Programma 29 agosto – 6 settembre 2020

Letture: Geremia 20,7-9 / dal Salmo 62 / Romani 12,1-2

Ha sete di te, Signore, l’anima mia.

Dal Vangelo secondo Matteo (16,21-27)

30 agosto In quel tempo, Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno.

Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: «Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai». Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: «Va’ dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!».

Allora Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà.

Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita? O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita?

Perché il Figlio dell’uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni».

Parola del Signore

VITA ECCLESIALE

Sabato 29

18.30

+ Emilia e Veliano Chiarini

+ Montesi Natale

Domenica 30

   

Lunedì 31

   

Martedì 01

   

Mercoledì 02

18.30

25° di matrimonio di :

Nicola e Carmen Messina

Giovedì 03

18.30

+ Zaffagnini Maria e Buldrini Antonio e deff. Buldrini

Venerdì 04

8.00

+ Ruffini Armanda

Sabato 05

   

Domenica 06

10.30

18.30

+ Gattucci Stefano

+ Stefano e Maria Baldini

+ Alberti Dante e Casadio Irma

Orario Confessioni Concordare con don Pietro eventuali esigenze

(muniti di mascherina rispettando rigorosamente le distanze come predisposto)

Orario SS. Messe Feriale: Martedì e Venerdì ore 8.00

Lunedì, Mercoledì, Giovedì e Sabato ore 18.30

Festivo : ore 10.30, 18.30

Tutti i giorni ore 17.55 S. Rosario

Venerdì ore 20.30 Adorazione eucaristica

N.B. Tutte le celebrazioni sono aperte a tutti i fedeli e si possono seguire anche nel sito internet della parrocchia

Il catechismo in parrocchia resta sospeso fino a nuove disposizioni

Il catechismo in parrocchia resta sospeso fino a nuove disposizioni

Il catechismo in parrocchia resta sospeso fino a nuove disposizioni

Vivere il Mistero- Il tema della liturgia odierna è l’universalità della salvezza. Il brano evangelico pone davanti due diversi mondi culturali e religiosi. Abbiamo una donna, greca di lingua, sirofenicia di origine, e discendente di quelle popolazioni che abitavano Canaan da tempi immemorabili. C’è poi Gesù, che lungo le vie della Giudea e della Galilea predica l’avvento del Regno di Dio. Ma se andiamo più vicino ai due principali protagonisti scorgiamo altri elementi interessanti. La donna è anzitutto una madre affranta, la sua bambina infatti è seriamente malata. Quando una madre soffre per la sua creatura è disposta a tutto, non importa se Gesù è uno straniero, e per di più di religione ebraica: ella tenta l’ultima carta pur di salvare sua figlia. Non è una donna sprovveduta, però, se chiama Gesù con il titolo di Figlio di Davide, e si rivela, nell’intreccio narrativo, risoluta e coraggiosa. Inoltre, non teme il silenzio del Maestro, anzi lo sostiene convinta che dietro apparenze così dure ci sia una pietas che atteggiamenti e parole sembrano negare. Ma, fatto veramente incredibile, questa donna pagana ha qualcosa da insegnare a Gesù: l’universalità della sua missione. Sì, questa donna aiuta Gesù, dolcemente e fermamente, a non chiudersi dietro barriere etniche o teologiche in quanto è venuto per tutti, nessuno escluso, anche per i cagnolini (animali impuri). La cananea non pretende nulla, niente più che le briciole. Ma sapendo che queste le appartengono, le pretende, e con risolutezza. Gesù è ammirato e afferma che la sua fede è grande, a differenza di quella dei discepoli, che è poca. È grazie a questa fede che molti verranno da Oriente e Occidente e siederanno alla mensa di Dio per mangiare il pane del Regno (cf Mt 8Jl; Lc lal5). ln quel medesimo istante avviene il miracolo, la figlia ritrova la salute. La fede nutre, dà accesso al pane dei figli sia per l’antico popolo sia per i pagani. Questo aspetto è importantissimo, se pensiamo che Matteo scrive per una Chiesa giudeo-cristiana che faticava ad ammettere tra le sue fila i pagani convertiti. È la fede in Gesù Cristo la sola richiesta lecita e doverosa e non tanto l’osservanza della Legge mosaica. Ma non è tutto’ Nel nostro episodio emerge anche una lezione missionaria: certamente Gesù è il Messia di Israele, tuttavia egli è stato aperto a quanti hanno creduto in lui. Può forse, allora, la Chiesa chiudere le proprie porte a quanti desiderano convertirsi al Vangelo? Può forse la Chiesa impedire o porre limiti all’irradiamento del Regno? Sarebbe un controsenso e un venir meno alla sua identità e vocazione. Con questo episodio Matteo mette anche in evidenza una considerazione più volte espressa lungo la sua narrazione: spesso si trova più fede tra coloro che sembrano pagani che all’interno della stessa comunità credente. I Magi, ad esempio, sono venuti da lontano per adorare il nato re di Israele (cf Mt 2), un centurione pagano (cf Mt 8,10) e persino i niniviti si sono rivelati più disponibili di «questa generazione», afferma Gesù (cf 12,39ss). La Chiesa deve, perciò, vigilare contro l’auto-sicurezza religiosa e verificarsi al suo interno prima di portarsi sulle strade dell’annuncio. Il vero annuncio scaturisce dalla testimonianza. Abbiamo visto come l’audacia della cananea sia stata lodata da Gesù; in quel dialogo serrato, egli ha rivisto la sua posizione teologica: la sua missione non è rivolta solo alla casa di Israele, ma al mondo intero. Gesù è davvero un rabbi singolare; non solo perché è aperto verso tutte le categorie sociali, ma anche perché incontra, dialoga e impara persino dalle donne. E questo sorprende quando sappiamo che la donna non aveva nessuna considerazione nella cultura del tempo. Anzi, c’era una corrente rabbinica che sosteneva che era preferibile bruciare la Torà piuttosto che insegnarla ad una donna.

Anno : A

Agosto-Settembre 2020

LA VITA DELLA COMUNITA’

Domenica 30

XXII del T.O.

S. Messe alle ore 10.30 e 18.30 (NO alle 8.00)

Venerdì 04

Ore 20.30 (S. Paolo) : Adorazione Eucaristica

Sabato 05

Ore 9.00 in poi (oratorio) : Ultimi lavori di preparazione per la festa.

Ore 19.00 (oratorio) : Apertura della “Festa della Ripresa”

Domenica 06

XXIII del T.O.

S. Messe alle ore 10.30 e 18.30 (NO alle 8.00)

Ore 10.30 (oratorio) : S. Messa nel campo dell’oratorio

(in caso di maltempo la S. Messa sarà celebrata in S. Paolo)

Nota. Da lunedì 18 maggio sono riprese le celebrazioni con il popolo.

La S. Mesa feriale è secondo il solito orario e quella festiva come indicato nel riquadro nella pagina accanto. Dovranno ovviamente essere rispettate tutte le disposizioni di legge (distanziamento, mascherine, ecc..).

Alla scuola di Gesù :

Lunedì

Martedì

Mercoledì

Giovedì

Venerdì

Sabato

Lc 4,16-30

Lc 4,31-37

Lc 4,38-44

Lc 5,1-11

Lc 5,33-39

Lc 6,1-5

Vivere il Mistero- Ciò che lega i tre principali protagonisti di questa domenica (Geremia, Paolo e Gesù) è il tema della donazione totale della vita a Dio e al suo disegno di salvezza. Geremia, il profeta sedotto dall’Altissimo, ha sperimentato come il suo ministero è stato solo oggetto di obbrobrio e scherno. La tentazione di lasciare tutto è perciò forte e imperiosa. Ma come «sottrarsi» al fuoco divino che pervade tutto l’essere? Paolo, invece, esorta i cristiani di Roma a donare i propri corpi come sacrificio vivente. Per fare della propria esistenza un’offerta, bisogna pero reagire all’inerzia del secolo presente e ricercare sempre ciò che è buono, gradito e perfetto agli occhi di Dio, Gesù, infine, dopo aver annunciato la sua imminente passione-morte-risurrezione invita a prendere la sua croce e seguirlo. La sequela implica un ribaltamento della logica umana; in una parola, è necessario pensare secondo Dio e non secondo gli uomini. Domenica scorsa abbiamo sentito risuonare la solenne professione di Pietro e l’elogio di Gesù; nella pericope odierna, Pietro, dapprima rimprovera Gesù, dopo che questi ha annunciato la sua passione e morte, e poi, a sua volta, è apostrofato da Gesù come un «satana» (ostacolo). Perché? Ma perché il discepolo ritiene fallimentari le vie di Dio ed efficienti quelle del mondo. In Pietro vediamo così il duplice volto del discepolo, che da una parte riconosce la messianicità del Maestro ma dall’altra, di fronte alla croce, reagisce negativamente. È un fatto, ma ad ognuna delle tre predizioni della passione i discepoli manifestano sempre una totale incomprensione e un rifiuto categorico. Gesù, però, non viene meno, e porta a compimento la sua donazione a Dio e ai fratelli. Che Gesù annunci la sua passione e morte non è un caso; la donazione di sé, come Gesù la intende, passa attraverso la morte. Una morte che attesta come ogni vero dono implica la vita. Ma non solo; Gesù è consapevole di compiere il disegno del Padre. Cosa significa? Che ogni dono totale di sé è salvifico nella misura in cui compie la volontà di Dio. Ma non è ancora tutto. Donarsi significa prendere la propria croce (v 24). Sappiamo che la croce, come abbiamo detto più volte, esprime due cose: l’obbedienza a Dio e la solidarietà ai fratelli. Bisogna, inoltre, far propria una logica paradossale, di primo acchito, e ben espressa nel parallelismo: perdere salvare. È la logica pasquale, che ci fa capire una cosa importante e sovente poco evidenziata: la rinuncia a sé o il rinnegarsi, non sono fini a se stessi; neppure la donazione è fine a se stessa, ma tutto è orientato verso il tesoro del Regno Certo, la proposta di Gesù è alta e radicale e appella la libertà della persona («Se Qualcuno»). Tuttavia, nessuno è obbligato; la scelta di Cristo e del suo Vangelo vive nello spazio della libertà. Per realizzare la sua proposta Gesù chiama alla sequela («vuol venire dietro a me»). La sequela ci fa capire come la proposta di Gesù sta davanti a noi; noi vi arriveremo nella misura in cui seguiremo lui. Il Vangelo vissuto non è una conquista ascetica, ma un dono di grazia, che ognuno accoglie e gradatamente porta a compimento.

Preghiera di Papa Francesco

O Maria,

tu risplendi sempre nel nostro cammino

come segno di salvezza e di speranza.

Noi ci affidiamo a te, Salute dei malati,

che presso la croce

sei stata associata al dolore di Gesù,

mantenendo ferma la tua fede.

Tu, Salvezza del popolo romano,

sai di che cosa abbiamo bisogno

e siamo certi che provvederai

perché, come a Cana di Galilea,

possa tornare la gioia e la festa

dopo questo momento di prova

Aiutaci, Madre del Divino Amore,

a conformarci al volere del Padre

e a fare ciò che ci dirà Gesù,

che ha preso su di sé le nostre sofferenze

e si è caricato dei nostri dolori

per condurci, attraverso la croce,

alla gioia della risurrezione. Amen.

Medjugorje, 25 Agosto 2020

“Cari figli!

Questo è tempo di grazia.

Sono con voi e vi invito di nuovo, figlioli,

ritornate a Dio ed alla preghiera

affinché la preghiera diventi gioia per voi.

Figlioli non avrete né futuro né pace

finché nella vostra vita

comincerete a vivere

la conversione personale

ed il cambiamento nel bene.

Il male cesserà

e la pace regnerà nei vostri cuori

e nel mondo.

Perciò, figlioli, pregate, pregate, pregate.

Sono con voi

ed intercedo presso mio Figlio Gesù

per ciascuno di voi.

Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

Programma 22 – 30 agosto 2020

Letture: Isaia 22,19-23 / dal Salmo 137 / Romani 11,33-36

Signore, il tuo amore è per sempre.

Dal Vangelo secondo Matteo (16,13-20)

23 agosto In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti».

Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».

E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».

Allora ordinò ai discepoli di non dire ad alcuno che egli era il Cristo.

Parola del Signore

VITA ECCLESIALE

Sabato 22

18.30

+ Castelli Adriano

Vivi e defunto della famiglia Dovadola Ivano e vivi e defunti delle famiglie Dovadola – Ruffini

Domenica 23

10.30

18.30

+ Alfonso, Alma, Maria e don Orfeo

+ Emilia e Veliano Chiarini

Lunedì 24

   

Martedì 25

8.00

+ Bolognesi Gabriella e Adele

Mercoledì 26

   

Giovedì 27

18.30

+ Dovadola Ivano

Venerdì 28

   

Sabato 29

18.30

+ Emilia e Veliano Chiarini

+ Montesi Natale

Domenica 30

   

Orario Confessioni Concordare con don Pietro eventuali esigenze

(muniti di mascherina rispettando rigorosamente le distanze come predisposto)

Orario SS. Messe Feriale: Martedì e Venerdì ore 8.00

Lunedì, Mercoledì, Giovedì e Sabato ore 18.30

Festivo : ore 10.30, 18.30

Tutti i giorni ore 17.55 S. Rosario

Venerdì ore 20.30 Adorazione eucaristica

N.B. Tutte le celebrazioni sono aperte a tutti i fedeli e si possono seguire anche nel sito internet della parrocchia

Il catechismo in parrocchia resta sospeso fino a nuove disposizioni

Il catechismo in parrocchia resta sospeso fino a nuove disposizioni

Il catechismo in parrocchia resta sospeso fino a nuove disposizioni

Vivere il Mistero- Il tema della liturgia odierna è l’universalità della salvezza. Il brano evangelico pone davanti due diversi mondi culturali e religiosi. Abbiamo una donna, greca di lingua, sirofenicia di origine, e discendente di quelle popolazioni che abitavano Canaan da tempi immemorabili. C’è poi Gesù, che lungo le vie della Giudea e della Galilea predica l’avvento del Regno di Dio. Ma se andiamo più vicino ai due principali protagonisti scorgiamo altri elementi interessanti. La donna è anzitutto una madre affranta, la sua bambina infatti è seriamente malata. Quando una madre soffre per la sua creatura è disposta a tutto, non importa se Gesù è uno straniero, e per di più di religione ebraica: ella tenta l’ultima carta pur di salvare sua figlia. Non è una donna sprovveduta, però, se chiama Gesù con il titolo di Figlio di Davide, e si rivela, nell’intreccio narrativo, risoluta e coraggiosa. Inoltre, non teme il silenzio del Maestro, anzi lo sostiene convinta che dietro apparenze così dure ci sia una pietas che atteggiamenti e parole sembrano negare. Ma, fatto veramente incredibile, questa donna pagana ha qualcosa da insegnare a Gesù: l’universalità della sua missione. Sì, questa donna aiuta Gesù, dolcemente e fermamente, a non chiudersi dietro barriere etniche o teologiche in quanto è venuto per tutti, nessuno escluso, anche per i cagnolini (animali impuri). La cananea non pretende nulla, niente più che le briciole. Ma sapendo che queste le appartengono, le pretende, e con risolutezza. Gesù è ammirato e afferma che la sua fede è grande, a differenza di quella dei discepoli, che è poca. È grazie a questa fede che molti verranno da Oriente e Occidente e siederanno alla mensa di Dio per mangiare il pane del Regno (cf Mt 8Jl; Lc lal5). ln quel medesimo istante avviene il miracolo, la figlia ritrova la salute. La fede nutre, dà accesso al pane dei figli sia per l’antico popolo sia per i pagani. Questo aspetto è importantissimo, se pensiamo che Matteo scrive per una Chiesa giudeo-cristiana che faticava ad ammettere tra le sue fila i pagani convertiti. È la fede in Gesù Cristo la sola richiesta lecita e doverosa e non tanto l’osservanza della Legge mosaica. Ma non è tutto’ Nel nostro episodio emerge anche una lezione missionaria: certamente Gesù è il Messia di Israele, tuttavia egli è stato aperto a quanti hanno creduto in lui. Può forse, allora, la Chiesa chiudere le proprie porte a quanti desiderano convertirsi al Vangelo? Può forse la Chiesa impedire o porre limiti all’irradiamento del Regno? Sarebbe un controsenso e un venir meno alla sua identità e vocazione. Con questo episodio Matteo mette anche in evidenza una considerazione più volte espressa lungo la sua narrazione: spesso si trova più fede tra coloro che sembrano pagani che all’interno della stessa comunità credente. I Magi, ad esempio, sono venuti da lontano per adorare il nato re di Israele (cf Mt 2), un centurione pagano (cf Mt 8,10) e persino i niniviti si sono rivelati più disponibili di «questa generazione», afferma Gesù (cf 12,39ss). La Chiesa deve, perciò, vigilare contro l’auto-sicurezza religiosa e verificarsi al suo interno prima di portarsi sulle strade dell’annuncio. Il vero annuncio scaturisce dalla testimonianza. Abbiamo visto come l’audacia della cananea sia stata lodata da Gesù; in quel dialogo serrato, egli ha rivisto la sua posizione teologica: la sua missione non è rivolta solo alla casa di Israele, ma al mondo intero. Gesù è davvero un rabbi singolare; non solo perché è aperto verso tutte le categorie sociali, ma anche perché incontra, dialoga e impara persino dalle donne. E questo sorprende quando sappiamo che la donna non aveva nessuna considerazione nella cultura del tempo. Anzi, c’era una corrente rabbinica che sosteneva che era preferibile bruciare la Torà piuttosto che insegnarla ad una donna.

Anno : A

Agosto 2020

LA VITA DELLA COMUNITA’

Domenica 23

XXI del T.O.

S. Messe alle ore 10.30 e 18.30 (NO alle 8.00)

Lunedì 24

S. Bartolomeo ap.

S. Messa ad orario feriale

Venerdì 28

S. Agostino

Ore 20.30 (S. Paolo) : Adorazione Eucaristica

Sabato 29

Martirio di

S. Giovanni B.

S. Messa ad orario feriale

Ore 9.00 in poi (oratorio) : Inizio sistemazione spazi in preparazione alla “Festa della Ripresa”

Domenica 30

XXII del T.O.

S. Messe alle ore 10.30 e 18.30 (NO alle 8.00)

Nota. Da lunedì 18 maggio sono riprese le celebrazioni con il popolo.

La S. Mesa feriale è secondo il solito orario e quella festiva come indicato nel riquadro sopra. Dovranno ovviamente essere rispettate tutte le disposizioni di legge (distanziamento, mascherine, ecc..).

Alla scuola di Gesù :

Lunedì

Martedì

Mercoledì

Giovedì

Venerdì

Sabato

Gv 1,45-51

Mt 23,23-26

Mt 23,27-32

Mt 24,42-51

Mt 25,1-13

Mt 6,17-19

Vivere il Mistero- Alla domanda di Gesù sull’opinione che la gente si è fatta su di lui, i discepoli riflettono una difficoltà che ancor oggi viviamo: non riconoscere il Maestro per ciò che egli è veramente. Per alcuni, Gesù viene identificato con Giovanni il Battista, il grande precursore e asceta, l’uomo dall’elevato e coerente profilo morale. Ora, certamente Gesù è stato un grande asceta come pure un Maestro che ha posto la giustizia a fondamento del suo insegnamento. Ma questi due aspetti, seppur importanti, non dicono ancora tutto di lui. Egli non ha disdegnato di sedere a mensa, persino con pubblici peccatori, e per quanto riguarda la giustizia divina ha rivelato che questa ha la sua pienezza nella misericordia. Gesù non è Giovanni Battista. Elia, il grande profeta che lottò contro ogni forma di idolatria e sincretismo, ebbe uno zelo così radicale per il ripristino della purezza della fede che arrivò ad uccidere ben cinquecento sacerdoti di Baal. Gesù, che è il più grande profeta, si distingue da Elia perché non ha mai voluto annientare nessuno. Anzi, si è fatto lui annientare per amore. Gesù non è Elia. Geremia, infine, è l’icona dell’uomo giusto che soffre. Anche Gesù ha percorso la strada del dolore, ma non l’ha mai glorificato. Gesù non è venuto per insegnarci la rassegnazione al dolore e al male, ma per indicarci la via del loro riscatto e superamento. Gesù ha indicato agli uomini la strada della beatitudine e della pace. Gesù non è Geremia. Se alla prima domanda avevano risposto tutti, alla seconda, più diretta, «voi, chi dite che io sia?», risponde solo Simon Pietro, il quale afferma: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». Chi è Gesù? Il Messia liberatore, colui che guida alla libertà; il Figlio del Dio vivente (theòs zòon), del Dio cioè che vive e crea, che opera nella storia guidandola a fini di salvezza, il Dio che ha risuscitato Gesù (la formula riprende senza dubbio una convinzione della Chiesa di Matteo). La professione di fede petrina è perciò completa. È significativo osservare che queste parole torneranno sulla bocca del sommo sacerdote durante la Passione. Davanti alla confessio di Pietro, Gesù afferma tre cose: in primis lo proclama beato perché oggetto di una rivelazione particolare del Padre, promessa in antecedenza ai piccoli. Poi formula una promessa: Simone sarà la pietra di fondazione all’edificio della Chiesa, come Abramo fu la roccia da cui uscì Israele. E, per continuare il confronto, se Abram divenne Abramo così ora Simone diviene Pietro. Poi Gesù conferisce a Pietro un’autorità in seno alla comunità cristiana (chiavi). Legare-sciogliere sono, infine, il simbolo giuridico che concretizza il potere delle chiavi. «Legare-sciogliere» significa interpretare il Vangelo dentro i vari contesti della storia, ammettere o escludere dalla stessa comunità cristiana, dichiarare autorevolmente ciò che è conforme o no a Cristo. Innegabile l’autorità che Gesù conferisce a Pietro. Ma bisogna fare al riguardo alcune precisazioni.

1– La scelta gratuita di Gesù. Pietro non ha meriti particolari, non è un eroe della fede, eppure Gesù lo sceglie affinché possa confermare i suoi fratelli.

2 – La fede come dono. Pietro fa la sua confessione di fede in Gesù, ma questa confessione non scaturisce dalla carne o dal sangue ma è una rivelazione di Dio. Pietro è gratificato dal dono di Dio.

3 – L’autorità di Pietro. Quando Matteo redige il suo Vangelo, Pietro è morto da circa vent’anni. Ciò significa che Matteo afferma implicitamente che il suo racconto si appella all’autorità dell’Apostolo, la sola che possa dare unità e coesione alla Chiesa di Cristo. Nota Bruno Maggioni: «L’autorità di Pietro è vicaria: Pietro è immagine di un altro, di Cristo, che è il vero Signore della Chiesa, ma proprio perché immagine di Cristo, l’autorità di Pietro è piena e indiscussa, sottratta persino alla sua personale santità».

Preghiera di Papa Francesco

O Maria,

tu risplendi sempre nel nostro cammino

come segno di salvezza e di speranza.

Noi ci affidiamo a te, Salute dei malati,

che presso la croce

sei stata associata al dolore di Gesù,

mantenendo ferma la tua fede.

Tu, Salvezza del popolo romano,

sai di che cosa abbiamo bisogno

e siamo certi che provvederai

perché, come a Cana di Galilea,

possa tornare la gioia e la festa

dopo questo momento di prova

Aiutaci, Madre del Divino Amore,

a conformarci al volere del Padre

e a fare ciò che ci dirà Gesù,

che ha preso su di sé le nostre sofferenze

e si è caricato dei nostri dolori

per condurci, attraverso la croce,

alla gioia della risurrezione. Amen.

Programma 15 – 23 agosto 2020

Letture: Isaia 56,1.6-7 / dal Salmo 66 / Romani 11,13-15.29-32

Popoli tutti, lodate il Signore.

Dal Vangelo secondo Matteo (15,21-28)

16 agosto In quel tempo, partito di là, Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidòne. Ed ecco una donna Cananèa, che veniva da quella regione, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio». Ma egli non le rivolse neppure una parola.

Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: «Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!». Egli rispose: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele».

Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: «Signore, aiutami!». Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». «È vero, Signore – disse la donna –, eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni».

Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri». E da quell’istante sua figlia fu guarita.

Parola del Signore

VITA ECCLESIALE

Sabato 15 18.30
Domenica 16 10.30

18.30

+ Berardi Francesco, Maria, Demo e Luigi

+ Trombetti Franco e Bendini Giulia

Ricordare il santo del giorno (San Rocco)

Lunedì 17
Martedì 18
Mercoledì 19 18.30 + Pizzichillo Francesco e Dino e deff. della famiglia
Giovedì 20 18.30 + Ballardini Cesira, Pio Francesco e Olinda

+ Marcantuono Vincenzo, Cappetta Antonietta, Passarelli Filippo, Iannece Giuseppe e Giuseppina

Venerdì 21 8.00 + Marcantuono Vincenzo

+ Antonio

Sabato 22 18.30 + Castelli Adriano

Vivi e defunto della famiglia Dovadola Ivano e vivi e defunti delle famiglie Dovadola – Ruffini

Domenica 23 18.30 + Emilia e Veliano Chiarini

Orario Confessioni Concordare con don Pietro eventuali esigenze

(muniti di mascherina rispettando rigorosamente le distanze come predisposto)

Orario SS. Messe

Feriale: Martedì e Venerdì ore 8.00

Lunedì, Mercoledì, Giovedì e Sabato ore 18.30

Festivo : ore 10.30, 18.30

Tutti i giorni ore 17.55 S. Rosario

Venerdì ore 20.30 Adorazione eucaristica

N.B. Tutte le celebrazioni sono aperte a tutti i fedeli e si possono seguire anche nel sito internet della parrocchia

Il catechismo in parrocchia resta sospeso fino a nuove disposizioni

Anno : A

Agosto 2020

LA VITA DELLA COMUNITA’

Domenica 16

XX del T.O.

S. Messe alle ore 10.30 e 18.30 (NO alle 8.00)
Venerdì 21 Ore 20.30 (S. Paolo) : Adorazione Eucaristica
Sabato 22

B.V.Maria regina

S. Messa ad orario feriale
Domenica 23

XXI del T.O.

S. Messe alle ore 10.30 e 18.30 (NO alle 8.00)

Nota. Da lunedì 18 maggio sono riprese le celebrazioni con il popolo.

La S. Mesa feriale è secondo il solito orario e quella festiva come indicato nel riquadro sopra. Dovranno ovviamente essere rispettate tutte le disposizioni di legge (distanziamento, mascherine, ecc..).

Alla scuola di Gesù :
Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì Venerdì Sabato
Mt 19,16-22 Mt 19,23-30 Mt 20,1-16 Mt 22,1-14 Mt 22,34-40 Mt 23,1-12
Preghiera di Papa Francesco
O Maria,

tu risplendi sempre nel nostro cammino

come segno di salvezza e di speranza.

Noi ci affidiamo a te, Salute dei malati,

che presso la croce

sei stata associata al dolore di Gesù,

mantenendo ferma la tua fede.

Tu, Salvezza del popolo romano,

sai di che cosa abbiamo bisogno

e siamo certi che provvederai

perché, come a Cana di Galilea,

possa tornare la gioia e la festa

dopo questo momento di prova

Aiutaci, Madre del Divino Amore,

a conformarci al volere del Padre

e a fare ciò che ci dirà Gesù,

che ha preso su di sé le nostre sofferenze

e si è caricato dei nostri dolori

per condurci, attraverso la croce,

alla gioia della risurrezione. Amen.

Vivere il Mistero- Il tema della liturgia odierna è l’universalità della salvezza. Il brano evangelico pone davanti due diversi mondi culturali e religiosi. Abbiamo una donna, greca di lingua, sirofenicia di origine, e discendente di quelle popolazioni che abitavano Canaan da tempi immemorabili. C’è poi Gesù, che lungo le vie della Giudea e della Galilea predica l’avvento del Regno di Dio. Ma se andiamo più vicino ai due principali protagonisti scorgiamo altri elementi interessanti. La donna è anzitutto una madre affranta, la sua bambina infatti è seriamente malata. Quando una madre soffre per la sua creatura è disposta a tutto, non importa se Gesù è uno straniero, e per di più di religione ebraica: ella tenta l’ultima carta pur di salvare sua figlia. Non è una donna sprovveduta, però, se chiama Gesù con il titolo di Figlio di Davide, e si rivela, nell’intreccio narrativo, risoluta e coraggiosa. Inoltre, non teme il silenzio del Maestro, anzi lo sostiene convinta che dietro apparenze così dure ci sia una pietas che atteggiamenti e parole sembrano negare. Ma, fatto veramente incredibile, questa donna pagana ha qualcosa da insegnare a Gesù: l’universalità della sua missione. Sì, questa donna aiuta Gesù, dolcemente e fermamente, a non chiudersi dietro barriere etniche o teologiche in quanto è venuto per tutti, nessuno escluso, anche per i cagnolini (animali impuri). La cananea non pretende nulla, niente più che le briciole. Ma sapendo che queste le appartengono, le pretende, e con risolutezza. Gesù è ammirato e afferma che la sua fede è grande, a differenza di quella dei discepoli, che è poca. È grazie a questa fede che molti verranno da Oriente e Occidente e siederanno alla mensa di Dio per mangiare il pane del Regno (cf Mt 8Jl; Lc lal5). ln quel medesimo istante avviene il miracolo, la figlia ritrova la salute. La fede nutre, dà accesso al pane dei figli sia per l’antico popolo sia per i pagani. Questo aspetto è importantissimo, se pensiamo che Matteo scrive per una Chiesa giudeo-cristiana che faticava ad ammettere tra le sue fila i pagani convertiti. È la fede in Gesù Cristo la sola richiesta lecita e doverosa e non tanto l’osservanza della Legge mosaica. Ma non è tutto’ Nel nostro episodio emerge anche una lezione missionaria: certamente Gesù è il Messia di Israele, tuttavia egli è stato aperto a quanti hanno creduto in lui. Può forse, allora, la Chiesa chiudere le proprie porte a quanti desiderano convertirsi al Vangelo? Può forse la Chiesa impedire o porre limiti all’irradiamento del Regno? Sarebbe un controsenso e un venir meno alla sua identità e vocazione. Con questo episodio Matteo mette anche in evidenza una considerazione più volte espressa lungo la sua narrazione: spesso si trova più fede tra coloro che sembrano pagani che all’interno della stessa comunità credente. I Magi, ad esempio, sono venuti da lontano per adorare il nato re di Israele (cf Mt 2), un centurione pagano (cf Mt 8,10) e persino i niniviti si sono rivelati più disponibili di «questa generazione», afferma Gesù (cf 12,39ss). La Chiesa deve, perciò, vigilare contro l’auto-sicurezza religiosa e verificarsi al suo interno prima di portarsi sulle strade dell’annuncio. Il vero annuncio scaturisce dalla testimonianza. Abbiamo visto come l’audacia della cananea sia stata lodata da Gesù; in quel dialogo serrato, egli ha rivisto la sua posizione teologica: la sua missione non è rivolta solo alla casa di Israele, ma al mondo intero. Gesù è davvero un rabbi singolare; non solo perché è aperto verso tutte le categorie sociali, ma anche perché incontra, dialoga e impara persino dalle donne. E questo sorprende quando sappiamo che la donna non aveva nessuna considerazione nella cultura del tempo. Anzi, c’era una corrente rabbinica che sosteneva che era preferibile bruciare la Torà piuttosto che insegnarla ad una donna.

Programma 8-16 agosto 2020

Preghiera di Papa Francesco

O Maria,

tu risplendi sempre nel nostro cammino

come segno di salvezza e di speranza.

Noi ci affidiamo a te, Salute dei malati,

che presso la croce

sei stata associata al dolore di Gesù,

mantenendo ferma la tua fede.

Tu, Salvezza del popolo romano,

sai di che cosa abbiamo bisogno

e siamo certi che provvederai

perché, come a Cana di Galilea,

possa tornare la gioia e la festa

dopo questo momento di prova

Aiutaci, Madre del Divino Amore,

a conformarci al volere del Padre

e a fare ciò che ci dirà Gesù,

che ha preso su di sé le nostre sofferenze

e si è caricato dei nostri dolori

per condurci, attraverso la croce,

alla gioia della risurrezione. Amen.

Vivere il Mistero
Alla moltiplicazione dei pani la tradizione evangelica accosta il miracolo di Gesù che cammina sulle acque. L’intento teologico è chiaro: colui che ha sfamato Israele nel deserto, è colui che apre un cammino al suo popolo nel mare. Gli antichi prodigi trovano così in Gesù un perfetto compimento. Che poi Gesù cammini sulle acque (aspetto ripreso ben 4 volte nel nostro brano), significa che egli ha vinto la morte e ha potere sui suoi effetti devastanti, quali il dolore, la paura, l’angoscia e il terrore. Ma il centro del brano domina la sua auto-rivelazione: «Coraggio, sono io, non abbiate paura». La pericope evangelica si può dividere in quattro unità: Gesù che inizialmente si separa dai discepoli; poi la sua venuta e la sua manifestazione; quindi Gesù che chiama Pietro a camminare sulle acque; infine la professione di fede dei discepoli. Dopo la moltiplicazione dei pani, Gesù si ritira tutto solo sul monte in preghiera. Perché? Molte sono le possibili risposte. Il ritiro nel silenzio risponde ad un intento preciso. Sì, ha sfamato il popolo con il pane, compiendo così un segno messianico. Ma attenzione, il suo messianismo non cammina nella direzione della gloria ma dell’umiliazione, non della potenza ma della volontà di Dio. Gesù, quindi, smorza ogni facile entusiasmo e si rimette alla logica del Padre (quella della croce). Al segno del pane succede, quindi, il segno del suo ritiro nel silenzio. Questo provoca sconcerto tra i suoi; in più, la barca è agitata dalle onde e il vento è contrario. Ma Gesù offre un terzo segno: alla quarta veglia della notte (tra le tre e le sei del mattino) si manifesta ai discepoli camminando verso di loro sulle acque del mare. Egli è il Kyrios, vincitore della morte, la cui presenza dissipa ogni tenebra. Ha scritto G. Gaide: «Forse non è per caso che all’episodio di Gesù che cammina sulle acque segua immediatamente la moltiplicazione dei pani, come l’agonia l’istituzione dell’Eucaristia: la moltiplicazione dei pani prefigura l’Eucaristia, nutrimento per l’uomo che cammina nella notte della fede». Se è vero che l’apparire di Gesù è salvifico, la prova più evidente è che la persona stessa sia salvata, È in questo orizzonte che comprendiamo la domanda di Pietro: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque». Una domanda che è pervasa dal dubbio («5e sei tu») ma che trova risposta affermativa in Gesù, il quale invita: «Vieni!». E Pietro, effettivamente, fa quello che ha fatto Gesù, ma deve tenere fisso lo sguardo sul Maestro, altrimenti, come accade, sprofonda nelle sue paure. Di qui il grido: «Signore, salvami». E Gesù stende la sua mano, ma allo stesso istante riprende Pietro rimproverandogli la sua poca fede: «Uomo di poca fede (oligòpistos), perché hai dubitato?». La fede di Pietro è davvero poca, ma non solo, è pervasa anche dal dubbio fino a manifestarsi come incredulità. È significativo un fatto, che proprio Pietro sia stato scelto da Gesù come roccia per la Chiesa. Cosa significa? Che a rendere Pietro una roccia non sarà tanto la solidità della sua fede quanto [‘elezione del Signore. Ma c’è un altro aspetto che emerge dall’episodio. Quando Pietro è chiamato da Gesù, questi avanza deciso sull’acqua; in quel momento la sua oligopistia (poca fede) è occultata; quando invece il vento e le onde lo investono, la sua oligopistia è manifestata. Sì, la fede del cristiano è sempre poca ma racchiude, come il piccolo seme di senapa, una grande possibilità. Basta aprirsi, come abbiamo rilevato, all’invocazione e alla mano che Cristo sempre porge ai suoi discepoli.

09 agosto

Letture: 1Re 19,9a.11-13 / dal Salmo 84 / Romani 9,1-5
Mostraci, Signore, la tua misericordia.

Dal Vangelo secondo Matteo (14,22-33)

[Dopo che la folla ebbe mangiato], subito Gesù costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, finché non avesse congedato la folla. Congedata la folla, salì sul monte, in disparte, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava lassù, da solo.

La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde: il vento infatti era contrario. Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare. Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: «È un fantasma!» e gridarono dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro dicendo: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!».

Pietro allora gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque». Ed egli disse: «Vieni!». Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma, vedendo che il vento era forte, s’impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!». E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?».

Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a lui, dicendo: «Davvero tu sei Figlio di Dio!».

Parola del Signore

VITA ECCLESIALE

Sabato 08

18.30

+ Lo Re Giuseppe

36° di matrimonio di : Vincenzo Amodeo

e : Vita Di Liberto

Domenica 09

10.30

+ Becca Luigi

Lunedì 10

18.30

+ Geminiani Guido e Mongardi Giovanna

Martedì 11

8.00

+ Lorenzo e Pellegrina

Mercoledì 12

18.30

+ Per una persona vivente che deve subire un intervento

Giovedì 13

18.30

+ Chiarini Italo e Maria Elena

Venerdì 14

   

Sabato 15

   

Domenica 16

10.30

+ Berardi Francesco, Maria, Demo e Luigi

+ Trombetti Franco e Bendini Giulia

.

Orario Confessioni Concordare con don Pietro eventuali esigenze

(muniti di mascherina rispettando rigorosamente le distanze come predisposto)

Orario SS. Messe Feriale : Martedì e Venerdì ore 8.00

Lunedì, Mercoledì, Giovedì e Sabato ore 18.30

Festivo : ore 10.30, 18.30

Tutti i giorni ore 17.55 S. Rosario

Venerdì ore 20.30 Adorazione eucaristica

N.B. Tutte le celebrazioni sono aperte a tutti i fedeli e si possono seguire anche nel sito internet della parrocchia

Avviso. Sabato prossimo 15 agosto solennità dell’Assunzione della B.V. Maria la S. Messa vespertina delle 18.30 è del giorno della festa e NON della Domenica seguente.

Nota. Da lunedì 18 maggio sono riprese le celebrazioni con il popolo.

La S. Mesa feriale è secondo il solito orario e quella festiva come indicato nel riquadro sopra. Dovranno ovviamente essere rispettate tutte le disposizioni di legge (distanziamento, mascherine, ecc..).

Alla scuola di Gesù :

Lunedì

Martedì

Mercoledì

Giovedì

Venerdì

Sabato

Gv 12,24-26

Mt 18,1-5. 10.12-14

Mt 18,15-20

Mt 18,21-19,1

Mt 19,3-12

Lc 1,39-56

Il catechismo in parrocchia resta sospeso fino a nuove disposizioni

Anno : A

Agosto 2020

LA VITA DELLA COMUNITA’

Domenica 09

XIX del T.O.

S. Messe alle ore 10.30 e 18.30 (NO alle 8.00)

Lunedì 10

S.Lorenzo

S. Messa ad orario feriale

Martedì 11

Santa Chiara

S. Messa ad orario feriale

Ore 21.00 (Madonna del Molino) : Pellegrinaggio al Santuario lughese e S. Messa nella Novena in preparazione alla solennità dell’Assunzione

Giovedì 13

S. Cassiano m.

S. Messa ad orario feriale

Ore 10.30 (Cattedrale) : S. Messa solenne

Venerdì 14

San M. M. Kolbe

Ore 20.30 (S. Paolo) : Adorazione Eucaristica

Sabato 15

Assunzione della B.V.Maria

S. Messe alle ore 10.30 e 18.30 (NO alle 8.00)

Domenica 16

XX del T.O.

S. Messe alle ore 10.30 e 18.30 (NO alle 8.00)

Programma 1-8 Agosto 2020

Preghiera di Papa Francesco

O Maria,

tu risplendi sempre nel nostro cammino

come segno di salvezza e di speranza.

Noi ci affidiamo a te, Salute dei malati,

che presso la croce

sei stata associata al dolore di Gesù,

mantenendo ferma la tua fede.

Tu, Salvezza del popolo romano,

sai di che cosa abbiamo bisogno

e siamo certi che provvederai

perché, come a Cana di Galilea,

possa tornare la gioia e la festa

dopo questo momento di prova

Aiutaci, Madre del Divino Amore,

a conformarci al volere del Padre

e a fare ciò che ci dirà Gesù,

che ha preso su di sé le nostre sofferenze

e si è caricato dei nostri dolori

per condurci, attraverso la croce,

alla gioia della risurrezione. Amen.

Vivere il Mistero- Gesù si ritira nuovamente dopo aver appreso la notizia della morte di Giovanni Battista. E nuovamente le folle lo seguono. Per alcuni esegeti, Gesù inaugura un nuovo esodo, per questo esce portando con sé i discepoli e le folle, primizia della nuova umanità. Gesù è il vero pastore, colui che conduce le greggi ai pascoli della vita e cura le loro ferite mosso da viscere di compassione. Matteo scrive che guarì quanti erano infermi, incapaci cioè di stare in piedi. Qui emerge un tratto singolare di Gesù; egli è consapevole di essere il pastore messianico, come pure è cosciente del potere (exousia) che Dio gli ha conferito. Ma questo non lo innalza sulle persone, al contrario. Se l’uomo davanti all’infermità del prossimo è pronto a sfruttarla per asservire, Gesù, invece, è pronto a servire con dedizione sincera e totale. Ma cosa significa che Gesù prova «compassione»? La compassione è un sentimento ricco di sfumature; provare compassione significa sentirsi coinvolti e responsabili del prossimo. È a partire dalla compassione (cum-pati) che si comprendono tutte le azioni di Gesù che Matteo ci descrive con precisione. Sul far della sera, i discepoli invitano Gesù a congedare la folla affinché possa ritornare nei villaggi per comprarsi da mangiare. Gesù risponde loro: “Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare“. Il Maestro, vuole che si operi semplicemente una sostituzione: al verbo «comperare» con il verbo «condividere». La condivisione è la nuova logica che deve caratterizzare il vissuto degli uomini, dove ognuno è coinvolto in modo cordiale e responsabile nel bisogno del suo prossimo. Il poco di alcuni (cinque pani e due pesci) può divenire molto per tutti. Il «comprare» segue le logiche del mercato e crea gli abbienti e i poveri. Il «condividere» instaura, invece, rapporti solidali e fraterni. Osserviamo ora le azioni di Gesù, semplicissime ma estremamente significative. Anzitutto egli prende ciò che c’è, non importa se poco. Poi alza lo sguardo verso il cielo e benedice il Padre. Attenzione: Gesù non si lamenta per ciò che manca, per ciò che non ha, ma rende lode per ciò che ha (non importa se poco). La riconoscenza di Gesù apre così la via al dono di Dio, da cui discende ogni bene. Gesù non chiede al Padre il cibo per saziare sé stesso ma le folle. Gesù innalza la sua riconoscenza non per aver qualcosa da mangiare, ma per avere qualcosa da donare. Questo, se vogliamo, è il cuore dell’Eucaristia (a cui questo brano ci rimanda). Nell’Eucaristia noi scopriamo quanto siamo diversi dal Maestro; mentre noi tendiamo ad impossessarci sempre più dei doni di Dio a nostro consumo, Gesù fa di se stesso un dono agli altri. Per Gesù ogni dono di Dio (e lui si è auto-compreso come dono del Padre) diviene la possibilità di donare agli altri, rendendo grazie e abbandonandosi con fiducia a Colui che, con la sua provvidenza, sostiene e accompagna ogni creatura. La logica del dono compie la grande utopia: il pane per tutti e in abbondanza. Matteo nota che di questo pane ne avanzano dodici ceste. Com’è noto, il numero dodici rimanda alle tribù di Israele. Ma non solo: se vogliamo, dodici sono anche i mesi dell’anno. Allora, non solo pane in abbondanza per tutti, come abbiamo detto, ma anche pane in abbondanza per sempre. Ma c’è un altro dato. Matteo ci parla di cinquemila uomini senza contare le donne e i bambini. Cinquemila è un numero caro anche a Luca che in Atti 4,4 osserva che alla predicazione apostolica cinquemila uomini giunsero alla fede. Va formandosi la comunità cristiana, dove, non a caso, tutto era comune e nessuno era nel bisogno (cf At 2,45).

02 agosto

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XVIII del T. Ordinario

02 agosto 2020

n. XI / 36

Letture: Isaia 55,1-3 / dal Salmo 144 / Romani 8,35-37

Apri la tua mano, Signore, e sazia ogni vivente

Dal Vangelo secondo Matteo (14,13-21)

In quel tempo, avendo udito [della morte di Giovanni Battista], Gesù partì di là su una barca e si ritirò in un luogo deserto, in disparte.

Ma le folle, avendolo saputo, lo seguirono a piedi dalle città. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro e guarì i loro malati.

Sul far della sera, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare». Ma Gesù disse loro: «Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare». Gli risposero: «Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!». Ed egli disse: «Portatemeli qui».

E, dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull’erba, prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla.

Tutti mangiarono a sazietà, e portarono via i pezzi avanzati: dodici ceste piene. Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini.

Parola del Signore

VITA ECCLESIALE

Sabato 01

18.30

+ Buldrini Natalina e Maurizio

Domenica 02

10.30

+ Gattucci Stefano

+ Giuseppe e Maria Cecchini

Per una persona (vivente)

Lunedì 03

18.30

+ Capucci Giuseppa e Foschini Iref

Martedì 04

8.00

Deff. cg. Giacometti – Mussino – De Giovanni

+ Ruffini Armanda

Mercoledì 05

18.30

Secondo le intenzioni di due persone

Giovedì 06

18.30

+ Pilani Enzo

Venerdì 07

8.00

+ Penazzi Natale e deff. della famiglia

Sabato 08

18.30

+ Lo Re Giuseppe

Domenica 09

10.30

+ Becca Luigi

.

Orario Confessioni Concordare con don Pietro eventuali esigenze

(muniti di mascherina rispettando rigorosamente le distanze come predisposto)

Orario SS. Messe Feriale : Martedì e Venerdì ore 8.00

Lunedì, Mercoledì, Giovedì e Sabato ore 18.30

Festivo : ore 10.30, 18.30

Tutti i giorni ore 17.55 S. Rosario

Venerdì ore 20.30 Adorazione eucaristica

N.B. Tutte le celebrazioni sono aperte a tutti i fedeli e si possono seguire anche nel sito internet della parrocchia

Nota. Da lunedì 18 maggio sono riprese le celebrazioni con il popolo.

La S. Mesa feriale è secondo il solito orario e quella festiva come indicato nel riquadro sopra. Dovranno ovviamente essere rispettate tutte le disposizioni di legge (distanziamento, mascherine, ecc..).

Alla scuola di Gesù :

Lunedì

Martedì

Mercoledì

Giovedì

Venerdì

Sabato

Mt 14,22-36

Mt 15,1-2.10-14

Mt 15,21-28

Mt 17,1-9

Mt 16,24-28

Mt 17,14-20

Il catechismo in parrocchia resta sospeso fino a nuove disposizioni

Anno : A

Agosto 2020

LA VITA DELLA COMUNITA’

Domenica 02

XVIII del T.O.

“Perdono d’Assisi” per tutta la giornata

S. Messe alle ore 10.30 e 18.30 (NO alle 8.00)

Martedì 04

S. Giovanni M. Vianney

S. Messa ad orario feriale

Giovedì 06

Trasf. del Signore

S. Messa ad orario feriale

Venerdì 07

Primo venerdì del mese – Comunione ai malati

Ore 20.30 (S. Paolo) : Adorazione Eucaristica

Domenica 09

XIX del T.O.

S. Messe alle ore 10.30 e 18.30 (NO alle 8.00)

PER RICEVERE L’INDULGENZA PLENARIA DEL PERDONO DI ASSISI

(per sé o per i defunti)

Tale indulgenza è lucrabile, per sé o per le anime del Purgatorio, da tutti i fedeli quotidianamente, per una sola volta al giorno, per tutto l’anno in quel santo luogo e, per una volta sola, da mezzogiorno del 1° Agosto alla mezzanotte del giorno seguente, visitando una qualsiasi altra chiesa francescana o basilica minore o chiesa cattedrale o parrocchiale.

Le condizioni per acquistare il Perdono sono quelle prescritte per tutte le indulgenze plenarie:

  • Confessione sacramentale per essere in grazia di Dio (negli otto giorni preced. o seg.)
  • Partecipazione alla Messa e Comunione Eucaristica;
  • Visita alla chiesa della Porziuncola (o un’altra chiesa francescana o chiesa

parrocchiale), per recitare alcune preghiere;

In particolare:

Il CREDO, per riaffermare la propria identità cristiana;

Il PADRE NOSTRO,per riaffermare la propria dignità di figli di Dio,ricevuta nel Battesimo;

UNA PREGHIERA SECONDO LE INTENZIONI DEL PAPA (ad esempio Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre), per riaffermare la propria appartenenza alla Chiesa, il cui fondamento e centro visibile di unità è il Romano Pontefice.

Fu canonizzata il 7 ottobre 1391. Un data mariana anch’essa, come si può vedere. Nella Bolla di canonizzazione si affermava che la santa “per grazia dello Spirito Santo meritò di vedere visioni, di udire rivelazioni e di predire molte cose con spirito profetico”, riconoscendo quindi alla mistica svedese il carisma della profezia, raramente affibbiato a una donna nella storia della Chiesa.

Medjugorje, 25 luglio 2020


“Cari figli!

In questo tempo inquieto

in cui il diavolo miete le anime

per attirarle a sé,

vi invito alla preghiera perseverante

affinché nella preghiera

scopriate il Dio d’amore e di speranza.

Figlioli, prendete la croce fra le mani.

Essa sia per voi d’incoraggiamento

che l’amore vince sempre

in modo particolare adesso

che la croce e la fede sono rifiutate.

Voi siate il riflesso e l’esempio

con le vostre vite

che la fede e la speranza sono ancora vive

ed è possibile un nuovo mondo di pace.

Io sono con voi

e intercedo per voi davanti a mio Figlio Gesù.

Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”