Editoriale Il Nostro S.Paolo aprile 2015

MAGGIO: contemplando GESU’,
preghiamo con MARIA

di don Pietro Marchetti, parroco

E’ ormai alle porte il mese di maggio, tradizionalmente dedicato, al culto mariano. La nostra comunità, inizierà questo mese, contemplando Gesù: infatti il primo maggio una cinquantina di Massesi si recheranno a Torino, in occasione della ostensione della Sacra Sindone e per celebrare il secondo centenario di San Giovanni Bosco. In questo lenzuolo che avvolgeva il corpo di Gesù nel sepolcro è rimasto impresso quasi interamente il suo corpo, con particolare evidenza i punti in cui vi erano le ferite inferte nella crocifissione e nella tortura a cui era stato sottoposto. E’ contemplando Gesù che prende il via questo mese, che raccoglierà ogni giorno la nostra comunità per la recita del Santo Rosario.
Come lo scorso anno nei quattro quartieri nella settimana che precede la processione e in chiesa alle ore 18 e alle ore 20,30. Come ama scrivere Padre René Laurentin, in questo mese a Massa si udrà “una sinfonia ininterrotta come perpetuo mormorio” di Ave Maria. Senza dubbio, questa preghiera è la più recitata al mondo: milioni di cattolici recitano ogni giorno 50 o 100 o 150 o 200 “ave Maria”, recitando una corona o due o tre o quattro meditando tutti i misteri della vita di Gesù. Le ave Maria che si recitano ogni giorno sono una cifra astronomica, incalcolabile, inestimabile. La preghiera numero uno rimane sempre quella insegnata da Gesù, il Padre nostro, e le grandi preghiere liturgiche sono rivolte sempre alla prima persona della Santissima Trinità: perché allora tante “Ave Maria” ? Perché Maria è stata scelta per familiarizzare Dio all’umanità; insegnare al Figlio di Dio , il sorriso e il linguaggio degli uomini; e reciprocamente essa è stata ripiena di grazia per familiarizzare gli uomini a Dio.
Non dimentichiamoci che le Ave Maria del rosario sono strutturate e comandate dal Padre Nostro con cui inizia ciascuna decina e ci conducono verso la Trinità con il Gloria al Padre…. La quantità si inchina di fronte alla qualità e la quantità non ci deve far trascurare la qualità. La debolezza umana ha bisogno di appoggiarsi su delle parole e su dei gesti per non svanire nel vuoto o nella distrazione. Da questo punto di vista una certa quantità di preghiere è utile per mantenere la sollecitudine e l’abitudine di pregare. Dire “io cerco la qualità e non mi curo della quantità” potrebbe essere una bella illusione. A volte, per paura di pregare male, non si prega per niente.

Cari fratelli e sorelle di Massa Lombarda: buon mese di Maggio, non abbiate paura se avete l’impressione di pregare male o se qualche volta la distrazione prende il sopravvento: l’importante è: non rinunciare mai alla preghiera.
Il tempo dedicato al Signore ci è restituito cento volte tanto: infatti è clinicamente verificato che chi nella vita ha pregato molto è vissuto meglio e più a lungo….Non a caso ci sono più vedove che vedovi: perché è noto che le donne pregano di più degli uomini!
E ricordo agli uomini di non pretendere che le vostre mogli vadano in chiesa a pregare al vostro posto…perché il Signore poi donerà a loro il Paradiso…………al vostro posto!!!!

 

da Il Nostro S.Paolo aprile 2015

 

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