Visita alle famiglie e benedizioni alle case

La visita alle famiglie e la benedizione delle medesime e delle abitazioni, verranno fatte dopo la Pasqua, appena le norme che regolano in questo periodo il nostro vivere comune, lo permetteranno.
Questa la modalità con cui verranno programmate:
1) arriverà nella cassetta delle lettere di casa vostra un bigliettino (sperando che non sia spacciato per pubblicità) in cui sarà indicata la settimana in cui il parroco o un ministro verrà a far visita;
a) nel biglietto troverete il numero di cellulare a cui inviare la richiesta (tramite messaggio o whatsapp con indicazione di giorno e orario pomeridiano e vostro recapito telefonico) per ricevere la visita del Sacerdote o di un altro ministro per la benedizione;
b) sarete poi contattati per la conferma dell’appuntamento.

2) La visita del sacerdote o di un ministro avverrà all’ingresso della casa nel pieno rispetto delle norme sanitarie (indossando la mascherina). Non entriamo in casa o nelle stanze per ragioni di rispetto e motivo igienico-sanitario.
A presto. don Pietro

Il nuovo Consiglio Pastorale per il triennio 2021-2023

I componenti del C.P.P.

Don Pietro Marchetti, parroco di Massa L. Don Alberto Baraccani, parroco di Fruges

Don Daniele Sirna, coadiutore parrocchiale Tazzari Eros, diacono permanente a Massa L.

Carusio Giovanni, diacono permenente a Fruges

Marchetti Andrea, A.C. Massa e Fruges

Agnoletti Luca, Agesci

Dalmonte Anna, gruppo Caritas

Ferro Paolo, gruppo famiglie/oratorio

Amadei Emanuele, gruppo catechisti

Ghetti Duilio, gruppo liturgico

Bignami Enrico, consiglio economico

Becca Francesco, Sc.Materna Fruges

Suor Arputha, Sc. Materna Massa L.

Suor Jane, Comunità Maria Immacolata

Ferro Luigi, nominato a Fruges

Piccinini Lucia, nominato Fruges

Vrenna Lorenzo, nominato a Massa L.

Il Nostro S.Paolo editoriale marzo 2021

Santa Pasqua: Risuscitati perché Amati.

Come ti senti dentro di te ? Stressato, stanco, debole, demotivato oppure positivo, pieno di speranza e di fiducia ? Osservando in generale il mondo che ci circonda, sembra quasi che le tenebre vincano sulla luce, la paura sul coraggio, la morte sulla vita, l’odio sull’amore. A Pasqua Dio ci viene a dire che non è così! I nostro cuore cerca speranza, fiducia, positività, futuro, vita : ma veramente la Luce ha vinto le tenebre ? Se c’è una caratteristica che contraddistingue in modo evidente questo nostro tempo, è il senso di insicurezza e di precarietà che il covid ha portato nella vita di ciascuno a livello personale e nella dimensione collettiva. E allora che fare ? Come adattarsi in modo positivo anche davanti a situazioni negative ?

Per il cristiano non si tratta di tirare fuori un nuovo slogan, una nuova tecnica pedagogica o una nuova virtù in cui eccellere. Si tratta piuttosto di riscoprire la nostra esistenza di risorti, di persone amate da Dio, che è per noi Risurrezione e vita. Gesù ha detto “Io sono la risurrezione e la vita”. Prima viene la risurrezione e poi la vita. Noi siamo già risorti nel Signore; risorti da tutte le vite spente e immobili, risorti dal non senso e dal disamore, che sono la malattia mortale dell’uomo. Prima viene questa liberazione e da qui una vita capace di superare la morte. Risuscitati perché amati: il vero nemico della morte non è la vita, ma l’Amore.

E’ questa consapevolezza che ci rende capaci di una reale resilienza: la consapevolezza che agli occhi di Dio siamo dei risorti e amati in quanto tali. Questa fiducia di base che Dio ha verso di noi ci permette di condividere la nostra vita e quella degli altri, qualunque essa sia. Il mondo l’ha salvato il Signore: noi condividiamo il cammino e ne portiamo il peso per quello che ne siamo capaci. Papa Francesco nella enciclica “Fratelli tutti” al n. 222 ci da un buon suggerimento per essere dei “risorti”: “L’individualismo consumista provoca molti soprusi…gli altri si finisce per trattarli come fastidi e l’aggressività aumenta. Ciò si accentua nei periodo di crisi e arriva a livelli esasperanti. Tuttavia, scrive il Papa, è ancora possibile scegliere di esercitare la gentilezza. Ci sono persone che lo fanno e diventano “stelle in mezzo all’oscurità” Cerca di dare parte del tuo tempo all’ascolto degli altri, cerca di dare stima, dai la tua simpatia e dona senza pretendere. Non escludere l’altro dall’attenzione, dal dialogo, dalla fiducia, dall’affetto. Non ignorarlo, non aggredirlo, non ferirlo.” Allora si tratta di scegliere con coraggio di essere una stella in mezzo all’oscurità; di usare le parole “permesso, buon giorno, scusami, ti voglio bene, mi dispiace, per favore”. La gentilezza, quando si fa cultura in una società trasforma profondamente lo stile di vita, i rapporti sociali, le relazioni. Saremo così luce nelle tenebre e stelle nell’oscurità. La nostra Pasqua diventerà più vera perché accanto al contributo fondamentale di Dio, ci sarà anche il nostro. Gesù è veramente risorto. Coraggio! Buona Settimana Sante e Buona Pasqua.

Don Pietro.

Programma dal 27 marzo al 4 aprile 2021

Letture: Isaia 50,4-7 / dal Salmo 21 / Filippesi 2,6-11

Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?

Dal Vangelo secondo Marco (15,1-39) [forma breve]

Al mattino, i capi dei sacerdoti, con gli anziani, gli scribi e tutto il sinedrio, dopo aver tenuto consiglio, misero in catene Gesù, lo portarono via e lo consegnarono a Pilato. Pilato gli domandò: «Tu sei il re dei Giudei?». Ed egli rispose: «Tu lo dici». I capi dei sacerdoti lo accusavano di molte cose. Pilato lo interrogò di nuovo dicendo: «Non rispondi nulla? Vedi di quante cose ti accusano!». Ma Gesù non rispose più nulla, tanto che Pilato rimase stupito.A ogni festa, egli era solito rimettere in libertà per loro un carcerato, a loro richiesta. Un tale, chiamato Barabba, si trovava in carcere insieme ai ribelli che nella rivolta avevano commesso un omicidio. La folla, che si era radunata, cominciò a chiedere ciò che egli era solito concedere. Pilato rispose loro: «Volete che io rimetta in libertà per voi il re dei Giudei?». Sapeva infatti che i capi dei sacerdoti glielo avevano consegnato per invidia. Ma i capi dei sacerdoti incitarono la folla perché, piuttosto, egli rimettesse in libertà per loro Barabba. Pilato disse loro di nuovo: «Che cosa volete dunque che io faccia di quello che voi chiamate il re dei Giudei?». Ed essi di nuovo gridarono: «Crocifiggilo!». Pilato diceva loro: «Che male ha fatto?». Ma essi gridarono più forte: «Crocifiggilo!». Pilato, volendo dare soddisfazione alla folla, rimise in libertà per loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso. Allora i soldati lo condussero dentro il cortile, cioè nel pretorio, e convocarono tutta la truppa. Lo vestirono di porpora, intrecciarono una corona di spine e gliela misero attorno al capo. Poi presero a salutarlo: «Salve, re dei Giudei!». E gli percuotevano il capo con una canna, gli sputavano addosso e, piegando le ginocchia, si prostravano davanti a lui. Dopo essersi fatti beffe di lui, lo spogliarono della porpora e gli fecero indossare le sue vesti, poi lo condussero fuori per crocifiggerlo. Costrinsero a portare la croce di lui un tale che passava, un certo Simone di Cirene, che veniva dalla campagna, padre di Alessandro e di Rufo. Condussero Gesù al luogo del Gòlgota, che significa «Luogo del cranio», e gli davano vino mescolato con mirra, ma egli non ne prese. Poi lo crocifissero e si divisero le sue vesti, tirando a sorte su di esse ciò che ognuno avrebbe preso. Erano le nove del mattino quando lo crocifissero. La scritta con il motivo della sua condanna diceva: «Il re dei Giudei». Con lui crocifissero anche due ladroni, uno a destra e uno alla sua sinistra.

Quelli che passavano di là lo insultavano, scuotendo il capo e dicendo: «Ehi, tu che distruggi il tempio e lo ricostruisci in tre giorni, salva te stesso scendendo dalla croce!». Così anche i capi dei sacerdoti, con gli scribi, fra loro si facevano beffe di lui e dicevano: «Ha salvato altri e non può salvare se stesso!

Il Cristo, il re d’Israele, scenda ora dalla croce, perché vediamo e crediamo!». E anche quelli che erano stati crocifissi con lui lo insultavano.

Quando fu mezzogiorno, si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio. Alle tre, Gesù gridò a gran voce: «Eloì, Eloì, lemà sabactàni?», che significa: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?». Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: «Ecco, chiama Elia!». Uno corse a inzuppare di aceto una spugna, la fissò su una canna e gli dava da bere, dicendo: «Aspettate, vediamo se viene Elia a farlo scendere». Ma Gesù, dando un forte grido, spirò. (Qui si genuflette e si fa una breve pausa)

Il velo del tempio si squarciò in due, da cima a fondo. Il centurione, che si trovava di fronte a lui, avendolo visto spirare in quel modo, disse: «Davvero quest’uomo era Figlio di Dio!».
Parola del Signore

VITA ECCLESIALE

Sabato 27

18.00

+ Dovadola Ivano e Ruffini Armanda

Deff. fam. Asioli-Buttelli

+ Buscaroli Dante e cg. Venieri

Domenica 28

10.30

18.30

+ Rossella

50° di Matrimonio di : Gurioli Ferdinando

e Deserri Patrizia

Lunedì 29

18.30

+ Montesi Natale

Martedì 30

Mercoledì 31

18.30

+ Elena

Giovedì 01

20.15

+ Preda Maria Teresa

Per le Anime del purgatorio

Venerdì 02

Sabato 03

19.30

+ Angela ed Ettore Mongardi, figli e nipoti

Domenica 04

10.30

+ Domenico e Nerina Potenza

+ Sangiorgi Tomaso e deff. della famiglia

+ Moroni Lorenzo

+ Francesco, Angelo e Giuseppina

+ Bufano Margherita

18.30

+ Ruffini Armanda e Dovadola Ivano

Le Confessioni della Settimana Santa

Lunedì 29 : Ore 20.30 – 21.30

Martedì 30 : Ore 10.30-12.00 20.30 – 21.30

Mercoledì 31 : Ore 10.30-12.00 20.30 – 21.30

Giovedì 01 : Ore 16.00-19.00

Venerdì 02 : Ore 10.00-12.00 16.00-17.00

Sabato 03: Ore 9.30-12.00 15.30-18.00

 

Orario SS. Messe Feriale: Martedì e Venerdì ore 8.00

Lunedì, Mercoledì, Giovedì e Sabato ore 18.30

Festivo : ore 10.30, 18.30

Tutti i giorni (escl. Venerdì) ore 17.55 S. Rosario (17.25 quando c’è la Via Crucis)

Venerdì ore 17.30 S. Rosario e Adorazione eucaristica

N.B. Tutte le celebrazioni sono aperte a tutti i fedeli e si possono seguire anche nel sito internet della parrocchia

Il catechismo in parrocchia è ripartito a novembre secondo un calendario specifico per fasce e per gruppi

Anno : B

Marzo – Aprile 2021

LA VITA DELLA COMUNITA’

Domenica 28

Le Palme

Giornata a favore dell’opera S. Teresa di Ravenna.

Ss. Messe alle ore 8.00 , 10.30 e 18.30

Ore 18.00 (S. Paolo) : Via Crucis

Giovedì 01

Santo

Ore 20.15 (S. Paolo) : S. Messa Solenne “In Coena Domini”
Venerdì 02

Santo

Astinenza e Digiuno

Ore 15.00 (S. Paolo) : Via Crucis

Ore 20.15 (S. Paolo) : Celebrazione della “Passione del

Signore”

Sabato 03

Santo

Ore 9.30–12 e 15.30–18.00 (S. Paolo):Benedizione delle uova

Ore 19.30 (S. Paolo) : Veglia Pasquale

Domenica 04

Pasqua di Risurrezione

Ss. Messe alle ore 8.00 , 10.30 e 18.30

Ore 10.30 (S. Paolo) : S. Messa Solenne

1 – E’ possibile rinnovare l’abbonamento per il 2021 al periodico parrocchiale “Il Ns. S. Paolo”, importante strumento di comunicazione comunitaria.

Si può fare anche rivolgendosi in sacrestia.

2 – Domenica 28 torna l’ora legale ed anche l’orario delle celebrazioni pomeridiane viene posticipato di mezz’ora.

3 – Nelle domeniche 28 marzo e 4 aprile verrà celebrata una S. Messa anche alle ore 8.00

3 –Ad ogni S. Messa saranno consegnati e benedetti i rami di ulivo a chi lo desidera.

Nota. La S. Messa feriale è secondo il solito orario e quella festiva come indicato nel riquadro nella pagina accanto. Dovranno ovviamente essere rispettate tutte le disposizioni di legge (distanziamento, mascherine, ecc..).

Alla scuola di Gesù :
Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì Venerdì Sabato
Gv 12,1-11 Gv 13,21-33. 36-38 Mt 26314-25 Gv 13,1-15 Gv 18,1-19,42 Mc 16,1-7

Vivere il Mistero- Con la domenica delle Palme inizia la Settimana santa. Vi entriamo, con i rami di ulivo tra le mani, acclamando al Re della gloria che ha vinto il peccato e la morte. Oltre questo portico trionfate ci attende l’aspro cammino detta croce che attraversa il cenacolo, dove Gesù istituisce l’Eucaristia, il giardino del Getsemani, dove egli agonizza invocando il Padre, per giungere infine al Golgota, dove muore sulla croce come malfattore. Ma la Passione di Cristo si è compiuta il mattino di Pasqua, quando il seme caduto nella terra è germinato nella carne rifiorita del Signore risorto. Questo evento non è certo concluso, ma è vivo e vivificante. Cuore della liturgia della Parola di questa domenica è il racconto della Passione secondo Marco. Ma cosa intendiamo per «passione»? Com’è noto, «passione» deriva dal verbo «patior» che significa soffrire, patire, sopportare. Quando partiamo della Passione di Gesù generalmente intendiamo la sua sofferenza culminata nella morte. Ma il termine «passione» non si esaurisce qui, «Passions» può indicare anche un’emozione, un forte sentimento, persino un impegno (pensiamo al «fare con passione», che caratterizza talora il nostro vivere e operare). Nei Vangeli entrano entrambe le due sfumature. Gesù è morto vittima di una sentenza ingiusta tra sofferenze fisiche e morali indicibili. Ma i Vangeli ci dicono anche che la sua Passione non è stata una sorpresa, ma che è scaturita anche dal suo impegno, dalla sua «passione», appunto, per il Regno di Dio e per la sua giustizia. Quali sono le caratteristiche principali della Passione secondo Marco? 1 – Un racconto drammatico e incalzante. La narrazione di Marco è breve, essenziale, drammatica, senza pathos. Solo in due scene emergono r sentimenti di Gesù: nel Getsemani e sulla croce. Ma è sufficiente. 2 – I riferimenti alle Scritture. Marco rilegge la Passione alla luce della rivelazione biblica; non solo, se Marco non vuol far commuovere (non è la sua intenzione principale), vuole però far riflettere i suoi lettori. Come leggere e interpretare l’evento del Messia crocifisso? Come comprendere lo scandalo della croce dentro il piano della salvezza? Non c’è altra fonte se non quella della rivelazione. Questo ci fa capire un’altra cosa importante: i racconti della Passione non sono una narrazione cronachistica, ma teologica. 3 – La consapevolezza di Gesù. Gesù, protagonista principale, non è dominato dagli eventi ma è lui che li domina. Di più, egli sa cosa c’è alla fine: la risurrezione. ln questa fede beve l’amaro calice del tradimento, del rinnegamento, dell’incomprensione e della condanna infamante della croce. 4 – Lettori e partecipi. Infine, non si può leggere la Passione senza un coinvolgimento personale. Nota al riguardo E. Bianchi: «La Passione è davvero un testo che contiene innumerevoli energie di vita o di morte e il lettore deve essere avvertito che leggendola fa qualcosa di terribilmente grave e serio perché, lo si voglia o non lo si voglia, si espone al giudizio che lo fa o discepolo che aderisce al Signore o suo omicida. Non si può contemplare la Passione senza esserne coinvolti. Più che mai le parole dell’evangelista sono urgenti: “Il Lettore capisca!” (cf Mc 13,14)».

Medjugorje, 25 Marzo 2021

”Cari figli!

Anche oggi sono con voi per dirvi:

figlioli, chi prega non ha paura del futuro

e non perde la speranza.

Voi siete stati scelti per portare la gioia e la pace,

perché siete miei.

Io sono venuta qui con il nome:

Regina della Pace

perché il diavolo vuole l’inquietudine e la guerra,

vuole riempire il vostro cuore di paura per il futuro

e il futuro è di Dio.

Perciò siate umili,

pregate ed abbandonate tutto

nelle mani dell’Altissimo che vi ha creati.

Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

Programma dal 20 al 28 marzo 2021

Letture: Geremia 31,31-34 / dal Salmo 50 / Ebrei 5,7-9

Crea in me, o Dio, un cuore puro.

Dal Vangelo secondo Giovanni (12,20-33)

In quel tempo, tra quelli che erano saliti per il culto durante la festa c’erano anche alcuni Greci. Questi si avvicinarono a Filippo, che era di Betsàida di Galilea, e gli domandarono: «Signore, vogliamo vedere Gesù». Filippo andò a dirlo ad Andrea, e poi Andrea e Filippo andarono a dirlo a Gesù. Gesù rispose loro: «È venuta l’ora che il Figlio dell’uomo sia glorificato. In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà. Adesso l’anima mia è turbata; che cosa dirò? Padre, salvami da quest’ora? Ma proprio per questo sono giunto a quest’ora! Padre, glorifica il tuo nome». Venne allora una voce dal cielo: «L’ho glorificato e lo glorificherò ancora!». La folla, che era presente e aveva udito, diceva che era stato un tuono. Altri dicevano: «Un angelo gli ha parlato». Disse Gesù: «Questa voce non è venuta per me, ma per voi. Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori. E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me». Diceva questo per indicare di quale morte doveva morire.
Parola del Signore

 

Preghiera di Papa Francesco

O Maria,

tu risplendi sempre nel nostro cammino

come segno di salvezza e di speranza.

Noi ci affidiamo a te, Salute dei malati,

che presso la croce

sei stata associata al dolore di Gesù,

mantenendo ferma la tua fede.

Tu, Salvezza del popolo romano,

sai di che cosa abbiamo bisogno

e siamo certi che provvederai

perché, come a Cana di Galilea,

possa tornare la gioia e la festa

dopo questo momento di prova

Aiutaci, Madre del Divino Amore,

a conformarci al volere del Padre

e a fare ciò che ci dirà Gesù,

che ha preso su di sé le nostre sofferenze

e si è caricato dei nostri dolori

per condurci, attraverso la croce,

alla gioia della risurrezione. Amen.

VITA ECCLESIALE

Sabato 20

18.00

+ Sangiorgi Tomaso

+ Faccani Alessandro e Stefano, Luisi Giovanni e Orlacchio Angelina

+ Ivo, Anna e Pietro Marri

Domenica 21

10.30

18.00

+ De Filippi Franco, Elide, Lucia e Gemma

Per la salute di Marianna (vivente)

Lunedì 22

18.00

+ Castelli Adriano

Martedì 23

8.00

+ Domenico, Giovanni e Bruno Rotta

Mercoledì 24

18.00

+ Dovadola Monica

Giovedì 25

18.00

Vivi e defunti delle famiglie Dovadola Ivano-Ruffini

Venerdì 26

20.15

+ Savorani Maria Annunziata

Sabato 27

18.00

+ Dovadola Ivano e Ruffini Armanda

Deff. fam. Asioli-Buttelli

+ Buscaroli Dante e cg. Venieri

Domenica 28

   

Orario Confessioni Concordare con don Pietro eventuali esigenze

(muniti di mascherina rispettando rigorosamente le distanze come predisposto)

Orario SS. Messe Feriale: Martedì ore 8.00

Venerdì ore 20.15

Lunedì, Mercoledì, Giovedì e Sabato ore 18.00

Festivo : ore 10.30, 18.00

Tutti i giorni (escl. Venerdì) ore 17.25 S. Rosario (16.55 quando c’è la Via Crucis)

Venerdì ore 17.00 Via Crucis

ore 17.30 S. Rosario e Adorazione eucaristica

N.B. Tutte le celebrazioni sono aperte a tutti i fedeli e si possono seguire anche nel sito internet della parrocchia

Il catechismo in parrocchia è ripartito a novembre secondo un calendario specifico per fasce e per gruppi

Il catechismo in parrocchia resta sospeso fino a nuove disposizioni

Il catechismo in parrocchia resta sospeso fino a nuove disposizioni

Anno : B

Marzo 2021

LA VITA DELLA COMUNITA’

Domenica 21

V di Quaresima

Ss. Messe alle ore 10.30 e 18.00 (NO alle 8.00)

Ore 17.30 (S. Paolo) : Via Crucis

Mercoledì 24

Ore 20.45 (in Rete) : 6° Incontro fidanzati in preparazione al matrimonio

Giovedì 25

Annunciazione del Signore

S. Messa ad orario feriale

Venerdì 26

Astinenza

Non c’è la S. Messa alle 8.00)

Ore 17.00 (S. Paolo) : Via Crucis

Ore 17.30 (S. Paolo) : Adorazione Eucaristica e S. Rosario

Ore 20.15 (S. Paolo) : 6a Stazione Quaresimale

Domenica 28

Le Palme.

Giornata a favore dell’opera S. Teresa di Ravenna.

Ss. Messe alle ore 8.00 , 10.30 e 18.30

Ore 18.00 (S. Paolo) : Via Crucis

1 – E’ possibile rinnovare l’abbonamento per il 2021 al periodico parrocchiale “Il Ns. S. Paolo”, importante strumento di comunicazione comunitaria.

Si può fare anche rivolgendosi in sacrestia.

2 – Domenica 28 torna l’ora legale ed anche l’orario delle celebrazioni pomeridiane viene posticipato di mezz’ora. Inoltre essendo la domenica delle Palme, verrà celebrata una S. Messa anche alle ore 8.00

3 –Ad ogni S. Messa saranno consegnati e benedetti i rami di ulivo a chi lo desidera.

Nota. La S. Messa feriale è secondo il solito orario e quella festiva come indicato nel riquadro nella pagina accanto. Dovranno ovviamente essere rispettate tutte le disposizioni di legge (distanziamento, mascherine, ecc..).

Alla scuola di Gesù :

Lunedì

Martedì

Mercoledì

Giovedì

Venerdì

Sabato

Gv 8,1-11

Gv 8,21-30

Gv 8,31-42

Lc 1,26-38

Gv 10,31-42

Gv 11,45-56

Vivere il Mistero- Gesù sa che la sua ora è giunta; l’ora in cui darà la sua vita. Dobbiamo riconoscere che per ogni uomo, anche per Gesù, non è facile né immediato progettare la conclusione di un progetto e realizzarlo. Gesù, si trova tra l’obiettivo fissato e l’obiettivo ormai imminente da raggiungere. Tra questi due obiettivi c’è tutta la vasta gamma dei suoi sentimenti, delle sue emozioni e delle sue tentazioni. Umanamente sarebbe tentato di fuggire, come bene ci illustrano in particolare i Sinottici nei racconti della Passione. Per Giovanni, invece, Gesù liberamente dona se stesso, consapevole che la sua ora è giunta proprio per questo: «Adesso l’anima mia è turbata; che cosa dirò? Padre, salvami da quest’ora? Ma proprio per questo sono giunto a quest’ora». Il nostro brano è introdotto da un gruppo di greci (proseliti e timorati di Dio) che chiedono a Filippo di poter vedere Gesù. La loro presenza non è casuale. Bisogna ricordare che l’episodio precedente, quello della rianimazione di Lazzaro, aveva sconvolto tutti, in particolare le guide, e quanti ormai vedevano che tutti cominciano a seguire Gesù. I greci sono una parte di costoro. La reazione delle autorità è paradossale, perché di fronte all’ultimo grande segno di Gesù, la risurrezione di Lazzaro, vogliono ucciderlo. ln realtà, Giovanni ci avverte che la lotta, che attraversa tutto il IV Vangelo, tra colui che dà la vita e coloro che vogliono dare la morte (a chi sta dando la vita) sta ormai arrivando al culmine. La gerarchia religiosa, che detiene il potere, decide di sopprimere Gesù per mantenere il dominio totale acquisito attraverso la strumentalizzazione della Torah e del tempio, come pure attraverso lo sfruttamento della religiosità e della devozione della gente. Ma questo dominio sta lentamente cedendo sotto l’urto della novità di Gesù. I greci, comunque, vogliono vedere Gesù, ovvero desiderano conoscerne l’identità. Come risponde Gesù? Con una piccola parabola, quella del seme che cade nella terra e muore per poter dare frutto. Siamo giunti al termine del cammino quaresimale. Ora ci attendono i giorni oscuri e luminosi della Settimana santa, dove rivivremo la morte e la risurrezione di Gesù, la cui primizia ci è stata donata nel battesimo.

Nuovo Messale: Custode della fede della Chiesa di don Silvano Sirboni

[continuazione]

I contenuti della fede passano, prima di tutto, attraverso l’esperienza dei riti. Soltanto dopo vengono anche le affermazioni teologiche. Questo era lo stile patristico della mistagogia: la spiegazione aveva luogo dopo l’esperienza. «Secondo il metodo esemplare dei Padri della Chiesa l’esperienza del mistero passa attraverso il rito: per questo è necessario che i fedeli non assistano come estranei o muti spettatori a questo mistero di fede, ma comprendendolo bene per mezzo dei riti e delle preghiere, partecipino all’azione sacra consapevolmente, piamente e attivamente» (Messale 1983). Dalla consapevolezza che il deposito della fede passa attraverso il rito, la riforma liturgica del Vaticano II è stata molto attenta a distinguere ciò che è immutabile, perché di istituzione divina, da ciò che è suscettibile di cambiamento. S’è preoccupata che i riti nella loro chiarezza e semplicità possano manifestare e comunicare correttamente ed efficacemente il deposito della fede.

Semplificazione che non ha offuscato la dimensione sacrificale della messa. Anzi, la dimensione conviviale della messa riconduce più chiaramente a quell’ultima cena che il Signore ha comandato di fare come memoriale del suo sacrificio. Il mistero della reale presenza nei segni del pane e del vino non è oscurato, ma evidenziato quale vertice sostanziale e permanente, di una presenza che pervade tutta la celebrazione conviviale. [fine]

Medjugorje, 18 Marzo 2021 – messaggio annuale alla veggente Mirijana

“Cari figli!

Maternamente vi invito

a ritornare alla gioia e alla verità del Vangelo.

A ritornare all’amore di mio Figlio,

poiché Lui vi attende a braccia aperte.

Affinché tutto ciò che fate nella vita

lo facciate con mio Figlio, con amore.

Affinché siate benedetti.

Affinché la vostra spiritualità sia interiore, e non solo esteriore.

Solo in questo modo sarete umili, generosi,

colmi di amore e gioiosi.

E il mio cuore materno gioirà con voi.

Vi ringrazio.”