Letture: Atti degli Apostoli 2,1-11 / Salmo 103 / 1Corinzi 12,3b-7.12-13
Manda il tuo Spirito, Signore,
a rinnovare la terra.
Dal Vangelo secondo Giovanni (20,19-23)
La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.
Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».
Parola del Signore
VITA ECCLESIALE
| Sabato 23 | 18.30 | Secondo tutte le intenzioni di Maria Teresa (vivente) |
| Domenica 24 | 10.30
18.30 |
+ Francesco Berardi, Maria, Demo e Luigi
+ Maurizio e famiglia + Guadagnini Silvana |
| Lunedì 25 | 8.00 | + Baldini Anna (trigesima) |
| Martedì 26 | 8.00 | (R)® |
| Mercoledì 27 | ||
| Giovedì 28 | ||
| Venerdì 29 | ||
| Sabato 30 | ||
| Domenica 31 | 18.30 | + Toffanello Teresina |
Orario Confessioni Venerdì ore 9.00 – 10.00 (don Fabio)
S. Paolo Sabato ore 17.15 18.15 (don Fabio)
Domenica ore 9.45 – 10.15 (don Fabio)
N.B. Concordare con don Fabio eventuali esigenze.
Chiesa della Conversione di S. Paolo Apostolo
Orario SS. Messe Feriale: Lunedì, Martedì e Venerdì ore 8.00
Mercoledì, Giovedì ore 18.30 Lunedì (Oratorio) ore 18.30
Prefestiva ore 18.30 Festiva ore 10.30 e 18.30
Tutti i giorni [escluso venerdì] ore 17.55 S. Rosario del mese di maggio
Venerdì ore 17.30 Adorazione Eucaristica S. Rosario e Vespro
N.B. Tutte le celebrazioni si possono seguire anche nel sito internet della parrocchia
Chiesa di S. Giacomo Apostolo – Fruges
Orario SS. Messe Feriale dal Lunedì al Venerdì ore 18.30
Prefestiva ore 16.30 Festiva ore 8.00 e 11.00
S. Rosario dal Lunedì al Venerdì ore 18.00 Sabato ore 17.30
Cappella del Seminario di Montericco
Orario SS. Messe Martedì ore 19.00 e Mercoledì ore 7.00
| Anno : A
Maggio 2026 |
LA VITA DELLA COMUNITA’
| Domenica 24
Pentecoste |
Ss. Messe ad orario festivo (S. Paolo e S. Giacomo).
Ore 10.15 (oratorio) : Corteo dei comunicandi fino a S. Paolo. Ore 10.30 (S. Paolo) : S. Messa di Prima Comunione. |
| Lunedì 25 | Ore 20.00 (S. Paolo) : S. Rosario camminato con partenza e arrivo nel sagrato della chiesa. |
| Martedì 26
S. Filippo Neri |
S. Messa ad orario feriale |
| Mercoledì 27 | Ore 20.30 (canonica) : Prove del “Coro S. Paolo |
| Giovedì 28 | Ore 20.45 (canonica) : Lettura comune della Parola di Dio. |
| Venerdì 29 | Ore 17.30 (S. Paolo) : Adorazione Eucaristica e S. Rosario.
Ore 20.30 (S. Paolo) : Processione con l’immagine della B. V. della Consolazione nel quartiere Bolognano. (vedi sotto) |
| Domenica 31
Ss.ma Trinità |
Ss. Messe ad orario festivo (S. Paolo e S. Giacomo).
Ore 20.30 (C.E.M.Immacolata) : Processione con l’immagine della B. V. della Consolazione di Ritorno al Santuario. (vedi sotto) |
1 – Tutti i giorni(No venerdì) in S. Paolo ore 17.55 : S. Rosario del mese di Maggio.
2 – Martedì, mercoledì e giovedì alle ore 20.00 presso le suore di S. Giuseppe
(Scuola materna) in via Bassi, preghiera del S. Rosario.
La processione nel quartiere Bolognano
Partenza dalla Chiesa di S. Paolo, corso V. Veneto, p.za U. Ricci, via Martiri della Libertà, via Padre Costa, via Decorati al Valor Civile, via Fratelli Cervi, via Berardi, via Moro, via A. De Gasperi, (breve sosta davanti alla Caserma dei Carabinieri), via Togliatti, via Padre Costa, via Pertini, via Gramsci, via Risorgimento, p.za Marmirolo, via Ricci Signorini fino alla Chiesa di S. Paolo.
La processione di Ritorno al Santuario
Partenza dalla Comunità Educativa Maria Immacolata, v.le Zaganelli, via Roma, v.le Alighieri, via Amendola, via Sangiorgi, via Berlinguer, via Mentana, v.le Zaganelli, via J. F. Kennedy, via S. Giovanni XXIII, v.le Cimitero fino al Santuario.
| Alla scuola di Gesù | |||||||||||
| Lunedì | Martedì | Mercoledì | Giovedì | Venerdì | Sabato | ||||||
| Gv 19,25-34 | Mc 10,28-31 | Mc 10,32-45 | Mc 10,46-52 | Mc 11,11-25 | Mc 11,27-33 | ||||||
Vivere il mistero : Quaranta giorni dopo la Pasqua abbiamo celebrato l’Ascensione di Gesù; oggi, al compimento del cinquantesimo giorno, celebriamo la Pentecoste, che segna il felice compimento – con l’invio dello Spirito Santo – del mistero centrale della nostra fede: la morte e risurrezione di Gesù Cristo. Il numero cinquanta è chiaramente simbolico e allude anche al completamento dell’uomo. Taulero sosteneva che un uomo prima dei quarant’anni non ha una reale esperienza di Dio; tra i quaranta e cinquanta lo Spirito lo trasforma introducendolo alla pienezza della verità. La Pentecoste non è allora solo un evento divino ma anche antropologico, in quanto mediante lo Spirito la nostra umanità raggiunge la sua pienezza. Noi vorremmo evidenziare questo rinnovamento mediante alcune suggestioni che emergono dalle tre letture della liturgia odierna, tre brani che mettono in luce tre diverse sfumature dell’unico mistero. La descrizione che ci fa Luca della Pentecoste ricalca la teofania del Sinai (tornano i medesimi elementi, quali ad esempio il vento impetuoso, il fuoco…). La potenza dello Spirito scende sugli apostoli riuniti nel cenacolo, e li trasforma da uomini timorosi in testimoni. L’evangelista ci offre tre immagini dello Spirito. Anzitutto quella del vento, uno degli elementi naturali più misteriosi. Difatti è allo stesso istante invisibile, inafferrabile e imprevedibile; eppure spezza in noi ciò che è rigido, bloccato e refrattario comunicandoci il calore dell’amore (cf Sequenza), che guarisce da ogni paura, soprattutto quella della sofferenza e della morte. La seconda immagine è quella del fuoco. Il fuoco illumina e riscalda, difende e crea intimità. Inoltre, rende il cibo digeribile, purifica il metallo, mantiene la vita sana e forte. Lo Spirito è un fuoco trasformante: chi si affida a Lui cambia realmente. La terza immagine è quella della lingua, con la quale si annunciano le grandi opere di Dio. Lo Spirito insegna all’umanità una nuova grammatica: dona un linguaggio di comunione, una parola che costruisce ponti. Lo Spirito scende infine su tutti e su ognuno: è un dono che si personalizza, che pone fine alla confusione babelica e inaugura la nuova Gerusalemme. La seconda lettura è un frammento della prima lettera di Paolo ai cristiani di Corinto (12,3b-7.12-13). L’apostolo evidenzia un dato importante: l’azione dello Spirito crea l’unità ma nella diversità dei doni. «La diversità – ci ricorda p. Raniero Cantalamessa – non è un limite o un correttivo dell’unità, ma è il solo modo per realizzarla, trattandosi di unità tra persone e non tra cose». Dallo Spirito discendono poi i carismi (profezia, discernimento, interpretazione delle lingue), dal Signore Gesù i vari ministeri, da Dio le diverse operazioni (miracoli, esorcismi). Il tutto per «il bene comune» (1Cor 12,7). Lo Spirito, all’interno della comunità credente, è anche una forza che libera dal peccato. Paolo parla di battesimo nello Spirito. Questa azione rigenerante fa di tutti un solo corpo: «Noi tutti siamo stati battezzati mediante un solo Spirito in un solo corpo, Giudei o Greci, schiavi o liberi; e tutti siamo stati dissetati da un solo Spirito» (1 Cor 12,73). Attraverso il battesimo, i credenti rinascono a vita nuova. Il segno rivoluzionario di questa novitas è la scomparsa di ogni differenza discriminatoria (schiavi o liberi). Abbiamo detto che lo Spirito Santo opera l’unità mediante i carismi; ma lo Spirito non solo fa l’unità ma è l’unità. La sua presenza però non s’impone con la forza ma si offre discreta alla libertà dell’uomo. Per Giovanni l’effusione dello Spirito Santo avviene alla sera di Pasqua: «Detto questo, soffiò e disse loro: “Ricevete lo Spirito Santo. A coloro cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati”» (Gv 20,22–23). La maggior parte dei commentatori fa notare il parallelo uso di «soffiò» (enephùsesen) in Gen 2,7 (LXX) per affermare che il dono dello Spirito segna la nuova creazione. L’uomo rinasce in forza del perdono di Dio; la comunità cristiana, mediante lo Spirito, diviene il luogo ove è possibile liberare l’uomo dal suo peccato. Lo Spirito crea e redime e fa nuove tutte le cose. Questo è l’annuncio della buona novella pasquale che il Risorto affida alla sua Chiesa. Scrivendo ai Romani, Paolo esorta: «Non conformatevi a questo mondo, ma lasciatevi trasformare rinnovando il vostro modo di pensare» (Rm 12,2). Il verbo metamorphèisthai («trasformarsi» ) ha una duplice connotazione: riflessiva («trasformatevi») e passiva («lasciatevi trasformare»). Colui che opera questa trasformazione è lo Spirito Santo (cf 2 Cor 3,18), il quale con la sua azione segreta fa sì che l’intera vita del cristiano divenga un culto vivente, santo e gradito a Dio. Nel giorno di Pentecoste la Chiesa ci invita a invocare il Dono per eccellenza, lo Spirito Santo; allo stesso istante ci sollecita pure a prendere coscienza della sua presenza dentro di noi. Solo così passeremo da uno stato in cui la grazia è presente in noi inconsapevolmente al grado di una vera percezione dell’attività dello Spirito. «Lo scopo della vita cristiana – asseriva sant’Ignazio Xanthopoulus – è il ritorno alla grazia perfetta dello Spirito Santo datore di vita, grazia che ci viene conferita all’inizio dell’esistenza nel santo battesimo». (p. Sandro Carotta)
Il Messale Romano- Alla scuola del Messale [] (di Giuseppe Midili)
La comunità che si raduna stabilmente intorno alla mensa del pane e della Parola, tuttavia, può subire nella prassi il logorio della ripetizione e dell’abitudine e smarrire la profonda gioia spirituale che scaturisce dal celebrare la santa cena, sperimentando un senso di fatica o di sottile noia. La prima tappa dell’itinerario prevede un congruo tempo di meditazione e approfondimento del senso teologico del celebrare, non tanto per l’acquisizione di contenuti teologici a livello di studio (questo ovviamente è dato per acquisito), quanto per riscoprire il senso vero della partecipazione all’Eucaristia. Nel corso dei secoli, infatti, la Chiesa ha sviluppato un’armonia di parole, segni, gesti, che aiutano a entrare in relazione con il Mistero di Cristo. Il singolo o la comunità possono approfondire tale patrimonio meditando i racconti biblici sull’ultima cena e i racconti della Tradizione che narrano le prime celebrazioni della cena eucaristica. Quindi sarà utile per esempio rileggere l’Ordinamento Generale del Messale Romano (= OGMR), che costituisce una via privilegiata per comprendere il mistero della fede per mezzo di riti, preghiere e segni sensibili. Il testo, infatti, nella prima parte offre una sintesi teologica sul sacramento dell’Eucaristia, quindi presenta un compendio di suggerimenti e proposte che, sulla base dei fondamenti teologici, aiutino la comunità a cogliere tutte le potenzialità del dialogo orante con Dio che si compie nella Messa. (2-continua)
Dal Vangelo secondo Matteo (28,16-20)
Dal Vangelo secondo Giovanni (14,15-21)
Dal Vangelo secondo Giovanni (14,1-12)

Dal Vangelo secondo Luca (24,13-35)
Dal Vangelo secondo Giovanni (20,19-31)