Sottoscrizione a premi

Un’ iniziativa della Caritas parrocchiale


Come primo gesto di Carità, in questo difficile inizio d’anno 2021 proponiamo una Sottoscrizione a Premi.
I bisogni di tante persone aumentano e noi dobbiamo essere pronti per un aiuto! Abbiamo pensato, senza costi aggiuntivi, di “sfruttare” ciò che già avevamo: i numerosi oggetti donati da tanti massesi.
I doni in elenco da mettere in palio:
Bicicletta da bambino (Giuliani Bici), Macchina da Caffè (Gourmet bj Tobia), Tostapane, Servizio completo da thè da 12, Servizio 12 flute, Montalatte, Copriletto trapuntino singolo, 2 Completi lenzuoli singoli Zucchi 100X100 di cotone, Plaid con maniche, Bottiglie liquore e 4 bicchieri, Portatorte in ceramica, Zuppiera bianca bordo oro, Servizio da 12 bicchieri acqua/vino, Servizio prima colazione, Scarpe da bambino (Polo Ralph Lauren), Tegame da cucina, e altri

Ogni gesto che compiamo porta frutti copiosi solo se nasce da un’amicizia radicata in Cristo.
Martedì 16 marzo: l’ antifona di ingresso della S. Messa del giorno diceva:” O voi tutti assetati, venite all’ acqua, voi che non avete denaro, venitevi e dissetatevi con gioia”. (Isaia 55,1).
I volontari Caritas

N.B. I dettagli della sottoscrizione verranno comunicati quanto prima

Uno spazio per i più piccoli nell’altare di S. Rita

“Attento alle candele, scottano! No, Giovanni, non tirare così la cassetta delle offerte, è pesante!”: eh sì, chi ha mai accompagnato dei bimbi in chiesa sa quanto possa essere difficile per loro trascorrere il tempo durante la liturgia; e anche i genitori – costretti a farsi inseguitori dei propri bimbi – partecipare con attenzione e serenità alla Messa a tratti sembra un’impresa.
Dopo un confronto con i sacerdoti, e ispirati dall’esperienza di altre parrocchie, è sembrato utile provare a dedicare uno spazio della nostra grande chiesa ai più piccoli. L’obiettivo di offrire ai bimbi e alle bimbe (0-6 anni) uno spazio sicuro e accogliente dove vivere la liturgia, sotto lo sguardo attento dei propri genitori (e della statua di Santa Rita).
Così, una volta spostati gli arredi, il pavimento è stato coperto con un tappetone isolante e sono stati assemblati due mobiletti in cui riporre i materiali messi a disposizione dalla comunità. Ora, mentre i genitori ascoltano le letture, i bimbi possono divertirsi a disegnare alcune di queste storie, oppure mettersi comodi e sfogliare un libro se per caso la faccenda gli sembra andare un po’ per le lunghe. E mamma e papà forse riusciranno a dedicare un po’ più attenzione alla liturgia, sapendo che i bambini sono impegnati a sfaccendare in uno spazio privo di pericoli.
A chi vuole utilizzare l’angolo bimbi è chiesto di rispettare poche, semplici regole: togliersi le scarpe, rimettere in ordine ciò che si è utilizzato e sanificare le superfici prima di andare via.
Un papà

Visita alle famiglie e benedizioni alle case

La visita alle famiglie e la benedizione delle medesime e delle abitazioni, verranno fatte dopo la Pasqua, appena le norme che regolano in questo periodo il nostro vivere comune, lo permetteranno.
Questa la modalità con cui verranno programmate:
1) arriverà nella cassetta delle lettere di casa vostra un bigliettino (sperando che non sia spacciato per pubblicità) in cui sarà indicata la settimana in cui il parroco o un ministro verrà a far visita;
a) nel biglietto troverete il numero di cellulare a cui inviare la richiesta (tramite messaggio o whatsapp con indicazione di giorno e orario pomeridiano e vostro recapito telefonico) per ricevere la visita del Sacerdote o di un altro ministro per la benedizione;
b) sarete poi contattati per la conferma dell’appuntamento.

2) La visita del sacerdote o di un ministro avverrà all’ingresso della casa nel pieno rispetto delle norme sanitarie (indossando la mascherina). Non entriamo in casa o nelle stanze per ragioni di rispetto e motivo igienico-sanitario.
A presto. don Pietro

Il nuovo Consiglio Pastorale per il triennio 2021-2023

I componenti del C.P.P.

Don Pietro Marchetti, parroco di Massa L. Don Alberto Baraccani, parroco di Fruges

Don Daniele Sirna, coadiutore parrocchiale Tazzari Eros, diacono permanente a Massa L.

Carusio Giovanni, diacono permenente a Fruges

Marchetti Andrea, A.C. Massa e Fruges

Agnoletti Luca, Agesci

Dalmonte Anna, gruppo Caritas

Ferro Paolo, gruppo famiglie/oratorio

Amadei Emanuele, gruppo catechisti

Ghetti Duilio, gruppo liturgico

Bignami Enrico, consiglio economico

Becca Francesco, Sc.Materna Fruges

Suor Arputha, Sc. Materna Massa L.

Suor Jane, Comunità Maria Immacolata

Ferro Luigi, nominato a Fruges

Piccinini Lucia, nominato Fruges

Vrenna Lorenzo, nominato a Massa L.

Il Nostro S.Paolo editoriale marzo 2021

Santa Pasqua: Risuscitati perché Amati.

Come ti senti dentro di te ? Stressato, stanco, debole, demotivato oppure positivo, pieno di speranza e di fiducia ? Osservando in generale il mondo che ci circonda, sembra quasi che le tenebre vincano sulla luce, la paura sul coraggio, la morte sulla vita, l’odio sull’amore. A Pasqua Dio ci viene a dire che non è così! I nostro cuore cerca speranza, fiducia, positività, futuro, vita : ma veramente la Luce ha vinto le tenebre ? Se c’è una caratteristica che contraddistingue in modo evidente questo nostro tempo, è il senso di insicurezza e di precarietà che il covid ha portato nella vita di ciascuno a livello personale e nella dimensione collettiva. E allora che fare ? Come adattarsi in modo positivo anche davanti a situazioni negative ?

Per il cristiano non si tratta di tirare fuori un nuovo slogan, una nuova tecnica pedagogica o una nuova virtù in cui eccellere. Si tratta piuttosto di riscoprire la nostra esistenza di risorti, di persone amate da Dio, che è per noi Risurrezione e vita. Gesù ha detto “Io sono la risurrezione e la vita”. Prima viene la risurrezione e poi la vita. Noi siamo già risorti nel Signore; risorti da tutte le vite spente e immobili, risorti dal non senso e dal disamore, che sono la malattia mortale dell’uomo. Prima viene questa liberazione e da qui una vita capace di superare la morte. Risuscitati perché amati: il vero nemico della morte non è la vita, ma l’Amore.

E’ questa consapevolezza che ci rende capaci di una reale resilienza: la consapevolezza che agli occhi di Dio siamo dei risorti e amati in quanto tali. Questa fiducia di base che Dio ha verso di noi ci permette di condividere la nostra vita e quella degli altri, qualunque essa sia. Il mondo l’ha salvato il Signore: noi condividiamo il cammino e ne portiamo il peso per quello che ne siamo capaci. Papa Francesco nella enciclica “Fratelli tutti” al n. 222 ci da un buon suggerimento per essere dei “risorti”: “L’individualismo consumista provoca molti soprusi…gli altri si finisce per trattarli come fastidi e l’aggressività aumenta. Ciò si accentua nei periodo di crisi e arriva a livelli esasperanti. Tuttavia, scrive il Papa, è ancora possibile scegliere di esercitare la gentilezza. Ci sono persone che lo fanno e diventano “stelle in mezzo all’oscurità” Cerca di dare parte del tuo tempo all’ascolto degli altri, cerca di dare stima, dai la tua simpatia e dona senza pretendere. Non escludere l’altro dall’attenzione, dal dialogo, dalla fiducia, dall’affetto. Non ignorarlo, non aggredirlo, non ferirlo.” Allora si tratta di scegliere con coraggio di essere una stella in mezzo all’oscurità; di usare le parole “permesso, buon giorno, scusami, ti voglio bene, mi dispiace, per favore”. La gentilezza, quando si fa cultura in una società trasforma profondamente lo stile di vita, i rapporti sociali, le relazioni. Saremo così luce nelle tenebre e stelle nell’oscurità. La nostra Pasqua diventerà più vera perché accanto al contributo fondamentale di Dio, ci sarà anche il nostro. Gesù è veramente risorto. Coraggio! Buona Settimana Sante e Buona Pasqua.

Don Pietro.

Programma dal 27 marzo al 4 aprile 2021

Letture: Isaia 50,4-7 / dal Salmo 21 / Filippesi 2,6-11

Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?

Dal Vangelo secondo Marco (15,1-39) [forma breve]

Al mattino, i capi dei sacerdoti, con gli anziani, gli scribi e tutto il sinedrio, dopo aver tenuto consiglio, misero in catene Gesù, lo portarono via e lo consegnarono a Pilato. Pilato gli domandò: «Tu sei il re dei Giudei?». Ed egli rispose: «Tu lo dici». I capi dei sacerdoti lo accusavano di molte cose. Pilato lo interrogò di nuovo dicendo: «Non rispondi nulla? Vedi di quante cose ti accusano!». Ma Gesù non rispose più nulla, tanto che Pilato rimase stupito.A ogni festa, egli era solito rimettere in libertà per loro un carcerato, a loro richiesta. Un tale, chiamato Barabba, si trovava in carcere insieme ai ribelli che nella rivolta avevano commesso un omicidio. La folla, che si era radunata, cominciò a chiedere ciò che egli era solito concedere. Pilato rispose loro: «Volete che io rimetta in libertà per voi il re dei Giudei?». Sapeva infatti che i capi dei sacerdoti glielo avevano consegnato per invidia. Ma i capi dei sacerdoti incitarono la folla perché, piuttosto, egli rimettesse in libertà per loro Barabba. Pilato disse loro di nuovo: «Che cosa volete dunque che io faccia di quello che voi chiamate il re dei Giudei?». Ed essi di nuovo gridarono: «Crocifiggilo!». Pilato diceva loro: «Che male ha fatto?». Ma essi gridarono più forte: «Crocifiggilo!». Pilato, volendo dare soddisfazione alla folla, rimise in libertà per loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso. Allora i soldati lo condussero dentro il cortile, cioè nel pretorio, e convocarono tutta la truppa. Lo vestirono di porpora, intrecciarono una corona di spine e gliela misero attorno al capo. Poi presero a salutarlo: «Salve, re dei Giudei!». E gli percuotevano il capo con una canna, gli sputavano addosso e, piegando le ginocchia, si prostravano davanti a lui. Dopo essersi fatti beffe di lui, lo spogliarono della porpora e gli fecero indossare le sue vesti, poi lo condussero fuori per crocifiggerlo. Costrinsero a portare la croce di lui un tale che passava, un certo Simone di Cirene, che veniva dalla campagna, padre di Alessandro e di Rufo. Condussero Gesù al luogo del Gòlgota, che significa «Luogo del cranio», e gli davano vino mescolato con mirra, ma egli non ne prese. Poi lo crocifissero e si divisero le sue vesti, tirando a sorte su di esse ciò che ognuno avrebbe preso. Erano le nove del mattino quando lo crocifissero. La scritta con il motivo della sua condanna diceva: «Il re dei Giudei». Con lui crocifissero anche due ladroni, uno a destra e uno alla sua sinistra.

Quelli che passavano di là lo insultavano, scuotendo il capo e dicendo: «Ehi, tu che distruggi il tempio e lo ricostruisci in tre giorni, salva te stesso scendendo dalla croce!». Così anche i capi dei sacerdoti, con gli scribi, fra loro si facevano beffe di lui e dicevano: «Ha salvato altri e non può salvare se stesso!

Il Cristo, il re d’Israele, scenda ora dalla croce, perché vediamo e crediamo!». E anche quelli che erano stati crocifissi con lui lo insultavano.

Quando fu mezzogiorno, si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio. Alle tre, Gesù gridò a gran voce: «Eloì, Eloì, lemà sabactàni?», che significa: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?». Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: «Ecco, chiama Elia!». Uno corse a inzuppare di aceto una spugna, la fissò su una canna e gli dava da bere, dicendo: «Aspettate, vediamo se viene Elia a farlo scendere». Ma Gesù, dando un forte grido, spirò. (Qui si genuflette e si fa una breve pausa)

Il velo del tempio si squarciò in due, da cima a fondo. Il centurione, che si trovava di fronte a lui, avendolo visto spirare in quel modo, disse: «Davvero quest’uomo era Figlio di Dio!».
Parola del Signore

VITA ECCLESIALE

Sabato 27

18.00

+ Dovadola Ivano e Ruffini Armanda

Deff. fam. Asioli-Buttelli

+ Buscaroli Dante e cg. Venieri

Domenica 28

10.30

18.30

+ Rossella

50° di Matrimonio di : Gurioli Ferdinando

e Deserri Patrizia

Lunedì 29

18.30

+ Montesi Natale

Martedì 30

Mercoledì 31

18.30

+ Elena

Giovedì 01

20.15

+ Preda Maria Teresa

Per le Anime del purgatorio

Venerdì 02

Sabato 03

19.30

+ Angela ed Ettore Mongardi, figli e nipoti

Domenica 04

10.30

+ Domenico e Nerina Potenza

+ Sangiorgi Tomaso e deff. della famiglia

+ Moroni Lorenzo

+ Francesco, Angelo e Giuseppina

+ Bufano Margherita

18.30

+ Ruffini Armanda e Dovadola Ivano

Le Confessioni della Settimana Santa

Lunedì 29 : Ore 20.30 – 21.30

Martedì 30 : Ore 10.30-12.00 20.30 – 21.30

Mercoledì 31 : Ore 10.30-12.00 20.30 – 21.30

Giovedì 01 : Ore 16.00-19.00

Venerdì 02 : Ore 10.00-12.00 16.00-17.00

Sabato 03: Ore 9.30-12.00 15.30-18.00

 

Orario SS. Messe Feriale: Martedì e Venerdì ore 8.00

Lunedì, Mercoledì, Giovedì e Sabato ore 18.30

Festivo : ore 10.30, 18.30

Tutti i giorni (escl. Venerdì) ore 17.55 S. Rosario (17.25 quando c’è la Via Crucis)

Venerdì ore 17.30 S. Rosario e Adorazione eucaristica

N.B. Tutte le celebrazioni sono aperte a tutti i fedeli e si possono seguire anche nel sito internet della parrocchia

Il catechismo in parrocchia è ripartito a novembre secondo un calendario specifico per fasce e per gruppi

Anno : B

Marzo – Aprile 2021

LA VITA DELLA COMUNITA’

Domenica 28

Le Palme

Giornata a favore dell’opera S. Teresa di Ravenna.

Ss. Messe alle ore 8.00 , 10.30 e 18.30

Ore 18.00 (S. Paolo) : Via Crucis

Giovedì 01

Santo

Ore 20.15 (S. Paolo) : S. Messa Solenne “In Coena Domini”
Venerdì 02

Santo

Astinenza e Digiuno

Ore 15.00 (S. Paolo) : Via Crucis

Ore 20.15 (S. Paolo) : Celebrazione della “Passione del

Signore”

Sabato 03

Santo

Ore 9.30–12 e 15.30–18.00 (S. Paolo):Benedizione delle uova

Ore 19.30 (S. Paolo) : Veglia Pasquale

Domenica 04

Pasqua di Risurrezione

Ss. Messe alle ore 8.00 , 10.30 e 18.30

Ore 10.30 (S. Paolo) : S. Messa Solenne

1E’ possibile rinnovare l’abbonamento per il 2021 al periodico parrocchiale “Il Ns. S. Paolo”, importante strumento di comunicazione comunitaria.

Si può fare anche rivolgendosi in sacrestia.

2 – Domenica 28 torna l’ora legale ed anche l’orario delle celebrazioni pomeridiane viene posticipato di mezz’ora.

3 – Nelle domeniche 28 marzo e 4 aprile verrà celebrata una S. Messa anche alle ore 8.00

3 –Ad ogni S. Messa saranno consegnati e benedetti i rami di ulivo a chi lo desidera.

Nota. La S. Messa feriale è secondo il solito orario e quella festiva come indicato nel riquadro nella pagina accanto. Dovranno ovviamente essere rispettate tutte le disposizioni di legge (distanziamento, mascherine, ecc..).

Alla scuola di Gesù :
Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì Venerdì Sabato
Gv 12,1-11 Gv 13,21-33. 36-38 Mt 26314-25 Gv 13,1-15 Gv 18,1-19,42 Mc 16,1-7

Vivere il Mistero- Con la domenica delle Palme inizia la Settimana santa. Vi entriamo, con i rami di ulivo tra le mani, acclamando al Re della gloria che ha vinto il peccato e la morte. Oltre questo portico trionfate ci attende l’aspro cammino detta croce che attraversa il cenacolo, dove Gesù istituisce l’Eucaristia, il giardino del Getsemani, dove egli agonizza invocando il Padre, per giungere infine al Golgota, dove muore sulla croce come malfattore. Ma la Passione di Cristo si è compiuta il mattino di Pasqua, quando il seme caduto nella terra è germinato nella carne rifiorita del Signore risorto. Questo evento non è certo concluso, ma è vivo e vivificante. Cuore della liturgia della Parola di questa domenica è il racconto della Passione secondo Marco. Ma cosa intendiamo per «passione»? Com’è noto, «passione» deriva dal verbo «patior» che significa soffrire, patire, sopportare. Quando partiamo della Passione di Gesù generalmente intendiamo la sua sofferenza culminata nella morte. Ma il termine «passione» non si esaurisce qui, «Passions» può indicare anche un’emozione, un forte sentimento, persino un impegno (pensiamo al «fare con passione», che caratterizza talora il nostro vivere e operare). Nei Vangeli entrano entrambe le due sfumature. Gesù è morto vittima di una sentenza ingiusta tra sofferenze fisiche e morali indicibili. Ma i Vangeli ci dicono anche che la sua Passione non è stata una sorpresa, ma che è scaturita anche dal suo impegno, dalla sua «passione», appunto, per il Regno di Dio e per la sua giustizia. Quali sono le caratteristiche principali della Passione secondo Marco? 1 – Un racconto drammatico e incalzante. La narrazione di Marco è breve, essenziale, drammatica, senza pathos. Solo in due scene emergono r sentimenti di Gesù: nel Getsemani e sulla croce. Ma è sufficiente. 2 – I riferimenti alle Scritture. Marco rilegge la Passione alla luce della rivelazione biblica; non solo, se Marco non vuol far commuovere (non è la sua intenzione principale), vuole però far riflettere i suoi lettori. Come leggere e interpretare l’evento del Messia crocifisso? Come comprendere lo scandalo della croce dentro il piano della salvezza? Non c’è altra fonte se non quella della rivelazione. Questo ci fa capire un’altra cosa importante: i racconti della Passione non sono una narrazione cronachistica, ma teologica. 3 – La consapevolezza di Gesù. Gesù, protagonista principale, non è dominato dagli eventi ma è lui che li domina. Di più, egli sa cosa c’è alla fine: la risurrezione. ln questa fede beve l’amaro calice del tradimento, del rinnegamento, dell’incomprensione e della condanna infamante della croce. 4 – Lettori e partecipi. Infine, non si può leggere la Passione senza un coinvolgimento personale. Nota al riguardo E. Bianchi: «La Passione è davvero un testo che contiene innumerevoli energie di vita o di morte e il lettore deve essere avvertito che leggendola fa qualcosa di terribilmente grave e serio perché, lo si voglia o non lo si voglia, si espone al giudizio che lo fa o discepolo che aderisce al Signore o suo omicida. Non si può contemplare la Passione senza esserne coinvolti. Più che mai le parole dell’evangelista sono urgenti: “Il Lettore capisca!” (cf Mc 13,14)».

Medjugorje, 25 Marzo 2021

”Cari figli!

Anche oggi sono con voi per dirvi:

figlioli, chi prega non ha paura del futuro

e non perde la speranza.

Voi siete stati scelti per portare la gioia e la pace,

perché siete miei.

Io sono venuta qui con il nome:

Regina della Pace

perché il diavolo vuole l’inquietudine e la guerra,

vuole riempire il vostro cuore di paura per il futuro

e il futuro è di Dio.

Perciò siate umili,

pregate ed abbandonate tutto

nelle mani dell’Altissimo che vi ha creati.

Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”