Programma dal 22 al 30 novembre 2025

Letture: 2Samuele 5,1-3 / Salmo 121 / Colossesi 1,12-20

Andremo con gioia alla casa del Signore.

 

Dal Vangelo secondo Luca (23,35-43)

In quel tempo, [dopo che ebbero crocifisso Gesù,] il popolo stava a vedere; i capi invece deridevano Gesù dicendo: «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l’eletto».

Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell’aceto e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». Sopra di lui c’era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei».

Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». L’altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male». E disse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso».

Parola del Signore.

 

VITA ECCLESIALE

Sabato 22 18.00 + Adriana Castelli e Giovanna Cicognani
Domenica 23 10.30

18.00

+ Angelo Tozzola

Vivi e defunti famiglia Dovadola Ivano e Ruffini Armanda

Lunedì 24 18.00 Deff. fam. Franchini
Martedì 25
Mercoledì 26 18.00 + cg. Norma e Luigi Mongardi

+ cg. Giustina e Ferdinando Beccaccini

Giovedì 27 18.00 Vivi e defunti Dovadola Ivano e Ruffini Armanda e secondo le intenzioni di Maria Teresa (vivente)
Venerdì 28 8.00 + Maria Buscaroli in Romanin
Sabato 29 18.00 + Montesi Natale

+ Leo

+ Losanna e Antonio Dalmonte

Domenica 30 10.30 + Padre Gabriele Costa

Orario Confessioni Venerdì ore 9.0010.00 (don Fabio)

S. Paolo Sabato ore 16.45 17.45 (don Fabio)

Domenica ore 9.4510.15 (don Fabio)

N.B. Concordare con don Fabio eventuali esigenze.

Chiesa della Conversione di S. Paolo Apostolo

Orario SS. Messe Feriale: Martedì e Venerdì ore 8.00

Lunedì, Mercoledì, Giovedì ore 18.00

Prefestiva ore 18.00 Festiva ore 10.30 e 18.00

Tutti i giorni [escluso venerdì] ore 17.25 S. Rosario

Venerdì ore 17.30 Adorazione eucaristica e S. Rosario

Chiesa di S. Giacomo Apostolo – Fruges

Orario SS. Messe Feriale dal Lunedì al Venerdì ore 18.30

Prefestiva ore 16.30 Festiva ore 8.00 e 11.00

S. Rosario dal Lunedì al Venerdì ore 18.00 Sabato ore 17.30

Cappella del Seminario di Montericco

Orario SS. Messe Martedì ore 19.00 e Mercoledi ore 7.00

 

Anno : C

Novembre 2025

LA VITA DELLA COMUNITA’

Domenica 23

N. S. Gesù Cristo Re dell’universo

Ss. Messe ad orario festivo (S. Paolo e S. Giacomo).
Lunedì 24 Ore 20.45 (canonica) :Consiglio Pastorale Parrocchiale
Mercoledì 26 Ore 20.30 (canonica) : Prove del “Coro S. Paolo”
Giovedì 27 Ore 20.45 (canonica) : Incontro (lettura comune) sulla Parola di Dio della Domenica.
Venerdì 28 S. Messa ad orario feriale

Ore 17.30 (S. Paolo) : Adorazione eucaristica e S. Rosario

Sabato 29 Ore 17.30 (S. Paolo) : Novena dell’Immacolata

Ore 20.30 (S. Cassiano) : Veglia di inizio Avvento per i giovani e conferimento dei ministeri di Accolito e Lettore a due seminaristi.

Domenica 30

I di Avvento

Ss. Messe ad orario festivo (S. Paolo e S. Giacomo).

Ore 15.00 (S. Giacomo) : Festa del Perdono (4° elementare)

Ore 17.30 (S. Paolo) : Novena dell’Immacolata

1+1+1 : un mese, una comunità, un sacerdote

Domenica 23 e 30 novembre : raccolta delle buste con le offerte deducibili.

1- In canonica sono sempre disponibili le marmellate delle monache clarisse di Imola.

2- Sono in vendita, con incarico alla Caritas, i biglietti della lotteria preparata dal “Banco alimentare” finalizzata a recuperare risorse per i poveri.

Alla scuola di Gesù :
Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì Venerdì Sabato
Lc 21,1-4 Lc 21,5-11 Lc 21,12-19 Lc 21,20-28 Lc 21,29-33 Lc 21,34-36

Vivere il mistero – L’origine storica di questa solennità aveva delle motivazioni che oggi la comunità cristiana non sente più come primarie. Ciò, però, non impedisce di cogliere il valore profondo della regalità di Cristo che è un valore universale e perenne. Che Gesù sia re è facile capirlo perché egli stesso si è proclamato tale di fronte a Pilato: «Tu lo dici: io sono re» (Gv 18,37). Nel momento più buio della sua sconfitta umana, Gesù proclama la sua regalità. Nella crocifissione egli viene proclamato re: «Al di sopra del suo capo posero il motivo scritto della sua condanna: “Costui è Gesù, il re dei Giudei”» (Mt27,37). La regalità di Gesù si fonda sulla sua opera redentrice e non in un criterio umanamente pieno di consenso e di gloria. Sappiamo che il regno, in ambito neotestamentario, privilegia il significato di «signoria». Cristo è re in quanto esercita una signoria nel creato, venuto all’esistenza per mezzo di Lui. È re in quanto esercita la stessa signoria nella storia, che Egli guida verso il punto omega o il compimento finale. È re, infine, nei confronti degli uomini (non sugli uomini), che da Lui sono salvati. Gesù è re, infatti, perché è «il capo del corpo, cioè della Chiesa; il principio, il primogenito di coloro che risuscitano dai morti».[…] La liturgia sceglie di dire che Gesù è re perché crocifisso e redentore perdonante. ln questo modo il concetto di regalità appare subito in tutta la sua tragicità e grandezza. Non si tratta di una regalità che si impone sull’uomo, ma di una regalità che opera il bene supremo dell’uomo: la salvezza. Il Vangelo di oggi (Lc 23,35-43) è un breve testo tratto dal racconto della passione secondo Luca. La liturgia, togliendo il brano dal suo contesto originale, è stata costretta ad aggiungere un incipit di una certa rilevanza «ln quel tempo, [dopo che ebbero crocifisso Gesù] ...». La liturgia, inoltre, ha voluto associare due testi consecutivi, ma distinti: le derisioni dei capi del popolo e dei soldati con l’insulto di un malfattore (Lc 23,35-39); il malfattore buono o il «buon ladrone». Il breve testo è scandito dall’insulto articolato attorno al verbo «salvare» («Ha salvato altri! Salvi se stesso»; «Salva te stesso»; «Salva te stesso e noi». Gli insulti, poi, sono legati a due titoli cristologici. Gesù viene chiamato «re» («Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso»; «Costui è il re dei Giudei»: e viene identificato come «Cristo» («Salvi se sfesso, se è lui il Cristo di Dio, l’eletto»; «Non sei tu il Cristo?». Questi indizi aiutano a scandire il testo in tre momenti. Prima c’è un monologo a più voci- i capi, i soldati, uno dei malfattori – contro Gesù (Lc 23,35-39). Segue un intervento di difesa di un secondo malfattore, il «buon ladrone» (Lc 23,40-41). Chiude il testo il brevissimo dialogo tra il secondo malfattore e Gesù (Lc 23,42-43). La derisione è palese e il silenzio di Gesù è altrettanto evidente. L’intervento del malfattore che rimprovera l’altro malfattore e che, poi, si rivolge a Gesù con una preghiera di domanda, è l’unico che ottiene una risposta dal Maestro. Il testo di Lc 23,35-43 è percorso da due grandi antitesi. Nella prima troviamo, da una parte, il popolo che stava a vedere (il verbo greco theorèo indica lo sguardo che scruta e contempla per comprendere) e, dall’altra, dai capi e soldati che tranciano giudizi e provocazioni senza prima cercare di «vedere per comprendere». Gesù è Re perché crocifisso e deriso da quella umanità che egli sta salvando. L’uomo si fa degli schemi su Dio. Se Dio non risponde a quegli schemi, l’uomo o non sa cogliere Dio o se lo coglie, non lo ritiene Dio. Certamente non è Dio che deve adeguarsi agli schemi degli uomini. Profondamente colpito da questo dato, Paolo scrive ai Romani: «Non conformatevi (suschematizesthe = non assumete gli schemi) a questo mondo, ma lasciatevi trasformare rinnovando il vostro modo di pensare…» (Rm 12,2). Nella seconda antitesi troviamo i due malfattori. Il primo si associa ai capi e ai soldati nel disprezzo di Gesù, il secondo, invece, cerca di scrutare e di capire. Dalla sua comprensione nasce il dialogo salvifico con Gesù. L’azione salvifica di Gesù è profetica, messianica e regale. L’azione di Gesù è profetica perché annuncia come reale il Regno (Paradiso). È messianica perché si colloca nell’oggi e si proietta nell’eterno. È regale perché associa il malfattore buono al suo «giardino pensile» (= in persiano, paradiso), tipico luogo che solo i Re potevano permettersi. I titoli cristologici di Lc 23,35-43 formano un pensiero fondato sulla visione sintetica della persona di Gesù: Gesù è Re perché è il Cristo (Messia) ed è Messia perché Re. Gesù, infatti, è Messia (Cristo) perché di stirpe regale-davidica. Gesù, dunque, è Re per discendenza umana, ma è Re anche perché a Lui il Padre ha dato il Regno, che Egli riconsegnerà al Padre alla fine della storia (cf. 1Cor 15), momento supremo in cui Dio sarà «tutto in tutti». – (don Renato De Zan)

Il Messale Romano- Terza edizione [continuazione] (di Maurizio Barba)

Nella prospettiva di una maggiore intelligenza della celebrazione eucaristica, la terza edizione tipica del Messale offre, rispetto alle edizioni precedenti, non poche novità, tra le quali spicca la cosiddetta «Orazione sul popolo», presente in ognuno dei formulari del tempo quaresimale. Il reinserimento di questa preghiera, come parte fissa della celebrazione quaresimale, è stato effettuato servendosi sia di testi già presenti nel Missale Romanum del 1970-1975, nella sezione delle Orationes super populum dell’Ordo Missae, sia di altre orationes che si trovano per la maggior parte negli antichi Sacramentari romani. Si tratta, dunque, del recupero di un elemento eucologico e rituale antico che, presente nelle edizioni del Messale anteriori al 1970, si rivela come un fattore positivo in vista di una maggiore comprensione del tempo liturgico della Quaresima. Contrariamente a Milano, dove l’oratio super populum indica la preghiera equivalente alla colletta romana, Roma ha conosciuto e conosce ancora un’orazione sul popolo, ma alla fine della Messa come elemento dei riti di conclusione. Questa orazione ha conosciuto diversi mutamenti riguardo al suo specifico uso, così come attestato dagli antichi Sacramentari. Nel Sacramentario Veronese, dove si trova la collezione più antica e più ricca di orazioni romane super populum, questa orazione, che è presentata senza alcun titolo, sembra essere parte essenziale della struttura ordinaria della Messa, tanto nel santorale quanto nel temporale. Nel Gelasiano, denominata generalmente ad populum, si trova a Natale e nell’ottava, Epifania, Settuagesima, Sessagesima, Quinquagesima, domeniche e ferie di 0uaresima, giovedì santo, tempo pasquale, Ascensione, Pentecoste, Quattro tempora, Messe rituali, Messe quotidiane. (7-continua)

angelo

Amministratore del sito web parrocchiale.

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