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Programma dal 5 al 13 settembre 2026

Letture: Ezechiele 33,1.7-9 / Salmo 94 / Romani 18,15-20

Ascoltate oggi la voce del Signore.

Dal Vangelo secondo Matteo (18,15-20)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano.

In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo.

In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».

Parola del Signore

 

VITA ECCLESIALE

Sabato 05 18.30 + Rizzi Luigi (detto Carlo))
Domenica 06 10.3018.30 + Aldo Stanghellini e Luisa Dosi, Francesco Raspadori e Vittoria Valentipro populo
Lunedì 07 8.00 + Benini Rosa e Giuseppe
Martedì 08
Mercoledì 09 18.30 + Cappelletti Ugo (20° anniv.)
Giovedì 10
Venerdì 11 8.00 + Adolfo Pollini
Sabato 12
Domenica 13 10.30 + cg. Ferro Almerigo e Costantin Rina e Ronzani Ugo

Orario Confessioni Venerdì ore 9.0010.00 (don Fabio)

S. Paolo Sabato ore 17.15 18.15 (don Fabio)

Domenica ore 9.4510.15 (don Fabio)

N.B. Concordare con don Fabio eventuali esigenze.

Chiesa della Conversione di S. Paolo Apostolo

Orario SS. Messe Feriale: Lunedì, Martedì e Venerdì ore 8.00

Mercoledì, Giovedì ore 18.30 (vedere il programma settimanale)

Prefestiva ore 18.30 Festiva ore 10.30 e 18.30

Tutti i giorni ore 17.55 S. Rosario

N.B. Tutte le celebrazioni si possono seguire anche nel sito internet della parrocchia

Chiesa di S. Giacomo Apostolo – Fruges

Orario SS. Messe Feriale dal Lunedì al Venerdì ore 18.30

Prefestiva ore 17.30 Festiva ore 8.00 e 11.00

S. Rosario dal Lunedì al Venerdì ore 18.00 Sabato ore 17.00

Cappella del Seminario di Montericco

Orario SS. Messe Martedì ore 19.00 e Mercoledì ore 7.00

Anno : ASettembre 2026

LA VITA DELLA COMUNITA’

Domenica 06XXIII del T. Ordin. Ss. Messe ad orario festivo (S. Paolo e S. Giacomo).Ore 10.30 (oratorio) : S. Messa nel campo dell’oratorio

Ore 12.30 (oratorio) : Pranzo dell’ospitalità

Ore 18.00 (piazza Matteotti/oratorio) : Rievocazione storica

Lunedì 07 Ore 20.30 (oratorio) : Din Don Bimbo D’Oro
Martedì 08Natività B.V.Maria S. Messa ad orario feriale
Giovedì 10 Ore 20.45 (canonica) : Lettura comune della Parola di Dio.
Venerdì 11 Ore 17.30 (S. Paolo) : Adorazione Eucaristica e S. RosarioOre 19.00 (oratorio) : Cibi dal mondo
Sabato 12 Ore 21.00 (oratorio) : Din Don Dero D’Oro
Domenica 13XXIV del T. Ordin. Ss. Messe alle ore 10.30 e 18.30 (S. Paolo)Ore 10.00 (città) : Corteo storico

Ore 10.30 (S. Paolo) : S. Messa solenne

Ore 12.30 (oratorio) : A pranzo insieme con don Alberto e le comunità di S. Giacomo e S. Paolo.

Ore 18.00(oratorio) : 50° “Palio del timone”

1 – La celebrazione della S. Messa del Lunedì all’oratorio riprenderà il prossimo 21 settembre alle ore 18.30

2 – Sabato 5 settembre Inizia la “Festa della Ripresa”.

Tutti gli appuntamenti della festa sono riportati in dettaglio nel volantino a parte.

Don Alberto Pio Baraccani ricorda il 60° anniversario di Ordinazione Sacerdotale

Le comunità S. Giacomo e S. Paolo fanno festa con lui:

Giovedì 10 ore 18.30 in S. Giacomo S. Messa solenne e a seguire rinfresco e momento di condivisione

Domenica 13 a pranzo insieme all’oratorio con il taglio della Torta

Sarà visibile anche una mostra fotografica “Immagini di vita”

Alla scuola di Gesù
Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì Venerdì Sabato
Lc 6,6-11 Mt, 1,1-16. 18-23 Lc 6,20-26 Lc 6,27-38 Lc 6,39-42 Lc 6,43-49

Vivere il mistero : Dopo il Discorso della Montagna (capp 5-7), il Discorso missionario (cap 10) e il Discorso in parabole (cap 13), Matteo porta l’attenzione dei suoi lettori su alcuni problemi interni della comunità cristiana (Discorso ecclesiale, cap 1B). È interessante il contesto di questo quarto discorso: gli annunci della passione (Mt 16,21; 17,22-23; 20,17-19). Cosa significa? Che per l’evangelista ogni problematica ecclesiale va letta all’interno della sequela della croce. Il brano proposto per questa domenica (Mt 18,15-20) svolge un tema centrale e sempre attuale: la correzione fraterna. «Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te» (Mt 18,15). Così esordisce Gesù nell’Evangelo odierno. Emerge subito un dato: la fragilità del cristiano. Anche il seguace di Cristo, come tutti gli uomini, non è immune né dall’errore né dalla colpa. Accanto al cristiano, si scorge però, come in dissolvenza, anche la debolezza della comunità credente, la quale non è garantita dal peccato. Ma non è questo il vero problema; ciò che caratterizza il discepolo di Cristo non è l’assenza del peccato (sia personale che comunitario) quanto la modalità di affrontarlo e viverlo. Non bisogna poi dimenticare che il Risorto ha conferito alla comunità credente un «potere» che la rende sempre viva e vivificante: il perdono.  Questo potere di perdonare, la comunità può e deve esercitarlo in forza dell’amore salvifico e gratuito del suo Signore. È un fatto, inoltre, che chi ama come Cristo (cf Gv 13,34) non può non sentirsi attivamente impegnato nella crescita e nel bene del suo prossimo, riconosciuto ed accolto come fratello. Chi ama sente di dover sradicare il male e assume questa responsabilità come compito dì correzione fraterna. L’amore fa sì che il prossimo da correggere non si senta giudicato né condannato ma sostenuto e indirizzato. Di più, avverta e sperimenti di essere cercato. È forse un caso che Gesù, pochi versetti prima (Mt 18,12-14), abbia narrato la parabola della pecora smarrita per la quale il pastore lascia le novantanove nel recinto per porsi alla sua ricerca? Bisogna altresì sapere che un’autentica correzione non si esaurisce nel momento in cui si disapprova o richiama; la correzione deve anche prevenire e soprattutto far conoscere la bellezza e la bontà dei valori umani e del Regno. Tutto questo, certamente, in modo graduale. Ma c’è un altro aspetto da evidenziare: la correzione è un evento reciproco, quindi non solo si dev’essere zelanti nella correzione ma anche umili nel saperla ricevere. Solo così, come scriveva Mauro Cozzoli in un bel saggio dal titolo Virtù sociali: «La correzione fraterna è essere l’uno per l’altro mediazione di rinnovamento: è progredire insieme nel bene». ln Mt 18,15-17 possiamo notare come la correzione si eserciti tramite l’ammonizione, prima a livello personale e poi davanti a dei testimoni e, infine, se necessario, di fronte alla comunità. Colui che commette una colpa – altro aspetto da non dimenticare – è e rimane sempre un fratello, anche se si comporta da pagano. Diventa pagano chi, chiudendosi nel proprio orgoglio, si auto-esclude dalla comunione ecclesiale. Matteo però non dice che questa esclusione è definitiva, ma apre uno spiraglio di speranza. Può essere un’esclusione provvisoria, in vista del pentimento. Alla comunità, afferma l’evangelista, è stata conferita la facoltà di lega re e sciogliere, cioè di reintegrare il fratello nella koinonia. Questa facoltà era stata data a Pietro (Mt 16,19), ora è affidata ai discepoli. Gesù lo afferma chiaramente «Se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, li sono io in mezzo a loro» (Mt 18,19). Spesso avvertiamo (a livello ecclesiale, sociale e familiare) come sia difficile recuperare il fratello tramite il dialogo personale o mediante istanze intermediarie (singole persone o la comunità nel suo insieme). In questi casi, dove si avverte la propria impotenza, bisogna ricorrere alla preghiera, come suggerisce anche san Benedetto da Norcia nella sua Regola: «Se (l’abate) – osserva il grande legislatore – ha usato gli unguenti delle esortazioni, i medicamenti delle divine Scritture… e vede che a nulla approdano le sue industrie, adoperi anche ciò che vale ancor più, la preghiera propria e quella di tutti i monaci per lui, perché il Signore, che tutto può, operi la salute del fratello malato» (c 28). Il Signore poi, ed è il terzo aspetto da non dimenticare, è presente nella comunità («li sono io in mezzo a loro»). Questa espressione richiama l’inizio del Vangelo (Mt 1,23) come pure la finale (Mt 28,20) e risponde, se vogliamo, ad una domanda: dove possiamo fare esperienza di un amore che ci recupera e ci risana? Ecco la risposta: dove c’è una comunità unita nel nome di Cristo, perché là Dio è presente. Scriveva R. Fabris: «L’accento in questa parola evangelica non è tanto sulla preghiera comunitaria quanto sulla concordia, letteralmente il greco dice «sinfonia» o «sintonizzazione» ritrovata. Questa dà efficacia alla preghiera dei fratelli. Una comunità riconciliata e orante è il luogo della definitiva presenza di Dio rivelatosi come Salvatore e Signore in Gesù». Il Signore Gesù ha dato alla sua comunità regole e poteri affinché resti coerente e salda anche quando il peccato tenta di travolgerla e distruggerla. Ma ribadendo la sua presenza in essa ha voluto anche indicare il suo fondamento. Leggiamo in 1 Pt 2,4-5: «Avvicinandovi a lui, pietra viva, rifiutata dagli uomini, ma scelta e preziosa davanti a Dio, quali pietre vive siete costruiti anche voi come edificio spirituale, per un sacerdozio santo e per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio mediante Gesù Cristo». Con la colletta facoltativa diciamo: «O Padre, che ascolti quanti si accordano nel chiederti qualunque cosa nel tuo Figlio, donaci un cuore e uno spirito nuovo, perché ci rendiamo sensibili alla sorte di ogni fratello secondo il comandamento dell’amore, compendio di tutta la legge». Amen. (p. Sandro Carotta)

angelo: Amministratore del sito web parrocchiale.
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