Anno Pastorale 2017-2018 – II Domenica di Pasqua anno B

Massa Lombarda, 8 aprile 2018

Cristo è risorto, e per il Battesimo anche noi siamo risorti con Cristo. Il doppio aspetto del messaggio pasquale riempie la liturgia dell’ottava di Pasqua, da cui risalta che la domenica è l’ottavo giorno, memoriale settimanale della Pasqua del Signore e insieme anticipazione del giorno eterno, che si aprirà al termine della successione delle settimane. Il racconto dell’apparizione di Gesù ai dieci apostoli, poi a San Tommaso, diffonde luce e certezza, mentre per bocca di Tommaso è espressa la fede di tutte le generazioni cristiane: “Mio Signore e mio Dio”.

Nella seconda Domenica dopo Pasqua continua la gioia della risurrezione di Gesù come se fosse un sol giorno anche se è passata una settimana. Il Vangelo infatti inizia con il racconto dell’apparizione di Gesù agli Apostoli nel cenacolo la domenica di Pasqua e continua con l’apparizione la domenica dopo quando vi era presente anche San Tommaso che toccò le piaghe di Gesù e credette. Per rivivere la notte della vigilia e la domenica di Pasqua anche oggi il Parroco ha asperso i fedeli con l’acqua benedetta come momento penitenziale.

La seconda domenica è anche, per volere di San Giovanni Paolo II, la domenica della Divina Misericordia. Alla fine della Messa il celebrante ha incensato il quadro raffigurante appunto la Divina Misericordia.

Il quadro rappresentante San Tommaso nella cappella dell’Immacolata nella Chiesa di San Paolo

Anno Pastorale 2017-2018 – Triduo Pasquale – Sabato Santo – Veglia Pasquale

Massa Lombarda, 31 marzo 2018

La liturgia della Parola della Veglia pasquale ha un carattere di esemplarità. Dalle letture della notte di Pasqua ogni altra proclamazione della Parola nelle celebrazioni liturgiche trae senso e ispirazione. Nella Veglia, accanto all’ambone, luogo della proclamazione della Parola, splende il cero pasquale, alla luce del quale la Chiesa leggerà le Scritture sante in questa celebrazione, ma anche per tutto il tempo di Pasqua fino al compimento della Pentecoste. Così alla luce di Cristo le Scritture vengono lette e interpretate, a partire dalla creazione fino all’annuncio del dono di un cuore nuovo da parte di Ezechiele profeta ed alla narrazione della scoperta della tomba vuota nel brano evangelico. In questo cammino si inserisce anche l’oggi della Chiesa e dell’umanità che vede realizzarsi nel presente della celebrazione ciò di cui fa memoria e ciò che attende.
Nella liturgia della Parola della Veglia troviamo tutte le sfumature e le forme in cui la Parola di Dio si è comunicata e si comunica all’umanità: nella Torà (Genesi, Esodo), nei Profeti (Isaia, Baruc, Ezechiele), negli Scritti (Salmi), nel Nuovo Testamento (Lettera ai Romani e Vangelo).

Nel canto dell’Exultet, che apre la celebrazione della Veglia, si ricorda un fatto singolare della fede cristiana. Questa notte è la sola che ha conosciuto i tempi e l’ora in cui Cristo è risorto. Nessuno dei Vangeli, infatti, ci narra la risurrezione di Gesù. Il centro della nostra fede non è stato descritto da nessuno: solo questa notte ne custodisce per noi il mistero. In essa ognuno può diventare testimone oculare di ciò che occhio non vide né orecchi udì (1Cor 2,9).

tratto dal sussidio della CEI per la Quaresima 2018

Nella notte santa dei cristiani si è svolta la Veglia pasquale che, come dice Sant’Agostino è “la madre di tutte le sante veglie” iniziata con la benedizione del fuoco da cui si è acceso il cero pasquale e con ala luce del cero si è proceduti nella chiesa buia rischiarata pian piano dalle candele dei fedeli. Si sono poi lette quattro delle sette letture proposte prima del solenne Gloria con il suono delle campane, che hanno taciuto dal giovedì santo, e per esplodere poi nell’Alleluia non più proclamato durante il tempo quaresimale. Dopo la liturgia della Parola si è svolta la liturgia battesimale con la proclamazione delle litanie dei Santi, la benedizione dell’acqua, la rinuncia al peccato e a Satana, il credo e l’aspersione con l’acqua benedetta ai fedeli.

Anche l’altare riprendeva l’avvenimento di questa notte e cioè la risurrezione di Cristo con una composizione che ricordava il giardino in cui c’era il sepolcro con la pietra rotolata e il sudario con cui era avvolto Gesù (per ulteriori spiegazioni vedi la pagina “Simboli liturgici” nel menù “Liturgia” n.d.r.).

Alla fine della Santa Messa sono stati distribuiti dei flaconi con l’acqua benedetta e un’immagine di Gesù Risorto che portava sul retro una preghiera da recitare durante la benedizione con l’acqua benedetta della casa o della mensa.

La benedizione del fuoco
L’accensione del cero pasquale
Nel turibolo viene messa la brace del fuoco benedetto
Il cero pasquale avanza nella chiesa buia
La chiesa rischiarata delle luci del cero e delle candele dei fedeli
La proclamazione del Vangelo della risurrezione
La benedizione dell’acqua con il cero pasquale
L’aspersione dei fedeli
L’incensazione della mensa eucaristica

I simboli della risurrezione (vedi spiegazione nella pagina “Simboli liturgici” nel menù “Liturgia” n.d.r.)
Il coro San Paolo
La solenne benedizione della notte di Pasqua
La distribuzione dell’acqua benedetta e della preghiera ai fedeli

Anno Pastorale 2017-2018 – Triduo Pasquale – Sabato Santo – Benedizione delle uova

Massa Lombarda, 31 marzo 2018

Nel secondo giorno del Triduo, il Sabato Santo, “la Chiesa sosta presso il sepolcro del Signore, meditando la sua passione e morte, astenendosi dal celebrare il sacrificio della Messa (la mensa resta senza tovaglia e ornamenti) fino alla solenne Veglia o attesa notturna della risurrezione” (MR, pag. 160). Mentre la celebrazione eucaristica viene sospesa, non cessa la laus perennis attraverso la Liturgia delle Ore che, attraverso antifone, inni, salmi e letture, contribuisce a definire i contorni di questo giorno. È il giorno del grande silenzio, poiché le parole cedono il posto allo stupore della contemplazione dinanzi al mistero ineffabile della redenzione.

tratto dal sussidio della CEI per la Quaresima 2018

Oggi si è svolta la tradizionale benedizione delle uova che ha visto molte famiglie e anche gruppi giovanili portare a benedire le uova. nel frattempo è continuata l’adorazione della croce.

Anno Pastorale 2017-2018 – Triduo Pasquale – Venerdì Santo -Passione del Signore

Massa Lombarda, 30 marzo 2018

Al centro della liturgia del Venerdì santo sta la proclamazione della Passione del Signore secondo l’evangelista Giovanni. La passione secondo Giovanni (Gv 18,1-19,42) presenta la morte di Gesù in croce come l’intronizzazione del re. Nel prefazio I della passione del Signore si prega: «Nella passione redentrice del tuo Figlio tu rinnovi l’universo e doni all’uomo il vero senso della tua gloria; nella potenza misteriosa della croce tu giudichi il mondo e fai risplendere il potere regale di Cristo crocifisso» (Messale Romano, p. 325). In questa prospettiva gloriosa, la croce viene adorata come il «trono della grazia». Il brano della seconda lettura (Eb 4,14-16; 5,7-9), esorta: «Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia, per ricevere misericordia e trovare grazia, così da essere aiutati al momento opportuno» (Eb 4,16).

In questo giorno e nel giorno seguente, la Chiesa, per antichissima tradizione, non celebra l’Eucaristia. In questo giorno la santa Comunione ai fedeli viene distribuita soltanto durante la celebrazione della Passione del Signore. L’altare è interamente spoglio: senza croce, senza candelieri e senza tovaglie (cf. MR, pag. 145).

tratto dal sussidio della CEI per la Quaresima 2018

Nella serata del Venerdì Santo si è svolta la celebrazione che ricorda la passione e morte di Gesù. La celebrazione è iniziata in silenzio con la prostrazione a terra del sacerdote ed è proseguita con la liturgia della Parola che è culminata nella lettura della Passione secondo San Giovanni. E’ poi proseguita con l’ostensione ed adorazione della croce. Infine è stata fatta la comunione eucaristica con le particole consacrate il giorno prima. Anche questa celebrazione termina in silenzio.

La lettura della Passione e morte di Gesù
La croce velata viene portata in chiesa
Si scopre la croce
Il Parroco per primo adora la croce
I fedeli processionalmente si preparano all’adorazione della croce

Il coro San Paolo accompagna l’adorazione da parte dei fedeli

L’Eucaristia consacrata ieri viene portata per la comunione dei fedeli

Anno Pastorale 2017-2018 – Triduo Pasquale – Venerdì Santo -Via Crucis con i ragazzi

Massa Lombarda, 30 marzo 2018

Alle ore 15,00 i fedeli, soprattutto i ragazzi del catechismo sia tradizionale che dei gruppi giovanili, si sono ritrovati in chiesa per ricordare la passione e morte di Gesù attraverso la Via Crucis. Sotto i tradizionali quadri delle 14 stazioni sono stati appesi per l’occasione dei disegni più grandi che attiravano l’attenzione sul momento specifico.

Anno Pastorale 2017-2018 – Triduo Pasquale – Giovedì Santo -Messa in Cena Domini

Massa Lombarda, 29 marzo 2018

Innanzitutto, per entrare pienamente nel clima di questi giorni santi è necessario coglierli nella loro unità. Il Triduo santo lo si comprende solamente se lo si celebra senza separare tra loro venerdì, sabato, domenica, anche nello sviluppo dei testi biblici che la liturgia propone. La Messa In Cena Domini del giovedì sera la potremmo leggere come il “prologo” del Triduo. Non si tratta solamente di un aspetto che riguarda la celebrazione liturgica, ma che tocca la comprensione stessa del mistero pasquale. Infatti, separare i tre giorni del Triduo è come separare passione, morte e risurrezione, senza coglierne l’irrinunciabile legame. È la liturgia stessa che ci guida a questa lettura/celebrazione unitaria del Triduo santo attraverso elementi ben precisi. Innanzitutto l’unità del Triduo pasquale è data, in senso liturgico e teologico, dall’unica celebrazione dell’eucaristia che “idealmente” in esso si trova, cioè la celebrazione eucaristica della Veglia pasquale.

La messa In Cena Domini va considerata come il prologo dei tre giorni santi. Come nei Vangeli i racconti dell’ultima cena – istituzione dell’eucaristia nei Sinottici e lavanda dei piedi in Giovanni – hanno la funzione di essere profezia e annuncio della morte di Gesù in croce, così la celebrazione del Giovedì santo diventa chiave interpretativa degli eventi di passione, morte e risurrezione che saranno celebrati nei tre giorni pasquali. La liturgia della Parola di questa celebrazione è caratterizzata dalla proclamazione del racconto della lavanda dei piedi, secondo il Vangelo di Giovanni (Gv 13,1-15), e dal racconto dell’istituzione dell’eucaristia che Paolo riporta nella Prima Lettera ai Corinzi (1Cor 11,23-26). Entrambi i testi hanno la funzione di introdurci nel mistero pasquale rivelando il senso più vero dei fatti ambigui e contraddittori che accompagneranno la passione, morte e risurrezione di Gesù. Il brano della prima lettura (Es 12,1-8.11-14) crea un collegamento tra l’inizio del Triduo pasquale e la Pasqua ebraica. In questo modo gli eventi della morte e risurrezione di Gesù ricevono un’ulteriore interpretazione e possono essere letti in continuità con l’agire di Dio che nella storia si manifesta come salvezza e liberazione.

tratto dal sussidio della CEI per la Quaresima 2018

La sera del Giovedì Santo si è celebrata la Santa Messa in cui è stata istituita l’Eucaristia e Gesù ha lavato i piedi ai discepoli. La lavanda dei piedi si è svolta con dodici persone rappresentanti dell’Azione Cattolica, dell’AGESCI, della Caritas, dei catechisti e del gruppo famiglie. Alla fine della Messa, dopo la reposizione dell’Eucaristia rimasta, i fedeli si sono fermati per un momento di adorazione fino alle ore 23,00.

Ai piedi dell’altare sono stati posti gli oli consacrati dal Vescovo nella mattina durante la Santa Messa del Crisma. Questi oli erano accompagnati da alcuni simboli del Triduo ed in particolare del Giovedì Santo. Infatti sull’altare vi era una composizione con le spighe di grano e gli acini d’uva a simboleggiare l’istituzione dell’Eucaristia. Da questi scendeva un drappo rosso segno sia della regalità che della passione di Cristo . A fianco, inoltre, vi erano anche i simboli della lavanda dei piedi d Gesù agli apostoli: l’anfora, un catino e un asciugamano (per ulteriori spiegazioni vedi la pagina “Simboli liturgici” nel menù “Liturgia” n.d.r.).

 

L’incensazione degli oli sacri
I “dodici apostoli”

La lavanda dei piedi
L’incensazione della mensa
La consacrazione del pane
La consacrazione del vino
Il coro San Paolo

L’Eucaristia rimasta viene portata all’altare della reposizione

L’adorazione Eucaristica
Il particolare dell’altare con i simboli del Triduo Pasquale

Anno Pastorale 2017-2018 – DOMENICA DELLE PALME E DELLA PASSIONE DEL SIGNORE anno B

Massa Lombarda, 25 marzo 2018

La domenica delle Palme ci introduce nella Settimana Santa e nella celebrazione del mistero di passione, morte, sepoltura e risurrezione del Signore. Dal punto di vista delle letture bibliche, accostando la domenica delle Palme alla domenica di Risurrezione, abbiamo la proclamazione di tutto il racconto di passione, morte e risurrezione di Gesù secondo il vangelo dell’anno, nel caso del ciclo B il Vangelo secondo Marco. Due sono i testi evangelici proclamati in questa celebrazione. All’inizio, nella Commemorazione dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme, viene proclamato il racconto di questo episodio, secondo l’evangelista Marco (Mc 11,1-10). Il brano evangelico della liturgia della Parola è invece il racconto della Passione del Signore sempre secondo Marco (Mc 14,115,47). Come prima e seconda lettura il lezionario presenta un ciclo unico, proponendo ogni anno alcuni versetti dal Terzo canto del Servo del Signore (Is 50,4-7) e il cantico della Lettera ai Filippesi (Fil 2,6-11). Entrambi i testi diventano chiave interpretativa molto ricca del racconto della Passione di Gesù nei testi evangelici.

tratto dal sussidio della CEI per la Quaresima 2018

Alle ore 10,15 la celebrazione eucaristica è iniziata nel cortile dell’Oratorio dove tutti i fedeli hanno ascoltato il racconto dell’ingresso di Gesù in Gerusalemme e da qui ci si è portati, processionalmente e ognuno con il ramo di ulivo in mano, in chiesa dove è continuata la Santa Messa con la suggestiva lettura della passione e morte di Gesù a voci alternate.

Durante il tragitto c’è stato il tradizionale omaggio dalle mani del Parroco dell’ulivo benedetto al Sindaco e alla Giunta.

Come ogni anno le offerte raccolte durante la celebrazione sono state donate all’Opera Santa Teresa di Ravenna rappresentata dal vice direttore il diacono Luciano Di Buò.

La benedizione dei rami di ulivo.
La lettura del Vangelo dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme letto dal vicedirettore dell’Opera di Santa Teresa di Ravenna, il diacono Luciano Di Buò
La processione verso la chiesa
L’omaggio del ramo di ulivo al Sindaco
La lettura del vangelo a tre voci
Il coro San Paolo anima la liturgia

Lo scambio della pace con i rami d ulivo alzati
La solenne benedizione finale

Anno Pastorale 2017-2018 – V Domenica di Quaresima anno B

Massa Lombarda, 18 marzo 2018

La quinta domenica di Quaresima ci presenta alcuni pagani mossi dal desiderio di vedere Gesù. Essi rappresentano l’intera umanità che ancora non conosce Cristo e come tale è immersa nelle tenebre, alla ricerca del mistero di Dio e della vita. I Greci, rivolgendosi agli apostoli, formulano il loro desiderio di incontrare il Signore in modo molto chiaro: «Vogliamo vedere Gesù». Vi è anzitutto una puntuale decisione (vogliamo) che nasce dal desiderio posto nel cuore dell’uomo dallo stesso Creatore: ogni incontro autentico con Cristo sgorga dal cuore che sceglie di assecondare l’anelito profondo che lo abita. I Greci desiderano vedere: si tratta di una conoscenza vera, non riducibile al solo piano intellettuale, che anela all’esperienza di una vita condivisa. Ritornano alla mente le parole del salmista il quale paragona l’anima assetata di Dio alla cerva in ricerca dei corsi d’acqua, oppure le celebri parole di Agostino: «Tu, o Signore, ci hai fatti per te e il nostro cuore non ha pace finché non riposa in te».

tratto dal sussidio della CEI per la Quaresima 2018

Con l’ultima domenica di Quaresima si concludono anche le liturgie della Parola separate per i bambini del catechismo. Oggi hanno celebrato questo momento i bambini del primo anno di catechismo. Per loro è stato un modo diverso per vivere intensamente questa parte della Santa Messa. Durante la loro celebrazione i bambini di seconda elementare hanno completato il cartellone del cammino verso la Pasqua con l’ultima immagine tratta dal vangelo di oggi.