Con la famiglia di Nazareth riscopriamo il mistero della relazione

di don Pietro Marchetti

Percorrendo le strade del nostro paese, si nota che sempre di più le nostre case sono blindate: portoni, cancelli, circondati da alte siepi, di parapetti di qualsiasi genere, recinzioni sempre più alte e robuste: tutto questo non sarà un chiaro messaggio ? “non voglio essere disturbato ”, non sarà segno di una volontà di non comunicare tra una casa e l’altra, una famiglia e l’altra, se tutto viene disposto in modo da vedersi e sentirsi il meno possibile ? Se così fosse, sarebbe molto triste, perché l’umano non è così, non è fatto per l’isolamento, ma per la relazione. Anche se non sono nato e cresciuto qui a Massa, ricordo molto bene la strada dove sono cresciuto, i giochi con i miei coetanei vicini, le conversazioni dei nostri genitori, l’amicizia tra loro. Se poi lo sguardo va alla famiglia di Nazareth, a Gesù, rimango ammirato della verità e della bellezza dell’umano che traspare in particolare dalla rete di rapporti che essi hanno tessuto, sia all’interno della loro famiglia, sia all’esterno verso gli altri e le altre famiglie. Con la sua presenza Cristo ci ha rivelato come vive l’uomo pienamente realizzato soprattutto grazie alla serie di rapporti veri con le persone. Tutto è avvenuto dentro una dinamica elementare che Dio ha proposto a persone povere e semplici: la domanda e il dono dell’accoglienza. Chiedere accoglienza è proprio dei piccoli, dei poveri, dei bambini; accordarla sembra più facile fra i poveri che fra i ricchi e e i potenti. Dalla famiglia di Nazareth arriva il messaggio che se si vuole realizzare un’umanità diversa, occorre accogliere l’altro non solo facendo qualcosa ma facendosi accoglienza. Per fare un paese non bastano tante case una vicina all’altra, e le famiglie che le abitano; per fare una comunità parrocchiale non basta che un certo numero di persone venga in chiesa oppure organizzi feste e incontri di catechesi, ma sono necessarie delle persone che compiano questo miracolo: accogliere il Figlio di Dio in ogni volto umano che si affaccia sulla nostra esistenza. Cari parrocchiani, che sono poi tutti gli abitanti di Massa, in questa calda e secca estate 2022 proviamo di fare qualche passo in più per stare di più insieme, per rafforzare il nostri rapporti, e se qualche muro o barriera si è costruita, chiediamo al Signore ci aiuti a demolirla. E’ importante allenarci a non pensare a noi stessi, ma a tutta la comunità: chiediamo al Signore di sostenerci con la sua Grazia. Buona Estate.

P. S. Vi ricordo che in estate la “Fede” non va in vacanza, la chiesa non chiude per ferie e quindi la preghiera, la Messa, le confessioni sono sempre una proposta da non dimenticare, anzi d’estate c’è più tempo e quindi spero che a Messa i fedeli cresceranno, soprattutto nelle zone dove andrete a fare il riposo.

Programma dal 18 al 26 giugno 2022

Letture: Genesi 14,18-20 / Salmo 109 / 1 Corinzi 11,23-26

Tu sei sacerdote per sempre, Cristo Signore

Dal Vangelo secondo Luca (9,11b-17)

In quel tempo, Gesù prese a parlare alle folle del regno di Dio e a guarire quanti avevano bisogno di cure.

Il giorno cominciava a declinare e i Dodici gli si avvicinarono dicendo: «Congeda la folla perché vada nei villaggi e nelle campagne dei dintorni, per alloggiare e trovare cibo: qui siamo in una zona deserta».

Gesù disse loro: «Voi stessi date loro da mangiare». Ma essi risposero: «Non abbiamo che cinque pani e due pesci, a meno che non andiamo noi a comprare viveri per tutta questa gente». C’erano infatti circa cinquemila uomini.

Egli disse ai suoi discepoli: «Fateli sedere a gruppi di cinquanta circa». Fecero così e li fecero sedere tutti quanti.

Egli prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò su di essi la benedizione, li spezzò e li dava ai discepoli perché li distribuissero alla folla.

Tutti mangiarono a sazietà e furono portati via i pezzi loro avanzati: dodici ceste.

Parola del Signore

VITA ECCLESIALE

Sabato 18
Domenica 19 10.30

18.30

+ Salmi, Pius e Marianus

Secondo le intenzioni di Maria Teresa / def.ta Toffanello Teresina

Lunedì 20
Martedì 21 8.00 + Antonio
Mercoledì 22 18.30 + Castelli Adriano
Giovedì 23 18.30 + Golinelli Luciano
Venerdì 24 8.00 Secondo le intenzioni di Maria Teresa e deff. Dovadola Monica, fam. Dovadola Ivano e Ruffini Armanda
Sabato 25 18.30
  • Secondo le intenzioni di Maria Teresa
  • Deff. Giacometti, Mussino, De Giovanni e Franca
Domenica 26 10.30 + Alfonso, Alma, Maria e don Orfeo

Orario Confessioni Sabato ore 11.0012.00 (don Pietro)

ore 17.1518.15 (don Pietro)

Concordare con don Pietro eventuali esigenze rispettando rigorosamente le disposizioni di legge (distanziamento, mascherine ecc…)).

Orario SS. Messe Feriale: Martedì e Venerdì ore 8.00

Lunedì, Mercoledì, Giovedì e Sabato ore 18.30

Festivo : ore 10.30, 18.30

Tutti i giorni (escluso il venerdì) ore 17.50 S. Rosario

Venerdì ore 17.30 Adorazione eucaristica

N.B. Tutte le celebrazioni sono aperte a tutti i fedeli e si possono seguire anche nel sito internet della parrocchia

Il catechismo in parrocchia riprende nel prossimo ottobre

Anno : C

Giugno 2022

LA VITA DELLA COMUNITA’

Domenica 19

Ss.mo Corpo e Sangue di Cristo

Ss. Messe alle ore 10.30 e 18.30 (in S. Paolo)

Ore 10.30 (S. Paolo) : S. Messa solenne a cui segue la processione Eucaristica del Corpus Domini e la Benedizione Eucaristica al termine della processione (vedi sotto).

Lunedì 20 Ore 18.30 (S. Paolo) : S. Messa e al termine incontro Caritas (anche conviviale)
Martedì 21

S. Luigi Gonzaga

S. Messa ad orario feriale
Giovedì 23

Natività di

S. Giovanni B.

S. Messa ad orario feriale
Venerdì 24

Sacratissimo Cuore di Gesù

S. Messa ad orario feriale

Ore 17.30 (S. Paolo) : Adorazione Eucaristica e S. Rosario

Sabato 25

Cuore Immacolato della B. V. Maria

S. Messa ad orario prefestivo
Domenica 26

XIII del T. O.

Offerte delle Ss. Messe destinate all’”Obolo di S. Pietro”

Ss. Messe alle ore 10.30 e 18.30 (in S. Paolo)

La processione del Corpus Domini a San Paolo

Si parte dalla chiesa di S. Paolo, Corso V. Veneto, p.za Ricci, via XX Settembre, via della Repubblica, p.za A. Costa, via Monte Grappa, via Bonvicini, corso V. Veneto fino alla Chiesa di S. Paolo.

1In sacrestia sono sempre disponibili le marmellate delle monache clarisse di Imola che rappresentano un modo per sostenere nel bisogno materiale una comunità che instancabilmente prega per tutti noi.

Alla scuola di Gesù :
Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì Venerdì Sabato
Mt 7,1-5 Mt 7,6.12-14 Mt 7,15-20 Lc 1,57-66.80 Lc 15,3-7 Lc 2,41-51

Vivere il Mistero- Le letture della solennità del Santissimo Corpo e Sangue del Signore guidano progressivamente verso il mistero dell’Eucaristia. Si comincia con una benedizione di Melchisedek e con l’offerta di pane e di vino, con cui il misterioso sacerdote del Dio altissimo offre un ringraziamento perché Abram ha liberato il nipote Lot, deportato dai re d’oriente. La seconda lettura ci trasporta nel vissuto delle comunità cristiane degli inizi e dà accesso non solo al racconto fondativo dell’Eucaristia, ma anche a qualche difficoltà seria a celebrare, con la profondità, e pienezza dell’intento originario, il mistero cristiano, difficoltà che motiva la ripresa di questa tradizione. Il brano evangelico – poiché il racconto fondativo della celebrazione del pane e del vino è già stato presentato dalla seconda lettura – insiste sul fatto che il contenuto più profondo delle celebrazioni eucaristiche è il realismo dei banchetti di condivisione che sono le moltiplicazioni di pane. Paolo ci consegna la tradizione della notte dell’ultima cena annunciandolo ai cristiani di Corinto. Il racconto parte dall’idea che il dono di Gesù è stato fatto nella notte in cui egli veniva tradito da alcuni uomini e, ancor più, era consegnato dal Padre alla morte per amore. I gesti di Gesù sono in perfetto parallelismo: quanto si compie prima con il pane si compirà subito dopo con il vino e tutte e due le azioni, compiute nel futuro, saranno fatte «in memoria di me». Una attenzione particolare merita il punto in cui si differenziano le parole sul pane e le parole sul calice. Il pane è consegnato subito dopo averlo spezzato e quindi la frazione è necessaria al suo significato. È identificato con il corpo di Gesù «che è per voi». Nel pane spezzato si rende dunque presente la morte di colui che in quella notte è stato tradito, ma che – prima di «transustanziare» il pane in se stesso – ha «transustanziato» la sua morte violenta trasformandola in un dono libero di amore. La realtà del pane diventa la realtà del corpo di Gesù, perché la dura verità di una morte subita per la violenza del male è stata trasformata dalla libertà di Gesù in un gesto puro di assoluta dedizione al volere amoroso del Padre per la salvezza degli uomini. Il calice del vino è indicato invece come «la Nuova Alleanza nel mio sangue». Appare qui un riferimento a un rito biblico ben conosciuto. L’alleanza al Sinai è stata stipulata con un rito che si è realizzato con il simbolo del sangue. Mosè fa sacrificare giovenchi come sacrifici di comunione per il Signore; poi prende la metà del sangue, ne asperge il popolo dicendo: «Ecco il sangue dell’alleanza che il Signore ha concluso con voi sulla base di tutte queste parole!». La parola di Gesù sul calice annuncia che la sua alleanza si realizza nel dono del proprio sangue, ossia nel libero dono della sua vita. Nella parola di Gesù – trasmessa nella tradizione paolina – appare il termine «nuova» che è rimando a un secondo testo decisivo. Il profeta Geremia, riprendendo il tema dell’alleanza, ne annuncia una nuova: «Ecco, verranno giorni – oracolo del Signore -, nei quali con la casa d’Israele e con la casa di Giuda concluderò un’alleanza nuova […] Questa sarà l’alleanza che concluderò con la casa, d’Israele dopo quei giorni – 0racolo del Signore -: porrò la mia legge dentro di loro, la scriverò sul loro cuore. Allora io sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo». Non basta leggere l’Eucaristia alla luce del rito sinaitico, ma è necessario ricorrere anche alla profezia di Geremia che assicura un’alleanza nuova che sarà realizzata e che soprattutto sarà capace di diventare un’alleanza interiore nella libertà e nell’amore che proviene dal cuore. La proclamazione del Vangelo della moltiplicazione dei pani dilata bene, nella festa odierna del Corpo e Sangue del Signore, il senso di questa solennità, impedendone una lettura forzatamente liturgica o appena rituale. Il nutrirsi del Corpo e del Sangue di Gesù deve sboccare nell’esistenza dei discepoli, nella loro vita concreta e nelle loro responsabilità e relazioni. Il racconto della moltiplicazione di pani, con i suoi gesti – paralleli a quelli dell’ultima cena – mostra che il dono del Signore non è arbitrario, ma ha a che fare con bisogni decisivi dell’uomo. Nel racconto lucano si parte da un quadro evangelico tipico: l’insegnamento sul regno di Dio, le guarigioni dei malati, l’ascolto della folla. I discepoli non sono privi di sensibilità e intervengono a favore della folla perché non sia appesantita e messa in pericolo. La risposta data da Gesù è piena di conseguenze anche per i cristiani di oggi, che celebrano l’Eucaristia e che certamente pregano per tante difficoltà dei loro fratelli; «Voi stessi date loro da mangiare». Il dono del Signore è per bisogni reali e dev’essere mediato dai discepoli. L’Eucaristia non è un fatto isolato, anche se splendido, ma è il culmine del prendersi cura del suo popolo da parte di Dio. Il brano del Vangelo fa sentire tutti i toni della sinfonia eucaristica del Corpo e Sangue del Signore: il regno di Dio, le guarigioni delle infermità, l’impegno dei discepoli, la sazietà e l’abbondanza. (don Ermenegildo Manicardi)

Programma dal 11 al 19 giugno 2022

Letture: Proverbi 8,22-31 / Salmo 8 / Romani 5,1-5

O Signore, quanto è mirabile il tuo nome su tutta la terra!

Dal Vangelo secondo Giovanni (16,12-15)

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:

«Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso.

Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future.

Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».

Parola del Signore

VITA ECCLESIALE

Sabato 11 18.30 + Guido, Elisabetta, Gaetano e Assunta
Domenica 12 10.30 + Resta Luigi e Paolo
Lunedì 13 18.30 + Mazzotti Massimo
Martedì 14
Mercoledì 15 18.30 + Geminiani Guido e Mongardi Giovanna
Giovedì 16 18.30 + Pizzichillo Dino
Venerdì 17
Sabato 18 11.00
  • 60° anniversario degli alpini
Domenica 19 10.30

18.30

+ Salmi e Pius

Secondo le intenzioni di Maria Teresa e def.ta Toffanello Teresina

Orario Confessioni Sabato ore 11.0012.00 (don Pietro)

ore 17.1518.15 (don Pietro)

Concordare con don Pietro eventuali esigenze rispettando rigorosamente le disposizioni di legge (distanziamento, mascherine ecc…)).

Orario SS. Messe Feriale: Martedì e Venerdì ore 8.00

Lunedì, Mercoledì, Giovedì e Sabato ore 18.30

Festivo : ore 10.30, 18.30

Tutti i giorni (escluso il venerdì) ore 17.50 S. Rosario

Venerdì ore 17.30 Adorazione eucaristica

N.B. Tutte le celebrazioni sono aperte a tutti i fedeli e si possono seguire anche nel sito internet della parrocchia

Anno : C

Giugno 2022

LA VITA DELLA COMUNITA’

Domenica 12

Ss.ma Trinità

Ss. Messe alle ore 10.30 e 18.30 (in S. Paolo)

Ore 16-22 (P.za Matteotti) : “Scuola di festa in piazza” organizzato dalla Caritas con il patrocinio del Comune.

Lunedì 13

S. Antonio di Padova

S. Messa ad orario feriale
Mercoledì 15 Ore 20.30 (S. Paolo) : Prove del “Coro S. Paolo”
Giovedì 16 Ore 20.30 (S. Cassiano) : S. Messa solenne del Corpus Domini e processione Eucaristica dalla Cattedrale alla chiesa del Carmine.

Giubileo di Accoliti e Ministri straordinari della Comunione.

Venerdì 17 Ore 17.30 (S. Paolo) : Adorazione Eucaristica e S. Rosario
Domenica 19

Ss.mo Corpo e Sangue di Cristo

Ss. Messe alle ore 10.30 e 18.30 (in S. Paolo)

Ore 10.30 (S. Paolo) : S. Messa solenne a cui segue la processione Eucaristica del Corpus Domini e la Benedizione Eucaristica al termine della processione (vedi sotto).

La processione del Corpus Domini a San Paolo

Si parte dalla chiesa di S. Paolo, Corso V. Veneto, p.za Ricci, via XX Settembre, via della Repubblica, p.za A. Costa, via Monte Grappa, via Bonvicini, corso V. Veneto fino alla Chiesa di S. Paolo.

1In sacrestia sono sempre disponibili le marmellate delle monache clarisse di Imola che rappresentano un modo per sostenere nel bisogno materiale una comunità che instancabilmente prega per tutti noi.

Alla scuola di Gesù :
Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì Venerdì Sabato
Mt 5,38-42 Mt 5,43-48 Mt 6,1-6.16-18 Mt 6,7-15 Mt 6,19-23 Mt 6,24-34

Vivere il Mistero- La domenica della Santissima Trinità sfida a conoscere Dio nella sua vita più intima e a intuire la profondità delle sue relazioni. La prima lettura offre un primo approccio poetico alla realtà trinitaria divina e alla partecipazione che deriva per l’uomo da questa realtà relazionale interna a Dio. Il testo dei Proverbi propone la figura della «Sapienza», immaginata come la compagna che affianca Dio, già prima che abbia inizio la creazione del mondo. L’intuizione parte dall’idea che la sapienza, dispiegata nelle realtà create, è il riflesso di un’altra sapienza che precede l’esistere delle cose, intelligenti e belle, che compongono il creato. Da qui è facile il passaggio a ciò che è precedente alla creazione. La sapienza presente in Dio, esisteva prima della creazione, distinta da lui. Il sapiente ha allora il coraggio di immaginare il quadro seguente: «Il Signore mi ha creato come inizio della sua attività, prima di ogni sua opera, all’origine. Dall’eternità sono stata formata, fin dal principio». Attraverso la creazione, la sapienza di Dio avrà a che fare in modo particolare con l’uomo, capace di percepire, nella sua mente e nel suo cuore, come questa sia diffusa abbondantemente nel creato e ultimamente radicata in Dio. Le ultime parole del testo sostengono, infatti: «Io ero con lui come artefice ed ero la sua delizia ogni giorno: giocavo davanti a lui in ogni istante, giocavo sul globo terrestre, ponendo le mie delizie tra i figli dell’uomo». Dio non è un anonimo monolite; infatti la sapienza diffusa nel creato è già presente in lui prima ancora della creazione del mondo. Questa intuizione introduce a un primo livello delia vita trinitaria. Attraverso la sapienza divina diffusa nella creazione Dio si comunica al mondo. Nella Bibbia di Israele la sapienza occupa il posto che nella rivelazione cristiana sarà occupato dal Figlio e dallo Spirito Santo. Resta però decisivo che, sotto il velo dell’intuizione poetica e sapienziale, si comincia a intravedere una dinamica, interna a Dio stesso, che sta a monte alle sue azioni ad extra. Il testo della Lettera ai Romani presenta le linee portanti dell’antropologia cristiana. Il discepolo credente è segnato dalla comunione con Dio ai tre livelli decisivi della fede, della speranza, della carità. Paolo delinea queste tre virtù teologali – ossia operate dalla presenza di Dio stesso in noi – in un intreccio affascinante. In quanto è animato dalla fede, il discepolo diviene giustificato, ossia trasformato dalla giustizia stessa di Dio. Giustificato dalla fede ha accesso alla grazia e, quindi, vive nella speranza sicura della gloria. Questa speranza non può fallire perché la carità, l’amore di Dio, è stato riversato nei nostri cuori. Questa triplice dinamica è riportata dall’Apostolo all’azione delle tre persone della Santissima Trinità. La fede, che è evidentemente il dato di partenza e il fondamento di tutto, segna un legame con la persone del Figlio. Al tempo stesso, la fede operando in noi la giustificazione – ossia rendendoci giusti della giustizia di Dio – immette noi nello spazio della grazia del Padre e ci apre alla speranza della gloria futura. Il dono dello Spirito Santo nei nostri cuori versa in noi l’amore che non permette alla speranza di essere una mera e vuota aspirazione La realtà della nostra partecipazione alla sapienza divina attraverso la creazione, presentata così efficacemente ne1la prima lettura, è descritta nel testo paolino come profondità divina della vita dei cristiani. Raggiungendo i livelli teologali della fede, della speranza e dell’amore, i discepoli di Gesù sono raggiunti dal Figlio, che li apre alla fede, dal Padre, che è il luogo dove il Vangelo di Cristo li vuole condurre, dallo Spirito Santo che è versato come amore nel cuore dei credenti. La comunione interna alla Santissima Trinità è allora il luogo in cui si realizza la pienezza dell’avvenimento pasquale. È dunque spiegabile che le celebrazioni delle liturgie domenicali di Pasqua, in un certo senso, non finiscano con la solennità di Pentecoste, ma si prolunghino fino alla domenica della Santissima Trinità. Il brano evangelico approfondisce ulteriormente il discorso, insistendo sul rapporto con Gesù come la relazione decisiva della vita del discepolo, ma indicando, al tempo stesso, che solo con l’aiuto dello Spirito Santo il cristiano può davvero entrare nella realtà portata da Gesù. Le parole, che ascoltiamo direttamente da Gesù, confessano l’impossibilità del discepolo a percepire tutto quello che il Figlio vorrebbe comunicargli. Il compito di guidare a quella pienezza è lasciato alla venuta dello Spirito. C’è un di più che Gesù vuole comunicare al discepolo e può farlo soltanto per mezzo dello Spirito. Con lui si raggiungerà veramente la totalità: insegnerà le cose future, approfondirà quello che Gesù ha lasciato incompiuto. Tra l’altro sembra che lo Spirito farà tutto questo evidenziando e chiarificando la dinamica trinitaria: «Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà». (don Ermenegildo Manicardi)

Programma dal 4 al 12 giugno 2022

Letture: Atti 2,1-11 / Salmo 103 / Romani 8,8-17

Manda il tuo Spirito, Signore, a rinnovare la terra.

Dal Vangelo secondo Giovanni (14,15-16.23b-26)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre.

Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto».

Parola del Signore

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Nella fatica, riposo,

nella calura, riparo,

nel pianto, conforto.

O luce beatissima,

invadi nell’intimo

il cuore dei tuoi fedeli.

Senza la tua forza,

nulla è nell’uomo,

nulla senza colpa.

Lava ciò che è sórdido,

bagna ciò che è árido,

sana ciò che sanguina.

Vieni, Santo Spirito,

manda a noi dal cielo

un raggio della tua luce.

Vieni, padre dei poveri,

vieni, datore dei doni,

vieni, luce dei cuori.

Consolatore perfetto,

ospite dolce dell’anima,

dolcissimo sollievo.

Piega ciò che è rigido,

scalda ciò che è gelido,

drizza ciò che è sviato.

Dona ai tuoi fedeli,

che solo in te confidano

i tuoi santi doni.

Dona virtù e premio,

dona morte santa,

dona gioia eterna.

Amen

VIENI SANTO SPIRITO

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VITA ECCLESIALE

Sabato 04 18.30 + Dovadola Ivano, Ruffini Armanda, Dovadola Monica e Dovadola Silverio
Domenica 05 18.30 Secondo le intenzioni di Maria Tersa

+ Adolfo e cg. Marangoni

Lunedì 06 18.30 40 Anniversario di Matrimonio di: Andrea Poletti

Anna Baroncini

+ Serafina e Ghino, Cleto e Margherita e deff. fam. Poletti e Baroncini

Martedì 07
Mercoledì 08 18.30 Per la famiglia Asioli-Buttelli (viventi)
Giovedì 09
Venerdì 10
Sabato 11
Domenica 12 10.30 + Resta Luigi e Paolo

Orario Confessioni Sabato ore 11.0012.00 (don Pietro)

ore 17.1518.15 (don Pietro)

Concordare con don Pietro eventuali esigenze rispettando rigorosamente le disposizioni di legge (distanziamento, mascherine ecc…)).

Orario SS. Messe Feriale: Martedì e Venerdì ore 8.00

Lunedì, Mercoledì, Giovedì e Sabato ore 18.30

Festivo : ore 10.30, 18.30

Tutti i giorni (escluso il venerdì) ore 17.50 S. Rosario

Venerdì ore 17.30 Adorazione eucaristica

N.B. Tutte le celebrazioni sono aperte a tutti i fedeli e si possono seguire anche nel sito internet della parrocchia

LA VITA DELLA COMUNITA’

Anno : C

Giugno 2022

Domenica 05

Pentecoste

Ss. Messe alle ore 10.30 e 18.30 (in S. Paolo)

Ore 16-20 (Oratorio): “Connettiamoci”- Uno spazio intergenerazionale per riscoprire le tradizioni a cura di AGESCI con il patrocinio del Comune

Lunedì 06 Ore 20.30 (Spazzate Sassatelli) : S. Rosario e S. Messa in memoria dei tre sacerdoti uccisi nel 1945 don G. Ferruzzi, don G. Galassi e don T. Galletti, presieduta da mons. Giovanni Mosciatti
Mercoledì 08 Ore 20.30 (S. Paolo) : Prove del “Coro S. Paolo”
Giovedì 09 Ore 21.00 (Spazzate Sassatelli) : Adorazione eucaristica di vicariato per le vocazioni
Venerdì 10 Ore 17.30 (S. Paolo) : Adorazione Eucaristica e S. Rosario
Sabato 11

S. Barnaba ap.

S. Messa ore 18.30 (S. Paolo)
Domenica 12

Ss.ma Trinità

Ss. Messe alle ore 10.30 e 18.30 (in S. Paolo)

Ore 16-22 (P.za Matteotti) : “Scuola di festa in piazza” organizzato dalla Caritas con il patrocinio del Comune.

1In sacrestia sono sempre disponibili le marmellate delle monache clarisse di Imola che rappresentano un modo per sostenere nel bisogno materiale una comunità che instancabilmente prega per tutti noi.

Alla scuola di Gesù :
Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì Venerdì Sabato
Gv 19,25-34 Mt 5,13-16 Mt 5,17-19 Mt 5,20-26 Mt 5,27-32 Mt 10,7-13

Vivere il Mistero- La liturgia del giorno di Pentecoste si apre con il racconto dell’effusione dello Spirito e continua con la presentazione della teologia paolina che spiega l’abitazione e l’azione dello Spirito Santo in noi. Il culmine è dato dal Vangelo, che riprende una promessa di Gesù già meditata nella 6a domenica di Pasqua e fa vedere come lo Spirito è, in realtà, lo sviluppo autentico della presenza di Gesù. I segni della venuta dello Spirito sono vento e fuoco. Essi rappresentano, insieme, qualcosa che coglie tutta l’assemblea, ma che si rivolge anche ai singoli. Il dato di partenza è l’effusione dello Spirito su tutta la comunità. «si trovavano tutti insieme nello stesso luogo, e ,un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, riempì tutta la casa dove stavano» (At 2,1-2). All’ esperienza uditiva segue quella visiva. Appaiono delle lingue come di fuoco. Esse sono, all’inizio, come un fascio che interessa tutta la comunità unita, ma poi si «personalizzano» su ciascuno dei presenti. Le lingue di fuoco, infatti, «si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel ruolo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi» (v. 3-4). È evidente che con questo dono la comunità cristiana è trasformata in una comunità di profeti in cui ciascuno ha il suo posto. Il testo non dice che tutti parlavano tutte le lingue ma che a ognuno veniva data una peculiare competenza. Forse il racconto, con la connessione «lingue di fuoco» e «lingue straniere», vuole anche suggerire la potenza infuocante di questa comunicazione del Vangelo. Dalle lingue di fuoco si corre verso il fuoco dell’annuncio nelle lingue dei diversi popoli. Il convenire a Gerusalemme dei giudei, provenienti dalla diaspora per celebrare la Pentecoste, fa scattare la prospettiva della dimensione dell’universalità cui è destinato l’annuncio cristiano. Il culmine della lettura farà vibrare il cuore di ogni partecipante alla liturgia odierna: «Li udiamo parlare nelle nostre lingue delle grandi opere di Dio» (v. 11). Non sarebbe questo anche l’antidoto più efficace alla terza guerra mondiale a pezzi» (papa Francesco), che insanguina la terra ed travaglia i cuori veramente sensibili. Il Vangelo è, in gran parte, lo stesso proclamato quindici giorni fa, nella sesta domenica di Pasqua. L’elemento nuovo è la dichiarazione iniziale, che contiene l’annuncio della venuta dello Spirito Santo come effetto di una richiesta di Gesù al Padre. Il brano proclamato oggi comprende due parti che in qualche modo si equilibrano. Esse cominciano con le parole «Se mi amate» (Gv l4,15) e «Se uno mi ama» (v. 23). L’elemento che scatena il dono dello Spirito è perciò l’amore manifestato non nell’ostentazione di un vago sentimento verso Gesù, ma nell’osservare «i comandamenti», e «la parola» che egli ci ha portato. Il dono dello Spirito non è un conferimento temporaneo e transitorio, ma egli starà con noi per sempre. Il Paràclito è il dono trinitario per eccellenza; è dato al discepolo solo nell’interazione tra il Padre e il Figlio: «Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre» (v. 16) e «Lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome» (v. 26). Lo Spirito non rivendica una funzione autonoma, ma ha anche e soprattutto il compito di scaldare il cuore per quanto riguarda Gesù. Per il Vangelo giovanneo questa correlazione tra lo Spirito e il Figlio è essenziale. Il discepolo non deve cadere in un entusiasmo spiritualistico, vaporoso, impreciso, irreale. Lo Spirito al contrario ravviva ogni cosa e ricorda «tutto ciò che io vi ho detto» (v. 26). Celebrando la Pentecoste noi celebriamo il dono supremo della risurrezione di Gesù. Gesù asceso al cielo ottiene dal Padre il dono supremo dello Spirito. La venuta del Paràclito nei credenti comincia in loro la risurrezione, che avrà il suo compimento finale e glorioso nell’éskaton. (don Ermenegildo Manicardi)

Programma dal 28 maggio al 5 giugno 2022

Letture: Atti 1,1-11 / Salmo 46 / Ebrei 9,24-28;10.19-23

Ascende il Signore tra canti di gioia.

Dal Vangelo secondo Luca (24,46-53)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni. Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto».

Poi li condusse fuori verso Betània e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e veniva portato su, in cielo. Ed essi si prostrarono davanti a lui; poi tornarono a Gerusalemme con grande gioia e stavano sempre nel tempio lodando Dio.

Parola del Signore

VITA ECCLESIALE

Sabato 28 18.30 + Agnellini Francesco
Domenica 29 10.30

18.30

+ Montesi Natale

+ Pellegrina Senzani e Lorenzo

+ Bartolini Permo e Luca

+ Guadagnini Silvana

+ Dante, Irma e Vilma

Lunedì 30 18.30 + Totti Elisa
Martedì 31
Mercoledì 01
Giovedì 02
Venerdì 03 8.00 Anniv. di Matrimonio di: Domenico e Marinella
Sabato 04 18.30 + Dovadola Ivano, Ruffini Armanda, Dovadola Monica e Dovadola Silverio
Domenica 05 18.30 Secondo le intenzioni di Maria Tersa

+ Adolfo e cg. Marangoni

Orario Confessioni Sabato ore 11.0012.00 (don Pietro)

ore 17.1518.15 (don Pietro)

Concordare con don Pietro eventuali esigenze rispettando rigorosamente le disposizioni di legge (distanziamento, mascherine ecc…)).

Orario SS. Messe Feriale: Martedì e Venerdì ore 8.00

Lunedì, Mercoledì, Giovedì e Sabato ore 18.30

Festivo : ore 10.30, 18.30

Tutti i giorni (escluso il venerdì) ore 17.50 S. Rosario

Venerdì ore 17.30 Adorazione eucaristica

N.B. Tutte le celebrazioni sono aperte a tutti i fedeli e si possono seguire anche nel sito internet della parrocchia

Il catechismo in parrocchia resta sospeso fino a nuove disposizioni

Il catechismo in parrocchia è ripreso secondo le consuete modalità.

Il catechismo in parrocchia resta sospeso fino a nuove disposizioni

LA VITA DELLA COMUNITA’

Anno : C

Maggio – Giugno 2022

Domenica 29

Ascensione del Signore

Ss. Messe alle ore 10.30 e 18.30 (in S. Paolo)

Ore 16.00 (Cattedrale) : Solenne pontificale presieduto da mons. Giovanni Mosciatti e processione di ritorno dell’immagine della B.V. del Piratello al suo santuario

Ore 17.30 (S. Paolo) : Novena di Pentecoste

Ore 17.50 (S. Paolo) : S. Rosario del mese di maggio

Lunedì 30 Ore 17.30 (S. Paolo) : Novena di Pentecoste

Ore 20.30 (S. Paolo) : S. Rosario del mese di maggio

Martedì 31

Visitazione della B.V.Maria

S. Messa ad orario feriale

Ore 17.30 (S. Paolo) : Novena di Pentecoste

Ore 20.30 (C.E.M.I.) : Processione con l’immagine della Beata Vergine della Consolazione di ritorno al suo santuario.

Mercoledì 01 Ore 17.30 (S. Paolo) : Novena di Pentecoste
Giovedì 02 Ore 17.30 (S. Paolo) : Novena di Pentecoste
Venerdì 03 Primo venerdì del mese – Comunione ai malati

Ore 8.45 – 12.00 (S. Paolo) : Adorazione Eucaristica

Ore 17.10 (S. Paolo) : Novena di Pentecoste

Ore 17.30 (S. Paolo) : Adorazione Eucaristica e S. Rosario

Sabato 04 Ore 17.30 (S. Paolo) : Novena di Pentecoste
Domenica 05

Pentecoste

Ss. Messe alle ore 10.30 e 18.30 (in S. Paolo)

1In sacrestia sono sempre disponibili le marmellate delle monache clarisse di Imola che rappresentano un modo per sostenere nel bisogno materiale una comunità che instancabilmente prega per tutti noi.

La processione di Ritorno al Santuario

Partenza dalla Comunità Educativa Maria Immacolata, v.le Zaganelli, via Roma, v.le Alighieri, via Amendola, via Sangiorgi, via Berlinguer, via Mentana, v.le Zaganelli, via J. F. Kennedy, via S. Giovanni XXIII, v.le Cimitero fino al Santuario.

Alla scuola di Gesù :
Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì Venerdì Sabato
Gv 16,29-33 Lc 1,39-56 Gv 17,11b-19 Gv 17,20-26 Gv 21,15-19 Gv 21,20-25

Vivere il Mistero-La solennità dell’Ascensione del Signore ha una tale importanza per la vita di fede della comunità cristiana, che dal giovedì, quarantesimo giorno dopo la risurrezione, la sua celebrazione viene traslata, per motivi pastorali, alla 7a domenica di Pasqua. La Chiesa, in questo giorno, si riunisce intorno al mistero della salita al cielo del Risorto, che non abbandona noi, suo Corpo, ma ci precede nella gloria, come ben indicato nell’orazione colletta: «Esulti di santa gioia la tua Chiesa, o Padre, per il mistero che celebra in questa liturgia di lode, poiché nel tuo Figlio asceso al cielo la nostra umanità è innalzata accanto a te, e noi, membra del suo corpo, viviamo nella speranza di raggiungere Cristo, nostro capo, nella gloria». I testi di questa domenica sono segnati da una forte tensione escatologica, insistono sul fatto che l’Ascensione di Cristo è anticipo della nostra glorificazione. Cristo risorto non si è separato dalla sua Sposa, ma le ha aperto la via per la vita eterna dove già la precede. I credenti sono allora chiamati a ripensare la propria condizione filiale e ministeriale e la propria creaturalità soggetta al peccato che il Cristo ha annullato. Siamo invitati a prendere coscienza della nostra condizione di pellegrini su questa terra, il cui peregrinare troverà la sua meta nella patria eterna: «Dio onnipotente e misericordioso, che alla tua Chiesa pellegrina sulla terra fai pregustare i divini misteri, suscita in noi il desiderio della patria eterna, dove hai innalzato l’uomo accanto e te nella gloria» (cf. orazione dopo la comunione).Il Lezionario odierno presenta entrambi i racconti lucani dell’episodio: quello che, al culmine del Vangelo, presenta il distacco di Gesù dai suoi la sera di Pasqua (Lc 24,46-53) , e l’altro, agli inizi degli Atti degli Apostoli, che presenta il saluto definitivo a conclusione dei quaranta giorni di incontri pasquali (At 1,1-11). La seconda lettura annuncia un approfondimento teologico suggestivo: l’Ascensione è l’ingresso di Gesù nel santuario del cielo per intercedere per noi e per permetterci l’accesso al trono della grazia (Eb 9,24-28) . Prima di raccontare l’Ascensione della sera di Pasqua, il Vangelo odierno presenta le parole di Gesù che svelano il mistero profondo delle Scritture. Il contenuto unificante dei libri biblici appare duplice: per primo è ricordato il fatto, annunciato molte volte, che il centro del messaggio biblico è la Pasqua di passione e risurrezione del Cristo; in seconda posizione si presenta poi – ed è un testo decisivo per questo aspetto, in genere non molto sottolineato nella teologia – la destinazione universale del perdono dei peccati e della conversione che dev’essere annunciata a tutti i popoli. Leggere in profondità le Scritture allora richiede la luce pasquale, che fa vedere come il centro della storia della salvezza sia la Pasqua di Cristo ma anche che la Bibbia deve necessariamente essere letta come messaggio di salvezza universale, secondo la promessa ad Abramo: «In te si diranno benedette tutte le famiglie della terra» (Gen 12,3). La frase «Di queste cose voi sarete testimoni» (Lc 24,48) indica la trasformazione dei discepoli, che sono stati con Gesù, i «testimoni» in senso stretto. Questa elevazione di compito non comporta dunque soltanto l’ocularità dell’esperienza fatta con Gesù, ma anche la comprensione vera delle Scritture nella loro portata pasquale e universale. È questo il dono che Gesù fa ai suoi salendo al cielo e al Padre. Dal cielo, egli manderà «Colui che il Padre mio ha promesso» (v. 49), letteralmente: «la promessa del Padre mio». Il racconto della prima Ascensione la sera di Pasqua, connette Ascensione e gesto benedicente. Gesù si manifesta come sacerdote. Da una parte il distacco è sentito dai discepoli, che riprendono la vita ordinaria vissuta con lui già in precedenza. AI tempo stesso, però, l’andare di Gesù verso l’alto – e si precisa «in cielo» – è sorgente di forza per i discepoli che finalmente «si prostrarono davanti a lui» (v.52), dopo i dubbi che li avevano colti anche quella stessa sera; «Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse loro: “Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore”» (Lc 24,37-38) e «Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse:…» (Lc 24,41). Lo sguardo conclusivo si fissa sul ritorno a Gerusalemme, dove si deve attendere lo Spirito Santo, mentre la menzione del tempio si protende ormai, di fatto, verso la narrazione degli Atti degli Apostoli, che ripartirà proprio da questo luogo santo. Ascensione non vuol dire partenza, ma l’inviare più vicino a noi la sua forza. Con questo dono si apre la possibilità di una missione universale che rende attiva fino agli estremi confini della terra quella purificazione totale che Gesù ha guadagnato quando «una volta sola, nella pienezza dei tempi, egli è apparso per annullare il peccato mediante il sacrificio di sé stesso» (Eb 9,26). Solamente entrando in questa dimensione profonda, il discepolo di Gesù può diventare veramente «testimone della risurrezione». (don Ermenegildo Manicardi)

Medjugorje, 25 Maggio 2022

Cari figli!

Vi guardo e ringrazio Dio

per ciascuno di voi,

perché Lui mi ha permesso

di essere ancora con voi

per esortarvi alla santità.

Figlioli, la pace è disturbata

e satana vuole l’inquietudine.

Perciò la vostra preghiera

sia ancora più forte

affinché si calmi ogni spirito impuro

di divisione e di guerra.

Siate costruttori di pace

e portatori del Risorto

in voi ed attorno a voi

affinché il bene vinca in ogni uomo.

Grazie per aver risposto

alla mia chiamata.”

Programma dal 21 al 29 maggio 2022

Letture: Atti 15,1-2.22-29 / Salmo 66 / Apocalisse 21,10-14.22-23

Ti lodino i popoli, Dio, ti lodino i popoli tutti.

Dal Vangelo secondo Giovanni (14,23-29)

In quel tempo, Gesù disse [ai suoi discepoli]:

«Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.

Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto.

Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore.

Avete udito che vi ho detto: “Vado e tornerò da voi”. Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l’ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate».

Parola del Signore

VITA ECCLESIALE

Sabato 21 18.30 + Attilio e Liliana, Vittorina e Giacomo

+ Antonio

Domenica 22 10.30 + Castelli Adriano

+ Franco, Maria, Demo e Luigi

Secondo le intenzioni di Maria Teresa

Lunedì 23
Martedì 24 8.00 + Dovadola Monica

+ Francesco e Pia

Mercoledì 25 18.30 Deff. fam. Giacometti, Mussino e De Giovanni e Ftanca
Giovedì 26
Venerdì 27
Sabato 28
Domenica 29 10.30

18.30

+ Montesi Natale

+ Pellegrina Senzani e Lorenzo

+ Dante, Vilma e Irma

Orario Confessioni Sabato ore 11.0012.00 (don Pietro)

ore 17.1518.15 (don Pietro)

Concordare con don Pietro eventuali esigenze rispettando rigorosamente le disposizioni di legge (distanziamento, mascherine ecc…)).

Orario SS. Messe Feriale: Martedì e Venerdì ore 8.00

Lunedì, Mercoledì, Giovedì e Sabato ore 18.30

Festivo : ore 10.30, 18.30

Tutti i giorni (escluso il venerdì) ore 17.50 S. Rosario

Venerdì ore 17.30 Adorazione eucaristica

N.B. Tutte le celebrazioni sono aperte a tutti i fedeli e si possono seguire anche nel sito internet della parrocchia

LA VITA DELLA COMUNITA’

Anno : C

Maggio 2022

Domenica 22

VI di Pasqua

Ss. Messe alle ore 10.30 e 18.30 (in S. Paolo)

Ore 17.50 (S. Paolo) : S. Rosario del mese di maggio

Ore 20.45 (Croce Coperta) : Processione di ingresso della B.V. del Piratello fino a S. Cassiano.

Lunedì 23 Ore 20.30 (S. Paolo) : S. Rosario del mese di maggio
Martedì 24 Ore 20.30 (S. Paolo) : S. Rosario del mese di maggio

Ore 21.00 (canonica) : Consiglio parrocchiale di A. C.

Mercoledì 25 Ore 20.30 (S. Paolo) : S. Rosario del mese di maggio
Giovedì 26 Ore 20.30 (S. Paolo) : S. Rosario del mese di maggio
Venerdì 27 Ore 17.30 (S. Paolo) : Adorazione Eucaristica e S. Rosario

Ore 20.30 (S. Paolo) : Quarta processione con l’immagine della Beata Vergine della Consolazione per le strade del quartiere Bolognano.

Sabato 28 Ore 17.50 (S. Paolo) : S. Rosario del mese di maggio
Domenica 29

Ascensione del Signore

Ss. Messe alle ore 10.30 e 18.30 (in S. Paolo)

Ore 17.50 (S. Paolo) : S. Rosario del mese di maggio

1In sacrestia sono sempre disponibili le marmellate delle monache clarisse di Imola che rappresentano un modo per sostenere nel bisogno materiale una comunità che instancabilmente prega per tutti noi.

La processione nel quartiere Bolognano

Partenza dalla Chiesa di S. Paolo, corso V. Veneto, p.za U. Ricci, via Martiri della Libertà, via Padre Costa, via Decorati al Valor Civile, via Fratelli Cervi, via Berardi, via Moro, via A. De Gasperi, (breve sosta davanti alla Caserma dei Carabinieri), via Togliatti, via Padre Costa, via Pertini, via Gramsci, via Risorgimento, p.za Marmirolo, via Ricci Signorini fino alla Chiesa di S. Paolo.

Alla scuola di Gesù :
Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì Venerdì Sabato
Gv 15,26-16,4 Gv 16,5-11 Gv 16,12-15 Gv 16,16-20 Gv 16,20-23a Gv 16,23b-28

Vivere il Mistero- La proclamazione della Parola di Dio, nella liturgia odierna, parte da un racconto, riguardante la storia delle origini cristiane, che mostra come la Chiesa sappia scegliere la libertà pur nella vivacità di un dibattito responsabile e con l’aiuto dello Spirito Santo (prima lettura). La seconda lettura parla di un altro dono dello Spirito Santo alla Chiesa: lo Spirito trasporta Giovanni «su un monte grande e alto» e perciò il profeta può annunciare che ha visto la presenza di Dio tra il suo popolo e il modo in cui essa si compie (Apocalisse). Le parole di Gesù nel discorso d’addio descrivono con compiutezza l’azione molteplice delle persone divine – il Figlio, il Padre e lo Spirito Paràclito – nel vissuto dei credenti e nella «pace» della Chiesa (Vangelo). Nelle parole di Gesù, che il Vangelo oggi ci rivolge, si possono identificare tre successive piccole unità o tre nuclei di pensiero. II cuore è costituito dalle dinamiche, tra loro intrecciate, dell’amore e della Parola ascoltata. L’amore de1 discepolo per Gesù si misura soltanto dall’ascolto della sua Parola, per cui l’amore è manifestazione e conseguenza dell’ascolto. La centralità della Parola nella relazione discepolo/Gesù rende il.rapporto con Gesù una contemporanea relazione profonda con il Padre, perché la Parola, che Gesù ha portato, gli è stata consegnata dal Padre. La dimensione trinitaria dell’esistenza del cristiano è creata dall’ascolto della Parola di Gesù che è anche ascolto del Padre. Di conseguenza il legame posto dall’ascolto, che si colora e si dilata in amore, riguarda, in un unico movimento, il Figlio e il Padre. Le parole del Verbo fatto carne (cf. Gv 1,14) sono lo spazio in cui esplode, per chi sa ascoltare, la possibilità di dilatarsi a una comunione trascendente. L’amore per Gesù orienta all’obbedienza alla sua Parola e la sua Parola dischiude alla relazione con il Padre. Il secondo nucleo delle parole di Gesù sviluppa una nuova e necessaria relazione, che il discepolo di Gesù riceve in dono, ossia quella con lo Spirito Paràclito. La relazione con il Padre è trasmessa dalla Parola di Gesù, Verbo fatto carne. In maniera simile, il rapporto con lo Spirito Santo è, a sua volta, instaurato dalle parole di Gesù: il bisogno di portare a pienezza queste ultime, muove il Padre, autore originario della Parola, a inviare lo Spirito Paràclito nel nome di Gesù. Attraverso lo Spirito, il Padre e il Figlio si prendono cura della Parola di Gesù la quale dev’essere «insegnata» e «ricordata» ai discepoli. I due verbi scelti indicano che il Paràclito continua l’azione di Gesù di «insegnare», ma con quella modalità nuova che è il «ricordare». Gesù, anche se si riferisce alle precedenti Scritture divinamente ispirate, non è mai descritto come uno che ricorda. La sua Parola ha un’assolutezza che, nel caso dello Spirito Santo Paràclito, non si ripete. La Parola dello Spirito è sempre in una relazione subordinata a quella di Gesù. Non è dunque una nuova e più ricca rivelazione – almeno quanto al contenuto – ma un inserimento più forte nella memoria e nel cuore. Lo Spirito Santo è mandato da Gesù e, insieme, dal Padre. Egli ha il compito di rendere vivo il discorso di Gesù e quindi di dare il suo apporto all’ inserimento del credente nella vita trinitaria. Il terzo passaggio delle parole di Gesù introduce il tema delia «pace» donata. La pace di Gesù è diversa da quella del mondo, perché il suo attuale andare via dai discepoli non è uno staccarsi da loro, ma un raggiungere il Padre per poi tornare con una maggiore ricchezza presso i discepoli. Il rimando all’«ora» imminente della gloria è rafforzato dal fatto che tutto il discorso è presentato, alla fine, come un preannuncio a futura conferma della forza della Parola di Gesù e della sua realtà. Proprio l’intimità trinitaria con il Padre, nello Spirito Paràclito, attraverso la relazione singolare con il Figlio, è la pace che dona Gesù. Di conseguenza la lontananza di Gesù non deve turbare i discepoli perché la loro comunione con lui e la conseguente intimità trinitaria dipendono dalla relazione del Figlio con il Padre. L’essere del Figlio presso il Padre, e quel certo senso di lontananza da lui che necessariamente ne consegue per noi nel presente e di cui perciò soffriamo, è il vero presupposto per rendere possibile la comunione, fonte della nostra pace. Nell’ascolto odierno del Vangelo, il credente che celebra l’Eucaristia, dopo aver percepito l’intreccio tra Spirito Santo e responsabilità umana nella guida della Chiesa (At 15) e nella sua costituzione (Ap 27), è chiamato a ringraziare per la presenza delle persone divine nella sua esistenza cristiana. Come recita il versetto del canto al Vangelo: «Se uno mi ama osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui». Questo, in realtà, è il livello più profondo della Chiesa. (don Ermenegildo Manicardi)