Omaggio alla Patrona del Municipio di Massa Lombarda

Massa Lombarda, 8 dicembre 2017

Come da alcuni anni, dopo la Santa Messa dell’Immacolata, ci si è portati davanti al Municipio per donare dei fiori all’immagine della Madonna posta sulla sua facciata dai nostri avi nel 1857 proclamandola “Patrona del Municipio”. Ad attendere la processione dei fedeli, il Sindaco e alcuni rappresentanti della Giunta comunale. Dopo una preghiera alcuni dipendenti comunali sono saliti con un automezzo fino alla Madonna dove hanno posto i fiori.

La processione verso la piazza
La consegna dei fiori da Don pietro al dipendente comunale
Tutti con il naso all’insù per vedere la posa dei fiori
La collazione dei fiori ai piedi della Madonna
La preghiera di Don Pietro

L’ Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria – da “la Nuova Bussola Quotidiana”

Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria

Segno di sicura speranza per tutti i fedeli, con la solennità dell’Immacolata Concezione la Chiesa ricorda che la Beata Vergine Maria è stata preservata immune dal peccato originale fin dal primo istante del suo concepimento. Questa verità di fede, per la quale la Madre del Salvatore è la prima dei redenti in virtù dei meriti del Figlio, è stata solennemente affermata l’8 dicembre 1854 da Pio IX con la costituzione apostolica Ineffabilis Deus, che al suo culmine recita: “[…] con l’autorità di Nostro Signore Gesù Cristo, dei Santi Apostoli Pietro e Paolo e Nostra, dichiariamo, affermiamo e definiamo rivelata da Dio la dottrina che sostiene che la Beatissima Vergine Maria fu preservata, per particolare grazia e privilegio di Dio onnipotente, in previsione dei meriti di Gesù Cristo Salvatore del genere umano, immune da ogni macchia di peccato originale fin dal primo istante del suo concepimento, e ciò deve pertanto essere oggetto di fede certo e immutabile per tutti i fedeli”.

Nell’esaltare questo capolavoro della Santissima Trinità, Pio IX scrive che le origini immacolate della Beata Vergine “erano state preordinate nell’unico e identico decreto dell’Incarnazione della Divina Sapienza”, perché Dio volle dall’eternità che Maria, la “piena di grazia” (Lc 1, 28), fosse preservata da ogni traccia di peccato per custodire perfettamente nel suo grembo il divin Figlio fatto uomo per mezzo dello Spirito Santo. Questo piano salvifico che fa di Maria la nuova Eva e madre dei redenti, frutto insieme della grazia e della sua completa obbedienza alla volontà divina, è preannunciato nella Genesi quando Dio (proprio dopo il libero compimento del peccato originale da parte dei nostri progenitori) si rivolge al serpente infernale prefigurando l’esito della battaglia escatologica: “Io porrò inimicizia fra te e la donna, fra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno” (Gn 3, 15).

Alla definizione del dogma si arrivò dopo secoli di dispute e approfondimenti teologici, perché si poneva la questione di conciliare l’Immacolata Concezione con la dottrina sul peccato originale e l’universalità della Redenzione operata da Cristo. Già sant’Agostino (354-430), scrivendo sulla trasmissione del peccato originale a tutti gli uomini, aveva riconosciuto la natura speciale della Beata Vergine e il fatto che “Maria non entra assolutamente in questione quando si parla di peccati”. I Padri della Tradizione orientale, inoltre, fin dai primi secoli della cristianità chiamarono Maria “la Tutta Santa”, intuendo una realtà che sarebbe stata spiegata teologicamente in Occidente. Qui, nel IX secolo, il benedettino san Pascasio Radberto scrisse in modo esplicito che Maria “è stata esente da ogni peccato originale”, sebbene si era ancora lontani dall’argomentarne il motivo.

La discussione sul come motivare l’assenza di peccato originale in Maria si intensificò con la teologia scolastica, in particolare con sant’Anselmo d’Aosta che parlò di una redenzione anticipata della Vergine prima della nascita di Gesù, ma ancora dopo il concepimento. Dopo altri importanti teologi scolastici con idee simili, la svolta arrivò grazie all’opera di Giovanni Duns Scoto (1265-1308), capace di superare la difficoltà precedente ribaltando la prospettiva: il concepimento immacolato di Maria non è un’eccezione alla necessità della Redenzione, ma il frutto più alto della stessa Redenzione di Cristo, i cui meriti sono tali dall’aver preservato la Madre dal peccato originale. “Cristo esercitò il più perfetto grado possibile di mediazione relativamente a una persona per la quale era mediatore. Ora, per nessuna persona esercitò un grado più eccellente che per Maria […]. Ma ciò non sarebbe avvenuto se non avesse meritato di preservarla dal peccato originale”, scrisse Duns Scoto, che esplicitò così le basi della cosiddetta “redenzione preservatrice” di Maria Immacolata, la quale “è già ciò che tutta la Chiesa desidera e spera di essere” (Giovanni Paolo II).

Sebbene per qualche tempo le controversie tra macolisti e immacolisti continuarono, dalla seconda metà del XV secolo in poi la maggior parte dei teologi era concorde sull’Immacolata Concezione e il magistero di diversi pontefici, pur non definendo ancora il dogma per prudenza, vi si espresse favorevolmente: il primo fu Sisto IV nel 1483, seguito da Paolo V, Gregorio XV e Alessandro VII. Lo stesso Sisto IV introdusse a Roma la festa liturgica della Concezione, già celebrata in Oriente e in altri luoghi della cristianità, e Clemente XI la rese universale nel 1708, quando gli altari dedicati all’Immacolata non si contavano più. La pietà immacolista si rinvigorì poi con le apparizioni del 1830 in Rue du Bac, dove santa Caterina Labouré vide attorno alla Vergine la scritta “O Maria, concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a Voi”, che fu impressa in milioni di esemplari di quella medaglia presto definita “miracolosa” dal popolo.

Quando Pio IX salì al soglio petrino il quadro teologico era dunque chiaro. Prima di procedere alla definizione formale del dogma, il Santo Padre, che aveva ricevuto istanze da più parti, scrisse nel 1849 l’enciclica Ubi Primum per conoscere il pensiero dei vescovi di tutto il mondo (i quali collegialmente hanno valore magisteriale subordinato a quello del successore di Pietro) e affinché gli comunicassero per iscritto la devozione verso l’Immacolata dei fedeli da loro guidati, segno dell’importanza del sensus fidei accanto alla Sacra Scrittura, alla Sacra Tradizione e alla diffusione del culto liturgico. Dei 603 vescovi consultati, 546 si dichiararono a favore del dogma inviando lettere “pervase da incredibile compiacimento, gioia ed entusiasmo”, come ricordò Pio IX nell’Ineffabilis Deus, e che confermarono “la straordinaria pietà e i sentimenti” che il clero e tutti i fedeli nutrivano verso l’Immacolata. Nel 1858, quattro anni dopo la proclamazione del dogma, in una delle apparizioni di Lourdes la Beata Vergine si presentò così a Bernadette: “Io sono l’Immacolata Concezione”.

Per saperne di più:

Ineffabilis Deus, costituzione apostolica di Pio IX (8 dicembre 1854)

Medjugorje, 2 Dicembre 2017

 

” Cari figli

mi rivolgo a voi come vostra Madre,

la Madre dei giusti, la Madre di coloro che amano e soffrono, la Madre dei santi.

Figli miei, anche voi potete essere santi: dipende da voi.

Santi sono coloro che amano immensamente il Padre Celeste, coloro che lo amano al di sopra di tutto.

Perciò, figli miei, cercate di essere sempre migliori.

Se cercate di essere buoni, potete essere santi, anche se non pensate questo di voi.

Se pensate di essere buoni, non siete umili e la superbia vi allontana dalla santità.

In questo mondo inquieto, colmo di minacce,

le vostre mani, apostoli del mio amore, dovrebbero essere tese in preghiera e misericordia.

A me, figli miei, regalate il Rosario, le rose che tanto amo!

Le mie rose sono le vostre preghiere dette col cuore, e non soltanto recitate con le labbra.

Le mie rose sono le vostre opere di preghiera, di fede e di amore.

Quando era piccolo, mio Figlio mi diceva che i miei figli sarebbero stati numerosi

e che mi avrebbero portato molte rose.

Io non capivo, ora so che siete voi quei figli,

che mi portate rose quando amate mio Figlio al di sopra di tutto,

quando pregate col cuore, quando aiutate i più poveri.

Queste sono le mie rose!

Questa è la fede, che fa sì che tutto nella vita si faccia per amore;

che non si conosca la superbia; che si perdoni sempre con prontezza,

senza mai giudicare e cercando sempre di comprendere il proprio fratello.

Perciò, apostoli del mio amore, pregate per coloro che non sanno amare,

per coloro che non vi amano, per coloro che vi hanno fatto del male,

per coloro che non hanno conosciuto l’amore di mio Figlio.

Figli miei, vi chiedo questo, perché ricordate: pregare significa amare e perdonare.

Vi ringrazio! “

Medjugorje, 25 Novembre 2017

 

” Cari figli!

In questo tempo di grazia vi invito alla preghiera.

Pregate e cercate la pace, figlioli.

Lui che è venuto qui sulla terra per donarvi la Sua pace,

senza far differenza di chi siete o che cosa siete

– Lui, mio Figlio, vostro fratello –

tramite me vi invita alla conversione

perché senza Dio non avete né futuro né vita eterna.

Perciò credete, pregate e vivete nella grazia

e nell’attesa del vostro incontro personale con Lui.

Grazie per aver risposto alla mia chiamata. “

Medjugorje, 2 Novembre 2017

” Cari figli

guardandovi radunati intorno a Me, la vostra Madre,

vedo molte anime pure,

molti miei figli che cercano l’amore e la consolazione

che però nessuno gli offre.

Vedo anche coloro che fanno del male:

perché non hanno un buon esempio,

perché non hanno conosciuto mio Figlio,

il bene che silenziosamente si diffonde attraverso le anime pure,

la forza che regge questo mondo.

I peccati sono molti, però c’è anche l’amore!

Mio figlio vi manda a Me, la madre,

affinché vi insegni ad amare

ed affinché comprendiate che siete tutti fratelli.

Lui desidera aiutarvi.

Apostoli del mio amore,

basta un vivo desiderio della fede e dell’amore

perché mio Figlio vi accetti:

però dovete essere degni,

avere buona volontà e cuori aperti.

Mio Figlio entra nei cuori aperti.

Io, come Madre, desidero che conosciate di più mio Figlio,

Dio nato da Dio, cosicché comprendiate

la grandezza del Suo amore di cui avete così tanto bisogno.

Lui ha preso su di sé i vostri peccati,

ha ottenuto la redenzione per voi

ed in cambio ha chiesto di amarvi gli uni con gli altri.

Mio Figlio è amore.

Lui ama tutti gli uomini senza distinzione,

uomini di tutti i paesi e di tutti i popoli.

Se vivreste, figli miei, l’amore di mio Figlio,

il Suo regno sarebbe già sulla terra,

perciò apostoli del mio amore pregate,

pregate affinché mio Figlio ed il Suo amore siano più vicini,

per poter essere esempio d’amore

e poter aiutare tutti coloro che non Lo hanno ancora conosciuto.

Non dimenticate mai che mio Figlio, unico e trino, vi ama.

Pregate ed amate i vostri pastori.

Vi ringrazio.”

Medjugorje, 25 Ottobre 2017

 

“Cari figli!

In questo tempo di grazia vi invito ad essere preghiera.

Tutti avete problemi, tribolazioni, pene e inquietudini.

I santi vi siano modello ed esortazione alla santità,

Dio vi sarà vicino e voi sarete rinnovati

con la ricerca e la conversione personale.

La fede sarà per voi speranza

e la gioia regnerà nei vostri cuori

Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.

Medjugorje, 2 Ottobre 2017

 

” Cari figli io vi parlo come Madre:
con parole semplici,
ma colme di tanto amore e sollecitudine per i miei figli,
che per mezzo di mio Figlio sono affidati a me.
Mio Figlio invece, che viene dall’eterno presente,
lui vi parla con parole di vita e semina amore nei cuori aperti.
Perciò vi prego, apostoli del mio amore:
abbiate cuori aperti, sempre disposti alla misericordia e al perdono.
Perdonate sempre il prossimo secondo mio Figlio,
perché così la pace sarà in voi.
Figli miei, preoccupatevi della vostra anima,
perché essa è l’unica realtà che vi appartiene davvero.
State dimenticando l’importanza della famiglia.
La famiglia non dovrebbe essere luogo di sofferenza e dolore,
ma luogo di comprensione e tenerezza.
Le famiglie che cercano di vivere secondo mio Figlio,
vivono nell’amore reciproco.
Fin da quando era ancora piccolo,
mio Figlio mi diceva che tutti gli uomini sono per lui dei fratelli.
Perciò ricordate, apostoli del mio amore,
che tutte le persone che incontrate sono per voi la vostra famiglia,
dei fratelli secondo mio Figlio.
Figli miei, non perdete tempo pensando al futuro e preoccupandovi.
La vostra unica preoccupazione sia come vivere bene
ogni istante secondo mio Figlio, ed ecco la pace!
Figli miei, non dovete mai dimenticare di pregare per i vostri pastori.
Pregate affinché possano accogliere tutti gli uomini come loro figli,
in modo che, secondo mio Figlio, siano per loro dei padri spirituali.
Vi ringrazio! “