Letture: Isaia 55,1-3 / S almo 144 / Romani 8,35.37-39
Apri la tua mano, Signore, e sazia ogni vivente.
Dal Vangelo secondo Matteo (14,13-21)
In quel tempo, avendo udito [della morte di Giovanni Battista], Gesù partì di là su una barca e si ritirò in un luogo deserto, in disparte. Ma le folle, avendolo saputo, lo seguirono a piedi dalle città. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro e guarì i loro malati.
Sul far della sera, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare». Ma Gesù disse loro: «Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare».
Gli risposero: «Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!». Ed egli disse: «Portatemeli qui». E, dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull’erba, prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla.
Tutti mangiarono a sazietà, e portarono via i pezzi avanzati: dodici ceste piene. Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini.
Parola del Signore
VITA ECCLESIALE
| Sabato 01 | 18.30 | (R) |
| Domenica 02 | 10.30 | + Alfonso, Alma, Maria e don Orfeo |
| Lunedì 03 | 8.00 | + Capucci Giuseppa e Foschini Iref |
| Martedì 04 | NO S. MESSA | |
| Mercoledì 05 | 18.30 | Per tutte le intenzioni della Madonnina e per riparare le offese fatte al cuore Immacolato di Maria. Al Sacro Cuore di Gesù, alla Madonnina, a Gesù, a Dio Padre buono e allo Spirito Santo.
+ Rizzi Luigi detto Carlo + Pilani Enzo (anniv.) |
| Giovedì 06 | 18.30 | + Natale Penazzi e deff. della famiglia |
| Venerdì 07 | 8.00 | + Benini Rosa e Giuseppe |
| Sabato 08 | 18.30 | + Franchini Dario |
| Domenica 09 | 18.30 | (R) |
Orario Confessioni Venerdì ore 9.00 – 10.00 (don Fabio)
S. Paolo Sabato ore 17.15 18.15 (don Fabio)
Domenica ore 9.45 – 10.15 (don Fabio)
N.B. Concordare con don Fabio eventuali esigenze.
Chiesa della Conversione di S. Paolo Apostolo
Orario SS. Messe Feriale: Lunedì, Martedì e Venerdì ore 8.00
Mercoledì, Giovedì ore 18.30 (vedere il programma settimanale)
Prefestiva ore 18.30 Festiva ore 10.30 e 18.30
Tutti i giorni ore 17.55 S. Rosario
Chiesa di S. Giacomo Apostolo – Fruges
Orario SS. Messe Feriale dal Lunedì al Venerdì ore 18.30
Prefestiva ore 17.30 Festiva ore 8.00 e 11.00
S. Rosario dal Lunedì al Venerdì ore 18.00 Sabato ore 17.00
Cappella del Seminario di Montericco
Orario SS. Messe Martedì ore 19.00 e Mercoledì ore 7.00
| Anno : A
Agosto 2026 |
LA VITA DELLA COMUNITA’
| Domenica 02
XVIII del T. Ordin. |
Perdono d’Assisi” per tutta la giornata
Ss. Messe ad orario festivo (S. Paolo e S. Giacomo). |
| Lunedì 03 | S. Messa ad orario feriale |
| Martedì 04
S. G. M. Vianney |
NO S. MESSA in S. Paolo – S. MESSA a Fruges ore 18.30 |
| Mercoledì 05 | S. Messa ad orario feriale |
| Giovedì 06
Trasf. del Signore |
S. Messa ad orario feriale |
| Venerdì 07 | S. Messa ad orario feriale |
| Sabato 08
S. Domenico |
Ore 20.15 (Madonna del Molino) : Pellegrinaggio al Santuario lughese con recita del S. Rosario e a seguire S. Messa nella Novena in preparazione alla solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria |
| Domenica 09
XIX del T. Ordin. |
Ss. Messe ad orario festivo (S. Paolo e S. Giacomo). |
Perdono di Assisi
Dalle ore 12.00 del 1 agosto fino alle ore 24.00 del 2 agosto si può lucrare l’indulgenza plenaria alle note condizioni.
Sono a disposizione in chiesa i pieghevoli per chi vuole seguire correttamente la pratica.
Continuano i Campi estivi dei ragazzi AGESCI per la nostra parrocchia
1 – Reparto SCOUT dal 2 al 12 agosto.
2 – Branco SCOUT dal 2 al 9 agosto.
1 – La celebrazione della S. Messa del Lunedì all’oratorio riprenderà il prossimo 21 settembre alle ore 18.30
2 – La lettura comune della Parola del giovedì in canonica riprenderà il prossimo 17 settembre alle ore 20.45.
3 – Come ogni anno il prossimo 15 agosto celebreremo la giornata comunitaria a Piedimonte con il tradizionale programma da anni consolidato.
| Alla scuola di Gesù | |||||||||||
| Lunedì | Martedì | Mercoledì | Giovedì | Venerdì | Sabato | ||||||
| Mt 14,22-36 | Mt 15,1-2.
10-14 |
Mt 15,21-28 | Mt 17,1-9 | Mt 16,24-28 | Mt 17,14-20 | ||||||
Vivere il mistero : «Adesso io verrò spezzato in mille parti e darò da mangiare a tutte le genti. La mia carne flagellata diventerà un boccone per coloro che hanno fame e sete di giustizia» (Alda Merini – Poema della croce). Cristo è il pane spezzato per la fame del mondo; è la vita donata ad una umanità che non trova in sé ciò che sazia. Il simbolo del cibo attraversa la liturgia della Parola di questa domenica per annum. La prima voce che si leva è quella di Isaia (ls 55,1-3). Il profeta invita ad accorrere a Dio (v 3), dal quale scaturiscono gratuitamente l’acqua ristoratrice, immagine dello Spirito Santo, il vino e il latte, doni per eccellenza della terra promessa, il pane, che ci rimanda all’Eucaristia, e i cibi succulenti, con il loro riferimento al banchetto messianico, cantato sempre da Isaia al capitolo 25. Il tema del cibo lo troviamo anche nel Salmo 144, ultimo acrostico del Salterio. La creazione è come tutta raccolta in uno sguardo proteso fiduciosamente alla mano di un Dio creatore e provvidente. Il vertice però è nel Vangelo odierno, dove Matteo narra la prima moltiplicazione dei pani. Questo episodio, com’è noto, ha ben sei edizioni (due in Matteo e Marco, una in Luca e Giovanni). Per Matteo, Gesù è il maestro che dona la sua parola (pensiamo al Discorso della montagna), il medico che guarisce, l’esorcista che libera dal male (i racconti dei miracoli), e il pane spezzato per la fame delle moltitudini. Preparato dal dialogo con i discepoli, il gesto della moltiplicazione nasce dalla compassione di Gesù verso la folla: «Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, senti compassione per loro» (Mt 14,14). La folla, a cui Matteo si riferisce, costituisce un insieme indeterminato, distinto dal popolo eletto, ben caratterizzato nella sua identità e vocazione, e dalla massa degli altri popoli estranea alla salvezza di Israele. La compassione di Gesù è diretta perciò verso un insieme privo di identità precisa. Moltiplicando i pani, Gesù non viene solo in soccorso all’indigenza e al bisogno: questo gesto è un segno messianico, che preannunzia i tempi della salvezza. C’è però un particolare da tener presente, ben evidenziato da Giovanni, e che il discepolo non deve mai dimenticare: Gesù non è un Messia che viene nella gloria e neppure un Messia politico; anzi, quando intuisce che le folle tentano di farlo re, fugge (Gv 6,15). Il messianismo di Cristo è quello della croce. Nella moltiplicazione, Matteo evidenzia anche un segno ecclesiale. I discepoli (e non Gesù, sebbene su sua indicazione) distribuiscono i pani alla folla. Abbiamo qui un’immagine viva del ministero della Chiesa che continua nel tempo l’opera del suo Signore. Tra il Messia e le folle, i discepoli fanno da mediazione. Questa è una costante nella storia della salvezza, Dio infatti non si dona mai direttamente all’uomo ma sempre attraverso delle mediazioni. Tra JHWH e Israele c’era Mosè; tra Dio e l’umanità c’è Gesù Cristo; tra Cristo e ogni uomo, c’è la Chiesa. Questa dinamica è bene espressa da Gesù quando afferma: «Chi accoglie colui che io manderò, accoglie me; chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato» (Gv 13,20). Questo secondo aspetto ci introduce ad un terzo segno, quello sacramentale. II gesto che Gesù compie è descritto tenendo ben presente il rituale della cena pasquale. La terminologia usata poi è strettamente eucaristica (Mt 26,26). Scriveva san Leone Magno che «tutto quello che c’era di visibile nel nostro Signore Gesù Cristo è passato nei sacramenti della Chiesa», e sul fatto che Gesù giunga a sfamare una folla enorme a partire da cinque pani e due pesci, Tertulliano notava: «Non c’è nulla nell’agire di Dio che sconcerti la mente umana quanto la sproporzione tra la semplicità dei mezzi usati e la grandiosità degli effetti raggiunti». Ma noi vogliamo portare l’attenzione su due aspetti. II primo, quando Gesù alza gli occhi al cielo e recita la benedizione. Ciò che è importante non è tanto la preghiera di Gesù al Padre, una preghiera piena di confidenza filiale, quanto le circostanze di questa preghiera. Non sono circostanze di abbondanza, ma d’indigenza: Gesù non ha che cinque pani e due pesci. Solitamente si benedice e ringrazia in un contesto di abbondanza, quando non manca nulla. Qui invece è tutto il contrario. Gesù però non si lascia prendere dal panico, non si lamenta, come Israele nel deserto (Es 16,1-3), ma rende grazie per ciò che ha, non importa se poco. E accade il prodigio: il contatto riconoscente con il Padre sblocca la situazione. Osservava Albert Vanhoye: «Per mezzo della riconoscenza Gesù ha aperto la via alla bontà divina, che dona a tutti con abbondanza: tutti mangiarono a sazietà e dopo il pasto raccolsero dodici ceste di pani avanzati». Ma c’è un altro aspetto da rilevare. Gesù non ha chiesto nulla per sé ma si è rivolto al Padre per avere il pane da donare alla folla. Se il Padre è colui che dona, nella sua preghiera Gesù si associa a questa azione del Padre, alla sua opera generosa. Gesù, e questo è un suo tratto tipico, non ringrazia per avere qualcosa da mangiare ma per avere qualcosa da donare. Da questo brano evangelico comprendiamo allora che ciò che sazia l’uomo in profondità viene dall’alto, dal Padre. Da lui, come ci ricorda anche san Giacomo «discendono ogni buon regalo e ogni dono perfetto» (cf Gc 1,17). Guardando a Gesù abbiamo capito pure che qualsiasi indigenza può conoscere una straordinaria fecondità. Non solo, Gesù ci insegna quello che potremmo definire il suo segreto: chiedere per la gioia di donare perché solo il dono condiviso trova la sua verità. Questa è l’Eucaristia, che dagli altari scende lungo le strade della storia. (p. Sandro Carotta)
Dal Vangelo secondo Matteo (13,44-52)
Dal Vangelo secondo Matteo (13,24-43)
Dal Vangelo secondo Matteo (13,1-23)
Dal Vangelo secondo Matteo (11,25-30)
Dal Vangelo secondo Matteo (10,37-42)