Medjugorje, 18 Marzo 2022 – messaggio annuale a Mirijana

“Cari figli!

Con amore materno

vi invito a guardare verso mio Figlio,

pieni di forza, fede e fiducia.

ApriteGli i vostri cuori e non temete.

Perché mio Figlio

è la Luce del mondo

ed in Lui è la pace e la speranza.

Perciò vi invito di nuovo,

di nuovo a pregare per i miei figli

che non hanno conosciuto

l’amore di mio Figlio

affinché mio Figlio

con la luce del Suo amore e speranza

illumini anche i loro cuori

e rafforzi voi, figli miei,

e vi doni pace e speranza.

Sono con voi.

Vi ringrazio.”

Medjugorje, 25 Febbraio 2022

“Cari figli!

Sono con voi e preghiamo insieme.

Figlioli, aiutatemi con la preghiera

affinché satana non prevalga.

Il suo potere di morte, odio e paura

ha visitato la Terra.

Perciò figlioli, ritornate a Dio,

alla preghiera, al digiuno ed alla rinuncia

per tutti coloro che sono calpestati,

poveri e non hanno voce

in questo mondo senza Dio.

Figlioli, se non ritornate a Dio

ed ai Suoi comandamenti,

non avete futuro.

Perciò ha mandato me a voi per guidarvi.

Grazie per aver risposto

alla mia chiamata.”

IL NOSTRO PATRONO: LA CONVERSIONE di SAN PAOLO

di don Pietro Marchetti, parroco

Editoriale dal Nostro S.Paolo di gennaio 2022

Tutti noi alla domanda: chi è il Santo Patrono di Massa Lombarda ? Abbiamo risposto che è San Paolo. In realtà se ci pensiamo bene la risposta non è esatta, perchè il patrono di Massa Lombarda è la “Conversione” di San Paolo: vale a dire non è semplicemente una persona, San Paolo, ma un avvenimento fondamentale della vita di San Paolo: l’incontro con Cristo e le sue conseguenze. Pensare a questo mi dà maggiormente la comprensione che la festa del nostro Patrono ha una sua essenziale dinamicità: non è una statua o un quadro, ma è qualcosa che è in movimento, in divenire, frutto dell’incontro con Cristo. Celebrare la festa del nostro Patrono quindi ci chiede di verificare se lo stiamo davvero onorando, se anche noi cioè siamo in un cammino di “conversione, personale e comunitario”, frutto del nostro incontro con Signore. Conversione, che esperienza difficile!
Provate di convincere una persona adulta o un giovane a cambiare idea o atteggiamento rispetto a una sua convinzione granitica o rispetto a un comportamento consolidato nel tempo. Ci siete riusciti ? Non è facile per nulla. Se poi provate a fare tutto questo con voi stessi scoprirete quanto sia difficile mettere in discussione le proprie certezze, le proprie convinzioni, le proprie abitudini, i propri giudizi o pregiudizi soprattutto sulle altre persone.

Convertirsi vuol dire, stando davanti a Cristo, “cambiare” rimettere in discussione, addirittura rinnegare certe nostre idee del passato o del presente per abbracciarne delle altre. Questo è successo a Paolo di Tarso quando, caduto da cavallo, si è trovato a fare i conti della sua vita passata con Colui che si era ostinatamente dedicato a perseguitare: Gesù Cristo, convinto com’era, che quella era la cosa più nobile che potesse fare nella sua vita. Come può essere possibile un cambiamento così evidente?

Come è possibile che un persecutore della Chiesa e dei cristiani sia potuto diventare un grande Apostolo di Cristo ?

In ciò che gli è accaduto tocchiamo con mano quello che SOLO la GRAZIA divina poteva realizzare: una simile conversione che non ha mai abbandonato l’Apostolo Paolo: le sue lettere testimoniano questa riconoscimento e riconoscenza di quello che la CARITA’ DIVINA è riuscita a compiere trasformando il cuore e la vita di Paolo.

Festeggiare il nostro Patrono significa riconoscere nelle persone e nella nostra comunità di Massa e di Fruges quei frutti, quella luce di quanto il Signore compie nel nostro perpetuo cammino di conversione che avviene sotto lo sguardo di San Paolo e quello Materno della Beata Vergine Regina della Consolazione e dell’Oppio. Paolo ci sprona a non sederci, a non fermarci, a non lasciarci congelare dall’egoismo, ma a rimanere una comunità unita e dinamica.

E se Gesù dovesse vedere che noi anziché testimoniarlo, lo ostacoliamo, allora Gli chiediamo di….farci cadere da cavallo. Auguri alle nostre comunità in festa perché fioriscano tante testimonianze di conversione. A San Paolo chiediamo che protegga la nostra città da questa pandemia e scateni una Pandemia d’amore Divino, che ci guarisca il cuore.

Medjugorje, messaggio annuale a Jakov del 25 dicembre 2021

“Cari figli,

voi siete e vi chiamate figli di Dio.

Se i vostri cuori potessero soltanto sentire

quell’amore immenso che Dio ha per voi,

i vostri cuori Lo adorerebbero

e Lo ringrazierebbero

in ogni momento della vostra vita.

Perciò, figlioli, oggi, in questo giorno di grazia,

aprite i vostri cuori

e pregate il Signore per il dono della fede

per poter diventare veramente degni

del nome di figli di Dio,

i quali con cuore puro

ringraziano e venerano il proprio Padre celeste.

Io sono con voi e vi benedico

con la mia benedizione materna.”

Medjugorje, 25 Dicembre 2021

”Cari figli!

Oggi vi porto mio Figlio Gesù

affinché vi doni la Sua pace.

Figlioli,

senza la pace non avete né futuro,

né benedizione,

perciò ritornate alla preghiera

perché il frutto della preghiera

è gioia e fede,

senza la quale non potete vivere.

La benedizione odierna che vi diamo,

portatela alle vostre famiglie

ed arricchite tutti coloro che incontrate

affinché sentano la grazia

che voi ricevete.

Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

Programma dal 11 al 19 dicembre 2021

Letture: Sofonia 3,14-17 / Salmo da Isaia 12,2-6 / Filippesi 4,4-7

Grandi cose ha fatto il Signore per noi.

Canta ed esulta, perché grande in mezzo a te è il Santo d’Israele.

Dal Vangelo secondo Luca (3,10-18)

In quel tempo, le folle interrogavano Giovanni, dicendo: «Che cosa dobbiamo fare?». Rispondeva loro: «Chi ha due tuniche, ne dia a chi non ne ha, e chi ha da mangiare, faccia altrettanto».

Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare e gli chiesero: «Maestro, che cosa dobbiamo fare?». Ed egli disse loro: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato».

Lo interrogavano anche alcuni soldati: «E noi, che cosa dobbiamo fare?». Rispose loro: «Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno; accontentatevi delle vostre paghe».

Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala per pulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel suo granaio; ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile».

Con molte altre esortazioni Giovanni evangelizzava il popolo.

Parola del Signore

VITA ECCLESIALE

Sabato 11
Domenica 12 10.30

18.00

+ Mondini Alfredo e Luigi

+ Angelo e Maria Luisa e deff. delle fam. Mazzotti e Sangiorgi – Capucci Armando

+ Tozzola Angelo (Trigesima)

Deff. fam. Franti Goffredo e fam. Pietrantoni

Lunedì 13 10.30

18.00

+ Antonio

+ Orlacchio Angelina e Luisi Giovanni

+ Francesco Buttelli (anniv.)

+ Guardigli Lucia

Martedì 14
Mercoledì 15 18.00 + Vittorio Ricci
Giovedì 16 18.00 + Rossella
Venerdì 17
Sabato 18
Domenica 19 10.30 + Claudio

Orario Confessioni Sabato ore 11.00 – 12.00 (don Pietro)

ore 16.45 – 17.45 (don Pietro)

Concordare con don Pietro eventuali esigenze rispettando rigorosamente le disposizioni di legge (distanziamento, mascherine ecc…)).

Orario SS. Messe Feriale: Martedì e Venerdì ore 8.00

Lunedì, Mercoledì, Giovedì e Sabato ore 18.00

Festivo : ore 10.30, 18.00

Tutti i giorni ore 17.25 S. Rosario )

(anticipato alle 16.55 nei giorni della novena)

N.B. Tutte le celebrazioni sono aperte a tutti i fedeli e si possono seguire anche nel sito internet della parrocchia

Il catechismo in parrocchia è ripreso secondo le consuete modalità.

LA VITA DELLA COMUNITA’

Anno : C

Dicembre 2021

Domenica 12

III di Avvento

S. Messe alle ore 10.30 e 18.00 (NO alle 8.00)

Ore 10.30 (S. Paolo) : S. Messa. – I bambini del catechismo accendono la terza candela di avvento.

Lunedì 13

S. Lucia

S. Messe alle ore 10.30 e 18.00
Martedì 14 Ore 20.30 (canonica) : Incontro dei moderatori in preparazione al Sinodo della Chiesa universale
Giovedì 16 Ore 17.30 (S. Paolo) : Novena di Natale

Ore 20.30 (canonica) : Incontro dei moderatori in preparazione al Sinodo della Chiesa universale

Venerdì 17 Ore 17.30 (S. Paolo) : Novena di Natale e Adorazione eucaristica
Sabato 18 Ore 17.30 (S. Paolo) : Novena di Natale
Domenica 19

IV di Avvento

S. Messe alle ore 10.30 e 18.00 (NO alle 8.00)

Ore 10.30 (S. Paolo) : S. Messa. – I bambini del catechismo accendono la quarta candela di avvento.

Al termine benedizione delle statuine di Gesù Bambino

Ore 17.30 (S. Paolo) : Novena di Natale

Alla scuola di Gesù :
Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì Venerdì Sabato
Mt 21,23-27 Mt 21,28-32 Lc 7,19-23 Lc 7,24-30 Mt 1,1-17 Mt 1,18-24

Vivere il Mistero- Anche questa domenica è caratterizzata dalla gioia. La colletta iniziale chiede a Dio una rinnovata esultanza per celebrare con fede e amore l’ormai imminente Natale del Signore, nel quale Dio rinnova la sua salvezza. La gioia nasce dalla vicinanza del Signore; di più, il Signore è in mezzo a noi. Questa presenza però è esigente: non solo conforta ma anche stimola a operare verso il prossimo con giustizia. La predicazione del Battista ottiene i primi frutti: varie categorie sociali – gente comune, pubblicani, soldati – interpellano l’uomo di Dio sul da farsi. Giovanni non risponde in modo univoco ma differenziato, a partire dagli interlocutori. Alle folle parla di condivisione e solidarietà’: «Chi ha due tuniche ne dia a chi non ne ha e chi ha da mangiare faccia altrettanto» (Lc 3,11). Ai pubblicani, che avevano un compito legato al denaro, la risposta è in chiave di giustizia fiscale: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato» (Lc 3,13). Infine ai soldati, il Battista chiede rispetto e onestà: «Non maltrattate e non estorcete niente a nessuna: accontentatevi delle vostre paghe» (Lc 3,14). La medesima domanda Luca la ripresenta in At 2,37. Qui non è più il Battista a essere interrogato, ma Simon Pietro. La risposta di Pietro è più generale; egli invita a immergersi, attraverso il battesimo, in Cristo. La conversione in questo caso è un’immersione nel mistero di Dio. Questa è la via della salvezza offerta all’umanità. La folla che circonda il Battista non ha solo domande ma anche attese; una in particolare, quella del Messia. La gente, sentita la predicazione del Battista, pensa che sia lui il Cristo. Ma egli subito smentisce: «no, non sono io». E allora come si definisce, qual è il suo ruolo? Giovanni Battista afferma di amministrare un battesimo di penitenza; ma ben superiore sarà il battesimo del Messia, in quanto battezzerà nello Spirito. Ma c’è un altro elemento da evidenziare: Giovanni asserisce che lui non è degno di sciogliere i legacci dei sandali del Messia. Così dicendo egli riconosce la superiorità di Gesù; non solo, l’espressione potrebbe forse alludere anche alla legge del levirato, propria del diritto matrimoniale ebraico. Giovanni sa bene che la Sposa (Israele) appartiene all’unico Sposo (il Messia). II Battista e Gesù non sono perciò sullo stesso piano. La differenza tra Gesù e il Battista verte soprattutto sulla modalità dell’annuncio della salvezza. Per Giovanni sul popolo incombe il giudizio e il castigo: il Messia giungerà con il ventilabro in mano, con la scure posta alla radice degli alberi. Di qui l’urgenza della conversione. Ma a Giovanni verranno riportate le scelte pastorali di Gesù, il quale siede a mensa con i peccatori e frequenta i pubblicani e le prostitute. Non tutto coincide con quanto il Battista aveva predicato. Dov’è allora il Messia che avrebbe ristabilito la giustizia punendo i colpevoli e i peccatori? La prassi di Gesù metterà in crisi Giovanni (cf. Mt 11,3); questa crisi sarà poi superata quando Gesù gli risponderà rivelandogli il compimento delle Scritture e i segni del Regno che egli stesso aveva annunciato (cf. Mt ll,6). Il breve brano paolino, che costituisce anche il canto d’ingresso di questa domenica chiamata Gaudete, è un forte invito alla gioia che si rinnova ancora una volta. Donde nasce la gioia cristiana? Da una consapevolezza: il Signore è presente tra di noi, in mezzo a noi eppure, allo stesso istante, lo aspettiamo, ne desideriamo la rivelazione piena e definitiva. Questa gioia plasma il volto e l’atteggiamento del cristiano in quanto diviene affabilità (gentilezza) verso tutti. Ma non solo. La gioia che viene dallo Spirito porta a un superamento dell’ansietà legata ai problemi che la vita quotidianamente presenta. Per questo Paolo esorta anche alla preghiera. Una preghiera che deve caratterizzarsi per l’azione di grazie, e la supplica. Solo cosi il cristiano passa dall’ansia alla pace (v 7). L’abbiamo capito: la gioia cristiana non è euforia ma nasce dalla consapevolezza di una presenza, quella del Signore, che accompagna giorno per giorno il nostro cammino. Certo è una gioia non ancora compiuta, ma questo non significa che sia meno intensa; è una gioia che alimenta la speranza e la sostiene. Una gioia che diviene testimonianza tra i fratelli della fedeltà del nostro Dio. Al riguardo, anche l’austera figura del Battista, che domina la liturgia odierna, ha qualcosa da dirci. Egli ha avuto il coraggio di rompere con la corruzione del suo tempo, di denunciare la perversione del potere. Questa coerenza l’ha portato al carcere e alla morte. Prima ancora, nel deserto, ha vissuto la dura ascesi dell’essenziale, e davanti al Cristo da lui riconosciuto come Messia, si è ritirato, consapevole di aver fatto la sua parte. Austerità, sacrificio, amore della verità, ricerca di Dio, sono anche per noi l’humus da offrire al seme del Vangelo affinché possa germogliare in noi una messe di gioia. (P. Sandro Carotta)

Medjugorje, 25 Novembre 2021

Cari figli!

Sono con voi in questo tempo di misericordia

e vi invito tutti

ad essere portatori di pace e d’amore in questo mondo,

dove, figlioli, Dio vi invita attraverso di Me ad essere preghiera,

amore ed espressione del Paradiso, qui sulla terra.

I vostri cuori siano riempiti di gioia e di fede in Dio

affinché, figlioli, possiate avere totale fiducia

nella Sua santa volontà.

Per questo sono con voi

perché Lui, l’Altissimo, mi manda tra di voi

per esortarvi alla speranza

e voi sarete portatori di pace in questo mondo inquieto.

Grazie per aver risposto alla mia chiamata.