S.
Paolo e S. Giacomo siamo comunità cattolica in missione, in uscita ?
Le attività
pastorali delle nostre comunità cattoliche, che hanno trovato nella
“Festa della Ripresa” il loro esordio, incontrano nel mese di
ottobre, una importante sollecitazione che viene dalla nostra più
autorevole guida spirituale della chiesa, Papa Francesco, che ci
invita a vivere “un tempo straordinario di missionarietà”.
“Celebrare questo mese”, dice il Santo Padre, “ci aiuterà in
primo luogo a ritrovare il senso missionario della nostra adesione di
fede a Gesù Cristo, fede gratuitamente ricevuta come dono nel
Battesimo. La nostra appartenenza filiale a Dio non è mai un atto
individuale ma sempre ecclesiale: dalla comunione con Dio, Padre e
Figlio e Spirito Santo nasce una vita nuova insieme a tanti altri
fratelli e sorelle. E questa vita divina non è un prodotto da
vendere – noi non facciamo proselitismo – ma una ricchezza da
donare, da comunicare, da annunciare: ecco il senso della missione.
Gratuitamente abbiamo ricevuto questo dono e gratuitamente lo
condividiamo, senza escludere nessuno. Dio vuole che tutti gli uomini
siano salvi arrivando alla conoscenza della verità e nell’esperienza
della sua misericordia grazie alla Chiesa , sacramento universale
della salvezza.” Evidenziamo alcune importanti concetti: la nostra
appartenenza a Dio non è mai un atto individuale, ma sempre
eccesiale: il primo passo che dobbiamo compiere per essere
“missionari” è vivere non in modo isolato la nostra fede, col
pericolo di considerare la chiesa come una specie di “supermercato”
dove vado a prelevare quello che mi serve per la mia fede, senza poi
condividerla con nessuno, ma sentendomi partecipe della mia comunità
parrocchiale e della mia città in cui vivo; il secondo passo
conseguente al primo è che il mio essere “missionario”, il
nostro essere “missionari” come comunità di esprime nel DONARE,
nel COMUNICARE, nell’ANNUNCIARE. Per adempiere questo secondo passo
si rende indispensabile realizzare RELAZIONI vere, sincere, aperte,
profonde con le persone sia quelle che normalmente incontriamo negli
ambienti della parrocchia, sia quelli che incontriamo negli ambienti
pubblici, per le strade, nel nostro lavoro, nel tempo libero. Questo
passo richiede una fatica ad uscire da noi stessi, dalle nostre
chiusure, timidezze, diffidenze, pregiudizi per aprirci fiduciosi
all’altro che prima di tutto è Dio e agli altri che sono i nostri
fratelli, creati tutti, a immagine e somiglianza di Dio stesso,
indipendentemente dalla lingua, dalla nazione di origine, dalla
religione. In parrocchia e nella vita della nostra città le
occasioni non mancano, tocca a noi trovare motivazioni, forza e
coraggio per buttarci dentro e ricostruire relazioni, restaurando
ponti vacillanti e costruendone dei nuovi forti e solidi. E’
attraverso le relazioni che si trasmette la vita e quello che
portiamo con noi come “tesoro prezioso” che possiamo condividere,
comunicare, annunciare alle persone. Buon anno pastorale, chiediamo
in particolare allo Spirito Santo di scendere su di noi, e a Maria
Santissima Regina della Consolazione di accompagnarci con la Sua
materna e preziosa presenza. Il Signore benedica le nostre comunità
e le renda sempre più luoghi di preghiera sincera, di unità di
fraternità e di solidarietà.
La
nostra parrocchia sia più rispettosa del creato.
Il sinodo
sull’Amazzonia ci richiama ancora una volta ad un maggior rispetto
per il creato a non considerarlo “nostra proprieta” ma come dono
consegnatoci perché venga utilizzato, rispettato e conservato per le
future generazioni. Sono passati millenni di storia e i nostri padri
ci hanno permesso di arrivare fino ad oggi, invece noi del secolo
ventesimo e ventunesimo stiamo depredando tutto quello che ci è
stato consegnato per lasciare ai posteri sono della cenere e del
pattume. Personalmente ho già preso qualche decisione (es: in chiesa
sto portando a esaurimento i lumini in plastica, che verranno poi
sostituiti totalmente da quelli in alluminio materiale che si puo’
recuperare completamente, la cera invece viene recuperata per creare
nuove candele). Sarebbe importante che anche in tutte le iniziative
della nostra comunità avessimo questo pensiero, cominciando ad
eliminare il più possibile l’uso di materiali non riciclabili, che
avessimo cura di fare la raccolta differenziata al 100/100, avessimo
più cura dei nostri ambienti spesso invasi da tanti oggetti che
creano disordine. Chiediamo al Signore che ci aiuti ad avere in
questo direzione buoni pensieri.
INIZIATI
I LAVORI DEL CAMPANILE
Dopo
oltre due anni di sospirata attesa, eliminati tutti gli scogli
burocratici fuori e dentro il mondo ecclesiale, che manifesta, nella
complicatezza, una sempre maggior diffidenza e sfiducia nelle persone
(certamente a motivata ragione), sono iniziati i lavori sul
campanile, che si protrarranno per alcuni mesi, sperando anche in un
tempo meteo clemente che non allunghi eccessivamente la sua
realizzazione. I contributi dell’8 per mille, della diocesi e della
Fondazione della Cassa di Risparmio di Imola e speriamo
prossimamente anche la Fondazione della Cassa di Risparmio di
Ravenna, ci danno un buon aiuto nel pagamento dei lavori. La nostra
parrocchia conta anche su un aiuto da parte dei suoi figli spirituali
che con buon cuore vorranno fare una donazione. Grato al Signore per
la vostra attenzione mi appello alla vostra sensibilità. Don Pietro
Marchetti.