Programma dal 3 all’11 gennaio 2026

Letture: Siracide 24,1-2.8-12 / Salmo 147 / Efesini 1,3-6.15-18

Il Verbo si è fatto carne e ha posto la sua dimora in mezzo a noi.

 

Dal Vangelo secondo Giovanni (1,1-18)

In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio.

Egli era, in principio, presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.

In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta.

Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni.

Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui.

Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce.

Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo.

Era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui; eppure il mondo non lo ha riconosciuto.

Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto.

A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali, non da sangue né da volere di carne né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati.

E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità.

Giovanni gli dà testimonianza e proclama: «Era di lui che io dissi: Colui che viene dopo di me è avanti a me, perché era prima di me».

Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto: grazia su grazia.

Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.

Dio, nessuno lo ha mai visto: il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre,

è lui che lo ha rivelato.

Parola del Signore.

VITA ECCLESIALE

Sabato 03 18.00 + Preda Maria Teresa
Domenica 04 10.30

18.00

+ Ruffini Armanda, Dovadola Ivano, Monica e Silverio e secondo le intenzioni di Maria Teresa (vivente)

+ Manara Bruno

Lunedì 05 18.00 + Rizzi Luigi (detto Carlo – 2° anniv.)
Martedì 06 10.30

18.00

+ Marani Umberto e Peruzzi Giovanna

+ Giovanni, Isolina, Giacomo, Elde e don Orfeo

+Ravaglia Iris

Mercoledì 07
Giovedì 08
Venerdì 09
Sabato 10 18.00 Deff. Fam. Preti e Gotti

+ Saguatti Claudio

Domenica 11

Orario Confessioni Venerdì ore 9.0010.00 (don Fabio)

S. Paolo Sabato ore 16.45 17.45 (don Fabio)

Domenica ore 9.4510.15 (don Fabio)

N.B. Concordare con don Fabio eventuali esigenze.

Chiesa della Conversione di S. Paolo Apostolo

Orario SS. Messe Feriale: Lunedì, Martedì e Venerdì ore 8.00

Mercoledì, Giovedì ore 18.00 Lunedì (Oratorio) ore 18.30

Prefestiva ore 18.00 Festiva ore 10.30 e 18.00

Tutti i giorni [escluso venerdì] ore 17.25 S. Rosario

Venerdì ore 17.30 Adorazione eucaristica e S. Rosario

N.B. Tutte le celebrazioni si possono seguire anche nel sito internet della parrocchia

Chiesa di S. Giacomo Apostolo – Fruges

Orario SS. Messe Feriale dal Lunedì al Venerdì ore 18.30

Prefestiva ore 16.30 Festiva ore 8.00 e 11.00

S. Rosario dal Lunedì al Venerdì ore 18.00 Sabato ore 17.30

Cappella del Seminario di Montericco

Orario SS. Messe Martedì ore 19.00 e Mercoledi ore 7.00

 

Anno : A

Gennaio 2026

LA VITA DELLA COMUNITA’

Domenica 04

II dopo Natale

Ss. Messe ad orario festivo (S. Paolo e S. Giacomo).
Lunedì 05 Ore 16.30 (S. Giacomo) : S. Messa prefestiva

Ore 18.00 (S. Paolo) : S. Messa prefestiva

Martedì 06

Epifania del Signore

Ss. Messe ad orario festivo (S. Paolo e S. Giacomo).

Ore 10.30 (S. Paolo) : S. Messa e benedizione delle famiglie

Ore 16.00 (oratorio) : Festa per le famiglie

Mercoledì 07 Ore 20.30 (canonica) : Prove del “Coro S. Paolo”
Giovedì 08 Ore 20.45 (canonica) : Lettura comune della Parola della domenica.
Venerdì 09 Ore 17.30 (S. Paolo) : Adorazione eucaristica e S. Rosario

Ore 20.30 (oratorio) : “Dal Sinodo alla quotidianità”Incontro con mons. Erio Castellucci sul Sinodo della Chiesa italiana.

Sabato 10 Ore 15.00 (S. Giacomo) : Riprende il catechismo per le classi 2, 3, 4 e 5 elementare.

Ore 16.30 (S. Giacomo) : S. Messa prefestiva

Domenica 11

Battesimo del Signore

Ss. Messe ad orario festivo (S. Paolo e S. Giacomo).

Ore 9.30 (S. Giacomo) : Riprende il catechismo per la classe prima media

Avviso.- E’ in definizione il corso di preparazione al matrimonio che inizierà a fine gennaio – inizio febbraio. Le coppie interessate, prossime a celebrare il Sacramento del matrimonio, è bene che al più presto diano la propria adesione comunicando con il parroco.

Martedì 6 gennaio festa della famiglia con S. Messa solenne alle 10.30 e ritrovo all’Oratorio dalle ore 16.00

Importante.- In S. Paolo, a partire da Lunedì 12 gennaio varia l’orario delle S. Messe feriali come riportato sotto:

Lunedì, Martedì e Venerdì : Mattino ore 8.00

Mercoledì e Giovedì : Pomeriggio ore 18.00

In canonica in S. Paolo sono sempre disponibili le marmellate delle monache.

Alla scuola di Gesù :
Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì Venerdì Sabato
Gv 1,43-51 Mt 2,1-12 Mt 4,12-17.23-25 Mt 6,34-44 Mc 6,45-52 Lc 4,14-22a

Vivere il mistero Il brano evangelico di questa domenica (lo stesso della Messa natalizia del giorno) è l’esordio del Vangelo secondo Giovanni, o meglio, il prologo. Si tratta di un’introduzione che costituisce la sintesi del mistero di Cristo, della sua vita e della sua missione. Potrebbe essere considerato il parallelo dei Vangeli dell’infanzia di Gesù secondo Matteo e Luca, sebbene con un genere letterario del tutto diverso. Infatti, come il prologo di Giovanni ha lo scopo di comunicare:

1) Chi è Gesù: il Verbo eterno del Padre che si è reso visibile nella nostra carne e in vista del quale è stato creato questo mondo.

2) Quale la sua missione: darci la possibilità in Gesù di essere anche noi figli, partecipi della sua stessa dignità e quindi anche eredi della sua stessa gloria.

3) Chi è Dio: nessuno l’ha mai visto, ma chi conosce Gesù attraverso l’accoglienza della sua parola e l’intima comunione sacramentale con lui, «conosce» Dio.

Il riferimento al Battista è per ribadire, attraverso la testimonianza dell’ultimo dei profeti dell’Antico Testamento che Gesù è veramente il messia «perché era prima di me». Già nel prologo è presente il tema giovanneo della lotta fra la luce e le tenebre che ritornerà sovente nella predicazione di Gesù. È pure annunciata la tragica possibilità del rifiuto da parte di chi non saprà riconoscere la presenza di Dio nell’umanità di Cristo e quindi nella materialità dell’umana natura, nella storia della salvezza che segue la dinamica dell’incarnazione fino alla fine dei secoli. «E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi». L’incarnazione è uno stile di Dio che, pur con modalità diverse, continua nella storia della salvezza attraverso la materialità dei sacramenti di cui il pane e il vino nell’Eucaristia sono il vertice. L’espressione «il Verbo si fece carne» potrebbe, forse, diventare più comprensibile a tutti se nella predicazione il termine Verbo si sostituisse con Parola oppure addirittura con Messaggio. Infatti, tutto quello che Dio vuole comunicarci è presente in Gesù, nella sua persona, nei suoi gesti, nelle sue parole. Un messaggio che tutti possono leggere e comprendere, anche se analfabeti. «Dal momento in cui ci ha donato il Figlio suo, che è la sua unica e definitiva parola, ci ha detto tutto in una sola volta in questa sola parola… Perciò chi volesse ancora interrogare il Signore e chiedergli visioni o rivelazioni, non solo commetterebbe una stoltezza, ma offenderebbe Dio, perché non fissa il suo sguardo unicamente in Cristo e va cercando cose diverse e novità» (San Giovanni Della Croce, Salita al Carmelo,2,22). A cominciare dall’XI secolo il prologo di Giovanni, in quanto sintesi di tutto l’Evangelo, era proclamato come formula di benedizione sui morenti, prima di dare il viatico; così pure al termine del battesimo per i bambini; infine, fra il XIII e XVI secolo anche come benedizione complementare al termine della Messa. Questo spiega la sua presenza al termine della Messa tridentina fino alla riforma del Vaticano II.

(don Silvano Sirboni)

Il Messale Romano- Note di Pastorale Liturgica [continuazione] (di p. Giuseppe Midili)

Si dedicherà particolare attenzione al modo in cui si prepara e si svolge la celebrazione eucaristica, sia a livello personale sia comunitariamente, perché essa divenga realmente incontro tra Dio e il suo popolo, per valorizzare «le diverse possibilità di scelta e di adattamento» che il Messale prevede e si proporrà una mediazione «tra il mistero celebrato e l’assemblea concreta». La pubblicazione della nuova traduzione è l’occasione propizia per riflettere su alcuni principi di pastorale liturgica e di prassi celebrativa, che sono stati elaborati dal movimento liturgico, sanciti dal Concilio e diffusi nella fase di attuazione della riforma, ma ancora non hanno trovato piena applicazione. ln questo senso il Messale va accolto come libro della preghiera, che aiuta la comunità a entrare in relazione con Dio e la preparazione e l’organizzazione delle celebrazioni sono parte della dimensione orante della liturgia. La regia liturgica non è cura della cerimonia, ma proposta di un metodo di preghiera che aiuti a curare e vivere bene la celebrazione. Infatti «la bellezza della liturgia scaturisce dall’armonia di gesti e parole con cui si è coinvolti nel mistero celebrato» e i diversi linguaggi che caratterizzano l’arte del celebrare non costituiscono un’aggiunta ornamentale estrinseca, in vista di una maggiore solennità, ma appartengono alla forma sacramentale propria del mistero eucaristico, cioè sono parte della preghiera della Chiesa e come tale vanno preparati e vissuti. (3-continua)

angelo

Amministratore del sito web parrocchiale.

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