Calendario Liturgico

ANNO LITURGICO

La successione degli anni liturgici segue un ciclo triennale, con la lettura in ciascun anno di un Vangelo diverso: nelle domeniche dell’anno A si legge il Vangelo di Matteo, nell’anno B il Vangelo di Marco, nell’anno C il Vangelo di Luca.

L’anno liturgico è l’anno del cristiano, l’anno durante il quale siamo invitati a prendere, ogni giorno di più, coscienza delle meraviglie che Dio opera tra noi, rendendo attuale, nell’oggi che ci appartiene, la storia della salvezza che Dio ha operato in Cristo, per mezzo dello Spirito Santo. L’anno liturgico si divide in:

Tempo di Avvento (colore viola)

Tempo di Natale (colore bianco)

Tempo Ordinario (colore verde)

Tempo di Quaresima (colore viola)

Tempo di Pasqua (colore bianco)

Tempo di Avvento: Vieni, Signore Gesù!

La parola avvento significa “venuta-attesa”. Ha una doppia caratteristica: è tempo di preparazione alla solennità del Natale, in cui si ricorda la prima venuta del Figlio di Dio fra gli uomini; è tempo che spalanca il cuore all’attesa della seconda venuta di Gesù, quando ritornerà per giudicare i vivi e i morti. Il Tempo di Avvento dura quattro settimane (dalla domenica più vicina al 30 novembre ai primi Vespri di Natale). I giorni dal 17 al 24 dicembre costituiscono una più diretta preparazione al Natale. Il colore liturgico di questo Tempo è il viola: indica la speranza e l’attesa di incontrare Gesù, l’umiltà e la prontezza di accoglierlo nella nostra vita. Nelle domeniche non si dice il Gloria, ma si fa la professione di fede con il Credo.

Tempo di Natale: E’ nato per noi Gesù, il Salvatore!

La nascita di Gesù è presentata sotto due aspetti diversi:

  • Gesù, il Salvatore, dono del Padre (Natale)
  • La sua salvezza che viene donata a tutti i popoli della terra, rappresentati dai Magi (Epifania).

Celebrare il Natale significa riconoscere che il Figlio di Dio si è fatto uomo (si è incarnato) perchè l’uomo diventasse Dio. Perchè facciamo festa a Natale? A Natale facciamo festa perchè Dio Padre ha tanto amato gli uomini da donare per loro il suo Figlio Gesù.

Natale è la festa di Gesù, il Salvatore. In questo semplice nome, voluto dal cielo, è racchiuso tutto il progetto di Dio, ciò che si può dire di più profondo dell’uomo e di Dio. Il nome di Gesù parla prima di tutto dell’uomo. Quando noi pronunciamo Gesù riveliamo noi stessi, la nostra necessità di essere salvati, la nostra incapacità di arrivare a Dio. Il nome di Gesù ci parla di Dio, del suo amore e della sua azione: “Dio, nessuno lo ha mai visto: il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre, è lui che lo ha rivelato” (Gv 1,18). Quando noi pronunciamo il nome di Gesù non ci rivolgiamo ad uno dei più grandi personaggi del mondo ma al Figlio di Dio: “Egli è irradiazione della sua gloria ed impronta della sua sostanza” (Eb 1,3).

Il Tempo di Natale inizia con i primi Vespri del Natale del Signore e termina con la festa del Battesimo del Signore la domenica dopo l’Epifania. L’ottava di Natale è così ordinata:

  • il 26, 27 e 28 dicembre si celebrano le feste di santo Stefano, di san Giovanni evangelista e dei santi Innocenti;
  • nella domenica fra l’ottava di Natale si celebra la festa della Santa Famiglia (non ricorrendo nessuna domenica si celebra il 30 dicembre);
  • il 1° gennaio si celebra la solennità di Maria Madre di Dio;
  • il 6 gennaio si celebra l’Epifania del Signore.

Nelle domeniche, solennità e feste del tempo di Natale si dice il Gloria; nelle domeniche e solennità si fa la professione di fede con il Credo. Il colore liturgico di questo tempo è il bianco: è il colore della luce, della vita, della festa.

Tempo Ordinario: Conoscere e amare Gesù Cristo

La parola di Dio nel corso dell’Anno Liturgico

Nel corso di un anno non si riesce a leggere tutta la parola di Dio contenuta nei 73 libri che formano la Bibbia. Buona parte della parola di Dio è distribuita in un ciclo di tre anni: anno A, anno B, anno C. Ogni ciclo inizia con la prima domenica di Avvento.

Per la lettura del Vangelo, specialmente nelle domeniche del tempo Ordinario, i brani sono scelti leggendo di seguito un Vangelo:

  • anno A: il Vangelo di Matteo;
  • anno B: il Vangelo di Marco e gli ultimi sei capitoli di Giovanni;
  • anno C: il Vangelo di Luca.

Il Vangelo di Giovanni viene letto nel tempo di Natale, in Quaresima e nel Tempo di Pasqua. Nei giorni della settimana il Vangelo è unico, mentre la prima lettura segue un ciclo biennale secondo gli anni pari e gli anni dispari.

Il Tempo Ordinario è costituito da 33 o 34 settimane, inizia il lunedì dopo il Battesimo del Signore e si protrae fino al Mercoledì delle Ceneri. La prima parte può variare da 4 a 9 settimane. Riprende poi il lunedì dopo Pentecoste per terminare prima dei primi Vespri della prima domenica di Avvento. Questo tempo è chiamato “ordinario” nel senso che celebra il mistero di Cristo nella sua globalità: lungo il ritmo delle settimane e delle domeniche conosciamo i suoi discorsi, le parabole, i fatti e i miracoli che ci rivelano l’amore di Dio Padre per tutti gli uomini. Celebrare il mistero di Cristo nell’ordinario significa vivere da discepoli nella fedeltà di ogni giorno, ascoltare e incontrare il Maestro nel quotidiano, riconoscere che Dio si china su di noi e ci salva nella concretezza della nostra esperienza personale. La liturgia, durante questo tempo, aiuta a conoscere ed amare il Signore anche attraverso la celebrazione dei Santi: ognuno di loro, animato dallo Spirito Santo, ha donato la sua esistenza a Gesù in un particolare stato di vita e ha testimoniato la multiforme grazia di Dio nel periodo in cui è vissuto, fecondando con l’azione e la preghiera la Chiesa del suo tempo. Il colore liturgico del Tempo Ordinario è il verde: esprime la speranza, la giovinezza della Chiesa, la ripresa di un cammino nuovo e perseverante. Il Gloria si dice nelle solennità, nelle feste e in tutte le domeniche; il Credo si dice nelle solennità e in tutte le domeniche.

Tempo di Quaresima

La Quaresima dipende essenzialmente dalla Pasqua, che per sua massima importanza ha suggerito un periodo di preparazione attestatosi, dopo varie oscillazioni, sul numero di quaranta giorni. E’ un numero simbolico molto significativo, ispirato ai quaranta giorni trascorsi da Gesù nel deserto prima di iniziare il suo ministero pubblico.

Proprio in ossequio al digiuno effettivo di quaranta giorni (di domenica non si digiunava), la Quaresima fu anticipata nel rito romano al Mercoledì delle Ceneri. Il giorno conclusivo è il mercoledì santo.

Il Mercoledì delle Ceneri è giorno di digiuno; nei venerdì di Quaresima si osserva l’astinenza dalle carni. Durante il tempo di Quaresima non si dice il Gloria: di domenica si fa però sempre la professione di fede con il Credo.

Il colore liturgico di questo tempo è il viola.

“Laceratevi il cuore e non le vesti”. Con queste parole del profeta Gioele, la liturgia del Mercoledì delle Ceneri ci introduce nella Quaresima, indicando nella conversione del cuore la caratteristica di questo tempo di grazia. L’appello profetico costituisce una sfida per tutti noi, nessuno escluso, e ci ricorda che la conversione non si riduce a forme esteriori o a vaghi propositi, ma coinvolge e trasforma l’intera esistenza a partire dal centro della persona, dalla coscienza. Il Vangelo del Mercoledì delle Ceneri indica gli elementi di questo cammino spirituale: la preghiera, il digiuno e l’elemosina.

Settimana Santa

La Settimana Santa ha per scopo la venerazione della passione di Cristo dal suo ingresso messianico in Gerusalemme. Al mattino del giovedì della Settimana Santa, il vescovo, concelebrando la Messa con il suo presbiterio, benedice gli oli santi ed il sacro crisma.

I colori liturgici di questo tempo sono il rosso nella Domenica delle Palme; il viola nel lunedì, martedì e mercoledì; il bianco nella Messa crismale del giovedì santo.

Triduo pasquale

I grandi misteri della nostra redenzione sono celebrati dalla Messa vespertina del giovedì “nella cena del Signore” fino ai vespri della domenica di risurrezione. Questo spazio di tempo è chiamato “Triduo pasquale” perché con la sua celebrazione si rende presente e si partecipa al passaggio del Signore da questo mondo al Padre. Triduo pasquale non significa tre giorni di preparazione alla Pasqua, ma equivale a Pasqua celebrata in tre giorni, la Pasqua nella sua totalità, quale passaggio dalla passione e morte alla sepoltura, fino alla risurrezione. Non è la somma di tre giorni né di tre celebrazioni distinte, bensì un unico mistero celebrato in tre momenti, nello spazio di tre giorni.

Il Triduo pasquale ha inizio dalla Messa della cena del Signore, ha il suo fulcro nella Veglia pasquale e termina con i Vespri della domenica di Risurrezione. Il venerdì della passione del Signore è giorno di digiuno e di astinenza. Nel pomeriggio del venerdì santo si celebra la passione del Signore. La Veglia pasquale si svolge di notte: deve cominciare dopo l’inizio della notte o terminare prima dell’alba della domenica.

I colori liturgici sono il bianco per il giovedì santo e per la Veglia pasquale, il rosso per il venerdì santo.

Tempo di Pasqua

Questo tempo è il tempo della gioia: celebriamo la risurrezione di Gesù. E’ una gioia vera, profonda, basata sulla certezza che Cristo risorto oramai non muore più, ma è vivo e operante nella Chiesa e nel mondo. Tale certezza abita nel cuore dei credenti da quel mattino di Pasqua, quando le donne andarono al sepolcro di Gesù e gli angeli dissero loro: “Perché cercate tra i morti colui che è vivo?”.

Il tempo di Pasqua comincia con la Domenica di Pasqua e termina la domenica di Pentecoste. I primi otto giorni costituiscono l’ottava di Pasqua e si celebrano come solennità del Signore. L’Ascensione del Signore nel nostro Paese  si celebra al posto della VII domenica di Pasqua. Le domeniche del Tempo di Pasqua hanno la precedenza anche sulle feste del Signore e su tutte le solennità. Nelle domeniche del Tempo di Pasqua si dice il Gloria e si fa la professione di fede con il Credo.

Il colore liturgico di questo tempo è il bianco.