Il Vangelo di oggi ci presenta l’evento che prelude la nascita di Gesù: il suo concepimento attraverso una donna credente, Maria. Se la rivelazione dell’angelo a Maria è un discorso lungo, la risposta dell’umile vergine di Nazareth è invece brevissima: “Ecco la serva del Signore: avvenga peri me secondo la tua parola”. Maria aderisce con risoluta semplicità all’amore di Dio e così fa spazio in sé al figlio che solo Dio ci poteva dare.
Oggi i ragazzi del catechismo hanno acceso la quarta candela del “lucernario” che ci accompagnerà fino al Natale. La luce che si è accesa sempre di più è accompagnata dal cambio dei colori della composizione in cui sono inserite le candele; dal colore più scuro fino a quello solare di quest’ultima domenica a significare il progredire della luce che viene sulla terra: Gesù. La quarta candela è detta “degli Angeli”, i primi ad annunciare al mondo la nascita del Messia.
L’accensione dell’ultima candela d’AvventoIl lucernario d’Avvento con tutte e quattro le candele acceseIl Vangelo di oggi ricordava l’annunciazione dell’Angelo a Maria come riprodotta nel bellissimo quadro sul presbiterioLa benedizione dei Bambini Gesù da mettere nei presepi
Questa sera si è svolto, presso la chiesa di San Paolo di Massa Lombarda, il Concerto di Natale cui hanno partecipato il coro parrocchiale “San Paolo”, la corale “Ettore e Antonio Ricci”e il coro di voci bianche “Dolci note di Natale” tutti di Massa Lombarda. Questi cori hanno aiutato i presenti ad entrare meglio nell’atmosfera natalizia per vivere appieno il grande Mistero della nascita di Gesù. Un folto pubblico ha seguito con attenzione le varie esibizioni tributando lunghi applausi.
CORO “SAN PAOLO” Gioia ed amor
di G.F.Haendel Lulajze Jezuniu
arr. J. Livingston Ding dong! Gloria!
arr. C. Jennings Dormi mio dolce Gesù
W.A. Mozart–Santucci Cantico di Natale
di A. Adam Astro del ciel
di F. Gruber Noel Noel
arr. Stainer-Willcocks Marcia dei Re Magi
G.B.Lulli-D.Ripplinger DIR. VITO BARONCINI
CORO di voci bianche “DOLCI NOTE DI NATALE” White Christmas
di Irving Berlin Una culla piena d’amore
di R. Giorgi-F. Trotta Jingle Bells
di J. L. Pierpont
Coordinatrici: PAOLA GAMBETTI, ROSANNA SANTAGATA, EMANUELA TAZZARI
CORO “E. e A. RICCI” E’ zóc ad Nadël
di G. Bianchi Benedictus
di K.Jenkins Ave Maria
di F. De Andrè Amazing grace
di J.Newton You raise me up
di F. Sherry-R. Lovland Hallelujah
di L. Cohen DIR. AURORA RAMBELLI
Il tempo di avvento che dispone i cuori e le menti a riconoscere la presenza di Dio in mezzo a noi, tra le sue caratteristiche possiede quello di essere il tempo dei testimoni, degli inviati da Dio. Giovanni Battista è “l’ultimo” tra gli inviati, cioè portatori della Parola, del messaggio di Dio che in Gesù diverrà per noi “Vangelo”, cioè lieta notizia. L’umiltà e l’essenzialità dell’uomo del deserto, Giovanni Battista, ci siano di guida e di stimolo, per vivere autenticamente e sobriamente questo avvento che sta per concludersi.
Il Vangelo è un messaggio di gioia: questo proclama la liturgia della terza domenica di Avvento che, dalle parole di Paolo nell’antifona di ingresso, ha preso il nome di domenica Gaudete o della gioia. Ecco perché il sacerdote smette il colore viola tipico dell’Avvento per indossare il colore rosa come simbolo di gioia.
Don Pietro durante l’omelia con i paramenti liturgici rosa
I ragazzi del quarto anno di catechismo hanno acceso la terza candela della corona d’avvento che è detta “dei pastori”, i primi che videro ed adorarono il Messia.
Questa domenica ai ragazzi del catechismo è stato chiesto di portare dei doni per i più bisognosi da consegnare alla Caritas parrocchiale.
“Il deserto è l’ambientazione della Parola di Dio di oggi. (…) Il deserto si può considerare come simbolo del silenzio interiore che permette alla voce di farsi sentire. (…) Il silenzio è la culla dell’amore vero, quello che riesce a distinguere, tra le tante voci, la voce di Dio e dei fratelli.”
di Don Alexander Grillini da Il nuovo Diario Messaggero del 9 dicembre 2017
Oggi si è accesa la seconda candela del Lucernario che è anche detta “di Betlemme”, per ricordare la città in cui è nato il Messia.
L’accensione della seconda candela.
Si è poi ricordato il dodicesimo anniversario di fondazione della Casa “Padre Marella”.
Inoltre è stata consegnata la veste ad un chierichetto che la domenica prima era stato assente per malattia.
“Nella solennità dell’Immacolata concezione della Beata Vergine Maria, in tempo di Avvento, la Chiesa medita l’Annunciazione. Questo testo è un meraviglioso paradigma di ogni visita del Signore. Anzitutto l’angelo è “mandato da Dio”. La vita nuova non può partire da noi, la salvezza si accoglie. (…) Qual’è la risposta di Maria? “Avvenga per me secondo la tua parola”. (…)In greco quell'”avvenga” indica desiderio, auspicio. (…) Chi inizia a capire il Signore, non vede l’ora che venga.”
tratto da Famiglia Cristiana n° 49
Alcuni momenti della celebrazione Eucaristica:
L’Omelia di Don PietroL’incensazione delle offerte sull’altareIl coro San Paolo anima la liturgia EucaristicaLa preghiera finale prima della Benedizione
La tradizionale giornata dell’impegno inizia con la presentazione dei nuovi entrati nei gruppi giovanili della nostra Parrocchia, Azione Cattolica dei Ragazzi e AGESCI.
I lupetti con le loro uniformiI ragazzi dell’ACR prima della loro presentazioneLa benedizione delle uniformi scoutLa benedizione delle magliette dell’ACRLa preghiera del Padre Nostro
“Attenzione e attesa sono le due parole dell’Avvento che inizia. Sono due parole imparentate, che significano “tendere verso” qualcosa o qualcuno, vivere per un traguardo. Ma sono due parole in crisi. Quando Gesù nel Vangelo dice: “Fate attenzione”, invita proprio a questo atteggiamento di tensione verso una meta, invita a puntare avanti. (…) La seconda parola, “attesa”, è ugualmente difficile da vivere. La nostra civiltà è stata definita l’epoca del “tutto e subito”, del'”immediatamente”, del risultato senza impegno. L’Avvento è un occasione per riscoprire la bellezza del percorso, prima del traguardo, l’importanza dell’impegno, prima del risultato, la gioia del cammino, prima di arrivare alla meta.”
di Don Walter Grillini tratto da Il nuovo Diario Messaggero
Durante le domeniche di Avvento compiremo il rito del lucernario, ossia ad accendere le quattro candele – una per ogni settimana – che formano la corona dell’Avvento. La corona è posta nei pressi dell’altare. La corona «è il segno dell’attesa del ritorno di Cristo; i rami verdi richiamano la speranza e la vita che non finisce». Inoltre il progressivo accendersi delle quattro candele, «dedicate a quattro figure tipiche dell’attesa messianica (i profeti, Betlemme, i pastori, gli angeli), è memoria delle varie tappe della storia della salvezza».
La prima candela è detta “del Profeta”, poiché ricorda le profezie sulla venuta del Messia.
La seconda candela è detta “di Betlemme”, per ricordare la città in cui è nato il Messia.
La terza candela è detta “dei pastori”, i primi che videro ed adorarono il Messia. Poiché nella terza domenica d’Avvento la Liturgia permette al sacerdote di utilizzare i paramenti rosa al posto di quelli viola tale candela può avere un colore diverso dalle altre tre.
La quarta candela è detta “degli Angeli”, i primi ad annunciare al mondo la nascita del Messia.
Questa domenica l’animazione dell’accensione della prima candela è stata fatta dai bambini del secondo anno di catechismo.
Oggi hanno preso la veste da chierichetto sei nuovi ragazzi che presteranno il loro servizio nella celebrazione domenicale.
I neo chierichetti prima della vestizioneLa benedizione delle vestiI chierichetti vestiti e pronti al servizio
“La solennità di Cristo Re dell’universo conclude il cammino dell’anno liturgico, ricordandoci che la vita del creato non avanza “alla cieca”, ma procede verso una meta finale: la definitiva manifestazione di Cristo, Signore della storia. La storia che viviamo ha un senso, un orientamento finale, una logica che la attraversa orientandola verso il suo compimento in Cristo. La logica che deve illuminare i nostri passi quotidiani è quella dell’amore concreto, della carità vissuta, soprattutto verso gli ultimi, i più bisognosi, gli esclusi dalla società, i sofferenti.”
Oggi nella nostra Parrocchia si è celebrata anche la Giornata del Ringraziamento per i raccolti di quest’anno. La celebrazione della Santa Messa è stata allietata dalla presenza di parecchi bambini vestiti da contadinelli, dalla processione offertoriale con i frutti dei lavori dei campi e dalla tradizionale benedizione ai trattori schierati davanti al sagrato della chiesa. Purtroppo per il cattivo tempo non è stato possibile uscire sul sagrato e la benedizione è stata data sulla porta della chiesa. L’animazione dei canti liturgici è stata eseguita da parte di un coretto di bambini che si stanno preparando a questo scopo anche per le celebrazioni future.
Prima della fine della Santa Messa è stata recitata la Preghiera dei lavoratori della terra che qui si riporta:
Signore Gesù, a Te erano familiari le immagini del lavoro agricolo e della vita rurale e di esse ti sei servito per annunciare il tuo Vangelo ai poveri. Noi ti preghiamo per i rurali di oggi, particolarmente per quelli di noi che si dedicano al duro lavoro dei campi. Dacci la forza del tuo Spirito per essere testimoni e collaboratori della Provvidenza creatrice. Fa’ che siamo sempre fedeli alla tua legge di verità e di amore e che sappiamo coltivare in noi e nelle nostre famiglie la santità della vita cristiana con lo stesso impegno con cui coltiviamo la nostra terra. Benedici la fatica quotidiana dei lavoratori agricoli e fa’ che il valore e la dignità del lavoro dei campi siano riconosciuti da tutti. Suscita per noi e in mezzo a noi, uomini e donne che si mettano a servizio del Vangelo, che annunciando incessantemente l’amore del Padre, divino agricoltore, ci aiutino ad essere in Te tralci vivi e fecondi per una comunione senza fine. Amen
Il brano evangelico di questa liturgia è quello delle Beatitudini. Una in particolare ha ispirato la scelta del brano: “Beati quelli che hanno fame e sete di giustizia, perché saranno saziati”. Nel linguaggio biblico significa che i santi sono coloro che hanno avuto fame e sete di santità. Non si sono rassegnati alla mediocrità, non si sono accontentati delle mezze misure.
Oggi la nostra comunità ha potuto festeggiare, nella solenne liturgia di Tutti i Santi, le persone che ci hanno preceduto e che guardano Dio a tu per tu.
L’altare era ripieno delle reliquie di alcuni Santi, prima fra tutte quella di San Paolo, nostro protettore.
Il coro San Paolo ha animato la liturgia con canti intonati alla festa.
L’incensazione della reliquia di San PaoloL’altare con le reliquie dei vari Santi
Il coro San PaoloLa benedizione finale
Questo sito utilizza cookie di terze parti per assicurare un migliore funzionamento.
Proseguendo la navigazione, ne accetti l'utilizzo.