Programma dal 17 al 25 gennaio 2026

Letture: Isaia 49,3.5-6 / Salmo 39 / 1Cor 1,1-3

Ecco, Signore, io vengo per fare la tua volontà.

Dal Vangelo secondo Giovanni (1,29-34)

In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele».

Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».

Parola del Signore.

 

VITA ECCLESIALE

Sabato 17 18.00 + Pasotti Costante

+ Galanti Pia (anniv.) e Lanzoni Ugo e Lino

Domenica 18 10.30

18.00

+ Resta Albertina e Bruno

+ Carmine e Ida Leta

(R)

Lunedì 19 8.00 Per Chiara e Marinella (viventi)
Martedì 20 8.00 + Dovadola Silverio (4° anniv.)
Mercoledì 21 18.00 deff. fam. Pastorini e Marmi
Giovedì 22 18.00 (R)
Venerdì 23 8.00 (R)
Sabato 24 18.00 + Dovadola Monica (5° anniv.)
Domenica 25 10.30 + Angelo ed Elena Padovani e Paolo e Nina Montanari

+ Guadagnini Armando (anniv.)

Orario Confessioni Venerdì ore 9.0010.00 (don Fabio)

S. Paolo Sabato ore 16.45 17.45 (don Fabio)

Domenica ore 9.4510.15 (don Fabio)

N.B. Concordare con don Fabio eventuali esigenze.

Chiesa della Conversione di S. Paolo Apostolo

Orario SS. Messe Feriale: Lunedì, Martedì e Venerdì ore 8.00

Mercoledì, Giovedì ore 18.00 Lunedì (Oratorio) ore 18.30

Prefestiva ore 18.00 Festiva ore 10.30 e 18.00

Tutti i giorni [escluso venerdì] ore 17.25 S. Rosario

Venerdì ore 17.30 Adorazione eucaristica e S. Rosario

N.B. Tutte le celebrazioni si possono seguire anche nel sito internet della parrocchia

Chiesa di S. Giacomo Apostolo – Fruges

Orario SS. Messe Feriale dal Lunedì al Venerdì ore 18.30

Prefestiva ore 16.30 Festiva ore 8.00 e 11.00

S. Rosario dal Lunedì al Venerdì ore 18.00 Sabato ore 17.30

Cappella del Seminario di Montericco

Orario SS. Messe Martedì ore 19.00 e Mercoledì ore 7.00

 

Anno : A

Gennaio 2026

LA VITA DELLA COMUNITA’

Domenica 18

II del T. O.

Inizia la settimana di preghiera per l’Unità dei Cristiani

Ss. Messe ad orario festivo (S. Paolo e S. Giacomo).

Ore 16.00 (S. Paolo) : Concerto di S. Paolo con la partecipazione del “Coro S. Paolo”

Lunedì 19 Ore 20.45 (canonica) : Caritas parrocchiale
Mercoledì 21

S. Agnese

S. Messa ad orario feriale

Ore 20.30 (canonica-S.Paolo) : Prove del “Coro S. Paolo”

Giovedì 22 Ore 20.45 (canonica-S.Paolo) : Lettura comune della Parola di Dio della domenica.
Venerdì 23 Ore 17.30 (S. Paolo) : Adorazione eucaristica, S. Rosario e celebrazione del Vespro
Domenica 25

Conversione

di S. Paolo Ap.

Termina la settimana di preghiera per l’Unità dei Cristiani

Ss. Messe ad orario festivo (S. Paolo e S. Giacomo).

Ore 10.30 (S. Paolo) : S. Messa della solennità presieduta dal vescovo mons. Mosciatti Al termine apertura della mostra ”Qualcosa di nuovo sul fronte occidentale

Avviso.- Il corso di preparazione al matrimonio inizia a fine gennaio – inizio febbraio. Le coppie interessate, prossime al matrimonio comunichino con il parroco al più presto.

In canonica in S. Paolo sono sempre disponibili le marmellate delle monache.

Importante.- In S. Paolo, a partire da Lunedì 12 gennaio la S. Messa del Lunedi viene celebrata alle ore 8.00 e non alle 18.00.


Visita alle famiglie con benedizione 18 – 22 gennaio (dalle ore 14.30)

Domenica 18 : Via Casadei, Pasolini, Zardi.

Lunedì 19 : Via S. Lucia, Argine Mordano, Visani (pari)

Martedì 20 : Via Visani (dispari), Zaccagnini.

Mercoledì 21 : Via Buia, Damano, Fornace sotto, Primo Maggio, Dosso, Eynard (pari).

Giovedì 22 : Via Campazzo, Crocetta, Tombe, Galletto, Punta, Nuova, Eynard (dispari)


Alla scuola di Gesù :
Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì Venerdì Sabato
Mc 2,18-22 Mc 2,23-28 Mc 3,1-6 Mc 3,7-12 Mc 3,13-19 Mc 3,20-21

Vivere il mistero E’ opportuno ribadire che il Vangelo secondo Giovanni è l’ultimo dei quattro ad essere stato redatto (verso la fine del I secolo) e, pertanto, non si limita a riportare i fatti, ma ne fa anche una lettura teologica; uno stile che è già annunciato nel Prologo: «In principio era il Verbo e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio…» (Gv 1,1-18). Per questo, la pagina odierna è più complessa e profonda di quanto non appaia ad una prima lettura. Ad esempio, in aramaico servo e agnello sono indicati con uno stesso termine: talya. Il che condensa in una sola parola sia il servo sofferente annunciato da Isaia cf i capitoli di Isaia: 42,49,53), sia l’agnello pasquale che dà inizio all’esodo (cf Es 12), come pure l’agnello espiatorio per il perdono dei peccati (cf Lv 24). ln tal modo il battesimo di Gesù si collega alla Pasqua, al sacrificio che cancella il peccato del mondo e che dà inizio ai tempi nuovi, all’esodo definitivo verso la nuova Gerusalemme. La testimonianza del Battista ha una finalità primaria: affermare con sicurezza che in Gesù si compiono tutte le profezie; egli è il Messia, l’unto, il consacrato di YHWH per unire tutti i popoli nella Chiesa. Con lui la prima alleanza raggiunge il suo scopo e inizia la nuova ed eterna alleanza. La colomba evoca il diluvio e quell’alleanza allora annunciata che trova il suo sigillo nel sangue dell’Agnello immolato. Il battesimo in Spirito Santo sostituisce quello di semplice acqua; segna il superamento dell’antica economia e l’inizio del tempo della Chiesa, sacramento di salvezza per tutte le genti. Cristo, infatti, è l’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo e non quello di un solo popolo.

Il brano di Isaia è parte del secondo canto del servo di YHWH (49,1-13). ln esso è annunciato un misterioso personaggio inviato da Dio per «riunire Israele… restaurare le tribù di Giacobbe», un personaggio che sarà luce delle nazioni per portare la salvezza di Dio fino all’estremità della terra. Tale missione non è attribuibile in pienezza a nessun re d’Israele. Questo servo di Dio trova invece concretizzazione in quel Gesù che porta a compimento tutta la profezia del primo Israele: egli è l’Agnello immolato mandato da Dio per attirare a sé tutti gli uomini (cf Gv 12,32). Il salmo responsoriale (39) è citato dalla lettera agli Ebrei a proposito del sacrificio di Cristo (cf 10,5-8): «Non hai chiesto olocausto e vittima per la colpa. Allora ho detto: Ecco io vengo…». La profezia trova il suo vertice nella Parola che si fa carne. Anche nella vita del cristiano la forma più alta di annuncio è quando le parole diventano presenza e azione. La lettera di san Paolo è l’esordio della prima comunicazione alla comunità cristiana di Corinto (anno 57 circa). Si tratta di un saluto, ma in realtà è molto di più. In poche righe è espressa la realtà profonda della Chiesa e l’essenza della vita cristiana. La Chiesa è la comunione di «coloro che sono stati santificati in Cristo Gesù, chiamati ad essere santi insieme a tutti quelli che in ogni luogo invocano il nome del Signore nostro Gesù Cristo, Signore nostro e loro». Il battesimo in Spirito Santo è la chiamata a quella santità che si realizza nella progressiva conformazione della nostra vita a quella di Cristo. Con il battesimo tutti i cristiani partecipano alla missione profetica di Cristo. Così le parole che precedono l’unzione con il crisma subito dopo il lavacro battesimale: «Dio onnipotente… ti consacra con il crisma della salvezza, perché inserito in Cristo, sacerdote, re e profeta, sia sempre membro del suo corpo per la vita eterna». È sintomatico che Isaia sia chiamato da Dio con il termine che indica tutto il popolo: «Mio servo sei tu, Israele…». La missione dei singoli profeti esprimeva, in realtà, il compito dell’Israele di Dio nei confronti di tutti i popoli. Ciò è diventato ancora più vero nel contesto del secondo Israele dove tutti i battezzati, sebbene con ruoli e modalità diverse, sono chiamati ad essere annunciatori dell’Evangelo di Dio. Gesù è l’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo (Vangelo). Egli è la luce delle nazioni (prima lettura). La Chiesa di Dio non è prigioniera di alcuna cultura. «Inviata a tutti i popoli di qualsiasi tempo e di qualsiasi luogo, la Chiesa non si lega in modo esclusivo e indissolubile a nessuna stirpe o nazione, a nessun particolare modo di vivere, a nessuna consuetudine antica o recente» (Gaudium et spes, 58). Profezia e santità sono come le due facce inseparabili di un’unica medaglia che costituisce l’identità del cristiano. Tale identità non si afferma con le chiacchiere, né con l’ostentazione di semplici segni esteriori e tradizionali. Il vero profeta (e ogni cristiano è chiamato ad esserlo) è il santo, cioè il testimone della presenza e dell’azione di Dio fra gli uomini. ln altre parole, il vero profeta è colui che oggi fa conoscere l’Evangelo di Dio dando una voce, un volto, delle mani, un corpo a Gesù risorto. Sostituire con altri canti il canto dell’Agnello di Dio che accompagna la frazione del pane non solo è un’indebita manipolazione del rito della Messa, ma costituisce un impoverimento teologico di questo particolare momento rituale. È il canto dell’Agnello di Dio che illumina il vero significato del pane spezzato. Inoltre, senza questa invocazione verrebbe a mancare il legame con le parole con le quali il sacerdote presenta il corpo e il sangue di Cristo: «Ecco l’Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo». (don Silvano Sirboni)

Il Messale Romano- Note di Pastorale Liturgica [continuazione] (di p. Giuseppe Midili)

Proponendo un metodo si vuole ribadire la necessità e l’urgenza di evitare celebrazioni non preparate, in cui le persone si ritrovano qualche minuto prima in sacrestia, si dividono i servizi e vanno all’altare preoccupate più di ciò che si deve fare che di entrare in relazione con Dio. La scelta di metodo e la proposta di elaborazione si fondano su un principio formulato da J. A. Jungmann, nel tempo di pieno sviluppo del movimento liturgico: la liturgia, celebrata in modo vivo, è la forma principale di pastorale, la più fruttuosa e significativa per il bene del popolo di Dio. Accogliere lo schema che verrà formulato in queste pagine significa elaborare un metodo che non aiuta solo a pregare meglio e a preparare in modo proficuo l’esperienza celebrativa, ma contribuisce all’azione di pastorale liturgica e di evangelizzazione, che la Chiesa porta avanti anche per mezzo della bellezza della liturgia. (5-fine)

angelo

Amministratore del sito web parrocchiale.

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