ANNO SANTO 2025: Testimoni della speranza

don Pietro Marchetti

Ci stiamo preparando a vivere un tempo di grande Grazia con l’Anno Santo che si apre alla vigilia del Santo Natale di quest’anno, soprattutto saremo chiamati ad essere portatori di Speranza.
Riporto l’introduzione che Mons. Erio Castellucci, vescovo di Modena e Carpi, ha fatto nel recente incontro al duomo di Faenza, presenti anche tante persone della nostra diocesi. Così ha esordito: “quando si parla del nostro tempo lo si associa alla pesante parola “Crisi”; la crisi del nostro tempo e a questa, si associa, quella della “crisi della nostra Chiesa” e in generale del cristianesimo in occidente: questo è vero perché abbiamo dei fatti e non delle ideologie, abbiamo una crisi culturale che porta tanti drammi esistenziali, tanta solitudine, anche negli adolescenti e nei giovani, che spesso si esprime nel silenzio, nella chiusura; abbiamo una crisi climatica con tutte le sue conseguenze che ben conosciamo; abbiamo una crisi geo-politica impressionante, guerre, tensioni; abbiamo una perdurante crisi economica, la forbice tra ricchi e poveri nel mondo cresce: questo è un fatto e dentro tale crisi c’è anche la Chiesa, grazie a Dio c’è anche la Chiesa, perché diversamente potremmo pensare che la Chiesa sia fuori dal mondo, che viva in una bolla beata, che non si interessa dei problemi della gente, che sorvola la storia come una mongolfiera, invece la Chiesa come l’ha voluta Gesù cammina sulla strada, assieme agli uomini e respira la stessa polvere, vive le stesse gioie e le stesse fatiche.
Quando diciamo “crisi della Chiesa” diciamo una cosa vera, che deve esserci, perché se la chiesa non fosse in crisi non sarebbe la Chiesa di Gesù, sarebbe una chiesa che abita altrove. Però la Chiesa non deve lasciarsi travolgere dalla crisi, ma deve abitare la crisi destando segni di SPERANZA. San Pietro diceva: “siate sempre pronti a rendere ragione, a chiunque vi chiede, della Speranza che è in voi”.
Di fronte alla crisi del mondo la Chiesa non può ripiegarsi su se stessa (si salvi chi può, siamo in un’isola beata, cerchiamo di mantenere quello che c’è, di restaurare, di rifarci il trucco). La Chiesa in questo modo tradirebbe se stessa se si fermasse ad essere un’ isola felice.
Gesù la vuole come Sale-Luce-Lievito, immagini semplici, Gesù non ha mai detto che la Chiesa debba essere un esercito, un castello, ma ha detto “siete il sale, la luce, il lievito” : immagini apparentemente deboli. Se abbiamo fame non mangiamo il sale, ma gli alimenti conditi con il sale, se cerchiamo la luce, non guardiamo il sole, ma le cose illuminate dal sole, e non mangiamo una bustina di lievito, ma mangiamo una torta dove è usato il lievito: questo per dire che noi siamo qui per servire: “segno e strumento dell’intima unione con Dio e dell’unità di tutto il genere umano”.
Il nostro compito è quello di iniettare nel mondo la Speranza che è quella in Gesù Risorto: con Gesù si parla di vita-morte-vita. Già da ora ci debbono essere segni di resurrezione, nelle nostre relazioni: accettiamo serenamente di non essere tutta la pasta, ma soltanto il lievito, accettiamo di essere minoranza, però CREATIVA, non minoranza AGGRESSIVA ma neanche minoranza REMISSIVA, ma CREATIVA.
“Proponiamo qualcosa di bello, iniziando ad abbassare il tono dei lamenti che sono tanti. La Chiesa non si deve ripiegare su se stessa, ma mantenere una attenzione al territorio e ai suoi problemi” .
Questo è il compito che Gesù chiede a ciascuno di noi e alla nostra comunità: essere lievito di SPERANZA.

FESTA DELLA RIPRESA 2024:LABORATORIO DI CARITA’

don Pietro Marchetti, parroco

La Festa della Ripresa è per tutti, e in particolare per coloro che vi operano fattivamente nei vari servizi, già iniziati da tempo con la programmazione e la preparazione dei tortellini, una preziosa occasione per “crescere nell’amore e nella carità verso gli altri”.
San Paolo, il nostro maestro e patrono, ci guida in questo percorso con queste sue parole “la carità non sia ipocrita: detestate il male, attaccatevi al bene, amatevi gli uni gli altri con affetto fraterno, gareggiate nello stimarvi a vicenda”.
A partire da queste parole “preziose più dell’oro” domandiamoci: quale atmosfera c’è nella nostra comunità ? Avere un’atmosfera buona e edificante non succede mai per caso. Richiede impegno e un cammino di fede. Una buona atmosfera può peggiorare se non viene curata, come un’atmosfera negativa può migliorare moltissimo, con un vero impegno e l’aiuto di Dio. Un’atmosfera negativa è un chiaro segno della presenza del peccato. Il modo di cambiare un’atmosfera negativa è di riconoscere, confessare e abbandonare il peccato.
E la seconda domanda è: quale atmosfera c’è dentro ciascuno di noi ? Prima di tutto dobbiamo renderci conto che è molto difficile vederci come siamo veramente.
Abbiamo mai chiesto agli altri come ci vedono ? Se lo facciamo forse scopriremo che gli altri ci vedono diversamente da come ci vediamo noi.
Per esempio: una persona egoista raramente si vede come tale, o una persona brusca e impaziente non si rende conto di essere così, una persona pigra non pensa di essere così, una persona orgogliosa pensa solo di essere veramente migliore degli altri, ma non di essere orgogliosa.
Una bella confessione può rientrare nella preparazione alla festa della Ripresa, per chiedere a Dio di aiutarci a togliere dentro di noi tutto ciò che ci impedisce di amare gli altri.
Tutto questo per fare il bene senza “ipocrisia” e, se per caso notiamo che in noi c’è ipocrisia, chiediamo al Signore di aiutarci a cambiare il nostro cuore, mentre continuiamo ad impegnarci a fare la cosa giusta.
E la mèta finale diventa: stimare gli altri superiori a noi stessi. Se non stimo gli altri superiori a me stesso vuol dire che non conosco bene il mio cuore.
Nel nostro rapporto con gli altri Dio ci chiama a presumere il bene per quanto riguarda il cuore degli altri, e a riconoscere quanto il nostro proprio cuore è spesso malvagio.
Se viviamo così allora diventa molto più facile agire con umiltà, stimando gli altri superiori a noi. Allora, diventa facile anche rendere onore gli uni gli altri.

Buona festa della Ripresa a tutti.

Medjugorje, 25 Agosto 2024

“Cari figli!

Oggi la mia preghiera con voi è per la pace.

Il bene e il male lottano

e vogliono prevalere nel mondo

e nei cuori degli uomini.

Voi siate uomini di speranza,

di preghiera e di grande fiducia in Dio Creatore

al quale tutto è possibile.

Figlioli, la pace prevalga in voi ed attorno a voi.

Vi benedico con la mia benedizione materna

affinché, figlioli, siate gioia

per tutti coloro che incontrate.

Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

Medjugorje, 25 Luglio 2024

“Cari figli miei!

Con gioia vi ho scelti e vi guido

perché in voi, figlioli,

vedo uomini di fede, speranza e preghiera.

Figlioli,

vi guidi la fierezza di essere miei,

e io vi guido a Lui che è via, verità e vita.

Sono anche con voi affinché la pace vinca in voi ed attorno a voi

perché Dio mi ha mandato a voi per questa intenzione.

Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

Medjugorje, messaggio a Marija nel 43° anniversario delle apparizioni

“Cari figli!

Gioisco con voi e ringrazio Dio

per avermi permesso di stare con voi

per guidarvi ed amarvi.

Figlioli, la pace è in pericolo

e la famiglia è attaccata.

Vi invito, figlioli,

ritornate alla preghiera in famiglia.

Mettete la Sacra Scrittura in un posto visibile

e leggetela ogni giorno.

Amate Dio al di sopra di ogni cosa

affinché stiate bene sulla terra.

Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”