Verso la Pasqua

Catturadi don Alberto Baraccani

E’ bello e significativo, in questo nostro cammino quaresimale, stringerci attorno alla mensa che ci offre Gesù. Per questo è stata scelta in apertura in questo numero del Nostro S.Paolo l’immagine dell’ultima cena, posta davanti alla mensa nella chiesa di San Giacomo (opera ceramica  di Sergio Gioghi).

L’ultima cena è il compendio della Pasqua di morte e Risurrezione, verso la quale ci stiamo dirigendo, anche attraverso le stazioni quaresimali, nelle quali ci ritroviamo per un incontro sincero e fraterno, come popolo di Dio, che chiede il perdono dei suoi peccati, ascolta la Parola e si accosta alla Sacra mensa. Questi incontri, come la preghiera e la carità, andrebbero rivalutati. E’ vero, costa sacrificio; ma proprio per questo hanno il valore penitenziale.. Non vogliamo seguire Gesù sofferente in pantofole o sprofondati in poltrona; ci deve costare un po’ di sacrificio questo cammino quaresimale…La carità non può essere semplicemente dare il superfluo, ma piuttosto “strapparsi” qualcosa da addosso, per donarlo nel nome di Gesù che ha dato tutto sulla croce.

Insieme all’Arciprete don Pietro e a Padre Jackson, auguro a tutti un buon proseguimento della Quaresima e una santa Pasqua.

 

Se vuoi visionare Il Nostro S.Paolo di marzo, clicca nel link qui sotto

S.Paolo n.2 marzo 2016 

Il Nostro S.Paolo n.1 gennaio 2016: l’editoriale e la mostra

Catturadi don Pietro Marchetti

Il Giubileo della Misericordia non interessa solo alla chiesa e ai credenti, ma in qualche modo è un dono per tutti e a vantaggio di tutti: in primo luogo non possiamo separare la misericordia dalla giustizia: non solo siamo tutti chiamati a mettere in atto le opere di misericordia, ma abbiamo tutti il dovere di combattere le cause che generano la povertà, promuovendo delle riforme sociali, in vista di superare le disuguaglianze spesso scandalose esistenti nella nostra società. Ad esempio una pratica diffusa è quella dell’evasione fiscale che priva lo Stato delle risorse necessarie per affrontare i problemi della sanità, dell’assistenza, della sicurezza sociale. In tal modo si sottraggono risorse facendo aumentare il numero dei poveri e poi ci si tranquillizza la coscienza, offrendo qualche euro per le opere di carità o si danno in beneficienza abiti o mobili usati. In secondo luogo occorre ricordarci che la solidarietà  non è solo quella praticata dalle varie associazioni di volontariato o occasionalmente da qualche singolo, dimenticando una forma di solidarietà che riguarda tutti, attraverso l’esercizio di una cittadinanza attiva, doverosa per ogni cittadino e ancor più per ogni cristiano, per una partecipazione alla costruzione del bene comune e per la salvaguardia del creato. La novità dell’ anno della Misericordia di Dio sta nel porre dei segni credibili ed efficaci che facciano intravedere i “nuovi cieli e la nuova terra” meta verso la quale sta andando il regno di Dio. Non dimentichiamo mai che per noi, che ci definiamo cristiani, e vogliamo compiere ogni opera di misericordia, è necessario partire dalla centralità della Parola e dell’ Eucarestia domenicale: è qui la fonte che fa crescere la testimonianza comunitaria della carità nella Chiesa e nel territorio. Il nostro programma, il programma del buon samaritano, il programma di Gesù è “un cuore che vede”. Questo cuore vede dove c’è bisogno di amore e agisce in modo conseguente. Meditiamo la parabola del “Buon Samaritano” (Vangelo di Luca capitolo 10 dal versetto 30 e seguenti) e scopriremo che con quella parabola Gesù ha inaugurato nella storia l’era nuova del “prenderci cura” che è la “magna carta” delle opere di misericordia corporali e spirituali da attuare oggi. Cari parrocchiani ci affidiamo al Signore e all’intercessione di San Paolo, perché la sua conversione, inviti anche noi a metterci sulla medesima strada che ci fa incontrare con la Misericordia di Dio. Maria, Madre di Gesù ci guidi e ci sostenga.

Don Pietro, parroco di Massa.

 

Il Giubileo della Misericordia:
così si abita la Chiesa

Una mostra sulle opere di misericordia corporale

Dal 25 al 31 gennaio sarà possibile visitare nella nostra chiesa di S.Paolo una mostra dal titolo:”Il Giubileo della Misericordia: così si abita la Chiesa”.
Questa mostra, curata da: Padre Angelo Lanfranchi archivista Generale della Casa Generalizia dei Carmelitani Scalzi (Roma), Sandra De Carli e Amalia Masset, appartenenti al M ovimento Ecclesiale Carmelitano con sede a Brescia.
La mostra, proveniente dalla comunità di Brescia, è stata gentilmente concessa alla nostra parrocchia ed è stata inserita nell’ ambito delle iniziative per la festa del Patrono.
La mostra si compone di undici pannelli sul tema della carità evangelica.

Il Nostro S.Paolo n.1 gennaio 2016

S.Paolo speciale gennaio 2016 

Orari di visita alla mostra:
25 gennaio (Festa del Patrono): 15 – 18,30;
Giorni feriali: 9 – 12; 17 – 18,30

Natale: la Misericordia di Dio si fa carne


Natale: la Misericordia di Dio si fa carne

di don Pietro Marchetti

La celebrazione del Natale in questo anno avviene all’interno del Giubileo straordinario della Misericordia di Dio: il primo atto che Dio compie verso di noi consiste proprio nel “farsi prossimo”, nel “farsi uno di noi”,  nell’incarnazione del suo Figlio: ecco il mistero del Natale, la “via che unisce Dio e l’uomo”. Nella nascita di Gesù riconosciamo una novità piena di speranza: Approfondisci

Medjugorje, 25 Settembre 2015

801912447_1efa91fda9a
” Cari figli!
Anche oggi prego lo Spirito Santo
che riempia i vostri cuori con una forte fede.
La preghiera e la fede riempiranno il vostro cuore
con l’amore e con la gioia
e voi sarete segno per coloro che sono lontani da Dio.
Figlioli, esortatevi gli uni gli altri alla preghiera del cuore
perché la preghiera possa riempire la vostra vita e voi, figlioli,
ogni giorno sarete soprattutto i testimoni del servizio:
a Dio nell’adorazione
ed al prossimo nel bisogno.
Io sono con voi ed intercedo per tutti voi.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata. “

Il Nostro S.Paolo giugno 2015

E’ uscito il n.3 del nostro giornale Il Nostro S.Paolo.

in questo numero :

  • L’editoriale di Don Alberto Baraccani
  • Daniele Sirna diacono
  • Le cronache di maggio della comunità
  • La Festa della Ripresa: programmi e le “fatiche” della Festa
  • Dalle scuole materne cattoliche: le feste di fine anno
  • Dall’Agesci: l’udienza con Papa Francesco
  • Dalla Caritas parrocchiale: le iniziative
  • Il raduno delle 500 e lo sport all’oratorio
  • Il progetto del giardino della chiesa arcipretale
  • Eventi in bacheca

Il numero di giugno per chi non è abbonato lo si può trovare nei tavolini in fondo alla chiesa.

Il prossimo numero uscirà in ottobre. Per chi intende collaborare può sempre mandare articoli e proposte all’indirizzo mail: converspaolo@libero.it

Cordiali saluti e BUONA LETTURA!

Editoriale Il Nostro S.Paolo aprile 2015

MAGGIO: contemplando GESU’,
preghiamo con MARIA

di don Pietro Marchetti, parroco

E’ ormai alle porte il mese di maggio, tradizionalmente dedicato, al culto mariano. La nostra comunità, inizierà questo mese, contemplando Gesù: infatti il primo maggio una cinquantina di Massesi si recheranno a Torino, in occasione della ostensione della Sacra Sindone e per celebrare il secondo centenario di San Giovanni Bosco. In questo lenzuolo che avvolgeva il corpo di Gesù nel sepolcro è rimasto impresso quasi interamente il suo corpo, con particolare evidenza i punti in cui vi erano le ferite inferte nella crocifissione e nella tortura a cui era stato sottoposto. E’ contemplando Gesù che prende il via questo mese, che raccoglierà ogni giorno la nostra comunità per la recita del Santo Rosario.
Come lo scorso anno nei quattro quartieri nella settimana che precede la processione e in chiesa alle ore 18 e alle ore 20,30. Come ama scrivere Padre René Laurentin, in questo mese a Massa si udrà “una sinfonia ininterrotta come perpetuo mormorio” di Ave Maria. Senza dubbio, questa preghiera è la più recitata al mondo: milioni di cattolici recitano ogni giorno 50 o 100 o 150 o 200 “ave Maria”, recitando una corona o due o tre o quattro meditando tutti i misteri della vita di Gesù. Le ave Maria che si recitano ogni giorno sono una cifra astronomica, incalcolabile, inestimabile. La preghiera numero uno rimane sempre quella insegnata da Gesù, il Padre nostro, e le grandi preghiere liturgiche sono rivolte sempre alla prima persona della Santissima Trinità: perché allora tante “Ave Maria” ? Perché Maria è stata scelta per familiarizzare Dio all’umanità; insegnare al Figlio di Dio , il sorriso e il linguaggio degli uomini; e reciprocamente essa è stata ripiena di grazia per familiarizzare gli uomini a Dio.
Non dimentichiamoci che le Ave Maria del rosario sono strutturate e comandate dal Padre Nostro con cui inizia ciascuna decina e ci conducono verso la Trinità con il Gloria al Padre…. La quantità si inchina di fronte alla qualità e la quantità non ci deve far trascurare la qualità. La debolezza umana ha bisogno di appoggiarsi su delle parole e su dei gesti per non svanire nel vuoto o nella distrazione. Da questo punto di vista una certa quantità di preghiere è utile per mantenere la sollecitudine e l’abitudine di pregare. Dire “io cerco la qualità e non mi curo della quantità” potrebbe essere una bella illusione. A volte, per paura di pregare male, non si prega per niente.

Cari fratelli e sorelle di Massa Lombarda: buon mese di Maggio, non abbiate paura se avete l’impressione di pregare male o se qualche volta la distrazione prende il sopravvento: l’importante è: non rinunciare mai alla preghiera.
Il tempo dedicato al Signore ci è restituito cento volte tanto: infatti è clinicamente verificato che chi nella vita ha pregato molto è vissuto meglio e più a lungo….Non a caso ci sono più vedove che vedovi: perché è noto che le donne pregano di più degli uomini!
E ricordo agli uomini di non pretendere che le vostre mogli vadano in chiesa a pregare al vostro posto…perché il Signore poi donerà a loro il Paradiso…………al vostro posto!!!!

 

da Il Nostro S.Paolo aprile 2015