letture: Isaia 22,19-23 / S almo 137 / Romani 11,33-36
Signore, il tuo amore è per sempre.

Dal Vangelo secondo Matteo (16,13-20)
In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti».
Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?».
Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».
E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa.
A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».
Allora ordinò ai discepoli di non dire ad alcuno che egli era il Cristo.
Parola del Signore
VITA ECCLESIALE
| Sabato 22 | 18.30 | (R) |
| Domenica 23 | 10.30
18.30 |
+ Francesco Berardi, Demo, Maria e Luigi
+ don Orfeo Giacomelli e don Francesco Nanni (R) |
| Lunedì 24 | ||
| Martedì 25 | ||
| Mercoledì 26 | 18.30 | + Campobasso Michelangelo |
| Giovedì 27 | 18.30 | + Morini Giada (V anniv.) |
| Venerdì 28 | ||
| Sabato 29 | 18.30 | + Cerfogli Carlo ed Elisa |
| Domenica 30 |
Orario Confessioni Venerdì ore 9.00 – 10.00 (don Fabio)
S. Paolo Sabato ore 17.15 18.15 (don Fabio)
Domenica ore 9.45 – 10.15 (don Fabio)
N.B. Concordare con don Fabio eventuali esigenze.
Chiesa della Conversione di S. Paolo Apostolo
Orario SS. Messe Feriale: Lunedì, Martedì e Venerdì ore 8.00
Mercoledì, Giovedì ore 18.30 (vedere il programma settimanale)
Prefestiva ore 18.30 Festiva ore 10.30 e 18.30
Tutti i giorni ore 17.55 S. Rosario
Chiesa di S. Giacomo Apostolo – Fruges
Orario SS. Messe Feriale dal Lunedì al Venerdì ore 18.30
Prefestiva ore 17.30 Festiva ore 8.00 e 11.00
S. Rosario dal Lunedì al Venerdì ore 18.00 Sabato ore 17.00
Cappella del Seminario di Montericco
Orario SS. Messe Martedì ore 19.00 e Mercoledì ore 7.00
| Anno : A
Agosto – Settembre 2026 |
LA VITA DELLA COMUNITA’
| Domenica 23
XXI del T. Ordin. |
Ss. Messe ad orario festivo (S. Paolo e S. Giacomo). |
| Lunedì 24
S. Bartolomeo Ap. |
S. Messa ad orario feriale
Ore 20.30 (canonica) : Caritas parrocchiale |
| Giovedì 27 | Ore 20.45 (canonica) : Lettura comune della Parola di Dio. |
| Venerdì 28
S. Agostino |
S. Messa ad orario feriale |
| Sabato 29
Martirio di S. Giovanni B.- |
S. Messa ad orario prefestivo |
| Domenica 30
XXII del T. Ordin. |
Ss. Messe ad orario festivo (S. Paolo e S. Giacomo). |
1 – La celebrazione della S. Messa del Lunedì all’oratorio riprenderà il prossimo 21 settembre alle ore 18.30
2 – Venerdì 28 agosto CONFESSIONI in S. Paolo dalle ore 17 alle ore 18.30
E’ tempo di Ripresa
All’Oratorio S. Paolo: La festa Inizia il 5 e termina il 13 settembre.
Sarà necessario, per chi può, dare il proprio contributo a partire da Sabato 29 agosto
Tutti gli appuntamenti della festa sono riportati nel volantino a parte.
| Alla scuola di Gesù | |||||||||||
| Lunedì | Martedì | Mercoledì | Giovedì | Venerdì | Sabato | ||||||
| Gv 1,45-51 | Mt 23,23-26 | Mt 23,27-32 | Mt 24,42-51 | Mt 25,1-13 | Mc 6,17-29 | ||||||
Vivere il mistero : Credo che tutti noi, prima o poi, dovremmo lasciarci verificare da questa domanda di Cristo. Lungo la storia le risposte sono state assai diverse. Da chi l’ha negato apertamente: «Gesù è il leggendario fondatore della religione cristiana – asseriva Ambrogio Donini, storico del cristianesimo di matrice marxista – la cui esistenza storica non può essere dimostrata, ma la cui presenza è soltanto percepibile nel mito e nel rito»; da chi ne è rimasto affascinato come lo scrittore F. Kafka: «Cristo: questo abisso di luce. Bisogna chiudere gli occhi per non precipitare»; da chi ne ha avvertito il vuoto dell’assenza: «Manca sempre qualcosa, c’è un vuoto in ogni mio intuire. Ed è volgare, questo non essere completo, è volgare, mai fui cosi volgare come in questa ansia, questo “non avere Cristo”» (P. P. Pasolini). Gesù, nel Vangelo di questa 21a domenica per annum dapprima interroga i discepoli su cosa la gente pensa di lui, poi, più direttamente, chiede loro cosa pensano di lui. Se noi apriamo i Vangeli emerge un dato incontrovertibile: Gesù era un uomo senza paragone. Pensiamo solo a come le folle stavano giornate intere ad ascoltarlo. Egli sapeva leggere nel cuore dei suoi interlocutori, capire le loro sofferenze. Per non parlare di quando incontrava i peccatori; mai un giudizio di condanna, sempre uno sguardo di tenerezza e misericordia. Eppure Gesù non era capito, neppure dai suoi familiari, tanto meno dai suoi discepoli. Ecco allora la prima domanda, là a Cesarea di Filippo, l’attuale Banyas: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?» (Mt 16,13). La risposta dei discepoli pone in luce una difficoltà di sempre: non riconoscere Gesù per quello che è veramente, non capire la sua originalità. Si può infatti fraintenderlo. Può capitare che Gesù sia scambiato per Giovanni Battista, cioè un grande asceta, un uomo che ha fatto grandi rinunce (fino a dare la propria vita) per alti ideali. Un uomo eroico, insomma. Ma se l’eroismo rimane in primo piano rischiamo di perdere l’aspetto essenziale della sua figura. Gesù non ha rinunciato alle bellezze della vita, ma ha insegnato ad armonizzarle secondo una scala di valori (i valori del Regno, di cui le Beatitudini sono la magna charta). Ben più di Giovanni Battista è Gesù! Possiamo confonderlo anche con Elia, il profeta della fede pura, così «pura» che arriva ad uccidere persino i sacerdoti di Baal sul Carmelo. Ma Gesù in nome della fede non ha mai annientato nessuno, semmai ha cercato di conquistare i lontani, gli scettici, e i dubbiosi. Ben più di Elia è Gesù! Geremia è il terzo personaggio citato dai discepoli. Questo grande profeta è l’icona del giusto sofferente. Anche Gesù ha percorso la via della croce. Gesù ha incontrato il dolore aprendolo però alla redenzione, non ha mai esaltato la sofferenza. Anche in questo caso, ben più di Geremia è Gesù! Per capire chi è Gesù bisogna perciò liberarsi da ogni schema interpretativo, da ogni luogo comune. Lasciare quello che si crede di sapere di lui e attraversare il travaglio dell’inquietudine santa, la palude dell’incertezza e la notte oscura della fede. ln positivo, è necessario rielaborare quanto ereditato attraverso un attento discernimento, e un salutare interrogarsi. «Il mio osanna – confidava F. Dostoevskij – è passato attraverso la fornace del dubbio». Questa affermazione dello scrittore russo racchiude in sintesi la fatica e lo splendore del cammino della fede. Quando Gesù interroga direttamente i discepoli per tutti risponde Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente» (Mt 16,16). Qui Gesù è riconosciuto anzitutto come colui che libera il popolo di Israele, che ridona libertà all’uomo oppresso dal peccato (il Messia). Inoltre è pure riconosciuto come il Figlio del Dio vivo. Ci si è chiesti se con questa affermazione Pietro intendesse professare anche la divinità di Gesù. Appare evidente che la solenne dichiarazione petrina vada oltre la semplice messianicità. ln Gesù, ed è ormai esperienza consolidata per i discepoli, Dio è presente e operante. Questa confessione, stando alla risposta di Gesù, viene dall’alto (Mt 16,17). Cosa significa? Semplice: all’inizio di ogni nostra ricerca di Cristo sta l’iniziativa divina. Davvero, come afferma Paolo: da lui, per mezzo di lui e per lui viene ogni cosa (cf Rm 11,36, seconda lettura). Conclude Gesù: «Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli» (Mt 16,18-19). Abbiamo qui tre ricche metafore: la roccia, le chiavi e la coppia verbale legare-sciogliere. Pietro è la roccia attorno alla quale la comunità credente, la Chiesa, trova coesione e unità; a lui sono date le chiavi del Regno dei cieli, indicando così l’amministrazione per l’ammissione a quel Regno (cf Is22,22). Infine, la metafora del legare e sciogliere ha il senso di proibire e permettere, giudicare e perdonare. A Pietro (e alla Chiesa) sono attribuiti titoli e prerogative propri del Messia. L’autorità di Pietro è perciò vicaria; egli rappresenta un altro, Gesù Cristo. Tuttavia la sua autorità è piena e indiscussa. «Signore Gesù, vorremmo saperti dire / tutto quello che tu sei per noi, / ma le parole ci mancano… / Donaci la grazia del tuo Spirito, / per poter penetrare il tuo ineffabile mistero / ed essere con la nostra stessa vita / una solenne proclamazione della tua divinità / e della tua santissima umanità. / Metti sulla nostra debole fede / il tuo indelebile Sigillo / perché nulla possa separarci da te / e dal tuo Corpo mistico che è la Chiesa». (p. Sandro Carotta)

Dal Vangelo secondo Matteo (15,21-28)
Dal Vangelo secondo Matteo (14,22-33)
Dal Vangelo secondo Matteo (14,13-21)
Dal Vangelo secondo Matteo (13,44-52)
Dal Vangelo secondo Matteo (13,24-43)