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Programma dal 26 luglio al 2 agosto 2026

Letture: 1Re 3,5.7-12 / S almo 118 / Romani 8,28-30

Quanto amo la tua legge, Signore!

 

Dal Vangelo secondo Matteo (13,44-52)

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli:

«Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo.

Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra.

Ancora, il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva, si mettono a sedere, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Avete compreso tutte queste cose?». Gli risposero: «Sì». Ed egli disse loro: «Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche».

Parola del Signore

 

VITA ECCLESIALE

Sabato 25 18.30 + don Felice Marchi

+ Greco Iolanda

Domenica 26 10.30

18.30

+ De Giovanni Anna

+ Dotti Roberta

Lunedì 27 NO S. MESSA
Martedì 28 8.00 + Ruffini Vittorio
Mercoledì 29 NO S. MESSA
Giovedì 30 NO S. MESSA
Venerdì 31 NO S. MESSA
Sabato 01 18.30 (R)
Domenica 02 10.30 + Alfonso, Alma, Maria e don Orfeo

Orario Confessioni Venerdì ore 9.0010.00 (don Fabio)

S. Paolo Sabato ore 17.15 18.15 (don Fabio)

Domenica ore 9.4510.15 (don Fabio)

N.B. Concordare con don Fabio eventuali esigenze.

Chiesa della Conversione di S. Paolo Apostolo

Orario SS. Messe Feriale: Lunedì, Martedì e Venerdì ore 8.00

Mercoledì, Giovedì ore 18.30 (vedere il programma settimanale)

Prefestiva ore 18.30 Festiva ore 10.30 e 18.30

Tutti i giorni ore 17.55 S. Rosario

 

Chiesa di S. Giacomo Apostolo – Fruges

Orario SS. Messe Feriale dal Lunedì al Venerdì ore 18.30

Prefestiva ore 17.30 Festiva ore 8.00 e 11.00

S. Rosario dal Lunedì al Venerdì ore 18.00 Sabato ore 17.00

Cappella del Seminario di Montericco

Orario SS. Messe Martedì ore 19.00 e Mercoledì ore 7.00

Anno : A

Luglio –Agosto 2026

LA VITA DELLA COMUNITA’

Domenica 26

XVII del T. Ordin.

Ss. Messe ad orario festivo (S. Paolo e S. Giacomo).
Lunedì 27 NO S. MESSA in S. Paolo – S. MESSA a Fruges ore 18.30
Martedì 28 S. Messa ad orario feriale
Mercoledì 29

S .Maria, Marta e Lazzaro

NO S. MESSA in S. Paolo – S. MESSA a Fruges ore 18.30
Giovedì 30 NO S. MESSA in S. Paolo – S. MESSA a Fruges ore 18.30
Venerdì 31 NO S. MESSA in S. Paolo – S. MESSA a Fruges ore 18.30
Sabato 01 Ore 12.00 Inizio pratica del “Perdono d’Assisi”

S. Messa prefestiva

Domenica 02

XVIII del T. Ordin.

“Perdono d’Assisi” per tutta la giornata

Ss. Messe ad orario festivo (S. Paolo e S. Giacomo).

Perdono di Assisi

Dalle ore 12.00 del 1 agosto fino alle ore 24.00 del 2 agosto si può lucrare l’indulgenza plenaria alle note condizioni.

Sono a disposizione in chiesa i pieghevoli per chi vuole seguire correttamente la pratica.

I Campi estivi dei ragazzi AGESCI E ACR per la nostra parrocchia

2 – Reparto SCOUT dal 2 al 12 agosto.

3 – Branco SCOUT dal 2 al 9 agosto.

4 – Campo ACR III media dal 25 luglio al 1 agosto. (diocesano)

1 – La celebrazione della S. Messa del Lunedì all’oratorio riprenderà il prossimo 21 settembre alle ore 18.30

2 – La lettura comune della Parola del giovedì in canonica riprenderà il prossimo 17 settembre alle ore 20.45.

3 – Come ogni anno il prossimo 15 agosto celebreremo la giornata comunitaria a Piedimonte con il tradizionale programma da anni consolidato.

Alla scuola di Gesù
Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì Venerdì Sabato
Mt 13,31-35 Mt 13,36-43 Gv 11,19-27 Mt 13,47-53 Mt 13,54-58 Mt 14,1-12

Vivere il mistero : Tre piccole parabole – del tesoro, della perla e della rete – concludono il discorso di Gesù sul mistero del regno di Dio. Il regno è paragonato dapprima ad un tesoro per il cui valore non si teme la perdita dei beni personali; è paragonato poi ad una perla preziosa, di fronte alla quale ogni ricchezza impallidisce; è paragonato infine ad una rete dove viene separato il pesce buono (i giusti) da quello cattivo (gli empi). Se la parabola della zizzania, che ha lo stesso tenore apocalittico di quella della rete, si preoccupava più della sorte degli empi, questa della rete è più attenta alla sorte dei giusti che «splenderanno come il sole nel regno del Padre loro» (qui abbiamo una allusione alla risurrezione descritta nei termini di Dn 12,3). La partecipazione al regno è certamente un dono di Dio; l’accoglienza di questo dono implica però, come abbiamo ben capito, un impegno. Impegno che comporta sforzo (Mt 13,45) e produce gioia (Mt 13,44); che richiede perseveranza fino al giudizio finale (parabola della rete) e allo stesso istante necessita di sapienza e discernimento (Mt 13,16).  Le due piccole parabole del tesoro e della perla sono molto simili. Il primo punto che le accomuna possiamo individuarlo nella scoperta: il contadino trova nel campo un tesoro, mentre il ricco mercante trova una perla di grande valore. Se la scoperta del primo è accidentale, quella del secondo è il frutto di un’intensa attività commerciale. Per entrambi però vi è un che di fortuito che provoca stupore (secondo punto). Questi due personaggi sembrano, ad una lettura superficiale, i protagonisti del racconto (e in parte lo sono). ln realtà, come nota acutamente mons. Bruno Maggioni, i veri protagonisti sono il tesoro e la perla, che per certi versi s’impadroniscono dei due personaggi. Difatti, «il contadino e il mercante agiscono, ma solo perché totalmente “afferrati” dal tesoro in cui si sono imbattuti». Di qui, per entrambi,-la vendita di tutto ciò che possiedono pur di impadronirsi di ciò che hanno trovato (terzo punto). Attenzione, però: questa perdita è fatta senza rimpianti. Sanno, infatti, di fare un grande affare, che nessun uomo intelligente e scaltro si lascerebbe sfuggire. L’applicazione di queste due parabole alla vita cristiana è semplice e immediata. Chi ha trovato il regno di Dio, meglio, chi ha incontrato Cristo e la bellezza della sua proposta evangelica non può non lasciare tutto per possedere pienamente quella grande novità che è entrata – gratuitamente – nella sua vita. Scrivendo ai Filippesi Paolo dirà di sé: «Ma queste cose, che per me erano guadagni, io le ho considerate una perdita a motivo di Cristo. Anzi, ritengo che tutto sia una perdita a motivo della sublimità della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore. Per lui ho lasciato perdere tutte queste cose e le considero spazzatura, per guadagnare Cristo… Sono stato conquistato da Cristo» (Fil 3,7-8.12). Ciò che caratterizza il discepolo allora non è tanto il distacco ma l’appartenenza nata dall’incontro con Cristo, come abbiamo detto; se c’è ancora un necessario distacco, una faticosa perdita è per permettere che questa appartenenza sia sempre più profonda, e che il tesoro (Gesù Cristo) sia sempre più nostro. L’ultima parabola verte sul giudizio futuro. La rete è un’immagine della Chiesa che raccoglie nel suo seno pesci buoni e cattivi. Come i pescatori operano una cernita tra il pesce buono e quello cattivo, così gli angeli di Dio, afferma Gesù, separeranno i giusti dai malvagi. Non dobbiamo però pensare che Gesù voglia presentarci un Dio punitivo; più positivamente, egli vuole esortarci a non sottovalutare le possibili conseguenze delle nostre scelte. La nostra appartenenza alla Chiesa non ci garantisce; non basta essere «nel numero» per ereditare il regno di Dio, bisogna invece determinarsi risolutamente a suo riguardo. Una curiosità: un pesce definito «cattivo» era il mollusco, privo, com’è noto, di spina dorsale. Se vogliamo, il mollusco rappresenta il cristiano «senza nerbo», colui che non ha operato una scelta coerente con la sua fede e che vive nel compromesso. San Giacomo definisce un simile credente «uomo dalle due anime», cioè uomo diviso, contraddittorio, dubbioso (Gc 1,6-7). Costui sarà escluso dal regno di Dio al pari degli operatori di iniquità (cf Mt 13,41). Se il tempo della raccolta è un tempo ancora propizio alla conversione, quello della cernita sigillerà le nostre opzioni personali e comunitarie. Gesù termina il suo racconto con una domanda diretta ai discepoli: «Avete compreso tutte queste cose?» (Mt 13,51). Le «cose» da capire si riferiscono ai «misteri del regno» (cf Mt 13,11), alle «cose nascoste» (cf Mt13,35) rivelate attraverso le parabole. Certo, Gesù ha parlato attraverso immagini allusive, ma il suo messaggio è ‘stato chiaro. Davanti alla sua Parola, ieri come oggi, ci si può sentire «sotto il peso della sproporzione» come il re Salomone di fronte al compito di governare Israele (prima lettura). ln questo caso, vera sapienza è chiedere a Dio, come il giovane sovrano, un «cuore docile» (1 Re 3,9), meglio, stando al testo ebraico, un «cuore ascoltante» (lev shomea). Dio approva al punto la richiesta di Salomone da donargli un cuore saggio e intelligente. Per la tradizione ebraica la saggezza e l’intelligenza sono le qualità che permettono di vedere «le cose nascoste nelle cose», cioè il mistero del regno, Dio presente e operante nella storia, come pure il suo disegno (seconda lettura), nascosto nei secoli (cf Rm 16,25) e rivelato in Gesù Cristo. Dio ci chiama mediante la fede, ci giustifica attraverso la sua grazia per condurci a quella gloria preparata per noi fin dalla fondazione del mondo, e che consiste nell’essere al suo cospetto nell’amore. (p. Sandro Carotta)

angelo: Amministratore del sito web parrocchiale.
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