Programma dal 17 al 25 aprile 2021

Letture: Atti 3,13-15.17-19 / Salmo 4 / 1 Giovanni 2,1-5a

Risplenda su di noi, Signore, la luce del tuo volto.

Dal Vangelo secondo Luca (24,35-48)

In quel tempo, [i due discepoli che erano ritornati da Èmmaus] narravano [agli Undici e a quelli che erano con loro] ciò che era accaduto lungo la via e come avevano riconosciuto [Gesù] nello spezzare il pane. Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro.

Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni».

Parola del Signore

VITA ECCLESIALE

Sabato 17 18.30 + Giuseppe
Domenica 18 10.30 + Lorenzo e Antonietta Ravaglia – Torquato e Luciana Sisti
Lunedì 19
Martedì 20
Mercoledì 21 18.30 + Pacilli Antonio

+ Antonio

Giovedì 22 18.30 + Castelli Adriano

+ Brusa Sara

Venerdì 23
Sabato 24 18.30 + Dovadola Monica
Domenica 25 10.30 + Alfonso, Alma, Maria e don Orfeo

Orario Confessioni Concordare con don Pietro eventuali esigenze

(muniti di mascherina rispettando rigorosamente le distanze come predisposto)

Orario SS. Messe Feriale: Martedì e Venerdì ore 8.00

Lunedì, Mercoledì, Giovedì e Sabato ore 18.30

Festivo : ore 10.30, 18.30

Tutti i giorni ore 17.55 S. Rosario

Venerdì ore 17.30 S. Rosario e Adorazione eucaristica

N.B. Tutte le celebrazioni sono aperte a tutti i fedeli e si possono seguire anche nel sito internet della parrocchia

Il catechismo in parrocchia è ripartito a novembre secondo un calendario specifico per fasce e per gruppi

Vivere il Mistero- Il tema della liturgia odierna è l’universalità della salvezza. Il brano evangelico pone davanti due diversi mondi culturali e religiosi. Abbiamo una donna, greca di lingua, sirofenicia di origine, e discendente di quelle popolazioni che abitavano Canaan da tempi immemorabili. C’è poi Gesù, che lungo le vie della Giudea e della Galilea predica l’avvento del Regno di Dio. Ma se andiamo più vicino ai due principali protagonisti scorgiamo altri elementi interessanti. La donna è anzitutto una madre affranta, la sua bambina infatti è seriamente malata. Quando una madre soffre per la sua creatura è disposta a tutto, non importa se Gesù è uno straniero, e per di più di religione ebraica: ella tenta l’ultima carta pur di salvare sua figlia. Non è una donna sprovveduta, però, se chiama Gesù con il titolo di Figlio di Davide, e si rivela, nell’intreccio narrativo, risoluta e coraggiosa. Inoltre, non teme il silenzio del Maestro, anzi lo sostiene convinta che dietro apparenze così dure ci sia una pietas che atteggiamenti e parole sembrano negare. Ma, fatto veramente incredibile, questa donna pagana ha qualcosa da insegnare a Gesù: l’universalità della sua missione. Sì, questa donna aiuta Gesù, dolcemente e fermamente, a non chiudersi dietro barriere etniche o teologiche in quanto è venuto per tutti, nessuno escluso, anche per i cagnolini (animali impuri). La cananea non pretende nulla, niente più che le briciole. Ma sapendo che queste le appartengono, le pretende, e con risolutezza. Gesù è ammirato e afferma che la sua fede è grande, a differenza di quella dei discepoli, che è poca. È grazie a questa fede che molti verranno da Oriente e Occidente e siederanno alla mensa di Dio per mangiare il pane del Regno (cf Mt 8Jl; Lc lal5). ln quel medesimo istante avviene il miracolo, la figlia ritrova la salute. La fede nutre, dà accesso al pane dei figli sia per l’antico popolo sia per i pagani. Questo aspetto è importantissimo, se pensiamo che Matteo scrive per una Chiesa giudeo-cristiana che faticava ad ammettere tra le sue fila i pagani convertiti. È la fede in Gesù Cristo la sola richiesta lecita e doverosa e non tanto l’osservanza della Legge mosaica. Ma non è tutto’ Nel nostro episodio emerge anche una lezione missionaria: certamente Gesù è il Messia di Israele, tuttavia egli è stato aperto a quanti hanno creduto in lui. Può forse, allora, la Chiesa chiudere le proprie porte a quanti desiderano convertirsi al Vangelo? Può forse la Chiesa impedire o porre limiti all’irradiamento del Regno? Sarebbe un controsenso e un venir meno alla sua identità e vocazione. Con questo episodio Matteo mette anche in evidenza una considerazione più volte espressa lungo la sua narrazione: spesso si trova più fede tra coloro che sembrano pagani che all’interno della stessa comunità credente. I Magi, ad esempio, sono venuti da lontano per adorare il nato re di Israele (cf Mt 2), un centurione pagano (cf Mt 8,10) e persino i niniviti si sono rivelati più disponibili di «questa generazione», afferma Gesù (cf 12,39ss). La Chiesa deve, perciò, vigilare contro l’auto-sicurezza religiosa e verificarsi al suo interno prima di portarsi sulle strade dell’annuncio. Il vero annuncio scaturisce dalla testimonianza. Abbiamo visto come l’audacia della cananea sia stata lodata da Gesù; in quel dialogo serrato, egli ha rivisto la sua posizione teologica: la sua missione non è rivolta solo alla casa di Israele, ma al mondo intero. Gesù è davvero un rabbi singolare; non solo perché è aperto verso tutte le categorie sociali, ma anche perché incontra, dialoga e impara persino dalle donne. E questo sorprende quando sappiamo che la donna non aveva nessuna considerazione nella cultura del tempo. Anzi, c’era una corrente rabbinica che sosteneva che era preferibile bruciare la Torà piuttosto che insegnarla ad una donna.

Anno : B

Aprile 2021

LA VITA DELLA COMUNITA’

Domenica 18

III di Pasqua

Giornata per l’università cattolica del Sacro Cuore

Ss. Messe alle ore 10.30 e 18.30 (NO alle 8.00)

Ore 15.00 (S. Paolo) : S. Messa di Prima Comunione per un primo gruppo di bambini

Venerdì 23 Ore 17.30 (S. Paolo) : Adorazione Eucaristica
Domenica 25

IV di Pasqua

Giornata mondiale di preghiera per le Vocazioni

Ss. Messe alle ore 10.30 e 18.30 (NO alle 8.00)

Ore 10.30 (S. Paolo) : S. Messa con la partecipazione delle autorità nell’anniversario della Liberazione.

Ore 15.00 (S. Paolo) : S. Messa di Prima Comunione per un secondo gruppo di bambini

Nota. La S. Messa feriale è secondo il solito orario e quella festiva come indicato nel riquadro nella pagina accanto. Dovranno ovviamente essere rispettate tutte le disposizioni di legge (distanziamento, mascherine, ecc..).

Visita alle famiglie con Benedizione.

In questi giorni è iniziata la distribuzione ad ogni famiglia di un volantino contenente le informazioni su come comportarsi per chi desidera avere la Benedizione “Pasquale” a casa, in famiglia.

Occorre compilare il volantino e riconsegnarlo in parrocchia mettendolo nell’apposita urna posta all’ingresso della chiesa.

E’ importante indicare il proprio recapito, soprattutto un numero di telefono, mediante il quale il parroco provvederà a contattare la famiglia per concordare tempi e modi per la visita.

Alla scuola di Gesù :
Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì Venerdì Sabato
Gv 6,22-29 Gv 6,30-35 Gv 6,35-40 Gv 6,44-51 Gv 6,52-59 Gv 6,60-69

Preghiera di Papa Francesco

O Maria,

tu risplendi sempre nel nostro cammino

come segno di salvezza e di speranza.

Noi ci affidiamo a te, Salute dei malati,

che presso la croce

sei stata associata al dolore di Gesù,

mantenendo ferma la tua fede.

Tu, Salvezza del popolo romano,

sai di che cosa abbiamo bisogno

e siamo certi che provvederai

perché, come a Cana di Galilea,

possa tornare la gioia e la festa

dopo questo momento di prova

Aiutaci, Madre del Divino Amore,

a conformarci al volere del Padre

e a fare ciò che ci dirà Gesù,

che ha preso su di sé le nostre sofferenze

e si è caricato dei nostri dolori

per condurci, attraverso la croce,

alla gioia della risurrezione. Amen.

Vivere il Mistero- Può sembrare strano, ma l’incontro con il signore risorto lascia i vari interlocutori scettici e dubbiosi. Persino la gioia sembra causa d’incredulità. Gesù ne è consapevole, e davanti al turbamento dei suoi apre loro la mente all’intelligenza delle Scritture. L'”apertura” delle Scritture provoca anche l’apertura della mente, del cuore e degli occhi. Il credente, alla luce della rivelazione, ha esperienza del Signore vivo e vero dentro un coinvolgimento radicale del suo essere. Solo allora passa dall’incredulità alla fede e dalla fede alla Iode di Dio. L’evento pasquale non è solo interpretato alla luce delle Scritture, ma è anche interpretante le Scritture, tanto che i due Testamenti hanno nel Signore Gesù la loro chiave di volta, Di questo i discepoli devono farsi testimoni e annunciatori. La potenza di Dio che si è manifestata nella risurrezione di Gesù ora si manifesta ugualmente nell’annuncio della sua risurrezione. Di conversione ci parla anche Pietro nella sua dura apostrofe contro i giudei. «Nel nome» di Gesù, egli ha guarito un uomo dalla sua infermità. Colui che è stato crocifisso è quindi vivo e operante; Dio, che si è riconosciuto nel suo Messia, l’ha infatti glorificato. Di questo, Pietro e i suoi compagni, sono ora testimoni coraggiosi e audaci. È evidente che Pietro non intende addossare al popolo la responsabilità diretta della morte di Gesù, ma invita tutti (e questo vale anche per noi) a porsi esistenzialmente davanti al Cristo morto e risorto, ai segni della vita nuova, inaugurata con la sua risurrezione, e a convertirsi per entrare nella grazia del perdono. «Nella Pasqua cristiana – osserva G. Ravasi – il Cristo risorto avvocato presso il Padre e l’uomo peccatore convertito si incrociano e costituiscono la nuova comunità, la Chiesa pasquale. Alla libertà dell’offerta divina deve corrispondere la libertà dell’accettazione umana». Giovanni scrive ai credenti preoccupato per un’eresia che cominciava a mietere molte vittime nella Chiesa nascente. Alcuni, infatti, pensavano che la novità cristiana, inaugurata dalla Pasqua di Cristo, li svincolasse da ogni condizionamento delle realtà materiali e dagli obblighi morali comuni. Costoro concepivano la vita cristiana come un qualcosa di statico, di definito per sempre. ln Cristo trovavano un possesso duraturo e assicurato di salvezza. Ma per Giovanni la vita cristiana è un cammino; il cristiano non è un arrivato. Certamente, l’apostolo non nega l’opera della salvezza (il cristiano è un salvato), ma quest’opera non si è ancora compiuta. Se non si ammette questo «non ancora» si cade nell’autoinganno. Ecco, allora, un criterio di verifica: l’osservanza della parola del Vangelo. Giovanni parla di comandamenti e di comandamento. Dal plurale al singolare. Non è nuovo nella letteratura giovannea. Come dire: molti sono gli atteggiamenti in cui si esprime la volontà di Dio (comandamenti), ma una sola è la logica che li anima dal di dentro (comandamento). E quando Giovanni parla di comandamento intende soprattutto l’amore. Il comandamento non è una realtà che sovrasta l’uomo dall’esterno, non è neppure un dovere imposto dal di fuori, ma una realtà che dimora nell’uomo come principio operativo. Possiamo chiamarlo, questo principio, Spirito Santo, Ecco il dinamismo che abita l’uomo rinato dalle acque del battesimo, la nuova creatura che cammina verso la piena maturità di Cristo.

Programma dal 10 all’18 aprile 2021

Letture: Atti 4,32.35 / Salmo 117 / 1 Giovanni 5,1-6

Rendete grazie al Signore perché è buono: il suo amore è per sempre.

Dal Vangelo secondo Giovanni (20,19-31)

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».

Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».

Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».

Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.

Parola del Signore

VITA ECCLESIALE

Sabato 10 18.30 + Iannozzi Gerardina
Domenica 11 10.30 Vivi e defunti fam. Dovadola e Ruffini e gli amici

+ Gagliardi Bruno e Resta Albertina

+ Marangoni Cesare, Ugolini Marisa e Brusa Maria

+ Balestri Franco

Per la salute di una persona vivente

Lunedì 12 18.30 Per la salute di una persona vivente
Martedì 13 8.00 + Adriana, Adolfo e genitori
Mercoledì 14
Giovedì 15 18.30 Deff. fam. Giacometti, Mussino e De Giovanni
Venerdì 16 8.00 + Margotti Teresa
Sabato 17
Domenica 18 10.30 + Lorenzo e Antonietta Ravaglia – Torquato e Luciana Sisti

Orario Confessioni Concordare con don Pietro eventuali esigenze

(muniti di mascherina rispettando rigorosamente le distanze come predisposto)

Orario SS. Messe Feriale: Martedì e Venerdì ore 8.00

Lunedì, Mercoledì, Giovedì e Sabato ore 18.30

Festivo : ore 10.30, 18.30

Tutti i giorni ore 17.55 S. Rosario

Venerdì ore 17.30 S. Rosario e Adorazione eucaristica

N.B. Tutte le celebrazioni sono aperte a tutti i fedeli e si possono seguire anche nel sito internet della parrocchia

Il catechismo in parrocchia è ripartito a novembre secondo un calendario specifico per fasce e per gruppi

Vivere il Mistero- Il tema della liturgia odierna è l’universalità della salvezza. Il brano evangelico pone davanti due diversi mondi culturali e religiosi. Abbiamo una donna, greca di lingua, sirofenicia di origine, e discendente di quelle popolazioni che abitavano Canaan da tempi immemorabili. C’è poi Gesù, che lungo le vie della Giudea e della Galilea predica l’avvento del Regno di Dio. Ma se andiamo più vicino ai due principali protagonisti scorgiamo altri elementi interessanti. La donna è anzitutto una madre affranta, la sua bambina infatti è seriamente malata. Quando una madre soffre per la sua creatura è disposta a tutto, non importa se Gesù è uno straniero, e per di più di religione ebraica: ella tenta l’ultima carta pur di salvare sua figlia. Non è una donna sprovveduta, però, se chiama Gesù con il titolo di Figlio di Davide, e si rivela, nell’intreccio narrativo, risoluta e coraggiosa. Inoltre, non teme il silenzio del Maestro, anzi lo sostiene convinta che dietro apparenze così dure ci sia una pietas che atteggiamenti e parole sembrano negare. Ma, fatto veramente incredibile, questa donna pagana ha qualcosa da insegnare a Gesù: l’universalità della sua missione. Sì, questa donna aiuta Gesù, dolcemente e fermamente, a non chiudersi dietro barriere etniche o teologiche in quanto è venuto per tutti, nessuno escluso, anche per i cagnolini (animali impuri). La cananea non pretende nulla, niente più che le briciole. Ma sapendo che queste le appartengono, le pretende, e con risolutezza. Gesù è ammirato e afferma che la sua fede è grande, a differenza di quella dei discepoli, che è poca. È grazie a questa fede che molti verranno da Oriente e Occidente e siederanno alla mensa di Dio per mangiare il pane del Regno (cf Mt 8Jl; Lc lal5). ln quel medesimo istante avviene il miracolo, la figlia ritrova la salute. La fede nutre, dà accesso al pane dei figli sia per l’antico popolo sia per i pagani. Questo aspetto è importantissimo, se pensiamo che Matteo scrive per una Chiesa giudeo-cristiana che faticava ad ammettere tra le sue fila i pagani convertiti. È la fede in Gesù Cristo la sola richiesta lecita e doverosa e non tanto l’osservanza della Legge mosaica. Ma non è tutto’ Nel nostro episodio emerge anche una lezione missionaria: certamente Gesù è il Messia di Israele, tuttavia egli è stato aperto a quanti hanno creduto in lui. Può forse, allora, la Chiesa chiudere le proprie porte a quanti desiderano convertirsi al Vangelo? Può forse la Chiesa impedire o porre limiti all’irradiamento del Regno? Sarebbe un controsenso e un venir meno alla sua identità e vocazione. Con questo episodio Matteo mette anche in evidenza una considerazione più volte espressa lungo la sua narrazione: spesso si trova più fede tra coloro che sembrano pagani che all’interno della stessa comunità credente. I Magi, ad esempio, sono venuti da lontano per adorare il nato re di Israele (cf Mt 2), un centurione pagano (cf Mt 8,10) e persino i niniviti si sono rivelati più disponibili di «questa generazione», afferma Gesù (cf 12,39ss). La Chiesa deve, perciò, vigilare contro l’auto-sicurezza religiosa e verificarsi al suo interno prima di portarsi sulle strade dell’annuncio. Il vero annuncio scaturisce dalla testimonianza. Abbiamo visto come l’audacia della cananea sia stata lodata da Gesù; in quel dialogo serrato, egli ha rivisto la sua posizione teologica: la sua missione non è rivolta solo alla casa di Israele, ma al mondo intero. Gesù è davvero un rabbi singolare; non solo perché è aperto verso tutte le categorie sociali, ma anche perché incontra, dialoga e impara persino dalle donne. E questo sorprende quando sappiamo che la donna non aveva nessuna considerazione nella cultura del tempo. Anzi, c’era una corrente rabbinica che sosteneva che era preferibile bruciare la Torà piuttosto che insegnarla ad una donna.

Anno : B

Aprile 2021

LA VITA DELLA COMUNITA’

Domenica 11

II dopo Pasqua

Della Divina Misericordia

Ss. Messe alle ore 10.30 e 18.30 (NO alle 8.00)

Ore 15.00 (S. Paolo) : Adorazione Eucaristica e

Coroncina della Divina Misericordia

Mercoledì 14 Ore 20.45 (in Rete) : 7° Incontro fidanzati in preparazione al matrimonio
Venerdì 16 Ore 17.30 (S. Paolo) : Adorazione Eucaristica
Domenica 18

III dopo Pasqua

Ss. Messe alle ore 10.30 e 18.30 (NO alle 8.00)

Ore 15.00 (S. Paolo) : S. Messa di Prima Comunione per un primo gruppo di bambini

Nota. La S. Messa feriale è secondo il solito orario e quella festiva come indicato nel riquadro nella pagina accanto. Dovranno ovviamente essere rispettate tutte le disposizioni di legge (distanziamento, mascherine, ecc..).

Alla scuola di Gesù :
Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì Venerdì Sabato
Gv 3,1-8 Gv 3,7-15 Gv 3,16-21 Gv 3,31-36 Gv 6,1-15 Gv 6,16-21

Preghiera di Papa Francesco

O Maria,

tu risplendi sempre nel nostro cammino

come segno di salvezza e di speranza.

Noi ci affidiamo a te, Salute dei malati,

che presso la croce

sei stata associata al dolore di Gesù,

mantenendo ferma la tua fede.

Tu, Salvezza del popolo romano,

sai di che cosa abbiamo bisogno

e siamo certi che provvederai

perché, come a Cana di Galilea,

possa tornare la gioia e la festa

dopo questo momento di prova

Aiutaci, Madre del Divino Amore,

a conformarci al volere del Padre

e a fare ciò che ci dirà Gesù,

che ha preso su di sé le nostre sofferenze

e si è caricato dei nostri dolori

per condurci, attraverso la croce,

alla gioia della risurrezione. Amen.

Vivere il Mistero- Il brano evangelico di questa domenica è estremamente suggestivo e ricco. In evidenza anzitutto la duplice venuta di Gesù e la reazione dei discepoli, tra cui emerge quella di Tommaso. Uno degli aspetti cristologici più evidenti del IV Vangelo è la presentazione di Gesù come il Veniente. Il nostro brano presenta ben due «venute» del Risorto: una fondazionale (v 19) e una abituale (v 26). Giovanni nota che «la sera di quello stesso giorno, il primo della settimana… venne Gesù». Questa è la prima manifestazione del Risorto ai discepoli ed è una venuta che pone i fondamenti della comunità cristiana: la pace, l’amore, la gioia, lo Spirito e il perdono. Il perdono è anticipazione dell’eschaton (di ciò che sta alla fine, ovvero dei cieli nuovi e della terra nuova) e la prima manifestazione dell’archè (principio) della nuova creazione inaugurata dalla morte e risurrezione di Gesù. Sempre in Gv 20, al v 26 leggiamo: «Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo a casa e c’era con loro anche Tommaso. Viene (presente storico) Gesù». Il verbo venire, in questo caso, è al tempo presente. Questo espediente letterario è usato per descrivere la venuta abituale di Gesù tra i suoi. Abitualmente egli viene, abitualmente visita la comunità. La reazione dei discepoli è duplice: passiamo dalla gioia (v 20) allo scetticismo di Tommaso. Su Tommaso l’evangelista si sofferma in modo particolare. Tommaso è stato l’unico tra i discepoli a non aver paura di morire con Gesù (cf Gv 11,16). Per questo, forse, è stato chiamato Didimo- Gemello e, dopo Simon Pietro, per il IV Vangelo è il più importante (nominato sette volte). Egli certamente è abitato dall’incredulità, ma passa anche alla più alta professione di fede: «Mio Signore e mio Dio»(Gv 20,28). Tommaso riconosce che Gesù è Dio. Questo è iI telos del IV Vangelo, giungere a professare che Gesù è il Figlio di Dio, Dio stesso. Questo cammino, come sappiamo, era iniziato nel Prologo ove si affermava solennemente che il Logos era Dio. Abbiamo evidenziato vari aspetti dei Vangeli della risurrezione che ci hanno accompagnato lungo tutto questo «giorno» che Gesù ha inaugurato trionfando sulla morte. Abbiamo notato che gli evangelisti non hanno voluto tanto redigere la cronaca di quel primo mattino di Pasqua, quanto illustrare alcune delle innumerevoli iridescenze di quel messaggio che riflette la sua luce sull’intera parabola esistenziale di Gesù di Nazareth. La Pasqua, quindi, è il criterio per leggere tutta la vicenda storica di Gesù e in lui dell’esistenza cristiana in genere. Attorno alla tomba vuota si sono registrati i più contrastanti atteggiamenti che vanno dalla cura affettuosa, alla paura, dalla fuga all’incredulità e alla fede. Ma Gesù, stando a At 3,15, è il capofila della vita (arkegòs tes zoés) e tutti accompagna a quella pienezza di vita che è il Padre: «Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro» (Gv 20,17). Facciamo nostro l’anelito della poetessa Margherita Guidacci che in una lirica suggestiva canta la risurrezione futura: «Alla fine dei secoli, quando mi chiamerà un’altra voce e proverò per la seconda volta l’impeto di risurrezione, prego che come questa volta, quando sei stato tu a chiamarmi alzandomi stupita dalla fossa con le ossa che sentono la carne stendersi nuovamente su di loro, con la carne che sente in sé di nuovo penetrare l’anima, io possa, in quel tremendo campo dove avrà inizio l’eterno, fissare il primo sguardo su di te, ritrovarti al mio fianco».

Programma dal 3 all’11 aprile 2021

Letture: Atti 10,34°.37-43 / Salmo 117 / Colossesi 3,1-4

Questo è il giorno che ha fatto il Signore: rallegriamoci ed esultiamo.

Dal Vangelo secondo Giovanni (20,1-9)

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!». Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò. Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte. Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.
Parola del Signore

Cristo, nostra speranza

è risorto

VITA ECCLESIALE

Sabato 03 18.30 + Angela ed Ettore Mongardi, figli e nipoti
Domenica 04 10.30

18.30

+ Domenico e Nerina Potenza

+ Sangiorgi Tomaso e deff. della famiglia

+ Moroni Lorenzo

+ Francesco, Angelo e Giuseppina

+ Bufano Margherita

+ Felice, Gerardina e Alfonso

Gerardo, Caterina, Michele e Vito (viventi)

+ Ruffini Armanda e Dovadola Ivano

Lunedì 05
Martedì 06 8.00 + Martini Emma
Mercoledì 07
Giovedì 08 18.30 Deff. fam. Amadei, Fabbri, Brandolini

+ Wanda

Venerdì 09
Sabato 10 18.30 + Iannozzi Gerardina
Domenica 11 10.30 Vivi e defunti fam. Dovadola e Ruffini e gli amici

+ Gagliardi Bruno e Resta Albertina

Orario Confessioni Concordare con don Pietro eventuali esigenze

(muniti di mascherina rispettando rigorosamente le distanze come predisposto)

Orario SS. Messe Feriale: Martedì e Venerdì ore 8.00

Lunedì, Mercoledì, Giovedì e Sabato ore 18.30

Festivo : ore 10.30, 18.30

Tutti i giorni ore 17.55 S. Rosario

Venerdì ore 17.30 S. Rosario e Adorazione eucaristica

N.B. Tutte le celebrazioni sono aperte a tutti i fedeli e si possono seguire anche nel sito internet della parrocchia

Il catechismo in parrocchia è ripartito a novembre secondo un calendario specifico per fasce e per gruppi

Vivere il Mistero- Il tema della liturgia odierna è l’universalità della salvezza. Il brano evangelico pone davanti due diversi mondi culturali e religiosi. Abbiamo una donna, greca di lingua, sirofenicia di origine, e discendente di quelle popolazioni che abitavano Canaan da tempi immemorabili. C’è poi Gesù, che lungo le vie della Giudea e della Galilea predica l’avvento del Regno di Dio. Ma se andiamo più vicino ai due principali protagonisti scorgiamo altri elementi interessanti. La donna è anzitutto una madre affranta, la sua bambina infatti è seriamente malata. Quando una madre soffre per la sua creatura è disposta a tutto, non importa se Gesù è uno straniero, e per di più di religione ebraica: ella tenta l’ultima carta pur di salvare sua figlia. Non è una donna sprovveduta, però, se chiama Gesù con il titolo di Figlio di Davide, e si rivela, nell’intreccio narrativo, risoluta e coraggiosa. Inoltre, non teme il silenzio del Maestro, anzi lo sostiene convinta che dietro apparenze così dure ci sia una pietas che atteggiamenti e parole sembrano negare. Ma, fatto veramente incredibile, questa donna pagana ha qualcosa da insegnare a Gesù: l’universalità della sua missione. Sì, questa donna aiuta Gesù, dolcemente e fermamente, a non chiudersi dietro barriere etniche o teologiche in quanto è venuto per tutti, nessuno escluso, anche per i cagnolini (animali impuri). La cananea non pretende nulla, niente più che le briciole. Ma sapendo che queste le appartengono, le pretende, e con risolutezza. Gesù è ammirato e afferma che la sua fede è grande, a differenza di quella dei discepoli, che è poca. È grazie a questa fede che molti verranno da Oriente e Occidente e siederanno alla mensa di Dio per mangiare il pane del Regno (cf Mt 8Jl; Lc lal5). ln quel medesimo istante avviene il miracolo, la figlia ritrova la salute. La fede nutre, dà accesso al pane dei figli sia per l’antico popolo sia per i pagani. Questo aspetto è importantissimo, se pensiamo che Matteo scrive per una Chiesa giudeo-cristiana che faticava ad ammettere tra le sue fila i pagani convertiti. È la fede in Gesù Cristo la sola richiesta lecita e doverosa e non tanto l’osservanza della Legge mosaica. Ma non è tutto’ Nel nostro episodio emerge anche una lezione missionaria: certamente Gesù è il Messia di Israele, tuttavia egli è stato aperto a quanti hanno creduto in lui. Può forse, allora, la Chiesa chiudere le proprie porte a quanti desiderano convertirsi al Vangelo? Può forse la Chiesa impedire o porre limiti all’irradiamento del Regno? Sarebbe un controsenso e un venir meno alla sua identità e vocazione. Con questo episodio Matteo mette anche in evidenza una considerazione più volte espressa lungo la sua narrazione: spesso si trova più fede tra coloro che sembrano pagani che all’interno della stessa comunità credente. I Magi, ad esempio, sono venuti da lontano per adorare il nato re di Israele (cf Mt 2), un centurione pagano (cf Mt 8,10) e persino i niniviti si sono rivelati più disponibili di «questa generazione», afferma Gesù (cf 12,39ss). La Chiesa deve, perciò, vigilare contro l’auto-sicurezza religiosa e verificarsi al suo interno prima di portarsi sulle strade dell’annuncio. Il vero annuncio scaturisce dalla testimonianza. Abbiamo visto come l’audacia della cananea sia stata lodata da Gesù; in quel dialogo serrato, egli ha rivisto la sua posizione teologica: la sua missione non è rivolta solo alla casa di Israele, ma al mondo intero. Gesù è davvero un rabbi singolare; non solo perché è aperto verso tutte le categorie sociali, ma anche perché incontra, dialoga e impara persino dalle donne. E questo sorprende quando sappiamo che la donna non aveva nessuna considerazione nella cultura del tempo. Anzi, c’era una corrente rabbinica che sosteneva che era preferibile bruciare la Torà piuttosto che insegnarla ad una donna.

Anno : B

Aprile 2021

LA VITA DELLA COMUNITA’

Domenica 04

Pasqua di Risurrezione

Ss. Messe alle ore 8.00 , 10.30 e 18.30

Ore 10.30 (S. Paolo) : S. Messa Solenne

Ore 17.40 (S. Paolo) : Novena della Divina Misericordia

Lunedì 05 Ss. Messe alle ore 10.30 e 18.30

Ore 17.40 (S. Paolo) : Novena della Divina Misericordia

Martedì 06 Ore 17.40 (S. Paolo) : Novena della Divina Misericordia
Mercoledì 07 Ore 17.40 (S. Paolo) : Novena della Divina Misericordia
Giovedì 08 Ore 20.30 (S. Maria in Fabriago) : Adorazione Eucaristica di vicariato per le vocazioni

Ore 17.40 (S. Paolo) : Novena della Divina Misericordia

Venerdì 09 Ore 17.15 (S. Paolo) : Novena della Divina Misericordia

Ore 17.30 (S. Paolo) : Adorazione Eucaristica

Sabato 10 Ore 17.40 (S. Paolo) : Novena della Divina Misericordia
Domenica 11

II dopo Pasqua

Della Divina Misericordia

Ss. Messe alle ore 10.30 e 18.30 (NO alle 8.00)

Ore 15.00 (S. Paolo) : Adorazione Eucaristica e

Coroncina della Divina Misericordia

Nota. La S. Messa feriale è secondo il solito orario e quella festiva come indicato nel riquadro nella pagina accanto. Dovranno ovviamente essere rispettate tutte le disposizioni di legge (distanziamento, mascherine, ecc..).

Alla scuola di Gesù :
Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì Venerdì Sabato
Mt 28,8-15 Gv 20,11-18 Lc 24,13-35 Lc 24,35-48 Gv 21,1-14 Mc 16,9-15

Preghiera di Papa Francesco

O Maria,

tu risplendi sempre nel nostro cammino

come segno di salvezza e di speranza.

Noi ci affidiamo a te, Salute dei malati,

che presso la croce

sei stata associata al dolore di Gesù,

mantenendo ferma la tua fede.

Tu, Salvezza del popolo romano,

sai di che cosa abbiamo bisogno

e siamo certi che provvederai

perché, come a Cana di Galilea,

possa tornare la gioia e la festa

dopo questo momento di prova

Aiutaci, Madre del Divino Amore,

a conformarci al volere del Padre

e a fare ciò che ci dirà Gesù,

che ha preso su di sé le nostre sofferenze

e si è caricato dei nostri dolori

per condurci, attraverso la croce,

alla gioia della risurrezione. Amen.

Vivere il Mistero- Questo gioioso annuncio risuona oggi nei nostri cuori e nelle nostre assemblee liturgiche. Davvero, la morte è stata vinta e la luce del Risorto ha inaugurato il giorno senza tramonto. Netta tasca di un giovane soldato, morto durante la seconda guerra mondiale, fu trovata una preghiera nella quale possiamo comprendere cosa significhi credere nella risurrezione pur dentro l’oscurità del male e della violenza: «Mi senti, mio Dio? Mai, durante la mia vita, io ti ho parlato, ma oggi voglio salutarti. Tu sai che dalla più tenera infanzia mi è stato detto che tu non esistevi… Oggi, improvvisamente, vedendo le profondità dell’immenso cielo, questo cielo stellato sopra di me, i miei occhi si sono aperti. Pieno di meraviglia, ho compreso la tua luce,.. ln fondo a questo terribile inferno, la luce è scaturita in me e ti ho visto. Non ti dirò niente di più, solo la gioia di conoscerti… non ho più paura della morte». Il racconto evangelico odierno si apre con l’immagine di Maria che si reca al sepolcro quando ancora è buio. Per Giovanni la tenebra ha un valore simbolico ed indica che Maria non crede che Gesù è risorto. Per lei è solamente morto. Difatti va al sepolcro senza aromi e profumi (cf Gv 12,7). Non ha fede nella vita, di cui il profumo è simbolo, come lo era a Betania, dopo che Lazzaro era stato riportato in vita. Ella visita il sepolcro, il luogo della morte, e vede che la pietra è stata rimossa. Da questo deduce che hanno portato via il Signore. Maria non solo piange la morte di Gesù ma anche la sua perdita definitiva: persino il corpo è stato sottratto. Ecco perciò giustificata la corsa dei due discepoli, Simon Pietro e ,«quello che Gesù amava». Giunge per primo il discepolo amato e nota i teli posati. È il primo particolare che lo colpisce. Aspetta Pietro ed entra dopo di lui nel sepolcro, dove intanto viene notato pure il sudario avvolto in un luogo a parte. Lini stesi e sudario a parte indicano chiaramente che Gesù non può essere stato trafugato. Il discepolo amato intuisce qualcosa: anche se assente e non si vede, il Signore è vivo. Questo discepolo è il prototipo di coloro che crederanno senza aver visto. L’evangelista chiude l’episodio notando che non avevano ancora compreso la Scrittura, non avevano cioè ancora compreso l’evento della risurrezione a partire dalla Parola di Dio. Comunque, [‘esperienza non è stata vana; abbiamo qui un passo importante verso la fede pasquale. Dal buio e dal pianto di una perdita totale (morte e trafugamento corpo), dopo la visita al sepolcro e dopo aver scorto alcuni segni (le bende giacenti e il sudario) abbiamo un primo albeggiare della fede. Non per nulla, Giovanni conclude dicendo che il discepolo amato ,«vide e credette», oppure, «vide e inizio a credere». Un passo ulteriore sarà compiuto da Maria. Dal Risorto sarà infatti chiamata per nome. È la voce del Signore che segna l’incontro e introduce nel mistero. Maria risponderà con l’appellativo «Rabbunì». Per Maria Gesù è vivo; è il maestro di prima, il nuovo Lazzaro tornato in vita. La morte certamente è stata superata, ma questo non significa ancora credere nella risurrezione. E se, a differenza del discepolo amato, vuole trattenere Gesù, da questi è fermata. Gesù fa capire a lei (e a noi) una cosa importante: la risurrezione è il ritorno al Padre; un ritorno alla vita nella sua pienezza definitiva. Colpisce, ma la pericope evangelica di questo giorno non presenta il Signore risorto. Ci si aspetterebbe magari una sua descrizione particolareggiata, un suo apparire sfolgorante e glorioso e invece di lui neppure l’ombra.

Il Nostro S. Paolo: la raccolta abbonamenti continua

Abbonamenti 2021

Quote

Cartaceo ordinario: euro 12

Cartaceo sostenitore: euro 15

copia online(via email): euro 5

cumulativo (cartaceo+online): euro 17

CI SI PUO’ ABBONARE IN SACRESTIA o AL PUNTO “I 5 SASSI”

IL GIORNALE IL NOSTRO S.PAOLO EDIZIONE N2 DI MARZO E’ DISPONIBILE IN SACRESTIA O AL PUNTO “I 5 SASSI”

Il prossimo numero uscirà a maggio. Per chi volesse collaborare inviando articoli da pubblicare o per ulteriori informazioni scrivere tramite email a: converspaolo@libero.it oppure telefonare a 3473559485 (Giuseppe Pietrantoni dir res.)

Sottoscrizione a premi

Un’ iniziativa della Caritas parrocchiale


Come primo gesto di Carità, in questo difficile inizio d’anno 2021 proponiamo una Sottoscrizione a Premi.
I bisogni di tante persone aumentano e noi dobbiamo essere pronti per un aiuto! Abbiamo pensato, senza costi aggiuntivi, di “sfruttare” ciò che già avevamo: i numerosi oggetti donati da tanti massesi.
I doni in elenco da mettere in palio:
Bicicletta da bambino (Giuliani Bici), Macchina da Caffè (Gourmet bj Tobia), Tostapane, Servizio completo da thè da 12, Servizio 12 flute, Montalatte, Copriletto trapuntino singolo, 2 Completi lenzuoli singoli Zucchi 100X100 di cotone, Plaid con maniche, Bottiglie liquore e 4 bicchieri, Portatorte in ceramica, Zuppiera bianca bordo oro, Servizio da 12 bicchieri acqua/vino, Servizio prima colazione, Scarpe da bambino (Polo Ralph Lauren), Tegame da cucina, e altri

Ogni gesto che compiamo porta frutti copiosi solo se nasce da un’amicizia radicata in Cristo.
Martedì 16 marzo: l’ antifona di ingresso della S. Messa del giorno diceva:” O voi tutti assetati, venite all’ acqua, voi che non avete denaro, venitevi e dissetatevi con gioia”. (Isaia 55,1).
I volontari Caritas

N.B. I dettagli della sottoscrizione verranno comunicati quanto prima

Uno spazio per i più piccoli nell’altare di S. Rita

“Attento alle candele, scottano! No, Giovanni, non tirare così la cassetta delle offerte, è pesante!”: eh sì, chi ha mai accompagnato dei bimbi in chiesa sa quanto possa essere difficile per loro trascorrere il tempo durante la liturgia; e anche i genitori – costretti a farsi inseguitori dei propri bimbi – partecipare con attenzione e serenità alla Messa a tratti sembra un’impresa.
Dopo un confronto con i sacerdoti, e ispirati dall’esperienza di altre parrocchie, è sembrato utile provare a dedicare uno spazio della nostra grande chiesa ai più piccoli. L’obiettivo di offrire ai bimbi e alle bimbe (0-6 anni) uno spazio sicuro e accogliente dove vivere la liturgia, sotto lo sguardo attento dei propri genitori (e della statua di Santa Rita).
Così, una volta spostati gli arredi, il pavimento è stato coperto con un tappetone isolante e sono stati assemblati due mobiletti in cui riporre i materiali messi a disposizione dalla comunità. Ora, mentre i genitori ascoltano le letture, i bimbi possono divertirsi a disegnare alcune di queste storie, oppure mettersi comodi e sfogliare un libro se per caso la faccenda gli sembra andare un po’ per le lunghe. E mamma e papà forse riusciranno a dedicare un po’ più attenzione alla liturgia, sapendo che i bambini sono impegnati a sfaccendare in uno spazio privo di pericoli.
A chi vuole utilizzare l’angolo bimbi è chiesto di rispettare poche, semplici regole: togliersi le scarpe, rimettere in ordine ciò che si è utilizzato e sanificare le superfici prima di andare via.
Un papà

Visita alle famiglie e benedizioni alle case

La visita alle famiglie e la benedizione delle medesime e delle abitazioni, verranno fatte dopo la Pasqua, appena le norme che regolano in questo periodo il nostro vivere comune, lo permetteranno.
Questa la modalità con cui verranno programmate:
1) arriverà nella cassetta delle lettere di casa vostra un bigliettino (sperando che non sia spacciato per pubblicità) in cui sarà indicata la settimana in cui il parroco o un ministro verrà a far visita;
a) nel biglietto troverete il numero di cellulare a cui inviare la richiesta (tramite messaggio o whatsapp con indicazione di giorno e orario pomeridiano e vostro recapito telefonico) per ricevere la visita del Sacerdote o di un altro ministro per la benedizione;
b) sarete poi contattati per la conferma dell’appuntamento.

2) La visita del sacerdote o di un ministro avverrà all’ingresso della casa nel pieno rispetto delle norme sanitarie (indossando la mascherina). Non entriamo in casa o nelle stanze per ragioni di rispetto e motivo igienico-sanitario.
A presto. don Pietro

Il nuovo Consiglio Pastorale per il triennio 2021-2023

I componenti del C.P.P.

Don Pietro Marchetti, parroco di Massa L. Don Alberto Baraccani, parroco di Fruges

Don Daniele Sirna, coadiutore parrocchiale Tazzari Eros, diacono permanente a Massa L.

Carusio Giovanni, diacono permenente a Fruges

Marchetti Andrea, A.C. Massa e Fruges

Agnoletti Luca, Agesci

Dalmonte Anna, gruppo Caritas

Ferro Paolo, gruppo famiglie/oratorio

Amadei Emanuele, gruppo catechisti

Ghetti Duilio, gruppo liturgico

Bignami Enrico, consiglio economico

Becca Francesco, Sc.Materna Fruges

Suor Arputha, Sc. Materna Massa L.

Suor Jane, Comunità Maria Immacolata

Ferro Luigi, nominato a Fruges

Piccinini Lucia, nominato Fruges

Vrenna Lorenzo, nominato a Massa L.