Programma dal 27 settembre al 5 ottobre 2025

Letture: Amos 6,1a.4+-7 / Salmo 145 / 1 Timoteo 6,11-16

Loda il Signore, anima mia.

 

Dal Vangelo secondo Luca (16,19-31)

In quel tempo, Gesù disse ai farisei:

«C’era un uomo ricco, che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti. Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe.

Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando negli inferi fra i tormenti, alzò gli occhi e vide di lontano Abramo, e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: “Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell’acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua, perché soffro terribilmente in questa fiamma”.

Ma Abramo rispose: “Figlio, ricòrdati che, nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti. Per di più, tra noi e voi è stato fissato un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi, non possono, né di lì possono giungere fino a noi”. E quello replicò: “Allora, padre, ti prego di mandare Lazzaro a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli. Li ammonisca severamente, perché non vengano anch’essi in questo luogo di tormento”. Ma Abramo rispose: “Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro”. E lui replicò: “No, padre Abramo, ma se dai morti qualcuno andrà da loro, si convertiranno”. Abramo rispose: “Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti”».

Parola del Signore.

VITA ECCLESIALE

Sabato 27 18.30 Pro populo
Domenica 28 10.30 + Mondini Luigi, Alfredo e Giulia
Lunedì 29 18.30 + Montesi Natale+ Resta Maria e Bassi Giovanni

+ Vilardo Francesco

Martedì 30
Mercoledì 01
Giovedì 02 18.30 + Biancoli Vincenzo
Venerdì 03 8.00 + don Felice Marchi
Sabato 04
Domenica 05 18.30 + Rizzi Luigi (detto Carlo)

Orario Confessioni Venerdì ore 9.0010.00 (don Fabio)

Sabato ore 17.1518.15 (don Fabio)

Domenica ore 9.4510.15 (don Fabio)

N.B. Concordare con don Pietro eventuali esigenze.

Orario SS. Messe Feriale: Martedì e Venerdì ore 8.00

Lunedì, Mercoledì, Giovedì e Sabato ore 18.30

Festivo : ore 10.30, 18.30

Tutti i giorni [escluso venerdì] ore 17.55 S. Rosario (in forma più solenne)

Venerdì ore 17.30 Adorazione eucaristica e S. Rosario

Anno : CSettembre – Ottobre 2025

LA VITA DELLA COMUNITA’

Domenica 28XXIV del . Ord. Ss. Messe alle ore 10.30 e 18.30 (S. Paolo)
Lunedì 29Ss. Michele, Gabriele e Raffaele S. Messa ad orario feriale
Mercoledì 01S. Teresa di Gesù Bambino S. Messa ad orario ferialeOre 20.30 (canonica) : Prove del “Coro S. Paolo”
Giovedì 02Ss. Angeli Custodi S. Messa ad orario feriale
Venerdì 03 Primo venerdì del mese – Comunione agli impeditiOre 8.45 – 12.00 (S. Paolo) : Adorazione eucaristica.

Ore 17.30 (S. Paolo) : Adorazione Eucaristica e S. Rosario

Sabato 04S. Francesco d’Assisi Ore 7.30 (S. Paolo) : Partenza in processione verso il Santuario della B.V. della Consolazione recitando il S. Rosario.Ore 8.00 (Santuario) : Celebrazione della S. Messa
Domenica 05XXVII del T. Ord. Ss. Messe alle ore 10.30 (Santuario) e 18.30 (S. Paolo)Ore 10.30 (Santuario) : S. Messa (celebrata nel piazzale del Santuario).

Ore 17.00 (Santuario): S. Rosario

La festa al Santuario della B.V. della Consolazione

Domenica 5 ottobre ore 10.30 : S. Messa nel piazzale del Santuario

ore 17.00 : S. Rosario nel Santuario

1- In sacrestia sono sempre disponibili le marmellate delle monache clarisse di Imola.

Alla scuola di Gesù :
Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì Venerdì Sabato
Gv 1,47-51 Lc 9,51-56 Lc 9,57-62 Mt 18,1-5.10 Lc 10,13-16 Mt 11,25-30

Vivere il mistero – L’ingiustizia sociale è una piaga che affligge l’umanità da millenni. Il profeta Amos nel secolo VIII a.C. tracciò un ritratto impietoso nei confronti dei ricchi che scelgono la logica del denaro; logica che non si ferma davanti a niente e a nessuno pur di guadagnare, guadagnare sempre di più e a qualunque costo. In nome del guadagno, coloro che sposano tale logica calpestano i poveri e sterminano gli umili del paese. È ovvio che la condanna divina sia inevitabile. La logica di Dio, infatti, è diversa da quella dei ricchi. Colui che vive da egoista non può vivere eternamente in comunione con gli altri e con Dio. Qualcuno ha proposto la rivoluzione come strumento per arrivare alla giustizia sociale e all’eguaglianza. L’insegnamento del Maestro, nel Vangelo odierno, propone come linea di soluzione l’ascolto della Parola da cui poi prenderanno vita le strategie che l’amore cristiano saprà umanamente organizzare.  I ricchi, i sapienti e i potenti lasciano il loro nome alla storia, nessuno si ricorda dei singoli poveri. Nella storia della salvezza avviene il contrario: conosciamo il nome del povero Lazzaro. Non conosciamo il nome del ricco, costui viene spesso chiamato con il nome di epulone che non è un nome, ma è un epiteto che deriva dalla traduzione latina della Vulgata. Girolamo in Lc 16,19 traduce il testo greco in questo modo: «Homo quidam erat dives et… epulabatur cotidie splendide (Un certo uomo era ricco e… banchettava ogni giorno lautamente)». Epulone è un nome italiano fatto derivare dal verbo latino «epulon» (mangiare, banchettare): più o meno significa, «mangione». Dio non può restare indifferente di fronte al ricco sazio e al povero affamato. La comunità cristiana invoca l’intervento di Dio in modo forte. Nella prima petizione della Colletta propria, infatti, invoca Dio con queste parole: «Stabilisci con giustizia la sorte di tutti gli oppressi, poni fine all’orgia degli spensierati». E poiché Paolo avverte coloro che stanno in piedi di non cadere, la comunità prega per la propria conversione che deriva dall’ascolto della Parola (terza petizione della Colletta propria: «E fa’ che aderiamo in tempo alla tua Parola». Poco prima del testo evangelico odierno, in Lc 16,14, i farisei sono tratteggiati come persone attaccate al denaro: «l farisei, che erano attaccati al denaro, ascoltavano tutte queste cose e si beffavano di lui». Si tenga presente che i farisei credevano alla vita dopo la morte e, perciò, la provocazione della parabola è precisa in quanto il corpo del racconto parabolico avviene nell’ambito della sopravvivenza dopo la morte. Il testo si suddivide in due momenti. Il primo (Lc 16,19-21) presenta i protagonisti nella loro situazione storica: il ricco mangione e il povero Lazzaro, commiserato dai cani e non dal ricco. Nel secondo (Lc 16,22-31) viene illustrata la situazione dei due dopo la loro morte: Lazzaro in braccio ad Abramo in paradiso, il ricco mangione in mezzo alle fiamme. Questa seconda parte è scandita dalla parola «padre». Il primo brano (Lc 16,24-26) inizia con «padre Abramo» ed è dominato dal lamento del ricco perché la fiamma lo tortura. Il secondo (Lc 16,27) è caratterizzato dalla sola invocazione «padre» ed è dominato dalla richiesta: Lazzaro dovrebbe ammonire i fratelli del ricco perché cambino stile di vita. Il terzo brano (Lc 16,30) ha l’espressione «padre Abramo» (inclusione con la prima espressione) ed è caratterizzato dalla motivazione: l’ascolto di chi viene dai morti porta alla conversione. Abramo smaschera tale motivazione se non si ascolta la Parola di Dio nessun miracolo è efficace. Le risposte di Abramo sono agghiaccianti: sono sempre un «no!», insuperabile. (don Renato De Zan)

Spazi per la liturgia- Adoriamo il Sacramento [continuazione] (di Pietro Sorci)

In ogni caso la distribuzione della comunione deve essere sempre preceduta da una liturgia della Parola, più o meno sviluppata secondo i casi perché non e possibile nutrirsi del pane del corpo di Cristo se prima non ci si è nutriti del pane delia sua Parola. L’adorazione eucaristica, privata e pubblica, prolunga nei fedeli gli atteggiamenti e i frutti della partecipazione all’Eucaristia e li dispone a meglio partecipare ad essa. I pii esercizi che si fanno dinanzi ad essa hanno- lo scopo di aiutare i fedeli a intensificare la comunione con Cristo, ad intercedere per la pace e la salvezza del mondo, ad approfondire l’alleanza, a trasformare tutta la vita in rendimento di grazie, ad offrire la propria vita con Cristo al Padre, ad attingere da questo mirabile scambio un aumento di fede, di speranza e di carità, in una parola ad attuare nelle opere i significati e i contenuti dell’Eucaristia ricevuta. L’esposizione specialmente nella forma delle Quarantore porta a riconoscere la presenza di Cristo e invita-alla comunione di Spirito con lui, unione che trova il suo culmine nella comunione sacramentale. Perciò nelle esposizioni deve apparire con chiarezza il rapporto con la Messa e la volontà di Cristo che ha istituito l’Eucarestia principalmente come nostro cibo, rimedio e sollievo. Nelle processioni Eucaristiche infine, in cui l’Eucaristia viene portata solennemente per le vie con l’accompagnamento di canti, e specialmente in quella Annuale nella solennità del Corpo e del Sangue di Cristo, il popolo cristiano rende pubblica testimonianza di fede verso il Santissimo Sacramento, manifestando che l’Eucaristia non è soltanto il centro della vita della Chiesa, ma anche il fine del cammino e di tutte le umane attività e la primizia della creazione redenta e rinnovata. (7-fine)

angelo

Amministratore del sito web parrocchiale.

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