Letture: Isaia 66,4-6.8-10 / Salmo 116 / Ebrei 12,5-7.11-13
Tutti i popoli vedranno la gloria del Signore.
Dal Vangelo secondo Luca (13,22-30)
In quel tempo, Gesù passava insegnando per città e villaggi, mentre era in cammino verso Gerusalemme. Un tale gli chiese: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?». Disse loro: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno. Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, voi, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: “Signore, aprici!”. Ma egli vi risponderà: “Non so di dove siete”. Allora comincerete a dire: “Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze”. Ma egli vi dichiarerà: “Voi, non so di dove siete. Allontanatevi da me, voi tutti operatori di ingiustizia!”. Là ci sarà pianto e stridore di denti, quando vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio, voi invece cacciati fuori.
Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio. Ed ecco, vi sono ultimi che saranno primi, e vi sono primi che saranno ultimi».
Parola del Signore.
VITA ECCLESIALE
| Sabato 23 | 18.30 | Per Cinzia (vivente) |
| Domenica 24 | 18.30 | + Brignani Adriano |
| Lunedì 25 | 18.30 | + Morini Giada |
| Martedì 26 | 8.00 | + Campobasso Michelangelo |
| Mercoledì 27 | ||
| Giovedì 28 | 18.30 | + Cerfogli Carlo ed Elisabetta |
| Venerdì 29 | 8.00 | + Montesi Natale |
| Sabato 30 | ||
| Domenica 31 | 18.30 | + Lea e Anselmo |
Orario Confessioni Venerdì ore 10.00 – 11.00 (don Pietro)
Sabato ore 11.00 – 12.00 (don Pietro)
ore 17.15 – 18.15 (don Pietro)
N.B. Concordare con don Pietro eventuali esigenze.
Orario SS. Messe Feriale: Martedì e Venerdì ore 8.00
Lunedì, Mercoledì, Giovedì e Sabato ore 18.30
Festivo : ore 10.30, 18.30
Tutti i giorni [escluso venerdì] ore 17.55 S. Rosario
Venerdì ore 17.30 Adorazione eucaristica e S. Rosario
| Anno : C
Agosto 2025 |
LA VITA DELLA COMUNITA’
| Domenica 24
XXI del T. Ord |
Ss. Messe alle ore 10.30 e 18.30 (S. Paolo). |
| Giovedì 28
S. Agostino |
S. Messa ad orario feriale |
| Venerdì 29
Martirio di S. Giovanni B. |
S. Messa ad orario feriale
Ore 17.30 (S. Paolo) : Adorazione Eucaristica e S. Rosario |
| Domenica 31
XXII del T. Ord. |
Ss. Messe alle ore 10.30 e 18.30 (S. Paolo) |
Avviso importante
Si ricorda che, come già anticipato un mese fa’, siamo tutti invitati a partecipare:
Martedì 2 settembre nella Chiesa di S. Paolo alle ore 20.45
ad una importante Assemblea parrocchiale desiderata e guidata dal nostro vescovo.
E’ tempo di Ripresa (ovvero un invito a preparare insieme la festa)
Inizieremo:
Sabato 30 agosto, all’oratorio, a partire dalle ore 7.00 arriva lo stand- ristorante e si continua con la preparazione delle struttura fino alle 12.00 c.a.
Chi può è invitato a dare il proprio contributo.
Sabato 6 settembre alle ore 19 inizia la “Festa della Ripresa”
Tutti gli appuntamenti della festa sono riportati nel volantino a parte.
1- In sacrestia sono sempre disponibili le marmellate delle monache clarisse di Imola.
| Alla scuola di Gesù : | |||||||||||
| Lunedì | Martedì | Mercoledì | Giovedì | Venerdì | Sabato | ||||||
| Mt 23,13-22 | Mt 23,23-26 | Mt 23,27-32 | Mt 24,42-51 | Mc 6,17-29 | Mt 25,14-30 | ||||||
Vivere il mistero – Ci sono dei passi evangelici, come il testo lucano (Lc 13,22-30) che, se letti con un atteggiamento interiore macchiato di giansenismo, potrebbero portare considerazioni teologicamente poco corrette e biblicamente fuorvianti. Tutto parte dalla domanda di un tale: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?». Questa problematica era frequente nell’ambiente farisaico (e lo è ancora oggi in certi ambienti cristiani: i bambini morti senza battesimo, gli infedeli, gli eretici, i perversi, i disumani… si salvano?). La risposta di Gesù è molto articolata, ma fondamentalmente elude la sostanza della domanda. Il Maestro, infatti, non risponde se i salvati siano pochi o molti. Anzi, l’ultimo versetto della risposta di Gesù scoraggia chiunque a fare i «conti» circa la salvezza delle persone: «Ed ecco, vi sono ultimi che saranno primi, e vi sono primi che saranno ultimi». Il giudizio umano viene disatteso dal criterio di giudizio adoperato da Dio. Più volte Gesù farà capire come Dio in qualche modo sia geloso del suo modo di portare le persone alla salvezza e di giudicare. Basti ricordare quattro dati importantissimi: Dio è «giusto» e «misericordioso». All’intelligenza umana è quasi impossibile coniugare i due elementi perché nella nostra cultura se un giudice è giusto non può essere misericordioso e viceversa. Dio è anche il Cristo morente che dice al ladro: «Oggi sarai con me in Paradiso». È possibile comprendere la misericordia di Dio? Dio, inoltre, è il padrone della parabola dei talenti dove il criterio di valutazione è «proporzionale» (ricompensa allo stesso modo colui che ha restituito otto talenti come colui che ne ha restituiti quattro). Dio, infine, è il padrone che chiama gli operai alla sua vigna e paga allo stesso modo coloro che hanno lavorato un’ora soltanto come coloro che hanno lavorato tutto il giorno perché Egli delle sue cose può fare quello che vuole. Al testo biblico del Vangelo la liturgia aggiunge «ln quel tempo, Gesù…», senza alterare minimamente il testo originale. Il testo è scandito in tre momenti. In Lc 13,11-24 c’è la domanda sulla salvezza e la risposta di Gesù. In Lc 13,25-27 c’è il racconto figurato del rifiuto di chi vuole entrare in casa. In Lc 13,28-30 Gesù conclude la risposta con tre immagini: i patriarchi-voi, l’umanità intera, i primi-gli ultimi. La risposta di Gesù alla domanda su chi si salverà riguarda l’impegno che un credente pone nel partecipare fin da ora con la sua vita al regno di Dio: «sforzatevi di entrare per la porta stretta». Dio guarda all’onestà e alla chiarezza della scelta che l’uomo fa, impegnandosi. La realizzazione della scelta, poi, dipende da tanti fattori. Il racconto figurato, invece, richiama la parabola delle vergini sagge e delle vergini stolte. Nella presente parabola e in quella delle vergini stolte e prudenti chi è fuori chiede al Signore di aprire e in tutti e due i casi la risposta del Signore è tremenda perché dice profonda separazione tra chi bussa e chi risponde («Non vi conosco» / «Non so di dove siete»). Non basta aver mangiato e bevuto alla presenza di Dio (allusione all’incontro di Gesù con i peccatori e all’Eucaristia). La sentenza è inequivocabile: «operatori di ingiustizia». Gesù aveva detto che in chi cerca la gloria di Dio non c’è ingiustizia, ma c’è, per antitesi, in chi cerca la propria gloria (cf. Gv 7,18). Tutta la riflessione di Gesù è una chiara presa di distanza da coloro che si ritenevano salvi per ragioni che esulavano dalla scelta e dall’impegno interiore. Le immagini finali adoperate da Gesù servono a illustrare la sorte di chi non vuole Salvarsi («pianto e stridore di denti»). (don Renato De Zan)
Spazi per la liturgia- Adoriamo il Sacramento [continuazione] (di Pietro Sorci)
Verso la fine del secolo IV S. Agostino, commentando il salmo 9, ricorda ai suoi fedeli che nessuno si nutre di questa carne di Cristo senza averla adorata: non solo non pecchiamo adorandola, ma commetteremmo peccato non facendolo. Tuttavia un vero culto verso l’Eucaristia al di fuori della celebrazione si sviluppa a partire dal secolo IX nel contesto delle controversie sorte per spiegare in che modo Cristo è presente nel pane e nel vino dell’Eucaristia. Nell’811 Pascasio Radalberto, un monaco dell’abbazia di Corbie in Francia, in un’opera sul Corpo e il Sangue del Signore, spiegò che il corpo eucaristico e il corpo storico di Gesù sono identici poiché l’Eucaristia contiene il corpo naturale portato in grembo dalla Vergine, crocifisso e risorto. Opponendosi a simili realistiche esasperazioni Ratramno, un altro monaco della stessa abbazia, in uno scritto che porta lo stesso titolo afferma: «Il corpo e il sangue di Cristo che i fedeli ricevono sono segni dal punto di vista della realtà visibile; ma per quanto concerne la loro realtà invisibile, cioè per quanto riguarda il potere della parola divina, il corpo e il sangue di Cristo esistono veramente. Come entità visibili di pane e vino nutrono il corpo; come potere massimo della sostanza nutrono e santificano le anime dei fedeli». La controversia durò a lungo, riproposta in maniera acuta nel secolo XIII da altri due teologi: Lanfranco che si muoveva sulla scia di Pascasio sostenendo che nell’Eucaristia è presente il corpo fisico e materiale di Gesù, e Berengario di Tours che riprendendo ed esasperando la tesi di Ratramno, affermava che l’Eucaristia è soltanto figura e simbolo del corpo di Cristo. (2- continua)