Programma dal 6 al 15 febbraio 2026

Letture: Isaia 58,7-10 / Salmo 111 / 1Cor 2,1-5

Il giusto risplende come luce.

Dal Vangelo secondo Matteo (5,13-16)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.

Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».

Parola del Signore.

 

VITA ECCLESIALE

Sabato 07 18.00 Anniversario di consacrazione nella comunità dei Figli di Dio

+ Antonia e Pietro

Domenica 08 10.30

18.00

+ D’Arco Maria

+ Dante Poggiali

+ Brignani Adriano

Lunedì 09 8.00 Intenzione seminario
Martedì 10 8.00 (R)
Mercoledì 11 18.00 + Foschini Iref e Giuseppa

+ Preti Giovannino e Costa Marisa

Giovedì 12 18.00 + Buldrini Antonio, Maria e deff. della famiglia
Venerdì 13 8.00 Intenzione seminario
Sabato 14 18.00 (R)
Domenica 15 10.30

18.00

Pro populo

+ Marianna Servidori

Orario Confessioni Venerdì ore 9.0010.00 (don Fabio)

S. Paolo Sabato ore 16.45 17.45 (don Fabio)

Domenica ore 9.4510.15 (don Fabio)

N.B. Concordare con don Fabio eventuali esigenze.

Chiesa della Conversione di S. Paolo Apostolo

Orario SS. Messe Feriale: Lunedì, Martedì e Venerdì ore 8.00

Mercoledì, Giovedì ore 18.00 Lunedì (Oratorio) ore 18.30

Prefestiva ore 18.00 Festiva ore 10.30 e 18.00

Tutti i giorni [escluso venerdì] ore 17.25 S. Rosario

Venerdì ore 17.30 Adorazione eucaristica e S. Rosario

Chiesa di S. Giacomo Apostolo – Fruges

Orario SS. Messe Feriale dal Lunedì al Venerdì ore 18.30

Prefestiva ore 16.30 Festiva ore 8.00 e 11.00

S. Rosario dal Lunedì al Venerdì ore 18.00 Sabato ore 17.30

Cappella del Seminario di Montericco

Orario SS. Messe Martedì ore 19.00 e Mercoledì ore 7.00

Anno : A

Febbraio 2026

LA VITA DELLA COMUNITA’

Domenica 08

V del T. O.

Ss. Messe ad orario festivo (S. Paolo e S. Giacomo).

Ore 16.00 (S. Paolo) : Ultima visita guidata prima della chiusura della mostra.

Martedì 10 Ore 20.45 (S.Giacomo) : Consiglio Pastorale
Mercoledì 11

B.V. di Lourdes

Giornata del Malato

Ore 17.15 (C.E.M.Immacolata) : Celebrazione del Sacramento dell’Unzione degli Infermi.

Ore 17.30 : S. Rosario seguito alle ore 18.00 dalla S. Messa

Ore 20.30 (canonica-S.Paolo) : Prove del “Coro S. Paolo”

Giovedì 12 S. Messa ad orario feriale

Ore 20.45 (canonica-S.Paolo) : Lettura comune della Parola di Dio della domenica.

Venerdì 13 Ore 17.30 (S. Paolo) : Adorazione eucaristica, S. Rosario e celebrazione del Vespro.
Domenica 15

VI del T.O.

Ss. Messe ad orario festivo (S. Paolo e S. Giacomo).

In canonica in S. Paolo sono sempre disponibili le marmellate delle monache.

Visita alle famiglie con benedizione

in S. Paolo

09 – 12 febbraio

(dalle ore 14.30)

15 febbraio

(pomeriggio)

Lunedì 09 : Via Amendola (pari), Carducci (pari).

Martedì 10 : Via Baravelli.

Mercoledì 11 : Via Amendola (dispari), Carducci (dispari).

Giovedì 12 : Via Vicini.

Domenica 15 : Vicolo Caponnetto.

Alla scuola di Gesù :
Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì Venerdì Sabato
Mc 6,53-56 Mc 7,1-13 Mc 7,14-23 Mc 7,24-30 Mc 7,31-37 Lc 10,1-9

Vivere il mistero: Il brano evangelico di questa Va domenica per annum, ci aiuta a riflettere sull’identità del discepolo di Cristo. Chi è il cristiano, quali sono i tratti specifici del suo volto, come riconoscerlo? Gesù usa due immagini, semplici ed efficaci, per rispondere alla nostra domanda; due immagini tratte dalla vita quotidiana: il sale e la luce: «Voi siete il sale della terra» e più avanti «Voi siete la luce del mondo» (Mt 5,13.14). Il sale, come è risaputo, rende gustoso e conserva il cibo, mentre la luce ci avvolge, riscalda e illumina, rendendoci allo stesso istante visibili e vedenti. Notiamo, anzitutto, la forza dell’affermazione iniziale: «Voi siete». Qui Gesù non fa un’esortazione («Siate») e nemmeno un augurio («Spero che»); questa parola non è neppure un comando («Vi ordino»). Cos’è allora? Una designazione, meglio ancora una rivelazione di ciò che siamo in forza del dono della fede deposto in noi nel battesimo. La parola di Gesù vuole allora ridestare in noi questa consapevolezza: in lui siamo sale e luce del mondo. Ecco la nostra identità che forse reclama una maggiore responsabilità da parte nostra. Il sale, nella sua valenza simbolica, raccoglie un grande ventaglio di significati. Il primo è quello dell’alleanza. Nella cultura semitica c’era il cosiddetto «patto del sale» dove le persone si impegnavano ad essere solidali le une con le altre. Ancor oggi tra gli Arabi, per indicare una profonda solidarietà, si usa dire: «C’è del sale tra noi». Gesù stesso invita i suoi discepoli a «condire» con il sale le relazioni fraterne, quando afferma: «Abbiate sale in voi stessi e – meraviglioso frutto che ne consegue – siate in pace gli uni con gli altri» (Mc 9,50b). Il sale raffigura anche la sapienza (secondo significato). Difatti, lo stolto è spesso definito insipiente.  Per san Bernardo, l’uomo sapiente sa valutare le cose per quello che sono, quindi, il sapiente è un uomo formato all’obiettività e all’onestà di fronte alle persone e alle situazioni della storia. Senza questa sapienza è impossibile parlare di fede (cf Gv 9). E proprio perché nella parola si misura la sapienza di un uomo o di una donna, Paolo esorta: «Il vostro parlare sia sempre gentile, sensato (condito con sale), in modo da saper rispondere a ciascuno come si deve» (Col 4,6). Il sale, infine, è sinonimo di purificazione, perché preserva dalla contaminazione e dalla corruzione. Tale dev’essere allora il cristiano nel mondo: sale che salva dal deterioramento; sale che dà sapore alla vita, che rende bella l’esistenza, perché ne conosce il segreto: Cristo e il suo Vangelo. Osservava Giobbe, nel suo lungo lamento: «Si mangia forse un cibo insipido?» (Gb 6,6). No, certamente. Sta a noi, però, scegliere giorno per giorno Colui che rende sapida la vita. Giovanni, nel Prologo teologico al suo Vangelo, ci ricorda che «il Verbo di Dio è la vera luce» (1,9), e «trasforma in luce» – aggiunge Simeone il N uovo Teologo -«coloro che illumina». Il primo significato simbolico della luce è la vita. La luce è l’elemento più immateriale e impalpabile; è, in un certo senso, la veste con la quale Dio ha avvolto le creature chiamandole all’esistenza. La luce, ed è il secondo significato, rimanda anche alla verità, la quale permette all’uomo un’autentica conoscenza di sé e di Dio; essa irrompe nella tenebra della menzogna, rischiarando il cuore dell’uomo, troppo spesso trincerato dietro le porte blindate del l’egoismo. Gesù afferma: «Voi siete la luce del mondo» (Mt 5,14). La luce deve perciò irradiarsi e si irradia mediante l’operosità dell’amore, che Isaia, nella prima lettura odierna, ricorda al suo popolo «Se toglierai di mezzo a te l’oppressione, il puntare il dito e il parlare empio, se aprirai il tuo cuore all’affamato, se sazierai l’afflitto di cuore, allora brillerà fra le tenebre la tua luce» (Is 58,9b-10). Il nostro brano pone in evidenza anche una sottile tentazione che può attraversare il credente: porre sotto il moggio, invece che sul candelabro, la luce di Cristo. C’è bisogno di coraggio oggigiorno: il coraggio della fede, per non cedere ai facili compromessi; il coraggio della coerenza, per non svendere «a Sotto prezzo» la Parola di vita; il coraggio della testimonianza appassionata, per non omologarsi al pensiero dominante. Già Nietzsche, con toni di rimprovero, diceva: «(Cari cristiani) le vostre opere dovrebbero rendere quasi superflua la Bibbia perché voi stessi dovreste costituire la Bibbia viva». Sono parole forti, provocatorie, che stimolano ad una verifica. Accogliendo la parola di Gesù (che rivela, come dicevamo, la nostra identità) e testimoniandola umilmente (è l’atteggiamento suggeritoci da Paolo nella seconda lettura), là dove l’obbedienza della vita ci chiama, renderemmo anche noi «gloria al Padre» (cf Mt 5,16). Si realizzerà allora la profezia di Zaccaria (siamo nel 520 a.C.): «ln quei giorni, dieci uomini di tutte le lingue delle nazioni afferreranno un Giudeo per il lembo del mantello e gli diranno: “Vogliamo venire con voi, perché abbiamo compreso che Dio è con voi”» (8,23). (padre Sandro Carotta)

Il Messale Romano- Terza edizione [] (di Maurizio Barba)

Contiene la «Presentazione» della Conferenza Episcopale Italiana, datata 15 agosto 1983, dove si mettono in luce le motivazioni e le caratteristiche della seconda versione italiana, i criteri per un migliore utilizzo pastorale del Messale, lo stile della celebrazione e l’arte della presidenza. Include, inoltre, le «Precisazioni» della medesima Conferenza dei vescovi italiani dove sono stabilite le norme, lasciate dal diritto generale alla sua competenza, e le particolarità dell’anno liturgico da osservarsi in Italia. Si riscontrano abbondanti formule alternative per il saluto e l’atto penitenziale, il Simbolo apostolico, in alternativa a quello Niceno-Costantinopolitano, 17 nuovi prefazi, diversi embolismi per la Preghiera eucaristica, per l’0rate fratres, per l’introduzione al Padre nostro, per lo scambio di pace, per il congedo, per le benedizioni solenni. È presente, pure un formulario di Messa per l’unzione degli infermi, le antifone alla comunione alternative per gli anni A, B, C, nel proprio del tempo, nelle solennità e nelle feste, tratte dalla lettura evangelica, le notizie agiografiche premesse ai formulari del proprio dei Santi. Nella corposa appendice si trovano: la Preghiera eucaristica V quadriforme e le due della riconciliazione, le orazioni alternative sopra le offerte e dopo la comunione per le ferie di Avvento, del tempo di Natale e di quello pasquale, le nuove collette domenicali ad libitum, ispirate al contenuto delle letture bibliche delle domeniche corrispondenti per i tre cicli, 34 collette per le ferie del tempo ordinario, nuove collette alternative per il comune della Beata Vergine Maria. Inoltre, sono presenti altri formulari per l’aspersione domenicale, per la preghiera universale, per incaricare volta per volta un fedele per la distribuzione dell’Eucaristia, l’annunzio della Pasqua per il giorno dell’Epifania. Infine, un’altra novità importante è rinvenibile nelle melodie per il rito della Messa e per gli altri riti presenti nel Messale. (2-continua)

Programma dal 31 gennaio al 8 febbraio 2026

Letture: Sofonia 2,3;3,12-13 / Salmo 145 / 1Cor 1,26-31

Beati i poveri in spirito.

 

 

Dal Vangelo secondo Matteo (5,1-12a)

In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:

«Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.

Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati.

Beati i miti, perché avranno in eredità la terra.

Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.

Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.

Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.

Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.

Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.

Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli»..

Parola del Signore.

 

VITA ECCLESIALE

Sabato 31 18.00 + Guerra Iole

+ Farolfi Luisa, Dante e Valeria

Domenica 01 18.00 (R)
Lunedì 02 8.00

20.30

Intenzione particolare

+ Preda Maria Teresa

Martedì 03
Mercoledì 04 18.00 + Cappadonia Pippo
Giovedì 05 18.00 + Rizzi Luigi (detto Carlo)

+ Rossella

Venerdì 06
Sabato 07 18.00 Anniversario di consacrazione nella comunità dei Figli di Dio
Domenica 08 10.30

18.00

+ D’Arco Maria

+ Brignani Adriano

Orario Confessioni Venerdì ore 9.0010.00 (don Fabio)

S. Paolo Sabato ore 16.45 17.45 (don Fabio)

Domenica ore 9.4510.15 (don Fabio)

N.B. Concordare con don Fabio eventuali esigenze.

Chiesa della Conversione di S. Paolo Apostolo

Orario SS. Messe Feriale: Lunedì, Martedì e Venerdì ore 8.00

Mercoledì, Giovedì ore 18.00 Lunedì (Oratorio) ore 18.30

Prefestiva ore 18.00 Festiva ore 10.30 e 18.00

Tutti i giorni [escluso venerdì] ore 17.25 S. Rosario

Venerdì ore 17.30 Adorazione eucaristica e S. Rosario

 

Chiesa di S. Giacomo Apostolo – Fruges

Orario SS. Messe Feriale dal Lunedì al Venerdì ore 18.30

Prefestiva ore 16.30 Festiva ore 8.00 e 11.00

S. Rosario dal Lunedì al Venerdì ore 18.00 Sabato ore 17.30

Cappella del Seminario di Montericco

Orario SS. Messe Martedì ore 19.00 e Mercoledì ore 7.00

 

Anno : A

Febbraio 2026

LA VITA DELLA COMUNITA’

Domenica 01

IV del T. O.

Giornata per la vita

In S. Paolo festa parrocchiale A.C. per la Pace

Ss. Messe ad orario festivo (S. Paolo e S. Giacomo).

Ore 10.30 (S. Paolo) : S. Messa animata da AC.

Lunedì 02

Presentazione del Signore

Giornata della vita consacrata

Ore 20.30 (S. Paolo): S. Messa della festa con benedizione delle candele.

Mercoledì 04 Ore 20.30 (canonica-S.Paolo) : Prove del “Coro S. Paolo”
Giovedì 05

S. Agata

S. Messa ad orario feriale

Ore 20.45 (canonica-S.Paolo) : Lettura comune della Parola di Dio della domenica.

Venerdì 06 Primo venerdì del mese – Comunione agli impediti

Ore 8.45 – 12.00 (S. Paolo) : Adorazione Eucaristica.

Ore 17.30 (S. Paolo) : Adorazione eucaristica, S. Rosario e celebrazione del Vespro.

Sabato 07 Ore 7.30 (S. Paolo) : Partenza in processione verso il Santuario della B.V. della Consolazione recitando il S. Rosario.

Ore 8.00 (Santuario) : Celebrazione della S. Messa

Domenica 08

V del T.O.

Ss. Messe ad orario festivo (S. Paolo e S. Giacomo).

In canonica in S. Paolo sono sempre disponibili le marmellate delle monache.

Visita alle famiglie con benedizione

in S. Paolo

02 – 05 febbraio

(dalle ore 14.30)

Lunedì 02 : Via Alighieri (dispari), Buozzi,

dell’Unione Europea

Martedì 03 : Via Sapori, Piazza Pascoli.

Mercoledì 04 : Via Alighieri (pari), don Minzoni (dispari).

Giovedì 05 : Via don Minzoni (pari), Grieco.

Alla scuola di Gesù :
Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì Venerdì Sabato
Lc 2,22-40 Mc 5,21-43 Mc 6,1-6 Mc 6,7-13 Mc 6,14-29 Mc 6,30-34

Vivere il mistero In questa quarta domenica per annum siamo invitati a salire il monte delle Beatitudini. Matteo sottolinea che grandi folle seguivano Gesù dalla Galilea, dalla Decàpoli, da Gerusalemme, dalla Giudea e da oltre il Giordano (Mt 4,25); erano folle di uomini e donne bisognosi di salvezza. Gesù infatti guarisce, risana e annuncia a tutti la buona novella del Regno. Al cuore del suo insegnamento troviamo le otto Beatitudini. Il numero otto rimanda al giorno ottavo, dove i cristiani celebrano la risurrezione di Cristo, la sua vittoria sul peccato e sulla morte. Le Beatitudini operano così il passaggio dalla morte alla vita. La prima beatitudine si riferisce ai poveri in spirito. Chi sono? Il termine «povero» (ptochos) ricorre 25 volte nei Vangeli ed indica colui che non può soddisfare i propri bisogni materiali e spirituali. Gesù, però, parla di poveri «in spirito» (to pneumati). Il pneuma è il soffio vitale, il respiro dell’uomo, in una parola la vita stessa.  Povero in spirito, allora, è colui che riconosce Dio come fonte del proprio essere; colui che ha rinunciato a porre se stesso sullo stesso piano della propria realtà esteriore, che ha posto perciò il primato della persona sulle cose. Può forse sorprendere che costui dimori già da ora nel regno dei cieli, nella signoria di Dio? Dopo i poveri vi sono i piangenti: Beati coloro che sono nel pianto, (Mt 5,4). A tutti gli afflitti, a quanti sono provati dal dolore Gesù promette la consolazione. Il verbo parakaleo «consolare» può essere tradotto anche con «fortificare», «sradicare», (dal pericolo), «difendere». Dio consola e difende; ma non solo: egli elimina anche la causa di ogni sofferenza dell’uomo. La terza beatitudine riguarda i miti, coloro che sono evangelicamente forti perché non sì lasciano avvelenare dall’odio e non sono schiavi di quanti hanno fatto loro del male. Anzi, i miti amano persino i nemici. Il termine prausmite») deriva infatti dalla radice sanscrita pri, «amare». Il mite ama, per questo eredita la terra. Ai miti succedono gli affamati e assetati di giustizia. Chi sono? Sono coloro che hanno compreso come la vita stessa (qui espressa nell’immagine della fame e della sete) scaturisce dalla «bocca» di Dio, dalla sua Parola. Se vengono feriti dal male attendono da Dio giustizia e riscatto. Dopo gli affamati e assetati di giustizia troviamo i misericordiosi. Anche. il termine greco eleosmisericordia») deriva dal sanscrito lavas, «taglio». La misericordia è letteralmente ciò che taglia l’anima, ciò che la lacera e la muove a compassione verso tutti, soprattutto i più bisognosi. Con i puri di cuore della sesta beatitudine siamo davanti alle persone trasparenti, senza doppiezza e falsità, lontane da ogni forma di ipocrisia (tanto detestata da Gesù). Il puro di cuore vive una sola e unica appartenenza, agisce in modo unificato. ln questa unità lascia emergere l’amore di Dio. I pacifici della settima beatitudine sono i figli di Dio, che agiscono verso tutti come il loro Padre che è nei cieli, il quale fa sorgere il suo sole su i buon i e su i cattivi (cf Mt 5,45). Essere credenti in Cristo non significa che non si creino situazioni difficili a livello interpersonale; è proprio in quei contesti però che la fede diviene desiderio di riconciliazione. Gratuitamente salvato, il cristiano perdona e opera sempre per la pace. L’ultima beatitudine riguarda i perseguitati a causa della giustizia o della volontà di Dio (tale è il senso del greco «dikaiosyne»). Chi vive la parola dr Dio è sempre oggetto di persecuzione da parte di un mondo che non ama ciò che non è suo. Conclude Gesù: «Beati voi» (Mt 5,11). La Peshitta traduce il «beati voi» con tuvaykun, che significa «possidenti di ogni beatitudine». I beati non hanno solo come riferimento del loro agire le Beatitudini ma «possiedono» Colui che ne è la fonte, Dio, che Ilario dì Poitiers definiva con audacia «Godimento». (padre Sandro Carotta)

Il Messale Romano- Terza edizione [] (di Maurizio Barba)

Nel contesto del cinquantesimo anniversario della promulgazione del Messale romano del Vaticano II, approvato da Paolo VI l’11 marzo e promulgato con decreto della Sacra Congregazione per il Culto Divino del 26 marzo 1970, giovedì santo, la Chiesa italiana ha il suo nuovo strumento per la celebrazione eucaristica. È ormai in uso la nuova traduzione italiana del Messale, approvata dal Santo Padre il 16 maggio 2019 e considerata ufficiale dalla Conferenza Episcopale Italiana, l’8 settembre 2019. Il suo uso è consentito a partire dalla sua pubblicazione, mentre la sua obbligatorietà dal 4 aprile 2021. Nuova edizione, dunque, che rimanda ad altre che l’hanno preceduta. La prima versione italiana del Messale romano fu approvata dalla sacra Congregazione per il Culto Divino il 29 novembre 1972 e promulgata dalla Conferenza Episcopale italiana il 19 marzo del 1973, divenendo obbligatoria a partire dal giorno di Pentecoste, il 19 giugno del medesimo anno. ln questa prima edizione in lingua nazionale, il Messale italiano, che risulta essere semplicemente una traduzione della prima edizione tipica latina, aggiunge, come novità rispetto al testo tipico, vari modelli di atto penitenziale della terza forma. La seconda edizione italiana, preparata a partire dalla editio typica altera latina, vide la luce nel.19B3, dopo un lungo periodo di attesa di oltre quattro anni, con l’approvazione della Congregazione per il Culto Divino il 29 giugno 1983. Essa fu dichiarata tipica per la lingua italiana e ufficiale per l’uso liturgico dalla Conferenza Episcopale Italiana il 15 agosto dello stesso anno. Rispetto all’edizione latina di riferimento, la seconda edizione italiana, presentando diverse novità al suo interno, è essa stessa considerata una novità, dal momento che tale edizione non è stata una semplice traduzione in lingua italiana di un libro liturgico latino, ma un vero e proprio adattamento agli usi e costumi del popolo italiano. (1-continua)

Medjugorje, 25 Gennaio 2026

“Cari figli!

Oggi vi invito ad essere

preghiera e benedizione

per tutti coloro che non hanno conosciuto

l’amore di Dio.

Figlioli,

siate diversi dagli altri e positivi,

uomini di preghiera e d’amore verso Dio,

affinché con le vostre vite

siate il segno dell’amore di Dio per gli altri.

Io vi benedico

con la mia benedizione materna

ed intercedo per ciascuno di voi

presso mio Figlio Gesù.

Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

(Con approvazione ecclesiastica)

Programma dal 24 gennaio al 1 febbraio 2026

Letture: Atti degli Apostoli 9,1-22 / Salmo 18 / Timoteo 4,6-8.17-18

 

 

Dal Vangelo secondo Marco (16,15-18)

In quel tempo, [Gesù apparve agli Undici] e disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno».

Parola del Signore.

VITA ECCLESIALE

Sabato 24 18.00 + Dovadola Monica (5° anniv.)
Domenica 25 10.3018.00 + Angelo ed Elena Padovani e Paolo e Nina Montanari+ Guadagnini Armando (3° anniv.)

+ Evarista e Fernando(R)

Lunedì 26 8.00 (R)
Martedì 27 8.00 + Benini Cesare e Rosa
Mercoledì 28
Giovedì 29 18.00 + Montesi Natale
Venerdì 30 8.00 Deff. famiglia Baldrati
Sabato 31 18.00 + Guerra Iole+ Farolfi Luisa, Dante e Valeria
Domenica 01

Orario Confessioni Venerdì ore 9.0010.00 (don Fabio)

S. Paolo Sabato ore 16.45 17.45 (don Fabio)

Domenica ore 9.4510.15 (don Fabio)

N.B. Concordare con don Fabio eventuali esigenze.

Chiesa della Conversione di S. Paolo Apostolo

Orario SS. Messe Feriale: Lunedì, Martedì e Venerdì ore 8.00

Mercoledì, Giovedì ore 18.00 Lunedì (Oratorio) ore 18.30

Prefestiva ore 18.00 Festiva ore 10.30 e 18.00

Tutti i giorni [escluso venerdì] ore 17.25 S. Rosario

Venerdì ore 17.30 Adorazione eucaristica, S. Rosario e Vespro

N.B. Tutte le celebrazioni si possono seguire anche nel sito internet della parrocchia

Chiesa di S. Giacomo Apostolo – Fruges

Orario SS. Messe Feriale dal Lunedì al Venerdì ore 18.30

Prefestiva ore 16.30 Festiva ore 8.00 e 11.00

S. Rosario dal Lunedì al Venerdì ore 18.00 Sabato ore 17.30

Cappella del Seminario di Montericco

Orario SS. Messe Martedì ore 19.00 e Mercoledì ore 7.00

 

Anno : AGennaio – Febbraio 2026

LA VITA DELLA COMUNITA’

Domenica 25Conversione

di S. Paolo Ap.

Termina la settimana di preghiera per l’Unità dei CristianiSs. Messe ad orario festivo (S. Paolo e S. Giacomo).

Ore 10.30 (S. Paolo) : S. Messa della solennità presieduta dal vescovo mons. Mosciatti Al termine apertura della mostra ”Qualcosa di nuovo sul fronte occidentale

Ore 17.00 (S. Paolo) : Preghiera Ecumenica con padre Vasile Ghiran e rappresentanti della Comunità Rumeno Ortodossa, alla quale siamo tutti invitati.

Giovedì 29 Ore 20.45 (canonica-S.Paolo) : Lettura comune della Parola di Dio della domenica.
Venerdì 30 Ore 17.30 (S. Paolo) : Adorazione eucaristica, S. Rosario e celebrazione del Vespro
Sabato 31 Ore 21.00 (oratorio) : Proiezione gratuita del film sul tema della mostra in S. Paolo dal titolo “Joyeux Noel (una verità dimenticata dalla storia)”
Domenica 01IV del T. Ord. Ss. Messe ad orario festivo (S. Paolo e S. Giacomo).

Avviso.- Il corso di preparazione al matrimonio inizia a fine gennaio – inizio febbraio. Le coppie interessate, prossime al matrimonio comunichino con il parroco al più presto.

In canonica in S. Paolo sono sempre disponibili le marmellate delle monache.

Visita alle famiglie con benedizione

in S. Paolo

26 – 29 gennaio

(dalle ore 14.30)

31 gennaio

(mattino e pomeriggio)

Lunedì 26 : Via Canalazzo (pari), Martello, Giardine,

Schiantamantello, Kennedy, Giovanni XXIII

Martedì 27 : Via Canalazzo (dispari).

Mercoledì 28 : Via Bagnarolo, Scariolanti, Manzone,

Di Vittorio.

Giovedì 29 : Via Berlinguer, don Orfeo, Sangiorgi,

Cimitero.

Sabato 31 : Via Mentana, p.za Martiri di Belfiore.

Alla scuola di Gesù :
Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì Venerdì Sabato
Lc 10,1-9 Mc 3,31-35 Mc 4,1-20 Mc 4,21-25 Mc 4,26-34 Mc 4,35-41

Vivere il mistero Quando Dio chiama una persona per una missione, la prepara in modo che anche il carattere e la personalità divengono componenti importanti per corrispondere al progetto del Signore e portarlo a compimento. Paolo era un uomo attivo, tanto è vero che, quando la voce del Signore lo raggiunge, dopo aver chiesto: «Chi sei?» subito Paolo aggiunge: «Che devo fare, Signore?». Ed alla risposta: «Alzati e prosegui verso Damasco», nonostante la cecità e guidato per mano dai suoi compagni, si rimette in viaggio. Del resto, che Paolo sia uomo d’azione è evidente anche nel suo esser stato zelante nella via del giudaismo e perciò osservante scrupoloso della legge e persecutore deciso dei cristiani. Egli stesso lo ricorda, nel brano degli Atti: «Io perseguitai a morte questa Via, incatenando e mettendo in carcere uomini e donne». E se Ananìa di lui afferma: «Sarai testimone di tutto quello che hai sentito e visto davanti a tutti gli uomini», Paolo corrisponde a questa missione con tutta la forza della sua attività. Pensiamo a quante persone Paolo ha incontrato, pensiamo ai viaggi che ha compiuto, alle sue numerose attività per evangelizzare i pagani. Questo «sano attivismo» di Paolo possiamo comprenderlo come frutto di un incontro tra lo Spirito Santo, che lo ha mosso e sostenuto per grandi imprese, e la sua natura umana, la sua personalità già predisposta all’azione. Paolo ci insegna che non possiamo essere uomini di mezze misure e che è importante essere persone che nell’azione riescono a far diventare vita quello che è ispirato nella loro mente e nel loro cuore. Nella seconda Lettera ai Corinti (cf 2Cor 11,24-27) troviamo un elenco di episodi ed esperienze vissute dall’Apostolo dal quale risulta evidente che la sua vita non è stata certamente facile: eppure sappiamo che la sua capacità di reagire di fronte agli ostacoli non è mai venuta meno. Talvolta, ciò che limita la nostra disponibilità all’azione sono gli ostacoli, le contrarietà, i contrattempi, le opposizioni; ma Paolo ci mostra come la sua azione in favore della missione sia stata piuttosto incentivata che bloccata dalle tante difficoltà che ha incontrato. Mentre per noi è frequente l’esperienza di una chiusura e di resa di fronte a qualche intralcio, come se la nostra azione non debba prevedere resistenze, Paolo quando è perseguitato, osteggiato, addirittura in pericolo non prende un anno sabbatico di pausa, non si permette una qualche depressione ma, nella preghiera e nella relazione con il Signore ritrova la forza dello Spirito Santo e continua la missione. Nella prima Lettera ai Corinti afferma: «Ho faticato più di tutti», ma subito si corregge aggiungendo: «Non io però, ma la grazia di Dio che è con me» (1Cor 15,10), quasi sentendo di aver messo davvero tutte le sue forze per l’annuncio del vangelo. Tra queste sue forze è compresa anche la sua affettività. Paolo sicuramente non è stato un uomo freddo e distaccato e dalle Lettere si capisce bene che tutte le sfumature emotive della sua personalità sono state coinvolte nella missione. Innanzitutto il suo amore intenso verso Cristo: per Paolo possiamo ben dire, non certo in senso romantico, che si è innamorato di Cristo, che è stato conquistato da Cristo. Scrive ai Filippesi, senza mezzi termini, di ritenere tutto spazzatura pur di guadagnare Cristo (cf Fil 3,8); Cristo era l’occupazione fondamentale dei suoi affetti, aveva il primato del suo cuore (cf Rm 8,35-39). E questo amore così radicale per Gesù, poi Paolo lo vive per Timoteo. che era uno dei suoi collaboratori: «Ho nostalgia di vederti per essere pieno di gioia» (2Tm 1,4). Ma di più, l’amore di Paolo è capace di grande dilatazione: Paolo ha fondato e amato delle comunità intere, migliaia di cristiani ma, quando scrive i saluti, si ricorda persona per persona. Nel capitolo 16 della Lettera ai Romani elenca ventisette nomi propri: un saluto ed un ricordo per ciascuno, per chi lo ha ospitato, per chi è stato compagno nelle fatiche, nella prigionia. Perché il vero amore non è in forma anonima e si ama singolarmente, uno per uno, anche quando si ha un cuore dilatato: un cuore che ama tanti non li confonde in una massa anonima ed anche un amore oblativo ama sempre personalmente. L’amore presuppone e richiede un volto davanti a un volto: non nasce quando una persona davanti a noi è solo un numero, quando le relazioni sono superficiali. Invece i nostri incontri vanno sempre personalizzati e, se noi cristiani imparassimo a vivere tutto questo, sarebbe già un grande apostolato. Paolo mette nel suo modo di amare diverse caratteristiche affettive e sentimentali; ha amato con un cuore di madre: «Siamo stati amorevoli in mezzo a voi, come una madre che ha cura dei propri figli» (1Ts 2,7) ed è stato anche solido come un padre: «abbiamo esortato ciascuno di voi, vi abbiamo incoraggiato» (1Ts 2,11-12). Ha amato con la gelosia che è tipicamente sponsale: «Io provo per voi una specie di gelosia divina: vi ho promessi infatti a un unico sposo per presentarvi a Cristo come vergine casta» (2Cor 11,2) ed anche con tutta le fatiche della sopportazione: «Figli miei, che di nuovo partorisco nel dolore, finché Cristo non sia formato in voi» (Gal 4,19). Dunque un’affettività ricca, quella di Paolo: con qualcuno un po’ materna, con qualcun’altro un po’ paterna, con un altro ancora un po’ fraterna. Perché l’amore chiede tenerezza e chiede robustezza, anche per questo nell’educazione dei figli occorre amore paterno e amore materno, l’amore chiede un buon grado di sopportazione e di resistenza, ma sono aspetti che oggi si vanno perdendo. Come cristiani dobbiamo stare attenti perché il mondo ha una aggressività sociale e verbale ben specifica che lo caratterizza: non imitiamo il mondo in queste cose, ma diventiamo imitatori di Cristo nella carità (cf 1Cor 11,1). Tante volte Paolo raccomanda l’affabilità e l’amabilità: facilitare il cammino degli altri, non creare contrapposizioni, muri, ideologie, ma cercare la strada per incontrare il maggior numero possibile di persone «Così, affezionati a voi, avremmo desiderato trasmettervi non solo il vangelo di Dio, ma la nostra stessa vita, perché ci siete diventati cari» (1Ts 2,8). Come lui lasciamoci coinvolgere nelle relazioni, lasciamoci veramente prendere dalla vita dei nostri fratelli. Se un sacerdote, una persona consacrata, i catechisti, gli operatori pastorali, ciascun battezzato nella propria testimonianza non arriva a dare se stesso oltre al Vangelo, fa metà apostolato, non apostolato intero.

(da una omelia del vescovo Marco presso le Suore Paoline di Mantova del 25.01.2019)

Programma dal 17 al 25 gennaio 2026

Letture: Isaia 49,3.5-6 / Salmo 39 / 1Cor 1,1-3

Ecco, Signore, io vengo per fare la tua volontà.

Dal Vangelo secondo Giovanni (1,29-34)

In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele».

Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».

Parola del Signore.

 

VITA ECCLESIALE

Sabato 17 18.00 + Pasotti Costante

+ Galanti Pia (anniv.) e Lanzoni Ugo e Lino

Domenica 18 10.30

18.00

+ Resta Albertina e Bruno

+ Carmine e Ida Leta

(R)

Lunedì 19 8.00 Per Chiara e Marinella (viventi)
Martedì 20 8.00 + Dovadola Silverio (4° anniv.)
Mercoledì 21 18.00 deff. fam. Pastorini e Marmi
Giovedì 22 18.00 (R)
Venerdì 23 8.00 (R)
Sabato 24 18.00 + Dovadola Monica (5° anniv.)
Domenica 25 10.30 + Angelo ed Elena Padovani e Paolo e Nina Montanari

+ Guadagnini Armando (anniv.)

Orario Confessioni Venerdì ore 9.0010.00 (don Fabio)

S. Paolo Sabato ore 16.45 17.45 (don Fabio)

Domenica ore 9.4510.15 (don Fabio)

N.B. Concordare con don Fabio eventuali esigenze.

Chiesa della Conversione di S. Paolo Apostolo

Orario SS. Messe Feriale: Lunedì, Martedì e Venerdì ore 8.00

Mercoledì, Giovedì ore 18.00 Lunedì (Oratorio) ore 18.30

Prefestiva ore 18.00 Festiva ore 10.30 e 18.00

Tutti i giorni [escluso venerdì] ore 17.25 S. Rosario

Venerdì ore 17.30 Adorazione eucaristica e S. Rosario

N.B. Tutte le celebrazioni si possono seguire anche nel sito internet della parrocchia

Chiesa di S. Giacomo Apostolo – Fruges

Orario SS. Messe Feriale dal Lunedì al Venerdì ore 18.30

Prefestiva ore 16.30 Festiva ore 8.00 e 11.00

S. Rosario dal Lunedì al Venerdì ore 18.00 Sabato ore 17.30

Cappella del Seminario di Montericco

Orario SS. Messe Martedì ore 19.00 e Mercoledì ore 7.00

 

Anno : A

Gennaio 2026

LA VITA DELLA COMUNITA’

Domenica 18

II del T. O.

Inizia la settimana di preghiera per l’Unità dei Cristiani

Ss. Messe ad orario festivo (S. Paolo e S. Giacomo).

Ore 16.00 (S. Paolo) : Concerto di S. Paolo con la partecipazione del “Coro S. Paolo”

Lunedì 19 Ore 20.45 (canonica) : Caritas parrocchiale
Mercoledì 21

S. Agnese

S. Messa ad orario feriale

Ore 20.30 (canonica-S.Paolo) : Prove del “Coro S. Paolo”

Giovedì 22 Ore 20.45 (canonica-S.Paolo) : Lettura comune della Parola di Dio della domenica.
Venerdì 23 Ore 17.30 (S. Paolo) : Adorazione eucaristica, S. Rosario e celebrazione del Vespro
Domenica 25

Conversione

di S. Paolo Ap.

Termina la settimana di preghiera per l’Unità dei Cristiani

Ss. Messe ad orario festivo (S. Paolo e S. Giacomo).

Ore 10.30 (S. Paolo) : S. Messa della solennità presieduta dal vescovo mons. Mosciatti Al termine apertura della mostra ”Qualcosa di nuovo sul fronte occidentale

Avviso.- Il corso di preparazione al matrimonio inizia a fine gennaio – inizio febbraio. Le coppie interessate, prossime al matrimonio comunichino con il parroco al più presto.

In canonica in S. Paolo sono sempre disponibili le marmellate delle monache.

Importante.- In S. Paolo, a partire da Lunedì 12 gennaio la S. Messa del Lunedi viene celebrata alle ore 8.00 e non alle 18.00.


Visita alle famiglie con benedizione 18 – 22 gennaio (dalle ore 14.30)

Domenica 18 : Via Casadei, Pasolini, Zardi.

Lunedì 19 : Via S. Lucia, Argine Mordano, Visani (pari)

Martedì 20 : Via Visani (dispari), Zaccagnini.

Mercoledì 21 : Via Buia, Damano, Fornace sotto, Primo Maggio, Dosso, Eynard (pari).

Giovedì 22 : Via Campazzo, Crocetta, Tombe, Galletto, Punta, Nuova, Eynard (dispari)


Alla scuola di Gesù :
Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì Venerdì Sabato
Mc 2,18-22 Mc 2,23-28 Mc 3,1-6 Mc 3,7-12 Mc 3,13-19 Mc 3,20-21

Vivere il mistero E’ opportuno ribadire che il Vangelo secondo Giovanni è l’ultimo dei quattro ad essere stato redatto (verso la fine del I secolo) e, pertanto, non si limita a riportare i fatti, ma ne fa anche una lettura teologica; uno stile che è già annunciato nel Prologo: «In principio era il Verbo e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio…» (Gv 1,1-18). Per questo, la pagina odierna è più complessa e profonda di quanto non appaia ad una prima lettura. Ad esempio, in aramaico servo e agnello sono indicati con uno stesso termine: talya. Il che condensa in una sola parola sia il servo sofferente annunciato da Isaia cf i capitoli di Isaia: 42,49,53), sia l’agnello pasquale che dà inizio all’esodo (cf Es 12), come pure l’agnello espiatorio per il perdono dei peccati (cf Lv 24). ln tal modo il battesimo di Gesù si collega alla Pasqua, al sacrificio che cancella il peccato del mondo e che dà inizio ai tempi nuovi, all’esodo definitivo verso la nuova Gerusalemme. La testimonianza del Battista ha una finalità primaria: affermare con sicurezza che in Gesù si compiono tutte le profezie; egli è il Messia, l’unto, il consacrato di YHWH per unire tutti i popoli nella Chiesa. Con lui la prima alleanza raggiunge il suo scopo e inizia la nuova ed eterna alleanza. La colomba evoca il diluvio e quell’alleanza allora annunciata che trova il suo sigillo nel sangue dell’Agnello immolato. Il battesimo in Spirito Santo sostituisce quello di semplice acqua; segna il superamento dell’antica economia e l’inizio del tempo della Chiesa, sacramento di salvezza per tutte le genti. Cristo, infatti, è l’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo e non quello di un solo popolo.

Il brano di Isaia è parte del secondo canto del servo di YHWH (49,1-13). ln esso è annunciato un misterioso personaggio inviato da Dio per «riunire Israele… restaurare le tribù di Giacobbe», un personaggio che sarà luce delle nazioni per portare la salvezza di Dio fino all’estremità della terra. Tale missione non è attribuibile in pienezza a nessun re d’Israele. Questo servo di Dio trova invece concretizzazione in quel Gesù che porta a compimento tutta la profezia del primo Israele: egli è l’Agnello immolato mandato da Dio per attirare a sé tutti gli uomini (cf Gv 12,32). Il salmo responsoriale (39) è citato dalla lettera agli Ebrei a proposito del sacrificio di Cristo (cf 10,5-8): «Non hai chiesto olocausto e vittima per la colpa. Allora ho detto: Ecco io vengo…». La profezia trova il suo vertice nella Parola che si fa carne. Anche nella vita del cristiano la forma più alta di annuncio è quando le parole diventano presenza e azione. La lettera di san Paolo è l’esordio della prima comunicazione alla comunità cristiana di Corinto (anno 57 circa). Si tratta di un saluto, ma in realtà è molto di più. In poche righe è espressa la realtà profonda della Chiesa e l’essenza della vita cristiana. La Chiesa è la comunione di «coloro che sono stati santificati in Cristo Gesù, chiamati ad essere santi insieme a tutti quelli che in ogni luogo invocano il nome del Signore nostro Gesù Cristo, Signore nostro e loro». Il battesimo in Spirito Santo è la chiamata a quella santità che si realizza nella progressiva conformazione della nostra vita a quella di Cristo. Con il battesimo tutti i cristiani partecipano alla missione profetica di Cristo. Così le parole che precedono l’unzione con il crisma subito dopo il lavacro battesimale: «Dio onnipotente… ti consacra con il crisma della salvezza, perché inserito in Cristo, sacerdote, re e profeta, sia sempre membro del suo corpo per la vita eterna». È sintomatico che Isaia sia chiamato da Dio con il termine che indica tutto il popolo: «Mio servo sei tu, Israele…». La missione dei singoli profeti esprimeva, in realtà, il compito dell’Israele di Dio nei confronti di tutti i popoli. Ciò è diventato ancora più vero nel contesto del secondo Israele dove tutti i battezzati, sebbene con ruoli e modalità diverse, sono chiamati ad essere annunciatori dell’Evangelo di Dio. Gesù è l’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo (Vangelo). Egli è la luce delle nazioni (prima lettura). La Chiesa di Dio non è prigioniera di alcuna cultura. «Inviata a tutti i popoli di qualsiasi tempo e di qualsiasi luogo, la Chiesa non si lega in modo esclusivo e indissolubile a nessuna stirpe o nazione, a nessun particolare modo di vivere, a nessuna consuetudine antica o recente» (Gaudium et spes, 58). Profezia e santità sono come le due facce inseparabili di un’unica medaglia che costituisce l’identità del cristiano. Tale identità non si afferma con le chiacchiere, né con l’ostentazione di semplici segni esteriori e tradizionali. Il vero profeta (e ogni cristiano è chiamato ad esserlo) è il santo, cioè il testimone della presenza e dell’azione di Dio fra gli uomini. ln altre parole, il vero profeta è colui che oggi fa conoscere l’Evangelo di Dio dando una voce, un volto, delle mani, un corpo a Gesù risorto. Sostituire con altri canti il canto dell’Agnello di Dio che accompagna la frazione del pane non solo è un’indebita manipolazione del rito della Messa, ma costituisce un impoverimento teologico di questo particolare momento rituale. È il canto dell’Agnello di Dio che illumina il vero significato del pane spezzato. Inoltre, senza questa invocazione verrebbe a mancare il legame con le parole con le quali il sacerdote presenta il corpo e il sangue di Cristo: «Ecco l’Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo». (don Silvano Sirboni)

Il Messale Romano- Note di Pastorale Liturgica [continuazione] (di p. Giuseppe Midili)

Proponendo un metodo si vuole ribadire la necessità e l’urgenza di evitare celebrazioni non preparate, in cui le persone si ritrovano qualche minuto prima in sacrestia, si dividono i servizi e vanno all’altare preoccupate più di ciò che si deve fare che di entrare in relazione con Dio. La scelta di metodo e la proposta di elaborazione si fondano su un principio formulato da J. A. Jungmann, nel tempo di pieno sviluppo del movimento liturgico: la liturgia, celebrata in modo vivo, è la forma principale di pastorale, la più fruttuosa e significativa per il bene del popolo di Dio. Accogliere lo schema che verrà formulato in queste pagine significa elaborare un metodo che non aiuta solo a pregare meglio e a preparare in modo proficuo l’esperienza celebrativa, ma contribuisce all’azione di pastorale liturgica e di evangelizzazione, che la Chiesa porta avanti anche per mezzo della bellezza della liturgia. (5-fine)

Programma dall’8 al 18 gennaio 2026

Letture: Isaia 42,1-4.6-7 / Salmo 28 / Atti 10,34-38

 

Il Signore benedirà il suo popolo con la pace.

 

Dal Vangelo secondo Matteo (3,13-17)
In quel tempo, Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui.

Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?». Ma Gesù gli rispose: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia». Allora egli lo lasciò fare.

Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. Ed ecco una voce dal cielo che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento».

Parola del Signore.

 

VITA ECCLESIALE

Sabato 10

18.00

Deff. Fam. Preti e Gotti

+ Saguatti Claudio

Domenica 11

10.30

18.00

+ Antonio, Augusto Pelliconi, Emilia e Giuseppina

+ Edmondo ed Ebriana

Lunedì 12

   

Martedì 13

   

Mercoledì 14

   

Giovedì 15

   

Venerdì 16

   

Sabato 17

18.00

+ Pasotti Costante

Domenica 18

10.30

+ Resta Albertina e Bruno

Orario Confessioni Venerdì ore 9.0010.00 (don Fabio)

S. Paolo Sabato ore 16.45 17.45 (don Fabio)

Domenica ore 9.4510.15 (don Fabio)

N.B. Concordare con don Fabio eventuali esigenze.

Chiesa della Conversione di S. Paolo Apostolo

Orario SS. Messe Feriale: Lunedì, Martedì e Venerdì ore 8.00

Mercoledì, Giovedì ore 18.00 Lunedì (Oratorio) ore 18.30

Prefestiva ore 18.00 Festiva ore 10.30 e 18.00

Tutti i giorni [escluso venerdì] ore 17.25 S. Rosario

Venerdì ore 17.30 Adorazione eucaristica e S. Rosario

N.B. Tutte le celebrazioni si possono seguire anche nel sito internet della parrocchia

Chiesa di S. Giacomo Apostolo – Fruges

Orario SS. Messe Feriale dal Lunedì al Venerdì ore 18.30

Prefestiva ore 16.30 Festiva ore 8.00 e 11.00

S. Rosario dal Lunedì al Venerdì ore 18.00 Sabato ore 17.30

Cappella del Seminario di Montericco

Orario SS. Messe Martedì ore 19.00 e Mercoledì ore 7.00

 

Anno : A

Gennaio 2026

LA VITA DELLA COMUNITA’

Domenica 11

Battesimo del Signore

Ss. Messe ad orario festivo (S. Paolo e S. Giacomo).

Ore 9.30 (S. Giacomo) : Riprende il catechismo per la classe prima media

Ore 16.00 (oratorio) : Festa per le famiglie

Mercoledì 14

Ore 20.30 (canonica) : Prove del “Coro S. Paolo”

Giovedì 15

Ore 20.45 (canonica) : Lettura comune della Parola della domenica.

Venerdì 16

Ore 17.30 (S. Paolo) : Adorazione eucaristica, S. Rosario e celebrazione del Vespro

Sabato 17

S. Antonio Abate

Ore 11.00 (S. Paolo) : S. Messa della memoria

Sarà disponibile in chiesa il pane benedetto per gli animali

Domenica 18

II del T. O.

Inizia la settimana di preghiera per l’Unità dei Cristiani

Ss. Messe ad orario festivo (S. Paolo e S. Giacomo).

Ore 16.00 (S. Paolo) : Concerto di S. Paolo con la partecipazione del “Coro S. Paolo”

Avviso.- Il corso di preparazione al matrimonio inizierà a fine gennaio – inizio febbraio. Le coppie interessate, prossime al matrimonio comunichino con il parroco al più presto.

In canonica in S. Paolo sono sempre disponibili le marmellate delle monache.

Importante.- In S. Paolo, a partire da Lunedì 12 gennaio la S. Messa del Lunedì sarà celebrata alle ore 8.00 e non alle 18.00.

Visita alle famiglie con benedizione

12 – 18 gennaio (dalle ore 14.30)

Lunedì 12 : Via Celletta, Felice, S. Antonio, dei Peschi, Fornace Sopra

Martedì 13 : Via Trebeghino

Mercoledì 14 : Via Montessori, Palmiera, Petrucci.

Giovedì 15 : Via don Milani, Rodari

Domenica 18 : Via Casadei, Pasolini, Zardi

Alla scuola di Gesù :

 

Lunedì

Martedì

Mercoledì

Giovedì

Venerdì

Sabato

 

Mc 1,14-20

Mc 1,21b-28

Mc 1,29-39

Mc 1,40-45

Mc 2,1-12

Mc 2,13-17

Vivere il mistero L’antifona d’ingresso ci introduce alla festa del Battesimo del Signore e ne canta il senso profondo: «Dopo il battesimo di Gesù si aprirono i cieli e, come colomba, lo Spirito di Dio si fermò su di Lui e la voce del Padre disse: “Questi è il Figlio mio prediletto nel quale mi sono compiaciuto”» (Mt 3,16-17; cf .ls 42,1). 0ggi, nel battesimo nel fiume Giordano, si aprono i cieli su Gesù che riceve la sua investitura messianica: la voce del Padre e la discesa sul Figlio dello Spirito Santo, sotto forma di colomba, indicano questo. Gesù, sottoponendosi al rito penitenziale del Battista, si è fatto solidale con ciascuno di noi, peccatori. ln Gesù troviamo la nostra identità battesimale e siamo chiamati ad assumere il suo stesso stile di vita e di missione: «Chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo. Come il Figlio dell’uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti» (Mt 20,27). Il racconto del battesimo del Signore è riportato da tutti e quattro gli evangelisti; nel ciclo A leggiamo il Vangelo secondo Matteo (Mt 3,13-17). Il fiume Giordano evoca l’ultima tappa del lungo esodo del popolo eletto (cf. Es 4,19). Gesù, come Giosuè, è colui che porta a compimento il cammino iniziato da Mosè. Il rito al quale Gesù si sottopone, ribadisce il mistero dell’incarnazione, cioè la piena solidarietà di Cristo con l’umanità. Il battesimo segna per lui un cambio radicale di vita. Gesù riceve dal Padre la sua vocazione messianica, di servizio filiale e regale. La coscienza nuova che Gesù matura dalla teofania (manifestazione di Dio) del suo battesimo, resta il punto di riferimento incrollabile di tutte le scelte del suo ministero, fino al compimento della sua missione, nel mistero pasquale. La voce del Padre e la presenza dello Spirito Santo fanno di Lui il compimento del canto del Servo di YHWH (ls 40-55). Di fronte alla Parola del Padre, questo Figlio-Servo non ha nulla da obiettare, facendosi obbediente fino alla morte (cf. ls 53,7; Fil 2,8). Egli è il «Figlio amato» (cf. Sal 2,7; Gen 22) che aderisce alla sua diaconia messianica sulla linea della prima lettura (ls 42,1-4.6-7), con uno stile dolce e forte: «Non griderà, né alzerà il tono, non farà udire in piazza la sua voce, non spezzerà una canna incrinata, non spegnerà uno stoppino dalla fiamma smorta». Il Re Messia davidico dà inizio al compimento del Regno di Dio in Israele ma per tutta l’umanità. Il salmo responsoriale (Sal 28,13b.4.3a.9-10) fa risuonare la voce potente di Dio sulle acque e afferma questo tipo di regalità messianica che costruisce la pace. La seconda lettura (At 10,34-38) riporta l’inizio del discorso di Pietro nella casa del centurione Cornelio. Prima di dare il battesimo a tutti i pagani presenti che avevano accolto la Parola e sui quali era disceso prodigiosamente lo Spirito Santo, Pietro esclama. «ln verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenza di persone, ma accoglie chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque nazione appartenga». Infatti, dopo il Battista, Gesù di Nàzaret, consacrato in Spirito Santo e potenza, passava beneficando e sanando quanti erano prigionieri del male antico. La tradizione patristica dei primi sei secoli dell’era cristiana ha collegato l’unzione crismale, cioè la Confermazione, non principalmente alla Pentecoste, quanto piuttosto al battesimo di Gesù al Giordano. Infatti, è attraverso la Cresima che viene manifestata e conferita al battezzato la missione profetica, sacerdotale e regale di Cristo. Il battesimo di Gesù faceva parte, originariamente, della festa dell’Epifania. Poiché il racconto dei Magi aveva preso il sopravvento, si sentì giustamente il bisogno di fare memoria del battesimo di Gesù al Giordano, nell’ottavo giorno dopo l’Epifania (XII secolo). Questa commemorazione di fatto, per ragioni non chiare, scomparve dai calendari e nel Messale tridentino; come reperto storico rimase soltanto il brano evangelico dell’evento. Solo nel 1962, con la riforma del calendario, già iniziata da Pio XII e messa in atto da Giovanni XXIII, questa commemorazione fu ripristinata il 13 gennaio. Infine, con la riforma conciliare del calendario (1969), fu collocata come festa nella prima domenica dopo l’Epifania. ln questa festa è opportuno fare memoria del proprio battesimo con la professione di fede battesimale dopo l’omelia. (Sr. Regina Cesarato)

Il Messale Romano- Note di Pastorale Liturgica [continuazione] (di p. Giuseppe Midili)

La pubblicazione della nuova traduzione è l’occasione per proporre a tutti coloro che sono coinvolti nell’azione celebrativa con un ministero – dalla presidenza a qualche servizio liturgico – di pregare con il Messale in modo semplice, sostando in orazione prima della celebrazione per prepararsi e dopo, per un periodo di ringraziamento. Durante il tempo della liturgia si concentrano sulla preghiera avendo già risolto tutti gli aspetti pratici e svolgendo il servizio in raccoglimento, perché, come ogni altra azione importante della vita umana, anche la preghiera va preparata: è un incontro con Dio che non può essere improvvisato. Per vivere in modo spiritualmente fruttuoso la celebrazione si proporrà di seguire lo stesso schema che alcune sagge guide spirituali propongono per gli esercizi spirituali, strutturando – secondo lo schema ignaziano – un percorso che si articola in tre passaggi: preparazione; tempo del «faccia a faccia» trascorso alla presenza di Dio nel suo tempio santo; verifica, in cui si valuta ciò che è accaduto e l’andamento dell’incontro. 0gni passaggio della ricerca prevede alcune tappe, I maestri della vita spirituale raccomandano di prendere nota di ciò che accade nei tre passaggi su un «Quaderno della preghiera», in cui si scrive quello che si sperimenta durante l’incontro con il Signore, quello che si prova, qual è il messaggio che Dio vuole consegnare a ogni interlocutore e alla comunità radunata. ln questo modo la preghiera liturgica è vissuta e preparata attraverso un itinerario di esercizi di orazione, che aiutano a maturare nel rapporto con Dio e a crescere nella conformazione a Cristo. Si viene così a strutturare un piccolo itinerario, che costituisce la base per un percorso che curi la regia celebrativa, cioè il fruttuoso svolgimento dell’azione rituale, assicurato da una buona preparazione alla Messa e completato da un ringraziamento nel tempo post celebrativo. Tale itinerario di vita spirituale può essere seguito dai presbiteri chiamati a presiedere, dai laici che si assumono la corresponsabilità di curare con loro l’esperienza celebrativa e dall’équipe liturgica. (4-continua)

Benedizioni alle famiglie per la Santa Pasqua 2026

 

 

È col desiderio di incontrare quanti più possibile che lunedì 12 gennaio 2026

iniziamo l’itinerario delle Benedizioni delle Famiglie nelle case. Gli orari di visita saranno generalmente tra le ore 14 e le ore 18 (circa). Sarete comunque avvisati tempestivamente.

Mi aiuteranno nelle Benedizioni i diaconi Eros e Lorenzo e il lettore Duilio.

Il Signore tutti vi benedica!

 

 

Immagine che contiene persona, vestiti, Viso umano, Addobbi floreali

Il contenuto generato dall'IA potrebbe non essere corretto.
don Fabio

 

diacono Eros

 

diacono Lorenzo

 

lettore Duilio

Programma dal 3 all’11 gennaio 2026

Letture: Siracide 24,1-2.8-12 / Salmo 147 / Efesini 1,3-6.15-18

Il Verbo si è fatto carne e ha posto la sua dimora in mezzo a noi.

 

Dal Vangelo secondo Giovanni (1,1-18)

In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio.

Egli era, in principio, presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.

In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta.

Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni.

Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui.

Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce.

Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo.

Era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui; eppure il mondo non lo ha riconosciuto.

Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto.

A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali, non da sangue né da volere di carne né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati.

E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità.

Giovanni gli dà testimonianza e proclama: «Era di lui che io dissi: Colui che viene dopo di me è avanti a me, perché era prima di me».

Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto: grazia su grazia.

Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.

Dio, nessuno lo ha mai visto: il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre,

è lui che lo ha rivelato.

Parola del Signore.

VITA ECCLESIALE

Sabato 03 18.00 + Preda Maria Teresa
Domenica 04 10.30

18.00

+ Ruffini Armanda, Dovadola Ivano, Monica e Silverio e secondo le intenzioni di Maria Teresa (vivente)

+ Manara Bruno

Lunedì 05 18.00 + Rizzi Luigi (detto Carlo – 2° anniv.)
Martedì 06 10.30

18.00

+ Marani Umberto e Peruzzi Giovanna

+ Giovanni, Isolina, Giacomo, Elde e don Orfeo

+Ravaglia Iris

Mercoledì 07
Giovedì 08
Venerdì 09
Sabato 10 18.00 Deff. Fam. Preti e Gotti

+ Saguatti Claudio

Domenica 11

Orario Confessioni Venerdì ore 9.0010.00 (don Fabio)

S. Paolo Sabato ore 16.45 17.45 (don Fabio)

Domenica ore 9.4510.15 (don Fabio)

N.B. Concordare con don Fabio eventuali esigenze.

Chiesa della Conversione di S. Paolo Apostolo

Orario SS. Messe Feriale: Lunedì, Martedì e Venerdì ore 8.00

Mercoledì, Giovedì ore 18.00 Lunedì (Oratorio) ore 18.30

Prefestiva ore 18.00 Festiva ore 10.30 e 18.00

Tutti i giorni [escluso venerdì] ore 17.25 S. Rosario

Venerdì ore 17.30 Adorazione eucaristica e S. Rosario

N.B. Tutte le celebrazioni si possono seguire anche nel sito internet della parrocchia

Chiesa di S. Giacomo Apostolo – Fruges

Orario SS. Messe Feriale dal Lunedì al Venerdì ore 18.30

Prefestiva ore 16.30 Festiva ore 8.00 e 11.00

S. Rosario dal Lunedì al Venerdì ore 18.00 Sabato ore 17.30

Cappella del Seminario di Montericco

Orario SS. Messe Martedì ore 19.00 e Mercoledi ore 7.00

 

Anno : A

Gennaio 2026

LA VITA DELLA COMUNITA’

Domenica 04

II dopo Natale

Ss. Messe ad orario festivo (S. Paolo e S. Giacomo).
Lunedì 05 Ore 16.30 (S. Giacomo) : S. Messa prefestiva

Ore 18.00 (S. Paolo) : S. Messa prefestiva

Martedì 06

Epifania del Signore

Ss. Messe ad orario festivo (S. Paolo e S. Giacomo).

Ore 10.30 (S. Paolo) : S. Messa e benedizione delle famiglie

Ore 16.00 (oratorio) : Festa per le famiglie

Mercoledì 07 Ore 20.30 (canonica) : Prove del “Coro S. Paolo”
Giovedì 08 Ore 20.45 (canonica) : Lettura comune della Parola della domenica.
Venerdì 09 Ore 17.30 (S. Paolo) : Adorazione eucaristica e S. Rosario

Ore 20.30 (oratorio) : “Dal Sinodo alla quotidianità”Incontro con mons. Erio Castellucci sul Sinodo della Chiesa italiana.

Sabato 10 Ore 15.00 (S. Giacomo) : Riprende il catechismo per le classi 2, 3, 4 e 5 elementare.

Ore 16.30 (S. Giacomo) : S. Messa prefestiva

Domenica 11

Battesimo del Signore

Ss. Messe ad orario festivo (S. Paolo e S. Giacomo).

Ore 9.30 (S. Giacomo) : Riprende il catechismo per la classe prima media

Avviso.- E’ in definizione il corso di preparazione al matrimonio che inizierà a fine gennaio – inizio febbraio. Le coppie interessate, prossime a celebrare il Sacramento del matrimonio, è bene che al più presto diano la propria adesione comunicando con il parroco.

Martedì 6 gennaio festa della famiglia con S. Messa solenne alle 10.30 e ritrovo all’Oratorio dalle ore 16.00

Importante.- In S. Paolo, a partire da Lunedì 12 gennaio varia l’orario delle S. Messe feriali come riportato sotto:

Lunedì, Martedì e Venerdì : Mattino ore 8.00

Mercoledì e Giovedì : Pomeriggio ore 18.00

In canonica in S. Paolo sono sempre disponibili le marmellate delle monache.

Alla scuola di Gesù :
Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì Venerdì Sabato
Gv 1,43-51 Mt 2,1-12 Mt 4,12-17.23-25 Mt 6,34-44 Mc 6,45-52 Lc 4,14-22a

Vivere il mistero Il brano evangelico di questa domenica (lo stesso della Messa natalizia del giorno) è l’esordio del Vangelo secondo Giovanni, o meglio, il prologo. Si tratta di un’introduzione che costituisce la sintesi del mistero di Cristo, della sua vita e della sua missione. Potrebbe essere considerato il parallelo dei Vangeli dell’infanzia di Gesù secondo Matteo e Luca, sebbene con un genere letterario del tutto diverso. Infatti, come il prologo di Giovanni ha lo scopo di comunicare:

1) Chi è Gesù: il Verbo eterno del Padre che si è reso visibile nella nostra carne e in vista del quale è stato creato questo mondo.

2) Quale la sua missione: darci la possibilità in Gesù di essere anche noi figli, partecipi della sua stessa dignità e quindi anche eredi della sua stessa gloria.

3) Chi è Dio: nessuno l’ha mai visto, ma chi conosce Gesù attraverso l’accoglienza della sua parola e l’intima comunione sacramentale con lui, «conosce» Dio.

Il riferimento al Battista è per ribadire, attraverso la testimonianza dell’ultimo dei profeti dell’Antico Testamento che Gesù è veramente il messia «perché era prima di me». Già nel prologo è presente il tema giovanneo della lotta fra la luce e le tenebre che ritornerà sovente nella predicazione di Gesù. È pure annunciata la tragica possibilità del rifiuto da parte di chi non saprà riconoscere la presenza di Dio nell’umanità di Cristo e quindi nella materialità dell’umana natura, nella storia della salvezza che segue la dinamica dell’incarnazione fino alla fine dei secoli. «E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi». L’incarnazione è uno stile di Dio che, pur con modalità diverse, continua nella storia della salvezza attraverso la materialità dei sacramenti di cui il pane e il vino nell’Eucaristia sono il vertice. L’espressione «il Verbo si fece carne» potrebbe, forse, diventare più comprensibile a tutti se nella predicazione il termine Verbo si sostituisse con Parola oppure addirittura con Messaggio. Infatti, tutto quello che Dio vuole comunicarci è presente in Gesù, nella sua persona, nei suoi gesti, nelle sue parole. Un messaggio che tutti possono leggere e comprendere, anche se analfabeti. «Dal momento in cui ci ha donato il Figlio suo, che è la sua unica e definitiva parola, ci ha detto tutto in una sola volta in questa sola parola… Perciò chi volesse ancora interrogare il Signore e chiedergli visioni o rivelazioni, non solo commetterebbe una stoltezza, ma offenderebbe Dio, perché non fissa il suo sguardo unicamente in Cristo e va cercando cose diverse e novità» (San Giovanni Della Croce, Salita al Carmelo,2,22). A cominciare dall’XI secolo il prologo di Giovanni, in quanto sintesi di tutto l’Evangelo, era proclamato come formula di benedizione sui morenti, prima di dare il viatico; così pure al termine del battesimo per i bambini; infine, fra il XIII e XVI secolo anche come benedizione complementare al termine della Messa. Questo spiega la sua presenza al termine della Messa tridentina fino alla riforma del Vaticano II.

(don Silvano Sirboni)

Il Messale Romano- Note di Pastorale Liturgica [continuazione] (di p. Giuseppe Midili)

Si dedicherà particolare attenzione al modo in cui si prepara e si svolge la celebrazione eucaristica, sia a livello personale sia comunitariamente, perché essa divenga realmente incontro tra Dio e il suo popolo, per valorizzare «le diverse possibilità di scelta e di adattamento» che il Messale prevede e si proporrà una mediazione «tra il mistero celebrato e l’assemblea concreta». La pubblicazione della nuova traduzione è l’occasione propizia per riflettere su alcuni principi di pastorale liturgica e di prassi celebrativa, che sono stati elaborati dal movimento liturgico, sanciti dal Concilio e diffusi nella fase di attuazione della riforma, ma ancora non hanno trovato piena applicazione. ln questo senso il Messale va accolto come libro della preghiera, che aiuta la comunità a entrare in relazione con Dio e la preparazione e l’organizzazione delle celebrazioni sono parte della dimensione orante della liturgia. La regia liturgica non è cura della cerimonia, ma proposta di un metodo di preghiera che aiuti a curare e vivere bene la celebrazione. Infatti «la bellezza della liturgia scaturisce dall’armonia di gesti e parole con cui si è coinvolti nel mistero celebrato» e i diversi linguaggi che caratterizzano l’arte del celebrare non costituiscono un’aggiunta ornamentale estrinseca, in vista di una maggiore solennità, ma appartengono alla forma sacramentale propria del mistero eucaristico, cioè sono parte della preghiera della Chiesa e come tale vanno preparati e vissuti. (3-continua)