Letture: Isaia 56,1.6-7 / S almo 66 / Romani 11,13-15.29-32
Popoli tutti, lodate il Signore.
Dal Vangelo secondo Matteo (15,21-28)
In quel tempo, partito di là, Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidòne. Ed ecco una donna Cananèa, che veniva da quella regione, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio». Ma egli non le rivolse neppure una parola.
Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: «Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!». Egli rispose: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele».
Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: «Signore, aiutami!». Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». «È vero, Signore – disse la donna –, eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni».
Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri». E da quell’istante sua figlia fu guarita. Parola del Signore
VITA ECCLESIALE
| Sabato 15 | 18.30 | Per la famiglia Dovadola Ivano defunti e vivi. Parenti tutti nel grado più esteso possibile (defunti). Per tutte le intenzioni di Maria Teresa (vivente) |
| Domenica 16 | 10.30
18.30 |
Pro populo
Int. seminario |
| Lunedì 17 | 8.00 | Int. seminario |
| Martedì 18 | 8.00 | Int. seminario |
| Mercoledì 19 | ||
| Giovedì 20 | 18.30 | + Ballardini Cesira, Pio e Francesco |
| Venerdì 21 | 8.00 | Cg. Giacometti e Mussino e per Franca e Franesco |
| Sabato 22 | ||
| Domenica 23 | 10.30 | + Francesco Berardi, Demo, Maria e Luigi |
Orario Confessioni Venerdì ore 9.00 – 10.00 (don Fabio)
S. Paolo Sabato ore 17.15 18.15 (don Fabio)
Domenica ore 9.45 – 10.15 (don Fabio)
N.B. Concordare con don Fabio eventuali esigenze.
Chiesa della Conversione di S. Paolo Apostolo
Orario SS. Messe Feriale: Lunedì, Martedì e Venerdì ore 8.00
Mercoledì, Giovedì ore 18.30 (vedere il programma settimanale)
Prefestiva ore 18.30 Festiva ore 10.30 e 18.30
Tutti i giorni ore 17.55 S. Rosario
N.B. Tutte le celebrazioni si possono seguire anche nel sito internet della parrocchia
Chiesa di S. Giacomo Apostolo – Fruges
Orario SS. Messe Feriale dal Lunedì al Venerdì ore 18.30
Prefestiva ore 17.30 Festiva ore 8.00 e 11.00
S. Rosario dal Lunedì al Venerdì ore 18.00 Sabato ore 17.00
Cappella del Seminario di Montericco
Orario SS. Messe Martedì ore 19.00 e Mercoledì ore 7.00
| Anno : A
Agosto 2026 |
LA VITA DELLA COMUNITA’
| Domenica 16
XX del T. Ordin. |
Ss. Messe ad orario festivo (S. Paolo e S. Giacomo). |
| Sabato 22
B.V. Maria Regina |
S. Messa ad orario prefestivo |
| Domenica 23
XXI del T. Ordin. |
Ss. Messe ad orario festivo (S. Paolo e S. Giacomo). |
1 – La celebrazione della S. Messa del Lunedì all’oratorio riprenderà il prossimo 21 settembre alle ore 18.30
2 – La lettura comune della Parola del giovedì in canonica riprenderà il prossimo 17 settembre alle ore 20.45.
| Alla scuola di Gesù | |||||||||||
| Lunedì | Martedì | Mercoledì | Giovedì | Venerdì | Sabato | ||||||
| Mt 19,16-22 | Mt 19,23-30 | Mt 20,1-16 | Mt 22,1-14 | Mt 22,34-40 | Mt 23,1-12 | ||||||
Vivere il mistero : In questa domenica ritorna il tema della fede, meglio della chiamata universale alla fede. Isaia, che apre la liturgia della Parola, proclama che gli stranieri saranno colmati di gioia nella casa del Signore (cf Is 56,6). Anzi, Dio arriverà persino a scegliersi sacerdoti e leviti tra i pagani (cf Is 66,21). Vi è però una condizione: l’amore al Signore, che ha il suo segno nell’osservanza della Legge. Isaia (ma pensiamo anche ai libri di Rut e di Giona) afferma così che il tratto specifico del popolo santo non è la razza ma la fede. Anche il brano evangelico, con la guarigione della figlia della Cananea, è attraversato da questa linea universalistica, come pure la pericope di Paolo ai Romani, dove l’apostolo affronta il problema del rifiuto del Vangelo da parte di Israele. La durezza del popolo eletto ha facilitato la conversione delle genti, e questa, a sua volta, provocherà la sua salvezza (cf Rm 11,11). Il salmo 66, dal respiro planetario, è un gioioso invito ad associarsi al disegno di Dio; disegno che abbraccia tutta la terra e tutte le genti. Dopo lo scontro burrascoso con gli scribi e i farisei (Mt 15,1-2O), Gesù si ritira presso le parti di Tiro e Sidone, città della costa fenicia, situate in terra pagana. E qui una donna cananea gli va incontro gridando il suo dolore: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio» (Mt 15,22). Questa donna, una madre angosciata, si rivolge a Gesù chiamandolo «Signore» (titolo con il quale Gesù sarà pregato dai cristiani di origine pagana), e «figlio di Davide» (titolo con il quale sarà pregato invece dai cristiani di origine giudaica). Ciò che sorprende è che Gesù non degni questa donna neppure di una parola. Bisogna sapere che il giudaismo del tempo nutriva delle avversità ancestrali verso i Cananei (cf Dt 7,1-6). Se c’era accoglienza verso i pagani che si convertivano (proseliti), i Cananei non potevano essere accolti. E questo anche per il fatto che la conversione non significava solo aderire a Dio ma anche sottomettersi a Israele, integrarsi con la sua storia e con la sua tradizione. Questa era una metamorfosi estremamente ardua per un cananeo. Matteo coglie l’occasione di questo episodio per evidenziare anche un problema che assillava la sua comunità: alcuni membri giudei venuti alla fede si chiedevano se fosse lecito ammettere i cananei (siriani) nelle loro file. L’affermazione di Gesù: «Donna, grande è la tua fede!» (Mt 15,28), risponde in modo inequivocabile ai dubbi e alle perplessità: il Vangelo è per tutti. Questa è la volontà di Dio. Anzi, Gesù dichiarerà di aver trovato più accoglienza presso coloro che erano ritenuti i «lontani» che nella stessa casa di Israele: «Se a Tiro e a Sidone fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a voi, già da tempo esse, vestite di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite» (Mt 11,21). Nell’incontro di Gesù con là donna cananea c’è però un aspetto molto singolare da tener presente. Questa donna, visto che il suo be bene più caro è in pericolo, sfida il silenzio del Maestro e l’irritazione dei discepoli: «Signore, aiutami!» (Mt 15,25). La risposta suona come un rifiuto offensivo: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini» (Mt 15,26). Il Messia è venuto anzitutto per i figli di Dio (Israele) e non per i «cagnolini» (pagani). La Cananea non si lascia ferire dall’asprezza della risposta; sì, nella storia della salvezza, i figli d’Israele hanno la precedenza ma non il monopolio. A lei, pagana, bastano soltanto le briciole di questo mistero della scelta divina. Cosi dicendo, la donna cananea ricorda a Gesù la sua missione universale. E Gesù ne è colpito e ammirato tanto che, dopo aver riconosciuto la sua grande fede, la rimanda assicurandola che il demonio è uscito dalla sua bambina. Una donna, considerata infedele, contesta la «pretesa» di Gesù, discute con lui da pari a pari, lo forza dolcemente a operare la guarigione e lo pone di fronte al disegno divino che abbraccia ogni uomo ed ogni cultura. Come leggiamo in 1 Tm 2,4: «(Dio) vuole che tutti gli uomini siano salvi e giungano alla conoscenza della verità». Dal brano evangelico odierno possiamo ricavare almeno due importanti lezioni. Anzitutto, la fede della Cananea. Questa donna ha avuto una fede che precede la vera fede, un desiderio di salvezza che l’ha portata a superare ogni tabù sociale e religioso. La Cananea ha fatto capire ai discepoli che Gesù ha un irradiamento tale che supera le frontiere d’Israele. Non dobbiamo poi dimenticare che Matteo scrive verso gli anni 80 per una comunità all’interno della quale c’erano dei cristiani poco favorevoli alle conversioni dei pagani (come abbiamo già ricordato). Gesù, afferma l’evangelista, ha esercitato fedelmente la sua missione di Messia inviato a Israele, ma ha anche riconosciuto una fede esemplare in chi era visto come impuro, cioè pagano. Abbiamo qui la seconda lezione che possiamo definire di missionarietà. A riguardo della fede scrive P. Gheddo: «La fede ha due dimensioni, una intellettuale, razionale e una emozionale, esistenziale. La prima è l’assenso dell’intelletto alle verità contenute nel Credo che il popolo cristiano canta nella Messa domenicale. Noi crediamo che Dio è l’unico chiodo fermo a cui attaccare la vita dell’uomo. La seconda dimensione della fede è l’amore, il cuore, la commozione di aver ricevuto il dono di credere.[…] Il problema di fondo della fede è di raggiungere il cuore, di diventare l’esperienza fondamentale dell’esistenza». Così è stato per la donna cananea nel suo incontro con Gesù, il Messia di Dio. (p. Sandro Carotta)
Dal Vangelo secondo Matteo (14,22-33)
Dal Vangelo secondo Matteo (14,13-21)
Dal Vangelo secondo Matteo (13,44-52)
Dal Vangelo secondo Matteo (13,24-43)
Dal Vangelo secondo Matteo (13,1-23)