Programma dal 2 al 10 agosto 2025

Letture: Qoelet 1,2;2,21-23 / Salmo 89 / Colossesi 3,1-5.9-11

Signore, sei stato per noi un rifugio.

Dal Vangelo secondo Luca (12,13-21)

In quel tempo, uno della folla disse a Gesù: «Maestro, di’ a mio fratello che divida con me l’eredità». Ma egli rispose: «O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?».

E disse loro: «Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede».

Poi disse loro una parabola: «La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. Egli ragionava tra sé: “Che farò, poiché non ho dove mettere i miei raccolti? Farò così – disse –: demolirò i miei magazzini e ne costruirò altri più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; ripòsati, mangia, bevi e divèrtiti!”. Ma Dio gli disse: “Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarà?”. Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio».

Parola del Signore.

 

VITA ECCLESIALE

Sabato 02 18.30 + Capucci Giuseppa e Foschini Iref
Domenica 03 10.30 + Ravaglia Giordano e deff. della famiglia
Lunedì 04
Martedì 05 8.00 + Rizzi Luigi (detto Carlo) e secondo le intenzioni di Maria Teresa
Mercoledì 06 18.30 + Penazzi Natale e deff. della famiglia Penazzi
Giovedì 07 18.30 + Pilani Enzo
Venerdì 08
Sabato 09
Domenica 10

Orario Confessioni Venerdì ore 10.0011.00 (don Pietro)

Sabato ore 11.0012.00 (don Pietro)

ore 17.1518.15 (don Pietro)

N.B. Concordare con don Pietro eventuali esigenze.

Orario SS. Messe Feriale: Martedì e Venerdì ore 8.00

Lunedì, Mercoledì, Giovedì e Sabato ore 18.30

Festivo : ore 10.30, 18.30

Tutti i giorni [escluso venerdì] ore 17.55 S. Rosario

Venerdì ore 17.30 Adorazione eucaristica e S. Rosario

 

Anno : CAgosto 2025

LA VITA DELLA COMUNITA’

Domenica 03XVIII del T. Ord Ss. Messe alle ore 8.00, 10.30 e 18.30 (S. Paolo).Ore 8.00 (S- Paolo) : S. Messa celebrata in particolare per i gruppi AGESCI in partenza per i campi estivi.
Lunedì 04S. Giovanni Maria Vianney S. Messa ad orario feriale
Mercoledì 06Trasfigurazione del Signore S. Messa ad orario feriale
Venerdì 08S. Domenico Ore 17.30 (S. Paolo) : Adorazione Eucaristica e S. RosarioOre 20.15 (Madonna del Molino) : Pellegrinaggio al Santuario lughese con recita del S. Rosario e a seguire S. Messa nella Novena in preparazione alla solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria
Sabato 09Santa Teresa Benedetta della Croce S. Messa ad orario prefestiva
Domenica 10XIX del T. Ord. Ss. Messe alle ore 10.30 e 18.30 (S. Paolo)

15 agosto Giornata comunitaria a Piedimonte (programma)

Ore 11.00 S. Messa nella chiesa di Piedimonte

Ore 12.30 Pranzo insieme (la parrocchia offre la minestra)

Ore 15.00 S. Rosario

1- In sacrestia sono sempre disponibili le marmellate delle monache clarisse di mola.

Alla scuola di Gesù :
Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì Venerdì Sabato
Mt 14,13-21 Mt 14,22-36 Lc 9,28b-36 Mt 16,13-23 Mt 16,24-28 Mt 25,1-13

Vivere il mistero – Il tema centrale del Vangelo si può formulare così: «Tenetevi lontani da ogni cupidigia». Ciò è dato dall’incontro tematico tra la prima lettura e il Vangelo, incontro che viene sottolineato dalla Colletta propria: «Fa’ che operando con le nostre forze a sottomettere la terra non ci lasciamo dominare dalla cupidigia e dall’egoismo, ma cerchiamo sempre ciò che vale davanti a te». Tutto ci e dato in amministrazione e niente è nostro in modo definitivo. Sicuramente la cupidigia è il veleno disgregante della società in cui viviamo. La cupidigia (in greco, pleonexia) è l’atteggiamento dell’uomo che si impadronisce di qualcosa al di la dell’ambito che gli è assegnato nella convivenza umana, facendo (anche in senso figurato) il prepotente con il prossimo. La inoltre, oltre alla scontentezza che le è insita, ha sempre in sé qualche cosa della prepotenza, della sopraffazione, dell’arroganza, della prevaricazione e dell’ingiustizia. Paolo colloca la cupidigia tra la malvagità e la malizia (Rm 1,29-31), mentre un suo discepolo la equipara all’idolatria (Col 3,5). La cupidigia è una mentalità che opera secondo una certa sequenza. Dall’egoismo nasce la cupidigia, che genera scontentezza per ciò che si è e si ha. Nasce il desiderio compulsivo che, attraverso la prepotenza, la prevaricazione, l’ingiustizia e l’arroganza, arriva al possesso, che non soddisfa e che spinge ad avere ancora. Esistono vari tipi di cupidigie (potere, ideologia, cultura, dominio spirituale, ecc…) che sono devianti come la cupidigia del possedere beni. Lo dicevano già il greco Filostrato e il latino Cicerone. Una delle cupidigie più sottili è quella «intellettuale». Nella cupidigia delle idee non c’è ricerca sincera della verità, ma viene chiamata verità tutto ciò che dà ragione ai propri punti di vista. Chi si oppone a quei punti di vista viene disprezzato, ridicolizzato, schiacciato. È la morte del dialogo e del rispetto, ma è anche la morte della ricerca, della maturazione, della crescita. Non a caso Gesù sottolinea che bisogna guardarsi da «ogni» cupidigia. Non c’è differenza tra il testo biblico del Vangelo e il testo biblico-liturgico, fatto salvo il classico incipit («ln quel tempo»). Il testo è scandito da un episodio e da tre prese di parola (E disse loro / Poi disse loro una parabola / Poi disse ai suoi discepoli): l’effetto è mostrare la grande autorevolezza del Maestro. Il testo, dunque, è diviso in quattro momenti. Nel primo (Lc 12,13-14) viene presentato l’episodio in cui Gesù rinuncia a fare la mediazione tra due fratelli che litigano per l’eredità. Nel secondo (Lc 12,15), introdotto da «E disse loro» si trova la raccomandazione di tipo sapienziale sulla vita e l’abbondanza delle ricchezze. Il terzo momento (Lc 12,16-21), introdotto da «Poi disse loro una parabola» è dedicato alla parabola del contadino ricco che accumula ricchezze, ma muore senza godersele. Infine nel quarto momento (Lc 12,22-23), introdotto ancora una volta da «Poi disse ai suoi discepoli», si trova una raccomandazione finale, dove la «Vita» viene presentata come il valore più grande. Gesù intende toccare il modo di pensare della folla. Anche il diritto più giusto – come la spartizione di una eredità o il legittimo diritto di gioire del frutto del lavoro di una vita – può essere vissuto con l’atteggiamento di cupidigia. Gesù è capace di dire di «no» (essere buoni non è dire sempre «si»). Anche il «rifiuto» fa parte della bontà quando tale rifiuto significa respingere qualunque coinvolgimento nell’approvare un vizio altrui. La cupidigia, infatti, porta l’uomo a seguire una certa logica che non è senz’altro la logica di Dio. «Nessun servo può servire a due padroni: o odierà l’uno e amerà l’altro oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire a Dio e a mammona» (Lc 16,13). (don Renato De Zan)

Spazi per la liturgia- Dentro il Mistero [continuazione] (di Jesus Castellano Rivera)

Una autentica mistagogia valorizza i segni e li rende belli ed espressivi; esalta il valore del silenzio e dell’interiorità, ma anche mette in risalto l’espressività dei gesti. Siamo richiamati nella santa liturgia ad una piena partecipazione nella salvezza mediante tutto il nostro essere, corpo e psiche compresi. Ma mette sempre al centro la dimensione teologica e teologale della partecipazione, quella che garantisce non solo la comprensione, ma anche la celebrazione autentica dei misteri, come accoglienza del dono di Dio e risposta alla sua benevola ed amorevole grazia. Elevare la qualità delle nostre liturgie nella dimensione della verità di quanto si afferma, della bontà di quanto ci viene comunicato, della bellezza intrinseca ed esteriore del celebrare, della gioia interiore ed esteriore che ogni autentica celebrazione deve produrre, è un compito quanto mai necessario. Ma s’impone la necessaria attenzione alla triplice dimensione della mistagogia: iniziazione catechetica, celebrazione viva e teologale, assimilazione quotidiana e perseverante del dono sempre nuovo e sempre fedele di Dio Padre, per Cristo, nello Spirito, nell’ambito insieme familiare e sacramentale dell’assemblea della Chiesa. Ln mezzo alle difficoltà di questo mondo la Chiesa può salvare i valori più alti della persona umana offrendo la verità e la bontà, la bellezza e la gioia delle sue celebrazioni, capaci di attirare verso Dio l’umanità del nostro tempo. (11- fine)

angelo

Amministratore del sito web parrocchiale.

Lascia un commento