Letture: Isaia 58,7-10 / Salmo 111 / 1Cor 2,1-5
Il giusto risplende come luce.
Dal Vangelo secondo Matteo (5,13-16)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.
Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».
Parola del Signore.
VITA ECCLESIALE
| Sabato 07 | 18.00 | Anniversario di consacrazione nella comunità dei Figli di Dio
+ Antonia e Pietro |
| Domenica 08 | 10.30
18.00 |
+ D’Arco Maria
+ Dante Poggiali + Brignani Adriano |
| Lunedì 09 | 8.00 | Intenzione seminario |
| Martedì 10 | 8.00 | (R) |
| Mercoledì 11 | 18.00 | + Foschini Iref e Giuseppa
+ Preti Giovannino e Costa Marisa |
| Giovedì 12 | 18.00 | + Buldrini Antonio, Maria e deff. della famiglia |
| Venerdì 13 | 8.00 | Intenzione seminario |
| Sabato 14 | 18.00 | (R) |
| Domenica 15 | 10.30
18.00 |
Pro populo
+ Marianna Servidori |
Orario Confessioni Venerdì ore 9.00 – 10.00 (don Fabio)
S. Paolo Sabato ore 16.45 17.45 (don Fabio)
Domenica ore 9.45 – 10.15 (don Fabio)
N.B. Concordare con don Fabio eventuali esigenze.
Chiesa della Conversione di S. Paolo Apostolo
Orario SS. Messe Feriale: Lunedì, Martedì e Venerdì ore 8.00
Mercoledì, Giovedì ore 18.00 Lunedì (Oratorio) ore 18.30
Prefestiva ore 18.00 Festiva ore 10.30 e 18.00
Tutti i giorni [escluso venerdì] ore 17.25 S. Rosario
Venerdì ore 17.30 Adorazione eucaristica e S. Rosario
Chiesa di S. Giacomo Apostolo – Fruges
Orario SS. Messe Feriale dal Lunedì al Venerdì ore 18.30
Prefestiva ore 16.30 Festiva ore 8.00 e 11.00
S. Rosario dal Lunedì al Venerdì ore 18.00 Sabato ore 17.30
Cappella del Seminario di Montericco
Orario SS. Messe Martedì ore 19.00 e Mercoledì ore 7.00
| Anno : A
Febbraio 2026 |
LA VITA DELLA COMUNITA’
| Domenica 08
V del T. O. |
Ss. Messe ad orario festivo (S. Paolo e S. Giacomo).
Ore 16.00 (S. Paolo) : Ultima visita guidata prima della chiusura della mostra. |
| Martedì 10 | Ore 20.45 (S.Giacomo) : Consiglio Pastorale |
| Mercoledì 11
B.V. di Lourdes |
Giornata del Malato
Ore 17.15 (C.E.M.Immacolata) : Celebrazione del Sacramento dell’Unzione degli Infermi. Ore 17.30 : S. Rosario seguito alle ore 18.00 dalla S. Messa Ore 20.30 (canonica-S.Paolo) : Prove del “Coro S. Paolo” |
| Giovedì 12 | S. Messa ad orario feriale
Ore 20.45 (canonica-S.Paolo) : Lettura comune della Parola di Dio della domenica. |
| Venerdì 13 | Ore 17.30 (S. Paolo) : Adorazione eucaristica, S. Rosario e celebrazione del Vespro. |
| Domenica 15
VI del T.O. |
Ss. Messe ad orario festivo (S. Paolo e S. Giacomo). |
In canonica in S. Paolo sono sempre disponibili le marmellate delle monache.
Visita alle famiglie con benedizione
in S. Paolo
09 – 12 febbraio
(dalle ore 14.30)
15 febbraio
(pomeriggio)
Lunedì 09 : Via Amendola (pari), Carducci (pari).
Martedì 10 : Via Baravelli.
Mercoledì 11 : Via Amendola (dispari), Carducci (dispari).
Giovedì 12 : Via Vicini.
Domenica 15 : Vicolo Caponnetto.
| Alla scuola di Gesù : | |||||||||||
| Lunedì | Martedì | Mercoledì | Giovedì | Venerdì | Sabato | ||||||
| Mc 6,53-56 | Mc 7,1-13 | Mc 7,14-23 | Mc 7,24-30 | Mc 7,31-37 | Lc 10,1-9 | ||||||
Vivere il mistero: Il brano evangelico di questa Va domenica per annum, ci aiuta a riflettere sull’identità del discepolo di Cristo. Chi è il cristiano, quali sono i tratti specifici del suo volto, come riconoscerlo? Gesù usa due immagini, semplici ed efficaci, per rispondere alla nostra domanda; due immagini tratte dalla vita quotidiana: il sale e la luce: «Voi siete il sale della terra» e più avanti «Voi siete la luce del mondo» (Mt 5,13.14). Il sale, come è risaputo, rende gustoso e conserva il cibo, mentre la luce ci avvolge, riscalda e illumina, rendendoci allo stesso istante visibili e vedenti. Notiamo, anzitutto, la forza dell’affermazione iniziale: «Voi siete». Qui Gesù non fa un’esortazione («Siate») e nemmeno un augurio («Spero che»); questa parola non è neppure un comando («Vi ordino»). Cos’è allora? Una designazione, meglio ancora una rivelazione di ciò che siamo in forza del dono della fede deposto in noi nel battesimo. La parola di Gesù vuole allora ridestare in noi questa consapevolezza: in lui siamo sale e luce del mondo. Ecco la nostra identità che forse reclama una maggiore responsabilità da parte nostra. Il sale, nella sua valenza simbolica, raccoglie un grande ventaglio di significati. Il primo è quello dell’alleanza. Nella cultura semitica c’era il cosiddetto «patto del sale» dove le persone si impegnavano ad essere solidali le une con le altre. Ancor oggi tra gli Arabi, per indicare una profonda solidarietà, si usa dire: «C’è del sale tra noi». Gesù stesso invita i suoi discepoli a «condire» con il sale le relazioni fraterne, quando afferma: «Abbiate sale in voi stessi e – meraviglioso frutto che ne consegue – siate in pace gli uni con gli altri» (Mc 9,50b). Il sale raffigura anche la sapienza (secondo significato). Difatti, lo stolto è spesso definito insipiente. Per san Bernardo, l’uomo sapiente sa valutare le cose per quello che sono, quindi, il sapiente è un uomo formato all’obiettività e all’onestà di fronte alle persone e alle situazioni della storia. Senza questa sapienza è impossibile parlare di fede (cf Gv 9). E proprio perché nella parola si misura la sapienza di un uomo o di una donna, Paolo esorta: «Il vostro parlare sia sempre gentile, sensato (condito con sale), in modo da saper rispondere a ciascuno come si deve» (Col 4,6). Il sale, infine, è sinonimo di purificazione, perché preserva dalla contaminazione e dalla corruzione. Tale dev’essere allora il cristiano nel mondo: sale che salva dal deterioramento; sale che dà sapore alla vita, che rende bella l’esistenza, perché ne conosce il segreto: Cristo e il suo Vangelo. Osservava Giobbe, nel suo lungo lamento: «Si mangia forse un cibo insipido?» (Gb 6,6). No, certamente. Sta a noi, però, scegliere giorno per giorno Colui che rende sapida la vita. Giovanni, nel Prologo teologico al suo Vangelo, ci ricorda che «il Verbo di Dio è la vera luce» (1,9), e «trasforma in luce» – aggiunge Simeone il N uovo Teologo -«coloro che illumina». Il primo significato simbolico della luce è la vita. La luce è l’elemento più immateriale e impalpabile; è, in un certo senso, la veste con la quale Dio ha avvolto le creature chiamandole all’esistenza. La luce, ed è il secondo significato, rimanda anche alla verità, la quale permette all’uomo un’autentica conoscenza di sé e di Dio; essa irrompe nella tenebra della menzogna, rischiarando il cuore dell’uomo, troppo spesso trincerato dietro le porte blindate del l’egoismo. Gesù afferma: «Voi siete la luce del mondo» (Mt 5,14). La luce deve perciò irradiarsi e si irradia mediante l’operosità dell’amore, che Isaia, nella prima lettura odierna, ricorda al suo popolo «Se toglierai di mezzo a te l’oppressione, il puntare il dito e il parlare empio, se aprirai il tuo cuore all’affamato, se sazierai l’afflitto di cuore, allora brillerà fra le tenebre la tua luce» (Is 58,9b-10). Il nostro brano pone in evidenza anche una sottile tentazione che può attraversare il credente: porre sotto il moggio, invece che sul candelabro, la luce di Cristo. C’è bisogno di coraggio oggigiorno: il coraggio della fede, per non cedere ai facili compromessi; il coraggio della coerenza, per non svendere «a Sotto prezzo» la Parola di vita; il coraggio della testimonianza appassionata, per non omologarsi al pensiero dominante. Già Nietzsche, con toni di rimprovero, diceva: «(Cari cristiani) le vostre opere dovrebbero rendere quasi superflua la Bibbia perché voi stessi dovreste costituire la Bibbia viva». Sono parole forti, provocatorie, che stimolano ad una verifica. Accogliendo la parola di Gesù (che rivela, come dicevamo, la nostra identità) e testimoniandola umilmente (è l’atteggiamento suggeritoci da Paolo nella seconda lettura), là dove l’obbedienza della vita ci chiama, renderemmo anche noi «gloria al Padre» (cf Mt 5,16). Si realizzerà allora la profezia di Zaccaria (siamo nel 520 a.C.): «ln quei giorni, dieci uomini di tutte le lingue delle nazioni afferreranno un Giudeo per il lembo del mantello e gli diranno: “Vogliamo venire con voi, perché abbiamo compreso che Dio è con voi”» (8,23). (padre Sandro Carotta)
Il Messale Romano- Terza edizione [] (di Maurizio Barba)
Contiene la «Presentazione» della Conferenza Episcopale Italiana, datata 15 agosto 1983, dove si mettono in luce le motivazioni e le caratteristiche della seconda versione italiana, i criteri per un migliore utilizzo pastorale del Messale, lo stile della celebrazione e l’arte della presidenza. Include, inoltre, le «Precisazioni» della medesima Conferenza dei vescovi italiani dove sono stabilite le norme, lasciate dal diritto generale alla sua competenza, e le particolarità dell’anno liturgico da osservarsi in Italia. Si riscontrano abbondanti formule alternative per il saluto e l’atto penitenziale, il Simbolo apostolico, in alternativa a quello Niceno-Costantinopolitano, 17 nuovi prefazi, diversi embolismi per la Preghiera eucaristica, per l’0rate fratres, per l’introduzione al Padre nostro, per lo scambio di pace, per il congedo, per le benedizioni solenni. È presente, pure un formulario di Messa per l’unzione degli infermi, le antifone alla comunione alternative per gli anni A, B, C, nel proprio del tempo, nelle solennità e nelle feste, tratte dalla lettura evangelica, le notizie agiografiche premesse ai formulari del proprio dei Santi. Nella corposa appendice si trovano: la Preghiera eucaristica V quadriforme e le due della riconciliazione, le orazioni alternative sopra le offerte e dopo la comunione per le ferie di Avvento, del tempo di Natale e di quello pasquale, le nuove collette domenicali ad libitum, ispirate al contenuto delle letture bibliche delle domeniche corrispondenti per i tre cicli, 34 collette per le ferie del tempo ordinario, nuove collette alternative per il comune della Beata Vergine Maria. Inoltre, sono presenti altri formulari per l’aspersione domenicale, per la preghiera universale, per incaricare volta per volta un fedele per la distribuzione dell’Eucaristia, l’annunzio della Pasqua per il giorno dell’Epifania. Infine, un’altra novità importante è rinvenibile nelle melodie per il rito della Messa e per gli altri riti presenti nel Messale. (2-continua)
Dal Vangelo secondo Matteo (5,1-12a)
Dal Vangelo secondo Marco (16,15-18)
Dal Vangelo secondo Giovanni (1,29-34)
Dal Vangelo secondo Matteo (3,13-17)




Dal Vangelo secondo Giovanni (1,1-18)