18.30

Tutti i giorni ore 17.55 S. Rosario

Venerdì ore 20.30 Adorazione eucaristica

N.B. Tutte le celebrazioni sono aperte a tutti i fedeli e si possono seguire anche nel sito internet della parrocchia

Il catechismo in parrocchia resta sospeso fino a nuove disposizioni

Il catechismo in parrocchia resta sospeso fino a nuove disposizioni

Il catechismo in parrocchia resta sospeso fino a nuove disposizioni

Vivere il Mistero- Il tema della liturgia odierna è l’universalità della salvezza. Il brano evangelico pone davanti due diversi mondi culturali e religiosi. Abbiamo una donna, greca di lingua, sirofenicia di origine, e discendente di quelle popolazioni che abitavano Canaan da tempi immemorabili. C’è poi Gesù, che lungo le vie della Giudea e della Galilea predica l’avvento del Regno di Dio. Ma se andiamo più vicino ai due principali protagonisti scorgiamo altri elementi interessanti. La donna è anzitutto una madre affranta, la sua bambina infatti è seriamente malata. Quando una madre soffre per la sua creatura è disposta a tutto, non importa se Gesù è uno straniero, e per di più di religione ebraica: ella tenta l’ultima carta pur di salvare sua figlia. Non è una donna sprovveduta, però, se chiama Gesù con il titolo di Figlio di Davide, e si rivela, nell’intreccio narrativo, risoluta e coraggiosa. Inoltre, non teme il silenzio del Maestro, anzi lo sostiene convinta che dietro apparenze così dure ci sia una pietas che atteggiamenti e parole sembrano negare. Ma, fatto veramente incredibile, questa donna pagana ha qualcosa da insegnare a Gesù: l’universalità della sua missione. Sì, questa donna aiuta Gesù, dolcemente e fermamente, a non chiudersi dietro barriere etniche o teologiche in quanto è venuto per tutti, nessuno escluso, anche per i cagnolini (animali impuri). La cananea non pretende nulla, niente più che le briciole. Ma sapendo che queste le appartengono, le pretende, e con risolutezza. Gesù è ammirato e afferma che la sua fede è grande, a differenza di quella dei discepoli, che è poca. È grazie a questa fede che molti verranno da Oriente e Occidente e siederanno alla mensa di Dio per mangiare il pane del Regno (cf Mt 8Jl; Lc lal5). ln quel medesimo istante avviene il miracolo, la figlia ritrova la salute. La fede nutre, dà accesso al pane dei figli sia per l’antico popolo sia per i pagani. Questo aspetto è importantissimo, se pensiamo che Matteo scrive per una Chiesa giudeo-cristiana che faticava ad ammettere tra le sue fila i pagani convertiti. È la fede in Gesù Cristo la sola richiesta lecita e doverosa e non tanto l’osservanza della Legge mosaica. Ma non è tutto’ Nel nostro episodio emerge anche una lezione missionaria: certamente Gesù è il Messia di Israele, tuttavia egli è stato aperto a quanti hanno creduto in lui. Può forse, allora, la Chiesa chiudere le proprie porte a quanti desiderano convertirsi al Vangelo? Può forse la Chiesa impedire o porre limiti all’irradiamento del Regno? Sarebbe un controsenso e un venir meno alla sua identità e vocazione. Con questo episodio Matteo mette anche in evidenza una considerazione più volte espressa lungo la sua narrazione: spesso si trova più fede tra coloro che sembrano pagani che all’interno della stessa comunità credente. I Magi, ad esempio, sono venuti da lontano per adorare il nato re di Israele (cf Mt 2), un centurione pagano (cf Mt 8,10) e persino i niniviti si sono rivelati più disponibili di «questa generazione», afferma Gesù (cf 12,39ss). La Chiesa deve, perciò, vigilare contro l’auto-sicurezza religiosa e verificarsi al suo interno prima di portarsi sulle strade dell’annuncio. Il vero annuncio scaturisce dalla testimonianza. Abbiamo visto come l’audacia della cananea sia stata lodata da Gesù; in quel dialogo serrato, egli ha rivisto la sua posizione teologica: la sua missione non è rivolta solo alla casa di Israele, ma al mondo intero. Gesù è davvero un rabbi singolare; non solo perché è aperto verso tutte le categorie sociali, ma anche perché incontra, dialoga e impara persino dalle donne. E questo sorprende quando sappiamo che la donna non aveva nessuna considerazione nella cultura del tempo. Anzi, c’era una corrente rabbinica che sosteneva che era preferibile bruciare la Torà piuttosto che insegnarla ad una donna.

Anno : A

Settembre 2020

LA VITA DELLA COMUNITA’

Domenica 06

XXIII del T.O.

S. Messe alle ore 10.30 e 18.30 (NO alle 8.00)

Ore 10.30 (oratorio) : S. Messa nel campo dell’oratorio

(in caso di maltempo la S. Messa sarà celebrata in S. Paolo)

Ore 20.30 (oratorio) : Commedia dialettale

Lunedì 07 Ore 20.30 (oratorio) : Serata con i gruppi della Comunitàper uno sguardo sui mesi passati e sull’anno che verrà.
Martedì 08

Natività della B.V.Maria

S. Messa ad orario feriale
Venerdì 11 Ore 20.30 (S. Paolo) : Adorazione Eucaristica
Sabato 12 Ore 20.30 (oratorio) : Serata di musica
Domenica 13

XXIV del T.O.

S. Messe alle ore 10.30 e 18.30 (NO alle 8.00)

Ore 10.30 (S. Paolo) : S. Messa solenne

Ore 20.30 (oratorio) : Serata dedicata alle 44 edizioni del Palio con filmati e foto.

Nota. Da lunedì 18 maggio sono riprese le celebrazioni con il popolo.

La S. Mesa feriale è secondo il solito orario e quella festiva come indicato nel riquadro nella pagina accanto. Dovranno ovviamente essere rispettate tutte le disposizioni di legge (distanziamento, mascherine, ecc..).

Alla scuola di Gesù :
Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì Venerdì Sabato
Lc 4,16-30 Lc 4,31-37 Lc 4,38-44 Lc 5,1-11 Lc 5,33-39 Lc 6,1-5

Vivere il Mistero- Con molto realismo, l’Evangelista ci ricorda come la Chiesa è una realtà nella quale possono sorgere conflitti e tensioni. Questo non deve scandalizzare (sarebbe ingenuità). Ciò che caratterizza il vissuto cristiano non è tanto l’assenza di fatiche interpersonali quanto le modalità che si attuano per recuperare, in questo caso specifico, coloro che sbagliano. L’evangelicità, se vogliamo, sta proprio lì. Matteo presenta una duplice difficoltà. Anzitutto vi sono fratelli e sorelle che non soddisfano più le condizioni di appartenenza al gruppo e ne turbano, con il loro atteggiamento, il cammino e la pace. Costoro vanno ammoniti. E l’ammonimento è in vista della loro reintegrazione. Vi sono anche frizioni quotidiane, che vanno risolte attraverso l’esercizio del perdono dato e accolto, del perdono senza limiti. Queste indicazioni hanno come movente principale la volontà di Dio e devono essere animate dalla carità, regola suprema della comunità credente. Di quali peccati parla Gesù? Non certo di quelli concernenti la coscienza individuale, ma di quelli che turbano la vita comunitaria, come abbiamo sopra ricordato. Con molta probabilità egli si riferisce agli scandali menzionati nei versetti precedenti. Ma quale procedura attuare per correggere queste deviazioni?

  • Ammonire senza odiare. Si ammonisce senza odio quando si accoglie il prossimo come fratello («Se il tuo fratello»), quando cioè si vivono relazioni improntate dalla fede e nella fede. Ciò significa che il fratello che pecca è parte di me, membro dell’unico corpo della Chiesa. E nessuno, direbbe Paolo, ha in odio il proprio corpo, anzi.
  • Ammonire segretamente. L’ammonimento dev’essere fatto privatamente, non pubblicamente. Lo scopo è quello di «guadagnare» il fratello.
  • Le necessarie mediazioni. Anche le più buone intenzioni non sempre raggiungono lo scopo desiderato. Un fratello può anche non voler lasciarsi correggere. Allora, afferma Gesù, bisogna farsi aiutare da altri fratelli per riportare costui sulla via della verità.
  • La comunità credente. Se dopo un primo tentativo a quattr’occhi, a cui ha fatto seguito la mediazione di altri, non si giunge a nessun risultato, bisogna ricorrere atta comunità, ovvero all’autorità detta Chiesa. Se non dovesse neppure ascoltare la Chiesa, allora quel fratello sia trattato come un «pagano e un pubblicano». Bisogna riconoscere, non senza una certa sofferenza, che quel fratello si è posto al di fuori della comunione ecclesiale. A questo punto va rimesso alla misericordia del Padre.

Abbiamo posto in evidenza, a partire dal brano evangelico, una dimensione fondamentale della vita cristiana: la correzione fraterna. Se ci chiediamo da dove nasce, qual è il suo movente, cosa la determina non abbiamo che una risposta: l’amore. Un amore che va sempre custodito, protetto e maturato davanti alle prove esterne o alle divisioni interne, che ogni comunità deve affrontare nel suo cammino. Di questo ne era ben cosciente l’apostolo Giovanni quando invitava i suoi cristiani a rimanere nell’amore. Rimanere nell’amore implica responsabilità e plasma una serie di atteggiamenti tra i quali la correzione. Il fine della correzione è la crescita della persona, del suo bene.

Preghiera di Papa Francesco

O Maria,

tu risplendi sempre nel nostro cammino

come segno di salvezza e di speranza.

Noi ci affidiamo a te, Salute dei malati,

che presso la croce

sei stata associata al dolore di Gesù,

mantenendo ferma la tua fede.

Tu, Salvezza del popolo romano,

sai di che cosa abbiamo bisogno

e siamo certi che provvederai

perché, come a Cana di Galilea,

possa tornare la gioia e la festa

dopo questo momento di prova

Aiutaci, Madre del Divino Amore,

a conformarci al volere del Padre

e a fare ciò che ci dirà Gesù,

che ha preso su di sé le nostre sofferenze

e si è caricato dei nostri dolori

per condurci, attraverso la croce,

alla gioia della risurrezione. Amen.

Programma 29 agosto – 6 settembre 2020

Letture: Geremia 20,7-9 / dal Salmo 62 / Romani 12,1-2

Ha sete di te, Signore, l’anima mia.

Dal Vangelo secondo Matteo (16,21-27)

30 agosto In quel tempo, Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno.

Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: «Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai». Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: «Va’ dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!».

Allora Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà.

Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita? O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita?

Perché il Figlio dell’uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni».

Parola del Signore

VITA ECCLESIALE

Sabato 29

18.30

+ Emilia e Veliano Chiarini

+ Montesi Natale

Domenica 30

   

Lunedì 31

   

Martedì 01

   

Mercoledì 02

18.30

25° di matrimonio di :

Nicola e Carmen Messina

Giovedì 03

18.30

+ Zaffagnini Maria e Buldrini Antonio e deff. Buldrini

Venerdì 04

8.00

+ Ruffini Armanda

Sabato 05

   

Domenica 06

10.30

18.30

+ Gattucci Stefano

+ Stefano e Maria Baldini

+ Alberti Dante e Casadio Irma

Orario Confessioni Concordare con don Pietro eventuali esigenze

(muniti di mascherina rispettando rigorosamente le distanze come predisposto)

Orario SS. Messe Feriale: Martedì e Venerdì ore 8.00

Lunedì, Mercoledì, Giovedì e Sabato ore 18.30

Festivo : ore 10.30, 18.30

Tutti i giorni ore 17.55 S. Rosario

Venerdì ore 20.30 Adorazione eucaristica

N.B. Tutte le celebrazioni sono aperte a tutti i fedeli e si possono seguire anche nel sito internet della parrocchia

Il catechismo in parrocchia resta sospeso fino a nuove disposizioni

Il catechismo in parrocchia resta sospeso fino a nuove disposizioni

Il catechismo in parrocchia resta sospeso fino a nuove disposizioni

Vivere il Mistero- Il tema della liturgia odierna è l’universalità della salvezza. Il brano evangelico pone davanti due diversi mondi culturali e religiosi. Abbiamo una donna, greca di lingua, sirofenicia di origine, e discendente di quelle popolazioni che abitavano Canaan da tempi immemorabili. C’è poi Gesù, che lungo le vie della Giudea e della Galilea predica l’avvento del Regno di Dio. Ma se andiamo più vicino ai due principali protagonisti scorgiamo altri elementi interessanti. La donna è anzitutto una madre affranta, la sua bambina infatti è seriamente malata. Quando una madre soffre per la sua creatura è disposta a tutto, non importa se Gesù è uno straniero, e per di più di religione ebraica: ella tenta l’ultima carta pur di salvare sua figlia. Non è una donna sprovveduta, però, se chiama Gesù con il titolo di Figlio di Davide, e si rivela, nell’intreccio narrativo, risoluta e coraggiosa. Inoltre, non teme il silenzio del Maestro, anzi lo sostiene convinta che dietro apparenze così dure ci sia una pietas che atteggiamenti e parole sembrano negare. Ma, fatto veramente incredibile, questa donna pagana ha qualcosa da insegnare a Gesù: l’universalità della sua missione. Sì, questa donna aiuta Gesù, dolcemente e fermamente, a non chiudersi dietro barriere etniche o teologiche in quanto è venuto per tutti, nessuno escluso, anche per i cagnolini (animali impuri). La cananea non pretende nulla, niente più che le briciole. Ma sapendo che queste le appartengono, le pretende, e con risolutezza. Gesù è ammirato e afferma che la sua fede è grande, a differenza di quella dei discepoli, che è poca. È grazie a questa fede che molti verranno da Oriente e Occidente e siederanno alla mensa di Dio per mangiare il pane del Regno (cf Mt 8Jl; Lc lal5). ln quel medesimo istante avviene il miracolo, la figlia ritrova la salute. La fede nutre, dà accesso al pane dei figli sia per l’antico popolo sia per i pagani. Questo aspetto è importantissimo, se pensiamo che Matteo scrive per una Chiesa giudeo-cristiana che faticava ad ammettere tra le sue fila i pagani convertiti. È la fede in Gesù Cristo la sola richiesta lecita e doverosa e non tanto l’osservanza della Legge mosaica. Ma non è tutto’ Nel nostro episodio emerge anche una lezione missionaria: certamente Gesù è il Messia di Israele, tuttavia egli è stato aperto a quanti hanno creduto in lui. Può forse, allora, la Chiesa chiudere le proprie porte a quanti desiderano convertirsi al Vangelo? Può forse la Chiesa impedire o porre limiti all’irradiamento del Regno? Sarebbe un controsenso e un venir meno alla sua identità e vocazione. Con questo episodio Matteo mette anche in evidenza una considerazione più volte espressa lungo la sua narrazione: spesso si trova più fede tra coloro che sembrano pagani che all’interno della stessa comunità credente. I Magi, ad esempio, sono venuti da lontano per adorare il nato re di Israele (cf Mt 2), un centurione pagano (cf Mt 8,10) e persino i niniviti si sono rivelati più disponibili di «questa generazione», afferma Gesù (cf 12,39ss). La Chiesa deve, perciò, vigilare contro l’auto-sicurezza religiosa e verificarsi al suo interno prima di portarsi sulle strade dell’annuncio. Il vero annuncio scaturisce dalla testimonianza. Abbiamo visto come l’audacia della cananea sia stata lodata da Gesù; in quel dialogo serrato, egli ha rivisto la sua posizione teologica: la sua missione non è rivolta solo alla casa di Israele, ma al mondo intero. Gesù è davvero un rabbi singolare; non solo perché è aperto verso tutte le categorie sociali, ma anche perché incontra, dialoga e impara persino dalle donne. E questo sorprende quando sappiamo che la donna non aveva nessuna considerazione nella cultura del tempo. Anzi, c’era una corrente rabbinica che sosteneva che era preferibile bruciare la Torà piuttosto che insegnarla ad una donna.

Anno : A

Agosto-Settembre 2020

LA VITA DELLA COMUNITA’

Domenica 30

XXII del T.O.

S. Messe alle ore 10.30 e 18.30 (NO alle 8.00)

Venerdì 04

Ore 20.30 (S. Paolo) : Adorazione Eucaristica

Sabato 05

Ore 9.00 in poi (oratorio) : Ultimi lavori di preparazione per la festa.

Ore 19.00 (oratorio) : Apertura della “Festa della Ripresa”

Domenica 06

XXIII del T.O.

S. Messe alle ore 10.30 e 18.30 (NO alle 8.00)

Ore 10.30 (oratorio) : S. Messa nel campo dell’oratorio

(in caso di maltempo la S. Messa sarà celebrata in S. Paolo)

Nota. Da lunedì 18 maggio sono riprese le celebrazioni con il popolo.

La S. Mesa feriale è secondo il solito orario e quella festiva come indicato nel riquadro nella pagina accanto. Dovranno ovviamente essere rispettate tutte le disposizioni di legge (distanziamento, mascherine, ecc..).

Alla scuola di Gesù :

Lunedì

Martedì

Mercoledì

Giovedì

Venerdì

Sabato

Lc 4,16-30

Lc 4,31-37

Lc 4,38-44

Lc 5,1-11

Lc 5,33-39

Lc 6,1-5

Vivere il Mistero- Ciò che lega i tre principali protagonisti di questa domenica (Geremia, Paolo e Gesù) è il tema della donazione totale della vita a Dio e al suo disegno di salvezza. Geremia, il profeta sedotto dall’Altissimo, ha sperimentato come il suo ministero è stato solo oggetto di obbrobrio e scherno. La tentazione di lasciare tutto è perciò forte e imperiosa. Ma come «sottrarsi» al fuoco divino che pervade tutto l’essere? Paolo, invece, esorta i cristiani di Roma a donare i propri corpi come sacrificio vivente. Per fare della propria esistenza un’offerta, bisogna pero reagire all’inerzia del secolo presente e ricercare sempre ciò che è buono, gradito e perfetto agli occhi di Dio, Gesù, infine, dopo aver annunciato la sua imminente passione-morte-risurrezione invita a prendere la sua croce e seguirlo. La sequela implica un ribaltamento della logica umana; in una parola, è necessario pensare secondo Dio e non secondo gli uomini. Domenica scorsa abbiamo sentito risuonare la solenne professione di Pietro e l’elogio di Gesù; nella pericope odierna, Pietro, dapprima rimprovera Gesù, dopo che questi ha annunciato la sua passione e morte, e poi, a sua volta, è apostrofato da Gesù come un «satana» (ostacolo). Perché? Ma perché il discepolo ritiene fallimentari le vie di Dio ed efficienti quelle del mondo. In Pietro vediamo così il duplice volto del discepolo, che da una parte riconosce la messianicità del Maestro ma dall’altra, di fronte alla croce, reagisce negativamente. È un fatto, ma ad ognuna delle tre predizioni della passione i discepoli manifestano sempre una totale incomprensione e un rifiuto categorico. Gesù, però, non viene meno, e porta a compimento la sua donazione a Dio e ai fratelli. Che Gesù annunci la sua passione e morte non è un caso; la donazione di sé, come Gesù la intende, passa attraverso la morte. Una morte che attesta come ogni vero dono implica la vita. Ma non solo; Gesù è consapevole di compiere il disegno del Padre. Cosa significa? Che ogni dono totale di sé è salvifico nella misura in cui compie la volontà di Dio. Ma non è ancora tutto. Donarsi significa prendere la propria croce (v 24). Sappiamo che la croce, come abbiamo detto più volte, esprime due cose: l’obbedienza a Dio e la solidarietà ai fratelli. Bisogna, inoltre, far propria una logica paradossale, di primo acchito, e ben espressa nel parallelismo: perdere salvare. È la logica pasquale, che ci fa capire una cosa importante e sovente poco evidenziata: la rinuncia a sé o il rinnegarsi, non sono fini a se stessi; neppure la donazione è fine a se stessa, ma tutto è orientato verso il tesoro del Regno Certo, la proposta di Gesù è alta e radicale e appella la libertà della persona («Se Qualcuno»). Tuttavia, nessuno è obbligato; la scelta di Cristo e del suo Vangelo vive nello spazio della libertà. Per realizzare la sua proposta Gesù chiama alla sequela («vuol venire dietro a me»). La sequela ci fa capire come la proposta di Gesù sta davanti a noi; noi vi arriveremo nella misura in cui seguiremo lui. Il Vangelo vissuto non è una conquista ascetica, ma un dono di grazia, che ognuno accoglie e gradatamente porta a compimento.

Preghiera di Papa Francesco

O Maria,

tu risplendi sempre nel nostro cammino

come segno di salvezza e di speranza.

Noi ci affidiamo a te, Salute dei malati,

che presso la croce

sei stata associata al dolore di Gesù,

mantenendo ferma la tua fede.

Tu, Salvezza del popolo romano,

sai di che cosa abbiamo bisogno

e siamo certi che provvederai

perché, come a Cana di Galilea,

possa tornare la gioia e la festa

dopo questo momento di prova

Aiutaci, Madre del Divino Amore,

a conformarci al volere del Padre

e a fare ciò che ci dirà Gesù,

che ha preso su di sé le nostre sofferenze

e si è caricato dei nostri dolori

per condurci, attraverso la croce,

alla gioia della risurrezione. Amen.

Medjugorje, 25 Agosto 2020

“Cari figli!

Questo è tempo di grazia.

Sono con voi e vi invito di nuovo, figlioli,

ritornate a Dio ed alla preghiera

affinché la preghiera diventi gioia per voi.

Figlioli non avrete né futuro né pace

finché nella vostra vita

comincerete a vivere

la conversione personale

ed il cambiamento nel bene.

Il male cesserà

e la pace regnerà nei vostri cuori

e nel mondo.

Perciò, figlioli, pregate, pregate, pregate.

Sono con voi

ed intercedo presso mio Figlio Gesù

per ciascuno di voi.

Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

Programma 22 – 30 agosto 2020

Letture: Isaia 22,19-23 / dal Salmo 137 / Romani 11,33-36

Signore, il tuo amore è per sempre.

Dal Vangelo secondo Matteo (16,13-20)

23 agosto In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti».

Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».

E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».

Allora ordinò ai discepoli di non dire ad alcuno che egli era il Cristo.

Parola del Signore

VITA ECCLESIALE

Sabato 22

18.30

+ Castelli Adriano

Vivi e defunto della famiglia Dovadola Ivano e vivi e defunti delle famiglie Dovadola – Ruffini

Domenica 23

10.30

18.30

+ Alfonso, Alma, Maria e don Orfeo

+ Emilia e Veliano Chiarini

Lunedì 24

   

Martedì 25

8.00

+ Bolognesi Gabriella e Adele

Mercoledì 26

   

Giovedì 27

18.30

+ Dovadola Ivano

Venerdì 28

   

Sabato 29

18.30

+ Emilia e Veliano Chiarini

+ Montesi Natale

Domenica 30

   

Orario Confessioni Concordare con don Pietro eventuali esigenze

(muniti di mascherina rispettando rigorosamente le distanze come predisposto)

Orario SS. Messe Feriale: Martedì e Venerdì ore 8.00

Lunedì, Mercoledì, Giovedì e Sabato ore 18.30

Festivo : ore 10.30, 18.30

Tutti i giorni ore 17.55 S. Rosario

Venerdì ore 20.30 Adorazione eucaristica

N.B. Tutte le celebrazioni sono aperte a tutti i fedeli e si possono seguire anche nel sito internet della parrocchia

Il catechismo in parrocchia resta sospeso fino a nuove disposizioni

Il catechismo in parrocchia resta sospeso fino a nuove disposizioni

Il catechismo in parrocchia resta sospeso fino a nuove disposizioni

Vivere il Mistero- Il tema della liturgia odierna è l’universalità della salvezza. Il brano evangelico pone davanti due diversi mondi culturali e religiosi. Abbiamo una donna, greca di lingua, sirofenicia di origine, e discendente di quelle popolazioni che abitavano Canaan da tempi immemorabili. C’è poi Gesù, che lungo le vie della Giudea e della Galilea predica l’avvento del Regno di Dio. Ma se andiamo più vicino ai due principali protagonisti scorgiamo altri elementi interessanti. La donna è anzitutto una madre affranta, la sua bambina infatti è seriamente malata. Quando una madre soffre per la sua creatura è disposta a tutto, non importa se Gesù è uno straniero, e per di più di religione ebraica: ella tenta l’ultima carta pur di salvare sua figlia. Non è una donna sprovveduta, però, se chiama Gesù con il titolo di Figlio di Davide, e si rivela, nell’intreccio narrativo, risoluta e coraggiosa. Inoltre, non teme il silenzio del Maestro, anzi lo sostiene convinta che dietro apparenze così dure ci sia una pietas che atteggiamenti e parole sembrano negare. Ma, fatto veramente incredibile, questa donna pagana ha qualcosa da insegnare a Gesù: l’universalità della sua missione. Sì, questa donna aiuta Gesù, dolcemente e fermamente, a non chiudersi dietro barriere etniche o teologiche in quanto è venuto per tutti, nessuno escluso, anche per i cagnolini (animali impuri). La cananea non pretende nulla, niente più che le briciole. Ma sapendo che queste le appartengono, le pretende, e con risolutezza. Gesù è ammirato e afferma che la sua fede è grande, a differenza di quella dei discepoli, che è poca. È grazie a questa fede che molti verranno da Oriente e Occidente e siederanno alla mensa di Dio per mangiare il pane del Regno (cf Mt 8Jl; Lc lal5). ln quel medesimo istante avviene il miracolo, la figlia ritrova la salute. La fede nutre, dà accesso al pane dei figli sia per l’antico popolo sia per i pagani. Questo aspetto è importantissimo, se pensiamo che Matteo scrive per una Chiesa giudeo-cristiana che faticava ad ammettere tra le sue fila i pagani convertiti. È la fede in Gesù Cristo la sola richiesta lecita e doverosa e non tanto l’osservanza della Legge mosaica. Ma non è tutto’ Nel nostro episodio emerge anche una lezione missionaria: certamente Gesù è il Messia di Israele, tuttavia egli è stato aperto a quanti hanno creduto in lui. Può forse, allora, la Chiesa chiudere le proprie porte a quanti desiderano convertirsi al Vangelo? Può forse la Chiesa impedire o porre limiti all’irradiamento del Regno? Sarebbe un controsenso e un venir meno alla sua identità e vocazione. Con questo episodio Matteo mette anche in evidenza una considerazione più volte espressa lungo la sua narrazione: spesso si trova più fede tra coloro che sembrano pagani che all’interno della stessa comunità credente. I Magi, ad esempio, sono venuti da lontano per adorare il nato re di Israele (cf Mt 2), un centurione pagano (cf Mt 8,10) e persino i niniviti si sono rivelati più disponibili di «questa generazione», afferma Gesù (cf 12,39ss). La Chiesa deve, perciò, vigilare contro l’auto-sicurezza religiosa e verificarsi al suo interno prima di portarsi sulle strade dell’annuncio. Il vero annuncio scaturisce dalla testimonianza. Abbiamo visto come l’audacia della cananea sia stata lodata da Gesù; in quel dialogo serrato, egli ha rivisto la sua posizione teologica: la sua missione non è rivolta solo alla casa di Israele, ma al mondo intero. Gesù è davvero un rabbi singolare; non solo perché è aperto verso tutte le categorie sociali, ma anche perché incontra, dialoga e impara persino dalle donne. E questo sorprende quando sappiamo che la donna non aveva nessuna considerazione nella cultura del tempo. Anzi, c’era una corrente rabbinica che sosteneva che era preferibile bruciare la Torà piuttosto che insegnarla ad una donna.

Anno : A

Agosto 2020

LA VITA DELLA COMUNITA’

Domenica 23

XXI del T.O.

S. Messe alle ore 10.30 e 18.30 (NO alle 8.00)

Lunedì 24

S. Bartolomeo ap.

S. Messa ad orario feriale

Venerdì 28

S. Agostino

Ore 20.30 (S. Paolo) : Adorazione Eucaristica

Sabato 29

Martirio di

S. Giovanni B.

S. Messa ad orario feriale

Ore 9.00 in poi (oratorio) : Inizio sistemazione spazi in preparazione alla “Festa della Ripresa”

Domenica 30

XXII del T.O.

S. Messe alle ore 10.30 e 18.30 (NO alle 8.00)

Nota. Da lunedì 18 maggio sono riprese le celebrazioni con il popolo.

La S. Mesa feriale è secondo il solito orario e quella festiva come indicato nel riquadro sopra. Dovranno ovviamente essere rispettate tutte le disposizioni di legge (distanziamento, mascherine, ecc..).

Alla scuola di Gesù :

Lunedì

Martedì

Mercoledì

Giovedì

Venerdì

Sabato

Gv 1,45-51

Mt 23,23-26

Mt 23,27-32

Mt 24,42-51

Mt 25,1-13

Mt 6,17-19

Vivere il Mistero- Alla domanda di Gesù sull’opinione che la gente si è fatta su di lui, i discepoli riflettono una difficoltà che ancor oggi viviamo: non riconoscere il Maestro per ciò che egli è veramente. Per alcuni, Gesù viene identificato con Giovanni il Battista, il grande precursore e asceta, l’uomo dall’elevato e coerente profilo morale. Ora, certamente Gesù è stato un grande asceta come pure un Maestro che ha posto la giustizia a fondamento del suo insegnamento. Ma questi due aspetti, seppur importanti, non dicono ancora tutto di lui. Egli non ha disdegnato di sedere a mensa, persino con pubblici peccatori, e per quanto riguarda la giustizia divina ha rivelato che questa ha la sua pienezza nella misericordia. Gesù non è Giovanni Battista. Elia, il grande profeta che lottò contro ogni forma di idolatria e sincretismo, ebbe uno zelo così radicale per il ripristino della purezza della fede che arrivò ad uccidere ben cinquecento sacerdoti di Baal. Gesù, che è il più grande profeta, si distingue da Elia perché non ha mai voluto annientare nessuno. Anzi, si è fatto lui annientare per amore. Gesù non è Elia. Geremia, infine, è l’icona dell’uomo giusto che soffre. Anche Gesù ha percorso la strada del dolore, ma non l’ha mai glorificato. Gesù non è venuto per insegnarci la rassegnazione al dolore e al male, ma per indicarci la via del loro riscatto e superamento. Gesù ha indicato agli uomini la strada della beatitudine e della pace. Gesù non è Geremia. Se alla prima domanda avevano risposto tutti, alla seconda, più diretta, «voi, chi dite che io sia?», risponde solo Simon Pietro, il quale afferma: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». Chi è Gesù? Il Messia liberatore, colui che guida alla libertà; il Figlio del Dio vivente (theòs zòon), del Dio cioè che vive e crea, che opera nella storia guidandola a fini di salvezza, il Dio che ha risuscitato Gesù (la formula riprende senza dubbio una convinzione della Chiesa di Matteo). La professione di fede petrina è perciò completa. È significativo osservare che queste parole torneranno sulla bocca del sommo sacerdote durante la Passione. Davanti alla confessio di Pietro, Gesù afferma tre cose: in primis lo proclama beato perché oggetto di una rivelazione particolare del Padre, promessa in antecedenza ai piccoli. Poi formula una promessa: Simone sarà la pietra di fondazione all’edificio della Chiesa, come Abramo fu la roccia da cui uscì Israele. E, per continuare il confronto, se Abram divenne Abramo così ora Simone diviene Pietro. Poi Gesù conferisce a Pietro un’autorità in seno alla comunità cristiana (chiavi). Legare-sciogliere sono, infine, il simbolo giuridico che concretizza il potere delle chiavi. «Legare-sciogliere» significa interpretare il Vangelo dentro i vari contesti della storia, ammettere o escludere dalla stessa comunità cristiana, dichiarare autorevolmente ciò che è conforme o no a Cristo. Innegabile l’autorità che Gesù conferisce a Pietro. Ma bisogna fare al riguardo alcune precisazioni.

1– La scelta gratuita di Gesù. Pietro non ha meriti particolari, non è un eroe della fede, eppure Gesù lo sceglie affinché possa confermare i suoi fratelli.

2 – La fede come dono. Pietro fa la sua confessione di fede in Gesù, ma questa confessione non scaturisce dalla carne o dal sangue ma è una rivelazione di Dio. Pietro è gratificato dal dono di Dio.

3 – L’autorità di Pietro. Quando Matteo redige il suo Vangelo, Pietro è morto da circa vent’anni. Ciò significa che Matteo afferma implicitamente che il suo racconto si appella all’autorità dell’Apostolo, la sola che possa dare unità e coesione alla Chiesa di Cristo. Nota Bruno Maggioni: «L’autorità di Pietro è vicaria: Pietro è immagine di un altro, di Cristo, che è il vero Signore della Chiesa, ma proprio perché immagine di Cristo, l’autorità di Pietro è piena e indiscussa, sottratta persino alla sua personale santità».

Preghiera di Papa Francesco

O Maria,

tu risplendi sempre nel nostro cammino

come segno di salvezza e di speranza.

Noi ci affidiamo a te, Salute dei malati,

che presso la croce

sei stata associata al dolore di Gesù,

mantenendo ferma la tua fede.

Tu, Salvezza del popolo romano,

sai di che cosa abbiamo bisogno

e siamo certi che provvederai

perché, come a Cana di Galilea,

possa tornare la gioia e la festa

dopo questo momento di prova

Aiutaci, Madre del Divino Amore,

a conformarci al volere del Padre

e a fare ciò che ci dirà Gesù,

che ha preso su di sé le nostre sofferenze

e si è caricato dei nostri dolori

per condurci, attraverso la croce,

alla gioia della risurrezione. Amen.