Programma dal 30 agosto al 7 settembre 2025

Letture: Siracide 3,17-20.28-29 / Salmo 67 / Ebrei 12,18-19.22-24a

Hai preparato, o Dio, una casa per il povero.

Dal Vangelo secondo Luca (14,1.7-14)

Avvenne che un sabato Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a osservarlo. Diceva agli invitati una parabola, notando come sceglievano i primi posti: «Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più degno di te, e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: “Cèdigli il posto!”. Allora dovrai con vergogna occupare l’ultimo posto. Invece, quando sei invitato, va’ a metterti all’ultimo posto, perché quando viene colui che ti ha invitato ti dica: “Amico, vieni più avanti!”. Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali. Perché chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato». Disse poi a colui che l’aveva invitato: «Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici né i tuoi fratelli né i tuoi parenti né i ricchi vicini, perché a loro volta non ti invitino anch’essi e tu abbia il contraccambio. Al contrario, quando offri un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti».

Parola del Signore.

 

VITA ECCLESIALE

Sabato 30
Domenica 31
Lunedì 01
Martedì 02
Mercoledì 03
Giovedì 04
Venerdì 05 8.00 + Rizzi Luigi (detto Carlo)
Sabato 06
Domenica 07 10.30 + Cecchini Dino

+ Stanghellini Aldo e Dosi Luisa

Orario Confessioni Venerdì ore 10.0011.00 (don Pietro)

Sabato ore 11.0012.00 (don Pietro)

ore 17.1518.15 (don Pietro)

N.B. Concordare con don Pietro eventuali esigenze.

Orario SS. Messe Feriale: Martedì e Venerdì ore 8.00

Lunedì, Mercoledì, Giovedì e Sabato ore 18.30

Festivo : ore 10.30, 18.30

Tutti i giorni [escluso venerdì] ore 17.55 S. Rosario

Venerdì ore 17.30 Adorazione eucaristica e S. Rosario

 

Anno : C

Agosto Settembre 2025

LA VITA DELLA COMUNITA’

Domenica 31

XXII del T. Ord

Ss. Messe alle ore 10.30 e 18.30 (S. Paolo).
Martedì 02 Ore 20.45 (S. Paolo) : Assemblea parrocchiale delle comunità di S. Paolo e S. Giacomo riunite chiesta dal nostro vescovo che desidera incontrarci e comunicare con noi.
Venerdì 05 Primo venerdì del mese – Comunione agli impediti

Ore 17.30 (S. Paolo) : Adorazione Eucaristica e S. Rosario

Sabato 06 Primo sabato del mese

Ore 7.30 (S. Paolo) : Partenza in processione verso il Santuario della B.V. della Consolazione recitando il S. Rosario.

Ore 8.00 (Santuario) : Celebrazione della S. Messa

Inizia la Festa della Ripresa

Ore 20.30 (oratorio) : Giochi senza Quartiere

Domenica 07

XXIII del T. Ord.

Ss. Messe alle ore 10.30 e 18.30 (S. Paolo)

Ore 10.30 (oratorio) : S. Messa nel campo dell’oratorio

Ore 12.30 (oratorio) : Pranzo dell’ospitalità

Ore 21.00 (oratorio) : Din Don Dero D’Oro

E’ tempo di Ripresa (ovvero un invito a preparare insieme la festa)

Continua la preparazione alla festa :

Giovedì 4 e Venerdì 5 settembre, all’oratorio, a partire dalle ore 20.30 e sabato 6 settembre dalle 8.00 in poi… si continua con la preparazione delle strutture. Chi può è invitato a dare il proprio contributo.

Sabato 7 settembre alle ore 19 inizia la “Festa della Ripresa”

Tutti gli appuntamenti della festa sono riportati nel volantino a parte.

1- In sacrestia sono sempre disponibili le marmellate delle monache clarisse di Imola.

Alla scuola di Gesù :
Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì Venerdì Sabato
Lc 4,16-30 Lc 4,31-37 Lc 4,38-44 Lc 5,1-11 Lc 5,33-39 Lc 6,1-5

Vivere il mistero – Gesù ha una concezione seria e rispettosa della vita e giudica importante ogni momento dell’esistenza; soprattutto quel momento in cui l’uomo è più disposto al dialogo semplice e disteso come avviene di solito nel momento conviviale. L’evangelista Luca è particolarmente attento ai simposi di Gesù. Nel Vangelo, infatti, vengono narrati alcuni episodi di convivialità vissuti da Gesù. Si tratta di episodi che sono assolutamente essenziali al cristianesimo. A tavola, Gesù celebrerà la prima Eucaristia e fonderà il sacerdozio, donando la più ampia e profonda sintesi del suo messaggio (Lc 22,14-38; Gv 13-17). A tavola egli accoglie e conversa con i peccatori (Lc 5,29-32). Ancora a tavola difende la dignità della donna, peccatrice perdonata perché molto ha amato (Lc 7,36-50). A tavola, infine, Gesù offre l’insegnamento più delicato e profondo (pecorella smarrita, moneta perduta, padre buono) sul perdono di cui Dio è capace (Lc 15,1-3.4-32).  Anche il testo evangelico odierno (Lc 14,1.7-14) presenta Gesù a tavola. In questo caso l’insegnamento riguarda l’umiltà e la gratuità. Gesù aveva detto di sé che era «mite e umile di cuore» (Mt 11 ,29). Poiché il discepolo di Gesù è chiamato primariamente a imitare il Maestro, l’umiltà e la modestia non sono punti di una morale astratta, ma fanno parte di una serie di caratteristiche che ogni cristiano deve vivere per adempiere alla chiamata di essere una sola cosa con Cristo. La gratuità, gemella della generosità è strettamente legata all’umiltà e alla modestia, è un’altra delle caratteristiche del cristiano. L’autore della prima lettera a Timoteo raccomanda di «non essere orgogliosi, di non riporre la speranza sull’incertezza delle ricchezze, ma in Dio, che tutto ci dà con abbondanza perché ne possiamo godere; di fare del bene, di arricchirsi di opere buone, di essere pronti a dare, di essere generosi…» (1 Tm 6,17-18). Senza umiltà e gratuità non c’è generosità né misericordia. E nemmeno il perdono. La pericope evangelica sarebbe Lc 14,1-24. Durante il convivio Gesù opera la guarigione di un idropico in giorno di sabato (Lc 14,1-6). Si tratta di gesto compiuto per amore dei sofferenti e in aperta polemica con la mentalità farisaica. Segue un duplice insegnamento sapienziale sui primi posti e sulla generosità. Infine, Gesù propone una parabola consona al convivio per illustrare chi siano gli invitati al Regno (Lc 14,15-24). Da questo testo, la liturgia sceglie di proclamare con un testo eclogadico (greco eklogé = scelta) l’insegnamento sapienziale sui primi posti e sulla generosità (Lc 14,1.7-14). Il testo evangelico originale incomincia così: «Un sabato si recò a casa di uno dei capi dei farisei per…». Il testo liturgico, invece, esplicita l’incipit in modo un po’ pesante: «Avvenne che un sabato Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei…». Il brano evangelico narra un convivio (Lc 14,1). Per Luca l’insegnamento di Gesù a tavola è tra i più apprezzati. Gli insegnamenti sapienziali sono due. Nel primo (Lc 14,7-11) c’è l’insegnamento sul tema dell’umiltà ed è rivolto agli invitati che ambivano i primi posti. Si tratta di una regola importante per la partecipazione al banchetto del Regno: partecipano al Regno coloro che non si autogiustificano, ma attendono da Dio la salvezza. Nel secondo (Lc 14,12-14), c’è un insegnamento sulla generosità gratuita rivolta ai ricchi, che invitando i loro pari si aspettano il contraccambio (invitando i poveri, invece, non c’è contraccambio da aspettarsi). In tutti e due i casi il testo si chiude con un detto: proverbiale il primo (Lc 14,11: «Perché chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato»), escatologico-morale il secondo (Lc 14,14c: «Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti»). (don Renato De Zan)

Spazi per la liturgia- Adoriamo il Sacramento [continuazione] (di Pietro Sorci)

La soluzione si avrà con la teologia del secolo XIII detta scolastica che evita gli estremi dell’eccessivo realismo fisico di Lanfranco e del simbolismo spiritualizzante di Berengario. S. Tommaso d’Aquino, che della teologia scolastica è il principale esponente, spiega che con la consacrazione Cristo non diventa piccolo, non si nasconde nel pane, non è toccato, né masticato: la sua presenza è vera e reale, ma sacramentale ossia attraverso i segni del pane e del vino. È in questo contesto che ha un grande sviluppo la devozione al pane eucaristico indipendentemente dalla celebrazione della Messa e dalla comunione. Il pane eucaristico che prima veniva conservato in un armadio nella sacrestia e portato a casa, viene ormai custodito in un cofanetto prezioso collocato in chiesa, al muro, o in una colomba, o nella «torre» eucaristica, sino ad arrivare alla creazione del tabernacolo costruito nella forma di un tempietto o di una tenda e posto al centro dell’altare. Questa innovazione che ha prodotto realizzazioni artistiche di grande valore, sembra doversi attribuire al vescovo di Verona Matteo Giberti nel secolo XVI e sarà diffusa da S. Carlo Borromeo. La preghiera dinanzi al Sacramento è attestata nel secolo XII in una regola per delle donne che conducevano vita claustrale ed eremitica nei pressi di una chiesa (The Ancrene Riwle). L’eremita viene esortata: «Rivolgi i tuoi pensieri al corpo e al prezioso sangue di Dio sul sommo altare e inginocchiati davanti a lui salutandolo cosi: Ave, creatore, Ave, premio della nostra redenzione! Ave, viatico del nostro viaggio! Ave ricompensa della nostra speranza! Sii tu la nostra gioia». (3- continua)

angelo

Amministratore del sito web parrocchiale.

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