Programma dal 17 al 25 ottobre 2020

Letture: Isaia 45,1.4-6a / dal Salmo 95 / 1Tessalonicesi 1,1-5b

Grande è il Signore e degno di ogni lode.

18 ottobre Dal Vangelo secondo Matteo (22,15-21)

 

In quel tempo, i farisei se ne andarono e tennero consiglio per vedere come cogliere in fallo Gesù nei suoi discorsi.

Mandarono dunque da lui i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno. Dunque, di’ a noi il tuo parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?».

Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché volete mettermi alla prova? Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare».

Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio».

Parola del Signore

Il ministero del catechista: una esperienza di grazia.- Oggi in tutta la Chiesa siamo invitati a pregare e riflettere su quella che è la missione fondamentale della Chiesa di Gesù: l’annuncio del Vangelo a tutti. Come un fiume, dal Cenacolo sino ai confini del mondo, è partita la Chiesa ricordava papa Francesco. Il servizio catechistico nasce da una risposta libera ad una chiamata vissuta all’interno della comunità ecclesiale: «il catechista è consacrato e inviato da Cristo per mezzo della Chiesa». Nel dire il suo «», il catechista e la catechista aprono la vita a una particolare esperienza di grazia che vivifica e sostiene il loro servizio educativo, radicato nella vocazione all’annunzio universale della salvezza ricevuta nel Battesimo; infatti, «in virtù del Battesimo ricevuto, ogni membro del popolo di Dio è diventato discepolo missionario (Mt 28,19). Ciascun battezzato, qualunque sia la sua funzione nella Chiesa e il grado di istruzione della sua fede, è un soggetto attivo di evangelizzazione e sarebbe inadeguato pensare ad uno schema di evangelizzazione portato avanti da attori qualificati in cui il resto del popolo fedele fosse solamente recettivo delle loro azioni» La ministerialità del servizio catechistico, espressa dal Mandato che il vescovo conferisce ai catechisti, apre al riconoscimento di una grazia particolare, la quale sostiene il loro servizio, come sottolinea lo stesso rito di Benedizione dei catechisti.

VITA ECCLESIALE

Sabato 17

18.30

+ Mazzotti Angelo, Sangiorgi Maria Luisa e deff. della famiglia

+ Biancoli Angelo e Penazzi Elettra (ann.)

+ Brandolini Irene, Fabbri Adamo e Amadei Carlo

Domenica 18

10.30

18.30

+ Gagliardi Bruno e Resta Albertina

+ Ragazzini Primo ed Edgarda

+ Ada, Silvana, Aldo e Domenico

Lunedì 19

18.30

+ Filippo e Santina Modonesi

Martedì 20

8.00

Luca, Matteo e genitori (viventi)

Mercoledì 21

18.30

+ Antonio

Giovedì 22

18.30

+ Castelli Adriano

Per tutti gli ammalati

Venerdì 23

   

Sabato 24

18.30

+ Lucia e Antonio Marabini

Domenica 25

10.30

+ Massari Anna

Orario Confessioni Concordare con don Pietro eventuali esigenze

(muniti di mascherina rispettando rigorosamente le distanze come predisposto)

Orario SS. Messe Feriale: Martedì e Venerdì ore 8.00

Lunedì, Mercoledì, Giovedì e Sabato ore 18.30

Festivo : ore 10.30, 18.30

Tutti i giorni ore 17.55 S. Rosario

Venerdì ore 20.30 Adorazione eucaristica

N.B. Tutte le celebrazioni sono aperte a tutti i fedeli e si possono seguire anche nel sito internet della parrocchia

Il catechismo in parrocchia resta sospeso fino a nuove disposizioni

Il catechismo in parrocchia resta sospeso fino a nuove disposizioni

Il catechismo in parrocchia resta sospeso fino a nuove disposizioni

Vivere il Mistero- Il tema della liturgia odierna è l’universalità della salvezza. Il brano evangelico pone davanti due diversi mondi culturali e religiosi. Abbiamo una donna, greca di lingua, sirofenicia di origine, e discendente di quelle popolazioni che abitavano Canaan da tempi immemorabili. C’è poi Gesù, che lungo le vie della Giudea e della Galilea predica l’avvento del Regno di Dio. Ma se andiamo più vicino ai due principali protagonisti scorgiamo altri elementi interessanti. La donna è anzitutto una madre affranta, la sua bambina infatti è seriamente malata. Quando una madre soffre per la sua creatura è disposta a tutto, non importa se Gesù è uno straniero, e per di più di religione ebraica: ella tenta l’ultima carta pur di salvare sua figlia. Non è una donna sprovveduta, però, se chiama Gesù con il titolo di Figlio di Davide, e si rivela, nell’intreccio narrativo, risoluta e coraggiosa. Inoltre, non teme il silenzio del Maestro, anzi lo sostiene convinta che dietro apparenze così dure ci sia una pietas che atteggiamenti e parole sembrano negare. Ma, fatto veramente incredibile, questa donna pagana ha qualcosa da insegnare a Gesù: l’universalità della sua missione. Sì, questa donna aiuta Gesù, dolcemente e fermamente, a non chiudersi dietro barriere etniche o teologiche in quanto è venuto per tutti, nessuno escluso, anche per i cagnolini (animali impuri). La cananea non pretende nulla, niente più che le briciole. Ma sapendo che queste le appartengono, le pretende, e con risolutezza. Gesù è ammirato e afferma che la sua fede è grande, a differenza di quella dei discepoli, che è poca. È grazie a questa fede che molti verranno da Oriente e Occidente e siederanno alla mensa di Dio per mangiare il pane del Regno (cf Mt 8Jl; Lc lal5). ln quel medesimo istante avviene il miracolo, la figlia ritrova la salute. La fede nutre, dà accesso al pane dei figli sia per l’antico popolo sia per i pagani. Questo aspetto è importantissimo, se pensiamo che Matteo scrive per una Chiesa giudeo-cristiana che faticava ad ammettere tra le sue fila i pagani convertiti. È la fede in Gesù Cristo la sola richiesta lecita e doverosa e non tanto l’osservanza della Legge mosaica. Ma non è tutto’ Nel nostro episodio emerge anche una lezione missionaria: certamente Gesù è il Messia di Israele, tuttavia egli è stato aperto a quanti hanno creduto in lui. Può forse, allora, la Chiesa chiudere le proprie porte a quanti desiderano convertirsi al Vangelo? Può forse la Chiesa impedire o porre limiti all’irradiamento del Regno? Sarebbe un controsenso e un venir meno alla sua identità e vocazione. Con questo episodio Matteo mette anche in evidenza una considerazione più volte espressa lungo la sua narrazione: spesso si trova più fede tra coloro che sembrano pagani che all’interno della stessa comunità credente. I Magi, ad esempio, sono venuti da lontano per adorare il nato re di Israele (cf Mt 2), un centurione pagano (cf Mt 8,10) e persino i niniviti si sono rivelati più disponibili di «questa generazione», afferma Gesù (cf 12,39ss). La Chiesa deve, perciò, vigilare contro l’auto-sicurezza religiosa e verificarsi al suo interno prima di portarsi sulle strade dell’annuncio. Il vero annuncio scaturisce dalla testimonianza. Abbiamo visto come l’audacia della cananea sia stata lodata da Gesù; in quel dialogo serrato, egli ha rivisto la sua posizione teologica: la sua missione non è rivolta solo alla casa di Israele, ma al mondo intero. Gesù è davvero un rabbi singolare; non solo perché è aperto verso tutte le categorie sociali, ma anche perché incontra, dialoga e impara persino dalle donne. E questo sorprende quando sappiamo che la donna non aveva nessuna considerazione nella cultura del tempo. Anzi, c’era una corrente rabbinica che sosteneva che era preferibile bruciare la Torà piuttosto che insegnarla ad una donna.

Anno : A

Ottobre 2020

LA VITA DELLA COMUNITA’

Domenica 18

XXIX del T.O.

Giornata Missionaria Mondiale

S. Messe alle ore 10.30 e 18.30 (NO alle 8.00)

Ore 10.00 (S. Giovanni N.-Imola) : S. Messa e a seguire, assemblea a cura dell’“Associazione don Orfeo”

Giovedì 22

S. Giovanni Paolo II

S. Messe ad orario feriale

Venerdì 23

Ore 20.30 (S. Paolo) : Adorazione Eucaristica

Domenica 25

XXX del T.O.

S. Messe alle ore 10.30 e 18.30 (NO alle 8.00)

Nota. Da lunedì 18 maggio sono riprese le celebrazioni con il popolo.

La S. Mesa feriale è secondo il solito orario e quella festiva come indicato nel riquadro nella pagina accanto. Dovranno ovviamente essere rispettate tutte le disposizioni di legge (distanziamento, mascherine, ecc..).

Alla scuola di Gesù :

Lunedì

Martedì

Mercoledì

Giovedì

Venerdì

Sabato

Lc 12,13-21

Lc 12,35-38

Lc 12,39-48

Lc 12,49-53

Lc 12,54-59

Lc 13,1-9

Vivere il Mistero- La pagina evangelica odierna presenta il famoso dibattito del tributo a Cesare. Come è stato fatto notare, questo è l’unico pronunciamento politico esplicito di Gesù, ed è inserito nel preludio della Passione, che vedrà lo scontro sempre più forte tra la logica evangelica e quella del mondo con le sue istituzioni. «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio» (Mt 22,21), così ribatte Gesù alla provocazione dei farisei. Che senso hanno queste parole, che hanno fatto storia? Bisogna ricordare anzitutto che Cesare rappresenta il potere mondano, con le sue leggi e le sue dinamiche, mentre Dio è il Creatore del cielo e della terra. Dare a Cesare ciò che gli spetta significa, allora, obbedire al potere costituito quando questi chiede un tributo, una tassa. Il Caesaris tributum non è però il diaboli tributum. Ciò che chiede il diavolo (pensiamo alle tentazioni di Gesù nel deserto) è un tributo che contraddice Dio, la fede in lui e l’amore filiale verso di lui. No, Cesare non chiede questo. Cesare chiede solo il nummus, cioè la moneta, il tributo, come abbiamo detto. Per questo è doveroso darlo. Ma cosa Cesare non può mai chiedere e, quindi, cosa non bisogna mai dare a Cesare? Ciò che è di Dio. Ma cosa l’uomo ha da Dio? 5e stesso ovvero il proprio corpo, la propria anima, la propria volontà. Quindi, quando si consegna o perché costretti o perché consenzienti (per interessi o altro) anche una minima parte di sé a Cesare, in realtà si opera un’ingiustizia verso Dio, ferendo, allo stesso istante, la propria verità. Ma non è tutto. Gesù fa attenti i suoi interlocutori ad un particolare. Chi è rappresentato sulla moneta? Cesare. Allora consegue che bisogna restituirgliela perché è sua. E se Cesare ama farsi rappresentare in una moneta, Dio, invece, dove si rappresenta? Torniamo a ribadirlo: nell’uomo, creato a sua immagine. Ecco perché l’uomo appartiene a Dio e a lui solo va «restituito». Un’ultima osservazione. Gesù paga il tributo; egli non combatte quindi l’autorità costituita, anzi la riconosce. Ma è innegabile un fatto: egli obbedisce all’autorità del Padre e del suo Regno, anche a costo della propria vita. II nostro brano evangelico apre interessanti riflessioni riguardo al rapporto fede e politica. Non possiamo, in questo contesto, inoltrarci nel tema, ma vorremmo evidenziare solo due aspetti o meglio due tentazioni in cui può incorrere il credente: la tentazione teocratica e la tentazione spiritualista. La prima giustifica la presa del potere politico in nome di Dio. È una tentazione sempre ricorrente e che prende corpo in gruppi, movimenti e tendenze ideologiche. La seconda, al contrario, rifiuta ogni coinvolgimento nella storia. Ma il cristiano non deve dimenticare che la sua fede deve incarnarsi nella storia, con le sue potenzialità e opacità. Solo così eviterà l’evasione ed edificherà, con tutti gli uomini fratelli in umanità, una polis su basi di giustizia e di libertà e nel riconoscimento della dignità di ogni persona. Sono sempre attuali le osservazioni della Gaudium et spes al n. 76: «La Chiesa non pone le sue speranze nei privilegi offertigli dall’autorità civile. Anzi, essa stessa rinuncerà all’esercizio di certi diritti legittimamente acquisiti, ove constatasse che il loro uso potesse far dubitare della sincerità della sua testimonianza (…) è suo diritto predicare la fede (…) dare il suo giudizio morale (…) e questo farà utilizzando tutti e soli quei mezzi che sono conformi al Vangelo e al bene di tutti».

Preghiera di Papa Francesco

O Maria,

tu risplendi sempre nel nostro cammino

come segno di salvezza e di speranza.

Noi ci affidiamo a te, Salute dei malati,

che presso la croce

sei stata associata al dolore di Gesù,

mantenendo ferma la tua fede.

Tu, Salvezza del popolo romano,

sai di che cosa abbiamo bisogno

e siamo certi che provvederai

perché, come a Cana di Galilea,

possa tornare la gioia e la festa

dopo questo momento di prova

Aiutaci, Madre del Divino Amore,

a conformarci al volere del Padre

e a fare ciò che ci dirà Gesù,

che ha preso su di sé le nostre sofferenze

e si è caricato dei nostri dolori

per condurci, attraverso la croce,

alla gioia della risurrezione. Amen.

Programma dal 10 al 18 ottobre 2020

Letture: Isaia 25,6-10a / dal Salmo 22 / Filippesi 4,12-14.19-20

Abiterò per sempre nella casa del Signore.

Dal Vangelo secondo Matteo (22,1-14)

11 ottobre In quel tempo, Gesù, riprese a parlare con parabole [ai capi dei sacerdoti e ai farisei] e disse:

«Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire.

Mandò di nuovo altri servi con quest’ordine: Dite agli invitati: “Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!”. Ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il re si indignò: mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città.

Poi disse ai suoi servi: “La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze”. Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali.

Il re entrò per vedere i commensali e lì scorse un uomo che non indossava l’abito nuziale. Gli disse: “Amico, come mai sei entrato qui senza l’abito nuziale?”. Quello ammutolì. Allora il re ordinò ai servi: “Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”.

Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti».

Parola del Signore

VITA ECCLESIALE

Sabato 10 18.30 + Ugo e Lino Lanzoni e Galanti Pia
Domenica 11 10.30 + Serafina e deff. famiglie Baroncini-Poletti

+ Ugo e deff. famiglie Ronzani-Ciocchini

Lunedì 12
Martedì 13 8.00 Avveduti Giovanna
Mercoledì 14
Giovedì 15 18.30 Alfonso, Alma, Maria e don Orfeo
Venerdì 16 8.00 Deff. fam. Caravita Giuseppe
Sabato 17 18.30 + Mazzotti Angelo, Sangiorgi Maria Luisa e deff. della famiglia

+ Biancoli Angelo e Penazzi Elettra (ann.)

+ Brandolini Irene, Fabbri Adamo e Amadei Carlo

Domenica 18 10.30

18.30

+ Gagliardi Bruno e Resta Albertina

+ Ragazzini Primo ed Edgarda

+ Ada, Silvana, Aldo e Domenico

Orario Confessioni Concordare con don Pietro eventuali esigenze

(muniti di mascherina rispettando rigorosamente le distanze come predisposto)

Orario SS. Messe Feriale: Martedì e Venerdì ore 8.00

Lunedì, Mercoledì, Giovedì e Sabato ore 18.30

Festivo : ore 10.30, 18.30

Tutti i giorni ore 17.55 S. Rosario

Venerdì ore 20.30 Adorazione eucaristica

N.B. Tutte le celebrazioni sono aperte a tutti i fedeli e si possono seguire anche nel sito internet della parrocchia

Il catechismo in parrocchia resta sospeso fino a nuove disposizioni

Il catechismo in parrocchia resta sospeso fino a nuove disposizioni

Il catechismo in parrocchia resta sospeso fino a nuove disposizioni

Vivere il Mistero- Il tema della liturgia odierna è l’universalità della salvezza. Il brano evangelico pone davanti due diversi mondi culturali e religiosi. Abbiamo una donna, greca di lingua, sirofenicia di origine, e discendente di quelle popolazioni che abitavano Canaan da tempi immemorabili. C’è poi Gesù, che lungo le vie della Giudea e della Galilea predica l’avvento del Regno di Dio. Ma se andiamo più vicino ai due principali protagonisti scorgiamo altri elementi interessanti. La donna è anzitutto una madre affranta, la sua bambina infatti è seriamente malata. Quando una madre soffre per la sua creatura è disposta a tutto, non importa se Gesù è uno straniero, e per di più di religione ebraica: ella tenta l’ultima carta pur di salvare sua figlia. Non è una donna sprovveduta, però, se chiama Gesù con il titolo di Figlio di Davide, e si rivela, nell’intreccio narrativo, risoluta e coraggiosa. Inoltre, non teme il silenzio del Maestro, anzi lo sostiene convinta che dietro apparenze così dure ci sia una pietas che atteggiamenti e parole sembrano negare. Ma, fatto veramente incredibile, questa donna pagana ha qualcosa da insegnare a Gesù: l’universalità della sua missione. Sì, questa donna aiuta Gesù, dolcemente e fermamente, a non chiudersi dietro barriere etniche o teologiche in quanto è venuto per tutti, nessuno escluso, anche per i cagnolini (animali impuri). La cananea non pretende nulla, niente più che le briciole. Ma sapendo che queste le appartengono, le pretende, e con risolutezza. Gesù è ammirato e afferma che la sua fede è grande, a differenza di quella dei discepoli, che è poca. È grazie a questa fede che molti verranno da Oriente e Occidente e siederanno alla mensa di Dio per mangiare il pane del Regno (cf Mt 8Jl; Lc lal5). ln quel medesimo istante avviene il miracolo, la figlia ritrova la salute. La fede nutre, dà accesso al pane dei figli sia per l’antico popolo sia per i pagani. Questo aspetto è importantissimo, se pensiamo che Matteo scrive per una Chiesa giudeo-cristiana che faticava ad ammettere tra le sue fila i pagani convertiti. È la fede in Gesù Cristo la sola richiesta lecita e doverosa e non tanto l’osservanza della Legge mosaica. Ma non è tutto’ Nel nostro episodio emerge anche una lezione missionaria: certamente Gesù è il Messia di Israele, tuttavia egli è stato aperto a quanti hanno creduto in lui. Può forse, allora, la Chiesa chiudere le proprie porte a quanti desiderano convertirsi al Vangelo? Può forse la Chiesa impedire o porre limiti all’irradiamento del Regno? Sarebbe un controsenso e un venir meno alla sua identità e vocazione. Con questo episodio Matteo mette anche in evidenza una considerazione più volte espressa lungo la sua narrazione: spesso si trova più fede tra coloro che sembrano pagani che all’interno della stessa comunità credente. I Magi, ad esempio, sono venuti da lontano per adorare il nato re di Israele (cf Mt 2), un centurione pagano (cf Mt 8,10) e persino i niniviti si sono rivelati più disponibili di «questa generazione», afferma Gesù (cf 12,39ss). La Chiesa deve, perciò, vigilare contro l’auto-sicurezza religiosa e verificarsi al suo interno prima di portarsi sulle strade dell’annuncio. Il vero annuncio scaturisce dalla testimonianza. Abbiamo visto come l’audacia della cananea sia stata lodata da Gesù; in quel dialogo serrato, egli ha rivisto la sua posizione teologica: la sua missione non è rivolta solo alla casa di Israele, ma al mondo intero. Gesù è davvero un rabbi singolare; non solo perché è aperto verso tutte le categorie sociali, ma anche perché incontra, dialoga e impara persino dalle donne. E questo sorprende quando sappiamo che la donna non aveva nessuna considerazione nella cultura del tempo. Anzi, c’era una corrente rabbinica che sosteneva che era preferibile bruciare la Torà piuttosto che insegnarla ad una donna.

Anno : A

Ottobre 2020

LA VITA DELLA COMUNITA’

Domenica 11

XXViII del T.O.

S. Messe alle ore 10.30 e 18.30 (NO alle 8.00)
Lunedì 12 Ore 20.45 (canonica) : Consiglio Pastorale Parrocchiale
Venerdì 16 Ore 20.30 (S. Paolo) : Adorazione Eucaristica
Sabato 17

S. Ignazio di Antiochia

Ore 20.45 (S. Cassiano) : Veglia missionaria presieduta dal vescovo mons. Giovanni Mosciatti
Domenica 18

XXIX del T.O.

S. Messe alle ore 10.30 e 18.30 (NO alle 8.00)

Ore 10.00 (S. Giovanni N.-Imola) : S. Messa e a seguire, pranzo e assemblea a cura dell’“Associazione don Orfeo”

Nota. Da lunedì 18 maggio sono riprese le celebrazioni con il popolo.

La S. Mesa feriale è secondo il solito orario e quella festiva come indicato nel riquadro nella pagina accanto. Dovranno ovviamente essere rispettate tutte le disposizioni di legge (distanziamento, mascherine, ecc..).

Alla scuola di Gesù :
Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì Venerdì Sabato
Lc 11,29-32 Lc 11,37-41 Lc 11,42-46 Lc 11,47-54 Lc 12,1-7 Lc 12,8-12

Vivere il Mistero- Nella nostra pericope ritorna sovente il verbo «chiamare». Il re (Dio) manda i suoi servi, lungo la storia, per chiamare tutti al banchetto nuziale del suo Figlio. Il primo invito (v 3) si riferisce con molta probabilità alla chiamata di Israele attraverso i profeti; il secondo invito (vv 4-6) potrebbe alludere, invece, alla missione apostolica; il terzo invito, infine, è rivolto ai pagani (vv 8-10). Ma la chiamata divina viene frustrata da un triplice rifiuto. È un fatto strano, che fa riflettere. Perché gli invitati rifiutano l’invito di partecipare alta festa? I primi declinano l’invito tornando ai loro campi. Costoro sono attaccati ai loro beni e non sanno distaccarsene per godere di una gioia più grande. I secondi sono, invece, intenti ai loro affari e quindi non hanno tempo «da perdere». I terzi appaiono seccati e infastiditi, tanto da uccidere i servi del padrone. A ben guardare i motivi del rifiuto appaiono alquanto meschini e rivelano persone chiuse nei loro piccoli orizzonti personali. Il re, allora, invita al suo banchetto gli ultimi, tutti coloro che mai si sarebbero sognati un tale onore. Pensiamo, nel contesto culturale e religioso del tempo, ai pubblici peccatori, alle prostitute, ai pagani. Insomma, se sorprende il rifiuto, maggiormente stupisce l’insistenza di Dio che chiama degni e meno degni al banchetto della vita. Quando la sala del banchetto è riempita, il re osserva i suoi ospiti e nota che uno non ha la veste nuziale. Bisogna sapere che anticamente vigeva la prassi che bisognava presentarsi ai banchetti con un abito festivo pulito. Questo indicava che alla gioia nuziale era necessario prepararsi lavando la propria veste. Ma qual è il simbolismo della veste, vista la forte reazione del re? Per i Padri della Chiesa la veste ha più significati: per Tertulliano è la santità personale, per Agostino l’amore. Altri vedono nella veste Cristo stesso che i fedeli, in forza del Battesimo, hanno rivestito. Tenendo presente il contesto del racconto, possiamo cogliere nella veste anche il simbolo della gratitudine. Al dono immenso del re deve rispondere la gratitudine riconoscente. Origene leggerà la parabola come metafora delle nozze sponsali tra Cristo (sposo)e l’anima (sposa). L’anima è chiamata alla comunione con Dio (nozze). Ma per giungere a questo c’è un cammino da compiere; cammino attraversato da molte difficoltà. Anzitutto, l’uomo non sempre prende seriamente l’invito di Dio, invito che risuona nelle profondità del suo essere. Ma Dio insistentemente chiama, facendo risuonare la sua voce tra le mille cose che occupano iI cuore umano: aumento delle proprietà, aspirazioni a[ successo, occupazioni e preoccupazioni del quotidiano. Se l’uomo da una parte rifiuta Dio, dall’altra ne ha bisogno; la sua povertà, anche se talora inconfessata, è un potente appello al Cielo. II tema del rifiuto (persino violento) dell’invito di Dio pone in luce il dramma della libertà umana. Ogni uomo può dire “sì” a Dio oppure può dirgli “no”. Dio non si impone e neppure obbliga a credere. Se nella storia de[[‘umanità l’idea di Dio non era generalmente messa in dubbio, con l’avvento dell’illuminismo e l’autonomia delle scienze dalla religione abbiamo avuto un grande cambiamento culturale. Si è compreso anzitutto che Dio non è una necessità mondana, in quanto il mondo si spiega in altro modo; non è neppure una necessità antropologica, perché anche l’ateo si umanizza e lo fa senza Dio; non è, infine, una necessità sociale perché per la polis non occorre mettere Dio a fondamento. Paradossalmente, è stato proprio questo cambiamento che ha permesso di capire che Dio ha voluto l’uomo libero, che egli lascia alla creatura la facoltà di credere o non credere. La libertà diviene così una testimonianza stessa di Dio, una prova della sua esistenza.

Preghiera di Papa Francesco

O Maria,

tu risplendi sempre nel nostro cammino

come segno di salvezza e di speranza.

Noi ci affidiamo a te, Salute dei malati,

che presso la croce

sei stata associata al dolore di Gesù,

mantenendo ferma la tua fede.

Tu, Salvezza del popolo romano,

sai di che cosa abbiamo bisogno

e siamo certi che provvederai

perché, come a Cana di Galilea,

possa tornare la gioia e la festa

dopo questo momento di prova

Aiutaci, Madre del Divino Amore,

a conformarci al volere del Padre

e a fare ciò che ci dirà Gesù,

che ha preso su di sé le nostre sofferenze

e si è caricato dei nostri dolori

per condurci, attraverso la croce,

alla gioia della risurrezione. Amen.

Programma dal 3 al 11 ottobre 2020

Letture: Ezechiele 18,25-28 / dal Salmo 24 / Filippesi 2,1-11

La vigna del Signore è la casa d’Israele

Dal Vangelo secondo Matteo (21,33-43)

04 ottobre In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo:

«Ascoltate un’altra parabola: c’era un uomo, che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano.

Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo. Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!”. Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero. Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?». Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo».

E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture:

“La pietra che i costruttori hanno scartato

è diventata la pietra d’angolo;

questo è stato fatto dal Signore

ed è una meraviglia ai nostri occhi”?

Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti».

Parola del Signore

VITA ECCLESIALE

Sabato 03

18.30

+ Francesco e Giuseppina

+ Ravaglia Eugenio, Isolina e Zaniboni Donatella

Domenica 04

10.30

18.30

+ Martini Emma

+ Zanelli Gianni e Serafina

+ Ugo e deff. delle famiglie Ronzani-Ciocchini

+ Ruffini Armanda

Lunedì 05

18.30

Per una famiglia e per Gabriel

+ Paola e Angelina

Martedì 06

   

Mercoledì 07

18.30

Per i vivi e i defunti delle famiglie Dovadola e Ruffini e per i vivi e defunti della Famiglia Dovadola Ivano

+ Gattucci Stefano

Giovedì 08

18.30

Deff. cg. Giacometti-Mussino-De Giovanni

+ Adamo Dante Domenicali

Venerdì 09

   

Sabato 10

   

Domenica 11

10.30

+ Serafina e deff. famiglie Baroncini-Poletti

Orario Confessioni Concordare con don Pietro eventuali esigenze

(muniti di mascherina rispettando rigorosamente le distanze come predisposto)

Orario SS. Messe Feriale: Martedì e Venerdì ore 8.00

Lunedì, Mercoledì, Giovedì e Sabato ore 18.30

Festivo : ore 10.30, 18.30

Tutti i giorni ore 17.55 S. Rosario

Venerdì ore 20.30 Adorazione eucaristica

N.B. Tutte le celebrazioni sono aperte a tutti i fedeli e si possono seguire anche nel sito internet della parrocchia

Il catechismo in parrocchia resta sospeso fino a nuove disposizioni

 

Vivere il Mistero- Il tema della liturgia odierna è l’universalità della salvezza. Il brano evangelico pone davanti due diversi mondi culturali e religiosi. Abbiamo una donna, greca di lingua, sirofenicia di origine, e discendente di quelle popolazioni che abitavano Canaan da tempi immemorabili. C’è poi Gesù, che lungo le vie della Giudea e della Galilea predica l’avvento del Regno di Dio. Ma se andiamo più vicino ai due principali protagonisti scorgiamo altri elementi interessanti. La donna è anzitutto una madre affranta, la sua bambina infatti è seriamente malata. Quando una madre soffre per la sua creatura è disposta a tutto, non importa se Gesù è uno straniero, e per di più di religione ebraica: ella tenta l’ultima carta pur di salvare sua figlia. Non è una donna sprovveduta, però, se chiama Gesù con il titolo di Figlio di Davide, e si rivela, nell’intreccio narrativo, risoluta e coraggiosa. Inoltre, non teme il silenzio del Maestro, anzi lo sostiene convinta che dietro apparenze così dure ci sia una pietas che atteggiamenti e parole sembrano negare. Ma, fatto veramente incredibile, questa donna pagana ha qualcosa da insegnare a Gesù: l’universalità della sua missione. Sì, questa donna aiuta Gesù, dolcemente e fermamente, a non chiudersi dietro barriere etniche o teologiche in quanto è venuto per tutti, nessuno escluso, anche per i cagnolini (animali impuri). La cananea non pretende nulla, niente più che le briciole. Ma sapendo che queste le appartengono, le pretende, e con risolutezza. Gesù è ammirato e afferma che la sua fede è grande, a differenza di quella dei discepoli, che è poca. È grazie a questa fede che molti verranno da Oriente e Occidente e siederanno alla mensa di Dio per mangiare il pane del Regno (cf Mt 8Jl; Lc lal5). ln quel medesimo istante avviene il miracolo, la figlia ritrova la salute. La fede nutre, dà accesso al pane dei figli sia per l’antico popolo sia per i pagani. Questo aspetto è importantissimo, se pensiamo che Matteo scrive per una Chiesa giudeo-cristiana che faticava ad ammettere tra le sue fila i pagani convertiti. È la fede in Gesù Cristo la sola richiesta lecita e doverosa e non tanto l’osservanza della Legge mosaica. Ma non è tutto’ Nel nostro episodio emerge anche una lezione missionaria: certamente Gesù è il Messia di Israele, tuttavia egli è stato aperto a quanti hanno creduto in lui. Può forse, allora, la Chiesa chiudere le proprie porte a quanti desiderano convertirsi al Vangelo? Può forse la Chiesa impedire o porre limiti all’irradiamento del Regno? Sarebbe un controsenso e un venir meno alla sua identità e vocazione. Con questo episodio Matteo mette anche in evidenza una considerazione più volte espressa lungo la sua narrazione: spesso si trova più fede tra coloro che sembrano pagani che all’interno della stessa comunità credente. I Magi, ad esempio, sono venuti da lontano per adorare il nato re di Israele (cf Mt 2), un centurione pagano (cf Mt 8,10) e persino i niniviti si sono rivelati più disponibili di «questa generazione», afferma Gesù (cf 12,39ss). La Chiesa deve, perciò, vigilare contro l’auto-sicurezza religiosa e verificarsi al suo interno prima di portarsi sulle strade dell’annuncio. Il vero annuncio scaturisce dalla testimonianza. Abbiamo visto come l’audacia della cananea sia stata lodata da Gesù; in quel dialogo serrato, egli ha rivisto la sua posizione teologica: la sua missione non è rivolta solo alla casa di Israele, ma al mondo intero. Gesù è davvero un rabbi singolare; non solo perché è aperto verso tutte le categorie sociali, ma anche perché incontra, dialoga e impara persino dalle donne. E questo sorprende quando sappiamo che la donna non aveva nessuna considerazione nella cultura del tempo. Anzi, c’era una corrente rabbinica che sosteneva che era preferibile bruciare la Torà piuttosto che insegnarla ad una donna.

Anno : A

Ottobre 2020

LA VITA DELLA COMUNITA’

Domenica 04

XXVII del T.O.

S. Messe alle ore 10.30 e 18.30 (NO alle 8.00)

Ore 10.30 (Santuario) : S. Messa (in caso di maltempo sarà celebrata in S. Paolo)

Ore 17.00 (Santuario): S. Rosario

Mercoledì 07

B .V .Maria del Rosario

S. Messa ad orario feriale

Venerdì 09

Ore 20.30 (S. Paolo) : Adorazione Eucaristica

Domenica 11

XXVIII del T.O.

S. Messe alle ore 10.30 e 18.30 (NO alle 8.00)

La festa al Santuario della B.V. della Consolazione

Domenica 4 ottobre ore 10.30 : S. Messa nel piazzale del Santuario

ore 17.00: S. Rosario nel Santuario

Nota. Da lunedì 18 maggio sono riprese le celebrazioni con il popolo.

La S. Mesa feriale è secondo il solito orario e quella festiva come indicato nel riquadro nella pagina accanto. Dovranno ovviamente essere rispettate tutte le disposizioni di legge (distanziamento, mascherine, ecc..).

Alla scuola di Gesù :

Lunedì

Martedì

Mercoledì

Giovedì

Venerdì

Sabato

Lc 10,25-37

Lc 10,38-42

Lc 11,1-4

Lc 11,5-13

Lc 11,15-26

Lc 11,27-28

Vivere il Mistero- Il significato della parabola di Gesù è chiaro. Noi ora ci concentreremo solo su un aspetto: l’eredità del figlio del padrone. Dicono tra loro i vignaioli: «Costui è l’erede. Su uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!» (Mt 21,38). Cosa fa scaturire la violenza dei vignaioli? La cupidigia, ovvero l’avidità di possedere. In una parola, nell’umanità (di cui i vignaioli sono immagine) c’è una brama perversa di possedere egoisticamente ciò che Dio ha invece donato gratuitamente (cf Gen 3). L’uomo tende a possedere la natura, il mondo e le persone per estendervi il suo dominio. Ci si è da sempre chiesti: come mai l’uomo vuole possedere ciò che Dio gli elargisce come dono? La risposta è semplice: per profitto, Ad esempio, per stare ad un tema attuale, l’acqua è un dono per tutti, ma se i potenti di turno se ne appropriano possono poi venderla e ricavarne un guadagno. La parola di Gesù, la sua prassi hanno sempre messo in evidenza questo processo oscuro e malvagio che vuole carpire a Dio e alla vita stessa ciò che Dio e la vita offrono ogni giorno come dono libero e gratuito. Gli uomini di potere (politico e religioso) l’hanno capito subito, per questo, nel proseguimento della nostra pericope evangelica, Matteo afferma che cercavano di impadronirsi di Gesù per poi condannarlo (cf Mt 21,46). Gesù, per chi lo accoglie, è una pietra d’angolo, ma per chi lo rifiuta è una pietra di inciampo. ln una parola: chi non poggia la propria esistenza sulla roccia di Cristo, quindi nell’amore gratuito, nella condivisione e nell’apertura verso i fratelli, dalla roccia sarà stritolato, dalla vita sarà sfracellato. Con queste forti immagini, Gesù denuncia la responsabilità di chi si oppone alla sua missione. Rifiutare Gesù significa chiudersi alla salvezza. C’è un simbolo, oltre la vigna, che attraversa il brano evangelico odierno ed è quello della pietra. La pietra ha un grande fondale biblico. La troviamo in Es 17 in un’ora tragica per Israele, che rischiava di morire di sete nel deserto. Mosè colpì la roccia e dalla roccia uscì acqua abbondante. La tradizione non esiterà, allora, a dare a Dio il titolo di Roccia (cf Gen 49,24). Paolo, molto tempo dopo, identificherà quella roccia con Cristo (cf 1 Cor 10,4). La pietra da cui è sgorgata l’acqua assume così un significato cristologico-salvifico. Quando, dopo la lunga marcia verso la libertà, il popolo sta per entrare nella Terra promessa, Giosuè prenderà dodici pietre (come erano le dodici tribù di Israele) per ricordare il passaggio del Giordano. ln quell’occasione vediamo comparire per la prima volta un gioco di parole tra pietra (eben) e figlio (ben). La pietra rappresenta così una persona viva. Il salmista parlerà, invece, di una «pietra scartata» divenuta «pietra d’angolo». Il Targum riprendendo l’accostamento sopra evocato tra eben-ben, ha così tradotto: «Il figlio rifiutato è divenuto testata angolare». I cristiani, soprattutto quelli provenienti dal giudaismo, non faticheranno a riconoscere nella pietra/figlio Gesù, il Messia. Accostandosi a lui si viene edificati in tempio santo.

Preghiera di Papa Francesco

O Maria,

tu risplendi sempre nel nostro cammino

come segno di salvezza e di speranza.

Noi ci affidiamo a te, Salute dei malati,

che presso la croce

sei stata associata al dolore di Gesù,

mantenendo ferma la tua fede.

Tu, Salvezza del popolo romano,

sai di che cosa abbiamo bisogno

e siamo certi che provvederai

perché, come a Cana di Galilea,

possa tornare la gioia e la festa

dopo questo momento di prova

Aiutaci, Madre del Divino Amore,

a conformarci al volere del Padre

e a fare ciò che ci dirà Gesù,

che ha preso su di sé le nostre sofferenze

e si è caricato dei nostri dolori

per condurci, attraverso la croce,

alla gioia della risurrezione. Amen.

Programma dal 26 settembre al 4 ottobre 2020

Letture: Ezechiele 18,25-28 / dal Salmo 24 / Filippesi 2,1-11

Ricordati, Signore della tua misericordia.

Dal Vangelo secondo Matteo (21,28-32)

27 settembre In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: “Figlio, oggi va’ a lavorare nella vigna”. Ed egli rispose: “Non ne ho voglia”. Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: “Sì, signore”. Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: «Il primo».

E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli».

Parola del Signore


VITA ECCLESIALE

Sabato 26 18.30 + Zanelli Lucia
Domenica 27 10.30

18.30

+ Mondini Luigi e Alfredo

+ Romanin Luciano e Maria

+ Dovadola Ivano

Lunedì 28 18.30 In memoria di Giovanni Paolo I
Martedì 29 8.00 + Montesi Natale
Mercoledì 30 18.30 + Resta Maria

+ Errani Tea

Giovedì 01 18.30 + Alfonso, Alma, Maria e Peppino
Venerdì 02 8.00 + Biancoli Vincenzo
Sabato 03 18.30 + Francesco e Giuseppina

+ Ravaglia Eugenio, Isolina e Zaniboni Donatella

Domenica 04 10.30 + Gattucci Stefano

+ Martini Emma

+ Ruffini Armanda

Orario Confessioni Concordare con don Pietro eventuali esigenze

(muniti di mascherina rispettando rigorosamente le distanze come predisposto)

Orario SS. Messe Feriale: Martedì e Venerdì ore 8.00

Lunedì, Mercoledì, Giovedì e Sabato ore 18.30

Festivo : ore 10.30, 18.30

Tutti i giorni ore 17.55 S. Rosario

Venerdì ore 20.30 Adorazione eucaristica

N.B. Tutte le celebrazioni sono aperte a tutti i fedeli e si possono seguire anche nel sito internet della parrocchia

Il catechismo in parrocchia resta sospeso fino a nuove disposizioni

Il catechismo in parrocchia resta sospeso fino a nuove disposizioni

Il catechismo in parrocchia resta sospeso fino a nuove disposizioni

Vivere il Mistero- Il tema della liturgia odierna è l’universalità della salvezza. Il brano evangelico pone davanti due diversi mondi culturali e religiosi. Abbiamo una donna, greca di lingua, sirofenicia di origine, e discendente di quelle popolazioni che abitavano Canaan da tempi immemorabili. C’è poi Gesù, che lungo le vie della Giudea e della Galilea predica l’avvento del Regno di Dio. Ma se andiamo più vicino ai due principali protagonisti scorgiamo altri elementi interessanti. La donna è anzitutto una madre affranta, la sua bambina infatti è seriamente malata. Quando una madre soffre per la sua creatura è disposta a tutto, non importa se Gesù è uno straniero, e per di più di religione ebraica: ella tenta l’ultima carta pur di salvare sua figlia. Non è una donna sprovveduta, però, se chiama Gesù con il titolo di Figlio di Davide, e si rivela, nell’intreccio narrativo, risoluta e coraggiosa. Inoltre, non teme il silenzio del Maestro, anzi lo sostiene convinta che dietro apparenze così dure ci sia una pietas che atteggiamenti e parole sembrano negare. Ma, fatto veramente incredibile, questa donna pagana ha qualcosa da insegnare a Gesù: l’universalità della sua missione. Sì, questa donna aiuta Gesù, dolcemente e fermamente, a non chiudersi dietro barriere etniche o teologiche in quanto è venuto per tutti, nessuno escluso, anche per i cagnolini (animali impuri). La cananea non pretende nulla, niente più che le briciole. Ma sapendo che queste le appartengono, le pretende, e con risolutezza. Gesù è ammirato e afferma che la sua fede è grande, a differenza di quella dei discepoli, che è poca. È grazie a questa fede che molti verranno da Oriente e Occidente e siederanno alla mensa di Dio per mangiare il pane del Regno (cf Mt 8Jl; Lc lal5). ln quel medesimo istante avviene il miracolo, la figlia ritrova la salute. La fede nutre, dà accesso al pane dei figli sia per l’antico popolo sia per i pagani. Questo aspetto è importantissimo, se pensiamo che Matteo scrive per una Chiesa giudeo-cristiana che faticava ad ammettere tra le sue fila i pagani convertiti. È la fede in Gesù Cristo la sola richiesta lecita e doverosa e non tanto l’osservanza della Legge mosaica. Ma non è tutto’ Nel nostro episodio emerge anche una lezione missionaria: certamente Gesù è il Messia di Israele, tuttavia egli è stato aperto a quanti hanno creduto in lui. Può forse, allora, la Chiesa chiudere le proprie porte a quanti desiderano convertirsi al Vangelo? Può forse la Chiesa impedire o porre limiti all’irradiamento del Regno? Sarebbe un controsenso e un venir meno alla sua identità e vocazione. Con questo episodio Matteo mette anche in evidenza una considerazione più volte espressa lungo la sua narrazione: spesso si trova più fede tra coloro che sembrano pagani che all’interno della stessa comunità credente. I Magi, ad esempio, sono venuti da lontano per adorare il nato re di Israele (cf Mt 2), un centurione pagano (cf Mt 8,10) e persino i niniviti si sono rivelati più disponibili di «questa generazione», afferma Gesù (cf 12,39ss). La Chiesa deve, perciò, vigilare contro l’auto-sicurezza religiosa e verificarsi al suo interno prima di portarsi sulle strade dell’annuncio. Il vero annuncio scaturisce dalla testimonianza. Abbiamo visto come l’audacia della cananea sia stata lodata da Gesù; in quel dialogo serrato, egli ha rivisto la sua posizione teologica: la sua missione non è rivolta solo alla casa di Israele, ma al mondo intero. Gesù è davvero un rabbi singolare; non solo perché è aperto verso tutte le categorie sociali, ma anche perché incontra, dialoga e impara persino dalle donne. E questo sorprende quando sappiamo che la donna non aveva nessuna considerazione nella cultura del tempo. Anzi, c’era una corrente rabbinica che sosteneva che era preferibile bruciare la Torà piuttosto che insegnarla ad una donna.

Anno : A

Settembre – Ottobre 2020

LA VITA DELLA COMUNITA’

Domenica 27

XXV del T.O.

S. Messe alle ore 10.30 e 18.30 (NO alle 8.00)
Lunedì 28 Ore 20.45 (oratorio) : Consiglio parrocchiale A.C.
Martedì 29

Ss. Michele, Gabriele e Raffaele Arcang.

S. Messa ad orario feriale
Giovedì 01

S. Teresa di Gesù Bambino

S. Messa ad orario feriale
Venerdì 02

Ss. Angeli custodi

Primo venerdì del mese – Comunione a malati e impediti

Ore 8.45 – 12.00 (S. Paolo) : Adorazione Eucaristica

S. Messa ad orario feriale

Ore 20.30 (S. Paolo) : Adorazione Eucaristica

Domenica 04

XXVI del T.O.

S. Messe alle ore 10.30 e 18.30 (NO alle 8.00)

Ore 10.30 (Santuario) : S. Messa (in caso di maltempo sarà celebrata in S. Paolo)

Ore 17.00 (Santuario): S. Rosario

La festa al Santuario della B.V. della Consolazione

Domenica 4 ottobre ore 10.30 : S. Messa nel piazzale del Santuario

ore 17.00: S. Rosario nel Santuario

Nota. Da lunedì 18 maggio sono riprese le celebrazioni con il popolo.

La S. Mesa feriale è secondo il solito orario e quella festiva come indicato nel riquadro nella pagina accanto. Dovranno ovviamente essere rispettate tutte le disposizioni di legge (distanziamento, mascherine, ecc..).

Alla scuola di Gesù :
Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì Venerdì Sabato
Lc 9,46-50 Gv 1,47-51 Lc 9,57-62 Lc 10,1-12 Mt 18,1-5.10 Lc 10,17-24

Preghiera di Papa Francesco

O Maria,

tu risplendi sempre nel nostro cammino

come segno di salvezza e di speranza.

Noi ci affidiamo a te, Salute dei malati,

che presso la croce

sei stata associata al dolore di Gesù,

mantenendo ferma la tua fede.

Tu, Salvezza del popolo romano,

sai di che cosa abbiamo bisogno

e siamo certi che provvederai

perché, come a Cana di Galilea,

possa tornare la gioia e la festa

dopo questo momento di prova

Aiutaci, Madre del Divino Amore,

a conformarci al volere del Padre

e a fare ciò che ci dirà Gesù,

che ha preso su di sé le nostre sofferenze

e si è caricato dei nostri dolori

per condurci, attraverso la croce,

alla gioia della risurrezione. Amen.

Vivere il Mistero- Il testo biblico e il testo biblico-liturgico di Mt 21,28-52 coincidono, fatto salvo per l’incipit liturgico («In quel tempo Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo») che indica sia il mittente sia il destinatario di quanto viene detto. Questa precisazione liturgica ha una sua importanza perché chiarisce come Gesù si rivolga di proposito a quella categoria di persone, presente in ogni religione, in ogni tempo e in ogni luogo, che ritiene l’obbedienza formale della Legge il vero adempimento della fede, mentre dimentica l’obbedienza a Dio nella storia che presenta sempre nuove e complesse situazioni a cui rispondere. Il testo è composto da una parabola (Mt 21,28-31b) e dalla riflessione sapienziale che ne consegue (Mt 21,31c-32). Sotto il profilo letterario, la parabola è riportata per intero nelle sue parti: la domanda iniziale, il racconto vero o verosimile, la domanda specifica finale, la risposta degli ascoltatori. Il meccanismo è chiaro: gli ascoltatori, rispondendo alla domanda specifica, pongono le basi per una «autocensura» che Gesù esplicita nella riflessione sapienziale. In questo breve brano c’è tutta la saggezza pedagogica di Gesù. L’obiettivo del Maestro è far sì che l’ascoltatore diventi in qualche modo terapeuta di se stesso. L’ascoltatore, infatti, giudicando la situazione della parabola, giudica se stesso. La parabola di Gesù è riassumibile in una battuta molto semplice: la volontà del Padre è compiuta da chi formalmente dice di non farla ma di fatto, poi, la fa, mentre non è adempiuta da chi formalmente dice di farla, ma poi non la compie. La riflessione sapienziale chiarisce in modo preciso le intenzioni del Maestro. Coloro che avevano detto «» a Dio – o presumevano di averlo detto – non hanno accolto il messaggio del Battista e, dunque, non hanno accolto il Messia nella persona di Gesù. Costoro sono «i capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo». Coloro che avevano detto «no» (pubblicani e prostitute) a Dio hanno creduto al messaggio di Giovanni e, dunque, erano disposti ad accogliere Gesù come Messia. Il figlio che prima rifiuta, ma poi di fatto adempie la volontà del padre, ha compiuto un cambiamento. Il testo italiano, parlando del figlio che ha adempiuto l’obbedienza al Padre perché ha fatto la sua volontà, dice che si pentì. Il verbo greco corrispondente, metamèlomai, significa, «cambiare l’animo e il cuore». L’uso che Matteo fa del verbo indica che la conversione non è solo la conversione morale, ma anche la conversione di fede. Alla fine del versetto Mt 21,32 il verbo è associato all’atto del credere, dare fiducia («non vi siete nemmeno pentiti, metemelèthete, così da credergli, tu pistéusetai autò»).

Programma dal 20 al 27 settembre 2020

Letture: Isaia 55,6-9 / dal Salmo 144 / Filippesi 1,20c-24.27a

Il Signore è vicino a chi lo invoca.

Dal Vangelo secondo Matteo (20,1-16)

20 settembre In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:

«Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro: “Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò”. Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno e verso le tre, e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: “Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?”. Gli risposero: “Perché nessuno ci ha presi a giornata”. Ed egli disse loro: “Andate anche voi nella vigna”.

Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: “Chiama i lavoratori e dai loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi”. Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più. Ma anch’essi ricevettero ciascuno un denaro. Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone dicendo: “Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo”.

Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: “Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?”. Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi».

Parola del Signore

VITA ECCLESIALE

Sabato 19 18.30 + Marconi Antonio e Dante
Domenica 20 10.30 + padre Antonio Costa
Lunedì 21 18.30 + Antonio

per i bancari defunti e viventi

Martedì 22 8.00 + Castelli Adriano
Mercoledì 23 18.30 + Marconi Antonio e Dante
Giovedì 24
Venerdì 25
Sabato 26 18.30 + Zanelli Lucia
Domenica 27 8.00

10.30

+ Dovadola Ivano

+ Mondini Luigi e Alfredo

Orario Confessioni Concordare con don Pietro eventuali esigenze

(muniti di mascherina rispettando rigorosamente le distanze come predisposto)

Orario SS. Messe Feriale: Martedì e Venerdì ore 8.00

Lunedì, Mercoledì, Giovedì e Sabato ore 18.30

Festivo : ore 10.30, 18.30

Tutti i giorni ore 17.55 S. Rosario

Venerdì ore 20.30 Adorazione eucaristica

N.B. Tutte le celebrazioni sono aperte a tutti i fedeli e si possono seguire anche nel sito internet della parrocchia

Il catechismo in parrocchia resta sospeso fino a nuove disposizioni

Il catechismo in parrocchia resta sospeso fino a nuove disposizioni

Il catechismo in parrocchia resta sospeso fino a nuove disposizioni

Vivere il Mistero- Il tema della liturgia odierna è l’universalità della salvezza. Il brano evangelico pone davanti due diversi mondi culturali e religiosi. Abbiamo una donna, greca di lingua, sirofenicia di origine, e discendente di quelle popolazioni che abitavano Canaan da tempi immemorabili. C’è poi Gesù, che lungo le vie della Giudea e della Galilea predica l’avvento del Regno di Dio. Ma se andiamo più vicino ai due principali protagonisti scorgiamo altri elementi interessanti. La donna è anzitutto una madre affranta, la sua bambina infatti è seriamente malata. Quando una madre soffre per la sua creatura è disposta a tutto, non importa se Gesù è uno straniero, e per di più di religione ebraica: ella tenta l’ultima carta pur di salvare sua figlia. Non è una donna sprovveduta, però, se chiama Gesù con il titolo di Figlio di Davide, e si rivela, nell’intreccio narrativo, risoluta e coraggiosa. Inoltre, non teme il silenzio del Maestro, anzi lo sostiene convinta che dietro apparenze così dure ci sia una pietas che atteggiamenti e parole sembrano negare. Ma, fatto veramente incredibile, questa donna pagana ha qualcosa da insegnare a Gesù: l’universalità della sua missione. Sì, questa donna aiuta Gesù, dolcemente e fermamente, a non chiudersi dietro barriere etniche o teologiche in quanto è venuto per tutti, nessuno escluso, anche per i cagnolini (animali impuri). La cananea non pretende nulla, niente più che le briciole. Ma sapendo che queste le appartengono, le pretende, e con risolutezza. Gesù è ammirato e afferma che la sua fede è grande, a differenza di quella dei discepoli, che è poca. È grazie a questa fede che molti verranno da Oriente e Occidente e siederanno alla mensa di Dio per mangiare il pane del Regno (cf Mt 8Jl; Lc lal5). ln quel medesimo istante avviene il miracolo, la figlia ritrova la salute. La fede nutre, dà accesso al pane dei figli sia per l’antico popolo sia per i pagani. Questo aspetto è importantissimo, se pensiamo che Matteo scrive per una Chiesa giudeo-cristiana che faticava ad ammettere tra le sue fila i pagani convertiti. È la fede in Gesù Cristo la sola richiesta lecita e doverosa e non tanto l’osservanza della Legge mosaica. Ma non è tutto’ Nel nostro episodio emerge anche una lezione missionaria: certamente Gesù è il Messia di Israele, tuttavia egli è stato aperto a quanti hanno creduto in lui. Può forse, allora, la Chiesa chiudere le proprie porte a quanti desiderano convertirsi al Vangelo? Può forse la Chiesa impedire o porre limiti all’irradiamento del Regno? Sarebbe un controsenso e un venir meno alla sua identità e vocazione. Con questo episodio Matteo mette anche in evidenza una considerazione più volte espressa lungo la sua narrazione: spesso si trova più fede tra coloro che sembrano pagani che all’interno della stessa comunità credente. I Magi, ad esempio, sono venuti da lontano per adorare il nato re di Israele (cf Mt 2), un centurione pagano (cf Mt 8,10) e persino i niniviti si sono rivelati più disponibili di «questa generazione», afferma Gesù (cf 12,39ss). La Chiesa deve, perciò, vigilare contro l’auto-sicurezza religiosa e verificarsi al suo interno prima di portarsi sulle strade dell’annuncio. Il vero annuncio scaturisce dalla testimonianza. Abbiamo visto come l’audacia della cananea sia stata lodata da Gesù; in quel dialogo serrato, egli ha rivisto la sua posizione teologica: la sua missione non è rivolta solo alla casa di Israele, ma al mondo intero. Gesù è davvero un rabbi singolare; non solo perché è aperto verso tutte le categorie sociali, ma anche perché incontra, dialoga e impara persino dalle donne. E questo sorprende quando sappiamo che la donna non aveva nessuna considerazione nella cultura del tempo. Anzi, c’era una corrente rabbinica che sosteneva che era preferibile bruciare la Torà piuttosto che insegnarla ad una donna.

Anno : A

Settembre 2020

LA VITA DELLA COMUNITA’

Domenica 20

XXV del T.O.

S. Messe alle ore 10.30 e 18.30 (NO alle 8.00)
Lunedì 21

S. Matteo Ap.

S. Messa ad orario feriale

Ore 20.30 (canonica) : Caritas parrocchiale

Mercoledì 23

S. Pio da Pietrelcina

S. Messa ad orario feriale
Venerdì 25 Ore 20.30 (S. Paolo) : Adorazione Eucaristica
Domenica 27

XXVI del T.O.

S. Messe alle ore 10.30 e 18.30 (NO alle 8.00)

Nota. Da lunedì 18 maggio sono riprese le celebrazioni con il popolo.

La S. Mesa feriale è secondo il solito orario e quella festiva come indicato nel riquadro nella pagina accanto. Dovranno ovviamente essere rispettate tutte le disposizioni di legge (distanziamento, mascherine, ecc..).

Alla scuola di Gesù :
Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì Venerdì Sabato
Mt 9,9-13 Lc 8,19-21 Lc 9,1-6 Lc 9,7-9 Lc 9,18-22 Lc 9,43b-45

Vivere il Mistero- La parabola odierna è una straordinaria immagine della Storia della salvezza. Dio, lungo l’avvicendarsi dei tempi, ha sempre chiamato l’uomo a collaborare al suo disegno salvifico. Da Adamo a Noè, da Noè ad Abramo, da Abramo a Mosè, da Mosè ai profeti fino a Gesù. L’ultima ora è quella iniziata con Gesù, il Figlio; quest’ora si concluderà con la parusia. L’ultimo avvento di Cristo segnerà, infatti, la fine del tempo presente e inaugurerà iI giorno senza tramonto, il sabato senza sera, come scriveva sant’Agostino; ogni uomo avrà allora la ricompensa delle sue opere. Evidenziamo qualche elemento del racconto: Dio chiama. Gesù afferma che il padrone esce più volte alla ricerca di operai per la sua vigna. Dio chiama in ogni epoca della storia; chiama in ogni momento della vita personale, Dio chiama anche oggi e rivolgendosi ad ognuno di noi ci invita a lavorare nella sua vigna. Occorre perciò ascolto e discernimento per riconoscere le sempre nuove chiamate di Dio. Dio chiama ripetutamente. Il padrone ha urgenza di lavoratori per la sua vigna e va alla ricerca anche all’ora undicesima, verso le cinque del pomeriggio quando manca solo un’ora al tramonto. Ai lavoratori dell’undicesima ora non muove nessun rimprovero ma li incoraggia, anche se c’è poco tempo, a fare qualcosa. Ciò significa che non è mai troppo tardi per aderire al Vangelo e portare frutti di vita nuova. Dio ricompensa oltre ogni aspettativa. La sorpresa della parabola è alla fine, quando tutti vanno a ricevere la loro ricompensa. A tutti gli operai il padrone dona un denaro, indipendentemente dalle ore lavorate da ciascuno. Ma questo provoca malumore e mormorazione, soprattutto in quelli della prima ora, i quali pensano di dover essere meglio retribuiti (più lavoro, più ricompensa). Ma il padrone non è di questo avviso. Dà ai primi quanto pattuito (non c’è quindi ingiustizia), dà agli ultimi secondo la sua generosità (mettendo tutti sullo stesso piano). Gesù vuole evidenziare la misericordia del padrone della vigna, ovvero la grazia di Dio. Una grazia offerta a tutti (giusti o peccatori) generosamente. Negli operai della prima ora (stando al contesto di Matteo) riconosciamo tutti quei cristiani che da lungo tempo hanno lavorato nella vigna del Signore (giudei convertiti), mentre in quelli dell’ultima ora quei cristiani che sono venuti alla fede «in ritardo» e che non hanno nulla da vantare, in quanto ben poche opere Ii accompagnano (pagani convertiti). I primi, nella loro mormorazione, rivelano di non aver capito come l’aver lavorato nella vigna fin dalle prime ore sia già una grande ricompensa. Costoro non hanno compreso il dono di grazia fatto da Dio ai Padri. Di qui la mancanza di gratitudine. Ma non è tutto; la mormorazione mette in evidenza che hanno vissuto l’elezione come un peso, una fatica, una prestazione, e con intenti meritocratici, ma, la vita di fede non ha già in se stessa la sua ricompensa? Se emerge il lamento, e peggio ancora il confronto, bisogna chiedersi se la fede è motivata e sostenuta dall’amore. Già san Bernardo ricorda che «ogni vero amore è senza calcolo e, ciononostante, ha egualmente la sua ricompensa; esso, addirittura, può ricevere la sua ricompensa solo se senza calcolo. (…) Colui che nell’amore ricerca come ricompensa solo la gioia dell’amore, riceve la gioia dell’amore. (…) Colui invece che ricerca nell’amore qualcosa di diverso dell’amore, perde l’amore e, al tempo stesso, la gioia dell’amore» (De diligendo Deo).

Preghiera di Papa Francesco

O Maria,

tu risplendi sempre nel nostro cammino

come segno di salvezza e di speranza.

Noi ci affidiamo a te, Salute dei malati,

che presso la croce

sei stata associata al dolore di Gesù,

mantenendo ferma la tua fede.

Tu, Salvezza del popolo romano,

sai di che cosa abbiamo bisogno

e siamo certi che provvederai

perché, come a Cana di Galilea,

possa tornare la gioia e la festa

dopo questo momento di prova

Aiutaci, Madre del Divino Amore,

a conformarci al volere del Padre

e a fare ciò che ci dirà Gesù,

che ha preso su di sé le nostre sofferenze

e si è caricato dei nostri dolori

per condurci, attraverso la croce,

alla gioia della risurrezione. Amen.

Programma dal 5 al 13 settembre 2020

Letture: Ezechiele 33,1.7-9 / dal Salmo 94 / Romani 13,8-10

Ascoltate oggi la voce del Signore.

Dal Vangelo secondo Matteo (18,15-20)

06 settembre In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano.

In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo.

In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».

Parola del Signore

VITA ECCLESIALE

Sabato 05
Domenica 06 10.30

18.30

+ Gattucci Stefano

+ Stefano e Maria Baldini

+ Alberti Dante e Casadio Irma

Lunedì 07
Martedì 08 8.00 + Ederini Nicola
Mercoledì 09
Giovedì 10 18.30 + Cg. Giacometti, Mussino e De Giovanni
Venerdì 11 8.00 + Cervellera Alessandra e Geminiani Desolina
Sabato 12 18.30 Per i parenti vivi e defunti delle famiglie Dovadola-Ruffini

+ Dosi Luisa

Domenica 13

Orario Confessioni Concordare con don Pietro eventuali esigenze

(muniti di mascherina rispettando rigorosamente le distanze come predisposto)

Orario SS. Messe Feriale: Martedì e Venerdì ore 8.00

Lunedì, Mercoledì, Giovedì e Sabato ore 18.30

Festivo : ore 10.30, 18.30

Tutti i giorni ore 17.55 S. Rosario

Venerdì ore 20.30 Adorazione eucaristica

N.B. Tutte le celebrazioni sono aperte a tutti i fedeli e si possono seguire anche nel sito internet della parrocchia

Il catechismo in parrocchia resta sospeso fino a nuove disposizioni

Il catechismo in parrocchia resta sospeso fino a nuove disposizioni

Il catechismo in parrocchia resta sospeso fino a nuove disposizioni

Vivere il Mistero- Il tema della liturgia odierna è l’universalità della salvezza. Il brano evangelico pone davanti due diversi mondi culturali e religiosi. Abbiamo una donna, greca di lingua, sirofenicia di origine, e discendente di quelle popolazioni che abitavano Canaan da tempi immemorabili. C’è poi Gesù, che lungo le vie della Giudea e della Galilea predica l’avvento del Regno di Dio. Ma se andiamo più vicino ai due principali protagonisti scorgiamo altri elementi interessanti. La donna è anzitutto una madre affranta, la sua bambina infatti è seriamente malata. Quando una madre soffre per la sua creatura è disposta a tutto, non importa se Gesù è uno straniero, e per di più di religione ebraica: ella tenta l’ultima carta pur di salvare sua figlia. Non è una donna sprovveduta, però, se chiama Gesù con il titolo di Figlio di Davide, e si rivela, nell’intreccio narrativo, risoluta e coraggiosa. Inoltre, non teme il silenzio del Maestro, anzi lo sostiene convinta che dietro apparenze così dure ci sia una pietas che atteggiamenti e parole sembrano negare. Ma, fatto veramente incredibile, questa donna pagana ha qualcosa da insegnare a Gesù: l’universalità della sua missione. Sì, questa donna aiuta Gesù, dolcemente e fermamente, a non chiudersi dietro barriere etniche o teologiche in quanto è venuto per tutti, nessuno escluso, anche per i cagnolini (animali impuri). La cananea non pretende nulla, niente più che le briciole. Ma sapendo che queste le appartengono, le pretende, e con risolutezza. Gesù è ammirato e afferma che la sua fede è grande, a differenza di quella dei discepoli, che è poca. È grazie a questa fede che molti verranno da Oriente e Occidente e siederanno alla mensa di Dio per mangiare il pane del Regno (cf Mt 8Jl; Lc lal5). ln quel medesimo istante avviene il miracolo, la figlia ritrova la salute. La fede nutre, dà accesso al pane dei figli sia per l’antico popolo sia per i pagani. Questo aspetto è importantissimo, se pensiamo che Matteo scrive per una Chiesa giudeo-cristiana che faticava ad ammettere tra le sue fila i pagani convertiti. È la fede in Gesù Cristo la sola richiesta lecita e doverosa e non tanto l’osservanza della Legge mosaica. Ma non è tutto’ Nel nostro episodio emerge anche una lezione missionaria: certamente Gesù è il Messia di Israele, tuttavia egli è stato aperto a quanti hanno creduto in lui. Può forse, allora, la Chiesa chiudere le proprie porte a quanti desiderano convertirsi al Vangelo? Può forse la Chiesa impedire o porre limiti all’irradiamento del Regno? Sarebbe un controsenso e un venir meno alla sua identità e vocazione. Con questo episodio Matteo mette anche in evidenza una considerazione più volte espressa lungo la sua narrazione: spesso si trova più fede tra coloro che sembrano pagani che all’interno della stessa comunità credente. I Magi, ad esempio, sono venuti da lontano per adorare il nato re di Israele (cf Mt 2), un centurione pagano (cf Mt 8,10) e persino i niniviti si sono rivelati più disponibili di «questa generazione», afferma Gesù (cf 12,39ss). La Chiesa deve, perciò, vigilare contro l’auto-sicurezza religiosa e verificarsi al suo interno prima di portarsi sulle strade dell’annuncio. Il vero annuncio scaturisce dalla testimonianza. Abbiamo visto come l’audacia della cananea sia stata lodata da Gesù; in quel dialogo serrato, egli ha rivisto la sua posizione teologica: la sua missione non è rivolta solo alla casa di Israele, ma al mondo intero. Gesù è davvero un rabbi singolare; non solo perché è aperto verso tutte le categorie sociali, ma anche perché incontra, dialoga e impara persino dalle donne. E questo sorprende quando sappiamo che la donna non aveva nessuna considerazione nella cultura del tempo. Anzi, c’era una corrente rabbinica che sosteneva che era preferibile bruciare la Torà piuttosto che insegnarla ad una donna.

Anno : A

Settembre 2020

LA VITA DELLA COMUNITA’

Domenica 06

XXIII del T.O.

S. Messe alle ore 10.30 e 18.30 (NO alle 8.00)

Ore 10.30 (oratorio) : S. Messa nel campo dell’oratorio

(in caso di maltempo la S. Messa sarà celebrata in S. Paolo)

Ore 20.30 (oratorio) : Commedia dialettale

Lunedì 07 Ore 20.30 (oratorio) : Serata con i gruppi della Comunitàper uno sguardo sui mesi passati e sull’anno che verrà.
Martedì 08

Natività della B.V.Maria

S. Messa ad orario feriale
Venerdì 11 Ore 20.30 (S. Paolo) : Adorazione Eucaristica
Sabato 12 Ore 20.30 (oratorio) : Serata di musica
Domenica 13

XXIV del T.O.

S. Messe alle ore 10.30 e 18.30 (NO alle 8.00)

Ore 10.30 (S. Paolo) : S. Messa solenne

Ore 20.30 (oratorio) : Serata dedicata alle 44 edizioni del Palio con filmati e foto.

Nota. Da lunedì 18 maggio sono riprese le celebrazioni con il popolo.

La S. Mesa feriale è secondo il solito orario e quella festiva come indicato nel riquadro nella pagina accanto. Dovranno ovviamente essere rispettate tutte le disposizioni di legge (distanziamento, mascherine, ecc..).

Alla scuola di Gesù :
Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì Venerdì Sabato
Lc 4,16-30 Lc 4,31-37 Lc 4,38-44 Lc 5,1-11 Lc 5,33-39 Lc 6,1-5

Vivere il Mistero- Con molto realismo, l’Evangelista ci ricorda come la Chiesa è una realtà nella quale possono sorgere conflitti e tensioni. Questo non deve scandalizzare (sarebbe ingenuità). Ciò che caratterizza il vissuto cristiano non è tanto l’assenza di fatiche interpersonali quanto le modalità che si attuano per recuperare, in questo caso specifico, coloro che sbagliano. L’evangelicità, se vogliamo, sta proprio lì. Matteo presenta una duplice difficoltà. Anzitutto vi sono fratelli e sorelle che non soddisfano più le condizioni di appartenenza al gruppo e ne turbano, con il loro atteggiamento, il cammino e la pace. Costoro vanno ammoniti. E l’ammonimento è in vista della loro reintegrazione. Vi sono anche frizioni quotidiane, che vanno risolte attraverso l’esercizio del perdono dato e accolto, del perdono senza limiti. Queste indicazioni hanno come movente principale la volontà di Dio e devono essere animate dalla carità, regola suprema della comunità credente. Di quali peccati parla Gesù? Non certo di quelli concernenti la coscienza individuale, ma di quelli che turbano la vita comunitaria, come abbiamo sopra ricordato. Con molta probabilità egli si riferisce agli scandali menzionati nei versetti precedenti. Ma quale procedura attuare per correggere queste deviazioni?

  • Ammonire senza odiare. Si ammonisce senza odio quando si accoglie il prossimo come fratello («Se il tuo fratello»), quando cioè si vivono relazioni improntate dalla fede e nella fede. Ciò significa che il fratello che pecca è parte di me, membro dell’unico corpo della Chiesa. E nessuno, direbbe Paolo, ha in odio il proprio corpo, anzi.
  • Ammonire segretamente. L’ammonimento dev’essere fatto privatamente, non pubblicamente. Lo scopo è quello di «guadagnare» il fratello.
  • Le necessarie mediazioni. Anche le più buone intenzioni non sempre raggiungono lo scopo desiderato. Un fratello può anche non voler lasciarsi correggere. Allora, afferma Gesù, bisogna farsi aiutare da altri fratelli per riportare costui sulla via della verità.
  • La comunità credente. Se dopo un primo tentativo a quattr’occhi, a cui ha fatto seguito la mediazione di altri, non si giunge a nessun risultato, bisogna ricorrere atta comunità, ovvero all’autorità detta Chiesa. Se non dovesse neppure ascoltare la Chiesa, allora quel fratello sia trattato come un «pagano e un pubblicano». Bisogna riconoscere, non senza una certa sofferenza, che quel fratello si è posto al di fuori della comunione ecclesiale. A questo punto va rimesso alla misericordia del Padre.

Abbiamo posto in evidenza, a partire dal brano evangelico, una dimensione fondamentale della vita cristiana: la correzione fraterna. Se ci chiediamo da dove nasce, qual è il suo movente, cosa la determina non abbiamo che una risposta: l’amore. Un amore che va sempre custodito, protetto e maturato davanti alle prove esterne o alle divisioni interne, che ogni comunità deve affrontare nel suo cammino. Di questo ne era ben cosciente l’apostolo Giovanni quando invitava i suoi cristiani a rimanere nell’amore. Rimanere nell’amore implica responsabilità e plasma una serie di atteggiamenti tra i quali la correzione. Il fine della correzione è la crescita della persona, del suo bene.

Preghiera di Papa Francesco

O Maria,

tu risplendi sempre nel nostro cammino

come segno di salvezza e di speranza.

Noi ci affidiamo a te, Salute dei malati,

che presso la croce

sei stata associata al dolore di Gesù,

mantenendo ferma la tua fede.

Tu, Salvezza del popolo romano,

sai di che cosa abbiamo bisogno

e siamo certi che provvederai

perché, come a Cana di Galilea,

possa tornare la gioia e la festa

dopo questo momento di prova

Aiutaci, Madre del Divino Amore,

a conformarci al volere del Padre

e a fare ciò che ci dirà Gesù,

che ha preso su di sé le nostre sofferenze

e si è caricato dei nostri dolori

per condurci, attraverso la croce,

alla gioia della risurrezione. Amen.

Programma 29 agosto – 6 settembre 2020

Letture: Geremia 20,7-9 / dal Salmo 62 / Romani 12,1-2

Ha sete di te, Signore, l’anima mia.

Dal Vangelo secondo Matteo (16,21-27)

30 agosto In quel tempo, Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno.

Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: «Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai». Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: «Va’ dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!».

Allora Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà.

Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita? O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita?

Perché il Figlio dell’uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni».

Parola del Signore

VITA ECCLESIALE

Sabato 29

18.30

+ Emilia e Veliano Chiarini

+ Montesi Natale

Domenica 30

   

Lunedì 31

   

Martedì 01

   

Mercoledì 02

18.30

25° di matrimonio di :

Nicola e Carmen Messina

Giovedì 03

18.30

+ Zaffagnini Maria e Buldrini Antonio e deff. Buldrini

Venerdì 04

8.00

+ Ruffini Armanda

Sabato 05

   

Domenica 06

10.30

18.30

+ Gattucci Stefano

+ Stefano e Maria Baldini

+ Alberti Dante e Casadio Irma

Orario Confessioni Concordare con don Pietro eventuali esigenze

(muniti di mascherina rispettando rigorosamente le distanze come predisposto)

Orario SS. Messe Feriale: Martedì e Venerdì ore 8.00

Lunedì, Mercoledì, Giovedì e Sabato ore 18.30

Festivo : ore 10.30, 18.30

Tutti i giorni ore 17.55 S. Rosario

Venerdì ore 20.30 Adorazione eucaristica

N.B. Tutte le celebrazioni sono aperte a tutti i fedeli e si possono seguire anche nel sito internet della parrocchia

Il catechismo in parrocchia resta sospeso fino a nuove disposizioni

Il catechismo in parrocchia resta sospeso fino a nuove disposizioni

Il catechismo in parrocchia resta sospeso fino a nuove disposizioni

Vivere il Mistero- Il tema della liturgia odierna è l’universalità della salvezza. Il brano evangelico pone davanti due diversi mondi culturali e religiosi. Abbiamo una donna, greca di lingua, sirofenicia di origine, e discendente di quelle popolazioni che abitavano Canaan da tempi immemorabili. C’è poi Gesù, che lungo le vie della Giudea e della Galilea predica l’avvento del Regno di Dio. Ma se andiamo più vicino ai due principali protagonisti scorgiamo altri elementi interessanti. La donna è anzitutto una madre affranta, la sua bambina infatti è seriamente malata. Quando una madre soffre per la sua creatura è disposta a tutto, non importa se Gesù è uno straniero, e per di più di religione ebraica: ella tenta l’ultima carta pur di salvare sua figlia. Non è una donna sprovveduta, però, se chiama Gesù con il titolo di Figlio di Davide, e si rivela, nell’intreccio narrativo, risoluta e coraggiosa. Inoltre, non teme il silenzio del Maestro, anzi lo sostiene convinta che dietro apparenze così dure ci sia una pietas che atteggiamenti e parole sembrano negare. Ma, fatto veramente incredibile, questa donna pagana ha qualcosa da insegnare a Gesù: l’universalità della sua missione. Sì, questa donna aiuta Gesù, dolcemente e fermamente, a non chiudersi dietro barriere etniche o teologiche in quanto è venuto per tutti, nessuno escluso, anche per i cagnolini (animali impuri). La cananea non pretende nulla, niente più che le briciole. Ma sapendo che queste le appartengono, le pretende, e con risolutezza. Gesù è ammirato e afferma che la sua fede è grande, a differenza di quella dei discepoli, che è poca. È grazie a questa fede che molti verranno da Oriente e Occidente e siederanno alla mensa di Dio per mangiare il pane del Regno (cf Mt 8Jl; Lc lal5). ln quel medesimo istante avviene il miracolo, la figlia ritrova la salute. La fede nutre, dà accesso al pane dei figli sia per l’antico popolo sia per i pagani. Questo aspetto è importantissimo, se pensiamo che Matteo scrive per una Chiesa giudeo-cristiana che faticava ad ammettere tra le sue fila i pagani convertiti. È la fede in Gesù Cristo la sola richiesta lecita e doverosa e non tanto l’osservanza della Legge mosaica. Ma non è tutto’ Nel nostro episodio emerge anche una lezione missionaria: certamente Gesù è il Messia di Israele, tuttavia egli è stato aperto a quanti hanno creduto in lui. Può forse, allora, la Chiesa chiudere le proprie porte a quanti desiderano convertirsi al Vangelo? Può forse la Chiesa impedire o porre limiti all’irradiamento del Regno? Sarebbe un controsenso e un venir meno alla sua identità e vocazione. Con questo episodio Matteo mette anche in evidenza una considerazione più volte espressa lungo la sua narrazione: spesso si trova più fede tra coloro che sembrano pagani che all’interno della stessa comunità credente. I Magi, ad esempio, sono venuti da lontano per adorare il nato re di Israele (cf Mt 2), un centurione pagano (cf Mt 8,10) e persino i niniviti si sono rivelati più disponibili di «questa generazione», afferma Gesù (cf 12,39ss). La Chiesa deve, perciò, vigilare contro l’auto-sicurezza religiosa e verificarsi al suo interno prima di portarsi sulle strade dell’annuncio. Il vero annuncio scaturisce dalla testimonianza. Abbiamo visto come l’audacia della cananea sia stata lodata da Gesù; in quel dialogo serrato, egli ha rivisto la sua posizione teologica: la sua missione non è rivolta solo alla casa di Israele, ma al mondo intero. Gesù è davvero un rabbi singolare; non solo perché è aperto verso tutte le categorie sociali, ma anche perché incontra, dialoga e impara persino dalle donne. E questo sorprende quando sappiamo che la donna non aveva nessuna considerazione nella cultura del tempo. Anzi, c’era una corrente rabbinica che sosteneva che era preferibile bruciare la Torà piuttosto che insegnarla ad una donna.

Anno : A

Agosto-Settembre 2020

LA VITA DELLA COMUNITA’

Domenica 30

XXII del T.O.

S. Messe alle ore 10.30 e 18.30 (NO alle 8.00)

Venerdì 04

Ore 20.30 (S. Paolo) : Adorazione Eucaristica

Sabato 05

Ore 9.00 in poi (oratorio) : Ultimi lavori di preparazione per la festa.

Ore 19.00 (oratorio) : Apertura della “Festa della Ripresa”

Domenica 06

XXIII del T.O.

S. Messe alle ore 10.30 e 18.30 (NO alle 8.00)

Ore 10.30 (oratorio) : S. Messa nel campo dell’oratorio

(in caso di maltempo la S. Messa sarà celebrata in S. Paolo)

Nota. Da lunedì 18 maggio sono riprese le celebrazioni con il popolo.

La S. Mesa feriale è secondo il solito orario e quella festiva come indicato nel riquadro nella pagina accanto. Dovranno ovviamente essere rispettate tutte le disposizioni di legge (distanziamento, mascherine, ecc..).

Alla scuola di Gesù :

Lunedì

Martedì

Mercoledì

Giovedì

Venerdì

Sabato

Lc 4,16-30

Lc 4,31-37

Lc 4,38-44

Lc 5,1-11

Lc 5,33-39

Lc 6,1-5

Vivere il Mistero- Ciò che lega i tre principali protagonisti di questa domenica (Geremia, Paolo e Gesù) è il tema della donazione totale della vita a Dio e al suo disegno di salvezza. Geremia, il profeta sedotto dall’Altissimo, ha sperimentato come il suo ministero è stato solo oggetto di obbrobrio e scherno. La tentazione di lasciare tutto è perciò forte e imperiosa. Ma come «sottrarsi» al fuoco divino che pervade tutto l’essere? Paolo, invece, esorta i cristiani di Roma a donare i propri corpi come sacrificio vivente. Per fare della propria esistenza un’offerta, bisogna pero reagire all’inerzia del secolo presente e ricercare sempre ciò che è buono, gradito e perfetto agli occhi di Dio, Gesù, infine, dopo aver annunciato la sua imminente passione-morte-risurrezione invita a prendere la sua croce e seguirlo. La sequela implica un ribaltamento della logica umana; in una parola, è necessario pensare secondo Dio e non secondo gli uomini. Domenica scorsa abbiamo sentito risuonare la solenne professione di Pietro e l’elogio di Gesù; nella pericope odierna, Pietro, dapprima rimprovera Gesù, dopo che questi ha annunciato la sua passione e morte, e poi, a sua volta, è apostrofato da Gesù come un «satana» (ostacolo). Perché? Ma perché il discepolo ritiene fallimentari le vie di Dio ed efficienti quelle del mondo. In Pietro vediamo così il duplice volto del discepolo, che da una parte riconosce la messianicità del Maestro ma dall’altra, di fronte alla croce, reagisce negativamente. È un fatto, ma ad ognuna delle tre predizioni della passione i discepoli manifestano sempre una totale incomprensione e un rifiuto categorico. Gesù, però, non viene meno, e porta a compimento la sua donazione a Dio e ai fratelli. Che Gesù annunci la sua passione e morte non è un caso; la donazione di sé, come Gesù la intende, passa attraverso la morte. Una morte che attesta come ogni vero dono implica la vita. Ma non solo; Gesù è consapevole di compiere il disegno del Padre. Cosa significa? Che ogni dono totale di sé è salvifico nella misura in cui compie la volontà di Dio. Ma non è ancora tutto. Donarsi significa prendere la propria croce (v 24). Sappiamo che la croce, come abbiamo detto più volte, esprime due cose: l’obbedienza a Dio e la solidarietà ai fratelli. Bisogna, inoltre, far propria una logica paradossale, di primo acchito, e ben espressa nel parallelismo: perdere salvare. È la logica pasquale, che ci fa capire una cosa importante e sovente poco evidenziata: la rinuncia a sé o il rinnegarsi, non sono fini a se stessi; neppure la donazione è fine a se stessa, ma tutto è orientato verso il tesoro del Regno Certo, la proposta di Gesù è alta e radicale e appella la libertà della persona («Se Qualcuno»). Tuttavia, nessuno è obbligato; la scelta di Cristo e del suo Vangelo vive nello spazio della libertà. Per realizzare la sua proposta Gesù chiama alla sequela («vuol venire dietro a me»). La sequela ci fa capire come la proposta di Gesù sta davanti a noi; noi vi arriveremo nella misura in cui seguiremo lui. Il Vangelo vissuto non è una conquista ascetica, ma un dono di grazia, che ognuno accoglie e gradatamente porta a compimento.

Preghiera di Papa Francesco

O Maria,

tu risplendi sempre nel nostro cammino

come segno di salvezza e di speranza.

Noi ci affidiamo a te, Salute dei malati,

che presso la croce

sei stata associata al dolore di Gesù,

mantenendo ferma la tua fede.

Tu, Salvezza del popolo romano,

sai di che cosa abbiamo bisogno

e siamo certi che provvederai

perché, come a Cana di Galilea,

possa tornare la gioia e la festa

dopo questo momento di prova

Aiutaci, Madre del Divino Amore,

a conformarci al volere del Padre

e a fare ciò che ci dirà Gesù,

che ha preso su di sé le nostre sofferenze

e si è caricato dei nostri dolori

per condurci, attraverso la croce,

alla gioia della risurrezione. Amen.

Programma 22 – 30 agosto 2020

Letture: Isaia 22,19-23 / dal Salmo 137 / Romani 11,33-36

Signore, il tuo amore è per sempre.

Dal Vangelo secondo Matteo (16,13-20)

23 agosto In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti».

Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».

E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».

Allora ordinò ai discepoli di non dire ad alcuno che egli era il Cristo.

Parola del Signore

VITA ECCLESIALE

Sabato 22

18.30

+ Castelli Adriano

Vivi e defunto della famiglia Dovadola Ivano e vivi e defunti delle famiglie Dovadola – Ruffini

Domenica 23

10.30

18.30

+ Alfonso, Alma, Maria e don Orfeo

+ Emilia e Veliano Chiarini

Lunedì 24

   

Martedì 25

8.00

+ Bolognesi Gabriella e Adele

Mercoledì 26

   

Giovedì 27

18.30

+ Dovadola Ivano

Venerdì 28

   

Sabato 29

18.30

+ Emilia e Veliano Chiarini

+ Montesi Natale

Domenica 30

   

Orario Confessioni Concordare con don Pietro eventuali esigenze

(muniti di mascherina rispettando rigorosamente le distanze come predisposto)

Orario SS. Messe Feriale: Martedì e Venerdì ore 8.00

Lunedì, Mercoledì, Giovedì e Sabato ore 18.30

Festivo : ore 10.30, 18.30

Tutti i giorni ore 17.55 S. Rosario

Venerdì ore 20.30 Adorazione eucaristica

N.B. Tutte le celebrazioni sono aperte a tutti i fedeli e si possono seguire anche nel sito internet della parrocchia

Il catechismo in parrocchia resta sospeso fino a nuove disposizioni

Il catechismo in parrocchia resta sospeso fino a nuove disposizioni

Il catechismo in parrocchia resta sospeso fino a nuove disposizioni

Vivere il Mistero- Il tema della liturgia odierna è l’universalità della salvezza. Il brano evangelico pone davanti due diversi mondi culturali e religiosi. Abbiamo una donna, greca di lingua, sirofenicia di origine, e discendente di quelle popolazioni che abitavano Canaan da tempi immemorabili. C’è poi Gesù, che lungo le vie della Giudea e della Galilea predica l’avvento del Regno di Dio. Ma se andiamo più vicino ai due principali protagonisti scorgiamo altri elementi interessanti. La donna è anzitutto una madre affranta, la sua bambina infatti è seriamente malata. Quando una madre soffre per la sua creatura è disposta a tutto, non importa se Gesù è uno straniero, e per di più di religione ebraica: ella tenta l’ultima carta pur di salvare sua figlia. Non è una donna sprovveduta, però, se chiama Gesù con il titolo di Figlio di Davide, e si rivela, nell’intreccio narrativo, risoluta e coraggiosa. Inoltre, non teme il silenzio del Maestro, anzi lo sostiene convinta che dietro apparenze così dure ci sia una pietas che atteggiamenti e parole sembrano negare. Ma, fatto veramente incredibile, questa donna pagana ha qualcosa da insegnare a Gesù: l’universalità della sua missione. Sì, questa donna aiuta Gesù, dolcemente e fermamente, a non chiudersi dietro barriere etniche o teologiche in quanto è venuto per tutti, nessuno escluso, anche per i cagnolini (animali impuri). La cananea non pretende nulla, niente più che le briciole. Ma sapendo che queste le appartengono, le pretende, e con risolutezza. Gesù è ammirato e afferma che la sua fede è grande, a differenza di quella dei discepoli, che è poca. È grazie a questa fede che molti verranno da Oriente e Occidente e siederanno alla mensa di Dio per mangiare il pane del Regno (cf Mt 8Jl; Lc lal5). ln quel medesimo istante avviene il miracolo, la figlia ritrova la salute. La fede nutre, dà accesso al pane dei figli sia per l’antico popolo sia per i pagani. Questo aspetto è importantissimo, se pensiamo che Matteo scrive per una Chiesa giudeo-cristiana che faticava ad ammettere tra le sue fila i pagani convertiti. È la fede in Gesù Cristo la sola richiesta lecita e doverosa e non tanto l’osservanza della Legge mosaica. Ma non è tutto’ Nel nostro episodio emerge anche una lezione missionaria: certamente Gesù è il Messia di Israele, tuttavia egli è stato aperto a quanti hanno creduto in lui. Può forse, allora, la Chiesa chiudere le proprie porte a quanti desiderano convertirsi al Vangelo? Può forse la Chiesa impedire o porre limiti all’irradiamento del Regno? Sarebbe un controsenso e un venir meno alla sua identità e vocazione. Con questo episodio Matteo mette anche in evidenza una considerazione più volte espressa lungo la sua narrazione: spesso si trova più fede tra coloro che sembrano pagani che all’interno della stessa comunità credente. I Magi, ad esempio, sono venuti da lontano per adorare il nato re di Israele (cf Mt 2), un centurione pagano (cf Mt 8,10) e persino i niniviti si sono rivelati più disponibili di «questa generazione», afferma Gesù (cf 12,39ss). La Chiesa deve, perciò, vigilare contro l’auto-sicurezza religiosa e verificarsi al suo interno prima di portarsi sulle strade dell’annuncio. Il vero annuncio scaturisce dalla testimonianza. Abbiamo visto come l’audacia della cananea sia stata lodata da Gesù; in quel dialogo serrato, egli ha rivisto la sua posizione teologica: la sua missione non è rivolta solo alla casa di Israele, ma al mondo intero. Gesù è davvero un rabbi singolare; non solo perché è aperto verso tutte le categorie sociali, ma anche perché incontra, dialoga e impara persino dalle donne. E questo sorprende quando sappiamo che la donna non aveva nessuna considerazione nella cultura del tempo. Anzi, c’era una corrente rabbinica che sosteneva che era preferibile bruciare la Torà piuttosto che insegnarla ad una donna.

Anno : A

Agosto 2020

LA VITA DELLA COMUNITA’

Domenica 23

XXI del T.O.

S. Messe alle ore 10.30 e 18.30 (NO alle 8.00)

Lunedì 24

S. Bartolomeo ap.

S. Messa ad orario feriale

Venerdì 28

S. Agostino

Ore 20.30 (S. Paolo) : Adorazione Eucaristica

Sabato 29

Martirio di

S. Giovanni B.

S. Messa ad orario feriale

Ore 9.00 in poi (oratorio) : Inizio sistemazione spazi in preparazione alla “Festa della Ripresa”

Domenica 30

XXII del T.O.

S. Messe alle ore 10.30 e 18.30 (NO alle 8.00)

Nota. Da lunedì 18 maggio sono riprese le celebrazioni con il popolo.

La S. Mesa feriale è secondo il solito orario e quella festiva come indicato nel riquadro sopra. Dovranno ovviamente essere rispettate tutte le disposizioni di legge (distanziamento, mascherine, ecc..).

Alla scuola di Gesù :

Lunedì

Martedì

Mercoledì

Giovedì

Venerdì

Sabato

Gv 1,45-51

Mt 23,23-26

Mt 23,27-32

Mt 24,42-51

Mt 25,1-13

Mt 6,17-19

Vivere il Mistero- Alla domanda di Gesù sull’opinione che la gente si è fatta su di lui, i discepoli riflettono una difficoltà che ancor oggi viviamo: non riconoscere il Maestro per ciò che egli è veramente. Per alcuni, Gesù viene identificato con Giovanni il Battista, il grande precursore e asceta, l’uomo dall’elevato e coerente profilo morale. Ora, certamente Gesù è stato un grande asceta come pure un Maestro che ha posto la giustizia a fondamento del suo insegnamento. Ma questi due aspetti, seppur importanti, non dicono ancora tutto di lui. Egli non ha disdegnato di sedere a mensa, persino con pubblici peccatori, e per quanto riguarda la giustizia divina ha rivelato che questa ha la sua pienezza nella misericordia. Gesù non è Giovanni Battista. Elia, il grande profeta che lottò contro ogni forma di idolatria e sincretismo, ebbe uno zelo così radicale per il ripristino della purezza della fede che arrivò ad uccidere ben cinquecento sacerdoti di Baal. Gesù, che è il più grande profeta, si distingue da Elia perché non ha mai voluto annientare nessuno. Anzi, si è fatto lui annientare per amore. Gesù non è Elia. Geremia, infine, è l’icona dell’uomo giusto che soffre. Anche Gesù ha percorso la strada del dolore, ma non l’ha mai glorificato. Gesù non è venuto per insegnarci la rassegnazione al dolore e al male, ma per indicarci la via del loro riscatto e superamento. Gesù ha indicato agli uomini la strada della beatitudine e della pace. Gesù non è Geremia. Se alla prima domanda avevano risposto tutti, alla seconda, più diretta, «voi, chi dite che io sia?», risponde solo Simon Pietro, il quale afferma: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». Chi è Gesù? Il Messia liberatore, colui che guida alla libertà; il Figlio del Dio vivente (theòs zòon), del Dio cioè che vive e crea, che opera nella storia guidandola a fini di salvezza, il Dio che ha risuscitato Gesù (la formula riprende senza dubbio una convinzione della Chiesa di Matteo). La professione di fede petrina è perciò completa. È significativo osservare che queste parole torneranno sulla bocca del sommo sacerdote durante la Passione. Davanti alla confessio di Pietro, Gesù afferma tre cose: in primis lo proclama beato perché oggetto di una rivelazione particolare del Padre, promessa in antecedenza ai piccoli. Poi formula una promessa: Simone sarà la pietra di fondazione all’edificio della Chiesa, come Abramo fu la roccia da cui uscì Israele. E, per continuare il confronto, se Abram divenne Abramo così ora Simone diviene Pietro. Poi Gesù conferisce a Pietro un’autorità in seno alla comunità cristiana (chiavi). Legare-sciogliere sono, infine, il simbolo giuridico che concretizza il potere delle chiavi. «Legare-sciogliere» significa interpretare il Vangelo dentro i vari contesti della storia, ammettere o escludere dalla stessa comunità cristiana, dichiarare autorevolmente ciò che è conforme o no a Cristo. Innegabile l’autorità che Gesù conferisce a Pietro. Ma bisogna fare al riguardo alcune precisazioni.

1– La scelta gratuita di Gesù. Pietro non ha meriti particolari, non è un eroe della fede, eppure Gesù lo sceglie affinché possa confermare i suoi fratelli.

2 – La fede come dono. Pietro fa la sua confessione di fede in Gesù, ma questa confessione non scaturisce dalla carne o dal sangue ma è una rivelazione di Dio. Pietro è gratificato dal dono di Dio.

3 – L’autorità di Pietro. Quando Matteo redige il suo Vangelo, Pietro è morto da circa vent’anni. Ciò significa che Matteo afferma implicitamente che il suo racconto si appella all’autorità dell’Apostolo, la sola che possa dare unità e coesione alla Chiesa di Cristo. Nota Bruno Maggioni: «L’autorità di Pietro è vicaria: Pietro è immagine di un altro, di Cristo, che è il vero Signore della Chiesa, ma proprio perché immagine di Cristo, l’autorità di Pietro è piena e indiscussa, sottratta persino alla sua personale santità».

Preghiera di Papa Francesco

O Maria,

tu risplendi sempre nel nostro cammino

come segno di salvezza e di speranza.

Noi ci affidiamo a te, Salute dei malati,

che presso la croce

sei stata associata al dolore di Gesù,

mantenendo ferma la tua fede.

Tu, Salvezza del popolo romano,

sai di che cosa abbiamo bisogno

e siamo certi che provvederai

perché, come a Cana di Galilea,

possa tornare la gioia e la festa

dopo questo momento di prova

Aiutaci, Madre del Divino Amore,

a conformarci al volere del Padre

e a fare ciò che ci dirà Gesù,

che ha preso su di sé le nostre sofferenze

e si è caricato dei nostri dolori

per condurci, attraverso la croce,

alla gioia della risurrezione. Amen.