Letture: Sofonia 2,3;3,12-13 / Salmo 145 / 1Cor 1,26-31
Beati i poveri in spirito.
Dal Vangelo secondo Matteo (5,1-12a)
In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati.
Beati i miti, perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli»..
Parola del Signore.
VITA ECCLESIALE
| Sabato 31 | 18.00 | + Guerra Iole
+ Farolfi Luisa, Dante e Valeria |
| Domenica 01 | 18.00 | (R) |
| Lunedì 02 | 8.00
20.30 |
Intenzione particolare
+ Preda Maria Teresa |
| Martedì 03 | ||
| Mercoledì 04 | 18.00 | + Cappadonia Pippo |
| Giovedì 05 | 18.00 | + Rizzi Luigi (detto Carlo)
+ Rossella |
| Venerdì 06 | ||
| Sabato 07 | 18.00 | Anniversario di consacrazione nella comunità dei Figli di Dio |
| Domenica 08 | 10.30
18.00 |
+ D’Arco Maria
+ Brignani Adriano |
Orario Confessioni Venerdì ore 9.00 – 10.00 (don Fabio)
S. Paolo Sabato ore 16.45 17.45 (don Fabio)
Domenica ore 9.45 – 10.15 (don Fabio)
N.B. Concordare con don Fabio eventuali esigenze.
Chiesa della Conversione di S. Paolo Apostolo
Orario SS. Messe Feriale: Lunedì, Martedì e Venerdì ore 8.00
Mercoledì, Giovedì ore 18.00 Lunedì (Oratorio) ore 18.30
Prefestiva ore 18.00 Festiva ore 10.30 e 18.00
Tutti i giorni [escluso venerdì] ore 17.25 S. Rosario
Venerdì ore 17.30 Adorazione eucaristica e S. Rosario
Chiesa di S. Giacomo Apostolo – Fruges
Orario SS. Messe Feriale dal Lunedì al Venerdì ore 18.30
Prefestiva ore 16.30 Festiva ore 8.00 e 11.00
S. Rosario dal Lunedì al Venerdì ore 18.00 Sabato ore 17.30
Cappella del Seminario di Montericco
Orario SS. Messe Martedì ore 19.00 e Mercoledì ore 7.00
| Anno : A
Febbraio 2026 |
LA VITA DELLA COMUNITA’
| Domenica 01
IV del T. O. |
Giornata per la vita
In S. Paolo festa parrocchiale A.C. per la Pace Ss. Messe ad orario festivo (S. Paolo e S. Giacomo). Ore 10.30 (S. Paolo) : S. Messa animata da AC. |
| Lunedì 02
Presentazione del Signore |
Giornata della vita consacrata
Ore 20.30 (S. Paolo): S. Messa della festa con benedizione delle candele. |
| Mercoledì 04 | Ore 20.30 (canonica-S.Paolo) : Prove del “Coro S. Paolo” |
| Giovedì 05
S. Agata |
S. Messa ad orario feriale
Ore 20.45 (canonica-S.Paolo) : Lettura comune della Parola di Dio della domenica. |
| Venerdì 06 | Primo venerdì del mese – Comunione agli impediti
Ore 8.45 – 12.00 (S. Paolo) : Adorazione Eucaristica. Ore 17.30 (S. Paolo) : Adorazione eucaristica, S. Rosario e celebrazione del Vespro. |
| Sabato 07 | Ore 7.30 (S. Paolo) : Partenza in processione verso il Santuario della B.V. della Consolazione recitando il S. Rosario.
Ore 8.00 (Santuario) : Celebrazione della S. Messa |
| Domenica 08
V del T.O. |
Ss. Messe ad orario festivo (S. Paolo e S. Giacomo). |
In canonica in S. Paolo sono sempre disponibili le marmellate delle monache.
Visita alle famiglie con benedizione
in S. Paolo
02 – 05 febbraio
(dalle ore 14.30)
Lunedì 02 : Via Alighieri (dispari), Buozzi,
dell’Unione Europea
Martedì 03 : Via Sapori, Piazza Pascoli.
Mercoledì 04 : Via Alighieri (pari), don Minzoni (dispari).
Giovedì 05 : Via don Minzoni (pari), Grieco.
| Alla scuola di Gesù : | |||||||||||
| Lunedì | Martedì | Mercoledì | Giovedì | Venerdì | Sabato | ||||||
| Lc 2,22-40 | Mc 5,21-43 | Mc 6,1-6 | Mc 6,7-13 | Mc 6,14-29 | Mc 6,30-34 | ||||||
Vivere il mistero In questa quarta domenica per annum siamo invitati a salire il monte delle Beatitudini. Matteo sottolinea che grandi folle seguivano Gesù dalla Galilea, dalla Decàpoli, da Gerusalemme, dalla Giudea e da oltre il Giordano (Mt 4,25); erano folle di uomini e donne bisognosi di salvezza. Gesù infatti guarisce, risana e annuncia a tutti la buona novella del Regno. Al cuore del suo insegnamento troviamo le otto Beatitudini. Il numero otto rimanda al giorno ottavo, dove i cristiani celebrano la risurrezione di Cristo, la sua vittoria sul peccato e sulla morte. Le Beatitudini operano così il passaggio dalla morte alla vita. La prima beatitudine si riferisce ai poveri in spirito. Chi sono? Il termine «povero» (ptochos) ricorre 25 volte nei Vangeli ed indica colui che non può soddisfare i propri bisogni materiali e spirituali. Gesù, però, parla di poveri «in spirito» (to pneumati). Il pneuma è il soffio vitale, il respiro dell’uomo, in una parola la vita stessa. Povero in spirito, allora, è colui che riconosce Dio come fonte del proprio essere; colui che ha rinunciato a porre se stesso sullo stesso piano della propria realtà esteriore, che ha posto perciò il primato della persona sulle cose. Può forse sorprendere che costui dimori già da ora nel regno dei cieli, nella signoria di Dio? Dopo i poveri vi sono i piangenti: Beati coloro che sono nel pianto, (Mt 5,4). A tutti gli afflitti, a quanti sono provati dal dolore Gesù promette la consolazione. Il verbo parakaleo «consolare» può essere tradotto anche con «fortificare», «sradicare», (dal pericolo), «difendere». Dio consola e difende; ma non solo: egli elimina anche la causa di ogni sofferenza dell’uomo. La terza beatitudine riguarda i miti, coloro che sono evangelicamente forti perché non sì lasciano avvelenare dall’odio e non sono schiavi di quanti hanno fatto loro del male. Anzi, i miti amano persino i nemici. Il termine praus («mite») deriva infatti dalla radice sanscrita pri, «amare». Il mite ama, per questo eredita la terra. Ai miti succedono gli affamati e assetati di giustizia. Chi sono? Sono coloro che hanno compreso come la vita stessa (qui espressa nell’immagine della fame e della sete) scaturisce dalla «bocca» di Dio, dalla sua Parola. Se vengono feriti dal male attendono da Dio giustizia e riscatto. Dopo gli affamati e assetati di giustizia troviamo i misericordiosi. Anche. il termine greco eleos («misericordia») deriva dal sanscrito lavas, «taglio». La misericordia è letteralmente ciò che taglia l’anima, ciò che la lacera e la muove a compassione verso tutti, soprattutto i più bisognosi. Con i puri di cuore della sesta beatitudine siamo davanti alle persone trasparenti, senza doppiezza e falsità, lontane da ogni forma di ipocrisia (tanto detestata da Gesù). Il puro di cuore vive una sola e unica appartenenza, agisce in modo unificato. ln questa unità lascia emergere l’amore di Dio. I pacifici della settima beatitudine sono i figli di Dio, che agiscono verso tutti come il loro Padre che è nei cieli, il quale fa sorgere il suo sole su i buon i e su i cattivi (cf Mt 5,45). Essere credenti in Cristo non significa che non si creino situazioni difficili a livello interpersonale; è proprio in quei contesti però che la fede diviene desiderio di riconciliazione. Gratuitamente salvato, il cristiano perdona e opera sempre per la pace. L’ultima beatitudine riguarda i perseguitati a causa della giustizia o della volontà di Dio (tale è il senso del greco «dikaiosyne»). Chi vive la parola dr Dio è sempre oggetto di persecuzione da parte di un mondo che non ama ciò che non è suo. Conclude Gesù: «Beati voi» (Mt 5,11). La Peshitta traduce il «beati voi» con tuvaykun, che significa «possidenti di ogni beatitudine». I beati non hanno solo come riferimento del loro agire le Beatitudini ma «possiedono» Colui che ne è la fonte, Dio, che Ilario dì Poitiers definiva con audacia «Godimento». (padre Sandro Carotta)
Il Messale Romano- Terza edizione [] (di Maurizio Barba)
Nel contesto del cinquantesimo anniversario della promulgazione del Messale romano del Vaticano II, approvato da Paolo VI l’11 marzo e promulgato con decreto della Sacra Congregazione per il Culto Divino del 26 marzo 1970, giovedì santo, la Chiesa italiana ha il suo nuovo strumento per la celebrazione eucaristica. È ormai in uso la nuova traduzione italiana del Messale, approvata dal Santo Padre il 16 maggio 2019 e considerata ufficiale dalla Conferenza Episcopale Italiana, l’8 settembre 2019. Il suo uso è consentito a partire dalla sua pubblicazione, mentre la sua obbligatorietà dal 4 aprile 2021. Nuova edizione, dunque, che rimanda ad altre che l’hanno preceduta. La prima versione italiana del Messale romano fu approvata dalla sacra Congregazione per il Culto Divino il 29 novembre 1972 e promulgata dalla Conferenza Episcopale italiana il 19 marzo del 1973, divenendo obbligatoria a partire dal giorno di Pentecoste, il 19 giugno del medesimo anno. ln questa prima edizione in lingua nazionale, il Messale italiano, che risulta essere semplicemente una traduzione della prima edizione tipica latina, aggiunge, come novità rispetto al testo tipico, vari modelli di atto penitenziale della terza forma. La seconda edizione italiana, preparata a partire dalla editio typica altera latina, vide la luce nel.19B3, dopo un lungo periodo di attesa di oltre quattro anni, con l’approvazione della Congregazione per il Culto Divino il 29 giugno 1983. Essa fu dichiarata tipica per la lingua italiana e ufficiale per l’uso liturgico dalla Conferenza Episcopale Italiana il 15 agosto dello stesso anno. Rispetto all’edizione latina di riferimento, la seconda edizione italiana, presentando diverse novità al suo interno, è essa stessa considerata una novità, dal momento che tale edizione non è stata una semplice traduzione in lingua italiana di un libro liturgico latino, ma un vero e proprio adattamento agli usi e costumi del popolo italiano. (1-continua)