Letture: Atti degli Apostoli 9,1-22 / Salmo 18 / Timoteo 4,6-8.17-18
Dal Vangelo secondo Marco (16,15-18)
In quel tempo, [Gesù apparve agli Undici] e disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno».
Parola del Signore.
VITA ECCLESIALE
| Sabato 24 | 18.00 | + Dovadola Monica (5° anniv.) |
| Domenica 25 | 10.3018.00 | + Angelo ed Elena Padovani e Paolo e Nina Montanari+ Guadagnini Armando (3° anniv.)
+ Evarista e Fernando(R) |
| Lunedì 26 | 8.00 | (R) |
| Martedì 27 | 8.00 | + Benini Cesare e Rosa |
| Mercoledì 28 | ||
| Giovedì 29 | 18.00 | + Montesi Natale |
| Venerdì 30 | 8.00 | Deff. famiglia Baldrati |
| Sabato 31 | 18.00 | + Guerra Iole+ Farolfi Luisa, Dante e Valeria |
| Domenica 01 |
Orario Confessioni Venerdì ore 9.00 – 10.00 (don Fabio)
S. Paolo Sabato ore 16.45 17.45 (don Fabio)
Domenica ore 9.45 – 10.15 (don Fabio)
N.B. Concordare con don Fabio eventuali esigenze.
Chiesa della Conversione di S. Paolo Apostolo
Orario SS. Messe Feriale: Lunedì, Martedì e Venerdì ore 8.00
Mercoledì, Giovedì ore 18.00 Lunedì (Oratorio) ore 18.30
Prefestiva ore 18.00 Festiva ore 10.30 e 18.00
Tutti i giorni [escluso venerdì] ore 17.25 S. Rosario
Venerdì ore 17.30 Adorazione eucaristica, S. Rosario e Vespro
N.B. Tutte le celebrazioni si possono seguire anche nel sito internet della parrocchia
Chiesa di S. Giacomo Apostolo – Fruges
Orario SS. Messe Feriale dal Lunedì al Venerdì ore 18.30
Prefestiva ore 16.30 Festiva ore 8.00 e 11.00
S. Rosario dal Lunedì al Venerdì ore 18.00 Sabato ore 17.30
Cappella del Seminario di Montericco
Orario SS. Messe Martedì ore 19.00 e Mercoledì ore 7.00
| Anno : AGennaio – Febbraio 2026 |
LA VITA DELLA COMUNITA’
| Domenica 25Conversione
di S. Paolo Ap. |
Termina la settimana di preghiera per l’Unità dei CristianiSs. Messe ad orario festivo (S. Paolo e S. Giacomo).
Ore 10.30 (S. Paolo) : S. Messa della solennità presieduta dal vescovo mons. Mosciatti Al termine apertura della mostra ”Qualcosa di nuovo sul fronte occidentale” Ore 17.00 (S. Paolo) : Preghiera Ecumenica con padre Vasile Ghiran e rappresentanti della Comunità Rumeno Ortodossa, alla quale siamo tutti invitati. |
| Giovedì 29 | Ore 20.45 (canonica-S.Paolo) : Lettura comune della Parola di Dio della domenica. |
| Venerdì 30 | Ore 17.30 (S. Paolo) : Adorazione eucaristica, S. Rosario e celebrazione del Vespro |
| Sabato 31 | Ore 21.00 (oratorio) : Proiezione gratuita del film sul tema della mostra in S. Paolo dal titolo “Joyeux Noel (una verità dimenticata dalla storia)” |
| Domenica 01IV del T. Ord. | Ss. Messe ad orario festivo (S. Paolo e S. Giacomo). |
Avviso.- Il corso di preparazione al matrimonio inizia a fine gennaio – inizio febbraio. Le coppie interessate, prossime al matrimonio comunichino con il parroco al più presto.
In canonica in S. Paolo sono sempre disponibili le marmellate delle monache.
Visita alle famiglie con benedizione
in S. Paolo
26 – 29 gennaio
(dalle ore 14.30)
31 gennaio
(mattino e pomeriggio)
Lunedì 26 : Via Canalazzo (pari), Martello, Giardine,
Schiantamantello, Kennedy, Giovanni XXIII
Martedì 27 : Via Canalazzo (dispari).
Mercoledì 28 : Via Bagnarolo, Scariolanti, Manzone,
Di Vittorio.
Giovedì 29 : Via Berlinguer, don Orfeo, Sangiorgi,
Cimitero.
Sabato 31 : Via Mentana, p.za Martiri di Belfiore.
| Alla scuola di Gesù : | |||||||||||
| Lunedì | Martedì | Mercoledì | Giovedì | Venerdì | Sabato | ||||||
| Lc 10,1-9 | Mc 3,31-35 | Mc 4,1-20 | Mc 4,21-25 | Mc 4,26-34 | Mc 4,35-41 | ||||||
Vivere il mistero Quando Dio chiama una persona per una missione, la prepara in modo che anche il carattere e la personalità divengono componenti importanti per corrispondere al progetto del Signore e portarlo a compimento. Paolo era un uomo attivo, tanto è vero che, quando la voce del Signore lo raggiunge, dopo aver chiesto: «Chi sei?» subito Paolo aggiunge: «Che devo fare, Signore?». Ed alla risposta: «Alzati e prosegui verso Damasco», nonostante la cecità e guidato per mano dai suoi compagni, si rimette in viaggio. Del resto, che Paolo sia uomo d’azione è evidente anche nel suo esser stato zelante nella via del giudaismo e perciò osservante scrupoloso della legge e persecutore deciso dei cristiani. Egli stesso lo ricorda, nel brano degli Atti: «Io perseguitai a morte questa Via, incatenando e mettendo in carcere uomini e donne». E se Ananìa di lui afferma: «Sarai testimone di tutto quello che hai sentito e visto davanti a tutti gli uomini», Paolo corrisponde a questa missione con tutta la forza della sua attività. Pensiamo a quante persone Paolo ha incontrato, pensiamo ai viaggi che ha compiuto, alle sue numerose attività per evangelizzare i pagani. Questo «sano attivismo» di Paolo possiamo comprenderlo come frutto di un incontro tra lo Spirito Santo, che lo ha mosso e sostenuto per grandi imprese, e la sua natura umana, la sua personalità già predisposta all’azione. Paolo ci insegna che non possiamo essere uomini di mezze misure e che è importante essere persone che nell’azione riescono a far diventare vita quello che è ispirato nella loro mente e nel loro cuore. Nella seconda Lettera ai Corinti (cf 2Cor 11,24-27) troviamo un elenco di episodi ed esperienze vissute dall’Apostolo dal quale risulta evidente che la sua vita non è stata certamente facile: eppure sappiamo che la sua capacità di reagire di fronte agli ostacoli non è mai venuta meno. Talvolta, ciò che limita la nostra disponibilità all’azione sono gli ostacoli, le contrarietà, i contrattempi, le opposizioni; ma Paolo ci mostra come la sua azione in favore della missione sia stata piuttosto incentivata che bloccata dalle tante difficoltà che ha incontrato. Mentre per noi è frequente l’esperienza di una chiusura e di resa di fronte a qualche intralcio, come se la nostra azione non debba prevedere resistenze, Paolo quando è perseguitato, osteggiato, addirittura in pericolo non prende un anno sabbatico di pausa, non si permette una qualche depressione ma, nella preghiera e nella relazione con il Signore ritrova la forza dello Spirito Santo e continua la missione. Nella prima Lettera ai Corinti afferma: «Ho faticato più di tutti», ma subito si corregge aggiungendo: «Non io però, ma la grazia di Dio che è con me» (1Cor 15,10), quasi sentendo di aver messo davvero tutte le sue forze per l’annuncio del vangelo. Tra queste sue forze è compresa anche la sua affettività. Paolo sicuramente non è stato un uomo freddo e distaccato e dalle Lettere si capisce bene che tutte le sfumature emotive della sua personalità sono state coinvolte nella missione. Innanzitutto il suo amore intenso verso Cristo: per Paolo possiamo ben dire, non certo in senso romantico, che si è innamorato di Cristo, che è stato conquistato da Cristo. Scrive ai Filippesi, senza mezzi termini, di ritenere tutto spazzatura pur di guadagnare Cristo (cf Fil 3,8); Cristo era l’occupazione fondamentale dei suoi affetti, aveva il primato del suo cuore (cf Rm 8,35-39). E questo amore così radicale per Gesù, poi Paolo lo vive per Timoteo. che era uno dei suoi collaboratori: «Ho nostalgia di vederti per essere pieno di gioia» (2Tm 1,4). Ma di più, l’amore di Paolo è capace di grande dilatazione: Paolo ha fondato e amato delle comunità intere, migliaia di cristiani ma, quando scrive i saluti, si ricorda persona per persona. Nel capitolo 16 della Lettera ai Romani elenca ventisette nomi propri: un saluto ed un ricordo per ciascuno, per chi lo ha ospitato, per chi è stato compagno nelle fatiche, nella prigionia. Perché il vero amore non è in forma anonima e si ama singolarmente, uno per uno, anche quando si ha un cuore dilatato: un cuore che ama tanti non li confonde in una massa anonima ed anche un amore oblativo ama sempre personalmente. L’amore presuppone e richiede un volto davanti a un volto: non nasce quando una persona davanti a noi è solo un numero, quando le relazioni sono superficiali. Invece i nostri incontri vanno sempre personalizzati e, se noi cristiani imparassimo a vivere tutto questo, sarebbe già un grande apostolato. Paolo mette nel suo modo di amare diverse caratteristiche affettive e sentimentali; ha amato con un cuore di madre: «Siamo stati amorevoli in mezzo a voi, come una madre che ha cura dei propri figli» (1Ts 2,7) ed è stato anche solido come un padre: «abbiamo esortato ciascuno di voi, vi abbiamo incoraggiato» (1Ts 2,11-12). Ha amato con la gelosia che è tipicamente sponsale: «Io provo per voi una specie di gelosia divina: vi ho promessi infatti a un unico sposo per presentarvi a Cristo come vergine casta» (2Cor 11,2) ed anche con tutta le fatiche della sopportazione: «Figli miei, che di nuovo partorisco nel dolore, finché Cristo non sia formato in voi» (Gal 4,19). Dunque un’affettività ricca, quella di Paolo: con qualcuno un po’ materna, con qualcun’altro un po’ paterna, con un altro ancora un po’ fraterna. Perché l’amore chiede tenerezza e chiede robustezza, anche per questo nell’educazione dei figli occorre amore paterno e amore materno, l’amore chiede un buon grado di sopportazione e di resistenza, ma sono aspetti che oggi si vanno perdendo. Come cristiani dobbiamo stare attenti perché il mondo ha una aggressività sociale e verbale ben specifica che lo caratterizza: non imitiamo il mondo in queste cose, ma diventiamo imitatori di Cristo nella carità (cf 1Cor 11,1). Tante volte Paolo raccomanda l’affabilità e l’amabilità: facilitare il cammino degli altri, non creare contrapposizioni, muri, ideologie, ma cercare la strada per incontrare il maggior numero possibile di persone «Così, affezionati a voi, avremmo desiderato trasmettervi non solo il vangelo di Dio, ma la nostra stessa vita, perché ci siete diventati cari» (1Ts 2,8). Come lui lasciamoci coinvolgere nelle relazioni, lasciamoci veramente prendere dalla vita dei nostri fratelli. Se un sacerdote, una persona consacrata, i catechisti, gli operatori pastorali, ciascun battezzato nella propria testimonianza non arriva a dare se stesso oltre al Vangelo, fa metà apostolato, non apostolato intero.
(da una omelia del vescovo Marco presso le Suore Paoline di Mantova del 25.01.2019)