Programma dal 2 al 10 maggio 2026

Letture: Atti degli Apostoli 6,1-7 / Salmo 32 / 1Pietro 2,4-9

Il tuo amore, Signore, sia su di noi: in te speriamo

 

Dal Vangelo secondo Giovanni (14,1-12)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via». Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto». Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: “Mostraci il Padre”? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere. Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse.

In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre».

Parola del Signore

VITA ECCLESIALE

Sabato 02

18.30

Pro populo

Domenica 03

10.30

18.30

Secondo le intenzioni di Pasotti Rosa (vivente)

Pro Populo

Lunedì 04

8.00

18.30

+ Baldini Anna

+ Ruffini Armanda (celebrata all’Oratorio)

Martedì 05

8.00

+ Rizzi Luigi (detto Carlo)

Mercoledì 06

18.30

+ Alberti Dante, Irma e Vilma

Giovedì 07

18.30

+ Nicolò Anna (1° anniv.)

Venerdì 08

8.00

+ Benini Rosa e Giuseppe

Sabato 09

18.30

+ Mazzotti Angelo (anniv.), Sangiorgi Maria Luisa e deff. famiglie Mazzotti e Sangiorgi e Capucci Armando

Domenica 10

10.30

+ Lorenzo e Antonietta Ravaglia e Torquato e Luciana Sisti

Orario Confessioni Venerdì ore 9.0010.00 (don Fabio)

S. Paolo Sabato ore 17.15 18.15 (don Fabio)

Domenica ore 9.4510.15 (don Fabio)

N.B. Concordare con don Fabio eventuali esigenze.

Chiesa della Conversione di S. Paolo Apostolo

Orario SS. Messe Feriale: Lunedì, Martedì e Venerdì ore 8.00

Mercoledì, Giovedì ore 18.30 Lunedì (Oratorio) ore 18.30

Prefestiva ore 18.30 Festiva ore 10.30 e 18.30

Tutti i giorni [escluso venerdì] ore 17.55 S. Rosario del mese di maggio

Venerdì ore 17.30 Adorazione Eucaristica S. Rosario e Vespro

N.B. Tutte le celebrazioni si possono seguire anche nel sito internet della parrocchia

Chiesa di S. Giacomo Apostolo – Fruges

Orario SS. Messe Feriale dal Lunedì al Venerdì ore 18.30

Prefestiva ore 16.30 Festiva ore 8.00 e 11.00

S. Rosario dal Lunedì al Venerdì ore 18.00 Sabato ore 17.30

Cappella del Seminario di Montericco

Orario SS. Messe Martedì ore 19.00 e Mercoledì ore 7.00

Anno : A

Maggio 2026

LA VITA DELLA COMUNITA’

Domenica 03

V di Pasqua

Ss. Messe ad orario festivo (S. Paolo e S. Giacomo).

Ore 17.55 (S. Paolo) : S. Rosario del mese di maggio.

Lunedì 04

Ore 20.30 (S. Paolo) : Partenza dal Sagrato recitando il “Rosario camminato…” per le vie della città.

Mercoledì 06

Ore 17.55 (S. Paolo) : S. Rosario del mese di maggio.

Ore 20.30 (canonica) : Prove del “Coro S. Paolo

Giovedì 07

Ore 17.55 (S. Paolo) : S. Rosario del mese di maggio.

Ore 20.45 (canonica) : Lettura comune della Parola di Dio della domenica.

Venerdì 08

Ore 17.30 (S. Paolo) : Adorazione Eucaristica e S. Rosario del mese di maggio.

Ore 20.30 (S. Paolo) : Processione con l’immagine della B. V. della Consolazione nel quartiere S. Paolo. (vedi sotto)

Sabato 09

Ore 17.55 (S. Paolo) : S. Rosario del mese di maggio.

Domenica 10

VI di Pasqua

Ss. Messe ad orario festivo (S. Paolo e S. Giacomo).

Ore 17.55 (S. Paolo) : S. Rosario del mese di maggio.

Ore 20.45 (Croce Coperta) : Processione di ingresso della B.V. del Piratello fino a S. Cassiano.

La processione nel quartiere S. Paolo

Via XIII aprile, piazza Mazzini, via Garibaldi, via Piave, via Bagnarolo fino al n° 1 (sosta con benedizione), via Bagnarolo, via Piave, via Bonvicini, via Monte Grappa, piazza Costa, via Roli

Alla scuola di Gesù

 

Lunedì

Martedì

Mercoledì

Giovedì

Venerdì

Sabato

 

Gv 14,21-26

Gv 14,27-31a

Gv 15,1-8

Gv 15,9-11

Gv 15,12-17

Gv 15,18-21

Vivere il mistero: Se le prime due letture ci fanno riflettere sul mistero della Chiesa nel suo fondamento cristologico e nella sua struttura organizzativa, il brano evangelico (Gv 14,1-12) dischiude l’orizzonte ultimo della comunità credente: Dio, al quale Gesù si fa «via, verità e vita» . Siamo allora invitati ad interrogarci donde viene la Chiesa, qual è il suo fondamento (la memoria dell’origine); cos’è la Chiesa, nella sua natura interiore e nella sua struttura visibile (la coscienza del «frattempo»); dove va la Chiesa, quale meta l’attende (la profezia della patria). Se Gv 14,1-12, come abbiamo appena rilevato, focalizza la nostra attenzione sulla meta che ci attende (il Padre), e sulla via da percorrere (Gesù), ci ricorda pure la necessità della fede. Non a caso, Gesù esordisce e conclude il nostro brano invitando a credere in lui. I discepoli sono turbati: stando alle parole del Maestro, hanno capito che la sua missione è votata all’insuccesso. Ciò che attende Gesù è infatti la passione e la morte. Ma è proprio qui che devono aver fede. Gesù risponde al loro turbamento attraverso due verbi: «andare» e «ritornare». Sono due verbi che, letti simbolicamente, esprimono la sua passione («Quando sarò andato») e la sua glorificazione («Verrò di nuovo»). Per Gesù la passione e la morte non sono un fallimento ma un andare a Dio; un andare a cui segue un ritorno. Egli non vede la sua esperienza come spezzata in due: prima un grande profeta operatore di prodigi (pensiamo alla rianimazione di Lazzaro) e poi, a causa della morte in croce, un fallito. Passione, morte e risurrezione sono parte di un unico disegno divino. Gesù afferma inoltre che del luogo ove egli è diretto i discepoli ne «conoscono la via» (cf Gv 14,4). Se il Padre, come abbiamo più volte ricordato, è il «luogo», ove Gesù ritorna, la «via» è quella dell’amore; non però un amore qualsiasi, ma quello di Cristo, che ha la forma e la misura di Cristo (Gv 13,34). La forma di questo amore è l’oblatività, che assume la forma servi fino alla forma crucis; la misura è la totalità, il dono libero e gratuito di sé fino alla morte. Ma i discepoli non capiscono. Tommaso, che bene interpreta il disagio del gruppo, afferma di non sapere dove Gesù è diretto e quale sia la via. Cosa significa? Tommaso non crede ancora che l’amore è più forte della morte; l’andare di Gesù al Padre attraverso la passione non è la fine, semmai il fine della sua vita, il compimento d’amore che suggella la sua esistenza. Gesù fa allora una chiara e inequivocabile rivelazione: «lo sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me» (Gv 14,6). Gesù è la via, colui che conduce a Dio; è la verità, in quanto in lui splende la verità di Dio e dell’uomo; è la vita, perché possiede in se stesso la vita divina. Questa vita egli la dona. Chi l’accoglie entra nella sua pienezza (Gv 3,16). Sintetizza Silvano Fausti: «La via non è una strada, ma una persona da seguire; la verità non è un concetto, ma un uomo da frequentare; la vita non è un dato biologico, ma un amore da amare».-Dopo Tommaso, interviene Filippo, il quale chiede a Gesù di vedere il Padre (Gv 14,8). Questa domanda è l’eco di quella di Mosè, che chiese a Dio dì vedere la sua gloria (Es 33,18). Se Filippo è audace nella richiesta, Gesù è sconvolgente nella risposta «Chi ha visto me, ha visto il Padre» (Gv 14,9). Gesù è il volto di Dio rivolto verso gli uomini, la sua visibilizzazione storica. Paolo parlerebbe di icona (eikòn), per indicare la realtà stessa (Col 1,15). Ma per cogliere la presenza di Dio in Gesù bisogna entrare in comunione con lui, con i suoi pensieri, comportamenti, scelte e priorità. Per questo è necessario attraversare il portale della fede. Ma non è tutto. Scriveva N. Berdjaev che nel Cristo, Dio è divenuto volto e l’uomo conosce a sua volta il proprio volto. Dio lo si incontra perciò anche nel nostro prossimo (il sacramento del fratello). Al riguardo, mi piace qui ricordare quanto disse il papa Paolo VI a chiusura del Concilio Vaticano II: «Se ci ricordiamo che nel volto di ogni uomo, specialmente se reso trasparente dalle lacrime e dalle sofferenze, noi possiamo e dobbiamo riconoscere il volto di Cristo, il Figlio dell’uomo, e se nel volto di Cristo possiamo e dobbiamo riconoscere il volto del Padre celeste: “Chi vede me – dice Gesù – vede anche il Padre” (cf Gv 14,9), il nostro umanesimo diventa cristianesimo, e il nostro cristianesimo si fa teocentrico, tanto che possiamo altresì affermare: per conoscere Dio bisogna conoscere l’uomo» (omelia, IX sessione del Concilio, 7 dicembre 1965). (p. Sandro Carotta)

Il Messale Romano- Terza edizione [continuazione] (di Maurizio Barba)

Del resto, insegna il Concilio che «non è possibile che si formi una comunità cristiana se non assumendo come radice e come cardine la celebrazione della sacra eucaristia, dalla quale deve quindi prendere le mosse qualsiasi educazione tendente a formare lo spirito di comunità (Presbyterorum ordinis, 6). Il Messale, dunque, come tutti i libri liturgici, oltre all’aspetto puramente funzionale, possiede pure una dimensione pedagogica che aiuta a conoscere e comprendere il valore di ciò che si celebra e a vivere quanto celebrato. Il Messale è, sì, il liber mensae altaris, ma anche il liber mensae scriptorii, uno strumento cioè che educa ogni cristiano, e in modo particolare coloro che sono chiamati a svolgere il ruolo di presidenti nelle celebrazioni liturgiche e quindi di mediatori tra l’altare e la navata, tra il libro e l’assemblea, a una piena e profonda «intelligenza» della liturgia perché risulti significativa ed efficace per il vissuto dei credenti. Nella sua duplice configurazione di liber celebrationis e di liber investigationis, il Messale costituisce il focus di accesso al contenuto di fede celebrato nella liturgia e alle notevoli potenzialità di ordine rituale e testuale in esso racchiuse, al fine di giungere a una fedele sintesi tra ortodossia e ortoprassi e a incrementare lo sviluppo dei dinamismi di crescita e maturità spirituali dell’esistenza cristiana. (8-continua)

angelo

Amministratore del sito web parrocchiale.

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