Categoria: Parrocchia
Medjugorje, 25 Gennaio 2018
Cari figli!
Questo tempo sia per voi
il tempo della preghiera
affinché lo Spirito Santo,
attraverso la preghiera,
discenda su di voi e vi doni la conversione.
Aprite i vostri cuori
e leggete la Sacra Scrittura
affinché, attraverso le testimonianze,
anche voi possiate essere più vicini a Dio.
Figlioli, cercate soprattutto Dio
e le cose di Dio
e lasciate alla terra quelle della terra,
perché Satana vi attira
alla polvere e al peccato.
Voi siete invitati alla santità
e siete creati per il Cielo.
Cercate, perciò, il Cielo e le cose celesti.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata.
Medjugorje, 2 Gennaio 2018
Anno Pastorale 2017-2018 – Sacra Famiglia anno B
Massa Lombarda, 31 dicembre 2017
Preghiera della famiglia
O Dio, che nella Sacra Famiglia ci lasciasti un modello perfetto di vita familiare vissuta nella fede e nella obbedienza alla tua volontà, aiutaci ad essere esempio di fede e amore ai tuoi comandamenti.
Soccorrici nella nostra missione di trasmettere la fede ai nostri figli. Apri i loro cuori affinché cresca in essi il seme della fede che hanno ricevuto nel battesimo.
Fortifica la fede dei nostri giovani, affinché crescano nella conoscenza di Gesù.
Aumenta l’amore e la fedeltà in tutti i matrimoni, specialmente quelli che attraversano momenti di sofferenza o difficoltà.
Uniti a Giuseppe e Maria, Te lo chiediamo per Gesù Cristo tuo figlio e nostro Signore. Amen
Benedetto XVI

“Cari amici, per questi diversi aspetti che, alla luce del Vangelo, ho brevemente tratteggiato, la Santa Famiglia è icona della Chiesa domestica, chiamata a pregare insieme. La famiglia è Chiesa domestica e deve essere la prima scuola di preghiera. Nella famiglia i bambini, fin dalla più tenera età, possono imparare a percepire il senso di Dio, grazie all’insegnamento e all’esempio dei genitori: vivere in un’atmosfera segnata dalla presenza di Dio. Un’educazione autenticamente cristiana non può prescindere dall’esperienza della preghiera. Se non si impara a pregare in famiglia, sarà poi difficile riuscire a colmare questo vuoto. E, pertanto, vorrei rivolgere a voi l’invito a riscoprire la bellezza di pregare assieme come famiglia alla scuola della Santa Famiglia di Nazaret. E così divenire realmente un cuor solo e un’anima sola, una vera famiglia. Grazie.”
tratto dall’udienza generale di Benedetto XVI del 28 dicembre 2011
Significato del Natale
Massa Lombarda, 30 dicembre 2017
“Oggi vorrei soffermarmi con voi sul significato del Natale del Signore Gesù, che in questi giorni stiamo vivendo nella fede e nelle celebrazioni.
La costruzione del presepe e, soprattutto, la liturgia, con le sue Letture bibliche e i suoi canti tradizionali, ci hanno fatto rivivere «l’oggi» in cui «è nato per noi il Salvatore, il Cristo Signore» (Lc 2,11).
Ai nostri tempi, specialmente in Europa, assistiamo a una specie di “snaturamento” del Natale: in nome di un falso rispetto che non è cristiano, che spesso nasconde la volontà di emarginare la fede, si elimina dalla festa ogni riferimento alla nascita di Gesù. Ma in realtà questo avvenimento è l’unico vero Natale! Senza Gesù non c’è Natale; c’è un’altra festa, ma non il Natale. E se al centro c’è Lui, allora anche tutto il contorno, cioè le luci, i suoni, le varie tradizioni locali, compresi i cibi caratteristici, tutto concorre a creare l’atmosfera della festa, ma con Gesù al centro. Se togliamo Lui, la luce si spegne e tutto diventa finto, apparente.
Attraverso l’annuncio della Chiesa, noi, come i pastori del Vangelo (cfr Lc 2,9), siamo guidati a cercare e trovare la vera luce, quella di Gesù che, fattosi uomo come noi, si mostra in modo sorprendente: nasce da una povera ragazza sconosciuta, che lo dà alla luce in una stalla, col solo aiuto del marito… Il mondo non si accorge di nulla, ma in cielo gli angeli che sanno la cosa esultano! Ed è così che il Figlio di Dio si presenta anche oggi a noi: come il dono di Dio per l’umanità che è immersa nella notte e nel torpore del sonno (cfr Is 9,1). E ancora oggi assistiamo al fatto che spesso l’umanità preferisce il buio, perché sa che la luce svelerebbe tutte quelle azioni e quei pensieri che farebbero arrossire o rimordere la coscienza. Così, si preferisce rimanere nel buio e non sconvolgere le proprie abitudini sbagliate.”
tratto dall’Udienza Generale del 27 dicembre 2017

Medjugorje, messaggio annuale a Jakov del 25 Dicembre 2017
Cari figli!
Oggi, in questo giorno di grazia,
vi invito a chiedere al Signore
il dono della fede.
Figli miei, decidetevi per Dio
e iniziate a vivere e a credere in ciò
a cui Dio vi invita.
Credere, figli miei,
significa abbandonare le vostre vite
nelle mani di Dio, nelle mani del Signore
che vi ha creati e che vi ama immensamente.
Non siate credenti soltanto con le parole
ma vivete e testimoniate la vostra fede
attraverso le opere
e con il vostro esempio personale.
Parlate con Dio come con il vostro Padre.
Aprite e offrite i vostri cuori a Lui
e vedrete come i vostri cuori cambieranno
e potrete ammirare le opere di Dio
nella vostra vita.
Figli miei, non c’è vita senza Dio
e perciò come vostra Madre
intercedo e prego mio Figlio
affinché rinnovi i vostri cuori
e riempia la vostra vita
con il Suo amore immenso.”
Medjugorje, 25 Dicembre 2017
“Cari figli!
Oggi vi porto mio Figlio Gesù,
affinché vi doni la Sua pace e la Sua benedizione.
Figlioli, vi invito tutti a vivere e testimoniare
le grazie e i doni che avete ricevuto.
Non temete!
Pregate affinché lo Spirito Santo vi dia la forza
di essere testimoni gioiosi e uomini di pace e di speranza.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”
Medjugorje, 2 Dicembre 2017
” Cari figli
mi rivolgo a voi come vostra Madre,
la Madre dei giusti, la Madre di coloro che amano e soffrono, la Madre dei santi.
Figli miei, anche voi potete essere santi: dipende da voi.
Santi sono coloro che amano immensamente il Padre Celeste, coloro che lo amano al di sopra di tutto.
Perciò, figli miei, cercate di essere sempre migliori.
Se cercate di essere buoni, potete essere santi, anche se non pensate questo di voi.
Se pensate di essere buoni, non siete umili e la superbia vi allontana dalla santità.
In questo mondo inquieto, colmo di minacce,
le vostre mani, apostoli del mio amore, dovrebbero essere tese in preghiera e misericordia.
A me, figli miei, regalate il Rosario, le rose che tanto amo!
Le mie rose sono le vostre preghiere dette col cuore, e non soltanto recitate con le labbra.
Le mie rose sono le vostre opere di preghiera, di fede e di amore.
Quando era piccolo, mio Figlio mi diceva che i miei figli sarebbero stati numerosi
e che mi avrebbero portato molte rose.
Io non capivo, ora so che siete voi quei figli,
che mi portate rose quando amate mio Figlio al di sopra di tutto,
quando pregate col cuore, quando aiutate i più poveri.
Queste sono le mie rose!
Questa è la fede, che fa sì che tutto nella vita si faccia per amore;
che non si conosca la superbia; che si perdoni sempre con prontezza,
senza mai giudicare e cercando sempre di comprendere il proprio fratello.
Perciò, apostoli del mio amore, pregate per coloro che non sanno amare,
per coloro che non vi amano, per coloro che vi hanno fatto del male,
per coloro che non hanno conosciuto l’amore di mio Figlio.
Figli miei, vi chiedo questo, perché ricordate: pregare significa amare e perdonare.
Vi ringrazio! “
