Festa di S.Paolo: invito alla conversione

di don Alberto Baraccani

Ritorna ogni anno la festa di S. Paolo, che per i massesi coincide con la festa patronale.
Ciò significa che noi di Massa Lombarda intendiamo mettere sotto la protezione dell’Apostolo Paolo la comunità cristiana, con le sue istituzioni religiose, politiche, culturali e ogni attività.
Questa festa ha un connotato particolare: la conversione dell’Apostolo.
E’ significativo che la città di Massa Lombarda abbia voluto onorarlo dal punto di vista della sua conversione: da nemico di Gesù e dei cristiani a innamorato di Lui, diventando suo apostolo e il più grande missionario della storia.
Mettersi sotto la protezione di S. Paolo vuol dire chiedere, anche per me, oggi, una forma di conversione… Tutti, chi più chi meno, abbiamo bisogno di cadere da cavallo…fermarci … umiliarci davanti a Colui che ci interpella, e fare un po’ di silenzio interiore.
Come all’Apostolo, anche a noi il Signore chiede di andare dai fratelli per annunciare le grandi cose che ha fatto e farà per noi.
La nostra conversione ci porti verso i fratelli più bisognosi. La carità deve essere il distintivo di una comunità che cammina, che crede. L’ Apostolo Paolo ci prenda per mano e ci guidi. Tutta la nostra città sia portatrice di generosità e di tanto amore.

Medjugorje, 2 Gennaio 2020

” Cari figli

so di essere presente nelle vostre vite e nei vostri cuori.

Sento il vostro amore,

odo le vostre preghiere e le rivolgo a mio Figlio.

Però, figli miei,

io voglio essere, mediante un amore materno,

nella vita di tutti i miei figli.

Voglio radunare attorno a me tutti i miei figli,

sotto il mio manto materno.

Perciò invito voi e vi chiamo apostoli del mio amore, perché mi aiutiate.

Figli miei,

mio Figlio ha pronunciato le parole: “Padre nostro”,

Padre nostro che sei ovunque e nei nostri cuori,

perché vuole insegnarvi a pregare con le parole e i sentimenti.

Vuole che siate sempre migliori,

che viviate l’amore misericordioso

che è preghiera e sacrificio illimitato per gli altri.

Figli miei,

date a mio Figlio l’amore per il prossimo;

date al vostro prossimo parole di consolazione,

di compassione e atti di giustizia.

Tutto ciò che donate agli altri, apostoli del mio amore,

mio Figlio lo accoglie come un dono.

E io sono con voi

perché mio Figlio vuole che il mio amore, come un raggio di luce,

rianimi le vostre anime,

che vi aiuti nella ricerca della pace e della felicità eterna.

Perciò, figli miei,

amatevi gli uni gli altri,

siate uniti mediante mio Figlio,

siate figli di Dio che tutti insieme con cuore colmo, aperto e puro,

dicono il Padre nostro e non abbiate paura!

Vi ringrazio. “

Medjugorje, 25 Dicembre 2019

Cari figli!

Vi porto mio Figlio Gesù

perché vi benedica e vi riveli il Suo amore che viene dai cieli.

Il vostro cuore brama la pace

che diminuisce sempre più sulla terra.

Per questo gli uomini sono lontani da Dio,

le anime sono ammalate

e vanno verso la morte spirituale.

Sono con voi, figlioli,

per guidarvi su questo cammino di salvezza

al quale Dio vi chiama.

Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

.

Messaggio annuale a Jackov, 25 Dicembre 2019


” Cari figli,

oggi in questo giorno di grazia,

in modo particolare vi invito ad aprire i vostri cuori

e pregate Gesù affinché fortifichi la vostra fede.

Figli, attraverso la preghiera col cuore,

la fede e le opere comprenderete che cosa significhi

vivere una sincera vita cristiana.

Spesse volte, figli, le vostre vite ed i vostri cuori

sono presi da tenebra, dolore e croci.

Non vacillate nella fede

e non domandatevi il perché

pensando che siete soli e abbandonati

ma aprite i vostri cuori,

pregate e credete fermamente

e allora il vostro cuore sentirà la vicinanza di Dio,

e che Dio non vi abbandona mai

e che è al vostro fianco in ogni momento.

Attraverso la preghiera e la fede,

Dio risponderà ad ogni vostro perché

e trasformerà ogni vostro dolore,

tenebra e croce in luce.

Vi ringrazio. ”

Il Nostro S.Paolo dicembre editoriale

Il PRESEPE PARLA ANCORA ALLA NOSTRA VITA ?

Ogni anno, nella vicinanza del Natale, durante il tempo di Avvento e solitamente dopo la solennità dell’Immacolata, andiamo nei nostri ripostigli a tirar fuori gli scatoloni con il materiale per preparare il presepe, e la nostra mente comincia ad affollarsi di tante idee su come realizzarlo, ci si confronta con i propri figli e/o nipoti, si coinvolgono nella esecuzione e per noi adulti diventa occasione per qualche pensiero nostalgico della nostra fanciullezza, quando con pochi mezzi, un po’ di legna, un poì di carta e tanto muschio raccolto vicino ai fossi o ai canali e qualche statuina (ogni anno se ne comprava una o due delle nuove o si facevano a scuola con la creta) si realizzava il presepe. Anche Papa Francesco fa il presepe e quest’anno ha voluto condividere con tutti gli uomini del mondo una sua riflessione su quello che Lui chiama “il mirabile segno del presepe”. Il Santo Padre conclude la sua riflessione con un’ affermazione fondamentale: “non è importante come si allestisce il presepe, può essere sempre uguale o modificarsi ogni anno; ciò che conta è che esso parli alla nostra vita. Dovunque e in qualsiasi forma il presepe racconta l’amore di Dio, il Dio che si è fatto bambino per dirci quanto è vicino ad ogni essere umano, in qualunque condizioni si trovi…” Il presepe ci ricorda il Papa fa “parte del dolce ed esigente processo di trasmissione della fede: a partire dall’infanzia e poi in ogni età della vita ci educa a contemplare Gesù, a sentire l’amore di Dio per noi, a sentire e credere che Dio è con noi e noi siamo con Lui, tutti figli e fratelli, grazie a quel Bambino Figlio di Dio e della Vergine Maria. E a sentire che in questo sta la felicità. “

Dal latino praesepium (mangiatoia) viene il nome presepe: come dice Sant’Agostino : “ Adagiato in una mangiatoia, divenne il nostro cibo”. Perché il presepe suscita tanto stupore e ci commuove ? Anzitutto perché manifesta la tenerezza di Dio, Lui il Creatore dell’Universo, si abbassa alla nostra piccolezza. In Gesù il Padre ci ha dato un fratello che viene a cercarci quando siamo disorientati e perdiamo la direzione; un amico fedele che ci sta sempre vicino, ci ha dato il suo Figlio che ci perdona e ci risolleva dal peccato. Realizzare il presepe nelle nostre case ci aiuta a rivivere la storia che si è vissuta a Betlemme, ci aiuta ad immaginare le scene raccontate nei Vangeli, stimola gli affetti, invita a sentirsi coinvolti nella storia della salvezza, contemporanei dell’evento che è vivo e attuale. Accogliamo allora l’invito del Santo Padre a fare il presepe anche piccolino, perché esso sia un segno che ci faccia riflettere sulla nostra vita e sul nostro rapporto col Signore. E vi invito a leggere e meditare la lettera del Papa sul significato del presepe dal titolo “ADMIRABILE SIGNUM”. Buon Natale a tutti carissimi parrocchiani di Massa Lombarda, per piacere non celebrate la festa del Natale, senza aver verificato che il Festeggiato sia con voi. E approfitto dell’occasione per augurarvi anche un Buon Anno nuovo 2020.

don Pietro, parroco.

Medjugorje, 2 dicembre 2019

” Cari figli,

mentre guardo voi che amate mio Figlio,

la delizia colma il mio Cuore.

Vi benedico con la benedizione materna.

Con la materna benedizione benedico anche i vostri pastori:

voi che dite le parole di mio Figlio, benedite con le sue mani

e lo amate tanto da essere disposti a fare con gioia ogni sacrificio per lui.

Voi seguite lui, che è stato il Primo Pastore, il Primo Missionario.

Figli miei, apostoli del mio amore,

vivere e lavorare per gli altri, per tutti coloro che amate

per mezzo di mio Figlio,

è la gioia e la consolazione della vita terrena.

Se attraverso la preghiera, l’amore ed il sacrificio

il Regno di Dio è nei vostri cuori,

allora per voi la vita è lieta e serena.

Tra coloro che amano mio Figlio e si amano reciprocamente

per mezzo di lui, le parole non sono necessarie.

E’ sufficiente uno sguardo per udire le parole non pronunciate

e i sentimenti non espressi.

Laddove regna l’amore, il tempo non si conta più.

Noi siamo con voi!

Mio Figlio vi conosce e vi ama.

L’amore è ciò che vi conduce a me e, mediante quest’amore,

io verrò a voi e vi parlerò delle opere della salvezza.

Desidero che tutti i miei figli abbiano fede

e sentano il mio amore materno che li guida a Gesù.

Perciò voi, figli miei,

ovunque andiate rischiarate con l’amore e con la fede,

come apostoli dell’amore.

Vi ringrazio.”

Medjugorje, 25 Novembre 2019

“Cari figli!

Questo tempo sia per voi il tempo della preghiera.

Senza Dio non avete la pace.

Perciò, figlioli, pregate per la pace

nei vostri cuori e nelle vostre famiglie

affinché Gesù possa nascere in voi

e darvi il Suo amore e la Sua benedizione.

Il mondo è in guerra

perché i cuori sono pieni di odio e di gelosia.

Figlioli, l’inquietudine si vede negli occhi

perché non avete permesso a Gesù di nascere nella vostra vita.

CercateLo, pregate e Lui si donerà a voi

nel Bambino che è gioia e pace.

Io sono con voi e prego con voi.

Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”