Programma dall’8 al 18 gennaio 2026

Letture: Isaia 42,1-4.6-7 / Salmo 28 / Atti 10,34-38

 

Il Signore benedirà il suo popolo con la pace.

 

Dal Vangelo secondo Matteo (3,13-17)
In quel tempo, Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui.

Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?». Ma Gesù gli rispose: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia». Allora egli lo lasciò fare.

Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. Ed ecco una voce dal cielo che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento».

Parola del Signore.

 

VITA ECCLESIALE

Sabato 10

18.00

Deff. Fam. Preti e Gotti

+ Saguatti Claudio

Domenica 11

10.30

18.00

+ Antonio, Augusto Pelliconi, Emilia e Giuseppina

+ Edmondo ed Ebriana

Lunedì 12

   

Martedì 13

   

Mercoledì 14

   

Giovedì 15

   

Venerdì 16

   

Sabato 17

18.00

+ Pasotti Costante

Domenica 18

10.30

+ Resta Albertina e Bruno

Orario Confessioni Venerdì ore 9.0010.00 (don Fabio)

S. Paolo Sabato ore 16.45 17.45 (don Fabio)

Domenica ore 9.4510.15 (don Fabio)

N.B. Concordare con don Fabio eventuali esigenze.

Chiesa della Conversione di S. Paolo Apostolo

Orario SS. Messe Feriale: Lunedì, Martedì e Venerdì ore 8.00

Mercoledì, Giovedì ore 18.00 Lunedì (Oratorio) ore 18.30

Prefestiva ore 18.00 Festiva ore 10.30 e 18.00

Tutti i giorni [escluso venerdì] ore 17.25 S. Rosario

Venerdì ore 17.30 Adorazione eucaristica e S. Rosario

N.B. Tutte le celebrazioni si possono seguire anche nel sito internet della parrocchia

Chiesa di S. Giacomo Apostolo – Fruges

Orario SS. Messe Feriale dal Lunedì al Venerdì ore 18.30

Prefestiva ore 16.30 Festiva ore 8.00 e 11.00

S. Rosario dal Lunedì al Venerdì ore 18.00 Sabato ore 17.30

Cappella del Seminario di Montericco

Orario SS. Messe Martedì ore 19.00 e Mercoledì ore 7.00

 

Anno : A

Gennaio 2026

LA VITA DELLA COMUNITA’

Domenica 11

Battesimo del Signore

Ss. Messe ad orario festivo (S. Paolo e S. Giacomo).

Ore 9.30 (S. Giacomo) : Riprende il catechismo per la classe prima media

Ore 16.00 (oratorio) : Festa per le famiglie

Mercoledì 14

Ore 20.30 (canonica) : Prove del “Coro S. Paolo”

Giovedì 15

Ore 20.45 (canonica) : Lettura comune della Parola della domenica.

Venerdì 16

Ore 17.30 (S. Paolo) : Adorazione eucaristica, S. Rosario e celebrazione del Vespro

Sabato 17

S. Antonio Abate

Ore 11.00 (S. Paolo) : S. Messa della memoria

Sarà disponibile in chiesa il pane benedetto per gli animali

Domenica 18

II del T. O.

Inizia la settimana di preghiera per l’Unità dei Cristiani

Ss. Messe ad orario festivo (S. Paolo e S. Giacomo).

Ore 16.00 (S. Paolo) : Concerto di S. Paolo con la partecipazione del “Coro S. Paolo”

Avviso.- Il corso di preparazione al matrimonio inizierà a fine gennaio – inizio febbraio. Le coppie interessate, prossime al matrimonio comunichino con il parroco al più presto.

In canonica in S. Paolo sono sempre disponibili le marmellate delle monache.

Importante.- In S. Paolo, a partire da Lunedì 12 gennaio la S. Messa del Lunedì sarà celebrata alle ore 8.00 e non alle 18.00.

Visita alle famiglie con benedizione

12 – 18 gennaio (dalle ore 14.30)

Lunedì 12 : Via Celletta, Felice, S. Antonio, dei Peschi, Fornace Sopra

Martedì 13 : Via Trebeghino

Mercoledì 14 : Via Montessori, Palmiera, Petrucci.

Giovedì 15 : Via don Milani, Rodari

Domenica 18 : Via Casadei, Pasolini, Zardi

Alla scuola di Gesù :

 

Lunedì

Martedì

Mercoledì

Giovedì

Venerdì

Sabato

 

Mc 1,14-20

Mc 1,21b-28

Mc 1,29-39

Mc 1,40-45

Mc 2,1-12

Mc 2,13-17

Vivere il mistero L’antifona d’ingresso ci introduce alla festa del Battesimo del Signore e ne canta il senso profondo: «Dopo il battesimo di Gesù si aprirono i cieli e, come colomba, lo Spirito di Dio si fermò su di Lui e la voce del Padre disse: “Questi è il Figlio mio prediletto nel quale mi sono compiaciuto”» (Mt 3,16-17; cf .ls 42,1). 0ggi, nel battesimo nel fiume Giordano, si aprono i cieli su Gesù che riceve la sua investitura messianica: la voce del Padre e la discesa sul Figlio dello Spirito Santo, sotto forma di colomba, indicano questo. Gesù, sottoponendosi al rito penitenziale del Battista, si è fatto solidale con ciascuno di noi, peccatori. ln Gesù troviamo la nostra identità battesimale e siamo chiamati ad assumere il suo stesso stile di vita e di missione: «Chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo. Come il Figlio dell’uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti» (Mt 20,27). Il racconto del battesimo del Signore è riportato da tutti e quattro gli evangelisti; nel ciclo A leggiamo il Vangelo secondo Matteo (Mt 3,13-17). Il fiume Giordano evoca l’ultima tappa del lungo esodo del popolo eletto (cf. Es 4,19). Gesù, come Giosuè, è colui che porta a compimento il cammino iniziato da Mosè. Il rito al quale Gesù si sottopone, ribadisce il mistero dell’incarnazione, cioè la piena solidarietà di Cristo con l’umanità. Il battesimo segna per lui un cambio radicale di vita. Gesù riceve dal Padre la sua vocazione messianica, di servizio filiale e regale. La coscienza nuova che Gesù matura dalla teofania (manifestazione di Dio) del suo battesimo, resta il punto di riferimento incrollabile di tutte le scelte del suo ministero, fino al compimento della sua missione, nel mistero pasquale. La voce del Padre e la presenza dello Spirito Santo fanno di Lui il compimento del canto del Servo di YHWH (ls 40-55). Di fronte alla Parola del Padre, questo Figlio-Servo non ha nulla da obiettare, facendosi obbediente fino alla morte (cf. ls 53,7; Fil 2,8). Egli è il «Figlio amato» (cf. Sal 2,7; Gen 22) che aderisce alla sua diaconia messianica sulla linea della prima lettura (ls 42,1-4.6-7), con uno stile dolce e forte: «Non griderà, né alzerà il tono, non farà udire in piazza la sua voce, non spezzerà una canna incrinata, non spegnerà uno stoppino dalla fiamma smorta». Il Re Messia davidico dà inizio al compimento del Regno di Dio in Israele ma per tutta l’umanità. Il salmo responsoriale (Sal 28,13b.4.3a.9-10) fa risuonare la voce potente di Dio sulle acque e afferma questo tipo di regalità messianica che costruisce la pace. La seconda lettura (At 10,34-38) riporta l’inizio del discorso di Pietro nella casa del centurione Cornelio. Prima di dare il battesimo a tutti i pagani presenti che avevano accolto la Parola e sui quali era disceso prodigiosamente lo Spirito Santo, Pietro esclama. «ln verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenza di persone, ma accoglie chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque nazione appartenga». Infatti, dopo il Battista, Gesù di Nàzaret, consacrato in Spirito Santo e potenza, passava beneficando e sanando quanti erano prigionieri del male antico. La tradizione patristica dei primi sei secoli dell’era cristiana ha collegato l’unzione crismale, cioè la Confermazione, non principalmente alla Pentecoste, quanto piuttosto al battesimo di Gesù al Giordano. Infatti, è attraverso la Cresima che viene manifestata e conferita al battezzato la missione profetica, sacerdotale e regale di Cristo. Il battesimo di Gesù faceva parte, originariamente, della festa dell’Epifania. Poiché il racconto dei Magi aveva preso il sopravvento, si sentì giustamente il bisogno di fare memoria del battesimo di Gesù al Giordano, nell’ottavo giorno dopo l’Epifania (XII secolo). Questa commemorazione di fatto, per ragioni non chiare, scomparve dai calendari e nel Messale tridentino; come reperto storico rimase soltanto il brano evangelico dell’evento. Solo nel 1962, con la riforma del calendario, già iniziata da Pio XII e messa in atto da Giovanni XXIII, questa commemorazione fu ripristinata il 13 gennaio. Infine, con la riforma conciliare del calendario (1969), fu collocata come festa nella prima domenica dopo l’Epifania. ln questa festa è opportuno fare memoria del proprio battesimo con la professione di fede battesimale dopo l’omelia. (Sr. Regina Cesarato)

Il Messale Romano- Note di Pastorale Liturgica [continuazione] (di p. Giuseppe Midili)

La pubblicazione della nuova traduzione è l’occasione per proporre a tutti coloro che sono coinvolti nell’azione celebrativa con un ministero – dalla presidenza a qualche servizio liturgico – di pregare con il Messale in modo semplice, sostando in orazione prima della celebrazione per prepararsi e dopo, per un periodo di ringraziamento. Durante il tempo della liturgia si concentrano sulla preghiera avendo già risolto tutti gli aspetti pratici e svolgendo il servizio in raccoglimento, perché, come ogni altra azione importante della vita umana, anche la preghiera va preparata: è un incontro con Dio che non può essere improvvisato. Per vivere in modo spiritualmente fruttuoso la celebrazione si proporrà di seguire lo stesso schema che alcune sagge guide spirituali propongono per gli esercizi spirituali, strutturando – secondo lo schema ignaziano – un percorso che si articola in tre passaggi: preparazione; tempo del «faccia a faccia» trascorso alla presenza di Dio nel suo tempio santo; verifica, in cui si valuta ciò che è accaduto e l’andamento dell’incontro. 0gni passaggio della ricerca prevede alcune tappe, I maestri della vita spirituale raccomandano di prendere nota di ciò che accade nei tre passaggi su un «Quaderno della preghiera», in cui si scrive quello che si sperimenta durante l’incontro con il Signore, quello che si prova, qual è il messaggio che Dio vuole consegnare a ogni interlocutore e alla comunità radunata. ln questo modo la preghiera liturgica è vissuta e preparata attraverso un itinerario di esercizi di orazione, che aiutano a maturare nel rapporto con Dio e a crescere nella conformazione a Cristo. Si viene così a strutturare un piccolo itinerario, che costituisce la base per un percorso che curi la regia celebrativa, cioè il fruttuoso svolgimento dell’azione rituale, assicurato da una buona preparazione alla Messa e completato da un ringraziamento nel tempo post celebrativo. Tale itinerario di vita spirituale può essere seguito dai presbiteri chiamati a presiedere, dai laici che si assumono la corresponsabilità di curare con loro l’esperienza celebrativa e dall’équipe liturgica. (4-continua)

Benedizioni alle famiglie per la Santa Pasqua 2026

 

 

È col desiderio di incontrare quanti più possibile che lunedì 12 gennaio 2026

iniziamo l’itinerario delle Benedizioni delle Famiglie nelle case. Gli orari di visita saranno generalmente tra le ore 14 e le ore 18 (circa). Sarete comunque avvisati tempestivamente.

Mi aiuteranno nelle Benedizioni i diaconi Eros e Lorenzo e il lettore Duilio.

Il Signore tutti vi benedica!

 

 

Immagine che contiene persona, vestiti, Viso umano, Addobbi floreali

Il contenuto generato dall'IA potrebbe non essere corretto.
don Fabio

 

diacono Eros

 

diacono Lorenzo

 

lettore Duilio

Programma dal 3 all’11 gennaio 2026

Letture: Siracide 24,1-2.8-12 / Salmo 147 / Efesini 1,3-6.15-18

Il Verbo si è fatto carne e ha posto la sua dimora in mezzo a noi.

 

Dal Vangelo secondo Giovanni (1,1-18)

In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio.

Egli era, in principio, presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.

In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta.

Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni.

Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui.

Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce.

Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo.

Era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui; eppure il mondo non lo ha riconosciuto.

Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto.

A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali, non da sangue né da volere di carne né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati.

E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità.

Giovanni gli dà testimonianza e proclama: «Era di lui che io dissi: Colui che viene dopo di me è avanti a me, perché era prima di me».

Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto: grazia su grazia.

Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.

Dio, nessuno lo ha mai visto: il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre,

è lui che lo ha rivelato.

Parola del Signore.

VITA ECCLESIALE

Sabato 03 18.00 + Preda Maria Teresa
Domenica 04 10.30

18.00

+ Ruffini Armanda, Dovadola Ivano, Monica e Silverio e secondo le intenzioni di Maria Teresa (vivente)

+ Manara Bruno

Lunedì 05 18.00 + Rizzi Luigi (detto Carlo – 2° anniv.)
Martedì 06 10.30

18.00

+ Marani Umberto e Peruzzi Giovanna

+ Giovanni, Isolina, Giacomo, Elde e don Orfeo

+Ravaglia Iris

Mercoledì 07
Giovedì 08
Venerdì 09
Sabato 10 18.00 Deff. Fam. Preti e Gotti

+ Saguatti Claudio

Domenica 11

Orario Confessioni Venerdì ore 9.0010.00 (don Fabio)

S. Paolo Sabato ore 16.45 17.45 (don Fabio)

Domenica ore 9.4510.15 (don Fabio)

N.B. Concordare con don Fabio eventuali esigenze.

Chiesa della Conversione di S. Paolo Apostolo

Orario SS. Messe Feriale: Lunedì, Martedì e Venerdì ore 8.00

Mercoledì, Giovedì ore 18.00 Lunedì (Oratorio) ore 18.30

Prefestiva ore 18.00 Festiva ore 10.30 e 18.00

Tutti i giorni [escluso venerdì] ore 17.25 S. Rosario

Venerdì ore 17.30 Adorazione eucaristica e S. Rosario

N.B. Tutte le celebrazioni si possono seguire anche nel sito internet della parrocchia

Chiesa di S. Giacomo Apostolo – Fruges

Orario SS. Messe Feriale dal Lunedì al Venerdì ore 18.30

Prefestiva ore 16.30 Festiva ore 8.00 e 11.00

S. Rosario dal Lunedì al Venerdì ore 18.00 Sabato ore 17.30

Cappella del Seminario di Montericco

Orario SS. Messe Martedì ore 19.00 e Mercoledi ore 7.00

 

Anno : A

Gennaio 2026

LA VITA DELLA COMUNITA’

Domenica 04

II dopo Natale

Ss. Messe ad orario festivo (S. Paolo e S. Giacomo).
Lunedì 05 Ore 16.30 (S. Giacomo) : S. Messa prefestiva

Ore 18.00 (S. Paolo) : S. Messa prefestiva

Martedì 06

Epifania del Signore

Ss. Messe ad orario festivo (S. Paolo e S. Giacomo).

Ore 10.30 (S. Paolo) : S. Messa e benedizione delle famiglie

Ore 16.00 (oratorio) : Festa per le famiglie

Mercoledì 07 Ore 20.30 (canonica) : Prove del “Coro S. Paolo”
Giovedì 08 Ore 20.45 (canonica) : Lettura comune della Parola della domenica.
Venerdì 09 Ore 17.30 (S. Paolo) : Adorazione eucaristica e S. Rosario

Ore 20.30 (oratorio) : “Dal Sinodo alla quotidianità”Incontro con mons. Erio Castellucci sul Sinodo della Chiesa italiana.

Sabato 10 Ore 15.00 (S. Giacomo) : Riprende il catechismo per le classi 2, 3, 4 e 5 elementare.

Ore 16.30 (S. Giacomo) : S. Messa prefestiva

Domenica 11

Battesimo del Signore

Ss. Messe ad orario festivo (S. Paolo e S. Giacomo).

Ore 9.30 (S. Giacomo) : Riprende il catechismo per la classe prima media

Avviso.- E’ in definizione il corso di preparazione al matrimonio che inizierà a fine gennaio – inizio febbraio. Le coppie interessate, prossime a celebrare il Sacramento del matrimonio, è bene che al più presto diano la propria adesione comunicando con il parroco.

Martedì 6 gennaio festa della famiglia con S. Messa solenne alle 10.30 e ritrovo all’Oratorio dalle ore 16.00

Importante.- In S. Paolo, a partire da Lunedì 12 gennaio varia l’orario delle S. Messe feriali come riportato sotto:

Lunedì, Martedì e Venerdì : Mattino ore 8.00

Mercoledì e Giovedì : Pomeriggio ore 18.00

In canonica in S. Paolo sono sempre disponibili le marmellate delle monache.

Alla scuola di Gesù :
Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì Venerdì Sabato
Gv 1,43-51 Mt 2,1-12 Mt 4,12-17.23-25 Mt 6,34-44 Mc 6,45-52 Lc 4,14-22a

Vivere il mistero Il brano evangelico di questa domenica (lo stesso della Messa natalizia del giorno) è l’esordio del Vangelo secondo Giovanni, o meglio, il prologo. Si tratta di un’introduzione che costituisce la sintesi del mistero di Cristo, della sua vita e della sua missione. Potrebbe essere considerato il parallelo dei Vangeli dell’infanzia di Gesù secondo Matteo e Luca, sebbene con un genere letterario del tutto diverso. Infatti, come il prologo di Giovanni ha lo scopo di comunicare:

1) Chi è Gesù: il Verbo eterno del Padre che si è reso visibile nella nostra carne e in vista del quale è stato creato questo mondo.

2) Quale la sua missione: darci la possibilità in Gesù di essere anche noi figli, partecipi della sua stessa dignità e quindi anche eredi della sua stessa gloria.

3) Chi è Dio: nessuno l’ha mai visto, ma chi conosce Gesù attraverso l’accoglienza della sua parola e l’intima comunione sacramentale con lui, «conosce» Dio.

Il riferimento al Battista è per ribadire, attraverso la testimonianza dell’ultimo dei profeti dell’Antico Testamento che Gesù è veramente il messia «perché era prima di me». Già nel prologo è presente il tema giovanneo della lotta fra la luce e le tenebre che ritornerà sovente nella predicazione di Gesù. È pure annunciata la tragica possibilità del rifiuto da parte di chi non saprà riconoscere la presenza di Dio nell’umanità di Cristo e quindi nella materialità dell’umana natura, nella storia della salvezza che segue la dinamica dell’incarnazione fino alla fine dei secoli. «E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi». L’incarnazione è uno stile di Dio che, pur con modalità diverse, continua nella storia della salvezza attraverso la materialità dei sacramenti di cui il pane e il vino nell’Eucaristia sono il vertice. L’espressione «il Verbo si fece carne» potrebbe, forse, diventare più comprensibile a tutti se nella predicazione il termine Verbo si sostituisse con Parola oppure addirittura con Messaggio. Infatti, tutto quello che Dio vuole comunicarci è presente in Gesù, nella sua persona, nei suoi gesti, nelle sue parole. Un messaggio che tutti possono leggere e comprendere, anche se analfabeti. «Dal momento in cui ci ha donato il Figlio suo, che è la sua unica e definitiva parola, ci ha detto tutto in una sola volta in questa sola parola… Perciò chi volesse ancora interrogare il Signore e chiedergli visioni o rivelazioni, non solo commetterebbe una stoltezza, ma offenderebbe Dio, perché non fissa il suo sguardo unicamente in Cristo e va cercando cose diverse e novità» (San Giovanni Della Croce, Salita al Carmelo,2,22). A cominciare dall’XI secolo il prologo di Giovanni, in quanto sintesi di tutto l’Evangelo, era proclamato come formula di benedizione sui morenti, prima di dare il viatico; così pure al termine del battesimo per i bambini; infine, fra il XIII e XVI secolo anche come benedizione complementare al termine della Messa. Questo spiega la sua presenza al termine della Messa tridentina fino alla riforma del Vaticano II.

(don Silvano Sirboni)

Il Messale Romano- Note di Pastorale Liturgica [continuazione] (di p. Giuseppe Midili)

Si dedicherà particolare attenzione al modo in cui si prepara e si svolge la celebrazione eucaristica, sia a livello personale sia comunitariamente, perché essa divenga realmente incontro tra Dio e il suo popolo, per valorizzare «le diverse possibilità di scelta e di adattamento» che il Messale prevede e si proporrà una mediazione «tra il mistero celebrato e l’assemblea concreta». La pubblicazione della nuova traduzione è l’occasione propizia per riflettere su alcuni principi di pastorale liturgica e di prassi celebrativa, che sono stati elaborati dal movimento liturgico, sanciti dal Concilio e diffusi nella fase di attuazione della riforma, ma ancora non hanno trovato piena applicazione. ln questo senso il Messale va accolto come libro della preghiera, che aiuta la comunità a entrare in relazione con Dio e la preparazione e l’organizzazione delle celebrazioni sono parte della dimensione orante della liturgia. La regia liturgica non è cura della cerimonia, ma proposta di un metodo di preghiera che aiuti a curare e vivere bene la celebrazione. Infatti «la bellezza della liturgia scaturisce dall’armonia di gesti e parole con cui si è coinvolti nel mistero celebrato» e i diversi linguaggi che caratterizzano l’arte del celebrare non costituiscono un’aggiunta ornamentale estrinseca, in vista di una maggiore solennità, ma appartengono alla forma sacramentale propria del mistero eucaristico, cioè sono parte della preghiera della Chiesa e come tale vanno preparati e vissuti. (3-continua)

Programma dal 27 dicembre 2025 al 4 gennaio

Letture: Siracide 3,2-6.12-14 / Salmo 127 / Colossesi 3,12-21

 

Beato chi teme il Signore e cammina per le sue vie.

 

Dal Vangelo secondo Matteo (2,13-15.19-23)

I Magi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo».

Egli si alzò, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Dall’Egitto ho chiamato mio figlio».

Morto Erode, ecco, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre e va’ nella terra d’Israele; sono morti infatti quelli che cercavano di uccidere il bambino».

Egli si alzò, prese il bambino e sua madre ed entrò nella terra d’Israele. Ma, quando venne a sapere che nella Giudea regnava Archelao al posto di suo padre Erode, ebbe paura di andarvi. Avvertito poi in sogno, si ritirò nella regione della Galilea e andò ad abitare in una città chiamata Nàzaret, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo dei profeti: «Sarà chiamato Nazareno».

Parola del Signore.

VITA ECCLESIALE

Sabato 27 18.00 (R)
Domenica 28 10.30

18.00

Sergio e Michela (anniv. Matrimonio)

Pro populo

Lunedì 29 18.00 + Montesi Natale
Martedì 30 8.00 Pro populo
Mercoledì 31 18.00 + Leo, Michele e Nicoletta
Giovedì 01 10.30

18.00

Pro populo

+ Beltrandi Alfredo e Luciano

Venerdì 02
Sabato 03 18.00 + Preda Maria Teresa
Domenica 04 10.30 + Ruffini Armanda, Dovadola Ivano, Monica e Silverio e secondo le intenzioni di Maria Teresa (vivente)

Orario Confessioni Venerdì ore 9.0010.00 (don Fabio)

S. Paolo Sabato ore 16.45 17.45 (don Fabio)

Domenica ore 9.4510.15 (don Fabio)

N.B. Concordare con don Fabio eventuali esigenze.

Chiesa della Conversione di S. Paolo Apostolo

Orario SS. Messe Feriale: Martedì e Venerdì ore 8.00

Lunedì, Mercoledì, Giovedì ore 18.00

Prefestiva ore 18.00 Festiva ore 10.30 e 18.00

Tutti i giorni [escluso venerdì] ore 17.25 S. Rosario

Venerdì ore 17.30 Adorazione eucaristica e S. Rosario

 

Chiesa di S. Giacomo Apostolo – Fruges

Orario SS. Messe Feriale dal Lunedì al Venerdì ore 18.30

Prefestiva ore 16.30 Festiva ore 8.00 e 11.00

S. Rosario dal Lunedì al Venerdì ore 18.00 Sabato ore 17.30

Cappella del Seminario di Montericco

Orario SS. Messe Martedì ore 19.00 e Mercoledi ore 7.00

 

Anno : A

Dicembre – Gennaio 2026

LA VITA DELLA COMUNITA’

Domenica 28

Santa Famiglia

Ss. Messe ad orario festivo (S. Paolo e S. Giacomo).

Ore 18.00 (Cattedrale) : Celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo Mons. Giovanni Mosciatti e concelebrata da tutti i presbiteri della diocesi (Chiusura dell’Anno Giubilare).

Ritrovo alle ore 17.40 nel piazzale della Rocca.

Mercoledì 31 Ore 16.30 (S. Giacomo) : S. Messa prefestiva

Ore 18.00 (S. Paolo) : S. Messa prefestiva

Ore 23.00 (C.E. Maria Immacolata) : Adorazione Eucaristica

Giovedì 01

Maria SS.ma Madre di Dio

Ss. Messe ad orario festivo (S. Paolo e S. Giacomo).

Ore 18.00 (S. Paolo) : S. Messa Solenne e canto del

“Te Deum” di ringraziamento per l’anno trascorso.

Venerdì 02 Primo venerdì del mese – Comunione agli impediti

Ore 8.45 – 12.00 (S. Paolo) : Adorazione eucaristica

Ore 17.30 (S. Paolo) : Adorazione eucaristica e S. Rosario

Sabato 03

Ss.mo Nome di Gesù

Ore 7.30 (S. Paolo) : Partenza in processione verso il Santuario della B.V. della Consolazione recitando il S. Rosario.

Ore 8.00 (Santuario) : Celebrazione della S. Messa

Domenica 04

II dopo Natale

Ss. Messe ad orario festivo (S. Paolo e S. Giacomo).

Avviso.- E’ in definizione il corso di preparazione al matrimonio che inizierà a fine gennaio – inizio febbraio. Le coppie interessate, prossime a celebrare il Sacramento del matrimonio, è bene che al più presto diano la propria adesione comunicando con il parroco.

In canonica in S. Paolo sono sempre disponibili le marmellate delle monache.

Importante.- In S. Paolo, a partire da Lunedì 5 gennaio varia l’orario delle S. Messe feriali come riportato sotto:

Lunedì, Martedì e Venerdì : Mattino ore 8.00

Mercoledì e Giovedì : Pomeriggio ore 18.00

Martedì 6 gennaio in S. Paolo festa della famiglia con S. Messa alle 10.30 e ritrovo all’Oratorio dalle ore 16.00

Alla scuola di Gesù :
Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì Venerdì Sabato
Lc 2,22-35 Lc 2,36-40 GV 1,1-18 Lc 2,16-21 Gv 1,19-28 Gv 1,29-34

Vivere il mistero – Il Siracide (prima lettura) esprime, attraverso un’ articolata parenesi, l’importanza dell’ amore dei figli adulti verso i genitori. Si tratta di una specie di glosse minuziose al comandamento “Onora tuo padre e tua madre“. La seconda lettura. – senza rinunciare ad alcune indicazioni mirate a mogli, mariti, figli e padri – preferisce soffermarsi sullo stile complessivo che deve animare una casa, una famiglia e una comunione di vita. Il dato determinante è, alla fine, la qualità e la nobiltà delle persone in gioco. La lettura evangelica presenta alcune vicende concrete della famiglia di Nazareth. Raccontando una storia di pericoli sfuggiti, mostra cosa vuol dire onorare i propri vincoli familiari. La lettura evangelica quindi, non teorizza lo stile familiare dal punto di vista del dovere e della teologia, ma presenta alcune vicende della famiglia di Nazareth. Giuseppe, protagonista attivo di tutto il racconto, mostra come va sviluppato il senso di responsabilità con le persone, che i vincoli familiari ci affidano..

Vivere il mistero – Il Siracide (prima lettura) esprime, attraverso un’ articolata parenesi, l’importanza dell’ amore dei figli adulti verso i genitori. Si tratta di una specie di glosse minuziose al comandamento “Onora tuo padre e tua madre“. La seconda lettura. – senza rinunciare ad alcune indicazioni mirate a mogli, mariti, figli e padri – preferisce soffermarsi sullo stile complessivo che deve animare una casa, una famiglia e una comunione di vita. Il dato determinante è, alla fine, la qualità e la nobiltà delle persone in gioco. La lettura evangelica presenta alcune vicende concrete della famiglia di Nazareth. Raccontando una storia di pericoli sfuggiti, mostra cosa vuol dire onorare i propri vincoli familiari. La lettura evangelica quindi, non teorizza lo stile familiare dal punto di vista del dovere e della teologia, ma presenta alcune vicende della famiglia di Nazareth. Giuseppe, protagonista attivo di tutto il racconto, mostra come va sviluppato il senso di responsabilità con le persone, che i vincoli familiari ci affidano. Le decisioni di Giuseppe non sono solo il frutto della sua intelligenza o astuzia, ma il risultato di una maturazione che cresce accogliendo la guida divina. Il sistema dei tre sogni mostra che l’elemento decisivo viene dall’alto. Alla comunicazione donata da Dio, segue un’esecuzione umana spesso faticosa e rischiosa che lascia il soggetto protagonista, mantenendolo al tempo stesso nella preziosa interazione con Dio. Al sistema dei tre sogni, Matteo affianca quello delle tre citazioni di compimento. Esse mostrano bene come affrontare con forza le difficoltà della vita, e conduce, ascoltando la voce del Signore, al di là dei possibili smarrimenti, a penetrare nel disegno di Dio e a portarlo avanti con un dono di sé, vero e generoso. L’itinerario di Giuseppe, portando a compimento le parole della Scrittura, diventa uno strumento per la conoscenza profonda di Gesù: «Dall’Egitto ho chiamato mio figlio» (v. 15) e «Sarà chiamato Nazareno» (v.23). Il Vangelo de1la festa della Santa Famiglia mostra che la categoria di «padre putativo» (che nasce probabilmente da un uso poco felice di Lc 3,23: «ed era figlio, come si riteneva, di Giuseppe»), applicata a Giuseppe, sia decisamente restrittiva. Il racconto liturgico odierno, che completa la vicenda del primo sogno mostra che Giuseppe è davvero il padre umano (anche se non biologico) del figlio nato verginalmente dalla sua legittima sposa. La famiglia di Nazareth ci insegna che la famiglia è costituita da ciò che siamo e non semplicemente da legittimi legami istituzionali. Ci fa bene, nella festa di oggi, farci carico di questa consapevolezza di fronte alla complessità di situazioni vissute da altri, ma anche davanti al rischio di fuga dalle nostre responsabilità più preziose per gli altri. (mons. Ermenegildo Manicardi)

Il Messale Romano- Note di Pastorale Liturgica [continuazione] (di p. Giuseppe Midili)

Tali scelte e una distribuzione capillare del libro liturgico, guidarono i fedeli a comprendere di nuovo le parole e i gesti della Messa e si avviò quel passaggio – ancora in atto – da un’assistenza alle liturgie a una partecipazione actuosa. Anche se sono passati molti anni dall’avvio della riforma l’intuizione di raccomandare il Messale rivela ancora oggi la sua forza, perché segnò il passaggio dalle devozioni personali verso una preghiera più liturgica, che pian piano si concentrò su Lezionario ed eucologia, per farne oggetto di meditazione. Cosi anche nella presentazione della nuova traduzione si trova una raccomandazione similare: «Una diffusione sempre più curata e capillare di edizioni destinate ai fedeli apporterà un contributo decisivo nella direzione di una preghiera e un impegno quotidiano del popolo di Dio vissuti alla luce della Parola e dell’Eucaristia». Il Messale infatti non è libro a uso esclusivo del presbitero, né copione che descrive lo svolgimento rituale, ma è fonte della preghiera comunitaria e personale, guida che orienta il percorso celebrativo e tesoro che custodisce la tradizione orante della Chiesa. La serie di articoli che prende avvio da questo numero si colloca nel «prezioso più globale di approfondimento della retta comprensione e celebrazione dell’Eucaristia» e rientra nel percorso di conoscenza del Messale e di elaborazione di un percorso di regia celebrativa in linea con la teologia liturgica e le indicazioni conciliari. In questa fase della vita della comunità ecclesiale italiana, infatti, è importante che ognuno favorisca e aiuti «l’assimilazione pratica del modello celebrativo proposto» nel libro liturgico e promuova «un’azione pastorale tesa a valorizzarne la conoscenza e il buon utilizzo» da parte di tutto il popolo: presidenza, ministerialità, comunità. Come ebbe modo di precisare papa Francesco durante l’Udienza con i partecipanti alla 68’Settimana Liturgica Nazionale del Centro Azione Liturgica (CAL) nell’agosto 2017, «l libri riformati a norma dei decreti del Vaticano II hanno innestato un processo che richiede tempo, ricezione fedele, obbedienza pratica, sapiente attuazione celebrativa da parte, prima, dei ministri ordinati, ma anche degli altri ministri, dei cantori e di tutti coloro che partecipano alla liturgia. L’educazione liturgica di pastori e fedeli è una sfida da affrontare sempre di nuovo». La riflessione di questa serie di contributi si sviluppa in sintonia con le indicazioni del vescovo di Roma ed è stata circoscritta all’approfondimento della regia celebrativa nel contesto della pastorale liturgica, per favorire e facilitare l’autentica trasmissione della tradizione rituale della Chiesa e l’accesso ai misteri della fede per ritus et preces. (2-continua)

Medjugorje, 25 Dicembre 2025

“Cari figli!

Anche oggi

– quando Dio mi ha permesso

di portarvi fra le mie mani Gesù bambino,

il re della pace,

affinché Lui vi colmi

con l’ardore dell’amore e della pace,

perché ogni cuore sia simile al Suo cuore

in questo tempo di grazia –

siate coraggiosi difensori

dell’amore del vostro Dio,

affinché Lui vi doni la Sua pace

in questo tempo di grazia.

Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

(Con approvazione ecclesiastica)

Medjugorje, messaggio annuale a Jakov del 25 Dicembre 2025

“Cari figli,

oggi, in questo giorno di grazia,

in modo particolare vi invito

all’abbandono totale a Gesù.

Figlioli,

offritegli tutte le vostre ferite e dolori,

il vostro passato ed il futuro

e permettete a Gesù

di regnare nelle vostre vite.

Figli miei,

soltanto con l’abbandono totale,

Gesù si dona alla vostra vita

e questo è il dono più grande

che potete ricevere.

Pregate per comprendere

quanto siete preziosi per Gesù

e quanto Lui vi ama.

Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

(Con approvazione ecclesiastica)