Il Nostro S.Paolo dicembre editoriale

Il PRESEPE PARLA ANCORA ALLA NOSTRA VITA ?

Ogni anno, nella vicinanza del Natale, durante il tempo di Avvento e solitamente dopo la solennità dell’Immacolata, andiamo nei nostri ripostigli a tirar fuori gli scatoloni con il materiale per preparare il presepe, e la nostra mente comincia ad affollarsi di tante idee su come realizzarlo, ci si confronta con i propri figli e/o nipoti, si coinvolgono nella esecuzione e per noi adulti diventa occasione per qualche pensiero nostalgico della nostra fanciullezza, quando con pochi mezzi, un po’ di legna, un poì di carta e tanto muschio raccolto vicino ai fossi o ai canali e qualche statuina (ogni anno se ne comprava una o due delle nuove o si facevano a scuola con la creta) si realizzava il presepe. Anche Papa Francesco fa il presepe e quest’anno ha voluto condividere con tutti gli uomini del mondo una sua riflessione su quello che Lui chiama “il mirabile segno del presepe”. Il Santo Padre conclude la sua riflessione con un’ affermazione fondamentale: “non è importante come si allestisce il presepe, può essere sempre uguale o modificarsi ogni anno; ciò che conta è che esso parli alla nostra vita. Dovunque e in qualsiasi forma il presepe racconta l’amore di Dio, il Dio che si è fatto bambino per dirci quanto è vicino ad ogni essere umano, in qualunque condizioni si trovi…” Il presepe ci ricorda il Papa fa “parte del dolce ed esigente processo di trasmissione della fede: a partire dall’infanzia e poi in ogni età della vita ci educa a contemplare Gesù, a sentire l’amore di Dio per noi, a sentire e credere che Dio è con noi e noi siamo con Lui, tutti figli e fratelli, grazie a quel Bambino Figlio di Dio e della Vergine Maria. E a sentire che in questo sta la felicità. “

Dal latino praesepium (mangiatoia) viene il nome presepe: come dice Sant’Agostino : “ Adagiato in una mangiatoia, divenne il nostro cibo”. Perché il presepe suscita tanto stupore e ci commuove ? Anzitutto perché manifesta la tenerezza di Dio, Lui il Creatore dell’Universo, si abbassa alla nostra piccolezza. In Gesù il Padre ci ha dato un fratello che viene a cercarci quando siamo disorientati e perdiamo la direzione; un amico fedele che ci sta sempre vicino, ci ha dato il suo Figlio che ci perdona e ci risolleva dal peccato. Realizzare il presepe nelle nostre case ci aiuta a rivivere la storia che si è vissuta a Betlemme, ci aiuta ad immaginare le scene raccontate nei Vangeli, stimola gli affetti, invita a sentirsi coinvolti nella storia della salvezza, contemporanei dell’evento che è vivo e attuale. Accogliamo allora l’invito del Santo Padre a fare il presepe anche piccolino, perché esso sia un segno che ci faccia riflettere sulla nostra vita e sul nostro rapporto col Signore. E vi invito a leggere e meditare la lettera del Papa sul significato del presepe dal titolo “ADMIRABILE SIGNUM”. Buon Natale a tutti carissimi parrocchiani di Massa Lombarda, per piacere non celebrate la festa del Natale, senza aver verificato che il Festeggiato sia con voi. E approfitto dell’occasione per augurarvi anche un Buon Anno nuovo 2020.

don Pietro, parroco.

Editoriale IL Nostro S.Paolo n 5

S. Paolo e S. Giacomo siamo comunità cattolica in missione, in uscita ?

Le attività pastorali delle nostre comunità cattoliche, che hanno trovato nella “Festa della Ripresa” il loro esordio, incontrano nel mese di ottobre, una importante sollecitazione che viene dalla nostra più autorevole guida spirituale della chiesa, Papa Francesco, che ci invita a vivere “un tempo straordinario di missionarietà”. “Celebrare questo mese”, dice il Santo Padre, “ci aiuterà in primo luogo a ritrovare il senso missionario della nostra adesione di fede a Gesù Cristo, fede gratuitamente ricevuta come dono nel Battesimo. La nostra appartenenza filiale a Dio non è mai un atto individuale ma sempre ecclesiale: dalla comunione con Dio, Padre e Figlio e Spirito Santo nasce una vita nuova insieme a tanti altri fratelli e sorelle. E questa vita divina non è un prodotto da vendere – noi non facciamo proselitismo – ma una ricchezza da donare, da comunicare, da annunciare: ecco il senso della missione. Gratuitamente abbiamo ricevuto questo dono e gratuitamente lo condividiamo, senza escludere nessuno. Dio vuole che tutti gli uomini siano salvi arrivando alla conoscenza della verità e nell’esperienza della sua misericordia grazie alla Chiesa , sacramento universale della salvezza.” Evidenziamo alcune importanti concetti: la nostra appartenenza a Dio non è mai un atto individuale, ma sempre eccesiale: il primo passo che dobbiamo compiere per essere “missionari” è vivere non in modo isolato la nostra fede, col pericolo di considerare la chiesa come una specie di “supermercato” dove vado a prelevare quello che mi serve per la mia fede, senza poi condividerla con nessuno, ma sentendomi partecipe della mia comunità parrocchiale e della mia città in cui vivo; il secondo passo conseguente al primo è che il mio essere “missionario”, il nostro essere “missionari” come comunità di esprime nel DONARE, nel COMUNICARE, nell’ANNUNCIARE. Per adempiere questo secondo passo si rende indispensabile realizzare RELAZIONI vere, sincere, aperte, profonde con le persone sia quelle che normalmente incontriamo negli ambienti della parrocchia, sia quelli che incontriamo negli ambienti pubblici, per le strade, nel nostro lavoro, nel tempo libero. Questo passo richiede una fatica ad uscire da noi stessi, dalle nostre chiusure, timidezze, diffidenze, pregiudizi per aprirci fiduciosi all’altro che prima di tutto è Dio e agli altri che sono i nostri fratelli, creati tutti, a immagine e somiglianza di Dio stesso, indipendentemente dalla lingua, dalla nazione di origine, dalla religione. In parrocchia e nella vita della nostra città le occasioni non mancano, tocca a noi trovare motivazioni, forza e coraggio per buttarci dentro e ricostruire relazioni, restaurando ponti vacillanti e costruendone dei nuovi forti e solidi. E’ attraverso le relazioni che si trasmette la vita e quello che portiamo con noi come “tesoro prezioso” che possiamo condividere, comunicare, annunciare alle persone. Buon anno pastorale, chiediamo in particolare allo Spirito Santo di scendere su di noi, e a Maria Santissima Regina della Consolazione di accompagnarci con la Sua materna e preziosa presenza. Il Signore benedica le nostre comunità e le renda sempre più luoghi di preghiera sincera, di unità di fraternità e di solidarietà.

La nostra parrocchia sia più rispettosa del creato.

Il sinodo sull’Amazzonia ci richiama ancora una volta ad un maggior rispetto per il creato a non considerarlo “nostra proprieta” ma come dono consegnatoci perché venga utilizzato, rispettato e conservato per le future generazioni. Sono passati millenni di storia e i nostri padri ci hanno permesso di arrivare fino ad oggi, invece noi del secolo ventesimo e ventunesimo stiamo depredando tutto quello che ci è stato consegnato per lasciare ai posteri sono della cenere e del pattume. Personalmente ho già preso qualche decisione (es: in chiesa sto portando a esaurimento i lumini in plastica, che verranno poi sostituiti totalmente da quelli in alluminio materiale che si puo’ recuperare completamente, la cera invece viene recuperata per creare nuove candele). Sarebbe importante che anche in tutte le iniziative della nostra comunità avessimo questo pensiero, cominciando ad eliminare il più possibile l’uso di materiali non riciclabili, che avessimo cura di fare la raccolta differenziata al 100/100, avessimo più cura dei nostri ambienti spesso invasi da tanti oggetti che creano disordine. Chiediamo al Signore che ci aiuti ad avere in questo direzione buoni pensieri.

INIZIATI I LAVORI DEL CAMPANILE

Dopo oltre due anni di sospirata attesa, eliminati tutti gli scogli burocratici fuori e dentro il mondo ecclesiale, che manifesta, nella complicatezza, una sempre maggior diffidenza e sfiducia nelle persone (certamente a motivata ragione), sono iniziati i lavori sul campanile, che si protrarranno per alcuni mesi, sperando anche in un tempo meteo clemente che non allunghi eccessivamente la sua realizzazione. I contributi dell’8 per mille, della diocesi e della Fondazione della Cassa di Risparmio di Imola e speriamo prossimamente anche la Fondazione della Cassa di Risparmio di Ravenna, ci danno un buon aiuto nel pagamento dei lavori. La nostra parrocchia conta anche su un aiuto da parte dei suoi figli spirituali che con buon cuore vorranno fare una donazione. Grato al Signore per la vostra attenzione mi appello alla vostra sensibilità. Don Pietro Marchetti.

elenco premi estratti sottoscrizione

I premi vinti si possono ritirare presso la sede della Caritas in via Roli 6 nei seguenti giorni: Lunedì dalle 9,30 alle 11; Martedì e mercoledì dalle 15,30 alle 17,30.

CESTO PRODOTTI ALIMENTARI50
BISCOTTIERA NATALIZIA1407
I TRIANGOLINI68
I TRIANGOLINI1409
I TRIANGOLINI74
I TRIANGOLINI1411
BUONO MACELLERIA PASI116
SET PORTA DOCUMENTI IN PELLE1510
BUONO MACELLERIA PASI131
TAZZA PRIMA COLAZIONE CON TOVAGLIETTA1516
COSTUME CARNEVALE144
I TRIANGOLINI1532
CART. SUCCHI MISTI185
I TRIANGOLINI1555
I TRIANGOLINI192
OPERA DELL’ARTISTA GIULIANI1559
BISCOTTIERA A SEI TAZZE232
TOVAGLIA DA 121565
SERVIZIO FONDUTA738
SERVIZIO FONDUTA1572
BUONO MACELLERIA PASI740
BICI BIMBO1582
BUONO CANTINA LE ROMAGNOLE742
I TRIANGOLINI1584
CESTO PRODOTTI ALIMENTARI745
I TRIANGOLINI1622
TOVAGLIA DA 6746
I TRIANGOLINI1625
BUONO MACELLERIA PASI858
CESTO PRODOTTI ALIMENTARI1653
I TRIANGOLINI945
STAMPI IN SILICONE +PRESINE1655
CESTO PRODOTTI ALIMENTARI1001
BUONO CANTINA LE ROMAGNOLE1657
MAGLIA BIMBO + 2 MAGLIETTE1007
MACCHINA CAFFE’ 1659
PREMIO CARTOLERIA LA GINESTRA1014
VASSOIO ANTIPASTIERA IN ACCIAIO1660
BUONO CANTINA LE ROMAGNOLE1015
I TRIANGOLINI1663
GIUBBOTTO DA UOMO1022
TAZZINE CAFFE1667
GIUBBOTTO DA UOMO1061
I TRIANGOLINI1705
I TRIANGOLINI1063
I TRIANGOLINI1718
GIUBBOTTO DA UOMO1073
PUNTATRICE E COMPSSO1726
ORSETTO PELUCHE+BORSA VERDE1075
RASOIO DA BARBA1727
I TRIANGOLINI1087
ORSACCHIOTTA PELUCHE+VASINO BIMBO1733
I TRIANGOLINI1098
PREMIO CARTOLERIA LA GINESTRA1747
PORTACANDELE1151
I TRIANGOLINI1748
CONIGLIETTA ROSA PELUCHE1152
I TRIANGOLINI1762
I TRIANGOLINI1159
PROSCIUTTO1786
GIUBBOTTO DA UOMO1239
CESTO PRODOTTI ALIMENTARI1788
QUADRO USIGNUOLO1242
SERVIZIO PIATTI DECORO DA SEI1798
CENTRO TAVOLA CALIPSO1247
TAZZE CAPPUCCINO1816
PIROFILA CON FORMAGGERA1249
STAMPI PER MUFFIN+PRESINE1821
GIUBBOTTO DA UOMO1262
I TRIANGOLINI1827
BICI BIMBO1305
ASCIUGAMNO + TENDE CALZE1831
BUONO CANTINA LE ROMAGNOLE1319
I TRIANGOLINI1839
TOVAGLIETTA + BURAZZI1321
BUONO MACELLERIA PASI1848
SET DI ASCIUGAMANI1346
BORSA PORTA DOCUMENTI1852
PIGIAMA UOMO+CALZINI1365
TOVAGLIETTA + BURAZZI1903
MAGLIA NERA+CINTURA1393
SERVIZIO CERAMICA DERUTA 6 COPPE2062
SERVIZIO DA BIBITE PER SEI1395
SERVIZIO CAPPUCCINI DA SEI2151
I TRIANGOLINI1396
I TRIANGOLINI2158
BUONO CANTINA LE ROMAGNOLE1398
BUONO MACELLERIA PASI2165
GIUBBOTTO DA UOMO1406
PIGIAMA BIMBO2174
SEVIZIO FLUTE DA SEI1575


Il Nostro S.Paolo gennaio 2019 – Editoriale

“ Non ho forse veduto Gesù, Signore nostro? ”

 

 di don Daniele Sirna

 

 

Mi ha sempre incuriosito il fatto che la nostra Chiesa sia intitolata alla Conversione di San Paolo. Possiamo certo considerare le ragioni “pratiche” di questo gesto a cominciare dal legame profondo con la prassi contadina di valutare cioè le condizioni metereologiche monitorando l’andamento delle prime settimane di gennaio o perché gli abitanti del Casale Pauli, in questi giorni, riorganizzavano le attività dei campi e dell’orto dopo la pausa invernale. Quello che per noi oggi è un motivo di festa tradizionale, può fornirci però lo spunto per una considerazione più profonda sul dono che la nostra città ha ricevuto da molti secoli. Dedicare la Chiesa e intitolarla alla conversione dell’Apostolo, non è soltanto l’atto di affidamento alla Sua protezione ma è inserirla dentro a quella esperienza che Paolo ha vissuto sulla via di Damasco; significa collocarla dentro la dinamica di una svolta decisiva, di un capovolgimento di prospettiva. Ho parlato di “dono” perché, a ben pensarci, è un dono grande poter far memoria di questo aspetto, ogni volta che varchiamo la soglia della nostra bellissima chiesa. La sua semplicità può ricordarci come Saulo, inaspettatamente, cominciò a considerare “perdita” e “spazzatura” tutto ciò che fino a quel momento aveva considerato il suo massimo ideale o la ragione profonda della sua esistenza (Fil 3,7-8).

Come quell’evento che celebriamo, può parlare a noi oggi? Cosa è necessario che accada, nella nostra vita di credenti, nelle nostre case e in questa nostra comunità? Ecco l’esperienza semplice e profonda del nostro Patrono: la vita vecchia muore perché possa nascere quella nuova del Cristo. Perché così tanta fatica a lasciare ciò che ci opprime, che ci lega ai rancori del passato o che peggio ancora ci costringe schiavi delle nostre idee e della paura di servire gli altri fino a “perdere” tutto di noi? Non abbiamo forse veduto Gesù, Signore nostro? (1Cor 9,1). L’augurio che vorrei farvi è lo stesso che formulo per me: l’incontro vero e concreto con il Signore Risorto. Non permettiamo a nessuno di staccarci da Lui vivo e presente, accolto nella preghiera e nel silenzio, nella liturgia e in ogni forma di servizio, soprattutto quello più discreto e nascosto. L’amicizia e il dialogo con il Signore illuminerà ogni cosa e susciterà in noi come in San Paolo, in modo del tutto misterioso e inatteso, quel desiderio di farci tutto a tutti, di far tutto per il Vangelo, per diventarne partecipi con quanti lo accolgono e lo vivono (1Cor 9,22-23). Buona festa!

E’ NATALE O E’ GESU’ BAMBINO? Editoriale di don Pietro Marchetti

E’NATALE o E’ GESU’ BAMBINO?

Il fatto che oggi molta gente preferisca parlare genericamente di Natale, piuttosto che del bambino che nasce a Betlemme, fa parte del processo di distacco del mondo dalle sue radici cristiane.

Forse occorre ricordare che, prima del IV° secolo, si celebrava a fine dicembre la festa pagana del Dio Sole. La Chiesa l’ha cristianizzata, sostituendola con la festa del “nuovo sole”, il Bambino salvatore.

Oggi si sta assistendo al processo inverso: la festa pagana, diventata allora cristiana, sta diventando di nuovo pagana. Ma se è così, diventa illusorio per i cristiani pretendere da un mondo che non capisce la notizia del Dio Bambino che sia proprio lui, questo mondo estraneo, a capire da solo quella straordinaria notizia. Ed è particolarmente ambiguo che i credenti nutrano l’illusione che il Natale sia più capito se si comperassero meno panettoni e si bevesse meno spumante.

La Bella Notizia non viene dal mondo.

A Natale sono i cieli che si aprono: “Un Angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce”, racconta l’evangelista Luca. E dopo l’annuncio della nascita, “apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva: “Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini che egli ama”. Un annuncio siffatto, come quello del Natale, non può che venire dall’alto e i messaggeri non possono essere che gli angeli.

Si tratta di una sorpresa, infatti, che supera tutte le attese e i credenti sono incaricati di annunciarla, sempre e ostinatamente, anche quando si prevede che non sarà capita. Dunque la differenza fra il generico: “E’ natale” e il più specifico: “E’ nato Gesù Bambino”, dice sinteticamente la differenza fra l’essere nella Chiesa e l’essere nel mondo, ma anche, sempre sinteticamente la loro vicinanza: il credente fa festa anche lui, come tutti, perché anche lui è nel mondo e non si scandalizza se chi è nel mondo fa semplicemente festa senza condividere il motivo lontano e alto di quel fare festa.

Dire che: “E’ nato Gesù Bambino”, vuol dire annunciare che Dio si è incarnato nella nostra natura umana, è precisa volontà di Dio fare questo per condurre la storia dell’uomo non verso il nulla, ma verso una sua realizzazione.

Allora cari Massesi, quest’anno non limitiamoci ad augurarci un buon Natale, ma diciamoci. “Buon Natale: è nato Gesù Bambino”.

E così speriamo che il prossimo anno le culle che quest’anno sono vuote,  siano di nuovo piene di bimbi.