Programma dal 15 al 23 novembre 2025

Letture: Malachia 3,19-20a / Salmo 97 / 2Tessalonicesi 3,7-12

Il Signore giudicherà il mondo con giustizia.

 

16 novembre Dal Vangelo secondo Luca (21,5-19)
In quel tempo, mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta». Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine». Poi diceva loro: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo. Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza. Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere. Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto. Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita».

Parola del Signore.

 

VITA ECCLESIALE

Sabato 15 18.00 + Guida Vincenzo, Carmela, Leonina e Rosina+ Cappadonia Giuseppe
Domenica 16 10.3018.00 + Resta Maria e AntonioParroci e sacerdoti defunti della parrocchia
Lunedì 17 18.00 + Simona De Beras
Martedì 18 8.00 + Bacchini Autunna
Mercoledì 19 18.00 Per Grazia ricevuta
Giovedì 20 18.00 + Annamaria Ronchini, Fausto e Achille
Venerdì 21 8.00 + Mancaruso Vincenzo e Parottino Filomena e deff. della famiglia
Sabato 22 18.00
  • + Adriana Castelli e Giovanna Cicognani
Domenica 23 10.3018.00 + Angelo TozzolaVivi e defunti famiglia Dovadola Ivano e Ruffini Armanda

Orario Confessioni Venerdì ore 9.0010.00 (don Fabio)

S. Paolo Sabato ore 16.45 17.45 (don Fabio)

Domenica ore 9.4510.15 (don Fabio)

N.B. Concordare con don Fabio eventuali esigenze.

Chiesa della Conversione di S. Paolo Apostolo

Orario SS. Messe Feriale: Martedì e Venerdì ore 8.00

Lunedì, Mercoledì, Giovedì ore 18.00

Prefestiva ore 18.00 Festiva ore 10.30 e 18.00

Tutti i giorni [escluso venerdì] ore 17.25 S. Rosario

Venerdì ore 17.30 Adorazione eucaristica e S. Rosario

 

Chiesa di S. Giacomo Apostolo – Fruges

Orario SS. Messe Feriale dal Lunedì al Venerdì ore 18.30

Prefestiva ore 16.30 Festiva ore 8.00 e 11.00

S. Rosario dal Lunedì al Venerdì ore 18.00 Sabato ore 17.30

Cappella del Seminario di Montericco

Orario SS. Messe Martedì ore 19.00 e Mercoledi ore 7.00

Il catechismo in parrocchia resta sospeso fino a nuove disposizioni

Anno : CNovembre 2025

LA VITA DELLA COMUNITA’

Domenica 16XXXIII del T.O. Festa parrocchiale del Ringraziamento (S. Paolo)Ss. Messe ad orario festivo (S. Paolo e S. Giacomo).

Ore 10.30 (S. Paolo) : S. Messa animata dai lavoratori

dei campi

Lunedì 17 Ore 20.45 (canonica) :Caritas parrocchialeOre 20.45 (canonica) :Gruppo sociale
Mercoledì 19 Ore 20.30 (canonica) : Prove del “Coro S. Paolo”
Venerdì 21Presentazione della B.V. Maria S. Messa ad orario feriale Ore 17.30 (S. Paolo) : Adorazione eucaristica e S. Rosario
Sabato 22S. Cecilia S. Messa in orario prefestivo.Ore 15.00 (S. Giacomo) : Incontro ragazzi e genitori (4a elementare) in preparazione alla Festa del Perdono
Domenica 23N. S. Gesù Cristo Re dell’universo Ss. Messe ad orario festivo (S. Paolo e S. Giacomo).

Domenica 30 novembre in S. Giacomo, con inizio alle ore 15.00

Festa del Perdono

1- In sacrestia sono sempre disponibili le marmellate delle monache clarisse di Imola.

2- Sono in vendita, con incarico alla Caritas, i biglietti della lotteria preparata dal “Banco alimentare” finalizzata a recuperare risorse per i poveri.

Alla scuola di Gesù :
Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì Venerdì Sabato
Lc 18,35-43 Lc 19,1-10 Lc 19,11-28 Lc 19,41-44 Lc 19,45-48 Lc 20,27-40

Vivere il mistero – Nella penultima domenica dell’anno liturgico, anno C, la liturgia legge Lc 21,5-19, un breve brano tratto dal discorso escatologico. Una frase misteriosa di Gesù circa la fine del tempio di Gerusalemme. «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta» provoca una domanda apparentemente scontata dei discepoli: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?» (Lc 21 ,5-19). Gesù non risponde direttamente a questa domanda, ma apre un orizzonte nuovo e immenso: egli vuole preparare i suoi a tutto ciò che avverrà «prima della fine» della storia. La storia, infatti, ha avuto un inizio e avrà anche una fine. Le parole di Gesù evidenziano che la fine del mondo e la parusia (il ritorno di Gesù) non sono vicinissime. Prima della fine del mondo e del ritorno di Gesù devono accadere diverse cose, tra le quali tre vanno evidenziate.  Appariranno dei falsi messia, ci saranno avvenimenti tremendi e ci sarà la persecuzione contro i cristiani. Non si tratta di avvenimenti separati uno dall’altro, ma di avvenimenti che possono avvenire anche contemporaneamente e ripetersi più volte. I falsi messia saranno caratterizzati dalla presunzione «sono io» e avranno l’arroganza di indicare con sicurezza la fine della storia «Il tempo è prossimo». Ricordiamo che Gesù ha sempre preferito «dimostrare» il suo messianismo e ha rifiutato la proclamazione o l’autoproclamazione. Sulla fine della storia, poi, il Maestro si è dimostrato molto discreto: «Quanto a quel giorno e a quell’ora, nessuno lo sa, né gli angeli del cielo né il Figlio, ma solo il Padre» (Mt 24,36). Nei confronti dei falsi messia i cristiani sono chiamati a seguire un semplice suggerimento: «Non andate dietro a loro!». Gli eventi che precederanno la fine del mondo, avranno un impatto fortissimo sull’umanità «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo». C’è di che aver paura? La risposta più spontanea è sì. Gesù, invece, per questi avvenimenti dice di non avere paura «non vi terrorizzate». Per i credenti ci sarà la persecuzione che metterà alla prova la loro fede. Circa la persecuzione, i discepoli non possono dimenticare le parole di Gesù: «Ricordatevi della parola che vi ho detto: Un servo non è più grande del suo padrone. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi» Gv 15,20. La persecuzione, dunque, fa parte dell’esperienza della fede cristiana. E può essere di più tipi: dall’incomprensione fino all’uccisione del credente. Comunque sia, si tratta sempre di una prova molto dura. Anche in questo caso Gesù pone, accanto all’annuncio, un suggerimento che rasserena. Egli sarà accanto ai suoi e sarà lui stesso a rendere testimonianza per bocca dei credenti. Essi, pur nella fatica umana di affrontare la morte, hanno una sicurezza: Dio garantisce ad essi la salvezza di tutta la persona (risurrezione) tanto che neppure un capello andrà perso. Il discorso escatologico del Vangelo di Luca è parecchio consistente (Lc 21,5-36). Gli interventi redazionali dello scrittore sacro suddividono il testo in tre unità: Lc 21,5-9 (i falsi messia); Lc 21,10-28 (persecuzioni, fine di Gerusalemme, segni cosmici); Lc 21,29-36 (parabola del fico e invito a vegliare). La liturgia legge solo Lc 21,5-19 (vv. 5-9: falsi messia; vv. 10-19: guerre, sconvolgimenti celesti, persecuzioni). Come si può immediatamente notare la liturgia, scegliendo come brano evangelico Lc 21,5-19, ha preso la prima parte e una porzione della seconda parte del discorso di Gesù. Ciò permette di concentrarsi sul tema teologico principale (fine della storia e atteggiamenti da tenere), lasciando cadere ciò che riguarda la fine di Gerusalemme. La prima parola di Gesù ai discepoli è «Badate di non lasciarvi ingannare» ed è legata sia ai falsi messia sia alle false profezie della fine del mondo (da qualunque fonte provengano, sia fonti religiose sia non-religiose). L’esortazione si chiude con un perentorio: «Non andate dietro a loro», cioè a coloro che – inventandosi le cose – si spacciano per portatori della parola autentica di Gesù non trasmessa dal Vangelo. La seconda raccomandazione è «Non vi terrorizzate» ed è legata ai segni che precedono la fine: alle guerre, ai terremoti, alle carestie, alle pestilenze; ai fatti terrificanti, ai segni grandiosi dal cielo e alle persecuzioni che i discepoli di Gesù dovranno sopportare. Gesù adopera il linguaggio apocalittico di allora per descrivere i segni. Di fronte a questi segni della fine, il cristiano non deve lasciarsi prendere dalla paura. Tutto è in mano a Dio. La persecuzione verrà attuata da più protagonisti: la società che accusa e uccide, i familiari che tradiscono e altri che odiano. La persecuzione può attuarsi in diversi modi: dal disprezzo e dall’odio (persecuzione psicologica) fino al martirio (persecuzione fisica). Di fronte a questa aggressione contro il cristiano non restano che due strade: la testimonianza e la speranza nella promessa. L’espressione «rendere testimonianza» nella teologia lucana indica la capacità di «predicare e annunciare» Gesù Cristo. Per questo motivo Luca sottolinea il fatto che il credente, chiamato a rispondere della propria fede nei tribunali, non deve preparare la sua difesa: per lui «difendersi» equivale a «predicare» Cristo e non a cercare nei meandri del diritto la scappatoia per una sentenza favorevole. Succeda quel che succeda, il vero credente ha nel cuore una certezza: Dio non farà perire (andare perso) nemmeno un capello. L’esortazione si chiude con una promessa solenne: «Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita». Che cosa intendeva dire Gesù con la parola perseveranza? Dio potrebbe intervenire e distruggere il male nel mondo. Il suo intervento sarebbe devastante. Non interviene per «magnanimità» (cf. 2 Pt 3,15) perché l’uomo abbia tempo per convertirsi. La pazienza di Dio, dunque, è misericordia per le sue creature. Il cristiano che vive le espressioni del male storico, sa che oltre le sofferenze storiche c’è una promessa che si avvererà. Per questo la sua pazienza (imitazione di Dio) si associa alla speranza (certezza nell’attesa): dopo la passione c’è sempre la risurrezione. La somma della pazienza e della speranza viene chiamata perseveranza. – (don Renato De Zan)

angelo

Amministratore del sito web parrocchiale.

Lascia un commento