Programma dal 30 maggio al 7 giugno 2026

Letture: Esodo 34,4b-6.8-9 / Salmo dal Dn 3,52-56 / 2Corinzi 13,11-13

 

A te la lode e la gloria nei secoli.

Dal Vangelo secondo Giovanni (3,16-18)

In quel tempo, disse Gesù a Nicodèmo:

«Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.

Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.

Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio».

Parola del Signore

 

 

VITA ECCLESIALE

Sabato 30 18.30 Intenzione del seminario
Domenica 31 10.3018.30 + Raffaele Zerbini+ Toffanello Teresina
Lunedì 01 8.00 Secondo le intenzioni di una famiglia
Martedì 02
Mercoledì 03 18.30 Per Gianni e Cristina (viventi)
Giovedì 04
Venerdì 05 8.00 + Rizzi Luigi (detto Carlo)
Sabato 06 18.30 + Rivalta Ornella+ Cerfogli Carlo ed Elisa
Domenica 07

Orario Confessioni Venerdì ore 9.0010.00 (don Fabio)

S. Paolo Sabato ore 17.15 18.15 (don Fabio)

Domenica ore 9.4510.15 (don Fabio)

N.B. Concordare con don Fabio eventuali esigenze.

Chiesa della Conversione di S. Paolo Apostolo

Orario SS. Messe Feriale: Lunedì, Martedì e Venerdì ore 8.00

Mercoledì, Giovedì ore 18.30 Lunedì (Oratorio) ore 18.30

Prefestiva ore 18.30 Festiva ore 10.30 e 18.30

Tutti i giorni [escluso venerdì] ore 17.55 S. Rosario del mese di maggio

Venerdì ore 17.30 Adorazione Eucaristica S. Rosario e Vespro

N.B. Tutte le celebrazioni si possono seguire anche nel sito internet della parrocchia

Chiesa di S. Giacomo Apostolo – Fruges

Orario SS. Messe Feriale dal Lunedì al Venerdì ore 18.30

Prefestiva ore 17.30 Festiva ore 8.00 e 11.00

S. Rosario dal Lunedì al Venerdì ore 18.00 Sabato ore 17.00

Cappella del Seminario di Montericco

Orario SS. Messe Martedì ore 19.00 e Mercoledì ore 7.00

Anno : AMaggio – Giugno 2026

LA VITA DELLA COMUNITA’

Domenica 31Ss.ma Trinità Ss. Messe ad orario festivo (S. Paolo e S. Giacomo).Ore 17.55 (S. Paolo) : S. Rosario del mese di maggio.Ore 19.30 (Carmine) : Chiusura della mostra con la partecipazione del Sindaco e del Parroco di Massa Lombarda e di un rappresentante della Caritas diocesana.

Ore 20.30 (C.E.M.Immacolata) : Processione con l’immagine della B. V. della Consolazione di Ritorno al Santuario.

(vedi sotto)

Giovedì 04 Ore 20.30 (S. Paolo) : S. Messa del Corpus Domini a cui segue alle ore 21.30 ca .la processione con partenza da S. Paolo lungo il corso Vittorio Veneto fino alla chiesa di S. Salvatore con fermata in piazza Matteotti e Benedizione Eucaristica alla città.
Venerdì 05 Primo venerdì del mese – Comunione agli impediti Ore 17.30 (S. Paolo) : Adorazione Eucaristica e S. Rosario.Ore 18.00 (S. Giacomo) : Alla scuola materna S. Giacomo di Fruges inizia la Festa della Famiglia nel 60° anniversario della fondazione della scuola. (volantino a parte)
Sabato 06 Ore 7.30 (S. Paolo) : Partenza in processione verso il Santuario della B.V. della Consolazione recitando il S. Rosario.Ore 8.00 (Santuario) : Celebrazione della S. Messa
Domenica 07Corpus Domini Ss. Messe ad orario festivo (S. Paolo e S. Giacomo).

1 – A S. Giacomo (Fruges) a partire da Sabato 6 giugno cambia l’orario della S. Messa prefestiva che sarà celebrata alle ore 17.30.

La processione di Ritorno al Santuario

Partenza dalla Comunità Educativa Maria Immacolata, v.le Zaganelli, via Roma, v.le Alighieri, via Amendola, via Sangiorgi, via Berlinguer, via Mentana, v.le Zaganelli, via J. F. Kennedy, via S. Giovanni XXIII, v.le Cimitero fino al Santuario.

Alla scuola di Gesù
Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì Venerdì Sabato
Mc 12,1-12 Mc 12,13-17 Mc 12,18-27 Mc 12,28b-34 Mc 12,35-37 Mc 12,38-44

Vivere il mistero : E’ nota l’affermazione di sant’Agostino: «Tu vedi la Trinità se vedi la Carità; perché i Tre sono l’Amante, l’Amato e l’Amore». Per Agostino, alla scuola dell’evangelista Giovanni (cf 1 Gv 4,16), Dio è amore. Notiamo: Agostino non dice che l’amore è uno degli attributi di Dio, magari il più importante. Dice espressamente che l’amore è l’essenza stessa di Dio. Ora, l’amore presuppone la relazione, cioè che ci siano più soggetti comunicanti tra di loro. E difatti: «C’è un solo Dio, ma Dio è Trinità», conclude il vescovo di Ippona. Dio è perciò una comunione (comune unione) nell’amore. Il mistero trinitario, che ci è dato di celebrare in questa domenica, non è allora una realtà oscura e impenetrabile, ma la rivelazione stessa dell’identità di Dio; una rivelazione da udire con l’orecchio (ascolto della Parola), da sperimentare nella preghiera (in particolare nell’Eucaristia), e da vivere dentro la propria storia personale e comunitaria. Il Padre è la sorgente dell’amore. Bello saperlo, ma non basta. Il Vangelo odierno ci rivela allora la misura di questo amore: il Figlio unigenito: «Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito» (Gv 3,16). Notiamo il verbo iniziale: «Ha tanto amato». È al passato. Perché? Giovanni vuol forse dirci che oggi Dio non ama più? Assurdo. Giovanni storicizza l’amore di Dio, che in Gesù di Nazareth si è reso visibile. Di più: in Gesù, l’amore del Padre si è manifestato come mai era accaduto prima e come mai si sarebbe manifestato dopo. Questo amore poi è un dono («da dare»). L’avverbio «tanto» ci fa inoltre capire che questo dono in realtà è un donarsi. Chi infatti ama molto («tanto») dona se stesso. Se Dio – per assurdo – avesse amato meno, avrebbe certamente continuato a dare, ma non avrebbe donato se stesso. Solo l’amore senza calcolo o misura porta al dono di sé. Interessante infine l’oggetto dell’amore di Dio: il mondo. Sappiamo che il termine «mondo» (kosmos) ha per Giovanni una venatura negativa. Il mondo è ciò che si oppone a Dio; eppure l’amore di Dio abbraccia anche il mondo.  ln questo vediamo emergere due qualità dell’amore divino: la gratuità e la libertà. La gratuità è disponibilità puramente donante, a cui fondamento c’è la persona amata come valore in se stessa, valore incondizionabile. La libertà invece è ciò che permette all’amore di non ritirarsi davanti al possibile rifiuto o alla negazione. Il Figlio è colui che dimora permanentemente nel Padre (cf Gv 14,10), nel suo grembo (cf Gv 1,18). ln forza di questa intimità non fa nulla da se stesso ma parla e agisce come il Padre gli ha insegnato (cf Gv 8,29). Il Padre non solo lo dona ma anche lo invia nel mondo: «Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui» (Gv 3,17). La presenza di Gesù narra perciò l’amore di Dio per noi (cf Gv 1,14). Guardando a lui, il Figlio, che ama come è amato, giungiamo a conoscere la nostra stessa identità filiale. Ancora, la sua presenza tra noi non è accusatoria e non esclude nessuno dalla salvezza. C’è però una condizione: la fede come libera adesione: «Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio» (Gv 3,18). Il teologo von Balthasar affermava che la storia di Dio con l’uomo è nata da un gesto originario di gratuità del Padre verso Figlio (kenosi prima); a questo gesto di gratuità ha corrisposto la gratitudine del Figlio, che si è restituito al Padre (kenosi seconda). Se totale è l’amore del Padre, totale è anche quello del Figlio. Lo Spirito è sempre presente dove fiorisce la vita. All’inizio della creazione aleggia sulle acque primordiali (cf Gen 1,2) tanto da trasformare l’informe in cosmo. Ma la sua azione, in quel primo mattino, culmina sull’uomo tanto da imprimergli la divina somiglianza, come diceva Cirillo d’Alessandria. Scende poi su Maria di Nazareth rendendola madre del Figlio di Dio. A lui la Vergine si affida nel sì della fede. Sarà presente anche nell’ora suprema di Gesù, sulla croce. Colui che è il vincolo dell’amore tra il Padre e il Figlio, nell’estrema consegna di Gesù morente, diviene colui che separa l’Amante dall’Amato. […] Il breve passo evangelico di questa festa corona in un certo qual modo il dialogo tra Gesù e Nicodemo, il visitatore notturno. Questo fariseo va incontro a Gesù che è la Luce del mondo. L’immagine della luce è estremamente eloquente per esprimere il mistero della Trinità. Santa Gertrude, una mistica del XIII secolo, esclamava: «O Fonte delle luci eterne, Trinità santa che sei Dio… Padre santo, accoglimi nella tua paternità… Gesù amatissimo, accoglimi nella tua fraternità… Spirito Santo, accoglimi nella tua carità». Nella contemplazione delle Tre Luci, Gertrude sperimenta come figlia la paternità di Dio, come sorella la fraternità di Cristo, e come creatura l’amore dello Spirito. Certo, è notte nel mondo, ma se si vive da figli si comincia a rinascere; se si vive da fratelli tutto si illumina; se si vive come uomini e donne amati sorge l’aurora di una nuova umanità, limpido specchio della santa Trinità. (p. Sandro Carotta)

Il Messale Romano- Alla scuola del Messale [] (di Giuseppe Midili)

La comunità che si raduna stabilmente intorno alla mensa del pane e della Parola, tuttavia, può subire nella prassi il logorio della ripetizione e dell’abitudine e smarrire la profonda gioia spirituale che scaturisce dal celebrare la santa cena, sperimentando un senso di fatica o di sottile noia. La prima tappa dell’itinerario prevede un congruo tempo di meditazione e approfondimento del senso teologico del celebrare, non tanto per l’acquisizione di contenuti teologici a livello di studio (questo ovviamente è dato per acquisito), quanto per riscoprire il senso vero della partecipazione all’Eucaristia. Nel corso dei secoli, infatti, la Chiesa ha sviluppato un’armonia di parole, segni, gesti, che aiutano a entrare in relazione con il Mistero di Cristo. Il singolo o la comunità possono approfondire tale patrimonio meditando i racconti biblici sull’ultima cena e i racconti della Tradizione che narrano le prime celebrazioni della cena eucaristica. Quindi sarà utile per esempio rileggere l’Ordinamento Generale del Messale Romano (OGMR), che costituisce una via privilegiata per comprendere il mistero della fede per mezzo di riti, preghiere e segni sensibili. Il testo, infatti, nella prima parte offre una sintesi teologica sul sacramento dell’Eucaristia, quindi presenta un compendio di suggerimenti e proposte che, sulla base dei fondamenti teologici, aiutino la comunità a cogliere tutte le potenzialità del dialogo orante con Dio che si compie nella Messa. La liturgia, infatti – come si legge nella presentazione del nuovo Messale (n. 11) – è scuola permanente di formazione attorno al Signore risorto, «luogo educativo e rivelativo» in cui la fede prende forma e viene trasmessa. (3-continua)

angelo

Amministratore del sito web parrocchiale.

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