Programma dal 21 febbraio al 1 marzo 2026

Letture: Genesi 2,7-9;3,1-7 / Salmo 50 / Romani 5,12-19

Perdonaci, Signore: abbiamo peccato.

Dal Vangelo secondo Matteo (4,1-11)

Dal Vangelo secondo Matteo (4,1-11)

In quel tempo, Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane». Ma egli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”». Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”». Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai». Allora Gesù gli rispose: «Vàttene, satana! Sta scritto infatti: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”». Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano.

Parola del Signore.

 

VITA ECCLESIALE

Sabato 21 18.00 + Arcangelo Foletti (detto Lino)
Domenica 22 10.30 + Alma, Alfonso, Maria e don Orfeo

+ Adamo, Carlo, Irene

Lunedì 23 8.00 + Venturi Francesco e famiglia
Martedì 24 8.00 Anconelli Ivo (vivente)

+ Dovadola Monica, Ivano e Silverio e Ruffini Armanda e secondo le intenzioni di Maria Teresa (vivente)

Mercoledì 25
Giovedì 26
Venerdì 27 8.00 + Dovadola Ivano (11° anniversario)

+ Teodora

Sabato 28 18.00 + Pirazzini Giuliana, Baldassari Angelina e Fabbri Adele
Domenica 01 10.30 + Amatulli Felice

Orario Confessioni Venerdì ore 9.0010.00 (don Fabio)

S. Paolo Sabato ore 16.45 17.45 (don Fabio)

Domenica ore 9.4510.15 (don Fabio)

N.B. Concordare con don Fabio eventuali esigenze.

Chiesa della Conversione di S. Paolo Apostolo

Orario SS. Messe Feriale: Lunedì, Martedì e Venerdì ore 8.00

Mercoledì, Giovedì ore 18.00 Lunedì (Oratorio) ore 18.30

Prefestiva ore 18.00 Festiva ore 10.30 e 18.00

Tutti i giorni [escluso venerdì] ore 17.25 S. Rosario

Venerdì ore 17.30 Via Crucis, Adorazione Eucaristica e S. Rosario

Chiesa di S. Giacomo Apostolo – Fruges

Orario SS. Messe Feriale dal Lunedì al Venerdì ore 18.30

Prefestiva ore 16.30 Festiva ore 8.00 e 11.00

S. Rosario dal Lunedì al Venerdì ore 18.00 Sabato ore 17.30

Cappella del Seminario di Montericco

Orario SS. Messe Martedì ore 19.00 e Mercoledì ore 7.00

Anno : A

Febbraio – Marzo 2026

LA VITA DELLA COMUNITA’

Domenica 22

I di Quaresima

Ss. Messe ad orario festivo (S. Paolo e S. Giacomo).

Ore 15.00 (oratorio) : Intrattenimento con merenda a cui sono particolarmente invitati i “Giovani di una volta”. (avviso a parte).

Ore 17.00 (S. Paolo) : S. Rosario e a seguire la Via Crucis

Ore 18.30 (S. Giacomo) : Adorazione Eucaristica con S. Rosario.

Martedì 24 Ore 20.30 (oratorio) : ”Mi interessa la cosa pubblica?” – Approfondimenti sul referendum sulla riforma della giustizia i
Mercoledì 25 Ore 20.30 (canonica) : Prove del “Coro S. Paolo”£
Giovedì 26 Ore 20.45 (canonica-S. Paolo) : Lettura comune della Parola di Dio della domenica.
Venerdì 27

Astinenza

Ore 17.30 (S. Paolo) : Via Crucis

Ore 18.00 (S. Paolo) : Esposizione del SS.mo Sacramento e celebrazione del S. Rosario e del Vespro.

L’Adorazione eucaristica prosegue in silenzio fino alle 20.30

Ore 18.00 (S. Giacomo) : Via Crucis

Ore 18.30 (S. Giacomo) : 2a Stazione Quaresimale

Ore 20.30 (S. Paolo) : 2a Stazione Quaresimale

Domenica 01

II di Quaresima

Ss. Messe ad orario festivo (S. Paolo e S. Giacomo).

Ore 17.00 (S. Paolo) : S. Rosario e a seguire la Via Crucis

Ore 18.30 (S. Giacomo) : Adorazione Eucaristica con S. Rosario.

S. Giacomo: Chi desidera la Benedizione Pasquale nella propria abitazione

contatti don Alberto al cellulare 335 539 8486.

In canonica in S. Paolo sono sempre disponibili le marmellate delle monache.

Visita alle famiglie con benedizione

in S. Paolo

23 – 26 feb. 2026

(dalle ore 14.30)

Lunedì 23 : Via Dini e Salvalai (pari dal n° 2 al 68).

Martedì 24 : Via Dini e Salvalai (pari dal n° 72 alla fine),

via Rossa.

Mercoledì 25 : Via Dini e Salvalai (dispari), via Borsellino,

via XXV Aprile (pari dal n° 6 alla fine).

Giovedì 26 : Via XXV Aprile (pari n° 2 A/B e dispari),

via Imola

Alla scuola di Gesù :
Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì Venerdì Sabato
Mc 25,31-46 Mt 6,7-15 Lc 11,29-32 Mt 7,7-12 Mt 5,20-26 Mt 5,43-48

Vivere il mistero: Il Vangelo di Matteo possiamo dividerlo in I tre grandi arcate; nella prima l’evangelista si interroga sulle origini di Gesù; nella seconda narra la sua missione; nella terza ci conduce dentro il mistero pasquale, nella sua morte e risurrezione. Nella prima arcata, dov’è inserito il brano di questa prima domenica di Quaresima, abbiamo una sorta di dittico in sette scene. La generazione e l’infanzia di Gesù (quattro scene); nella parte successiva raccoglie invece tre grandi rivelazioni. La prima rivelazione è quella al Giordano, nel battesimo; la seconda nel deserto, attraverso le tentazioni; la terza in Galilea, dove Gesù inizia il suo ministero pubblico. Al Giordano, Gesù è manifestato come Figlio di Dio; nel deserto come Figlio obbediente di Dio; in Galilea come Figlio che è venuto ad annunciare la salvezza di Dio alle genti. Lo Spirito, che era disceso su Gesù al Giordano, ora lo conduce nel deserto. È evidente che tra ì due episodi c’è un collegamento: al battesimo, Gesù è consacrato dallo Spirito e il Padre lo rivela come «il suo Figlio, l’amato»; nel deserto, Gesù è chiamato a interiorizzare questo evento, a far propria la sua identità e vocazione.  Nota Matteo che Gesù «fu condotto». Questo passivo esprime tutta la sua docilità (non è costretto). Nel deserto, inoltre, Gesù è tentato. Cos’è la tentazione (peirasmòs)? È sostanzialmente la prova della fede. Chi tenta è il diavolo. Diavolo è un termine greco (diàbolos) che significa «colui che distoglie/divide» (da Dio). Sulla docilità di Gesù (cf Rm 8,14) scriveva il monaco cistercense Isacco della Stella: «Il Signor mio Gesù Cristo fa tutto o condotto, o mandato, o chiamato, o comandato; di sua iniziativa, nulla. Mandato viene nel mondo, condotto va nel deserto, chiamato risorge da morte. Verso la passione, però, si affretta spontaneamente e di sua volontà, come aveva predetto il profeta: “È stato sacrificato, perché lo ha voluto”» (Is 53,7 Volg.). Sarà proprio questa spontaneità ad essere gradita al Padre, come ci ricorda san Bernardo: «Non mors placuit sed voluntas sponte morientis». Al Padre non è piaciuta la morte del suo Figlio amato ma la sua libera decisione di morire spontaneamente (sponte) per la salvezza del mondo. Favorita dal silenzio e da un lungo digiuno, una voce sale prepotente all’orecchio di Gesù: «Se tu sei Figlio di Dio...» (Mt 4,3). È una voce subdola, che insinua il dubbio sulla sua figliolanza divina. Ma non solo; suggerisce pure di procurarsi il pane al di fuori di ogni legame. Gesù reagisce prontamente citando la Scrittura: «Sta scritto: Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio» (Mt 4,4). Gesù non nega che per vivere il pane sia necessario (anche se non è questo il vero problema); poi sposta l’attenzione da ciò entra nell’uomo (il pane) a ciò che esce dalla bocca di Dio (la sua Parola), additando così la Fonte donde scaturisce «ogni buon regalo e ogni dono perfetto». La prima tentazione si colloca perciò sul versante della relazione Padre-Figlio. E qui sta il punto: il diavolo suggerisce, come dicevamo, di emanciparsi da questo legame, e di farlo mediante un gesto di rottura. Gesù invece conferma la volontà di rimanere nella relazione paterna tramite il bisogno del pane; bisogno che non umilia ma mantiene la memoria dell’origine. Solo in questo orizzonte matura l’autentica autonomia e la vera libertà. Con la seconda tentazione cambia scenario; Gesù viene trasportato dal diavolo sul punto più alto del tempio e lì viene spinto a un gesto spettacolare. Anche il diavolo usa le Scritture: cita infatti i versetti 11-12 del salmo 90, ma omettendone, significativamente, uno («di custodirti in tutte le tue vie»). L’espressione «in tutte le tue vie» evidenzia che Dio protegge il suo fedele nell’esistenza ordinaria. La fede nella provvidenza non ha nulla di miracolistico. Questo è quanto vorrebbe far credere il diavolo. La vera fede poi non pretende l’invulnerabilità, come dire: «Ho fede, quindi sono garantito» (quasi che la fede fosse una polizza assicurativa). Tentato ancora una volta nella sua filialità, Gesù ribatte: «Non metterai alla prova il Signore tuo Dio»). L’uomo può tentare Dio in due modi: attraverso la disobbedienza, per provare fino a che punto giunge la Sua pazienza o sfruttando la Sua bontà per i propri interessi. Questo però è lesivo del rapporto con Dio; non bisogna strumentalizzare Dio per i propri scopi. La terza tentazione è una promessa. Notiamo che il diavolo non chiama più Gesù «Figlio di Dio». Ora non ha più bisogno di provocarlo affinché manifesti la sua potenza. I regni che promette sono sotto il suo dominio e non ancora in potere di Gesù. Il diavolo perciò promette del suo, a condizione che Gesù rinunci alla sua figliolanza adorando lui solo. Ma Gesù non farà mai del potere mondano (i regni) un idolo che lo distolga dal Padre. ln quest’ultimo caso, Gesù, con la sua Parola autorevole, scaccia il nemico. La straordinaria pagina delle tentazioni ci rivela che Gesù è il Figlio che vive grazie al Padre (il pane), che non vuole determinarsi al di fuori del Padre (i regni) e che porta all’estremo la sua fede fiduciale verso il Padre (non lo mette alla prova). E il Padre non tarda a manifestarsi al Figlio inviando i suoi angeli a servirlo. Il verbo «servire» equivale a «dar da mangiare». Dio risponde ai bisogni profondi dell’uomo. (padre Sandro Carotta)

Il Messale Romano- Terza edizione [continuazione] (di Maurizio Barba)

ln tale contesto si colloca la terza edizione italiana del Messale romano, le cui caratteristiche sono riscontrabili nel testo della «Presentazione» che la Conferenza Episcopale Italiana ha inserito all’inizio del libro liturgico, quasi come chiave di lettura delle novità in esso contenute. Ciò che risalta subito è che la nuova edizione del Messale in lingua italiana si basa su quella rinnovata in lingua latina, il cui contenuto è tradotto e adattato secondo gli usi e costumi del popolo italiano. Il testo del Messale si pone in linea di continuità con l’edizione del 1983, di cui mantiene le nuove monizioni nell’Ordo Missae, i nuovi prefazi e gli embolismi propri delle Preghiere eucaristiche, le nuove antifone alla comunione con testi biblici desunti dal brano evangelico del giorno, la nota agiografica nei formulari del proprio dei santi, le orazioni alternative per le domeniche e le ferie del tempo ordinario per gli anni A, B e C. (3-continua)

angelo

Amministratore del sito web parrocchiale.

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