Programma dall’8 al 18 gennaio 2026

Letture: Isaia 42,1-4.6-7 / Salmo 28 / Atti 10,34-38

 

Il Signore benedirà il suo popolo con la pace.

 

Dal Vangelo secondo Matteo (3,13-17)
In quel tempo, Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui.

Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?». Ma Gesù gli rispose: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia». Allora egli lo lasciò fare.

Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. Ed ecco una voce dal cielo che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento».

Parola del Signore.

 

VITA ECCLESIALE

Sabato 10

18.00

Deff. Fam. Preti e Gotti

+ Saguatti Claudio

Domenica 11

10.30

18.00

+ Antonio, Augusto Pelliconi, Emilia e Giuseppina

+ Edmondo ed Ebriana

Lunedì 12

   

Martedì 13

   

Mercoledì 14

   

Giovedì 15

   

Venerdì 16

   

Sabato 17

18.00

+ Pasotti Costante

Domenica 18

10.30

+ Resta Albertina e Bruno

Orario Confessioni Venerdì ore 9.0010.00 (don Fabio)

S. Paolo Sabato ore 16.45 17.45 (don Fabio)

Domenica ore 9.4510.15 (don Fabio)

N.B. Concordare con don Fabio eventuali esigenze.

Chiesa della Conversione di S. Paolo Apostolo

Orario SS. Messe Feriale: Lunedì, Martedì e Venerdì ore 8.00

Mercoledì, Giovedì ore 18.00 Lunedì (Oratorio) ore 18.30

Prefestiva ore 18.00 Festiva ore 10.30 e 18.00

Tutti i giorni [escluso venerdì] ore 17.25 S. Rosario

Venerdì ore 17.30 Adorazione eucaristica e S. Rosario

N.B. Tutte le celebrazioni si possono seguire anche nel sito internet della parrocchia

Chiesa di S. Giacomo Apostolo – Fruges

Orario SS. Messe Feriale dal Lunedì al Venerdì ore 18.30

Prefestiva ore 16.30 Festiva ore 8.00 e 11.00

S. Rosario dal Lunedì al Venerdì ore 18.00 Sabato ore 17.30

Cappella del Seminario di Montericco

Orario SS. Messe Martedì ore 19.00 e Mercoledì ore 7.00

 

Anno : A

Gennaio 2026

LA VITA DELLA COMUNITA’

Domenica 11

Battesimo del Signore

Ss. Messe ad orario festivo (S. Paolo e S. Giacomo).

Ore 9.30 (S. Giacomo) : Riprende il catechismo per la classe prima media

Ore 16.00 (oratorio) : Festa per le famiglie

Mercoledì 14

Ore 20.30 (canonica) : Prove del “Coro S. Paolo”

Giovedì 15

Ore 20.45 (canonica) : Lettura comune della Parola della domenica.

Venerdì 16

Ore 17.30 (S. Paolo) : Adorazione eucaristica, S. Rosario e celebrazione del Vespro

Sabato 17

S. Antonio Abate

Ore 11.00 (S. Paolo) : S. Messa della memoria

Sarà disponibile in chiesa il pane benedetto per gli animali

Domenica 18

II del T. O.

Inizia la settimana di preghiera per l’Unità dei Cristiani

Ss. Messe ad orario festivo (S. Paolo e S. Giacomo).

Ore 16.00 (S. Paolo) : Concerto di S. Paolo con la partecipazione del “Coro S. Paolo”

Avviso.- Il corso di preparazione al matrimonio inizierà a fine gennaio – inizio febbraio. Le coppie interessate, prossime al matrimonio comunichino con il parroco al più presto.

In canonica in S. Paolo sono sempre disponibili le marmellate delle monache.

Importante.- In S. Paolo, a partire da Lunedì 12 gennaio la S. Messa del Lunedì sarà celebrata alle ore 8.00 e non alle 18.00.

Visita alle famiglie con benedizione

12 – 18 gennaio (dalle ore 14.30)

Lunedì 12 : Via Celletta, Felice, S. Antonio, dei Peschi, Fornace Sopra

Martedì 13 : Via Trebeghino

Mercoledì 14 : Via Montessori, Palmiera, Petrucci.

Giovedì 15 : Via don Milani, Rodari

Domenica 18 : Via Casadei, Pasolini, Zardi

Alla scuola di Gesù :

 

Lunedì

Martedì

Mercoledì

Giovedì

Venerdì

Sabato

 

Mc 1,14-20

Mc 1,21b-28

Mc 1,29-39

Mc 1,40-45

Mc 2,1-12

Mc 2,13-17

Vivere il mistero L’antifona d’ingresso ci introduce alla festa del Battesimo del Signore e ne canta il senso profondo: «Dopo il battesimo di Gesù si aprirono i cieli e, come colomba, lo Spirito di Dio si fermò su di Lui e la voce del Padre disse: “Questi è il Figlio mio prediletto nel quale mi sono compiaciuto”» (Mt 3,16-17; cf .ls 42,1). 0ggi, nel battesimo nel fiume Giordano, si aprono i cieli su Gesù che riceve la sua investitura messianica: la voce del Padre e la discesa sul Figlio dello Spirito Santo, sotto forma di colomba, indicano questo. Gesù, sottoponendosi al rito penitenziale del Battista, si è fatto solidale con ciascuno di noi, peccatori. ln Gesù troviamo la nostra identità battesimale e siamo chiamati ad assumere il suo stesso stile di vita e di missione: «Chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo. Come il Figlio dell’uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti» (Mt 20,27). Il racconto del battesimo del Signore è riportato da tutti e quattro gli evangelisti; nel ciclo A leggiamo il Vangelo secondo Matteo (Mt 3,13-17). Il fiume Giordano evoca l’ultima tappa del lungo esodo del popolo eletto (cf. Es 4,19). Gesù, come Giosuè, è colui che porta a compimento il cammino iniziato da Mosè. Il rito al quale Gesù si sottopone, ribadisce il mistero dell’incarnazione, cioè la piena solidarietà di Cristo con l’umanità. Il battesimo segna per lui un cambio radicale di vita. Gesù riceve dal Padre la sua vocazione messianica, di servizio filiale e regale. La coscienza nuova che Gesù matura dalla teofania (manifestazione di Dio) del suo battesimo, resta il punto di riferimento incrollabile di tutte le scelte del suo ministero, fino al compimento della sua missione, nel mistero pasquale. La voce del Padre e la presenza dello Spirito Santo fanno di Lui il compimento del canto del Servo di YHWH (ls 40-55). Di fronte alla Parola del Padre, questo Figlio-Servo non ha nulla da obiettare, facendosi obbediente fino alla morte (cf. ls 53,7; Fil 2,8). Egli è il «Figlio amato» (cf. Sal 2,7; Gen 22) che aderisce alla sua diaconia messianica sulla linea della prima lettura (ls 42,1-4.6-7), con uno stile dolce e forte: «Non griderà, né alzerà il tono, non farà udire in piazza la sua voce, non spezzerà una canna incrinata, non spegnerà uno stoppino dalla fiamma smorta». Il Re Messia davidico dà inizio al compimento del Regno di Dio in Israele ma per tutta l’umanità. Il salmo responsoriale (Sal 28,13b.4.3a.9-10) fa risuonare la voce potente di Dio sulle acque e afferma questo tipo di regalità messianica che costruisce la pace. La seconda lettura (At 10,34-38) riporta l’inizio del discorso di Pietro nella casa del centurione Cornelio. Prima di dare il battesimo a tutti i pagani presenti che avevano accolto la Parola e sui quali era disceso prodigiosamente lo Spirito Santo, Pietro esclama. «ln verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenza di persone, ma accoglie chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque nazione appartenga». Infatti, dopo il Battista, Gesù di Nàzaret, consacrato in Spirito Santo e potenza, passava beneficando e sanando quanti erano prigionieri del male antico. La tradizione patristica dei primi sei secoli dell’era cristiana ha collegato l’unzione crismale, cioè la Confermazione, non principalmente alla Pentecoste, quanto piuttosto al battesimo di Gesù al Giordano. Infatti, è attraverso la Cresima che viene manifestata e conferita al battezzato la missione profetica, sacerdotale e regale di Cristo. Il battesimo di Gesù faceva parte, originariamente, della festa dell’Epifania. Poiché il racconto dei Magi aveva preso il sopravvento, si sentì giustamente il bisogno di fare memoria del battesimo di Gesù al Giordano, nell’ottavo giorno dopo l’Epifania (XII secolo). Questa commemorazione di fatto, per ragioni non chiare, scomparve dai calendari e nel Messale tridentino; come reperto storico rimase soltanto il brano evangelico dell’evento. Solo nel 1962, con la riforma del calendario, già iniziata da Pio XII e messa in atto da Giovanni XXIII, questa commemorazione fu ripristinata il 13 gennaio. Infine, con la riforma conciliare del calendario (1969), fu collocata come festa nella prima domenica dopo l’Epifania. ln questa festa è opportuno fare memoria del proprio battesimo con la professione di fede battesimale dopo l’omelia. (Sr. Regina Cesarato)

Il Messale Romano- Note di Pastorale Liturgica [continuazione] (di p. Giuseppe Midili)

La pubblicazione della nuova traduzione è l’occasione per proporre a tutti coloro che sono coinvolti nell’azione celebrativa con un ministero – dalla presidenza a qualche servizio liturgico – di pregare con il Messale in modo semplice, sostando in orazione prima della celebrazione per prepararsi e dopo, per un periodo di ringraziamento. Durante il tempo della liturgia si concentrano sulla preghiera avendo già risolto tutti gli aspetti pratici e svolgendo il servizio in raccoglimento, perché, come ogni altra azione importante della vita umana, anche la preghiera va preparata: è un incontro con Dio che non può essere improvvisato. Per vivere in modo spiritualmente fruttuoso la celebrazione si proporrà di seguire lo stesso schema che alcune sagge guide spirituali propongono per gli esercizi spirituali, strutturando – secondo lo schema ignaziano – un percorso che si articola in tre passaggi: preparazione; tempo del «faccia a faccia» trascorso alla presenza di Dio nel suo tempio santo; verifica, in cui si valuta ciò che è accaduto e l’andamento dell’incontro. 0gni passaggio della ricerca prevede alcune tappe, I maestri della vita spirituale raccomandano di prendere nota di ciò che accade nei tre passaggi su un «Quaderno della preghiera», in cui si scrive quello che si sperimenta durante l’incontro con il Signore, quello che si prova, qual è il messaggio che Dio vuole consegnare a ogni interlocutore e alla comunità radunata. ln questo modo la preghiera liturgica è vissuta e preparata attraverso un itinerario di esercizi di orazione, che aiutano a maturare nel rapporto con Dio e a crescere nella conformazione a Cristo. Si viene così a strutturare un piccolo itinerario, che costituisce la base per un percorso che curi la regia celebrativa, cioè il fruttuoso svolgimento dell’azione rituale, assicurato da una buona preparazione alla Messa e completato da un ringraziamento nel tempo post celebrativo. Tale itinerario di vita spirituale può essere seguito dai presbiteri chiamati a presiedere, dai laici che si assumono la corresponsabilità di curare con loro l’esperienza celebrativa e dall’équipe liturgica. (4-continua)

Benedizioni alle famiglie per la Santa Pasqua 2026

 

 

È col desiderio di incontrare quanti più possibile che lunedì 12 gennaio 2026

iniziamo l’itinerario delle Benedizioni delle Famiglie nelle case. Gli orari di visita saranno generalmente tra le ore 14 e le ore 18 (circa). Sarete comunque avvisati tempestivamente.

Mi aiuteranno nelle Benedizioni i diaconi Eros e Lorenzo e il lettore Duilio.

Il Signore tutti vi benedica!

 

 

Immagine che contiene persona, vestiti, Viso umano, Addobbi floreali

Il contenuto generato dall'IA potrebbe non essere corretto.
don Fabio

 

diacono Eros

 

diacono Lorenzo

 

lettore Duilio

Programma dal 3 all’11 gennaio 2026

Letture: Siracide 24,1-2.8-12 / Salmo 147 / Efesini 1,3-6.15-18

Il Verbo si è fatto carne e ha posto la sua dimora in mezzo a noi.

 

Dal Vangelo secondo Giovanni (1,1-18)

In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio.

Egli era, in principio, presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.

In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta.

Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni.

Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui.

Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce.

Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo.

Era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui; eppure il mondo non lo ha riconosciuto.

Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto.

A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali, non da sangue né da volere di carne né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati.

E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità.

Giovanni gli dà testimonianza e proclama: «Era di lui che io dissi: Colui che viene dopo di me è avanti a me, perché era prima di me».

Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto: grazia su grazia.

Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.

Dio, nessuno lo ha mai visto: il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre,

è lui che lo ha rivelato.

Parola del Signore.

VITA ECCLESIALE

Sabato 03 18.00 + Preda Maria Teresa
Domenica 04 10.30

18.00

+ Ruffini Armanda, Dovadola Ivano, Monica e Silverio e secondo le intenzioni di Maria Teresa (vivente)

+ Manara Bruno

Lunedì 05 18.00 + Rizzi Luigi (detto Carlo – 2° anniv.)
Martedì 06 10.30

18.00

+ Marani Umberto e Peruzzi Giovanna

+ Giovanni, Isolina, Giacomo, Elde e don Orfeo

+Ravaglia Iris

Mercoledì 07
Giovedì 08
Venerdì 09
Sabato 10 18.00 Deff. Fam. Preti e Gotti

+ Saguatti Claudio

Domenica 11

Orario Confessioni Venerdì ore 9.0010.00 (don Fabio)

S. Paolo Sabato ore 16.45 17.45 (don Fabio)

Domenica ore 9.4510.15 (don Fabio)

N.B. Concordare con don Fabio eventuali esigenze.

Chiesa della Conversione di S. Paolo Apostolo

Orario SS. Messe Feriale: Lunedì, Martedì e Venerdì ore 8.00

Mercoledì, Giovedì ore 18.00 Lunedì (Oratorio) ore 18.30

Prefestiva ore 18.00 Festiva ore 10.30 e 18.00

Tutti i giorni [escluso venerdì] ore 17.25 S. Rosario

Venerdì ore 17.30 Adorazione eucaristica e S. Rosario

N.B. Tutte le celebrazioni si possono seguire anche nel sito internet della parrocchia

Chiesa di S. Giacomo Apostolo – Fruges

Orario SS. Messe Feriale dal Lunedì al Venerdì ore 18.30

Prefestiva ore 16.30 Festiva ore 8.00 e 11.00

S. Rosario dal Lunedì al Venerdì ore 18.00 Sabato ore 17.30

Cappella del Seminario di Montericco

Orario SS. Messe Martedì ore 19.00 e Mercoledi ore 7.00

 

Anno : A

Gennaio 2026

LA VITA DELLA COMUNITA’

Domenica 04

II dopo Natale

Ss. Messe ad orario festivo (S. Paolo e S. Giacomo).
Lunedì 05 Ore 16.30 (S. Giacomo) : S. Messa prefestiva

Ore 18.00 (S. Paolo) : S. Messa prefestiva

Martedì 06

Epifania del Signore

Ss. Messe ad orario festivo (S. Paolo e S. Giacomo).

Ore 10.30 (S. Paolo) : S. Messa e benedizione delle famiglie

Ore 16.00 (oratorio) : Festa per le famiglie

Mercoledì 07 Ore 20.30 (canonica) : Prove del “Coro S. Paolo”
Giovedì 08 Ore 20.45 (canonica) : Lettura comune della Parola della domenica.
Venerdì 09 Ore 17.30 (S. Paolo) : Adorazione eucaristica e S. Rosario

Ore 20.30 (oratorio) : “Dal Sinodo alla quotidianità”Incontro con mons. Erio Castellucci sul Sinodo della Chiesa italiana.

Sabato 10 Ore 15.00 (S. Giacomo) : Riprende il catechismo per le classi 2, 3, 4 e 5 elementare.

Ore 16.30 (S. Giacomo) : S. Messa prefestiva

Domenica 11

Battesimo del Signore

Ss. Messe ad orario festivo (S. Paolo e S. Giacomo).

Ore 9.30 (S. Giacomo) : Riprende il catechismo per la classe prima media

Avviso.- E’ in definizione il corso di preparazione al matrimonio che inizierà a fine gennaio – inizio febbraio. Le coppie interessate, prossime a celebrare il Sacramento del matrimonio, è bene che al più presto diano la propria adesione comunicando con il parroco.

Martedì 6 gennaio festa della famiglia con S. Messa solenne alle 10.30 e ritrovo all’Oratorio dalle ore 16.00

Importante.- In S. Paolo, a partire da Lunedì 12 gennaio varia l’orario delle S. Messe feriali come riportato sotto:

Lunedì, Martedì e Venerdì : Mattino ore 8.00

Mercoledì e Giovedì : Pomeriggio ore 18.00

In canonica in S. Paolo sono sempre disponibili le marmellate delle monache.

Alla scuola di Gesù :
Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì Venerdì Sabato
Gv 1,43-51 Mt 2,1-12 Mt 4,12-17.23-25 Mt 6,34-44 Mc 6,45-52 Lc 4,14-22a

Vivere il mistero Il brano evangelico di questa domenica (lo stesso della Messa natalizia del giorno) è l’esordio del Vangelo secondo Giovanni, o meglio, il prologo. Si tratta di un’introduzione che costituisce la sintesi del mistero di Cristo, della sua vita e della sua missione. Potrebbe essere considerato il parallelo dei Vangeli dell’infanzia di Gesù secondo Matteo e Luca, sebbene con un genere letterario del tutto diverso. Infatti, come il prologo di Giovanni ha lo scopo di comunicare:

1) Chi è Gesù: il Verbo eterno del Padre che si è reso visibile nella nostra carne e in vista del quale è stato creato questo mondo.

2) Quale la sua missione: darci la possibilità in Gesù di essere anche noi figli, partecipi della sua stessa dignità e quindi anche eredi della sua stessa gloria.

3) Chi è Dio: nessuno l’ha mai visto, ma chi conosce Gesù attraverso l’accoglienza della sua parola e l’intima comunione sacramentale con lui, «conosce» Dio.

Il riferimento al Battista è per ribadire, attraverso la testimonianza dell’ultimo dei profeti dell’Antico Testamento che Gesù è veramente il messia «perché era prima di me». Già nel prologo è presente il tema giovanneo della lotta fra la luce e le tenebre che ritornerà sovente nella predicazione di Gesù. È pure annunciata la tragica possibilità del rifiuto da parte di chi non saprà riconoscere la presenza di Dio nell’umanità di Cristo e quindi nella materialità dell’umana natura, nella storia della salvezza che segue la dinamica dell’incarnazione fino alla fine dei secoli. «E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi». L’incarnazione è uno stile di Dio che, pur con modalità diverse, continua nella storia della salvezza attraverso la materialità dei sacramenti di cui il pane e il vino nell’Eucaristia sono il vertice. L’espressione «il Verbo si fece carne» potrebbe, forse, diventare più comprensibile a tutti se nella predicazione il termine Verbo si sostituisse con Parola oppure addirittura con Messaggio. Infatti, tutto quello che Dio vuole comunicarci è presente in Gesù, nella sua persona, nei suoi gesti, nelle sue parole. Un messaggio che tutti possono leggere e comprendere, anche se analfabeti. «Dal momento in cui ci ha donato il Figlio suo, che è la sua unica e definitiva parola, ci ha detto tutto in una sola volta in questa sola parola… Perciò chi volesse ancora interrogare il Signore e chiedergli visioni o rivelazioni, non solo commetterebbe una stoltezza, ma offenderebbe Dio, perché non fissa il suo sguardo unicamente in Cristo e va cercando cose diverse e novità» (San Giovanni Della Croce, Salita al Carmelo,2,22). A cominciare dall’XI secolo il prologo di Giovanni, in quanto sintesi di tutto l’Evangelo, era proclamato come formula di benedizione sui morenti, prima di dare il viatico; così pure al termine del battesimo per i bambini; infine, fra il XIII e XVI secolo anche come benedizione complementare al termine della Messa. Questo spiega la sua presenza al termine della Messa tridentina fino alla riforma del Vaticano II.

(don Silvano Sirboni)

Il Messale Romano- Note di Pastorale Liturgica [continuazione] (di p. Giuseppe Midili)

Si dedicherà particolare attenzione al modo in cui si prepara e si svolge la celebrazione eucaristica, sia a livello personale sia comunitariamente, perché essa divenga realmente incontro tra Dio e il suo popolo, per valorizzare «le diverse possibilità di scelta e di adattamento» che il Messale prevede e si proporrà una mediazione «tra il mistero celebrato e l’assemblea concreta». La pubblicazione della nuova traduzione è l’occasione propizia per riflettere su alcuni principi di pastorale liturgica e di prassi celebrativa, che sono stati elaborati dal movimento liturgico, sanciti dal Concilio e diffusi nella fase di attuazione della riforma, ma ancora non hanno trovato piena applicazione. ln questo senso il Messale va accolto come libro della preghiera, che aiuta la comunità a entrare in relazione con Dio e la preparazione e l’organizzazione delle celebrazioni sono parte della dimensione orante della liturgia. La regia liturgica non è cura della cerimonia, ma proposta di un metodo di preghiera che aiuti a curare e vivere bene la celebrazione. Infatti «la bellezza della liturgia scaturisce dall’armonia di gesti e parole con cui si è coinvolti nel mistero celebrato» e i diversi linguaggi che caratterizzano l’arte del celebrare non costituiscono un’aggiunta ornamentale estrinseca, in vista di una maggiore solennità, ma appartengono alla forma sacramentale propria del mistero eucaristico, cioè sono parte della preghiera della Chiesa e come tale vanno preparati e vissuti. (3-continua)

Programma dal 27 dicembre 2025 al 4 gennaio

Letture: Siracide 3,2-6.12-14 / Salmo 127 / Colossesi 3,12-21

 

Beato chi teme il Signore e cammina per le sue vie.

 

Dal Vangelo secondo Matteo (2,13-15.19-23)

I Magi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo».

Egli si alzò, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Dall’Egitto ho chiamato mio figlio».

Morto Erode, ecco, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre e va’ nella terra d’Israele; sono morti infatti quelli che cercavano di uccidere il bambino».

Egli si alzò, prese il bambino e sua madre ed entrò nella terra d’Israele. Ma, quando venne a sapere che nella Giudea regnava Archelao al posto di suo padre Erode, ebbe paura di andarvi. Avvertito poi in sogno, si ritirò nella regione della Galilea e andò ad abitare in una città chiamata Nàzaret, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo dei profeti: «Sarà chiamato Nazareno».

Parola del Signore.

VITA ECCLESIALE

Sabato 27 18.00 (R)
Domenica 28 10.30

18.00

Sergio e Michela (anniv. Matrimonio)

Pro populo

Lunedì 29 18.00 + Montesi Natale
Martedì 30 8.00 Pro populo
Mercoledì 31 18.00 + Leo, Michele e Nicoletta
Giovedì 01 10.30

18.00

Pro populo

+ Beltrandi Alfredo e Luciano

Venerdì 02
Sabato 03 18.00 + Preda Maria Teresa
Domenica 04 10.30 + Ruffini Armanda, Dovadola Ivano, Monica e Silverio e secondo le intenzioni di Maria Teresa (vivente)

Orario Confessioni Venerdì ore 9.0010.00 (don Fabio)

S. Paolo Sabato ore 16.45 17.45 (don Fabio)

Domenica ore 9.4510.15 (don Fabio)

N.B. Concordare con don Fabio eventuali esigenze.

Chiesa della Conversione di S. Paolo Apostolo

Orario SS. Messe Feriale: Martedì e Venerdì ore 8.00

Lunedì, Mercoledì, Giovedì ore 18.00

Prefestiva ore 18.00 Festiva ore 10.30 e 18.00

Tutti i giorni [escluso venerdì] ore 17.25 S. Rosario

Venerdì ore 17.30 Adorazione eucaristica e S. Rosario

 

Chiesa di S. Giacomo Apostolo – Fruges

Orario SS. Messe Feriale dal Lunedì al Venerdì ore 18.30

Prefestiva ore 16.30 Festiva ore 8.00 e 11.00

S. Rosario dal Lunedì al Venerdì ore 18.00 Sabato ore 17.30

Cappella del Seminario di Montericco

Orario SS. Messe Martedì ore 19.00 e Mercoledi ore 7.00

 

Anno : A

Dicembre – Gennaio 2026

LA VITA DELLA COMUNITA’

Domenica 28

Santa Famiglia

Ss. Messe ad orario festivo (S. Paolo e S. Giacomo).

Ore 18.00 (Cattedrale) : Celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo Mons. Giovanni Mosciatti e concelebrata da tutti i presbiteri della diocesi (Chiusura dell’Anno Giubilare).

Ritrovo alle ore 17.40 nel piazzale della Rocca.

Mercoledì 31 Ore 16.30 (S. Giacomo) : S. Messa prefestiva

Ore 18.00 (S. Paolo) : S. Messa prefestiva

Ore 23.00 (C.E. Maria Immacolata) : Adorazione Eucaristica

Giovedì 01

Maria SS.ma Madre di Dio

Ss. Messe ad orario festivo (S. Paolo e S. Giacomo).

Ore 18.00 (S. Paolo) : S. Messa Solenne e canto del

“Te Deum” di ringraziamento per l’anno trascorso.

Venerdì 02 Primo venerdì del mese – Comunione agli impediti

Ore 8.45 – 12.00 (S. Paolo) : Adorazione eucaristica

Ore 17.30 (S. Paolo) : Adorazione eucaristica e S. Rosario

Sabato 03

Ss.mo Nome di Gesù

Ore 7.30 (S. Paolo) : Partenza in processione verso il Santuario della B.V. della Consolazione recitando il S. Rosario.

Ore 8.00 (Santuario) : Celebrazione della S. Messa

Domenica 04

II dopo Natale

Ss. Messe ad orario festivo (S. Paolo e S. Giacomo).

Avviso.- E’ in definizione il corso di preparazione al matrimonio che inizierà a fine gennaio – inizio febbraio. Le coppie interessate, prossime a celebrare il Sacramento del matrimonio, è bene che al più presto diano la propria adesione comunicando con il parroco.

In canonica in S. Paolo sono sempre disponibili le marmellate delle monache.

Importante.- In S. Paolo, a partire da Lunedì 5 gennaio varia l’orario delle S. Messe feriali come riportato sotto:

Lunedì, Martedì e Venerdì : Mattino ore 8.00

Mercoledì e Giovedì : Pomeriggio ore 18.00

Martedì 6 gennaio in S. Paolo festa della famiglia con S. Messa alle 10.30 e ritrovo all’Oratorio dalle ore 16.00

Alla scuola di Gesù :
Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì Venerdì Sabato
Lc 2,22-35 Lc 2,36-40 GV 1,1-18 Lc 2,16-21 Gv 1,19-28 Gv 1,29-34

Vivere il mistero – Il Siracide (prima lettura) esprime, attraverso un’ articolata parenesi, l’importanza dell’ amore dei figli adulti verso i genitori. Si tratta di una specie di glosse minuziose al comandamento “Onora tuo padre e tua madre“. La seconda lettura. – senza rinunciare ad alcune indicazioni mirate a mogli, mariti, figli e padri – preferisce soffermarsi sullo stile complessivo che deve animare una casa, una famiglia e una comunione di vita. Il dato determinante è, alla fine, la qualità e la nobiltà delle persone in gioco. La lettura evangelica presenta alcune vicende concrete della famiglia di Nazareth. Raccontando una storia di pericoli sfuggiti, mostra cosa vuol dire onorare i propri vincoli familiari. La lettura evangelica quindi, non teorizza lo stile familiare dal punto di vista del dovere e della teologia, ma presenta alcune vicende della famiglia di Nazareth. Giuseppe, protagonista attivo di tutto il racconto, mostra come va sviluppato il senso di responsabilità con le persone, che i vincoli familiari ci affidano..

Vivere il mistero – Il Siracide (prima lettura) esprime, attraverso un’ articolata parenesi, l’importanza dell’ amore dei figli adulti verso i genitori. Si tratta di una specie di glosse minuziose al comandamento “Onora tuo padre e tua madre“. La seconda lettura. – senza rinunciare ad alcune indicazioni mirate a mogli, mariti, figli e padri – preferisce soffermarsi sullo stile complessivo che deve animare una casa, una famiglia e una comunione di vita. Il dato determinante è, alla fine, la qualità e la nobiltà delle persone in gioco. La lettura evangelica presenta alcune vicende concrete della famiglia di Nazareth. Raccontando una storia di pericoli sfuggiti, mostra cosa vuol dire onorare i propri vincoli familiari. La lettura evangelica quindi, non teorizza lo stile familiare dal punto di vista del dovere e della teologia, ma presenta alcune vicende della famiglia di Nazareth. Giuseppe, protagonista attivo di tutto il racconto, mostra come va sviluppato il senso di responsabilità con le persone, che i vincoli familiari ci affidano. Le decisioni di Giuseppe non sono solo il frutto della sua intelligenza o astuzia, ma il risultato di una maturazione che cresce accogliendo la guida divina. Il sistema dei tre sogni mostra che l’elemento decisivo viene dall’alto. Alla comunicazione donata da Dio, segue un’esecuzione umana spesso faticosa e rischiosa che lascia il soggetto protagonista, mantenendolo al tempo stesso nella preziosa interazione con Dio. Al sistema dei tre sogni, Matteo affianca quello delle tre citazioni di compimento. Esse mostrano bene come affrontare con forza le difficoltà della vita, e conduce, ascoltando la voce del Signore, al di là dei possibili smarrimenti, a penetrare nel disegno di Dio e a portarlo avanti con un dono di sé, vero e generoso. L’itinerario di Giuseppe, portando a compimento le parole della Scrittura, diventa uno strumento per la conoscenza profonda di Gesù: «Dall’Egitto ho chiamato mio figlio» (v. 15) e «Sarà chiamato Nazareno» (v.23). Il Vangelo de1la festa della Santa Famiglia mostra che la categoria di «padre putativo» (che nasce probabilmente da un uso poco felice di Lc 3,23: «ed era figlio, come si riteneva, di Giuseppe»), applicata a Giuseppe, sia decisamente restrittiva. Il racconto liturgico odierno, che completa la vicenda del primo sogno mostra che Giuseppe è davvero il padre umano (anche se non biologico) del figlio nato verginalmente dalla sua legittima sposa. La famiglia di Nazareth ci insegna che la famiglia è costituita da ciò che siamo e non semplicemente da legittimi legami istituzionali. Ci fa bene, nella festa di oggi, farci carico di questa consapevolezza di fronte alla complessità di situazioni vissute da altri, ma anche davanti al rischio di fuga dalle nostre responsabilità più preziose per gli altri. (mons. Ermenegildo Manicardi)

Il Messale Romano- Note di Pastorale Liturgica [continuazione] (di p. Giuseppe Midili)

Tali scelte e una distribuzione capillare del libro liturgico, guidarono i fedeli a comprendere di nuovo le parole e i gesti della Messa e si avviò quel passaggio – ancora in atto – da un’assistenza alle liturgie a una partecipazione actuosa. Anche se sono passati molti anni dall’avvio della riforma l’intuizione di raccomandare il Messale rivela ancora oggi la sua forza, perché segnò il passaggio dalle devozioni personali verso una preghiera più liturgica, che pian piano si concentrò su Lezionario ed eucologia, per farne oggetto di meditazione. Cosi anche nella presentazione della nuova traduzione si trova una raccomandazione similare: «Una diffusione sempre più curata e capillare di edizioni destinate ai fedeli apporterà un contributo decisivo nella direzione di una preghiera e un impegno quotidiano del popolo di Dio vissuti alla luce della Parola e dell’Eucaristia». Il Messale infatti non è libro a uso esclusivo del presbitero, né copione che descrive lo svolgimento rituale, ma è fonte della preghiera comunitaria e personale, guida che orienta il percorso celebrativo e tesoro che custodisce la tradizione orante della Chiesa. La serie di articoli che prende avvio da questo numero si colloca nel «prezioso più globale di approfondimento della retta comprensione e celebrazione dell’Eucaristia» e rientra nel percorso di conoscenza del Messale e di elaborazione di un percorso di regia celebrativa in linea con la teologia liturgica e le indicazioni conciliari. In questa fase della vita della comunità ecclesiale italiana, infatti, è importante che ognuno favorisca e aiuti «l’assimilazione pratica del modello celebrativo proposto» nel libro liturgico e promuova «un’azione pastorale tesa a valorizzarne la conoscenza e il buon utilizzo» da parte di tutto il popolo: presidenza, ministerialità, comunità. Come ebbe modo di precisare papa Francesco durante l’Udienza con i partecipanti alla 68’Settimana Liturgica Nazionale del Centro Azione Liturgica (CAL) nell’agosto 2017, «l libri riformati a norma dei decreti del Vaticano II hanno innestato un processo che richiede tempo, ricezione fedele, obbedienza pratica, sapiente attuazione celebrativa da parte, prima, dei ministri ordinati, ma anche degli altri ministri, dei cantori e di tutti coloro che partecipano alla liturgia. L’educazione liturgica di pastori e fedeli è una sfida da affrontare sempre di nuovo». La riflessione di questa serie di contributi si sviluppa in sintonia con le indicazioni del vescovo di Roma ed è stata circoscritta all’approfondimento della regia celebrativa nel contesto della pastorale liturgica, per favorire e facilitare l’autentica trasmissione della tradizione rituale della Chiesa e l’accesso ai misteri della fede per ritus et preces. (2-continua)

Programma dal 20 al 28 dicembre 2025

Letture: Isaia 7,10-14 / Salmo 23 / Romani 1,1-7

Ecco, viene il Signore, re della gloria.

 

 

Dal Vangelo secondo Matteo (1,18-24)

Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto.

Però, mentre stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».

Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele», che significa “Dio con noi”.

Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa.

Parola del Signore.

VITA ECCLESIALE

Sabato 20

18.00

+ Dovadola Dario

Domenica 21

10.30

18.00

+ Alma, Alfonso, Maria e Peppino

(R)

Lunedì 22

18.00

+ Adriano Castelli e Giovanna Cicognani

Martedì 23

8.00

Deff. fam. Galanti Silla e Buldrini Natalino

Mercoledì 24

22.30

+ Francesco Berardi, Maria, Demo e Luigi

+ Pilani Enzo, Giulio e Angiolina Ronchini

+ Liverani Paolo

+ Natale Ingegneri

Giovedì 25

10.30

18.00

+ Marconi Ademara e deff. Fam. Ghetti e Valenti

Vivi e defunti fam. Dovadola Ivano e Ruffini Armanda e secondo le intenzioni di Maria Teresa (vivente)

Venerdì 26

10.30

18.00

+ Stefano Baldini e Maria

+ Lorenzo e Sig. Annalis Bonanni

(R)

Sabato 27

18.00

Pro populo

Domenica 28

10.30

18.00

Sergio e Michela (anniv. Matrimonio)

Pro populo

Orario Confessioni (in preparazione al Natale) (don Fabio)

S. Paolo Domenica 21 ore 16.0017.45

Lunedì 22 ore 20.3022.30

Mercoledì 24 ore 9.0012.30 e 14.30 – 18.30

N.B. Concordare con don Fabio eventuali esigenze.

Chiesa della Conversione di S. Paolo Apostolo

Orario SS. Messe Feriale: Martedì e Venerdì ore 8.00

Lunedì, Mercoledì, Giovedì ore 18.00

Prefestiva ore 18.00 Festiva ore 10.30 e 18.00

Lunedì ore 17.25 S. Rosario – Da Martedì 16 a Domenica 21

Ore 16.55: S. Rosario e ore 17.30 : Novena di Natale

Chiesa di S. Giacomo Apostolo – Fruges

Orario SS. Messe Feriale dal Lunedì al Venerdì ore 18.30

Prefestiva ore 16.30 Festiva ore 8.00 e 11.00

S. Rosario dal Lunedì al Venerdì ore 18.00 Sabato ore 17.30

Cappella del Seminario di Montericco

Orario SS. Messe Martedì ore 19.00 e Mercoledi ore 7.00

 

Anno : A

Dicembre 2025

LA VITA DELLA COMUNITA’

Domenica 21

IV di Avvento

Ss. Messe ad orario festivo (S. Paolo e S. Giacomo).

Ore 10.30 (S. Paolo) : S. Messa

Al termine benedizione delle statuine di Gesù Bambino

Ore 17.30 (S. Paolo) : Novena di Natale

Lunedì 22

Ore 17.30 (S. Paolo) : Novena di Natale

Martedì 23

Ore 17.30 (S. Paolo) : Novena di Natale

Ore 20.45 (S. Paolo) : “Tutto il mondo canta il Natale” – Canti sull’evento natalizio con i cori “S. Paolo” e “Dolci Note”

Mercoledì 24

Ore 17.30 (S. Paolo) : Novena di Natale

Ore 18.30 (S. Giacomo) : S. Messa solenne della Vigilia

Ore 22.30 (S. Paolo) : S. Messa solenne della Notte

Giovedì 25

Natale del Signore

Ss. Messe ad orario festivo (S. Paolo e S. Giacomo).

Ore 10.30 (S. Paolo) : S. Messa solenne del Giorno.

Ore 11.00 (S. Giacomo) : S. Messa solenne del Giorno.

Venerdì 26

S. Stefano

Ss. Messe ad orario festivo (S. Paolo e S. Giacomo).

Sabato 27

S. Giovanni Ev.

S. Messa prefestiva.

Domenica 28

Santa Famiglia

Ss. Messe ad orario festivo (S. Paolo e S. Giacomo).

Ore 18.00 (Cattedrale) : Celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo Mons. Giovanni Mosciatti e concelebrata da tutti i presbiteri della diocesi (Chiusura dell’Anno Giubilare).

Ritrovo alle ore 17.40 nel piazzale della Rocca.

In canonica in S. Paolo sono sempre disponibili le marmellate delle monache.

Avviso.- E’ in definizione il corso di preparazione al matrimonio che inizierà a fine gennaio – inizio febbraio. Le coppie interessate, prossime a celebrare il Sacramento del matrimonio, è bene che al più presto diano la propria adesione comunicando con il parroco.

Alla scuola di Gesù :

 

Lunedì

Martedì

Mercoledì

Giovedì

Venerdì

Sabato

 

Lc 1,46-55

Lc 1,57-66

Lc 1,67-79

Gv 1,1-18

Mt 10,17-22

Gv 20,2-8

Vivere il mistero – In questa quarta domenica, l’Avvento ci annuncia un’ulteriore verità: i disegni di Dio non cercano di sconvolgere le vite degli uomini in modo arbitrario, quasi a voler imporre dal nulla qualcosa che non c’era, ma, come in un ritratto che perfeziona un bozzetto, ricalcano, definiscono, colorano quelle promesse tutte umane che abitano i nostri cuori e le nostre relazioni in cerca di felicità. Dio da’ un senso a una promessa già fatta, quella tra Maria e Giuseppe, crede e spera in ciò che noi uomini e donne possiamo prometterci, e tra l’ordito e la trama di queste parole umane che guardano al futuro, tra le foglie di questi rami che cercano di portare fiori e frutti, Egli fa passare la spola che tiene tra le sue mani e fa soffiare il vento di uno Spirito che ha quasi bisogno dei nostri sogni e del nostro sguardo. È questa la bellezza dell’Incarnazione di Dio, che il prossimo Natale ci ricorderà e che gli eventi della nostra quotidianità possono aiutarci a vivere. Servono belle promesse umane, cariche di amore, di rispetto, di occhi capaci di guardare lontano, per comprendere le promesse di Dio. Chi non è più capace di promettersi fiducia e amore, molto difficilmente sarà in grado, come Maria e Giuseppe, di comprendere, nonostante le perplessità e i dubbi, che la promessa di Dio non annulla, ma anzi, delinea in maniera più definita, i tratti di quelle promesse tutte umane che noi siamo in grado solamente di accennare, balbettare, disegnare a matita, avendo bisogno dei colori di Dio per poterle concretizzare. Oltre che da una promessa di amore, Maria e Giuseppe sono legati anche da un’altra verità. L’angelo di Dio invita entrambi a non temere, perché se le promesse umane sono sempre minacciate dal timore che qualcosa possa andare male, una volta affidate alle cure di Dio esse diventano impermeabili a ogni forma di paura. Non temere Maria, non temere Giuseppe: due inviti detti in momenti distinti, in luoghi distinti, in modalità distinte, ma che rappresentano la porta attraverso cui ogni mia promessa può essere messa al servizio della promessa più grande di Dio. È la mia capacità di non aver paura, di aver fiducia in Dio, a dare forza e profondità alla fiducia tra noi, a fare delle nostre fragili e paurose promesse di amore la base su cui costruire la tenda in cui Dio ha deciso di venire a visitarci. Se non avrai timore, Maria, Giuseppe, tu che preghi o che solamente cerchi un senso più profondo ai tuoi progetti, farai della promessa di Dio il secondo tempo, il piano più alto, il pozzo più profondo delle tue promesse umane, come è accaduto a Nazareth. E nel nome del bambino, l’Emmanuele, il «Dio con noi», è scritto il senso di questa bella esperienza di fede. Le ultime parole del Vangelo di oggi affermano: «Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa» (Mt 1,24). Nel prendere con sé Maria, una volta destatosi dal sonno, Giuseppe inizia a custodire quel bambino deposto nel grembo della Vergine, inizia a confermare il «nome di Dio», quell’essere con noi che dà un senso a ogni relazione umana. Giuseppe «prese con sé», e ln quel «con» è iscritta la verità e la missione di quel bambino che è e sarà «con noi», quando diventeremo consapevoli che le nostre promesse, se fatte con cuore sincero, sono la bozza di una tela su cui Dio saprà dipingere ciò che ha pensato da sempre. La «stanchezza» di Dio, di cui parla Isaia (prima lettura), è un punto di domanda scritto nei nostri cuori a cui faremmo bene a volgere la nostra preghiera e la nostra attenzione. La stanchezza, quella che rappresenta l’anticamera della tristezza e della distrazione, nasce dal cercare o chiedere segni che in realtà non rimandano a nulla. Dovremmo chiederci quanti e quali segni abitano le nostre giornate! Per prevenire o sconfiggere la stanchezza e la tristezza è necessario credere che anche ciò che pare impossibile, al momento, può essere realizzato, anche una vergine può essere il segno di una nuova generazione di credenti. È questo l’Avvento: trovare un tempo, un luogo dove saper aspettare, certi che ciò che arriverà sarà comunque nuovo e nascerà comunque da ciò che, ai miei occhi, non sa parlare al futuro. (p. Giuseppe Trentadue)

Il Messale Romano- Note di Pastorale Liturgica [] (di p. Giuseppe Midili)

Dopo più di sessant’anni dall’avvio della riforma liturgica, la Chiesa italiana accoglie una nuova traduzionedel Messale, che è stata preparata per adeguare il linguaggio della celebrazione dell’Eucaristia al mutare dei tempi e proseguire quel processo di adattamento che è sempre in corso, nel contesto di continue provocazioni culturali a cui è sottoposta la società odierna e di conseguenza la Chiesa. La nuova traduzione può diventare per la comunità ecclesiale un ottimo momento per riprendere o per proseguire il cammino di pastorale liturgica, che è l’anima di tutto l’itinerario conciliare e della riforma che ne è seguita. San Giovanni Paolo II, nelle due lettere apostoliche Vigesimus Quintus Annus e Spiritus et sponsa, che segnano tappe significative della ricezione della Costituzione liturgica, affermava che un’autentica pastorale liturgica «costituisce un impegno permanente per attingere sempre più abbondantemente dalla ricchezza della liturgia quella forza vitale che dal Cristo si diffonde alle membra del suo corpo che è la Chiesa» e dev’essere sempre «intonata ad una piena fedeltà ai nuovi Ordines» e dunque al Messale. Agli albori della riforma, lo stesso movimento liturgico volle restituire la liturgia al popolo e il popolo alla liturgia (obiettivo della pastorale liturgica conciliare) anche attraverso la consegna ai fedeli di piccoli messalini, perché durante l’azione liturgica potessero essere in comunione con il mistero celebrato. (1-continua)

Programma dal 13 al 21 dicembre 2025

Letture: Isaia 35,1-6a.8a.10 / Salmo 145 / Giacomo 5,7-10

Vieni, Signore, a salvarci.

 

Dal Vangelo secondo Matteo (11,2-11)

In quel tempo, Giovanni, che era in carcere, avendo sentito parlare delle opere del Cristo, per mezzo dei suoi discepoli mandò a dirgli: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». Gesù rispose loro: «Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete: I ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!».

Mentre quelli se ne andavano, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che vestono abiti di lusso stanno nei palazzi dei re! Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta. Egli è colui del quale sta scritto: “Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero, davanti a te egli preparerà la tua via”.In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui».

Parola del Signore.

VITA ECCLESIALE

Sabato 13

11.00

18.00

(R)

+ Francesco (anniv.)

+ Anna, Ivo e Pietro Marri e Rino Pinardi

Domenica 14

10.30

18.00

+ Sangiorgi M.Luisa (ann.) e Mazzotti Angelo e deff. fam. Mazzotti e Sangiorgi e Capucci Armando

+ Mondini Alfredo, Luigi e Giulia

+ Luisi Giovanni, Orlacchio Angelina e Vittorio

(R)

Lunedì 15

18.00

+ Brini Gigliola

Martedì 16

8.00

(R)

Mercoledì 17

18.00

(R)

Giovedì 18

18.00

 

Venerdì 19

8.00

 

Sabato 20

18.00

+ Dovadola Dario

Domenica 21

10.30

+ Alma, Alfonso, Maria e Peppino

Orario Confessioni Venerdì ore 9.0010.00 (don Fabio)

S. Paolo Sabato ore 16.45 17.45 (don Fabio)

Domenica ore 9.4510.15 (don Fabio)

N.B. Concordare con don Fabio eventuali esigenze.

Chiesa della Conversione di S. Paolo Apostolo

Orario SS. Messe Feriale: Martedì e Venerdì ore 8.00

Lunedì, Mercoledì, Giovedì ore 18.00

Prefestiva ore 18.00 Festiva ore 10.30 e 18.00

Lunedì ore 17.25 S. Rosario – Da Martedì 16 a Domenica 21

Ore 16.55: S. Rosario e ore 17.30 : Novena di Natale

Chiesa di S. Giacomo Apostolo – Fruges

Orario SS. Messe Feriale dal Lunedì al Venerdì ore 18.30

Prefestiva ore 16.30 Festiva ore 8.00 e 11.00

S. Rosario dal Lunedì al Venerdì ore 18.00 Sabato ore 17.30

Cappella del Seminario di Montericco

Orario SS. Messe Martedì ore 19.00 e Mercoledi ore 7.00

 

LA VITA DELLA COMUNITA’

Domenica 14

III di Avvento

Ss. Messe ad orario festivo (S. Paolo e S. Giacomo).

Martedì 16

Ore 17.30 (S. Paolo) : Novena di Natale

Mercoledì 17

Ore 17.30 (S. Paolo) : Novena di Natale

Ore 20.30 (canonica) : Prove del “Coro S. Paolo”

Giovedì 18

Ore 17.30 (S. Paolo) : Novena di Natale

Ore 20.45 (canonica) : Incontro (lettura comune) sulla Parola di Dio della Domenica.

Venerdì 19

Ore 16.55 (S. Paolo) : S. Rosario

Ore 17.30 (S. Paolo) : Novena di Natale

Sabato 20

Ore 16.30 (S. Giacomo) : Ritrovo con i bambini di catechismo e le famiglie per la S. Messa e a seguire festa degli “Auguri di Natale”. (vedi sotto)

Ore 17.30 (S. Paolo) : Novena di Natale

Domenica 21

IV di Avvento

Ss. Messe ad orario festivo (S. Paolo e S. Giacomo).

Ore 10.30 (S. Paolo) : S. Messa

Al termine benedizione delle statuine di Gesù Bambino

Ore 17.30 (S. Paolo) : Novena di Natale

1- In S. Giacomo (Fruges) Sabato 20, dopo la S. Messa delle 16.30 piccolo spettacolo in preparazione al Natale “La Stella che cercava la strada”, preparato dal gruppo dei bambini del catechismo e loro catechisti.

2- In canonica in S. Paolo sono sempre disponibili le marmellate delle monache.

3- Nei giorni 13 e 14 alla porta della chiesa in S. Paolo sono in vendita le stelle di Natale per raccogliere fondi destinati ai progetti AVSI.

Alla scuola di Gesù :

 

Lunedì

Martedì

Mercoledì

Giovedì

Venerdì

Sabato

 

Mt 21,23-27

Mt 21,28-32

Mt 1,1-17

Mt 1,18.24

Lc 1,5-25

Lc 1,26-38

Vivere il mistero – La gioia. in questa terza domenica di Avvento, passa attraverso le sbarre di una prigione in cui qual-fino a oggi, cerca di spegnere la fiamma della profezia, o dove il male cerca di fare del dubbio più umano il suo ultimo colpo di coda. Oggi l’interrogativo posto dal Battista ci ricorda che ogni momento della nostra vita di fede, anche quello attraversato da un dubbio, da un punto di domanda che fa vacillare i passi e il cuore, diventa per Cristo un’occasione per rivelarci chi siamo realmente, nonostante le nostre fragilità e le nostre incertezze. Ogni domanda che rivolgi al tuo Signore dalla prigione in cui sei rinchiuso, è per Lui un’opportunità per ricordare, a te e agli altri, la tua vocazione e la tua missione, nonostante le difficoltà del momento. Tu sei ciò che vive negli occhi di Dio e non ciò che il tuo sguardo vede nel buio di una prigione. L’Avvento è anche questo: Cristo ci insegna la memoria di ciò che siamo, oltre le tenebre del presente che Lui trasforma in un pulpito da cui proclamare la bellezza che da sempre abita in noi. L’attesa di Giovanni, nella prigione delle sue ultime domande, è comunque capacità di vegliare. Non è fallimento o disperazione, perché è un’attesa capace di fare ancora discepoli da inviare, è un’attesa che non si accontenta di risposte tristi o disperate, ed è soprattutto un’attesa che permette, nella risposta di Cristo, di illuminare l’intera vita di quell’uomo, di quell’ultimo dei profeti, che, anche nei giorni più bui della sua esistenza, in un deserto diverso, fatto di sbarre, di solitudine e di catene, ha saputo aggiungere un pezzo di strada a quella via che la sua missione terrena stava preparando e raddrizzando. Parlando ai discepoli e ai messaggeri inviati dal Battista, Gesù afferma: «Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete» (Mt i 1,4). Ancora una volta due verbi della testimonianza, la cui bellezza sta nella maniera in cui vivono in perenne equilibrio. L’attesa dell’Avvento invita a legare l’udito e la vista, perché troppo spesso ci sono orecchi che non danno tempo agli occhi di capire e ci sono sguardi che giudicano senza la pazienza, la carità e la responsabilità di ascoltare i perché delle vite, delle gioie e dei drammi nelle storie che ci scorrono accanto. Insegnare agli occhi un nuovo modo di rileggere ciò che abbiamo visto e pensiamo di conoscere già: è questo il senso della provocazione di Gesù rivolta alle folle, «che cosa siete andati a vedere nel deserto?» (Mt 11,7). In questo tempo di Grazia, impariamo a rileggere e riascoltare ogni gesto, ogni parola, ogni vicenda delle nostre relazioni, così come il Signore chiede di fare nel Vangelo di oggi. Hai vissuto, hai guardato, hai ascoltato, ma pare non basti. La fede ti chiede sempre una rilettura, un approfondimento che ti permetterà di vedere in quella canna sbattuta dal vento e in quelle vesti logore ed essenziali un tratto del cuore di Dio. E quella canna e quella veste diventeranno più tardi i segni fatti propri da Dio stesso nell’offerta del suo Figlio durante la passione. Ciò che sembrava fragile e inutile, una canna nel vento del deserto, ciò che sembrava imbarazzante, un abito senza bellezza, diventeranno poi la cattedra su cui Gesù si siederà, durante le ore della sua sofferenza, percosso da una canna e spogliato della sua dignità, per ricordarci che ciò che avevi visto e sentito, pensando di aver compreso tutto, quel giorno, nel deserto, in realtà aveva bisogno di tempo per essere pienamente letto e capito. E questi orecchi e occhi nuovi, queste ginocchia che tomano a irrobustirsi, come canta il profeta Isaia, saranno la prova che il percorso intrapreso procede nella giusta direzione, con la giusta pazienza e perseveranza, come l’agricoltore citato nelle parole di san Giacomo: «Egli aspetta con costanza il prezioso frutto della terra finché abbia ricevuto le prime e le ultime piogge» (Gc 5,7). Attendere le prime e le ultime piogge, saper aspettare il «tutto di Dio» pensato per ciascuno di noi, senza fretta di voler arrivare, senza l’ansia di voler incontrare, sapendo che per ognuno il Signore che sta per nascere ha riservato una prima e un’ultima pioggia, il necessario per essere felici. (p. Giuseppe Trentadue)

Il Messale Romano- Terza edizione [continuazione] (di Maurizio Barba)

San Tommaso, riprendendo una definizione di san Gregorio Magno, afferma che «la benedizione di Dio sta a significare il conferimento dei suoi doni e la loro moltiplicazione» (Commento alle Sentenze, libr. 2, dist. 15, 3, 3). L’utilizzo della nuova traduzione italiana del Messale potrà essere l’occasione per approfondire il significato e il contenuto di queste preghiere di benedizione e farne oggetto di catechesi per i fedeli. Il Messale rimane il primo ed essenziale strumento per la degna celebrazione dei santi misteri oltre che il punto di riferimento solido per una efficace catechesi liturgica. I vescovi italiani auspicano il rilancio di una pastorale che valorizzi la conoscenza e il saggio utilizzo del Messale sia nell’ambito della celebrazione sia in quello dell’approfondimento nella mistagogia, per evitare «la stonatura di ogni protagonismo individuale, di una creatività che sconfina nell’improvvisazione, come pure di un freddo ritualismo, improntato a un estetismo fine a se stesso». Nel momento in cui la Chiesa italiana si interroga su come ripensare la trasmissione della fede in un contesto sociale e culturale sempre più secolarizzato, i vescovi indicano come itinerario quello mistagogico seguito dai Padri del IV-V secolo, il cui contesto ricalca quello della nostra società post-moderna, capace di ricompone l’unità tra fede, celebrazione e vita. (10-fine)

Programma dal 6 al 14 dicembre 2025

Letture: Isaia 11,1-10 / Salmo 71 / Romani 15,4-9

Vieni, Signore, re di giustizia e di pace.

Dal Vangelo secondo Matteo (3,1-12)

In quei giorni, venne Giovanni il Battista e predicava nel deserto della Giudea dicendo: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!». Egli infatti è colui del quale aveva parlato il profeta Isaìa quando disse: «Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!».

E lui, Giovanni, portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi; il suo cibo erano cavallette e miele selvatico. Allora Gerusalemme, tutta la Giudea e tutta la zona lungo il Giordano accorrevano a lui e si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati.

Vedendo molti farisei e sadducei venire al suo battesimo, disse loro: «Razza di vipere! Chi vi ha fatto credere di poter sfuggire all’ira imminente? Fate dunque un frutto degno della conversione, e non crediate di poter dire dentro di voi: “Abbiamo Abramo per padre!”. Perché io vi dico che da queste pietre Dio può suscitare figli ad Abramo. Già la scure è posta alla radice degli alberi; perciò ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco. Io vi battezzo nell’acqua per la conversione; ma colui che viene dopo di me è più forte di me e io non sono degno di portargli i sandali; egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala e pulirà la sua aia e raccoglierà il suo frumento nel granaio, ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile».
Parola del Signore.

VITA ECCLESIALE

Sabato 06 18.00 + Valmen Orsini ved. Deserri
Domenica 07 10.30

18.00

Deff. fam. Baroncini e Gianstefani

+ Negrini Ennio e Casimir Picul

Lunedì 08 10.30

18.00

+ Resta Paolo, Maria e Luigi

+ Ravaglia Domenico e Costa Paolina

Deff. fam. Pietrantoni e Franti

+ Maria e Walter Nerozzi

+ Benfenati Maria in Brignani

Per Gaia e Giovanni (viventi)

Martedì 09 8.00 (R)
Mercoledì 10 18.00 + Sibilla Anna
Giovedì 11 18.00 (R)
Venerdì 12 8.00 (R)
Sabato 13 11.00

18.00

(R)

+ Francesco (anniv.)

+ Anna, Ivo e Pietro Marri e Rino Pinardi

Domenica 14 10.30

18.00

+ Sangiorgi M.Luisa (ann.) e Mazzotti Angelo e deff. fam. Mazzotti e Sangiorgi e Capucci Armando

+ Mondini Alfredo, Luigi e Giulia

+ Luisi Giovanni, Orlacchio Angelina e Vittorio

(R)

Orario Confessioni Venerdì ore 9.0010.00 (don Fabio)

S. Paolo Sabato ore 16.45 17.45 (don Fabio)

Domenica ore 9.4510.15 (don Fabio)

N.B. Concordare con don Fabio eventuali esigenze.

Chiesa della Conversione di S. Paolo Apostolo

Orario SS. Messe Feriale: Martedì e Venerdì ore 8.00

Lunedì, Mercoledì, Giovedì ore 18.00

Prefestiva ore 18.00 Festiva ore 10.30 e 18.00

Tutti i giorni [no venerdì] ore 17.25 S. Rosario Venerdì ore 17.30 Adoraz. Eucar. e S. Rosario

Chiesa di S. Giacomo Apostolo – Fruges

Orario SS. Messe Feriale dal Lunedì al Venerdì ore 18.30

Prefestiva ore 16.30 Festiva ore 8.00 e 11.00

S. Rosario dal Lunedì al Venerdì ore 18.00 Sabato ore 17.30

Cappella del Seminario di Montericco

Orario SS. Messe Martedì ore 19.00 e Mercoledi ore 7.00

Il catechismo in parrocchia resta sospeso fino a nuove disposizioni

Anno : A

Dicembre 2025

LA VITA DELLA COMUNITA’

Domenica 07

II di Avvento

Ss. Messe ad orario festivo (S. Paolo e S. Giacomo).

Ore 17.30 (S. Paolo) : Novena dell’Immacolata

Ore 20.00 (oratorio) : Inizio adorazione eucaristica notturna che si protrae fino alle ore 8.00 del mattino seguente.

(All’ingresso della chiesa c’è il cartellone per le adesioni)

Lunedì 08

Immacolata Concezione

Ss. Messe ad orario festivo (S. Paolo e S. Giacomo).

Ore 10.30 (S. Paolo) : S. Messa animata dai gruppi giovanili

A.C. e AGESCI.

Al termine, in piazza Matteotti, rito di affidamento della città al Cuore Immacolato di Maria.

Mercoledì 10 Ore 20.30 (canonica) : Prove del “Coro S. Paolo”
Giovedì 11 Ore 20.45 (canonica) : Incontro (lettura comune) sulla Parola di Dio della Domenica.
Venerdì 12 Ore 17.30 (S. Paolo) : Adorazione eucaristica e S. Rosario
Sabato 13

S. Lucia

Ore 11.00 (S. Paolo) : S. Messa di S. Lucia
Domenica 14

III di Avvento

Ss. Messe ad orario festivo (S. Paolo e S. Giacomo).

1- In canonica in S. Paolo sono sempre disponibili le marmellate delle monache.

2- Sono in vendita, con incarico alla Caritas, i biglietti della lotteria preparata dal “Banco alimentare” finalizzata a recuperare risorse per i poveri.

3- Nei giorni 13 e 14 alla porta della chiesa in S. Paolo sono in vendita le stelle di Natale per raccogliere fondi destinati ai progetti AVSI.

Alla scuola di Gesù :
Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì Venerdì Sabato
Lc 1,26-38 Mt 18,12-14 Mt 11,28-30 Mt 11,11.15 Mt 11,16-19 Mt 17,10-13

Vivere il mistero – Tra le pagine della Liturgia dell’Avvento soffia una brezza di libertà, un vento che accompagna, trasporta e trasforma il messaggio di Giovanni il Battista proclamato nel deserto. Non si può attendere senza un senso di libertà nel cuore, quella stessa libertà che fa di un uomo un profeta, di Giovanni un battezzatore, della voce una parola che disegna i contorni di colui che verrà più tardi, di qualcosa di più grande che sta per accadere. Vivere il nostro Avvento, personale e comunitario, significa metterci dunque alla scuola di questo tipo di libertà che è posta tra la sabbia del deserto e le acque di un fiume, in bilico tra ciò che sembra arido da non potere dare frutto e ciò che dà vita. Una libertà preannunciata da un uomo che continua ad insegnarci i due verbi che le fanno da corona, preparare e convertire, gli stessi che poi saranno cari a Gesù nel corso della sua predicazione. A questi due verbi fanno eco le parole di S. Paolo ai Romani: «In virtù della perseveranza e della consolazione che provengono dalle Scritture, teniamo viva la speranza» (Rm 15,4). Preparare e convertire, vivere insieme la perseveranza e la consolazione, in un delicato ma mai fragile equilibrio: sono questi i passi di un percorso che ci condurrà alle porte di Betlemme. Le pagine della Scrittura di questa seconda domenica si fanno parola di profeta, assediata da una folla di persone che ascoltano senza comprendere appieno e la cui sequela non rappresenta la miccia di una concreta e coerente conversione. Ma nonostante tutto, l’Avvento ci insegna che il valore di ogni annuncio va oltre l’effetto immediato e dovrà fare i conti con fraintendimenti e delusioni, senza mai perdere la sua chiarezza e la sua coerenza. Giovanni il Battista, da subito, accosta due termini che vivranno poi lungo tutto il Vangelo, ovvero quel legame inscindibile, se vuol essere credibile, tra libertà e verità. La libertà del profeta sa mettere sulla bocca le parole che saranno poi quelle del Cristo. La sua consapevolezza di vivere per preparare la via ad un Altro e a un Oltre fa di questo annuncio la conferma più bella e credibile della verità che porta in sé. I segni che accompagnano la profezia – una veste, una cintura, un paio di sandali e un po’ di cibo – sono anch’essi la carta di identità di colui che, annunciando, impara ad attendere e a vegliare. I fianchi cinti rimandano all’annuncio della liberazione dalla schiavitù. I sandali slacciati saranno durante l’ultima cena, gli spettatori di una promessa d’amore che passa attraverso il servizio e la comunione; il cibo di cui continueremo a cibarci sarà il segno dell’alleanza eterna nell’Eucaristia. (p. Giuseppe Trentadue)

Il Messale Romano- Terza edizione [continuazione] (di Maurizio Barba)

La super populum si presenta, invece, come una preghiera che il sacerdote rivolge a Dio per l’assemblea, della quale egli non si considera esplicitamente come membro. Collocato al disopra della comunità sulla quale implora l’aiuto di Dio, egli appare come l’intermediario, l’intercessore, il mediatore tra Dio e i fedeli, formulando la preghiera nella seconda persona plurale. Questa legge stilistica costituisce un criterio con il quale si può riconoscere l’oratio super populum primitiva o antica e distinguerla dalle altre orazioni della Messa. 0ltre alla struttura è necessario cogliere anche quelle che sono le particolarità del contenuto di questa orazione. Anzitutto va rilevato che i beneficiari della preghiera sono spesso denominati con il termine populus, con il quale si intende in senso lato tutta la comunità cristiana o in specifico l’assemblea che partecipa alla celebrazione eucaristica. Lo scopo dell’orazione è quello di implorare la benedizione divina sull’assemblea, tanto da attribuire comunemente all’orazione il valore e il nome anche di «benedizione» nel senso proprio. Al riguardo, sono utilizzati termini che sottolineano la durata o la continuità della benedizione richiesta, per cui, come preghiera finale, essa si proietta al di là della concreta celebrazione, raggiungendo il vissuto concreto del cristiano, il corso quotidiano della sua vita, le concrete necessità sulle quali è necessaria la benedizione e il soccorso di Dio. L’oggetto della petizione, poi, si estende a tutta la gamma di beni di ordine sia temporale sia spirituale, necessari per condurre una vita autenticamente cristiana: purificazione dell’anima, remissione delle colpe, rinuncia al peccato, esercizio delle buone opere, pratica delle virtù, progresso nella vita spirituale, perseveranza finale. Infine, l’orazione sul popolo, mentre attesta frequentemente le disposizioni interiori e le attitudini esteriori di coloro che ricevono la benedizione di Dio, chiede l’intervento divino sul popolo che si prepara alle feste pasquali e che la sua efficacia raggiunga il vissuto quotidiano del credente. Le orazioni sul popolo costituiscono una buona opportunità di catechesi per il popolo di Dio, specialmente nel periodo della Quaresima, tempo di lotta spirituale più intensa, che ha bisogno di maggiori benedizioni da parte di Dio. Nondimeno, il Messale conserva nella sezione dell’Ordo Missae una serie di orazioni sul popolo, come elemento che è indipendente dalla benedizione finale e che la precede. Si tratta di una serie di testi provenienti dal Sacramentario Veronese, costituendo così un gruppo di testi compatto e organico nello stile eucologico che, insieme agli altri testi presenti dell’Ordo Missae, accrescono la possibilità di utilizzare tale elemento eucologico al di fuori del periodo di Quaresima e in quei giorni nei quali non si ha una benedizione propria. (9-continua)

Programma dal 29 novembre al 7 dicembre 2025

Letture: Isaia 2,1-5 / Salmo 121 / Romani 13,11-14a

Andiamo con gioia incontro al Signore.

 

 

Dal Vangelo secondo Matteo (24,37-44)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Come furono i giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e travolse tutti: così sarà anche la venuta del Figlio dell’uomo. Allora due uomini saranno nel campo: uno verrà portato via e l’altro lasciato. Due donne macineranno alla mola: una verrà portata via e l’altra lasciata.

Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».

Parola del Signore.

VITA ECCLESIALE

Sabato 29 18.00 + Montesi Natale

+ Leo

+ Losanna e Antonio Dalmonte

Domenica 30 10.30

18.00

+ Padre Gabriele Costa

+ Maria Giovanna e Alberto Marconi

+ Orioli Franco

Lunedì 01 18.00 (R)
Martedì 02 8.00 + Preda Maria Teresa
Mercoledì 03 18.00 + Nonno Domenico e Resta Domenica

+ Nicola Gorilla, Teone Marinon, Ismini Mingardo, Vittoria Orru

Giovedì 04 18.00 (R)
Venerdì 05 8.00 + Rizzi Luigi (detto Carlo)
Sabato 06 18.00 + Valmen Orsini ved. Deserri
Domenica 07 10.30

18.00

Pro populo

(R)

Orario Confessioni Venerdì ore 9.0010.00 (don Fabio)

S. Paolo Sabato ore 16.45 17.45 (don Fabio)

Domenica ore 9.4510.15 (don Fabio)

N.B. Concordare con don Fabio eventuali esigenze.

Chiesa della Conversione di S. Paolo Apostolo

Orario SS. Messe Feriale: Martedì e Venerdì ore 8.00

Lunedì, Mercoledì, Giovedì ore 18.00

Prefestiva ore 18.00 Festiva ore 10.30 e 18.00

Tutti i giorni ore 16.55 S. Rosario ore 17.30 Novena dell’Immacolata

Chiesa di S. Giacomo Apostolo – Fruges

Orario SS. Messe Feriale dal Lunedì al Venerdì ore 18.30

Prefestiva ore 16.30 Festiva ore 8.00 e 11.00

S. Rosario dal Lunedì al Venerdì ore 18.00 Sabato ore 17.30

Cappella del Seminario di Montericco

Orario SS. Messe Martedì ore 19.00 e Mercoledi ore 7.00

Il catechismo in parrocchia resta sospeso fino a nuove disposizioni

LA VITA DELLA COMUNITA’

Domenica 30

I di Avvento

Ss. Messe ad orario festivo (S. Paolo e S. Giacomo).

Ore 15.00 (S. Giacomo) : Festa del Perdono (4° elementare)

Ore 15.00 (oratorio) : Intrattenimento con merenda a cui sono particolarmente invitati i “Giovani di una volta”. (avviso a parte)

Ore 17.30 (S. Paolo) : Novena dell’Immacolata

Lunedì 01 Ore 17.30 (S. Paolo) : Novena dell’Immacolata
Martedì 02 Ore 17.30 (S. Paolo) : Novena dell’Immacolata
Mercoledì 03 Ore 17.30 (S. Paolo) : Novena dell’Immacolata

Ore 20.30 (canonica) : Prove del “Coro S. Paolo”

Giovedì 04 Ore 17.30 (S. Paolo) : Novena dell’Immacolata

Ore 20.45 (canonica) : Incontro (lettura comune) sulla Parola di Dio della Domenica.

Venerdì 05 Primo venerdì del mese – Comunione agli impediti

Ore 8.45-12.00 (S. Paolo) : Adorazione Eucaristica

Ore 17.30 (S. Paolo) : Novena dell’Immacolata

Sabato 06 Ore 7.30 (S. Paolo) : Partenza in processione verso il Santuario della B.V. della Consolazione recitando il S. Rosario.

Ore 8.00 (Santuario) : Celebrazione della S. Messa

Ore 17.30 (S. Paolo) : Novena dell’Immacolata

Domenica 07

II di Avvento

Ss. Messe ad orario festivo (S. Paolo e S. Giacomo).

Ore 17.30 (S. Paolo) : Novena dell’Immacolata

Ore 20.00 (oratorio) : Inizio adorazione eucaristica notturna che si protrae fino alle ore 8.00 del mattino seguente.

(All’ingresso della chiesa c’è il cartellone per le adesioni)

1- In canonica sono sempre disponibili le marmellate delle monache clarisse di Imola.

2- Sono in vendita, con incarico alla Caritas, i biglietti della lotteria preparata dal “Banco alimentare” finalizzata a recuperare risorse per i poveri.

3- (1+1+1)-Termina domenica 30 novembre la raccolta delle offerte deducibili.

Alla scuola di Gesù :
Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì Venerdì Sabato
Mt 8,5-11 Lc 10,21-24 Mt 5,29-37 Mt 7,21.24-27 Mt 9,27-31 Mt 9,35-38-10,1.6-8

Vivere il mistero – [«E non si accorsero di nulla»]. Con queste poche parole, poste sulle labbra di Gesù all’inizio di un nuovo percorso di Avvento, la liturgia pare voglia metterci in attesa, o meglio in ascolto, di una presenza che darà un senso e una soluzione a ogni nostra difficoltà nel vegliare. Vivere senza accorgersi di nulla! In quel «nulla, non è intesa la totalità delle situazioni, delle persone, di quanto attraversa, illumina o ferisce le nostre giornate, ma l’essenziale di ciò che non passa, tutto ciò che trasforma un semplice ricordo in memoria, una semplice parola in una solida promessa. È questo il monito che Gesù Maestro indirizza in questa prima domenica di un tempo che, ancora una volta, giunge per insegnarci che l’attesa è uno dei nomi con cui possiamo definire ogni gesto di attenzione e con cui possiamo verificare ogni sentimento che percorre il nostro cuore. La Parola ci ricorda che «vivere senza accorgersi di nulla» significa essere diventati analfabeti del senso e del valore di ogni attesa perché convinti che quanto accadrà, in realtà è qualcosa di già visto, già sentito, già conosciuto. È questo il primo passo di ogni storia che vacilla, di ogni fede che dubita, di ogni punto interrogativo che, ben presto, si trasforma in un punto finale scritto su una pagina che non ha più nulla da dire. Vivere senza attendere significa esistere senza scegliere, senza accorgersi che, poco più in là come ci ricordano le parole odierne di Gesù qualcuno sta costruendo un’arca dove io vedo solamente l’asciutto e che quell’arca potrà essere riparo o addirittura salvezza da un diluvio della cui vicinanza, tra rumori e distrazioni, non riesco a essere consapevole. Vivere ancora una volta l’Avvento significa dunque rendersi conto di quell’arca che Dio sta facendo costruire anche per me, anche se i miei occhi, i miei orecchi e il mio cuore sono intenti ad altro. Significa credere che Lui ha dato ordine a qualcuno di offrirmi una possibilità di senso e di gioia, anche se penso che quel qualcuno stia costruendo un’inutile barca su una terra brulla. Entrare consapevolmente nel tempo di Avvento significa accorgersi che colui che «è con me nel campo» o la donna «che macina con me alla mola», ovvero tutti coloro che incrocio e che incrociano la mia esistenza, attaccandovi o meno un pezzo di cuore, sono e devono essere sempre frutto di una scelta consapevole, mai di un’abitudine che rischia di soccombere sotto il peso della mia stanchezza, del mio piacere troppo fugace o della mia incapacità a guardare lungo e oltre la linea dell’orizzonte. Tornare all’Avvento significa coltivare l’umiltà di credere che «il mio non sapere» non determina il valore o addirittura l’esistenza di qualcosa di bello, di ancora nuovo e di essenziale che sicuramente accadrà nella mia vita. L’umiltà del non sapere ci apre alla convinzione che l’essenziale vale e arriva indipendentemente dal fatto che io possa averne certezza e consapevolezza. Perché quando vogliamo misurare la bellezza e la gioia, proprio lì partono i titoli di coda di ogni vigilia di festa. L’Avvento è il momento in cui ci viene insegnato che ogni attesa ha valore se diamo senso e profondità a chi e a ciò che abbiamo accanto adesso, e che il futuro di ogni cosa deve essere sempre coniugato al presente, così come Matteo ci ha ricordato nel Vangelo, utilizzando il tempo «della certezza» per indicarci la via della prossima venuta del Redentore. «Il Figlio dell’uomo viene», afferma Gesù, in un presente che ha la prospettiva del futuro, e in un futuro che ha tutta la bellezza della quotidianità del presente. Le parole di Isaia ci ricordano che Dio non solo indica, ma soprattutto insegna la via da seguire, quella che conduce all’incontro con gli altri e, in definitiva, all’incontro con Lui. Indicare e insegnare, una mano che accompagna con una voce sempre credibile e coerente: sia questo l’atteggiamento che possa caratterizzare il nostro cammino di Avvento. Chiediamoci inoltre, mettendoci alla scuola di san Paolo, cosa rappresentino quelle «armi di luce» che sono chiamato a indossare affinché anch’io possa, come i pastori la notte di Betlemme e i Magi con la stella, giungere ad adorare Colui che ancora una volta nasce per insegnarci il valore dell’attesa. (p. Giuseppe Trentadue)

Il Messale Romano- Terza edizione [continuazione] (di Maurizio Barba)

La si trova, dunque, nella maggior parte dei formulari, mentre non appare nelle feste dei santi, a eccezione delle tre celebrazioni festive che seguono il Natale. Il Gregoriano, classificandola come super populum, la conserva solo nei formulari delle ferie di Quaresima, contribuendo così ad attribuirle un carattere prevalentemente penitenziale. Tale particolare presenza ristretta della super populum nel periodo quaresimale è attestata anche nel Missale romanum tridentino. La descrizione della celebrazione solenne della Messa romana alla fine del VII secolo, rinvenibile nell’Ordo Romanus I, non parla di questa oratio super populum, ma descrive un particolare rito, cioè la semplice benedizione che il Papa dava, di ritorno nel secretarium, alle diverse categorie di persone incontrate. Tale rito probabilmente avrebbe soppiantato l’antica orazione di benedizione super populum. Da questo rapido excursus si evince che l’orazione sul popolo, da elemento costante della Messa, così come appare nel Veronese, si andò via via riducendo nel Gelasiano, per essere relegata, nel Gregoriano, alle sole ferie del periodo quaresimale. Quali sono le caratteristiche strutturali di questa orazione? Le tre orazioni presidenziali della Messa, ovvero la colletta, sulle offerte e dopo la comunione, presentano una caratteristica strutturale comune: la domanda è pronunciata a nome della comunità intera, compreso il celebrante che recita la preghiera. L’orazione è formulata nella prima persona plurale, per cui il celebrante che la pronuncia non si separa da coloro per i quali chiede il soccorso divino, ma vi è implicato come presidente dell’assemblea. (8-continua)