Parrocchia Conversione di San Paolo Apostolo : Settimana dal 26 novembre al 3 dicembre

Domenica        26                 N.S. Gesù Cristo Re dell’universo
Giornata diocesana per il seminario
Giornata  parrocchiale del  Ringraziamento
Ss. Messe  ad orario festivo
Ore 10.30 (S. Paolo) : S. Messa animata dai lavoratori dei campi
Ore 12.30 (oratorio) : Pranzo comunitario e incontro giovani famiglie
Lunedì             27                  
Ore 20.30 (Canonica) : Caritas parrocchiale
Mercoledì         29                 
Ore 20.30 (S. Paolo) : Novena dell’Immacolata
Ore 21.00 (canonica) : Prove del  “Coro S. Paolo”
Giovedì             30                  S. Andrea Apostolo
Ore 20.30 (S. Paolo) : Novena dell’Immacolata e Adorazione Eucaristica
 
Venerdì             01                
Primo venerdì del mese – Comunione ai malati
Ore 8.45 – 12.00 (S. Paolo) : Adorazione Eucaristica
Ore 20.30 (S. Paolo) : Novena dell’Immacolata
Sabato               02                 
Ore 18.00 (S. Paolo) : Novena dell’Immacolata
Domenica        03                 Ia di Avvento
Ss. Messe  ad orario festivo
Ore 10.30 (S. Paolo) : S. Messa e coroncina di avvento  per i bambini del  e  anno di catechismo
Ore 18.00 (S. Paolo) : Novena dell’Immacolata
Avviso
Domenica  3  dicembre  Ia di Avvento
All’oratorio a partire dalle  ore 9.30  si svolge la giornata di ritiro spirituale parrocchiale per ragazzi preparata dagli educatori di A.C.R.

Medjugorje, 25 Novembre 2017

 

” Cari figli!

In questo tempo di grazia vi invito alla preghiera.

Pregate e cercate la pace, figlioli.

Lui che è venuto qui sulla terra per donarvi la Sua pace,

senza far differenza di chi siete o che cosa siete

– Lui, mio Figlio, vostro fratello –

tramite me vi invita alla conversione

perché senza Dio non avete né futuro né vita eterna.

Perciò credete, pregate e vivete nella grazia

e nell’attesa del vostro incontro personale con Lui.

Grazie per aver risposto alla mia chiamata. “

Parrocchia Conversione di San Paolo Apostolo : Settimana dal 19 al 26 novembre 2017

Domenica        19                XXXIII del T. Ordinario
Ss. Messe  ad orario festivo
Le offerte alle Ss. Messe di questa giornata saranno destinate ai poveri secondo l’ invito di papa Francesco
Lunedì             20                  
Ore 20.30 (Canonica) : Incontro catechisti
Martedì           21                   Presentazione della B. V. Maria
Ss. Messe  ad orario feriale
Mercoledì         22                 
Ore 20.30 (canonica) : Prove del  “Coro S. Paolo”
Giovedì             23                 
Ore 21.00 (S. Paolo) : Adorazione Eucaristica di vicariato per le vocazioni
 
Venerdì             24                
Ore 20.45 (canonica) : Consiglio parrocchiale di A.C.
Sabato               25                 
Giornata  della colletta alimentare      (vedi sotto)
Domenica        26                 N.S. Gesù Cristo Re dell’universo
Giornata  parrocchiale del  Ringraziamento
Ss. Messe  ad orario festivo
Ore 10.30 (S. Paolo) : S. Messa animata dai lavoratori dei campi
Ore 12.30 (oratorio) : Pranzo comunitario e incontro giovani famiglie
La giornata della colletta alimentare
La  Giornata nazionale della Colletta Alimentare avrà luogo sabato  25  novembre  presso i quattro supermercati della città. Chi ritiene di potersi rendere disponibile al servizio di raccolta, può dare la propria adesione in parrocchia.

Parrocchia Conversione di San Paolo Apostolo : Settimana dal 12 al 19 novembre 2017

Domenica        12                 XXXII  del T. Ordinario
Ss. Messe  ad orario festivo
Lunedì           13                    
Ore 20,45 (Imola) : Incontro con Ernesto Preziosi, parlamentare già vice presidente A.C. sul tema “Laici di A.C. dalla Chiesa al mondo” presso la sala “M.Ventre” in via Emilia, 69
Martedì           14                  
Ore 20.45 (canonica) : Consiglio Pastorale Parrocchiale
Mercoledì         15                 
Ore 20.30 (canonica) : Prove del  “Coro S. Paolo”
Giovedì             16                 
Ore 20.30 (S. Paolo) : Adorazione Eucaristica
Domenica        19                 XXXIII  del T. Ordinario
Ss. Messe  ad orario festivo
Le offerte alle Ss. Messe di questa giornata saranno destinate ai poveri secondo l’ invito di papa Francesco
Apertura  pomeridiana oratorio
L’oratorio osserva l’orario di apertura pomeridiana per i ragazzi con l’assistenza di don Angelo nelle giornate di:     Martedì  e  Venerdì    dalle ore   15.30  alle  ore 17.30

Mese di novembre. I Novissimi e il senso della morte

Se uno vedesse come muoiono i nostri pazienti, non avrebbe più paura dei Novissimi

di Padre Aldo Trento

«In omnibus operibus tuis, memorare novissima tua, et in aeternum non peccabis». «In tutte le opere tue ricordati della tua fine e non peccherai in eterno», afferma il Siracide (7,36).

I Novissimi sono quattro: Morte, Giudizio, Inferno, Paradiso. Questo pensiero mi accompagna fin dagli anni del seminario, quando nell’ultima meditazione di ogni ritiro spirituale il predicatore ci parlava della morte. E confesso che mi prendeva una grande paura. Ma, giunto a questa età e per di più ammalato, non dico che la desidero ma il suo pensiero mi dà pace, mi permette di vivere intensamente ogni istante tenendo lo sguardo fisso su Gesù Eucarestia.

Tutte le sere, quando vado a letto, un letto di una piazza e mezzo in cui c’è spazio anche per un crocifisso di un metro, giro quest’ultimo verso di me e, guardandolo, recito i Misteri dolorosi del rosario. Contemplare ogni momento della Sua sofferenza mi permette di riconoscere anche nella mia sofferenza il significato ultimo, senza il quale il dolore sarebbe insopportabile. Una volta terminato il rosario, metto il crocifisso sul suo cuscino, mi giro dall’altra parte e, terminate le litanie in onore della Madonna, finalmente dopo tanti anni dormo in pace. Un piccolo gesto, quello di dormire in compagnia del crocifisso, che, oltre a darmi animo guardando in faccia Colui per cui vale la pena soffrire, mi ricorda il destino finale che però va oltre la croce.

L’ospedale è una grande risorsa per questa memoria e una sfida continua alla ragione della vita, per prendere sul serio la realtà, per cogliere il valore di ogni istante nel quale nella mia libertà mi gioca il destino finale: «Dio, che ti ha creato senza di te, non può salvarti senza di te», direbbe sant’Agostino. La clinica “Casa Divina Providencia – Don Luigi Giussani”, che accoglie malati terminali e poveri, è la memoria viva e palpitante del fatto che siamo fatti per un oltre, per l’eternità. Il filosofo Horkheimer direbbe: «Siamo pellegrini dell’Assoluto»; non come Heidegger, che definiva l’uomo un «essere per la morte», né come Sartre che lo vedeva come «una passione inutile». Nella nostra clinica tutto chiede l’eternità. Non esiste la paura della morte, perché in ognuno dei pazienti è chiaro che la morte è un ritornare là da dove siamo partiti.

Già il padre Antonio Zepp, il genio delle Riduzioni, scriveva nel suo diario di questa atarassia che caratterizzava i Guaraní di fronte alla morte.

«Tutti i giorni dobbiamo visitare dai venti ai trenta ammalati [oggi chi lo fa?], offrire loro i Santi Sacramenti, assistere i moribondi, consolare padri e madri di famiglia […]. La mia anima si scioglie quando visito e contemplo questi poveretti, soprattutto quando io, con il mio Redentore Crocifisso in mano, incoraggio un moribondo. Allora non posso fare a meno di dire: “Possa anch’io morire come loro”. Perché ho visto morire molti uomini in Europa, anche religiosi, ma pochissimi come questi. Non si può descrivere con che gran pace, con quanta serenità di coscienza, con che virtuosità del corpo e dello spirito muoiono questi Indios. L’Indio non mostrerà segno d’impazienza o di fastidio nemmeno dopo una lunga e dolorosa malattia né darà un solo gemito di dolore o un sospiro simile, mai piangerà o griderà… Sul letto di dolore non lo preoccupano né la sua amata sposa né i suoi amati figli, i cui sospiri non gli straziano il cuore. Non lo preoccupano il denaro né i beni materiali, che deve abbandonare. Non deve pagare debiti né fare testamento, non lo preoccupano le inimicizie, perché quasi non ne ha. Intendo dire che quasi non esiste sotto il sole una razza che consegni l’anima così degnamente e serenamente come questi poveri semplici indigeni, abbandonati e disprezzati dal mondo».

Se uno conoscesse come muoiono i nostri pazienti direbbe ciò che scrisse padre Zepp trecento anni fa.

I Guaraní considerano la morte come il raccogliere in un unico e ineffabile atto tutta la storia della parola di un uomo che in questo atto supremo diventa PAROLA ed entra a far parte della grande Parola divina, la quale era presente al momento della sua concezione, lo ha visto nascere e poi rinascere in ciascuna tappa della vita. Per i capi tribù la morte è l’ultima e la più difficile delle prove della vita terrena, che generalmente è considerata come prova per l’anima e preparazione alla vita vera nella casa degli dei (il nostro Paradiso, la cosiddetta “terra senza il male”).

C’è una sintonia impressionante fra i Guaraní che non hanno ancora incontrato Gesù e noi. Ed è questo il motivo per cui nella nostra clinica la persona più importante è il sacerdote, chiamato “Pai” cioè “Padre”. Da tredici anni sto con loro, avendo accolto 2.010 pazienti terminali; di questi, 1.503 li ho accompagnati a morire, cioè a ritornare a quella Parola che li ha creati. Impressionante è il nesso con le prime parole del Prologo di san Giovanni. Li guardo morire – il 90 per cento di loro ha meno di 60 anni – e nella faccia di tutti non ci sono segni di disperazione. La fede cattolica ha esaltato al massimo la concezione positiva della morte, che vedono come l’incontro con il “Logos”.

«Verrà la morte e avrà i tuoi occhi», scriveva Pavese, ma oggi non mi spavento più grazie ai miei figli, che hanno nel sangue la concezione di essere pellegrini dell’Assoluto. La Chiesa nel mese di novembre ci ricorda i Novissimi e per questo, diceva Eliot, è odiata dall’uomo di oggi, perché è l’unica a ricordargli il suo destino. «Memento mori» era il saluto dei monaci, un saluto che metteva in moto la ragione ponendoli di fronte ai grandi interrogativi del destino finale. E non dimentichiamo che l’articolo più importante del Credo è l’ultimo: «Credo la Resurrezione della carne e la vita eterna. Amen». (da “Tempi”).

Nella foto sotto: padre Aldo visita i malati con il SS.mo Sacramento.

Chi è Padre Aldo trento.

«Il mio unico progetto è fare quello che Dio mi mostra ogni giorno». In Paraguay la parrocchia di San Rafael guidata da padre Aldo Trento riprende la coscienza medievale e lo spirito delle Riduzioni dei Gesuiti. Si accompagna l’uomo dalla nascita al cimitero, mostrando come il cristianesimo crea una civiltà dell’amore. Padre Aldo (classe 1947, nativo della provincia di Belluno) è in Paraguay dal 1989 dopo una serie di esperienze anche traumatiche (il periodo della contestazione, una crisi affettiva e la depressione). La parrocchia di San Rafael ha circa 10mila abitanti e si trova nella capitale Asunción. Nel 2004 è nato il Centro di eccellenza dedicato a San Riccardo Pampuri che ha fin qui dato assistenza a 14mila malati («Piccole ostie bianche», come le chiama padre Aldo»). Un asilo, una scuola elementare, un’azienda agricola che prima era destinata al recupero dei carcerati e oggi è una succursale per i malati di aids non terminali. Due casette per i bambini orfani o malati di aids. La Casa Gioacchino e Anna per anziani, il Banco dei donatori del sangue, il Banco alimentare. Sono queste le altre attività sviluppate da padre Aldo che a partire dall’incontro con don Giussani ha ritrovato se stesso e ha accompagnato gli ammalati in particolare quelli terminali verso l’incontro con Cristo.

Parrocchia Conversione di S. Paolo Apostolo : Settimana dal 5 al 12 novembre 2017

Domenica        05                 XXXI  del T. Ordinario
Giornata per le Comunicazioni sociali
Ss. Messe  ad orario festivo
Ore 10.30 (S. Paolo) : S. Messa per e con la partecipazione delle “Forze Armate”
Ore 18.00 (S. Paolo) : Via Crucis      (ottavario dei defunti)
Lunedì           06                    
Ore 18.00 (S. Paolo) : Via Crucis      (ottavario dei defunti)
Martedì           07                  
Ore 18.00 (S. Paolo) : Via Crucis      (ottavario dei defunti)
Mercoledì         08                 
Ore 18.00 (S. Paolo) : Via Crucis      (ottavario dei defunti)
Ore 20.30 (canonica) : Prove del  “Coro S. Paolo”
Giovedì             09                  Dedicazione della Basilica Lateranense
Ore 18.00 (S. Paolo) : Via Crucis      (ottavario dei defunti)
Ore 20.30 (S. Paolo) : Adorazione Eucaristica
Venerdì             10                 Dedicazione della Chiesa di S.Paolo
Ss. Messe  alle ore 8.00 e 20.30          (No alle 18.30)
Ore 20.30 (S. Paolo)S. Messa solenne nel   440° anniversario della dedicazione della nostra chiesa
Domenica        12                 XXXII  del T. Ordinario
Ss. Messe  ad orario festivo
Apertura  pomeridiana oratorio
L’oratorio osserva l’orario di apertura pomeridiana per i ragazzi con l’assistenza di don Angelo nelle giornate di:     Martedì  e  Venerdì    dalle ore   15.30  alle  ore 17.30

Medjugorje, 2 Novembre 2017

” Cari figli

guardandovi radunati intorno a Me, la vostra Madre,

vedo molte anime pure,

molti miei figli che cercano l’amore e la consolazione

che però nessuno gli offre.

Vedo anche coloro che fanno del male:

perché non hanno un buon esempio,

perché non hanno conosciuto mio Figlio,

il bene che silenziosamente si diffonde attraverso le anime pure,

la forza che regge questo mondo.

I peccati sono molti, però c’è anche l’amore!

Mio figlio vi manda a Me, la madre,

affinché vi insegni ad amare

ed affinché comprendiate che siete tutti fratelli.

Lui desidera aiutarvi.

Apostoli del mio amore,

basta un vivo desiderio della fede e dell’amore

perché mio Figlio vi accetti:

però dovete essere degni,

avere buona volontà e cuori aperti.

Mio Figlio entra nei cuori aperti.

Io, come Madre, desidero che conosciate di più mio Figlio,

Dio nato da Dio, cosicché comprendiate

la grandezza del Suo amore di cui avete così tanto bisogno.

Lui ha preso su di sé i vostri peccati,

ha ottenuto la redenzione per voi

ed in cambio ha chiesto di amarvi gli uni con gli altri.

Mio Figlio è amore.

Lui ama tutti gli uomini senza distinzione,

uomini di tutti i paesi e di tutti i popoli.

Se vivreste, figli miei, l’amore di mio Figlio,

il Suo regno sarebbe già sulla terra,

perciò apostoli del mio amore pregate,

pregate affinché mio Figlio ed il Suo amore siano più vicini,

per poter essere esempio d’amore

e poter aiutare tutti coloro che non Lo hanno ancora conosciuto.

Non dimenticate mai che mio Figlio, unico e trino, vi ama.

Pregate ed amate i vostri pastori.

Vi ringrazio.”

Anno Pastorale 2017-2018 – Solennità di Tutti i Santi

Massa Lombarda, 1 novembre 2017

Il brano evangelico di questa liturgia è quello delle Beatitudini. Una in particolare ha ispirato la scelta del brano: “Beati quelli che hanno fame e sete di giustizia, perché saranno saziati”. Nel linguaggio biblico significa che i santi sono coloro che hanno avuto fame e sete di santità. Non si sono rassegnati alla mediocrità, non si sono accontentati delle mezze misure.

Oggi la nostra comunità ha potuto festeggiare, nella solenne liturgia di Tutti i Santi, le persone che ci hanno preceduto e che guardano Dio a tu per tu.

L’altare era ripieno delle reliquie di alcuni Santi, prima fra tutte quella di San Paolo, nostro protettore.

Il coro San Paolo ha animato la liturgia con canti intonati alla festa.

L’incensazione della reliquia di San Paolo
L’altare con le reliquie dei vari Santi

Il coro San Paolo
La benedizione finale