Programma dal 21 al 29 marzo 2026

Letture: Ezechiele 37,12-14 / Salmo 129 / Romani 8,8-11

Il Signore è bontà e misericordia

 

Dal Vangelo secondo Giovanni (11,1-45)

In quel tempo, un certo Lazzaro di Betània, il villaggio di Maria e di Marta sua sorella, era malato. Maria era quella che cosparse di profumo il Signore e gli asciugò i piedi con i suoi capelli; suo fratello Lazzaro era malato. Le sorelle mandarono dunque a dire a Gesù: «Signore, ecco, colui che tu ami è malato». All’udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato». Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro. Quando sentì che era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava. Poi disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!». I discepoli gli dissero: «Rabbì, poco fa i Giudei cercavano di lapidarti e tu ci vai di nuovo?». Gesù rispose: «Non sono forse dodici le ore del giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo; ma se cammina di notte, inciampa, perché la luce non è in lui». Disse queste cose e poi soggiunse loro: «Lazzaro, il nostro amico, s’è addormentato; ma io vado a svegliarlo». Gli dissero allora i discepoli: «Signore, se si è addormentato, si salverà». Gesù aveva parlato della morte di lui; essi invece pensarono che parlasse del riposo del sonno. Allora Gesù disse loro apertamente: «Lazzaro è morto e io sono contento per voi di non essere stato là, affinché voi crediate; ma andiamo da lui!». Allora Tommaso, chiamato Dìdimo, disse agli altri discepoli: «Andiamo anche noi a morire con lui!». Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro. Betània distava da Gerusalemme meno di tre chilometri e molti Giudei erano venuti da Marta e Maria a consolarle per il fratello. Marta dunque, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo». Dette queste parole, andò a chiamare Maria, sua sorella, e di nascosto le disse: «Il Maestro è qui e ti chiama». Udito questo, ella si alzò subito e andò da lui. Gesù non era entrato nel villaggio, ma si trovava ancora là dove Marta gli era andata incontro. Allora i Giudei, che erano in casa con lei a consolarla, vedendo Maria alzarsi in fretta e uscire, la seguirono, pensando che andasse a piangere al sepolcro. Quando Maria giunse dove si trovava Gesù, appena lo vide si gettò ai suoi piedi dicendogli: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!». Gesù allora, quando la vide piangere, e piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, si commosse profondamente e, molto turbato, domandò: «Dove lo avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». Gesù scoppiò in pianto. Dissero allora i Giudei: «Guarda come lo amava!». Ma alcuni di loro dissero: «Lui, che ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far sì che costui non morisse?». Allora Gesù, ancora una volta commosso profondamente, si recò al sepolcro: era una grotta e contro di essa era posta una pietra. Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni». Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?». Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». Detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Gesù disse loro: «Liberatelo e lasciatelo andare». Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che egli aveva compiuto, credettero in lui.

Parola del Signore.

VITA ECCLESIALE

Sabato 21 18.00 + Faccani Alessandro e Stefano, Luisi Giovanni e Orlacchio Angelina
Domenica 22 10.30

18.00

Pro Populo

Intenzione seminario

Lunedì 23 8.00 Intenzione seminario
Martedì 24 8.00 + Ciani Maria e Coveri Francesco
Mercoledì 25 18.00 Intenzione seminario
Giovedì 26 18.00 + Ciani Maria e Coveri Francesco
Venerdì 27 8.00 + Dovadola Ivano e Monica, Ruffini Armanda e Dovadola Silverio e secondo le intenzioni di Maria Teresa (vivente)
Sabato 28 18.00 + Dante Buscaroli e coniugi Venieri
Domenica 29

Orario Confessioni Venerdì ore 9.0010.00 (don Fabio)

S. Paolo Sabato ore 16.45 17.45 (don Fabio)

Domenica ore 9.4510.15 (don Fabio)

N.B. Concordare con don Fabio eventuali esigenze.

Chiesa della Conversione di S. Paolo Apostolo

Orario SS. Messe Feriale: Lunedì, Martedì e Venerdì ore 8.00

Mercoledì, Giovedì ore 18.00 Lunedì (Oratorio) ore 18.30

Prefestiva ore 18.00 Festiva ore 10.30 e 18.00

Tutti i giorni [escluso venerdì] ore 17.25 S. Rosario

Venerdì ore 17.30 Via Crucis, Adorazione Eucaristica e S. Rosario

N.B. Tutte le celebrazioni si possono seguire anche nel sito internet della parrocchia

Chiesa di S. Giacomo Apostolo – Fruges

Orario SS. Messe Feriale dal Lunedì al Venerdì ore 18.30

Prefestiva ore 16.30 Festiva ore 8.00 e 11.00

S. Rosario dal Lunedì al Venerdì ore 18.00 Sabato ore 17.30

Cappella del Seminario di Montericco

Orario SS. Messe Martedì ore 19.00 e Mercoledì ore 7.00

Anno : A

Marzo 2026

LA VITA DELLA COMUNITA’

Domenica 22

V di Quaresima

Ss. Messe ad orario festivo (S. Paolo e S. Giacomo).

Ore 17.00 (S. Paolo) : S. Rosario e a seguire la Via Crucis

Ore 18.30 (S. Giacomo) : Adorazione Eucaristica con S. Rosario.

Mercoledì 25

Annunc. del Signore

S. Messa ad orario feriale

Ore 20.30 (canonica) : Prove del “Coro S. Paolo”.

Giovedì 26 Ore 20.45 (canonica-S. Paolo) : Lettura comune della Parola di Dio della domenica.
Venerdì 27

Astinenza

Ore 8.00 (S. Paolo) : S. Messa

Ore 17.30 (S. Paolo) : Adorazione eucaristica, S. Rosario e Vespro

Ore 18.00 (S. Giacomo) : Via Crucis

Ore 18.30 (S. Giacomo) : 6a Staz. Quaresimale e ricordo dei defunti.

Ore 20.30 (S. Giacomo-S. Paolo) : Via Crucis con partenza dalla chiesa di S. Giacomo fino all’oratorio S. Paolo

Domenica 29

Le Palme

Ss. Messe ad orario festivo (S. Paolo e S. Giacomo).

Ore 10.15 (oratorio) : Benedizione dei rami di ulivo, processione fino alla chiesa di S. Paolo e celebrazione della S. Messa.

Ore 15.00 (oratorio) : “I giovani di una volta”. Intrattenimento

Ore 17.30 (S. Paolo) : S. Rosario e a seguire la Via Crucis

Ore 18.30 (S. Giacomo) : Adorazione Eucaristica con S. Rosario.

S. Giacomo: Chi desidera la Benedizione Pasquale nella propria abitazione contatti

don Alberto al cellulare 335 539 8486.

Santuario: Il pellegrinaggio con S. Rosario e S. Messa del primo sabato del mese sarà in suffragio delle anime dei defunti tumulati senza conforti religiosi.

contatti don Alberto al cellulare 335 539 8486.

Avviso: Domenica 29 riparte l’ora legale, quindi le celebrazioni feriali e festive pomeridiane in S. Paolo vengono posticipate di mezz’ora.

contatti don Alberto al cellulare 335 539 8486.

Visita alle famiglie con benedizione

in S. Paolo

23 – 26 mar. 2026

(dalle ore 14.30)

29 mar. 2026

(pomeriggio)

Lunedì 23 : P.za Marmirolo, via Borgo Pescatori, Saffi.

Martedì 24 : P.za Ricci, via Del Monte, Oberdan.

Mercoledì 25 : Via Bassi (dispari).

Giovedì 26 : Via Bassi (pari), Maccaferri, Rustici, Torchi.

Domenica 29 : Via Ricci Signorini, 13 Aprile (pomeriggio).

Alla scuola di Gesù
Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì Venerdì Sabato
Gv 8,1-11 Gv 8,21-30 Lc 1,26-38 Gv 8,51-59 Gv 10,31-42 Gv 11,45-56

Vivere il mistero: La pagina evangelica di quest’ultima domenica di Quaresima è di grande intensità umana e teologica. Possiamo ravvisare al suo interno quattro unità. Nella prima Gesù ci sfida a riconoscere la gloria di Dio nella corruzione del sepolcro. A questa segue la seconda, ove scorgiamo il solco dal quale germoglia la vita nuova: la fede. Con la terza unità, siamo posti di fronte ad un grande mistero: le lacrime di Dio sul volto di Cristo. Infine la quarta mette in evidenza il legame tra Gesù e il Padre e la potenza creatrice della sua parola. Giovanni presenta inizialmente i tre fratelli di Betania: Lazzaro, Maria e Marta. Questa presentazione ha un parallelo interessante (nel testo greco più evidente) con la chiamata di Filippo e la menzione di Andrea e Pietro. Se di Lazzaro si dice che era di Betania e poi vengono menzionate le due sorelle, di Filippo si afferma invece che era di Betsaida, la città di Andrea e Pietro. Questi ultimi erano fratelli. Perché è significativo questo parallelo, che apparentemente sembra non avere nessun contatto? Perché con la risurrezione di Lazzaro noi possiamo cogliere fino a dove giunge l’azione di Gesù nei confronti di quanti sono divenuti suoi discepoli. La sequela conduce al superamento della morte. Quando Marta e Maria mandano a dire a Gesù che Lazzaro è malato, egli risponde: «Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato». Cosa significano queste parole, così enigmatiche? Gesù vuole sostanzialmente affermare questo: chi mi ha dato la sua adesione, attraverso la sequela, è già passato dalla morte alla vita; per quanti sono usciti dalla schiavitù del peccato la vita non ha più fine perché godono della pienezza dello Spirito. Gesù poi interpreta la morte di Lazzaro come un sonno. Non è un eufemismo, che sarebbe di cattivo gusto, ma una nuova lettura della morte. La morte, quella vera, è la separazione da Dio, il naturale trapasso è un sonno. Un sonno che permette a Dio di «penetrare in noi definitivamente e di assimilarci a Lui. La morte ha il compito di praticare, fin nell’intimo di noi sfessi, questo varco necessario» (T. De Chardin). Quando Gesù giunge trova Lazzaro già morto. E qui Marta, che gli corre incontro, lo rimprovera velatamente. Gesù ribatte: «lo sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno». Gesù si «appropria» dell’attributo esclusivo di Dio: «lo sono». Cosa significa? Che Gesù, come Dio, ha il potere di far morire e far vivere. Poi aggiunge: «lo sono la risurrezione e la vita». Il termine più importante è il secondo. Proprio perché Gesù è la vita è per noi la risurrezione. Risurrezione è un termine relativo e suppone la vita, il dono della vita. Inoltre, Gesù non è la risurrezione e la vita in quanto evento futuro, da aspettarsi in un domani felice (era la pia credenza di Marta) ma è la straordinaria novità del presente, da accogliere e vivere oggi. Come? Attraverso la fede. Ecco perché viene chiesto a Marta: «Credi questo?». Marta risponde riconoscendo che Gesù è il Messia (il Cristo) e la presenza di Dio nel mondo (il Figlio). Questa confessione di fede è la stessa che l’evangelista auspica ad ogni lettore del Vangelo, e che i cristiani riconfermano ogni anno nella solenne Veglia Pasquale. Di fronte al sepolcro Gesù si commuove, si turba e poi piange. «Si commosse profondamente» / «fremette nello spirito», (embrimaomai è usato nella Scrittura per esprimere una energica opposizione ad una determinata realtà). Gesù freme davanti alla potenza della morte. Poi si «turba» / «agitò se sfesso» (etàraxen heauton). È lo stesso verbo che troveremo in Gv 12,27 per dire tutto lo sconcerto di Gesù davanti alla morte, causata dal tradimento. Questo verbo evidenzia perciò come Gesù non banalizzi la morte, né la sua né quella dell’amico Lazzaro. Alla fine, Gesù «scoppiò in pianto» (edàkrusen). Possiamo anche tradurre: «(A Gesù) sgorgarono lacrime». Il pianto di Gesù è sereno, le sue lacrime manifestano la solidarietà di Dio verso l’uomo, offeso dalla morte. Gesù solidarizza con il dolore, non con la disperazione. (p. Sandro Carotta)

angelo

Amministratore del sito web parrocchiale.

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