“Cari figli!
Questo tempo
sia per voi il tempo della preghiera.”
“Cari figli,
vi invito a conoscere
il meglio possibile mio Figlio
attraverso la preghiera e la misericordia.
Perché con i cuori puri ed aperti
impariate ad ascoltare.
Ascoltare ciò che vi dice mio Figlio
per riacquistare la vista spirituale.
Come un unico popolo di Dio,
in comunione con mio Figlio,
testimoniate la verità con la vostra vita.
Pregate, figli miei,
affinché insieme a mio Figlio
possiate portare solo pace, gioia ed amore
a tutti i vostri fratelli e sorelle.
Io sono con voi
e vi benedico con la mia benedizione materna.”
don Pietro Marchetti, parroco
Che strano questo titolo vero ?
Me l’ha suggerito Papa Francesco quando in un suo discorso ha detto: “ non vi accada di essere “turisti della vita” che la guardano solo all’esterno, superficialmente. E nel silenzio, seguendo il ritmo del vostro cuore, parlate a Dio. Raccontategli di voi stessi, e anche di coloro che incontrate ogni giorno e che Lui vi dona come compagni di viaggio. Portategli i volti, le situazioni liete e dolorose, perché non c’è preghiera senza relazioni, così come non c’è gioia senza amore”.
Sì, cari parrocchiani, la vita è un viaggio, da sempre e per tutti. Anche la Quaresima che stiamo vivendo vuol essere un viaggio per rimetterci in cammino con più animo e consapevolezza. In questo viaggio abbiamo già vissuto alcuni riti molto significativi come l’imposizione delle Ceneri che ci ricorda che il nostro deve essere un cammino di Conversione, che inizia dal rinnovare il nostro modo di pensare, per uno sguardo più profondo su noi stessi, sugli altri, sul mondo, sulla storia e una vita più umana. Ne vivremo poi tanti altri come quel rito del Giovedì Santo della lavanda dei piedi. La Quaresima è un percorso di conversione che comincia dalla nostra testa e arriva ai piedi degli altri. E’ un cammino dove lasciarci lavare, purificare dalla Parola di Dio e dallo Spirito di Gesù, per accogliere, come famiglia di Gesù, uniti, quell’esplosione di Vita che è la Pasqua e testimoniarla agli uomini e alle donne di oggi con coraggio e amore.
Un viaggio, quello della Quaresima, consapevole, da vivere con leggerezza e con serietà, per decidere la meta e poi non sbagliare strada nella vita. Aiutati dalla Parola di Dio siamo spinti a guardare oltre il presente che a volte ci pesa. Come in tutti i viaggi impegnativi, avremo bisogno di fermarci e trovare acqua buona per dissetarci.
E’ fondamentale chiedere al Signore il dono della luce per vedere nel buio e ritrovare vita, calore, quando le forze ci mancheranno e ci verrà voglia di desistere dal camminare.
Ma fondamentale sarà contemplare Gesù sulla croce per attraversare con Lui la sofferenza di oggi e di domani, nostra e di chi incontriamo per ripartire con speranza, noi e gli altri. Vuoi camminare con noi e con Gesù? Vieni, aspettiamo anche te in questa scalata verso la cima, verso la vita nuova della Resurrezione.
Buona Pasqua a tutti.
(Editoriale Il Nostro S.Paolo n 2 marzo 2023)

“Cari figli!
Convertitevi e vestitevi di vesti penitenziali
e di profonda preghiera personale
e nell’umiltà chiedete la pace all’Altissimo.
In questo tempo di grazia
Satana vuole sedurvi e voi, figlioli,
guardate mio Figlio
e seguiteLo verso il Calvario,
nella rinuncia e nel digiuno.
Sono con voi
perché l’Altissimo mi ha permesso
di amarvi e di guidarvi verso la gioia del cuore,
nella fede che cresce in tutti coloro
che amano Dio sopra ogni cosa.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”
“Cari figli!
Pregate con me per la pace
perché satana vuole la guerra e l’odio
nei cuori e nelle nazioni.
Perciò pregate e, nelle vostre giornate,
fate sacrifici con il digiuno e la penitenza
perché Dio vi doni la pace.
Il futuro è al bivio
perché l’uomo moderno non vuole Dio.
Perciò l’umanità va verso la perdizione.
Voi, figlioli, siete la mia speranza.
Pregate con me
affinché si realizzi
ciò che ho iniziato a Fatima e qui.
Pregate e testimoniate la pace intorno a voi
e siate uomini di pace.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”
bLetture: Isaia 8,23b-9,3 / Salmo 26 / 1Corinzi 1,10-13.17
Il Signore è mia luce e mia salvezza.
Dal Vangelo secondo Matteo (4,12-23)
Quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, lasciò Nàzaret e andò ad abitare a Cafàrnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa:
«Terra di Zàbulon e terra di Nèftali,
sulla via del mare, oltre il Giordano,
Galilea delle genti!
Il popolo che abitava nelle tenebre
vide una grande luce,
per quelli che abitavano in regione e ombra di morte
una luce è sorta».
Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino».
Mentre camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono.
Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo.
Parola del Signore
VITA ECCLESIALE
| Sabato 21 | 18.00 | + Antonio |
| Domenica 22 | 10.30
18.00 |
+ Adriano Castelli
+ Buscaroli Dante e cg. Venieri |
| Lunedì 23 | ||
| Martedì 24 | 8.00 | + Dovadola Monica (2° anniv.)
+ Montanari Rita + Piccolo Biagio e fam. |
| Mercoledì 25 | 10.30
18.00 |
+ Angelo ed Elena Padovani, Paolo e Nina Montanari
+ Fernando ed Evarista + Pasquina ed Aldo Per i parenti vivi e defunti fam. Dovadola Ivano e secondo l’intenzione di Maria Teresa |
| Giovedì 26 | ||
| Venerdì 27 | ||
| Sabato 28 | ||
| Domenica 29 | 18.00 | + Montesi Natale |
Orario Confessioni Sabato ore 11.00 – 12.00 (don Pietro)
ore 16.45 – 17.45 (don Pietro)
Concordare con don Pietro eventuali esigenze rispettando rigorosamente le disposizioni di legge (distanziamento, mascherine ecc…)).
Orario SS. Messe Feriale: Martedì e Venerdì ore 8.00
Lunedì, Mercoledì, Giovedì e Sabato ore 18.00
Festivo : ore 10.30, 18.00
Tutti i giorni ore 17.25 S. Rosario
Venerdì ore 17.30 Adorazione eucaristica e S. Rosario
LA VITA DELLA COMUNITA’
| Anno : A
Gennaio 2023 |
| Domenica 22
III del T. Ord. |
Ss. Messe alle ore 10.30 e 18.00 (S. Paolo) |
| Martedì 24
S. Francesco di Sales |
S. Messa ad orario feriale |
| Mercoledì 25
Conversione di S. Paolo Ap. |
Festa del Patrono
Termina la settimana di preghiera per l’unità dei cristiani Ss. Messe alle ore 10.30 – 18.00 (S. Paolo) Ore 10.30 (S. Paolo) : S. Messa solenne presieduta dal nostro vescovo mons. Giovanni Mosciatti Ore 11.45 (S. Paolo) : Inaugurazione della mostra “Santi della porta accanto” alla presenza del nostro vescovo |
| Venerdì 27 | Ore 17.30 (S. Paolo) : Adorazione eucaristica e S. Rosario |
| Domenica 29
IV del T. Ord. |
Festa diocesana A.C. per la Pace
Ss. Messe alle ore 10.30 e 18.00 (S. Paolo) |
1 – In sacrestia sono sempre disponibili le marmellate delle monache clarisse di Imola, a sostegno della loro comunità che ci ricorda tutti nella preghiera.
| Alla scuola di Gesù : | |||||
| Lunedì | Martedì | Mercoledì | Giovedì | Venerdì | Sabato |
| Mc 3,22-30 | Mc 3,31-35 | Mc 16,.15-18 | Lc 10,1-9 | Mc 4,26-34 | Mc 4,35-41 |
Vivere il Mistero- Il testo evangelico di Mt 4,12-17 narra la scelta di Gesù di lasciare Nazareth per andare ad abitare a Cafarnao. Il testo successivo, Mt 4,18-22, racconta la chiamata dei primi quattro discepoli (Pietro e Andrea, Giacomo e Giovanni). Il testo di Mt 4,23-25, infine, presenta una specie di ampio sommario sull’attività di Gesù (predicazione e guarigioni) e la sequela delle folle. Per gli esegeti, dunque, le tre pericopi costituirebbero una panoramica armonica e completa degli inizi dell’apostolato di Gesù. La liturgia sceglie la pericope di Mt 4,12-23, interrompendo il sommario (vengono tolti i versetti 24-25 dove viene toccato il tema della fama e della sequela delle folle). Ciò che la liturgia vuole evidenziare non è la fama o la sequela delle folle, ma il fatto che la predicazione di Gesù in Galilea è l’adempimento della profezia di Isaia. L’aggiunta della chiamata dei discepoli corrisponde alla preoccupazione della liturgia: i discepoli continuano a far risplendere quella luce che Gesù ha acceso. Il testo biblico-liturgico di Mt 4,12-23 si suddivide facilmente in tre momenti: gli inizi (Mt 4,12-17), le vocazioni (Mt 4,18-22), il sommario (Mt 4,23). L’inizio dell’apostolato di Gesù coincide con la l’uscita di scena di Giovanni Battista. Lo scenario è la Galilea i cui abitanti erano ritenuti dei paganeggianti. Dio aveva annunciato che proprio da lì il Messia avrebbe cominciato la sua missione. Gesù, già chiamato dal vecchio Simeone «luce per rischiarare le genti» (Lc 2,32), inizia la sua predicazione con il richiamo alla conversione. La vocazione dei primi quattro discepoli ha un valore sia storico sia simbolico. Storicamente, Gesù ha voluto subito associare a sé coloro che avrebbero imparato, stando con Lui, chi sarebbe stato il Messia, quale la sua opera e il suo messaggio. In questo modo avrebbero saputo continuare ciò che il Messia aveva iniziato. Il primo obiettivo della chiamata, però, non è la missione («Vi farò pescatori di uomini»), ma la sequela («Venite dietro a me»). Solo nella sequela il discepolo può diventare il continuatore dell’opera salvifica del Messia. Il sommario finale (Mt 4,23) presenta Gesù che «guarisce» l’umanità bisognosa. Il Maestro si presenta ai suoi discepoli come il modello da imitare. Ogni «ferita» dell’umanità (corporale, psicologica, spirituale, sociale, politica, culturale, ecc.) va guarita. Gesù ha iniziato questa missione. La salvezza radicale dell’uomo è in Gesù. Il cristiano è colui che è chiamato a seminarla, ovunque, sempre. (don R. De Zan)
Spazi per la liturgia- L’Altare (di don D. Ravelli)
Se volessimo ridurre a un titolo la ricca simbologia cristiana dello spazio liturgico potremmo così sintetizzare: «La Chiesa è l’assemblea e l’altare è Cristo». Nel nostro percorso attraverso i luoghi del culto cristiano, l’altare occupa il posto centrale e privilegiato perché nella chiesa è, tanto per la liturgia quanto per l’architettura, ciò che il cuore è per il corpo. La comunità dei credenti trova in questo «luogo» il centro della sua liturgia, il «culmine», e la «fonte» di tutta la sua preghiera: «L’altare – precisano le Premesse al Rito della Dedicazione di un altare – è pertanto, in tutte le chiese, il centro dell’azione di grazie che si compie con l’Eucaristia: a questo centro sono in qualche modo ordinati tutti gli altri riti della Chiesa» (n. 155). La molteplice presenza di Cristo nelle azioni liturgiche (cf. SC 7) raggiunge il suo culmine proprio nella celebrazione eucaristica (cf. SC 10), soprattutto nel giorno del Signore. Tutti i sacramenti trovano il loro fine e la loro motivazione nella centralità del «mistero dell’altare»: il mirabile Sacramento dell’amore – specifica Benedetto XVI nel titolo dell’esortazione apostolica post-sinodale Sacramentum caritatis – è «fonte e culmine della vita e della missione della Chiesa». Poiché nell’Eucaristia si concentra l’intero mistero pasquale di morte e risurrezione del Signore Gesù, è ovvio che l’aula ecclesiale è stata sempre edificata principalmente per questa funzione, affinché la comunità radunata possa parteciparvi «in modo consapevole, attivo e fruttuoso» (SC 11) e possa attingere da essa quell’energia necessaria, la grazia, per esprimere nella vita quanto ricevuto nella fede e progredire continuamente nella santità e nella carità di Cristo (cf. SC 10 e 0GMR 5). Giovanni Paolo II comincia la sua lettera enciclica sull’Eucaristia nel suo rapporto con la Chiesa con queste parole: «La Chiesa vive dell’Eucaristia. Questa verità non esprime soltanto un’esperienza quotidiana di fede, ma racchiude in sintesi il nucleo del mistero della Chiesa» (Ecclesia de Eucharistia, n. 1). [1-continua]
Letture: Isaia 49,3.5-6 / Salmo 39 / 1Corinzi 1,1-3
Ecco, Signore, io vengo per fare la tua volontà.
In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele».
Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».
Parola del Signore
VITA ECCLESIALE
| Sabato 14 | 18.00 | + Alessandro Gotti e famiglia |
| Domenica 15 | 10.30
18.00 |
+ Pelliconi Antonio e Augusto, Emilia e Giuseppina
+ Edmondo ed Ebriana + Punzetti Liviano |
| Lunedì 16 | 18.00 | + Punzetti Liviano |
| Martedì 17 | 10.30
18.00 |
+ Resta Albertina e Gagliardi Bruno
+ Antonio Ringraziamento al Signore |
| Mercoledì 18 | ||
| Giovedì 19 | ||
| Venerdì 20 | 8.00 | + Dovadola Silverio (10 anniv.)
+ Benini Cesare |
| Sabato 21 | 18.00 | + Antonio |
| Domenica 22 | 18.00 | + Buscaroli Dante e cg. Venieri |
Orario Confessioni Sabato ore 11.00 – 12.00 (don Pietro)
ore 16.45 – 17.45 (don Pietro)
Concordare con don Pietro eventuali esigenze rispettando rigorosamente le disposizioni di legge (distanziamento, mascherine ecc…)).
Orario SS. Messe Feriale: Martedì e Venerdì ore 8.00
Lunedì, Mercoledì, Giovedì e Sabato ore 18.00
Festivo : ore 10.30, 18.00
Tutti i giorni ore 17.25 S. Rosario
Venerdì ore 17.30 Adorazione eucaristica e S. Rosario
N.B. Tutte le celebrazioni sono aperte a tutti i fedeli e si possono seguire anche nel sito internet della parrocchia
Il catechismo in parrocchia resta sospeso fino a nuove disposizioni
Il catechismo in parrocchia è ripreso nel mese di ottobre
Il catechismo in parrocchia resta sospeso fino a nuove disposizioni
LA VITA DELLA COMUNITA’
| Anno : A
Gennaio 2023 |
| Domenica 15
II del T. Ord. |
Ss. Messe alle ore 10.30 e 18.00 (S. Paolo) |
| Lunedì 16 | Ore 20.45 (canonica) : Caritas parrocchiale |
| Martedì 17
S. Antonio Ab. |
Ss. Messe alle ore 10.30 e 18.00 (NO alle 8.00)
Nel pomeriggio sul sagrato della chiesa dalle 16.00 alle 17.00 Benedizione degli animali |
| Mercoledì 18 | Inizia la settimana di preghiera per l’unità dei cristiani
(18 – 25 gennaio) |
| Venerdì 20
S. Sebastiano |
Ss. Messe ad orario feriale
Ore 17.30 (S. Paolo) : Adorazione eucaristica e S. Rosario |
| Sabato 21
S. Agnese |
Ss. Messe prefestiva alle ore 18.00 |
| Domenica 22
III del T. Ord. |
Ss. Messe alle ore 10.30 e 18.00 (S. Paolo) |
1 – In sacrestia sono sempre disponibili le marmellate delle monache clarisse di Imola, a sostegno della loro comunità che ci ricorda tutti nella preghiera.
| Alla scuola di Gesù : | |||||
| Lunedì | Martedì | Mercoledì | Giovedì | Venerdì | Sabato |
| Mc 2,18-22 | Mc 2,23-28 | Mc 3,.1-6 | Mc 3,7-12 | Mc 3,13-19 | Mc 3,20-21 |
Vivere il Mistero- La liturgia, sostituendo l’espressione originale «il giorno dopo» con l’espressione generica «In quel tempo», ha sottratto il testo di Gv 1,29-34 al problema esegetico della «settimana giovannea», semplificando la comprensione del brano. Il testo di Gv 1,29-34 è impostato in modo concentrico. Ciò significa che il testo è ben delimitato e suddiviso. La delimitazione è data dall’ inclusione formata dal verbo «vedere»: («Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui […] E io ho visto e ho testimoniato…»). La suddivisione è data dalla successione di alcune ripetizioni: nel segmento [a] troviamo gli elementi «vedendo + io non lo conoscevo + rese testimonianza»; nel segmento [b] c’è la descrizione della visione, espressa dagli elementi «Ho visto lo Spirito scendere…e posarsi»; nel terzo segmento [a’] troviamo gli stessi elementi presenti nel primo «Io non lo conoscevo + ho contemplato/vedrai + ho reso testimonianza». Il brano, dunque, redatto in modo raffinato e ricco sotto il profilo teologico, ha lo schema a – b – a’ ed evidenzia la discesa e la permanenza dello Spirito nella persona di Gesù. Perché questa centralità dello Spirito? Poco prima del diluvio, Dio disse: «Il mio spirito non resterà sempre nell’uomo, perché egli è carne e la sua vita sarà di centoventi anni» (Gen 6,5). Al di là delle discussioni sui «centoventi anni», lo Spirito di Dio ritorna definitivamente tra gli uomini con la persona di Gesù. Con Gesù inizia, perciò, una nuova umanità che, inabitata dallo Spirito farà esperienza della morte, ma la morte non avrà il potere ultimo e definitivo su questa nuova umanità. Il Tempo Ordinario si apre, dunque, con la presentazione sintetica della persona e della missione di Gesù che saranno dipanate lungo tutto il Tempo Ordinario. L’assemblea, però, ha fin da subito chiaro quale sarà l’itinerario attraverso il quale celebrerà il mistero della salvezza in Cristo. In qualche modo il Battista potrebbe rappresentare i discepoli di Gesù, oggi. Essi, come Giovanni, sono chiamati a porre davanti a loro il Maestro («Prima di me»), a scoprire l’azione dello Spirito di Cristo nella comunità credente e nella propria vita («Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo») e testimoniare nella vita il Maestro («E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio»). In modo sintetico così si esprime la petizione e il fine della petizione della colletta propria: «Conferma in noi la grazia del battesimo con la forza del tuo Spirito, perché tutta la nostra vita proclami il lieto annunzio del Vangelo». (don R. De Zan)
Spazi per la liturgia- L’Ambone (continuazione) (di don D. Ravelli)
Preghiera di benedizione di un nuovo ambone
0 Dio, che chiami gli uomini dalle tenebre alla tua ammirabile luce,
accogli il nostro inno di benedizione e di lode;
tu non ci lasci mai mancare il nutrimento dolce e forte della tua Parola
e convocandoci in quest’aula ecclesiale continui a ricordare le meraviglie da te annunciate e compiute.
Risuoni dunque, o Padre, ai nostri orecchi la voce del tuo Figlio risorto,
perché corrispondendo all’azione interiore dello Spirito,
possiamo essere non solo ascoltatori, ma operatori fervidi e coerenti della tua parola.
Da questo ambone i tuoi messaggeri ci indichino il sentiero della vita,
perché camminando sulle orme di Cristo,
possiamo giungere alla gloria eterna.
Vogliamo accompagnare tale preghiera con un’immagine finale, che diventa un auspicio per le nostre celebrazioni, e che facciamo nostra ancora da Paolo Silenziario. Egli, descrivendo nel suo poema l’ambone della basilica di S. Sofia a Costantinopoli, ci racconta con quale emozione il popolo ascoltava la Parola di Dio: essa era così forte che si dovette transennare la solea che congiungeva l’ambone all’altare, perché quando «colui che annunciò la buona novella» tornava sui suoi passi «sollevando il libro d’oro» la folla gli si gettava addosso «per appoggiare le labbra e le mani sul Sacro Libro». Anche per noi allora: «Risuoni sempre in questo luogo la Parola di Dio: riveli e proclami il mistero pasquale di Cristo e operi nella Chiesa la nostra salvezza». [11-fine]