Caritas parrocchiale

Via Roli 6 – Tel. 3294664112
Coordinatrice: Franti Marilena
tel.3408121961
Email: caritasmassalombarda@gmail.com
Orari di apertura
Ascolto: MARTEDI’ 9,30 – 11
Distribuzione viveri e vestiario:
MARTEDI’ 14,30 – 17,30
MERCOLEDI’ 9,30 – 12; 14,30 – 17,30

ATTIVITA’

Distribuzione viveri agli indigenti

Distribuzione vestiario e di coupons farmaceutici; ascolto, sostegno e accompagnamento.

Programma dal 18 al 26 dicembre 2021

Letture: Michea 5,1-4a / Salmo 79 / Ebrei 10,5-10

Signore, fa splendere il tuo volto e noi saremo salvi.

Dal Vangelo secondo Luca (1,39-45)

In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.

Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».

Parola del Signore

VITA ECCLESIALE

Sabato 18 18.00 + Messina Francesco e Giuseppina, Pera Maria e Francesco, Cirlingione Calogero
Domenica 19 10.30

18.00

+ Claudio

+ Ferro Almerigo e Costantin Rina

+ Eugenio e Silvia Negroni e deff. della famiglia

Lunedì 20 18.00 + Dovadola Dario

+ Maria e Ilvano

Martedì 21 8.00 + Antonio

Deff. fam. Preti

Mercoledì 22 18.00 + Adriano Castelli
Giovedì 23
Venerdì 24 22.30 + Galanti Silla e Buldrini Natalino

+ Dovadola Monica

+ Franco, Maria, Demo e Luigi

+ Paolo Liverani

+ Pilani Enzo e Giulio e Ronchini Angiolina

Sabato 25 8.00

10.30

18.00

  • + Castelli Bruno, Bianconi Velalma, Caroli Ugo e Liverani Iolanda
  • Deff. fam. Masini Cesare e Raffaella e cg. Magnavacchi Umberto e Luigia, Bartolini Permo e figlio Luca
  • Vivi e deff. fam. Dovadola e Ruffini e parenti
Domenica 26 10.30 + Stefano e Maria Baldini

+ Stefano Gattucci

Per una famiglia che si affida alle nostre preghiere

Le Confessioni in prossimità del Natale:

Lunedì 20 : Ore 15.30 – 17.25
Martedì 21 : Ore 15.30 – 17.25 20.30 – 22.00
Giovedì 23 : Ore 15.30 – 17.25
Venerdì 24 : Ore 10.00 – 12.00 15.30 – 17.25
Sabato 25 Ore 9.15 – 10.15

Orario SS. Messe Feriale: Martedì e Venerdì ore 8.00
Lunedì, Mercoledì, Giovedì e Sabato ore 18.00

Festivo : ore 10.30, 18.00

Tutti i giorni ore 17.25 S. Rosario )

(anticipato alle 16.55 nei giorni della novena)

N.B. Tutte le celebrazioni sono aperte a tutti i fedeli e si possono seguire anche nel sito internet della parrocchia

Il catechismo in parrocchia è ripreso secondo le consuete modalità.

Anno : C

Dicembre 2021

LA VITA DELLA COMUNITA’

Domenica 19

IV di Avvento

S. Messe alle ore 10.30 e 18.00 (NO alle 8.00)

Ore 10.30 (S. Paolo) : S. Messa. – I bambini del catechismo accendono la quarta candela di avvento.

Al termine benedizione delle statuine di Gesù Bambino

Ore 17.30 (S. Paolo) : Novena di Natale.

Lunedì 20 Ore 17.30 (S. Paolo) : Novena di Natale
Martedì 21 Ore 17.30 (S. Paolo) : Novena di Natale
Mercoledì 22 Ore 17.30 (S. Paolo) : Novena di Natale
Giovedì 23 Ore 17.30 (S. Paolo) : Novena di NataleOre 20.45 (S. Paolo) : ”Adoriamo” Serata di musica e preghiera
Venerdì 24 Ore 17.30 (S. Paolo) : Novena di NataleOre 22.30 (S. Paolo) : S. Messa solenne della Notte
Sabato 25Natale del Signore S. Messe alle ore 8.00, 10.30 e 18.00
Domenica 26Santa Famiglia S. Messe alle ore 8.30, 10.30 e 18.00
Alla scuola di Gesù :
Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì Venerdì Sabato
Lc 1,26-38 Lc 1,39-45 Lc 1,46-55 Lc 1,57-66 Lc 1,67-79 Gv 1,11-18

Vivere il Mistero- Siamo ormai giunti alla vigilia del Natale: Dio entra nel tempo e nella storia. Entra in una città, Betlemme, secondo le promesse (cf. prima lettura). Entra nel grembo di una donna, Maria (cf. Vangelo), assume un corpo e un volto (seconda lettura). Assumendo un corpo, il Cristo entra in una duplice relazione: con l’umanità e con Dio. Verso Dio è una relazione caratterizzata dall’obbedienza: «Allora ho detto: «Ecco, io vengo – poiché di me sta scritto nel rotolo del libro – per fare, o Dio, la tua volontà» (Eb 10,7); verso l’umanità è una relazione caratterizzata dalla solidarietà: «Doveva rendersi in tutto simile ai fratelli» (Eb 2,17). Lc 2,21 ci ricorda, inoltre, che il corpo di Gesù è un corpo circonciso. Questo aspetto collega la sua corporeità alla Storia della salvezza, facendone, attraverso questo rito, un segno dell’Alleanza. Difatti, la circoncisione «fa del corpo umano una superficie di scrittura, e questa scrittura è memoria perenne dell’appartenenza al popolo santo» (L. Manicardi). L’Alleanza è ben più di un patto; nella sua natura profonda è un progetto di condivisione e di vita, l’incarnazione è il culmen di questa condivisione divina, che mirabilmente Gesù vive in se stesso, nell’unità perfetta della sua natura umana e divina. Ma in questa Alleanza egli è venuto a introdurre tutta l’umanità, che ne sia cosciente o no. Gesù cresce, matura, diviene all’interno delle relazioni; in queste relazioni egli immette una quantità fondamentale: l’amore. Per cui, il suo corpo, la sua umanità sono il luogo della sua donazione. Questa donazione caratterizza la sua venuta nel mondo: «Entrando ne! mondo, Cristo dice: “Tu non hai voluto…”» (Eb 10,5) e rimane come memoriale prima della sua dipartita da questo mondo «Questo è il mio corpo, che è per voi; fate questo in memoria di me» (1Cor 11,24). Il Cristo non si appartiene e vive una dinamica di espropriazione di sé che trova il suo momento apice nella morte e risurrezione. In altre parole, Gesù assume la logica del dono come verità del suo essere uomo. Questo dono, fatto sacramento, si rinnova in ogni celebrazione eucaristica. Al riguardo trovo significativo un versetto di Ungaretti, nella lirica «Mio fiume anche tu» dove il poeta, rivolto a Cristo, afferma: «Fratello che t’immoli perennemente per riedificare umanamente l’uomo». Cos’è l’Eucaristia? II dono del corpo immolato del Salvatore, del fratello, il quale nell’atto della sua offerta riedifica umanamente l’uomo. L’ Eucaristia. cristificandoci, ci umanizza. Il testo di Eb 10 ci fa capire che per Gesù il corpo è dono del Padre. Cosa significa? Che per Gesù il corpo non opacizza Dio; di più, la carne è deifera. Non solo: Gesù, accogliendo il suo corpo, ha accolto la prima parola che il Padre gli rivolgeva. Ha scritto Giovanni Paolo II: «Il corpo rivela l’uomo, esprime la persona ed è, perciò, il primo messaggio di Dio all’uomo stesso, quasi una specie di primordiale sacramento, inteso quale segno che trasmette efficacemente nel mondo visibile il mistero invisibile nascosto in Dio dall’eternità» (Orien. Educ. Sull’amore umano,24). Per cui Gesù ha imparato ad ascoltare il proprio corpo, ad accoglierlo come una parola del Padre. Una prova? Il fatto che Gesù fosse in ascolto dei corpi del suo prossimo: corpi sofferenti, provati, limitati, abbandonati al male. L’ascolto di sé l’ha condotto a saper ascoltare il prossimo e ad agire con misericordia, consolazione e perdono. Gesù sanava l’uomo nella sua totalità. Questa cura dell’umano al difuori di sé sarebbe stata impossibile senza una cura dell’umano in sé, senza la consapevolezza che il corpo è tempio della presenza di Dio, che il corpo è una Parola di Dio. Il corpo come fine dell’agire di Dio. Ha scritto il teologo F. Oetinger che il fine di tutto l’agire di Dio è la corporeità. Al di là di chi ancora si ostina a dire che il cristianesimo nega la corporeità, si può notare come la Storia della salvezza altro non sia che il progressivo tendere di Dio alla corporeità. Giovanni, nel Prologo teologico, che sentiremo risuonare nel tempo di Natate, afferma che questa tensione si è compiuta: «Il Logos si è fatto carne» [sarx], ( Gv 1,14). L’Incarnazione, dato che non dobbiamo mai dimenticare, non è restringibile però solo al momento della nascita di Gesù, ma in tutta la sua parabola esistenziale, in tutta la storia del suo corpo. Gesù è stato concepito per opera detto Spirito, è cresciuto come feto nel grembo di Maria, sua madre, ha avuto un corpo di bambino, fanciullo, adolescente fino a divenire uomo sia fisicamente sia psichicamente. Quel corpo, come sappiamo, è stato infine torturato, messo a morte ed è risorto per la potenza del Padre. Il corpo glorificato è, perciò, la speranza del mondo. Sì, da quell’ora il male, che devasta mente e cuore, che distrugge le relazioni e rende nemici i fratelli, è stato vinto per sempre. (P. Sandro Carotta)

Natale 2021: tornare bambini per accoglierLo Bambino

Editoriale Il Nostro S.Paolo dicembre 2021

don Pietro Marchetti, parroco

Noi viviamo in una nazione dove si diventa sempre più anziani e dove ci sono  sempre meno bambini, non solo nei numeri anagrafici, ma anche nel cuore. Per questo Dio ci chiede di “tornare bambini”  e di accoglierLo Bambino.

Tornare bambini: loro non si stancano mai di cercare, non smettono di sperare, hanno lo sguardo limpido del cielo, vasto e profondo come l’oceano. Per loro la realtà è sempre “scoperta” e “meraviglia”, l’avventura è il modo di stare al mondo, il gioco è festa quotidiana di libertà, la fiducia è il segreto della loro energia. Non parlo di un bambino perfetto: lo siamo stati tutti e sappiamo dei nostri egoismi, dei capricci, dell’agire istintivo, piccoli peccati che hanno segnato la nostra vita. I bambini sono piccoli, indifesi, bisognosi di tutto, eppure sempre aperti alla vita, alle cose, agli altri, sempre con le porte e le finestre spalancate sul mondo senza muri. Quell’essere creatura, quell’essere figlio gli basta perché il bimbo è felice di esserlo e non chiede altro che amare ed essere amato. Solo Gesù indica questa strada “Se non ritornerete come bambini non entrerete nel regno dei cieli “ (Mt.18,3).

La salvezza passa attraverso i bambini per la loro fiducia totale che è consegnare la propria vita nelle mani e nel cuore e nella mente della loro mamma e del loro papà. La salvezza passa per quell’attesa piena di speranza che segna il tempo della crescita; la salvezza passa attraverso il loro sguardo pieno di stupore e meraviglia rispetto a se stessi, agli altri e al mondo. La salvezza passa attraverso la sete di conoscenza: una curiosità fatta di domande a partire da quella decisiva: la domanda di bene, di bello e di vero che è l’impronta del Creatore nelle loro  anime. La salvezza passa attraverso la libertà dei bambini che è lo spazio e il tempo del gioco, la possibilità di creare mondi fantastici in cui ritrovano se stessi e gli altri. Solo l’orgoglio dell’uomo lo ha portato a pensare di poter passare da figlio a creatore: il peccato originale è il rifiuto del dono più grande: essere figli. Per questo avviene l’impensabile: Dio si fa figlio. Accogliere quindi Gesù nel Natale, vuol dire ritrovare il nostro essere figli, in quel bambino  che ci ricorda di non smettere mai di essere bambini. E se anche non lo siamo più anagraficamente, chiediamo al Signore di poterlo essere nel cuore, conservando quello stupore per il bello, il buono e il vero. Auguri di un Buon e Santo Natale, quel Gesù che nasce a Betlemme sotto Augusto, non è una favola, è storia, ma a differenza di tutte le altre storie, Egli si fa Salvezza: oggi come allora quel Bambino nasce per noi.    

E auguri di un Buon Anno 2022. 

Don Pietro parroco.

Programma dal 11 al 19 dicembre 2021

Letture: Sofonia 3,14-17 / Salmo da Isaia 12,2-6 / Filippesi 4,4-7

Grandi cose ha fatto il Signore per noi.

Canta ed esulta, perché grande in mezzo a te è il Santo d’Israele.

Dal Vangelo secondo Luca (3,10-18)

In quel tempo, le folle interrogavano Giovanni, dicendo: «Che cosa dobbiamo fare?». Rispondeva loro: «Chi ha due tuniche, ne dia a chi non ne ha, e chi ha da mangiare, faccia altrettanto».

Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare e gli chiesero: «Maestro, che cosa dobbiamo fare?». Ed egli disse loro: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato».

Lo interrogavano anche alcuni soldati: «E noi, che cosa dobbiamo fare?». Rispose loro: «Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno; accontentatevi delle vostre paghe».

Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala per pulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel suo granaio; ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile».

Con molte altre esortazioni Giovanni evangelizzava il popolo.

Parola del Signore

VITA ECCLESIALE

Sabato 11
Domenica 12 10.30

18.00

+ Mondini Alfredo e Luigi

+ Angelo e Maria Luisa e deff. delle fam. Mazzotti e Sangiorgi – Capucci Armando

+ Tozzola Angelo (Trigesima)

Deff. fam. Franti Goffredo e fam. Pietrantoni

Lunedì 13 10.30

18.00

+ Antonio

+ Orlacchio Angelina e Luisi Giovanni

+ Francesco Buttelli (anniv.)

+ Guardigli Lucia

Martedì 14
Mercoledì 15 18.00 + Vittorio Ricci
Giovedì 16 18.00 + Rossella
Venerdì 17
Sabato 18
Domenica 19 10.30 + Claudio

Orario Confessioni Sabato ore 11.00 – 12.00 (don Pietro)

ore 16.45 – 17.45 (don Pietro)

Concordare con don Pietro eventuali esigenze rispettando rigorosamente le disposizioni di legge (distanziamento, mascherine ecc…)).

Orario SS. Messe Feriale: Martedì e Venerdì ore 8.00

Lunedì, Mercoledì, Giovedì e Sabato ore 18.00

Festivo : ore 10.30, 18.00

Tutti i giorni ore 17.25 S. Rosario )

(anticipato alle 16.55 nei giorni della novena)

N.B. Tutte le celebrazioni sono aperte a tutti i fedeli e si possono seguire anche nel sito internet della parrocchia

Il catechismo in parrocchia è ripreso secondo le consuete modalità.

LA VITA DELLA COMUNITA’

Anno : C

Dicembre 2021

Domenica 12

III di Avvento

S. Messe alle ore 10.30 e 18.00 (NO alle 8.00)

Ore 10.30 (S. Paolo) : S. Messa. – I bambini del catechismo accendono la terza candela di avvento.

Lunedì 13

S. Lucia

S. Messe alle ore 10.30 e 18.00
Martedì 14 Ore 20.30 (canonica) : Incontro dei moderatori in preparazione al Sinodo della Chiesa universale
Giovedì 16 Ore 17.30 (S. Paolo) : Novena di Natale

Ore 20.30 (canonica) : Incontro dei moderatori in preparazione al Sinodo della Chiesa universale

Venerdì 17 Ore 17.30 (S. Paolo) : Novena di Natale e Adorazione eucaristica
Sabato 18 Ore 17.30 (S. Paolo) : Novena di Natale
Domenica 19

IV di Avvento

S. Messe alle ore 10.30 e 18.00 (NO alle 8.00)

Ore 10.30 (S. Paolo) : S. Messa. – I bambini del catechismo accendono la quarta candela di avvento.

Al termine benedizione delle statuine di Gesù Bambino

Ore 17.30 (S. Paolo) : Novena di Natale

Alla scuola di Gesù :
Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì Venerdì Sabato
Mt 21,23-27 Mt 21,28-32 Lc 7,19-23 Lc 7,24-30 Mt 1,1-17 Mt 1,18-24

Vivere il Mistero- Anche questa domenica è caratterizzata dalla gioia. La colletta iniziale chiede a Dio una rinnovata esultanza per celebrare con fede e amore l’ormai imminente Natale del Signore, nel quale Dio rinnova la sua salvezza. La gioia nasce dalla vicinanza del Signore; di più, il Signore è in mezzo a noi. Questa presenza però è esigente: non solo conforta ma anche stimola a operare verso il prossimo con giustizia. La predicazione del Battista ottiene i primi frutti: varie categorie sociali – gente comune, pubblicani, soldati – interpellano l’uomo di Dio sul da farsi. Giovanni non risponde in modo univoco ma differenziato, a partire dagli interlocutori. Alle folle parla di condivisione e solidarietà’: «Chi ha due tuniche ne dia a chi non ne ha e chi ha da mangiare faccia altrettanto» (Lc 3,11). Ai pubblicani, che avevano un compito legato al denaro, la risposta è in chiave di giustizia fiscale: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato» (Lc 3,13). Infine ai soldati, il Battista chiede rispetto e onestà: «Non maltrattate e non estorcete niente a nessuna: accontentatevi delle vostre paghe» (Lc 3,14). La medesima domanda Luca la ripresenta in At 2,37. Qui non è più il Battista a essere interrogato, ma Simon Pietro. La risposta di Pietro è più generale; egli invita a immergersi, attraverso il battesimo, in Cristo. La conversione in questo caso è un’immersione nel mistero di Dio. Questa è la via della salvezza offerta all’umanità. La folla che circonda il Battista non ha solo domande ma anche attese; una in particolare, quella del Messia. La gente, sentita la predicazione del Battista, pensa che sia lui il Cristo. Ma egli subito smentisce: «no, non sono io». E allora come si definisce, qual è il suo ruolo? Giovanni Battista afferma di amministrare un battesimo di penitenza; ma ben superiore sarà il battesimo del Messia, in quanto battezzerà nello Spirito. Ma c’è un altro elemento da evidenziare: Giovanni asserisce che lui non è degno di sciogliere i legacci dei sandali del Messia. Così dicendo egli riconosce la superiorità di Gesù; non solo, l’espressione potrebbe forse alludere anche alla legge del levirato, propria del diritto matrimoniale ebraico. Giovanni sa bene che la Sposa (Israele) appartiene all’unico Sposo (il Messia). II Battista e Gesù non sono perciò sullo stesso piano. La differenza tra Gesù e il Battista verte soprattutto sulla modalità dell’annuncio della salvezza. Per Giovanni sul popolo incombe il giudizio e il castigo: il Messia giungerà con il ventilabro in mano, con la scure posta alla radice degli alberi. Di qui l’urgenza della conversione. Ma a Giovanni verranno riportate le scelte pastorali di Gesù, il quale siede a mensa con i peccatori e frequenta i pubblicani e le prostitute. Non tutto coincide con quanto il Battista aveva predicato. Dov’è allora il Messia che avrebbe ristabilito la giustizia punendo i colpevoli e i peccatori? La prassi di Gesù metterà in crisi Giovanni (cf. Mt 11,3); questa crisi sarà poi superata quando Gesù gli risponderà rivelandogli il compimento delle Scritture e i segni del Regno che egli stesso aveva annunciato (cf. Mt ll,6). Il breve brano paolino, che costituisce anche il canto d’ingresso di questa domenica chiamata Gaudete, è un forte invito alla gioia che si rinnova ancora una volta. Donde nasce la gioia cristiana? Da una consapevolezza: il Signore è presente tra di noi, in mezzo a noi eppure, allo stesso istante, lo aspettiamo, ne desideriamo la rivelazione piena e definitiva. Questa gioia plasma il volto e l’atteggiamento del cristiano in quanto diviene affabilità (gentilezza) verso tutti. Ma non solo. La gioia che viene dallo Spirito porta a un superamento dell’ansietà legata ai problemi che la vita quotidianamente presenta. Per questo Paolo esorta anche alla preghiera. Una preghiera che deve caratterizzarsi per l’azione di grazie, e la supplica. Solo cosi il cristiano passa dall’ansia alla pace (v 7). L’abbiamo capito: la gioia cristiana non è euforia ma nasce dalla consapevolezza di una presenza, quella del Signore, che accompagna giorno per giorno il nostro cammino. Certo è una gioia non ancora compiuta, ma questo non significa che sia meno intensa; è una gioia che alimenta la speranza e la sostiene. Una gioia che diviene testimonianza tra i fratelli della fedeltà del nostro Dio. Al riguardo, anche l’austera figura del Battista, che domina la liturgia odierna, ha qualcosa da dirci. Egli ha avuto il coraggio di rompere con la corruzione del suo tempo, di denunciare la perversione del potere. Questa coerenza l’ha portato al carcere e alla morte. Prima ancora, nel deserto, ha vissuto la dura ascesi dell’essenziale, e davanti al Cristo da lui riconosciuto come Messia, si è ritirato, consapevole di aver fatto la sua parte. Austerità, sacrificio, amore della verità, ricerca di Dio, sono anche per noi l’humus da offrire al seme del Vangelo affinché possa germogliare in noi una messe di gioia. (P. Sandro Carotta)

Programma dal 4 al 12 dicembre 2021

Letture: Baruc 5,1-9 / Salmo 125 / Filippesi 1,4-6.8-11

Grandi cose ha fatto il Signore per noi.

Dal Vangelo secondo Luca (3,1-6)

Nell’anno quindicesimo dell’impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode tetràrca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetràrca dell’Iturèa e della Traconìtide, e Lisània tetràrca dell’Abilène, sotto i sommi sacerdoti Anna e Càifa, la parola di Dio venne su Giovanni, figlio di Zaccarìa, nel deserto.

Egli percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati, com’è scritto nel libro degli oracoli del profeta Isaìa:

«Voce di uno che grida nel deserto:

Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!

Ogni burrone sarà riempito, ogni monte e ogni colle sarà abbassato;

le vie tortuose diverranno diritte e quelle impervie, spianate.
Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!».

Parola del Signore

VITA ECCLESIALE

Sabato 04 18.00 + Ruffini Armanda e Dovadola Ivano

+ Nicola Gorilla, Ivone Marino e Ismini Mingardo

Domenica 05 10.30

18.00

Deff. fam. Ghetti e Valenti

+ Alberti Dante, Irma e Vilma

+ Cg. Sabatino e Margherita

Lunedì 06 18.00 + Palcera Addolorata
Martedì 07
Mercoledì 08 10.30

18.00

+ Ruffini Armanda e Dovadola Ivano

+ Benfenati Brignani Maria

+ Ravaglia Domenico e Costa Paolina

Giovanni e Gaia (viventi)

Giovedì 09
Venerdì 10 8.00 Deff. fam. Giacometti, Mussino e De Giovanni
Sabato 11
Domenica 12 10.30 + Mondini Alfredo e Luigi

+ Angelo e Maria Luisa e deff. delle fam. Mazzotti e Sangiorgi – Capucci Armando

+ Tozzola Angelo (Trigesima)

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Programma dal 27 novembre al 5 dicembre 2021

Letture: Geremia 33,14-16 / Salmo 24 / 1Tessalonicesi 3,12-4,2

A te, Signore, innalzo l’anima mia, in te confido.

Dal Vangelo secondo Luca (21,25-28.34-36)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte.

Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria.

Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina.

State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere, e di comparire davanti al Figlio dell’uomo».

Parola del Signore

VITA ECCLESIALE

Sabato 27 18.00 + Dovadola Ivano e Ruffini Armanda

+ Cavaliere Gina e Chieregatto Mario

+ Baldini Norberto, Luigi e Ines

+ Mongardi Ettore e Angela e Mongardi Maria, Emidio e fam.

Domenica 28 10.30

18.00

+ Alma, Alfonso, Maria e Peppino

+ Teresa e Quinto Pilani

+ Liverani Paolo

+ Ghiselli Maria ved. Farneti

Lunedì 29 18.00 + Montesi Natale
Martedì 30
Mercoledì 01
Giovedì 02
Venerdì 03 8.00 + Preda Maria Teresa
Sabato 04 18.00 + Ruffini Armanda e Dovadola Ivano
Domenica 05 10.30

18.00

Deff. fam. Ghetti e Valenti

+ Alberti Dante, Irma e Vilma

Orario Confessioni Sabato ore 11.00 – 12.00 (don Pietro)

ore 16.45 – 17.45 (don Pietro)

Concordare con don Pietro eventuali esigenze rispettando rigorosamente le disposizioni di legge (distanziamento, mascherine ecc…)).

Orario SS. Messe Feriale: Martedì e Venerdì ore 8.00

Lunedì, Mercoledì, Giovedì e Sabato ore 18.00

Festivo : ore 10.30, 18.00

Tutti i giorni ore 17.25 S. Rosario )

(anticipato alle 16.55 nei giorni della novena)

N.B. Tutte le celebrazioni sono aperte a tutti i fedeli e si possono seguire anche nel sito internet della parrocchia

Il catechismo in parrocchia è ripreso secondo le consuete modalità.

Anno : C

Novembre – Dicembre 2021

LA VITA DELLA COMUNITA’

Domenica 28

I di Avvento

S. Messe alle ore 10.30 e 18.00 (NO alle 8.00)

Ore 10.30 (S. Paolo) : S. Messa. – I bambini del catechismo accendono la prima candela di avvento.

Lunedì 29 Ore 17.30 (S. Paolo) : Novena dell’Immacolata
Martedì 30

S. Andrea Ap.

S. Messa ad orario feriale

Ore 17.30 (S. Paolo) : Novena dell’Immacolata

Ore 20.45 (canonica) : Caritas parrocchiale

Mercoledì 01 Ore 17.30 (S. Paolo) : Novena dell’Immacolata

Ore 20.45 (canonica) : Prove del “Coro S. Paolo”

Giovedì 02 Ore 17.30 (S. Paolo) : Novena dell’Immacolata
Venerdì 03 Primo venerdì del mese – Comunione agli impediti

Ore 8.30 – 12.00 (S. Paolo) : Adorazione Eucaristica

Ore 17.30 (S. Paolo) : Novena dell’Immacolata

Sabato 04 Ore 17.30 (S. Paolo) : Novena dell’Immacolata
Domenica 05

II di Avvento

S. Messe alle ore 10.30 e 18.00 (NO alle 8.00)

Ore 10.30 (S. Paolo) : S. Messa. – I bambini del catechismo accendono la seconda candela di avvento.

Ore 17.30 (S. Paolo) : Novena dell’Immacolata

Alla scuola di Gesù :
Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì Venerdì Sabato
Mt 8,5-11 Mt 4,18-22 Mt 15,29-37 Mt 7,21.24-27 Mt 9,27-31 Mt 9,35-38-10,1.6-8

Vivere il Mistero- Con questa domenica si apre davanti a noi il tempo di Avvento dove approfondiremo la nostra chiamata escatologica. L’Avvento, ormai dovrebbe essere assodato, non è il tempo liturgico che ci prepara al Natale. Il Natale è commemoratio; se celebriamo il Natale è perché questo evento storico – centrale per la nostra fede – è il fondamento della venuta ultima e gloriosa del Cristo. Questa venuta va attesa, invocata e sperata ardentemente. Non è un caso che l’ultimo libro della rivelazione si concluda con il celebre «Maràna tha» ovvero: «Vieni, Signore!» (cf . Ap 22,20). Prima di entrare nei testi che oggi la liturgia ci propone, richiamiamo brevemente le 4 venute di Cristo. C’è una venuta storica, quando il Verbo di Dio si è fatto carne. Ma c’è anche una venuta fondazionale. Dopo la Pasqua, quando si presenta ai discepoli, il Risorto fonda la sua Chiesa. Giovanni parla anche di una venuta abituale, perché di otto giorni in otto giorni il Signore si manifesta tra i suoi (ogni otto giorni la Chiesa celebra l’Eucaristia). Infine abbiamo la venuta escatologica alla fine dei tempi. La rivelazione evidenzia continuamente il carattere escatologico della vita cristiana ma aiuta anche a vivere, senza fughe, l’attesa del Signore. In primis bisogna saper attendere vivendo con pietà, giustizia e verità in questo mondo. Questa attesa dev’essere sostanziata dall’amore e non nella paura, dalla pazienza e nella veglia. E questo per presentarsi al Signore immacolati, sinceri e irreprensibili. Anche quando tutto sembra compromesso, quando il peccato sembra che sigilli una spaccatura insanabile, Dio non cessa di infondere speranza a Israele con la promessa di un Messia. Uno dei nomi con il quale è chiamato è Germoglio (tsemàch). Nell’Antico Testamento compare 5 volte come nome proprio e mette in evidenza un aspetto sempre diverso. Per Ger 33,14-16 il Germoglio è assicurato al re Davide e alla sua discendenza. In Zc 3,8, il Germoglio assumerà i tratti del Servo, mentre in 6,12 quelli di un uomo. Per Is 4,2 il Germoglio viene da Dio, mentre, ancora in Ger 23,3-6, è visto come Pastore-Capo. Il Germoglio è visto come re, Servo, uomo, Dio e capo. Se noi apriamo i Vangeli vediamo che questi cinque titoli sono applicati a Gesù. Sarà Matteo a parlarci di Gesù come re. Per Marco, invece, Gesù è il Servo. Luca presenterà Gesù come discendente da Adamo, Giovanni come Kyrios e Dio, mentre in At 5,3 Gesù è il capo, il fondamento della Chiesa nascente. In Gesù trova perciò compimento la Parola di Dio: egli sintetizza tutti gli aspetti del Messia/Germoglio, attestando che Dio non mente, ma che tutte le promesse sono divenute «si» nella sua persona e nella sua vita (cf. 1 Cor 1,20). Per questo sale a Dio, dirà Paolo, il nostro «amen». Paolo afferma che il Signore verrà nella sua gloria assieme a tutti i suoi santi. Gesù perciò è il Veniente, colui dopo il quale non c’è da attendere più nessuno. Possiamo anche dire, in questo orizzonte, che Cristo è il futuro dell’uomo. La sua venuta, nota S. Palumbieri, «si attua come estensione nel tempo e interiorizzazione nel cuore del mondo, per potenziare l’opera compiuta nel suo primo avvento». Prima della venuta ultima, la storia è, per certi aspetti, attraversata da fremiti divini «che segnano senza posa gli avventi intrastorici di Dio». Il cristiano deve perciò saper discernere questi «avventi intrastorici» di Dio, che chiama continuamente l’uomo a sé, alla sua alleanza. Per questo deve vigilare, attendere, in serena protensione verso l’arrivo del suo Signore. Senza nessuna fuga dal presente, il cristiano diviene responsabile dei suoi fratelli in umanità, capace di vegliare sugli altri uomini affinché su tutti regni la signoria liberante di Cristo. Per questo sa avere una parola profetica, che non condanna l’uomo ma denuncia con forza i suoi idoli. Certo, questo comporta una resistenza per non lasciarsi trascinare nelle seducenti logiche mondane. Il Vangelo odierno ci parla, infine, del Figlio dell’uomo. Questa espressione o, se vogliamo, questo titolo cristologico ricorre spesso sulle labbra di Gesù, che però lo utilizza sempre alla terza persona e quindi mai come esplicita autodefinizione. Nell’Antico Testamento, il Figlio dell’uomo ha due connotazioni: per Ezechiele è sinonimo di solidarietà. Il profeta (denominato Figlio dell’uomo) è, infatti, chiamato da Dio a essere solidale con i suoi fratelli. Il termine torna più di 90 volte in questo libro. In Daniele, invece, ha più una connotazione collettiva ed è un’allegoria di Israele. Nei Vangeli ricorre in testi escatologici. Per Gesù, questa figura rappresenta il Giusto sofferente, che sarà da Dio glorificato. In una parola: Gesù integra la figura del Figlio dell’uomo con aspetti legati alla sofferenza. Nel nostro brano, Gesù esplicita ulteriormente dicendo che il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria e verrà come giudice. L’evangelista Luca mette in guardia i suoi lettori: non è importante sapere quando Cristo ritornerà, quando avverrà la fine di questo mondo. Ciò che si richiede è uno spirito di vigilanza e di perseverante preghiera. Non è tutto: la storia non bisogna fuggirla con pretese escatologiche. Dio è presente nell’oggi del credente e feconda il suo cammino verso la pienezza. Diremo di più: il vero credente è colui che sperimenta l’ineffabile nel quotidiano, tanto che la storia e la creazione divengono un «santuario senza pareti» (A. Heschel). Ecco la gioia dell’Avvento. (P. Sandro Carotta)

Medjugorje, 25 Novembre 2021

Cari figli!

Sono con voi in questo tempo di misericordia

e vi invito tutti

ad essere portatori di pace e d’amore in questo mondo,

dove, figlioli, Dio vi invita attraverso di Me ad essere preghiera,

amore ed espressione del Paradiso, qui sulla terra.

I vostri cuori siano riempiti di gioia e di fede in Dio

affinché, figlioli, possiate avere totale fiducia

nella Sua santa volontà.

Per questo sono con voi

perché Lui, l’Altissimo, mi manda tra di voi

per esortarvi alla speranza

e voi sarete portatori di pace in questo mondo inquieto.

Grazie per aver risposto alla mia chiamata.